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Piano trasverso del torace
Mediastino Superiore (contenuto: trachea, esofago, timo)
Nella cavità toracica, tra le due logge polmonari è presente il MEDIASTINO, diviso dal piano trasverso del torace in superiore e inferiore.
Piano trasverso del torace:
Limiti → angolo sternale, seconda costa e disco intervertebrale T4-5
Contenuto Mediastino Superiore:
Trachea → segue la laringe nel collo, attraversa l’apertura toracica superiore e termina con la biforcazione tracheale dove si divide in bronchi.
La trachea presenta uno scheletro cartilagineo incompleto, cioè la parte posteriore che è in rapporto con l’esofago ne è priva.
Esofago → posteriormente alla trachea e anteriormente ai corpi vertebrali
Timo → anteriormente alla trachea, aorta e vena cava, struttura del sistema linfatico, cui dimensioni cambiano durante il corso della vita, infatti in età pediatrica occupa anche il mediastino inferiore, poi pero riduce di dimensione e occupa solo il superiore
Clinica:
Il prelievo del midollo osseo può essere eseguito dal manubrio dello sterno, ma è una sede meno preferita perché posteriormente ad esso passa l’arco aortico, e quindi si ha il rischio di lesionarlo
Infatti la sede di elezione è la cresta iliaca
N.B.
Gli organi descritti sono in riferimento alla posizione supina, la loro localizzazione nel vivente dal cadavere può essere diversa per mancanza di pressione strutture viscerali, anche in posizione eretta queste strutture si portano più in basso.

Mediastino Superiore (contenuto vascolare)
Arterie:
Arco Aortico, mentre aorta ascendente e discendente sono nel mediastino inferiore.
Anteriormente alla trachea abbiamo anche i tre rami dell’arco aortico, cioè Arteria Brachiocefalica, Arteria Carotide Comune e Succlavia di Sinistra
Legamento Arterioso → tra arco aortico e tronco polmonare, è il residuo obliterato del condotto (dotto di botallo) che bypassa la circolazione polmonare in vita intrauterina, convogliano il sangue dal ventricolo destro, tramite il tronco polmonare, direttamente nell’aorta
Vene:
Vene Brachiocefaliche e Vena Cava Superiore (anteriormente alla trachea):
Entrambe derivano dalla confluenza della Giugulare Interna e Vena Succlavia (unione dietro l’articolazione sterno-clavicolare) e insieme originano a livello della prima costa la Vena Cava Superiore che sbocca nell’Atrio Destro, e anch’essa è presente nel mediastino superiore
Hanno però lunghezze diverse, cioè la destra scende subito verticalmente nella vena cava superiore, mentre la sinistra si porta da sinistra a destra e poi si unisce ad essa.
Vena Intercostale Superiore Sinistra e Vena Intercostale Suprema:
La suprema raccoglie sangue dal primo spazio intercostale e sbocca nella vena brachiocefalica
La intercostale superiore sinistra drena secondo, terzo e quarto spazio intercostale e sbocca direttamente nella vena brachiocefalica sinistra, decorrendo lateralmente all’arco aortico.
Invece la intercostale superiore destra non è nel mediastino superiore, perché è più corta e sfocia nella vena azygos.
La vena azygos è nel mediastino posteriore che risale dalla cavità addominale, scavalca il bronco destro e raggiunge la vena cava superiore con il suo arco, passando così nel mediastino superiore.
Linfatico:
Dotto Toracico → decorre il suo ultimo tratto, che raccoglie la linfa da arti inferiori, addome e parte sinistra del torace. Si dirige verso l’angolo venoso sinistro (tra giugulare interna e succlavia sinistra)

Mediastino Superiore (contenuto nervoso)
Lato Destro:
Nervo Vago Destro:
Entra nel torace anteriormente all’arteria succlavia destra, poi origina il Nervo Laringeo Ricorrente Destro che passa sotto a questa e risale tra trachea e esofago
Poi continua posteriormente alla vena cava superiore e peducondolo polmonare dove siamo nel mediastino inferiore.
Nervo Frenico Destro:
Scende anteriormente al muscolo scaleno anteriore ed entra nel torace tra vena succlavia e origine della brachiocefalica
Passa anteriormente alla vena cava superiore e peduncolo polmonare dove siamo nel mediastino inferiore
Qui prosegue lungo il pericardio e raggiunge il diaframma in prossimità dell’orifizio della vena cava inferiore
Lato Sinistro:
Nervo Vago Sinistro:
Entra nel torca tra arteria carotide comune e succlavia sinistra
Raggiunge l’arco aortico e origina il nervo laringeo ricorrente sinistro, che passa sotto l’arco aortico e risale tra trachea ed esofago
Poi continua posteriormente al peduncolo polmonare
Nervo Frenico Sinistro:
Scende tra carotide comune e succlavia sinistra, passa lateralmente l’arco aortico passando anteriormente al nervo vago
Poi prosegue lungo il pericardio, passa anteriormente al peduncolo polmonare e raggiunge il diaframma
N.B. il peduncolo polmonare è il complesso di strutture che entrano nel polmone: bronco, arteria e vene polmonari, strutture linfatiche e rami nervosi.

Mediastino Inferiore, suddivisione
E’ suddiviso in tre porzioni:
Anteriore, medio e posteriore
La struttura di riferimento è il cuore, che è nel mediastino medio, così come le strutture che decorrono sulla sua superficie (es. nervi frenici)
Quindi il Mediastino Anteriore sarà lo spazio tra:
Superficie anteriore del pericardio fibroso e superficie posteriore sterno e cartilagini costali
Mentre il Mediastino Posteriore sarà lo spazio tra:
Superficie posteriore del pericardio fibroso e colonna vertebrale

Contenuti:
Mediastino anteriore
Mediastino medio
(mediastino inferiore)
Contenuto mediastino anteriore:
Timo → in età pediatrica, poi regredisce e lo troviamo solo in quello superiore.
Arteria e Vena Toracica Interna → lungo i lati dello sterno, con i rami mediastinici che vascolarizzano timo e pericardio
Legamenti Sterno-Pericardici → tra pericardio e faccia posteriore dello sterno, per stabilizzare la posizione del sacco pericardico
Superiore → tra manubrio e pericardio
Inferiore → tra processo xifoideo e pericardio
Linfonodi → localizzati negli spazi intercostali
Contenuto mediastino medio:
Cuore nel suo sacco pericardico
Arterie e Vene Pericardiofreniche → originate dall’arteria toracica interna e vena brachiocefalica, vascolarizzano pericardio fibroso e diaframma (parte superiore)
Nervi Frenici → inferiormente, aderenti al pericardio fibroso
Vena Cava Superiore → tratto terminale prima di sboccare nell’atrio destro
Vena Azygos → che poi confluisce nella vena cava superiore passando posteriormente al bronco destro
Aorta Ascendente → che origina dal ventricolo sinistro
Tronco polmonare e arterie polmonari → che originano dal ventricolo destro
Vene Polmonari → dirette all’atrio sinistro

Contenuto Mediastino Posteriore
(mediastino inferiore)
Contenuto mediastino posteriore:
Aorta discendente toracica → posteriormente al cuore, da cui originano:
Arterie intercostali posteriori
Rami viscerali → a. esofagee, bronchiali, mediastiniche, freniche inferiori
Esofago → che scende dal mediastino superiore posteriormente al cuore, attraversa il diaframma e raggiunge lo stomaco e cavità addominale
L’esofago è accompagnato dal plesso esofageo formato dai nervi vaghi che incrociano posteriormente i peduncoli polmonari, si portano sull’esofago ramificando e formando il plesso esofageo
Poi distalmente, avvicinandosi al diaframma, le fibre formano un Tronco vagale anteriore e posteriore
Vena Azygos e Emiazygos (e emiazygos accessoria) → rispettivamente a destra e sinistra della colonna vertebrale
La azygos forma un arco sopra il bronco principale destro e sbocca nella faccia posteriore della vena cava superiore
La emyazigos si unisce alla azygos a livello di T8
La emyazigos accessoria si unisce alla azygos a livello di T7
Dotto Toracico:
Origina dalla cisterna del chilo anteriormente a L1-2 che origina dalla confluenza di dotti linfatici intestinali e dotto lombare sx e dx (riceve la linfa dalla zona sottodiaframmatica del corpo).
Poi attraversa il diaframma (dallo iato aortico) passa posteriormente all’aorta ed esofago, inizialmente a dx poi si posta a sx della colonna.
Infine a livello dell’apertura toracica superiore fa un arco sopra la succlavia e termina nell’angolo venoso (ha aspetto a collana per le numerose valvole)
Tronco del simpatico → decorre ai lati della colonna, quindi scende dal mediastino superiore, poi in quello posteriore. A livello toracico presenta i gangli toracici e poi i nervi splancnici

Circolazione cuore
Il sangue refluo ritornerà al cuore tramite la Vena Cava Superiore e Inferiore, insieme al Seno Coronario (che raccoglia il sangue dalle pareti del cuore stesso) che sboccano tutti nell’Atrio Destro, dove termina la grande circolazione.
Qui il sangue viene spinto durante la sistole atriale dall’atrio al ventricolo destro, dove inizia la piccola circolazione o circolazione polmonare:
Ventricolo destro → tronco polmonare → arterie polmonari dx e sx
A questo punto il sangue viene riossigenato nei capillari polmonari degli alveoli polmonari e ritorna attraverso le 4 vene polmonari all’atrio sinistro
Poi il sangue passa dall’atrio al ventricolo sinistro (sempre con la sistole atriale) e da qui verrà distribuito a tutto il corpo attraverso la aorta. Qui inizia la grande circolazione o circolazione sistemica
A livello degli organi, a livello capillare avvengono gli scambi gassosi, il sangue viene deossigenato e tornerà al cuore attraverso le vene cave.
La unidirezionalità del flusso è garantita dalle valvole cardiache.

Tessuto Adiposo Cardiaco
Visibile come macchia gialla sulla superficie del cuore:
Aumenta con l’età
E’ localizzato nello spessore dell’epicardio e al di sotto di esso
E’ più abbondate sulla superficie anteriore superiore, cioè sulla faccia sterno-costale
Si accumula soprattutto in corrispondenza dei solchi interventricolari e atrio-ventricolari, inclusi i solchi coronari.
Orientamento e superfici del cuore
Faccia Antero-superiore o Sterno-costale
Piano verticale obliquo rispetto quello orizzontale
Il cuore poggia sul diaframma:
Con apice diretto a sinistra, in avanti e in basso
E base diretta in alto, a destra e indietro
Distinguiamo la faccia antero-superiore o sterno-costale:
Leggermente convessa, diretta in avanti e verso sinistra
Costituita principalmente da:
Ventricolo Dx
Parte dell’auricola dx, propaggine anteriore dell’atrio dx
Piccola parte del ventricolo sx
E’ compreso tra margine ottuso e acuto:
Il margine acuto separa la faccia diaframmatica che è quella inferiore che poggia sul diaframma
Il margine ottuso non è un bordo netto, è arrotondato dove si sviluppa la faccia polmonare sinistra, rivolta verso la faccia mediastinica del polmone sinistro
Presenta i Solchi:
Solco Interventricolare Anteriore → inizia dal margine ottuso e la porzione a dx del solco che corrisponde a quella del ventricolo dx è più estesa
Solco Atrioventricolare (o coronario) → tra auricole e ventricoli sottostanti, dove decorrono l’arteria coronaria dx e sx → quella sx, nel tratto sx del solco, posteriormente al tronco polmonare, divide in circonflessa e interventricolare anteriore che decorre nel solco interventricolare anteriore.
E’ visibile il Peduncolo Vascolare che comprende:
Tronco polmonare, vena cava superiore, aorta ascendente
Lateralmente a questo peduncolo troviamo le due auricole degli atri

Faccia Diaframmatica (postero-inferiore)
Base del cuore
La faccia diaframmatica è’ la faccia inferiore che poggia sul diaframma:
Formata da:
Ventricolo sx (per la maggior parte)
Parte del ventricolo dx
Presenta i Solchi:
Solco Interventricolare Posteriore → che separa le due porzioni e quando incontra il Solco Atrioventricolare continua superiormente come Solco Interatriale (di fianco lo sbocco della vena cava inf., passano vene atriali dx) che corrisponde al Setto Interatriale
Il punto dove solco interventricolare posteriore, interatriale e solco coronario si incontrano si chiama CRUX CORDIS (croce del cuore)
Base del cuore:
E’ la porzione superiore al seno coronario ed è costituita prevalentemente dall’Atrio Sx (in minimo anche dal dx) dove sboccano le 4 Vene Polmonari (superiori e inferiori di dx e sx)
La parte dell’atrio sx presente tra le 4 vene polmonari, si chiama vestibolo (parte liscia)

Caratteristiche cuore
Il cuore occupa il mediastino medio
Situato dietro lo sterno:
In proiezione anteriore → a livello delle cartilagini costali 2 a 5
In proiezione posteriore → a livello tra T5 e T8
Rivestito dal sacco pericardico, che contiene le origini delle arterie ventricolari e le terminazioni delle vene atriali.
Il cuore non è centrato ed è spostato per due terzi a sinistra, infatti sul polmone sinistro è presenta l’incisura cardiaca più marcata
Lunghezza apice-base (asse longitudinale) circa 13 cm
Diametro Trasversale a livello della base circa 10cm

Auricole Atri
Sono propaggini, estroflessioni muscolari degli atri
Le due auricole sono in rapporto con l’origine dei grandi vasi:
Auricola dx → aorta
Auricola sx → tronco polmonare

Atrio Destro
caratteristiche, porzioni, valvole, sviluppo fetale, triangolo di koch
Atrio destro:
Ha sviluppo verticale (quello sx lo ha orizzontale)
Forza cubica
6 pareti
E’ raggiunto dal Seno Coronario e Vene cave (quello sx è raggiunto dalle vene polmonari)
L’atrio destro presenta due porzioni interne separate dalla Cresta Terminale internamente che corrisponde al Solco Terminale esternamente:
Porzione liscia → deriva dall’incorporazione del seno venoso destro durante l’embriologia
Porzione trabecolata → il nome è dovuto al fatto che presenta irregolarità, rappresenta l’atrio destro propriamente detto e presenta i muscoli pettinati.
Valvole:
Le vene cave e seno coronario sono provviste di valvole, più importante in quella inferiore dove il flusso è antigravità, qui si pensa evitano il reflusso (funzione più rilevante in vita fetale con la valvola di Eustachio per la cava inferiore e di Tebesio per il seno coronario)
Poi il sangue passerà dall’atrio dx al ventricolo dx attraverso la Valvola AV Tricuspide.
Sviluppo Fetale:
Durante la vita fetale è presente una comunicazione tra atrio dx e sx attraverso il FORO OVALE, che bypassa la circolazione polmonare in quanto non funzionale (infatti è la placenta che funge da polmone)
Poi si sviluppa dal tetto dell’atrio verso il canale AV il SEPTUM PRIMUM che lascia aperto il Foramen Primum, che prima di chiudersi si perfora superiormente formando il Foramen Secundum
Poi a dx del septum primum, dal lato dell’atrio dx, si sviluppa il SEPTUM SECUNDUM che si sovrappone al foramen secundum → si sviluppa il Foro Ovale
Alla nascita i due setti si uniscono e la comunicazione tra atri si perde → il foro si trasforma in Fossa Ovale
Triangolo di Koch:
La valvola di Eustachio (della vena cava inf.) emette un’espansione fibrosa → Tendine di Todaro
Questo costituisce uno dei tre margini del Triangolo di Koch
Uno dei suoi apici indica la sede del Nodo Atrioventricolare, importante per il sistema di conduzione cardiaco
Gli altri apici sono rappresentati dalla Valvola di Tebesio e Valvola Tricuspide

Atrio Sinistro
Atrio sinistro:
Ha sviluppo trasversale
Forma cubica
E’ raggiunto dalle 4 vene polmonari
Superficie interna prevalentemente liscia, solo in corrispondenza dell’auricola è trabecolata.
Assenza di una struttura netta che separi le due zone
Rappresenta la porzione più posteriore del cuore, in stretto rapporto con l’esofago → infatti è visibile la valvola mitrale nell’ecocardiografia trans-esofagea
Valvole:
Valvola Bicuspide o Mitrale tra Atrio e Ventricolo Sx
Valvola del Foro Ovale → visibile nel setto interatriale e corrisponde alla porzione inferiore del septum primum

Spessore Pareti Cardiache
Spessore pareti cardiache:
Atri → spessore circa 1mm
Ventricolo dx → spessore circa 3mm
Ventricolo sx → spessore circa 9mm, più spesso perché pompa nella grande circolazione, per la quale serve più pressione
Spessore dovuto principalmente al miocardio
Superficie interna dei ventricoli (trabecole carnee):
Le irregolarità interne della parete dei ventricoli sono dovute alle trabecole carnee e possono essere di diverso tipo
Trabecole di PRIMO ORDINE:
aderiscono alla parete con una sola estremità
si proiettano nel lume ventricolare
formano i muscoli papillari
Trabecole di SECONDO ORDINE:
aderiscono alla parete con entrambe le estremità
Trabecole di TERZO ORDINE:
aderiscono completamente alla parete ventricolare
Corde tendinee:
Dai muscoli papillari originano le corde tendinee costituito da connettivo denso fibrillare
Queste si inseriscono sui margini delle cuspidi valvolari e insieme a muscoli papillari formano IL COMPLESSO VALVOLARE ATRIOVENTRICOLARE
Questo complesso garantisce la funzionalità delle valvole.

Ventricolo Destro
Setto Interventricolare
Ventricolo Destro:
Comunica con:
Atrio dx attraverso l’orifizio atrioventricolare destro dotato dalla Valvola Tricuspide (cuspide anteriore, posteriore e mediale)
Tronco Polmonare tramite l’orifizio polmonare dotato dalla Valvola Polmonare
In rapporto con le Tre Cuspidi della valvola abbiamo 3 Muscoli Papillari:
Anteriore → invia corde tendinee alla cuspide anteriore e posteriore
Posteriore → invia corde tendinee alla cuspide posteriore e mediale
Mediale (o settale perché in corrispondenza del setto) → invia corde tendinee prevalentemente alla cuspide mediale
Le corde tendinee si inseriscono sul margine libero delle cuspidi e sulla faccia ventricolare parietale
Le cuspidi hanno due facce:
Faccia Ventricolare Parietale → a valvola chiusa rivolta verso il ventricolo, a valvola aperta rivolta verso la parete
Faccia Atriale → a valvola chiusa rivolta verso l’atrio, a valvola aperta a contatto con il flusso sanguigno
Trabecola Setto-Marginale o fascio moderatore (di Leonardo Da Vinci):
E’ una trabecola di secondo ordine di particolare rilievo
Origina dalla parete settale e raggiunge il muscolo papillare anteriore
Al suo interno decorre la porzione terminale della branca destra del fascio atrioventricolare → importante per la rapida propagazione dello stimolo e per la contrazione dei muscoli papillari
Anche nel ventricolo abbiamo due porzioni separate dalla Cresta Sopraventricolare:
Porzione Trabecolata → porzione di afflusso che riceve sangue dall’atrio dx
Porzione Liscia → quella vicino l’origine del tronco polmonare, detta cono arterioso o infundibolo
Setto Interventricolare:
Estensione maggiormente muscolare, ma la porzione superiore è membranosa e deriva dalla fusione dei cuscinetti endocardici
Queste porzione è in parte al di sopra e in parte minima al di sotto del livello dell’orifizio atrio ventricolare destro
Siccome a causa dell’organogenesi l’atrio destro scende più in basso, avremo che questa parte membranosa, più alta, non separa più i due ventricoli, ma mi separa Atrio Destro e Ventricolo Sinistro, infatti questa parte membranosa da un lato guarda verso l’atrio dx e dall’altro il ventricolo sx
Questa parte si chiama Setto Atrioventricolare che quindi è la parte superiore della porzione membranosa del setto interventricolare

Ventricolo Sinistro
Ventricolo Sinistro:
Comunica con:
Atrio Sinistro attraverso l’orifizio atrioventricolare sinistro con la Valvola Mitrale
Aorta Attraverso l’orifizio aortico con la Valvola Aortica
Qui le porzioni afflusso ed efflusso decorrono parallelamente e siccome lo spazio è stretto, il sangue che entra attraverso l’orifizio AV compie un’inversione di direzione a tornante facendo una curva molto stratta e sale verso l’aorta
Queste porzioni decorrono rispettivamente anteriormente e posteriormente alla cuspide anteriore
Qui abbiamo due muscoli papillari (trabecole carnee di primo ordine):
Anteriore e posteriore che inviano corde tendinee a entrambe le cuspidi

Valvole del cuore
Valvole Atrioventricolari:
Valvola Mitrale, tra atrio e ventricolo sx → 2 cuspidi
Valvola Tricuspide, tra atrio e ventricolo dx → 3 cuspidi
Valvole Arteriose:
Valvola Polmonare → tra ventricolo destro e tronco polmonare
Valvola Aortica → tra ventricolo sinistro e aorta.
In corrispondenza della valvola ortica e seni aortici, originano le arterie coronarie
Ogni Valvola Arteriosa è costituita da tre Cuspidi Semilunari
Ogni cuspide è costituita da una sottile lamina fibrosa rivestita da endocardio → il margine inferiore è inserito nella parete arteriosa, mentre quello libero presenta un rigonfiamento → Nodulo di Morgagni per la valvola polmonare e Nodulo di Aranzio per la valvola aortica
Queste sono dette Valvole Sumilunari e hanno forma di una tasca o nido di rondine
Durante la diastole, la pressione del ventricolo diminuisce, quindi il sangue dall’aorta tende a ritornare indietro. In effetti lo fa, ma va a riempire le tasche formate dalle cuspidi semilunari, provocando la chiusura passiva della valvola e quindi impedisce il reflusso nel ventricolo

Seni Aortici e Arterie Coronarie
Posteriormente alle cuspidi della valvola aortica sono presenti i SENI AORTICI dx e sx, dove originano le ARTERIE CORONARIE
Durante la diastole, mentre il sangue tende a ritornare nel ventricolo:
Una parte abbiamo detto che va a riempire le tasche che chiudono la valvola
Un’altra parte invece entra nelle Arterie Coronarie
Due delle 3 cuspidi della valvola aortica sono coronariche (quella dx e sx), mentre una (quella posteriore) no perché non origina nessuna coronaria.

Scheletro Fibroso del cuore
Rapporti Orifizi
Fascio Atrioventricolare
Scheletro fibroso del cuore:
E’ ben osservabile dopo la rimozione degli atri
Circondano gli orifizi atrioventricolari, dove si inseriscono le cuspidi delle valvole atrioventricolari
Gli orifizi atrioventricolari sono completamente circondati da anelli fibrosi, quelli arteriosi no.
Funzioni → inserzione cuspidi, isolamento miocardio atriale e ventricolare, che comunicano funzionalmente solo a livello del sistema di conduzione cardiaco
Trigoni Fibrosi:
Tra Anello Fibroso Atrioventricolare Sx e Anello Fibroso Aortico → Trigono Fibroso Sinistro
Tra i due Anelli Fibrosi Atrioventricolari e Anello Fibroso Aortico → Corpo Fibroso Centrale che si continua con il Trigono Fibroso Destro
Lo scheletro fibroso dell’orifizio polmonare è invece separato dal resto ed è più superiormente → l’unione di esso con l’orifizio aortico avviene tramite il Tendine del Cono Arterioso
Rapporti degli orifizi:
Osservando la faccia sterno costale → l’orifizio polmonare è anteriore a quello aortico, infatti il tronco polmonare maschera l’origine dell’aorta
Osservando la base del cuore → abbiamo prima la valvola polmonare, più in alto e in avanti di quella aortica, infine ancora più posterioinferiormente abbiamo le due valvole atrioventricolari
Il Fascio Atrioventricolare:
Attraversa lo scheletro fibroso
Prima il corpo fibroso centrale che si continua con la parte membranosa del setto interventricolare, quindi poi attraversa il setto per propagare ai ventricoli

Diastole e Sistole
DIASTOLE:
Ventricoli dilatati
Valvole AV aperte
Valvole Semilunari Chiuse
Quindi il sangue passa dagli atri ai ventricoli
SISTOLE:
Ventricoli contratti
Valvole AV chiuse
Valvole Semilunari aperte
Quindi il sangue passa dai ventricoli al tronco polmonare e aorta

Toni Cardiaci
Soffi Cardiaci
I toni cardiaci sono i suoni prodotti dalla chiusura delle valvole cardiache:
1° Tono Cardiaco
Generato dalla chiusura delle valvole atrioventricolari
Si chiude prima la mitrale e poi la tricuspide
Si verifica subito dopo l’inizio della sistole ventricolare → in questo momento abbiamo sia le valvole AV che semilunari chiuse (fase di contrazione isovolumetrica, poi successivamente, con l’aumento della pressione nel ventricolo, si aprono le valvole semilunari)
2° Tono Cardiaco
Generato dalla chiusura delle valvole semilunari
Si verifica all’inizio della diastole ventricolare → in questo momento, diminuendo la pressione nei ventricoli, il sangue torna indietro e riempie le tasche semilunari, determinandone la chiusura
La diastole, cioè la fase di riempimento ventricolare, è la fase più lunga del ciclo cardiaco
Soffi Cardiaci:
Non coincidono con i toni
Soffio sistolico → tra T1 e T2
Soffio diastolico → tra T2 e T1
Sono generati dal flusso turbolento del sangue che avviene a livello degli orifizi, indice di insufficienza o stenosi valvolare → ciò genera un flusso anomalo che genera un rumore patologico

Aia Cardiaca → proiezione anteriore del cuore
Focolai di Ausculazione
Il cuore si proietta anteriormente tra la 3 e 6 costa, spostato per 2/3 verso sinistra
Limiti:
Superiore → 3 cartilagine costale
Destro → tra 3 e 6 cartilagine costale, tra lo sbocco della vena cava sup e inf
Sinistro → tra 2 e 5 spazio intercostale
nel 5 spazio intercostale, lungo la linea emiclaveare, è percepibile l’itto della punta (pulsazione dell’apice)
Inferiore → dal 5 spazio intercostale, linea emiclaveare (apice del cuore), fino alla 6 cartilagine costale
Focolai di Auscultazione:
Non si ausculta direttamente sopra la loro proiezione anatomica, perché cartilagini e ossa riducono la trasmissione del suono, si sfrutta la direzione del flusso, che trasporta il suono lontano dalla sede valvolare
Valvola Mitrale:
Il flusso si dirige verso l’apice del cuore, quindi si ausculta a livello del 5 spazio intercostale sinistro, lungo la linea emiclaveare
Valvola Tricuspide:
Il flusso si dirige verso il ventricolo destro, si ausculta a livello del 5 spazio intercostale sinistro, linea parasternale
Valvola Aortica:
Il flusso si porta in alto e a destra verso l’aorta, si ausculta a livello del 2 spazio intercostale destro, linea parasternale
Valvola Polmonare:
Il flusso si dirige in alto e a sinistra verso il tronco polmonare, si ausculta a livello del 2 spazio intercostale sinistro, linea parasternale

Miocardio
Sistema di Conduzione
Il miocardio è costituito da fibre muscolari striate cardiache organizzate in più strati e direzioni diverse.
Distinguiamo:
Miocardio di lavoro
Ha funzione contrattile → genera il gradiente di pressione che muoverà il sangue
Miocardio di conduzione
Ha funzione di generare e propagare lo stimolo elettrico
Il cuore ha un pacemaker intrinseco, cioè proprio, quindi batte anche se isolato da fibre nervose
Sistema Di Conduzione Cardiaco:
Nodo Senoatriale → Fasci Internodali → Nodo Atrioventricolare → Fascio Atrioventricolare (fascio di His) → Branca dx e sx del fascio di His → Fibre di Purkinje
La contrazione dei ventricoli avviene quando lo stimolo arriva alle fibre di purkinje, in contatto con i cardiomiociti ventricolari, poi la propagazione prosegue cellula cellula tramite le giunzioni comunicanti (nei dischi intercalari)
Nodo Senoatriale
E’ localizzato nell’atrio destro in prossimità dell’orifizio della vena cava superiore, lungo il solco terminale
E’ il pacemaker fisiologico del cuore, cui cellule sono capaci di autodepolarizzazione con stimolo di frequenza 60-70 bpm
Lo stimolo generato si propaga al miocardio atriale e poi al nodo atrioventricolare
Nodo Atrioventricolare
Sempre localizzato nell’atrio destro, nella parte inferiore del setto interatriale e sopra all’inserzione della cuspide settale della tricuspide
Capacità di autodepolarizzazione con stimolo di frequenza 20-30 bpm → se il nodo sa non funzione, funge esso da pacemaker, però la frequenza sarà insufficiente per un’adeguata perfusione.
Fascio Atrioventricolare
Attraversa il corpo fibroso centrale, la parte membranosa e muscolare del setto interventricolare
Si divide in due branche, lungo il lato destro e sinistro del setto interventricolare
La branca dx in prossimità dell’apice entra nella trabecola setto-marginale, raggiunge la base del muscolo papillare anteriore e prosegue come plesso sottoendocardico
La branca sx si divide in più diramazione ed è diretta ai muscoli papillari anteriore e posteriore
Fibre di Purkinje
Continuazione delle branche, in posizione subendocardica
Si distribuiscono lungo le pareti ventricolari e nei muscoli papillari
Consentono una rapida e sincrone attivazione del miocardio ventricolare

Innervazione del Cuore
Fibre Efferenti (motorie viscerali)
Il cuore possiede un pacemaker intrinseco dato dal nodo senoatriale con una frequenza a circa 60 bpm.
Il cuore però è innervato da fibre efferenti viscerali del simpatico e parasimpatico che modulano la frequenza e forza di contrazione:
Il Simpatico usa come neurotrasmettitore la Noradrenalina che aumenta forza di contrazione, frequenza cardiaca
Queste fibre originano nella sostanza grigia del midollo spinale, nei neuromeri T1 a T6
Qui fibre pre-gangliari escono con i nervi spinali, raggiungono i gangli paravertebrali del tronco simpatico e fanno sinapsi con fibre post-gangliari ivi presenti.
Queste fibre post-gangliari formano i Nervi Cardiaci Cervicali e Toracici che raggiungono il Plesso Cardiaco
Il Parasimpatico usa come neurotrasmettitore l’Acetilcolina, che riduce la forza di contrazione e la frequenza cardiaca
Queste fibre originano dal Tronco Encefalico, dove abbiamo una struttura chiamata Nucleo Dorsale del Nervo Vago
Infatti queste fibre pre-gangliari decorrono il Nervo Vago, che scende nel collo e nel torace ed emette Rami Cardiaci Cervicali e Toracici, che portano le fibre al Plesso Cardiaco
Qui, nella parete del cuore, abbiamo i gangli parasimpatici dove avviene la sinapsi e partono le fibre post-gangliari dirette al miocardio.

Plesso Cardiaco
Nel Plesso Cardiaco quindi troviamo:
Fibre post-gangliari del simpatico
Fibre pre e post-gangliari del parasimpatico
Gangli Parasimpatici
Localizzazione:
Parte superficiale → tra tronco polmonare e aorta
Parte profonda: tra aorta e trachea
qui troviamo il ganglio parasimpatico
Le fibre post-gangliari di entrambi raggiungono:
Nodo senoatriale e atrioventricolare, modulandone l’attività elettrica

Fibre Afferenti (sensitive viscerali)
Dolore da infarto
Afferenti parasimpatiche → decorrono con il nervo vago, trasmettono informazioni sensoriali e sono dirette al tronco encefalico
Afferenti simpatiche → decorrono con i nervi cardiaci cervicale e toracici, trasmettono stimoli dolorifici e sono dirette al midollo spinale
Perché il dolore toracico da infarto è irradiato ad altre zone del corpo come il braccio sinistro?
Nel Midollo Spinale a livello T1-T4 entrano sia:
Fibre afferenti del cuore
Fibre afferenti somatiche dai dermatomeri T1-T4
Questi dermatomeri sono strisce cutanee della parte anteriore del torace, ma siccome che T1 partecipa alla formazione del plesso brachiale, è coinvolto anche l’arto superiore nella sua parte mediale

Vascolarizzazione del cuore - arterie coronarie
La vascolarizzazione del cuore è affidata alle ARTERIE CORONARIE, che originano dai SENI AORTICI, dietro le cuspidi della valvola aortica
L’infarto miocardico è dovuto alla mancanza di apporto ematico al miocardio
Arteria Coronaria Destra:
Origina dal Seno Aortico Destro
Decorso → in avanti tra tronco polmonare e auricola destra, poi prosegue nel solco atrioventricolare destro (solco coronario) e raggiunge il margine acuto del cuore per poi continuare sulla faccia diaframmatica
Rami che emette sulla faccia sternocostale:
Ramo del Cono Arterioso (sulla parete ventricolo dx, porzione di efflusso)
Ramo del Nodo Senoatriale (nella maggior parte dei casi)
Rami Atriali
Rami Ventricolari Anteriori
Ramo Marginale destro (o arteria del margine acuto)
Rami che emette sulla faccia diaframmatica:
Raggiunto il crux cordis origina:
Arteria Interventricolare Posteriore (invia rami settali per 1/3 posteriore del setto) e Ramo Posterolaterale destro che decorrono nel solco interventricolare posteriore
Ramo del Nodo Atrioventricolare
Quindi la coronaria destra vascolarizza entrambi i pacemaker
Arteria Coronaria Sinistra:
Origina dal Seno Aortico Sinistro
Decorso → in avanti tra tronco polmonare e auricolare di sinistra, per poi dividersi subito in:
Arteria Interventricolare Anteriore e Arteria Circonflessa
Arteria Interventricolare Anteriore → nel solco interventricolare anteriore fino a raggiungere l’apice del cuore dove incontra quella posteriore. I suoi rami sono:
Ramo del cono arterioso che può anastomizzare con il ramo del cono arterioso della coronaria dx
Rami diagonali verso il ventricolo sx (sono tre e li chiamiamo LAD, arteria discendente anteriore sinistra)
Rami settali che penetrano nel setto (vascolarizza 2/3 anteriori del setto)
Arteria Circonflessa → decorre sotto l’auricola sinistra e prosegue lungo il solco atrioventricolare. I suoi rami sono:
Ramo Marginale Sinistro
Rami Posteriori del Ventricolo Sinistro
Ramo Atriale
In una minoranza dei casi emette ramo del nodo SA e AV, che però generalmente vengono dalla destra.

Dominanza coronarica
Occlusioni più frequenti
Il termine dipende dall’origine dell’arteria interventricolare posteriore:
Dominanza destra (più frequente) → quando origina dalla coronaria destra
Dominanza sinistra → quando origina dalla coronaria sinistra
in questo caso sia la interventricolare posteriore che anteriore originano dalla coronaria sx, che quindi vascolarizza tutto il setto interventricolare
Codominanza → quando entrambe contribuiscono alla vascolarizzazione posteriore del setto
Sottotipi di Dominanza Destra:
Tipo 1 alfa (più frequente):
Con rami settali posteriori dall’arteria interventricolare posteriore per i 1/3 posteriore del setto
E rami settali anteriori dall’arteria interventricolare anteriore per i 2/3 anteriori del setto
Tipo 1 gamma:
I rami settali posteriori sono più estesi quindi irrorano i 2/3 posteriori, mentre quelli settali anteriori i 1/3 anteriori
Occlusioni più frequenti:
L’estensione dell’infarto dipende dal tipo vaso occluso
Se l’occlusione coinvolge l’arteria interventricolare anteriore abbiamo un’infarto anteriore che coinvolge ventricolo sx e parte del dx
Se coinvolge l’arteria coronaria destra allora è coinvolto atrio e ventricolo dx

Drenaggio Venoso Del Cuore
Le vene seguono il decorso delle coronarie e confluiscono nel SENO CORONARIO.
Localizzazione → parte posteriore sinistra del Solco Atrioventricolare
Il seno coronario si apre nell’atrio destro in prossimità del setto interatriale, vicino lo sbocco della vena cava inferiore ed è dotato anche di valvola semilunare rudimentale
Principali vene cardiache:
Vena Cardiaca Magna → accompagna l’arteria interventricolare anteriore
Vena Cardiaca Media → accompagna l’arteria interventricolare posteriore
Vena Cardiaca Parva → accompagna l’arteria coronaria destra
Vena Posteriore del Ventricolo sx → accompagna i rami arteriosi posteriori del ventricolo sx della circonflessa
Vene cardiache anteriori e Vene Cardiache Minime → drenano principalmente atri e ventricolo dx e possono sboccare direttamente nell’atrio senza passare dal seno coronario

Parete del Cuore
Epicardio e Pericardio
Il miocardio (che determina prevalentemente lo spessore della parete cardiaca) è rivestito:
Internamente da ENDOCARDIO
Esternamente da EPICARDIO
Entrambi costituiti da:
Epitelio pavimentoso semplice su un sottile strato di connettivo che riveste il miocardio
EPICARDIO:
Rappresenta:
La superficie esterna del miocardio
Il foglietto viscerale del pericardio sieroso
PERICARDIO:
Il cuore è avvolto dal Sacco Pericardico formato da Pericardio Fibroso e Sieroso
Il pericardio fibroso è il rivestimento esterno, costituito da tessuto connettivo fibrillare denso
Limita i movimenti del cuore
Inferiormente si continua con la fascia diaframmatica e forma i legamenti pericardiofrenici (1 anteriore e 2 laterali)
Anteriormente si ancora a sterno e cartilagini costali tramite i legamenti pericardiosternali (superiore e inferiore)
Superiormente si continua lungo le radici dei grandi vasi (vena cava superiore, aorta, tronco polmonare) come tonaca avventizia
Posteriormente è in rapporto con il mediastino posteriore e colonna vertebrale a livello T5-8
Supero-posteriormente è in continuità con la lamina prevertebrale della fascia cervicale profonda.
Il pericardio sieroso è al di sotto e si dispone in due foglietti:
Foglietto Parietale → aderente al pericardio fibroso
Foglietto viscerale → aderente al cuore (epicardio)
Tra questi due foglietti si forma la cavità pericardica, con liquido sieroso, molto importante per permettere lo scorrimento dei foglietti durante il ciclo cardiaco.
La sierosa per definizione è costituita da mesotermo (epitelio pavimentoso semplice) e connettivo sottomesoteliale, rivestimento comune a pericardio, pleura e peritoneo

Seni Del Pericardio
I seni del pericardio sono dovuti alla riflessione del parietale sul viscerale.
Cioè durante lo sviluppo, quando il cuore cresce e i vasi emergono, il pericardio sieroso si ripiega, creando recessi/cavità nella cavità pericardica
Seno Obliquo:
Localizzato posteriormente agli atri, tra vene polmonari e vena cava superiore
Seno Trasverso:
Posteriormente Tra Aorta Ascendente, Tronco Polmonare e Atri
Dovuto al ripiegamento del tubo cardiaco primitivo
Deriva dalla scomparsa del mesocarpo dorsale, che lo ancorava alla superficie

Archi Aortici nello sviluppo
Il simbolo del cuore che conosciamo deriva dalla forma dell’arco aortico
Durante lo sviluppo embrionale si formano 6 paia di archi aortici:
Il 4 arco sinistro origina l’Arco Aortico definitivo
Il 4 arco destro contribuisce a formare il Tronco Brachiocefalico
Il 5 arco destro e sinistro e il 6 destro scompaiono
Il 6 arco sinistro forma il Dotto Arterioso nella vita fetale
Il 1 origina l’arteria mascellare, il 2 la stapediale e ioidea, il 3 la carotide comune
Questo sviluppo spiega perché i due Nervi Laringei Ricorrenti (dal nervo vago) hanno decorso diverso:
Lo sviluppo differente degli archi aortici darà come risultato che quello sx passa sotto l’arco aortico e quello dx sotto la succlavia dx.

Circolazione Fetale
Nel feto, fegato e polmoni non sono ben sviluppati, quindi è la Placenta la fonte di sangue ossigenato e nutrienti
Per questo motivo, questi due organi vengono bypassati attraverso:
Dotto Venoso → connette il Ramo Sinistro della Vena Porta alla Vena Cava Inferiore, bypassando i sinusoidi epatici
Foro Ovale → nel setto interatriale, consente il passaggio da atrio dx a sx, bypassando la circolazione polmonare
Dotto Arterioso → connette tronco polmonare ad arco aortico, anch’esso bypassa la circolazione polmonare
Percorso del sangue ossigenato:
Placenta → vena ombelicale (che porta sangue ossigenato) → fegato, che viene per lo più bypassato attraverso il dotto venoso d’arazio, dal ramo sinistro della vena porta → vena cava inferiore → atrio destro
Da qui il sangue passa all’atrio sinistro attraverso il Foro Ovale → ventricolo sinistro → aorta
Dai rami dell’arco, viene garantito ossigeno a testa, collo e arti superiori
Percorso del sangue deossigenato:
Vena cava superiore porta sangue deossigenato (da testa, collo, arti superiori) → atrio destro → ventricolo destro → tronco polmonare → dotto arterioso (si bypassa la circolazione polmonare) → arco aortico
A livello dell’aorta discendente, il sangue ossigenato si mescola con quello deossigenato
Da qui il sangue raggiunge le arterie iliache comuni, poi interne, ciascuna delle quali origina un’arteria ombelicale che riportano sangue non ossigenato alla placenta
Alla nascita:
Con l’inizio della respirazione polmonare e delle funzione epatica
Il dotto venoso di oblitera e diventa legamento venoso
Il foro ovale si chiude e diventa fossa ovale
Il dotto arterioso di botallo di oblitera e diventa legamento arterioso
Il tratto distale delle arterie ombelicali si oblitera e diventano legamenti ombelicali laterali
Il tratto prossimale delle arterie ombelicali diventano rami dell’arteria iliaca interna per visceri pelvici

Aorta Ascendente
Aorta Ascendente:
Origina del ventricolo sinistro a livello della 3 cartilagine costale
Sale in alto, in avanti, a destra e termina a livello del margine superiore della 2 cartilagine costale
Lunghezza → 5-7cm
E’ rivestita sia dal pericardio sieroso che fibroso
Rapporti Anteriori (5):
Cono Arterioso del Ventricolo dx
Tronco Polmonare
Auricola destra
Timo (in base al grado di degradazione)
Polmone destro → con le pleura che forma il seno costo-mediastinico
Rapporti Posteriori (4):
Seno Trasverso del Pericardio
Atrio Sinistro
Arteria Polmonare Destra
Bronco Principale Destro
Rapporti Laterali (2):
A destra → vena cava superiore
A sinistra → atrio sx e tronco polmonare
L’aorta ascendente è nel mediastino medio

Arco Aortico
Arco Aortico:
E’ il continuo della aorta ascendente → a livello della 2 articolazione sterno-costale
Curva postero lateralmente a sinistra e termina al margine sinistro del corpo di T4
Rapporti Antero sinistri:
Pleura mediastinicia sinistra
Nervo Frenico Sinistro (passa anteriormente al peduncolo polmonare) + Vasi Pericardionefrici (dalla toracica interna)
Nervo Vago Sinistro (dietro al frenico, che passa dietro al peduncolo polmonare)
Vena Intercostale Superiore Sinistra → che vengono dalle intercostali posteriori del secondo terzo e quarto spazio intercostale e sbocca nella vena brachiocefalica sinistra
Arteria Polmonare Sinistra
Rapporti Inferiori (sotto l’arco):
Bronco Principale Sinistro
Tronco Polmonare
Nervo Laringeo Ricorrente Sinistro (ramo del Nervo Vago)
Rapporti Posteriori a destra:
Trachea con dietro l’Esofago
Dotto Toracico e Linfonodi Tracheobronchiali superiori
Nervo Laringeo Ricorrente Sinistro
Plesso cardiaco profondo (tra aorta e trachea)
Rapporti Superiori:
Dietro la vena brachiocefalica sinistra, originano i tre rami:
Tronco brachiocefalico, carotide comune e succlavia sinistra
L’arco aortico è nel mediastino superiore

Aorta Discendente Toracica
Aorta Discendente Toracica:
Origina dall’arco aortico a livello di T4 (piano trasverso del torace) fino a T12
Diventa Aorta Discendente Addominale quando attraversa i pilastri diaframmatici (legamento arcuato mediano)
L’aorta discendente toracica è nel mediastino posteriore
Rapporti:
Sinistra → polmone sx + pleura mediastinica
Destra → esofago, dotto toracico, vena azygos
Anteriori → ilo polmonare sinistro (con peduncolo polmonare), pericardio fibroso, atrio sinistro
Più inferiormente abbiamo l’incrocio esofago-aorta dove l’esofago passa anteriormente
Posteriori → Vena Emyazygos e Emiazygos accessoria, Catena Simpatica Sinistra e Colonna Vertebrale
Rami Aorta Discendente Toracica:
Rami Viscerali:
Arterie Paricardiche per il pericardio fibroso e sieroso (strato parietale)
Arterie Mediastiniche per.i tessuti del mediastino
Arterie Bronchiali → due di sinistra (superiore e inferiore) e una di destra che però generalmente origina dalla terza arteria intercostale posteriore
Arterie Esofagee
Rami Parietali:
Arterie Intercostali Posteriori dalla 3 alla 12, mentre 1 e 2 originano dalla arteria succlavia (dal tronco costocervicale, tramite la arteria intercostale suprema)
Arterie Freniche Superiori → per il diaframma superiore

Aorta Discendente Addominale
Aorta discendente addominale:
Attraversato il diaframma dall’orifizio aortico, a livello T12, l’aorta discendente toracica diventa addominale e continua fino a L4, dove biforca nelle Arterie Iliache Comuni
Esegue un decorso retroperitoneale, anteriore alla colonna
Rapporti Anteriori:
Plessi e gangli paravertebrali del simpatico
Corpo del Pancreas
Vena Splenica e Renale Sinistra
Duodeno → porzione orizzontale, C duodenale
Radice del Mesentere
Rapporti Laterali:
A destra:
Vena Cava Inferiore con dietro la Vena Lombare Ascendente Destra
Pilastro destro del diaframma
A sinistra:
Vena Lombare Ascendente Sinistra
Pilastro Sinistro del diaframma
Rapporti Posteriori:
Corpi vertebrali T12-L4
Rami Dell’Aorta Discendente Addominale:
Dalla faccia anteriore originano i Rami Viscerali Impari:
Tronco Celiaco → che emette la Gastrica Sinistra, Epatica Comune e Splenica
Arteria Mesenterica Superiore → origina a livello di L1 e vascolarizza l’intestino dal duodeno distale ai 2/3 del colon trasverso
Arteria Mesenterica Inferiore → origina a livello di L3 e vascolarizza l’ultimo 1/3 del colon trasverso fino al retto
Dalla faccia laterale originano i Rami Viscerali Pari:
Arterie Renali → origine ad angolo retto (questa origine facilita l’ipoperfusione renale, che attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone facendo aumentare la pressione).
La dx è più lunga.
Arterie Surrenali Medie → mentre le superiori originano dalle freniche superiori e le inferiori dalle renali
Arterie Gonadiche → testicolari o ovariche
I Rami Parietali invece, sono:
Arterie Freniche Inferiori (faccia anteriore)
Sottocostali (faccia posteriore)
Arterie Lombari (faccia posteriore)
Arteria Sacrale Media (unico ramo parietale impari)
A livello di L5-1 abbiamo le Arterie Iliaca Interna ed Esterna, dalla biforcazione della Iliaca Comune:
La Iliaca Interna per pareti e organi pelvici
La iliaca esterna per l’arto inferiore
La Arteria Ombelicale è un ramo della iliaca interna, che in vita fetale si connette alla placenta, poi dopo la nascita il suo tratto distale diventa legamento ombelicale laterale, mentre quello prossimale origina le arterie vescicali superiori

Sistema Portale
Vena Splenica, Mesenterica superiore e inferiore formano la VENA PORTA:
La vena porta “porta” i prodotti della digestione provenienti dall’intestino
Questa entra nel fegato e forma i Capillari Sinusoidi Epatici che arrivano alle Vene Epatiche e queste alla Vena Cava Inferiore
Invece il sangue ossigenato è portato dalla Arteria Epatica (dal tronco celiaco)
Vie aeree in generale
Funzioni naso
Naso Esterno e Cavità Nasale
Nel seguente ordine abbiamo la sequenza dell’aria:
Vie aeree superiori:
Naso esterno
Cavità Nasale
Seni Paranasali
Faringe
Vie aeree inferiori:
Laringe
Tranchea
Bronchi e bronchioli
L’aria passa dal naso (non dalla bocca), che ha funzione:
Filtrare, riscaldare, umidificare
Un’altra funzione è raccogliere ed eliminare le secrezioni provenienti dai seni paranasali e dal dotto naso lacrimale, che sarà convogliato verso faringe e poi esofago (quindi anche i seni paranasali presentano cellule muco-secernenti)
La funzione di riscaldamento è dovuta alla ricca vascolarizzazione presente → il sangue cede calore
La funzione di filtrazione è dovuta alla Vibresse, peli rigidi al margine superiore interno delle narici
NASO ESTERNO:
Parte cartilaginea (flessibile), formata da:
Cartilagini alari maggiori (che circondano le narici)
Cartilagini alari minori
Cartilagini settali (che si continuano a formare il setto nasale)
Parte ossea formata da:
Ossa nasali
Processo nasale dell’osso frontale
Processo frontale dell’osso mascellare
CAVITA’ NASALE:
Due cavità separate dal setto nasale (spesso deviato)
L’apertura verso la cavità nasale è rappresentata dalle narici (rivestite da cute)
Mentre la parete mediale è liscia, quella laterale no, infatti sporgono le tre conche nasali, che dividono la cavità nasale in canali di passaggio chiamati meati
Quando l’aria passa attraverso i meati, il percorso è turbolento proprio perché sono canali irregolari, quindi l’aria permane di più e viene filtrata, umidificata e riscaldata meglio
Invece vicino al letto l’aria passa più velocemente per il flusso rettilineo
(i limiti, cioè tetto, pavimento, parete mediale e laterale, comunicazioni, le abbiamo fatte nel primo plico)
Epitelio:
Respiratorio → pseudostratificato cilindrico ciliato
Olfattivo → al tetto (rappresentato dai neuroni a contatto con l’esterno)

Vascolarizzazione Cavità Nasale
Vascolarizzazione:
Carotide Interna:
Arteria Oftalmica con i rami etmoidali anteriori e posteriori verso la mucosa del tetto e parete mediale cavità nasale
Carotide Esterna:
Arteria Infraorbitaria, dalla mascellare, per la cute esterna
Arteria Sfenopalatina, dalla mascellare, attraversa il foro sfenopalatino dalla fossa pterigopalatina, per setto e pareti laterali
Arteria Faciale con l’arteria labiale superiore, per la punta del naso
Arteria Palatina Discendente, dalla mascellare, che prima di attraversare il canale palatino per raggiunge la cavità orale e inviare la palatina maggiore e minore, invia rami nasali che raggiungono la cavità nasale dal foro sfenopalatino
Tutti questi rami si anastomizzano tra loro, per garantire la vascolarizzazione in caso di rottura:
Riconosciamo l’Area di Kiesselbach o zona di Little a livello del setto antero inferiore → sede tipica di epistassi
Vene:
Plessi venosi submucosi → la loro ostruzioni causa la congestione nasale

Innervazione Cavità Nasale
Innervazione:
Sensibilità Generale:
Trigemino → con il nervo oftalmico (V1) per la parte superiore e il nervo mascellare (V2) per la parte inferiore.
Linea di separazione delle due parti data dalla punta del naso all’angolo etmoide-sfenoide
Sensibilità Olfattiva:
Nervo Olfattivo
Parasimpatico secromotore:
Stimola la secrezione mucosa
Nel tronco encefalico abbiamo il Nucleo Salivatorio Superiore dove sono localizzati Neuroni Pregangliali.
Questi neuroni, attraverso il nervo facciale e poi il suo ramo, il nervo grande petroso, raggiunge il ganglio pterigopalatino nella fossa pterigopalatina attraverso il canale pterigoideo
Qui avvengono sinapsi con fibre postgangliari che attraverso i rami del Nervo Mascellare raggiungono le ghiandole della mucosa nasale
Questi rami in particolare sarebbero il Nervo Sfenopalatino e il Nervo Palatino maggiore
Simpatico vasomotore:
Regola il calibro arteriolare (congestione)
Dal midollo spinale a livello T1-L2 abbiamo Neuroni Pregangliari
Questi neuroni raggiungono, attraverso la radice anteriore del nervo spinale, il ganglio cervicale superiore.
Qui avvengono sinapsi con fibre postgangliari, che raggiungeranno la fossa pterigopalatina attraverso il Nervo Petroso Profondo (anch’esso attraversa il canale pterigoideo)
Nella fossa pterigopalatina, attraverserà il ganglio pterigopalatino senza fare sinapsi e poi attraverso i rami del Mascellare raggiungono i vasi della mucosa nasale

Seni Paranasali
I seni paranasali sono dilatazioni delle ossa craniche attorno alla cavità nasale con la quale comunicano:
Seni Frontali → osso frontale
Cellule Etmoidali → osso etmoide
Seno Sfenoidale → corpo sfenoide
Seno Mascellare → osso mascellare
Non tutti sono presenti fin dalla nascita, infatti le sinusiti nei primi anni di vita riguardano le cellule etmoidali (presenti fin dalla nascita)
(seno mascellare, con tetto e pavimento, orifizio di drenaggio, già fatto nel primo plico)
(iato semilunare già fatto nel primo plico, ma in aggiunta diciamo che oltre a ricevere il seno frontale, riceve anche quello mascellare e cellule etmoidali anteriori)
Unità Osteo-Meatale:
Seno Frontale, Mascellare e Cellule etmoidali anteriori drenano nel meato nasale medio
In caso di sinusite si ha occlusione e ristagno, e estensione dell’infiammazione

Faringe
Faringe:
Canale fibromuscolare lungo 12-14 cm
Pareti di connettivo + tessuto muscolare striato
Origina dalla base cranica e termina con la cartilagine cricoidea della laringe, a livello di C6
Porzioni e aperture:
Rinofaringe (nasofaringe) → comunica con la cavità nasale tramite coane e dà passaggio all’aria
limite anteriore → palato molle
limite superiore → corpo sfenoide e clivo sfenoide
Orofaringe → comunica con la cavità orale tramite l’istmo delle fauci, via comune a cibo ed aria
limite anteriore → palato molle e margine superiore epiglottide
Laringofaringe → comunica con la cavità orale tramite l’adito laringeo
limite anteriore → cartilagine cricoidea laringe
Qui si separano il bolo che va nell’esofago e l’aria che va nella laringe
Fascia Faringo-Basilare:
Scheletro fibroso che dà supporto alla Faringe
Si inserisce su:
Tubercolo faringeo osso occipitale
Margine anteriore canale carotideo
Lamina mediale processo pterigoideo
Tuba uditiva
Spazio Retrofaringeo:
SI separa dai corpi vertebrali da muscoli prevertebrali e fascia cervicale profonda
E’ uno spazio virtuale riempito di lasso e linfonodi, via di diffusione di infezioni.
Rapporti Laterali:
Fascio vascolo nervoso del collo (giugulare interna, carotide comune, nervo vago)
Nervi cranici gsossofaringeo, vago e ipoglosso (quelli del foro giugulare)

Tuba Uditiva
Sulla parete laterale del Rinofaringe:
è presente l’orifizio della tuba uditiva (o di Eustachio) che si scava nell’osso temporale e serve ad equilibrare la pressione nell’orecchio medio → condizione necessaria per la vibrazione corretta della membrana timpanica e la trasmissione del suono agli ossicini.
Quindi serve a rendere la pressione dell’aria ai due lati della membrana uguale
Struttura tuba uditiva:
Prevalentemente cartilagine a ferro di cavallo, completata da connettivo fibroso
Le pareti sono generalmente collassate, ma durante la deglutizione attraverso la contrazione del tensore ed elevatore del velo palatino, si dilatano permettendo il passaggio di aria nell’orecchio medio → per questo masticare una gomma sull’areo equilibria la pressione
Toro Tubarico (torus tubarius):
E’ un rilievo della mucosa sulla parete laterale del rinofaringe causato dalla cartilagine della tuba uditiva
Si continua con due pieghe causate dalla muscolatura sottostante:
Anteriore → Piega Salpingopalatina
Posteriore → Piega Salpingofaringea
Decorso:
A livello dell’Orifizio Faringeo del Rinofaringe origina la porzione cartilaginea della tuba uditiva che si continua posterolateralmente passando tra la fessura sfenopetrosa e petrosquamosa per poi terminare nell’orecchio medio
Anello di Waldeyer, tessuto linfoide associato:
Tonsilla Tubarica → sotto la mucosa del toro tubarico
Tonsilla Faringea (adenoide) → all’origine della faringe
Tonsille Palatine → passaggio tra orale e orofaringe
Tessuto Linfoide Diffuso → lungo le pareti faringee e adito laringeo
Tutte insieme formano l’anello di Waldeyer, una barriera contro patogeni aereo-digerente.
Clinica tonsilla faringea → con l’età tende a regredire, in caso di ipertrofia causa ostruzione rinofaringe e rende difficoltosa la respirazione orale

Laringe
Laringe:
Lunga circa 6 cm, a livello C3 a C6
Posizione: anteriormente la laringofaringe, nel triangolo anteriore del collo
Limiti:
Anteriore:
Cute, sottocute, Fascia cervicale superficiale, Platisma e
Fascia cervicale profonda che si sdoppia nella lamina superficiale (che riveste trapezio e sternocleidomastoideo) e lamina pretracheale che si divide in una muscolare che riveste i muscoli sottoioidei, e una viscerale per laringe, trachea, esofago, tiroide
I muscoli sottoioidei che troviamo anteriormente la laringe sono: omoioideo, sternoioideo, sternotiroideo, tiroioideo
Laterale → Tiroide e fascio vascolo nervoso del collo
Posteriore → Laringofaringe
Superiore → Osso ioide, base lingua, epiglottide
Inferiore → Trachea
Sospensione della Laringe:
La Laringe è sospesa all’osso ioide e base della lingua
Questo è importante perché durante la deglutizione si sollevano e la laringe segue il movimento determinando:
Abbassamento epiglottide che chiude l’adito laringeo
Passaggio bolo verso l’esofago
Scheletro Cartilagineo della Laringe (9):
Impari:
Tiroide, Cricoide, Epiglottide (cartilagine elastica)
Pari:
Aritenoidi
Croniculate e Cuneiformi

Cartilagine Tiroidea e Cricoidea
CARTILAGINE TIROIDEA:
E’ la più voluminosa
Due lamine quadrangolari si uniscono anteriormente formando la Prominenza Laringea o Pomo d’Adamo (più acuto nell’uomo)
Superiormente e inferiormente abbiamo le rispettive Incisure Tiroidee
Posteriormente abbiamo i Corni superiori e inferiori:
Su quelli superiori abbiamo il legamento tiroioideo laterale per l’osso ioide
Mentre su quelli inferiori abbiamo la superficie articolare con la cricoide → l’articolazione cricotiroidea permette l’inclinazione della cartilagine tiroidea rispetto la cricoide, importante per modulare la tensione delle corde vocali e quindi il tono della voce
Membrana Tiroidea → sospende la laringe (cartilagine tiroidea) all’osso ioide
Corde Vocali → legamento + muscolo vocale (se aggiungiamo la mucosa parliamo di Piega Vocale)
Dalla faccia interna della cartilagine tiroidea al processo vocale dell’aritenoide
Il legamento vocale rappresenta il margine superiore libero del cono elastico
CARTILAGINE CRICOIDEA:
Forma di anello con castone, con la lamina posteriore più alta da cui avremo l’arco laterale e anteriore.
Sulla sua superficie laterale si articola il corno inferiore della tiroide, mentre sulla superficie superiore si articola con le aritenoidi
Legamento Cricotiroideo → anteriormente, unisce cricoide a tiroide
Legamento Cricotracheale → inferiormente, unisce cricoide a trachea
Accessi di emergenza delle vie aeree:
Cricotirotomia → incisione verticale cutanea + orizzontale del legamento cricotioideo.
Rischio emorragico per lesione istmo tiroideo molto vascolarizzato presente sotto
Soluzione rapida e temporanea usata in emergenza
Tracheostomia → preferita per un accesso definitivo, eseguita in ambiente chirurgico e con legatura dei vasi tiroidei
Sequenza palpabile: incisura tiroidea superiore → prominenza laringea → linea fusione lamine tiroidee → legamento cricotiroideo → anello cricoideo → anelli tracheali

Cartilagini Aritenoidi
Aritenoidi:
Forma Triangolare
Base che si articola con la Cricoide e presenta due processi:
Processo Vocale (anteriore) → si inserisce il legamento vocale
Processo Muscolare (posteriore) → si inseriscono muscoli laringei
Apice dove si inseriscono legamenti diretti verso l’epiglottide (legamento ariepligottico)
Lateralmente abbiamo la cresta arcuata che separa:
Fossa Triangolare (superiore) → dove si inserisce il legamento vestibolare (margine inferiore libero della membrana quadrangolare)
Fossa Obliqua (inferiore) → dove si inserisce il muscolo vocale
Muscoli:
Sul processo muscolare → Cricoaritenoideo posteriore e laterale per l’abduzione e adduzione corde vocali
Muscoli posteriori, tra le aritenoidi → interaritenoideo trasverso e aritenoideo obliquo per l’adduzione corde vocali
La loro contrazione è importante per fonazione e respirazione:
Fonazione → le pieghe vocali di adducono, quindi la rima della glottide si riduce e l’aria che passa fa vibrare le pieghe vocali
Respirazione → le pieghe vocali di abducono, quindi la rima della glottide si apre, passa più aria e quindi favorisce la respirazione (più sono abdotte, più si ha respirazione profonda)
(bisbiglio quando le pieghe vocali sono fortemente addotte, non si ha vibrazione)
(la rima della glottide è lo spazio tra i due legamenti vocali)
Membrane Fibro Elastiche:
Cono elastico → teso tra aritenoidi, cricoide e cartilagine tiroidea
Il suo margine superiore libero è il legamento vocale
Membrana quadrangolare → tesa tra aritenoidi ed epiglottide
Il suo margine superiore libero è il legamento ariepligottico
Il suo margine inferiore libero è il legamento vestibolare

Corniculate e Cuneiformi
Epiglottide
Ventricolo laringeo
Cartilagini accessorie (piccoli ammassi di cartilagine elastica)
Corniculate → sopra l’apice delle aritenoidi
Cuneiformi→ localizzate nelle pliche ariepiglottiche, non articolate con altre cartilagini
Epiglottide:
Cartilagine a forma di foglia/scudo
Ancorata alla faccia interna della tiroide tramite il legamento tireoepiglottico a livello della quale avviene il suo spostamento per deviare il bolo alimentare durante la deglutizione
Ventricolo laringeo:
Spazio tra legamento vestibolare e vocale

Muscoli Intrinseci ed Estrinseci della Laringe
Muscoli Estrinseci:
Muscoli dove solo una estremità si inserisce sulla Laringe
La loro azione provoca lo spostamento dell’intera laringe, soprattutto durante la deglutizione
Muscoli sottoioidei:
Tiroioideo e Sternotiroioideo → in continuità tra loro, si inseriscono sulla linea obliqua della cartilagine tiroidea
Sternoioideo
Questi abbassano l’osso ioide e la laringe
Muscolo Costrittore Inferiore della Faringe:
Raggiunge posteriormente la cartilagine tiroidea della laringe
Eleva la laringe
Muscoli Intrinseci:
Muscoli dove entrambe le estremità si inseriscono sulla Laringe
La loro azione è nel regolare la fonazione e il passaggio dell’aria, aprendo e chiudendo la rima della glottide e variando la tensione delle pieghe vocali
Muscolo Cricotiroideo:
Dall’arco della cartilagine cricoide al margine inferiore della cartilagine tiroidea
E’ il muscolo tensore delle corde vocali, infatti ruota la cartilagine tiroidea in avanti e in basso, aumentando la tensione e la frequenza del suono
Muscolo Cricoaritenoideo posteriore:
Dalla superficie posteriore della lamina della cricoide al processo muscolare dell’aritenoide
E’ il principale muscolo respiratorio della laringe e l’unico dilatatore della glottide → tira indietro il processo muscolare aritenoideo, allontanando, cioè abducendo i legamenti vocali, quindi allarga la rima della glottide
Muscolo Cricoaritenoideo laterale:
Dal margine superiore dell’arco cricoideo al processo muscolare dell’aritenoide
Importante per la fonazione → tira avanti il processo muscolare aritenoideo, avvicinando, cioè adducendo i legamenti vocali, quindi riduce l’apertura della rima della glottide
Muscolo Tiroaritenoideo (muscolo vocale):
Dalla superficie interna della cartilagine tiroidea (angolo) al processo vocale e fossa obliqua delle aritenoidi
Importante per il controllo del tono, soprattutto nel canto → aumenta la tensione nella parte anteriore e rilassa la parte posteriore delle pieghe vocali
Muscolo Aritenoideo Trasverso:
Tra le due cartilagini aritenoidi
Adduce le aritenoidi, quindi chiude la rima della glottide
Muscolo Aritenoideo Obliquo:
Dal processo muscolare di un aritenoide all’apice dell’aritenoide controlaterale, poi continua come muscolo ariepiglottico
Adduce le aritenoidi, mentre il muscolo ariepiglottico chiude l’adito laringeo, importante durante la deglutizione
Innervazione:
Il nervo vago invia il nervo laringeo superiore e ricorrente: il superiore è per il muscolo cricotiroideo (invia fibre sensitive alla mucosa laringea), mentre il ricorrente innerva tutti gli altri muscoli intrinseci della laringe
