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Alveolata
Comprendono i phyla di dinoflagellata, apicomplexa e ciliophora
Gruppo monofiletico
Sono caratterizzati dalla presenza di alveoli pellicolari e da sequenze simili di rRNA
Phylum dinoflagellata
uno dei componenti primari di plancton marino e lacustre
Ciclo apolide
Possiedono 2 flagelli: uno posteriore che emerge poco oltre la metà del corpo ed è accolto nel solco longitudinale(sulcus) e uno trasversale nel solco che circonda il corpo(cingulum)
Alcuni sono fotosintetici, la maggior parte mixotrofi
Contengono cloroplasti delimitati da due o più membrane
Molte specie hanno teca divisa in epiteca e ipoteca composta da depositi di cellulosa negli alveoli pellicolari; se piastre sono spesse di parla di specie corazzate, se sono sottili e flessebili si dicono nude
Alcune capaci di bioluminescenza
In alcuni casi è nota riproduzione sessuale
Vacuolo con funzioni sono osmoregolatrici
Nucleo contenente molto DNA, mancanza di istoni, numerosi cromosomi che restano condensati nell’intera fase e aderiscono all’involucro nucleare e si fa carico della separazione di cromatidi
Specie eterotrofe con citostoma che catturano cibo con estrusomi o con pallium
Riproduzione asessuale per scissione binaria
Sulcis
Nei dinoflagellati, solco longitudinale che accoglie flagello
Cingulum
Solco trasversale che accoglie il flagello che circonda il corpo del dinoflagellata
Epiteca
Emisfero superiore nella teca dei dinoflagellati
Ipoteca
Emisfero inferiore nella teca dei dinoflagellati
Dinokaryon
Nucleo dei dinoflagellati, caratterizzato da un alto contenuto di DNA, la mancanza di istoni e da numerosi cromosomi condensati anche nell’interfase e aderiscono, in occasione di mitosi, all’involucro nucleare (che resta integro) e si fa carico della separazione dei cromatidi
Pallium
Membrane avvolgenti che i dinoflagellati eterotrofi utilizzano per catturare il cibo
Riproduzione asessuale dinoflagellati
Per scissione binaria, le forme tecate possono dividere le piastre della teca tra le due cellule figlie, oppure la teca viene persa e le cellule figlie sintetizzano tutta la teca

Riproduzione sessuale dinoflagellati
Dalla fecondazione si originano zigoti tetraflagellati che, una volta persi i flagelli, sedimentano nel fondo della colonna d’acqua trasformandosi in cisti zigotiche(istricosfere) che possono persistere per anni prima di schiudere e generare per meiosi stadi vegetativi aploidi

Nocticula
Dinoflagellati che appartengono a specie aberranti responsabili della bioluminescenza del plancton

Alexandrium, Gymnodinium, Pyrodinium
Generi di dinoflagellati tossici che vivono in ambiente costiero ricco di azoto
Le prime producono saxitossina, che inibisce la trasmissione dell’ impulso nervoso bloccando i canali del sodio, che avvelena organismi filtratori
La rapida proliferazione causa maree rosse
Karenina brevis
Nei dinoflagellati produce brevi tossina, non letale come saxitossina ma causa avvelenamento con diarrea, vomito, dolori addominali, vertigini
Pfisteria piscida
Dinoflagellati responsabile della moria di pesci marini, perché l’inquinamento antropico produce una tossina che provoca lesioni dei tessuti cutanei dei pesci, di cui si nutrono i parassiti

Ciguatera
Intossicazione alimentare causata da ingestione di alimenti marini contaminati da ciguatossina, presente in molti dinoflagellati
I sintomi comprendono prurito, contrazioni muscolari involontari, visione offuscata…
Solitamente associata al consumo di pesci provenienti da mari tropicali

Zooxantelle
Dinoflagellati simbionti di molti coralli ermatipici, essi perdono flagelli e assumono morfologia sferica

Simbiosi zooxantelle e coralli ermatipici
Le zooxantelle sono alloggiate all’interno delle cellule del gastroderma, facilitano la deposizione del carbonato di calcio assorbendo con la fotosintesi l’anidride carbonica prodotta dal metabolismo del corallo

Phylum ciliophora
Taxon monofiletico di organismi eterotrofi che vivono in acqua di mare, dolce o nei terreni umidi
Provvisti di cilia in almeno qualche stadio del loro ciclo vitale
Pellicola rigida, eterocarionti, hanno citostoma e citoprotto
Per lo più organismi solitari mobili, alcuni provvisti di teche organiche
Superficie cellulare con pellicola esterna e infraciliatura interna
Corpi basali delle cilia disposti in file dette cinezie
In alcune specie ci sono cirri per camminare sul fond, altre specie sono sessili
Tricocisti per difesa e toxocisti anche per catturare prede
Possono essere detritivori, batteriovari, fitofagi o predatori
Coniugazione per incrementare scambio genetico in caso di condizioni ambientali avverse (diverso da riproduzione)
Riproduzione asessuale con macro nucleo che si divide per amitosi
Pellicola esterna ciliati
Fanno parte la membrana plasmatica e uno strato sottostante di alveoli appiattiti, saldati contenenti materiale proteico e estrusomi
Infraciliatura ciliati
Comprende il complesso di cinestosomi(corpuscoli basali delle cilia)
Sacchi parasomali
Sede di attività eso e endocitotiche, luogo dove la pellicola si assottiglia (come in citostoma e citopigio) alla base delle cilia
Cinezie
File longitudinali in cui sono disposti i corpi basali delle cilia
Membranella orale
Organuli pluriciliari che la cellula usa per attrarre, catturare e indirizzare il cibo nel citostoma
Cirri
Cilia fuse che vengono usati per camminare sul fondo in ciliati ipotrichi
Tricocisti
Wstrusomi con dardo proteico all’estremità , funzioni di difesa nei ciliati
Toxocisti
Estrusomi Con lungo filamento e base bulbosa contenente una tossina, usate per difesa e cattura delle prede nei ciliati
Mionemi
Fibre proteiche striate che nei ciliati provocano la contrazione del peduncolo in caso di minaccia
Spasmonema
Unica fibra spiraliforme del peduncolo dei ciliati sessili (?)
Macronucleo
Presente nei ciliati, il macronucleo è altamente poliploide e contiene numerosi nanocromosomi
Nella riproduzione asessuale dei ciliati si divide per amitosi
Amitosi
Quando il nucleo si divide direttamente, senza la formazione del fuso mitotico
Il nucleo si dici è in 2 parti spesso senza distrubuzione equa del materiale genetico