1/76
Looks like no tags are added yet.
Name | Mastery | Learn | Test | Matching | Spaced | Call with Kai |
|---|
No analytics yet
Send a link to your students to track their progress
Mediastino in generale
Nella cavità toracica, tra le due logge polmonari, abbiamo il Mediastino che accoglie gli organi toracici.
Abbiamo il Mediastino Superiore e Inferiore separati dal PIANO TRASVERSO DEL TORACE che ha come limiti:
Anteriore → seconda costa/cartilagine costale e angolo sternale
Posteriore → disco intervertebrale T4-5

Mediastino Superiore (contenuto vascolare)
Arterie (2):
Arco Aortico, mentre aorta ascendente e discendente sono nel mediastino inferiore:
Abbiamo anche i suoi tre rami, anteriormente alla trachea → cioè Arteria Brachiocefalica, Arteria Carotide Comune e Succlavia di Sinistra
Legamento Arterioso → tra arco aortico e tronco polmonare, è il residuo obliterato del condotto (dotto di botallo) che bypassa la circolazione polmonare in vita intrauterina, convogliano il sangue dal ventricolo destro, tramite il tronco polmonare, direttamente nell’aorta
Vene (5):
Vena Cava Superiore e le Vene Brachiocefaliche:
Anch’esse anteriormente alla trachea
Le vene brachiocefalice derivano dalla giugulare interna + vena succlavia (unione dietro l’articolazione sterno-clavicolare)
Insieme formano la vena cava superiore (unione a livello della prima costa) che sbocca nell’atrio destro
Le Vene Brachiocefaliche hanno lunghezze diverse, cioè la destra scende subito verticalmente nella vena cava superiore, mentre la sinistra si porta da sinistra a destra e poi si unisce ad essa.
Vena Intercostale Superiore Sinistra e Vena Intercostale Suprema:
La suprema raccoglie sangue dal primo spazio intercostale e sbocca nella vena brachiocefalica
La intercostale superiore sinistra drena secondo, terzo e quarto spazio intercostale e sbocca direttamente nella vena brachiocefalica sinistra, decorrendo lateralmente all’arco aortico.
Invece la intercostale superiore destra non è nel mediastino superiore, perché è più corta e sfocia nella vena azygos.
La vena azygos è nel mediastino posteriore che risale dalla cavità addominale, scavalca il bronco destro e raggiunge la vena cava superiore con il suo arco, passando così nel mediastino superiore.
Linfatico (1):
Dotto Toracico → decorre il suo ultimo tratto, che raccoglie la linfa da arti inferiori, addome e parte sinistra del torace. Si dirige verso l’angolo venoso sinistro (tra giugulare interna e succlavia sinistra)
Contenuto non vascolare:
Timo, Esofago, Trachea

Mediastino Superiore (contenuto nervoso)
Lato Destro:
Nervo Vago Destro:
Entra nel torace anteriormente all’arteria succlavia destra, poi origina il Nervo Laringeo Ricorrente Destro che passa sotto a questa e risale tra trachea e esofago
Poi continua posteriormente alla vena cava superiore e peducondolo polmonare dove siamo nel mediastino inferiore.
Nervo Frenico Destro:
Scende anteriormente al muscolo scaleno anteriore ed entra nel torace tra vena succlavia e origine della brachiocefalica
Passa anteriormente alla vena cava superiore e peduncolo polmonare dove siamo nel mediastino inferiore
Qui prosegue lungo il pericardio e raggiunge il diaframma in prossimità dell’orifizio della vena cava inferiore
Lato Sinistro:
Nervo Vago Sinistro:
Entra nel torace tra arteria carotide comune e succlavia sinistra
Raggiunge l’arco aortico e origina il nervo laringeo ricorrente sinistro, che passa sotto l’arco aortico e risale tra trachea ed esofago
Poi continua posteriormente al peduncolo polmonare
Nervo Frenico Sinistro:
Scende tra carotide comune e succlavia sinistra, passa lateralmente l’arco aortico passando anteriormente al nervo vago
Poi prosegue lungo il pericardio, passa anteriormente al peduncolo polmonare e raggiunge il diaframma
N.B. il peduncolo polmonare è il complesso di strutture che entrano nel polmone: bronco, arteria e vene polmonari, strutture linfatiche e rami nervosi.

Mediastino Inferiore, suddivisione
E’ suddiviso in tre porzioni:
Anteriore, medio e posteriore
La struttura di riferimento è il cuore, che è nel mediastino medio, così come le strutture che decorrono sulla sua superficie (es. nervi frenici)
Quindi il Mediastino Anteriore sarà lo spazio tra:
Superficie anteriore del pericardio fibroso e superficie posteriore sterno e cartilagini costali
Mentre il Mediastino Posteriore sarà lo spazio tra:
Superficie posteriore del pericardio fibroso e colonna vertebrale

Contenuti:
Mediastino anteriore
Mediastino medio
(mediastino inferiore)
Contenuto mediastino anteriore (4):
Timo → in età pediatrica, poi regredisce e lo troviamo solo in quello superiore.
Arteria e Vena Toracica Interna → lungo i lati dello sterno, con i rami mediastinici che vascolarizzano timo e pericardio
Legamenti Sterno-Pericardici → tra pericardio e faccia posteriore dello sterno, per stabilizzare la posizione del sacco pericardico
Superiore → tra manubrio e pericardio
Inferiore → tra processo xifoideo e pericardio
Linfonodi → localizzati negli spazi intercostali
Contenuto mediastino medio (8):
Cuore nel suo sacco pericardico
Arterie e Vene Pericardiofreniche → originate dall’arteria toracica interna e vena brachiocefalica, vascolarizzano pericardio fibroso e diaframma (parte superiore)
Nervi Frenici → aderenti al pericardio fibroso
Tratto terminale della Vena Cava Superiore → prima di sboccare nell’atrio destro
Aorta Ascendente → che origina dal ventricolo sinistro
Tronco polmonare e arterie polmonari → che originano dal ventricolo destro
Vene Polmonari → dirette all’atrio sinistro
Carena (biforcazione trachea) e bronchi principali

Contenuto Mediastino Posteriore
(mediastino inferiore)
Contenuto mediastino posteriore (5):
Aorta discendente toracica → posteriormente al cuore, da cui originano:
Arterie intercostali posteriori
Rami viscerali → a. esofagee, bronchiali, mediastiniche, freniche superiori
Esofago → che scende dal mediastino superiore posteriormente al cuore, attraversa il diaframma e raggiunge lo stomaco e cavità addominale
L’esofago è accompagnato dal plesso esofageo formato dai nervi vaghi che incrociano posteriormente i peduncoli polmonari
Poi distalmente, avvicinandosi al diaframma, le fibre formano un Tronco vagale anteriore e posteriore
Vena Azygos e Emiazygos (e emiazygos accessoria) → rispettivamente a destra e sinistra della colonna vertebrale
La azygos forma un arco sopra il bronco principale destro e sbocca nella faccia posteriore della vena cava superiore
La emyazigos si unisce alla azygos a livello di T8
La emyazigos accessoria si unisce alla azygos a livello di T7
Dotto Toracico:
Origina dalla cisterna del chilo anteriormente a L1-2 che origina dalla confluenza di dotti linfatici intestinali e dotto lombare sx e dx (riceve la linfa dalla zona sottodiaframmatica del corpo).
Poi attraversa il diaframma (dallo iato aortico) passa posteriormente all’aorta ed esofago, inizialmente a dx poi si posta a sx della colonna.
Infine a livello dell’apertura toracica superiore fa un arco sopra la succlavia e termina nell’angolo venoso sx
ha aspetto a collana per le numerose valvole
Tronco del simpatico → decorre ai lati della colonna. A livello toracico presenta i gangli toracici e poi i nervi splancnici

Circolazione cuore
Il sangue refluo ritornerà al cuore tramite la Vena Cava Superiore e Inferiore, insieme al Seno Coronario (che raccoglia il sangue dalle pareti del cuore stesso) che sboccano tutti nell’Atrio Destro, dove termina la grande circolazione.
Qui il sangue viene spinto durante la sistole atriale dall’atrio al ventricolo destro, dove inizia la piccola circolazione o circolazione polmonare:
Ventricolo destro → tronco polmonare → arterie polmonari dx e sx che portano sangue non ossigenato ai polmoni
Qui, il sangue viene riossigenato nei capillari polmonari degli alveoli polmonari e ritorna attraverso le 4 vene polmonari all’atrio sinistro
Poi il sangue passa dall’atrio al ventricolo sinistro (sempre con la sistole atriale) e da qui verrà distribuito a tutto il corpo attraverso la aorta. Qui inizia la grande circolazione o circolazione sistemica
A livello degli organi, a livello capillare avvengono gli scambi gassosi, il sangue viene deossigenato e tornerà al cuore attraverso le vene cave.
La unidirezionalità del flusso è garantita dalle valvole cardiache.

Tessuto Adiposo Cardiaco
Visibile come macchia gialla sulla superficie del cuore:
Aumenta con l’età
E’ localizzato nello spessore dell’epicardio e al di sotto di esso
E’ più abbondate sulla superficie anteriore superiore, cioè sulla faccia sterno-costale
Si accumula soprattutto in corrispondenza dei solchi
Orientamento e superfici del cuore
Faccia Antero-superiore o Sterno-costale
Piano verticale obliquo rispetto quello orizzontale
Il cuore poggia sul diaframma:
Con apice diretto a sinistra, in avanti e in basso
E base diretta in alto, a destra e indietro
Distinguiamo la faccia antero-superiore o sterno-costale:
Leggermente convessa, diretta in avanti e verso sinistra
Costituita principalmente da:
Ventricolo Dx
Parte dell’auricola dx, propaggine anteriore dell’atrio dx
Piccola parte del ventricolo sx
E’ compreso tra margine ottuso e acuto:
Il margine acuto separa la faccia diaframmatica che è quella inferiore che poggia sul diaframma
Il margine ottuso non è un bordo netto, è arrotondato dove si sviluppa la faccia polmonare sinistra, rivolta verso la faccia mediastinica del polmone sinistro
Presenta i Solchi:
Solco Interventricolare Anteriore → inizia dal margine ottuso e la porzione a dx del solco che corrisponde a quella del ventricolo dx è più estesa
Solco Atrioventricolare (o coronario) → tra auricole e ventricoli sottostanti, dove decorrono l’arteria coronaria dx e sx → quella sx, nel tratto sx del solco, posteriormente al tronco polmonare, divide in circonflessa e interventricolare anteriore che decorre nel solco interventricolare anteriore.
E’ visibile il Peduncolo Vascolare che comprende:
Tronco polmonare, vena cava superiore, aorta ascendente
Lateralmente a questo peduncolo troviamo le due auricole degli atri

Faccia Diaframmatica (postero-inferiore)
Base del cuore
La faccia diaframmatica è’ la faccia inferiore che poggia sul diaframma:
Formata da:
Ventricolo sx (per la maggior parte)
Parte del ventricolo dx
Presenta i Solchi:
Solco Interventricolare Posteriore → che separa le due porzioni e quando incontra il Solco Atrioventricolare continua superiormente come Solco Interatriale
Il punto dove solco interventricolare posteriore, interatriale e solco coronario (solco atrioventricolare) si incontrano si chiama CRUX CORDIS (croce del cuore)
Base del cuore:
E’ la porzione superiore al seno coronario ed è costituita prevalentemente dall’Atrio Sx (in minimo anche dal dx) dove sboccano le 4 Vene Polmonari (superiori e inferiori di dx e sx)
La parte dell’atrio sx presente tra le 4 vene polmonari, si chiama vestibolo (parte liscia)

Caratteristiche cuore
Il cuore occupa il mediastino medio
Situato dietro lo sterno:
In proiezione anteriore → a livello delle cartilagini costali 2 a 5
In proiezione posteriore → a livello tra T5 e T8
Rivestito dal sacco pericardico, è spostato per due terzi a sinistra, infatti sul polmone sinistro è presenta l’incisura cardiaca più marcata
Lunghezza apice-base circa 13 cm
Diametro a livello della base circa 10cm

Auricole Atri
Sono propaggini, estroflessioni muscolari degli atri
Le due auricole sono in rapporto con l’origine dei grandi vasi:
Auricola dx → aorta
Auricola sx → tronco polmonare

Atrio Destro
caratteristiche, porzioni, valvole, sviluppo fetale, triangolo di koch
Atrio destro:
Ha sviluppo verticale (quello sx lo ha orizzontale)
Forza cubica
6 pareti
E’ raggiunto dal Seno Coronario e Vene cave (quello sx è raggiunto dalle vene polmonari)
L’atrio destro presenta due porzioni interne separate dalla Cresta Terminale internamente che corrisponde al Solco Terminale esternamente:
Porzione liscia → deriva dall’incorporazione del seno venoso destro durante l’embriologia
Porzione trabecolata → il nome è dovuto al fatto che presenta irregolarità, rappresenta l’atrio destro propriamente detto e presenta i muscoli pettinati.
Valvole:
Le vene cave e seno coronario sono provviste di valvole, più importante in quella inferiore dove il flusso è antigravità, qui si pensa evitano il reflusso (funzione più rilevante in vita fetale con la valvola di Eustachio per la cava inferiore e di Tebesio per il seno coronario)
Poi il sangue passerà dall’atrio dx al ventricolo dx attraverso la Valvola AV Tricuspide.
Sviluppo Fetale:
Durante la vita fetale è presente una comunicazione tra atrio dx e sx attraverso il FORO OVALE, che bypassa la circolazione polmonare in quanto non funzionale (infatti è la placenta che funge da polmone)
Poi si sviluppa dal tetto dell’atrio verso il canale AV il SEPTUM PRIMUM che lascia aperto il Foramen Primum, che prima di chiudersi si perfora superiormente formando il Foramen Secundum
Poi a dx del septum primum, dal lato dell’atrio dx, si sviluppa il SEPTUM SECUNDUM che si sovrappone al foramen secundum → si sviluppa il Foro Ovale
Alla nascita i due setti si uniscono e la comunicazione tra atri si perde → il foro si trasforma in Fossa Ovale
Triangolo di Koch:
La valvola di Eustachio (della vena cava inf.) emette un’espansione fibrosa → Tendine di Todaro
Questo costituisce uno dei tre margini del Triangolo di Koch
Uno dei suoi apici indica la sede del Nodo Atrioventricolare, importante per il sistema di conduzione cardiaco
Gli altri apici sono rappresentati dalla Valvola di Tebesio e Valvola Tricuspide

Atrio Sinistro
Atrio sinistro:
Ha sviluppo trasversale
Forma cubica
E’ raggiunto dalle 4 vene polmonari
Superficie interna prevalentemente liscia, solo in corrispondenza dell’auricola è trabecolata.
Assenza di una struttura netta che separi le due zone
Rappresenta la porzione più posteriore del cuore, in stretto rapporto con l’esofago → infatti è visibile la valvola mitrale nell’ecocardiografia trans-esofagea
Valvole:
Valvola Bicuspide o Mitrale tra Atrio e Ventricolo Sx
Valvola del Foro Ovale → visibile nel setto interatriale e corrisponde alla porzione inferiore del septum primum

Spessore Pareti Cardiache
Trabecole carnee, corde tendinee, muscoli papillari
Spessore pareti cardiache:
Atri → spessore circa 1mm
Ventricolo dx → spessore circa 3mm
Ventricolo sx → spessore circa 9mm, più spesso perché pompa nella grande circolazione, per la quale serve più pressione
Spessore dovuto principalmente al miocardio
Superficie interna dei ventricoli:
Presenta irregolarità dovute alle TRABECOLE CARNE, che possono essere di diverso tipo
Trabecole di PRIMO ORDINE:
aderiscono alla parete con una sola estremità
si proiettano nel lume ventricolare
formano i muscoli papillari
Trabecole di SECONDO ORDINE:
aderiscono alla parete con entrambe le estremità
Trabecole di TERZO ORDINE:
aderiscono completamente alla parete ventricolare
Corde tendinee:
Dai muscoli papillari originano le corde tendinee costituito da connettivo denso fibrillare
Queste si inseriscono sui margini delle cuspidi valvolari e insieme a muscoli papillari formano IL COMPLESSO VALVOLARE ATRIOVENTRICOLARE
Questo complesso garantisce la funzionalità delle valvole.

Ventricolo Destro
Setto Interventricolare
Ventricolo Destro:
Comunica con:
Atrio dx attraverso l’orifizio atrioventricolare destro dotato dalla Valvola Tricuspide (cuspide anteriore, posteriore e mediale)
Tronco Polmonare tramite l’orifizio polmonare dotato dalla Valvola Polmonare
In rapporto con le Tre Cuspidi della valvola abbiamo 3 Muscoli Papillari:
Anteriore → invia corde tendinee alla cuspide anteriore e posteriore
Posteriore → invia corde tendinee alla cuspide posteriore e mediale
Mediale (o settale perché in corrispondenza del setto) → invia corde tendinee prevalentemente alla cuspide mediale
Le corde tendinee si inseriscono sul margine libero delle cuspidi e sulla faccia ventricolare parietale
Le cuspidi hanno due facce:
Faccia Ventricolare Parietale → a valvola chiusa rivolta verso il ventricolo, a valvola aperta rivolta verso la parete
Faccia Atriale → a valvola chiusa rivolta verso l’atrio, a valvola aperta a contatto con il flusso sanguigno
Trabecola Setto-Marginale o fascio moderatore (di Leonardo Da Vinci):
E’ una trabecola di secondo ordine di particolare rilievo
Origina dalla parete settale e raggiunge il muscolo papillare anteriore
Al suo interno decorre la porzione terminale della branca destra del fascio atrioventricolare → importante per la rapida propagazione dello stimolo e per la contrazione dei muscoli papillari
Anche nel ventricolo abbiamo due porzioni separate dalla Cresta Sopraventricolare:
Porzione Trabecolata → porzione di afflusso che riceve sangue dall’atrio dx
Porzione Liscia → quella vicino l’origine del tronco polmonare, detta cono arterioso o infundibolo
Setto Interventricolare:
Estensione maggiormente muscolare, ma la porzione superiore è membranosa e deriva dalla fusione dei cuscinetti endocardici
Questa porzione membranosa è in parte al di sopra e in parte minima al di sotto del livello dell’orifizio atrio ventricolare destro
Tale che la porzione al di sopra non mi separa i due ventricoli, ma Atrio Destro da Ventricolo Sinistro
Questa parte si chiama Setto Atrioventricolare che quindi è la parte superiore della porzione membranosa del setto interventricolare

Ventricolo Sinistro
Ventricolo Sinistro:
Comunica con:
Atrio Sinistro attraverso l’orifizio atrioventricolare sinistro con la Valvola Mitrale
Aorta Attraverso l’orifizio aortico con la Valvola Aortica
Qui le porzioni afflusso ed efflusso decorrono parallelamente e siccome lo spazio è stretto, il sangue che entra attraverso l’orifizio AV compie un’inversione di direzione a tornante facendo una curva molto stretta e sale verso l’aorta
Qui abbiamo due muscoli papillari (trabecole carnee di primo ordine):
Anteriore e posteriore che inviano corde tendinee a entrambe le cuspidi

Valvole del cuore
Valvole Atrioventricolari:
Valvola Mitrale, tra atrio e ventricolo sx → 2 cuspidi
Valvola Tricuspide, tra atrio e ventricolo dx → 3 cuspidi
Valvole Arteriose:
Valvola Polmonare → tra ventricolo destro e tronco polmonare
Valvola Aortica → tra ventricolo sinistro e aorta.
In corrispondenza della valvola ortica e seni aortici, originano le arterie coronarie
Ogni Valvola Arteriosa è costituita da tre Cuspidi Semilunari
Ogni cuspide è costituita da una sottile lamina fibrosa rivestita da endocardio → il margine inferiore è inserito nella parete arteriosa, mentre quello libero presenta un rigonfiamento → Nodulo di Morgagni per la valvola polmonare e Nodulo di Aranzio per la valvola aortica
Queste sono dette Valvole Sumilunari e hanno forma di una tasca o nido di rondine
Durante la diastole, la pressione del ventricolo diminuisce, quindi il sangue dall’aorta tende a ritornare indietro. In effetti lo fa, ma va a riempire le tasche formate dalle cuspidi semilunari, provocando la chiusura passiva della valvola e quindi impedisce il reflusso nel ventricolo

Seni Aortici e Arterie Coronarie
Posteriormente alle cuspidi della valvola aortica sono presenti i SENI AORTICI dx e sx, dove originano le ARTERIE CORONARIE
Durante la diastole, mentre il sangue tende a ritornare nel ventricolo:
Una parte abbiamo detto che va a riempire le tasche che chiudono la valvola
Un’altra parte invece entra nelle Arterie Coronarie
Due delle 3 cuspidi della valvola aortica sono coronariche (quella dx e sx), mentre una (quella posteriore) no perché non origina nessuna coronaria.

Scheletro Fibroso del cuore
Rapporti Orifizi
Fascio Atrioventricolare
Scheletro fibroso del cuore:
E’ ben osservabile dopo la rimozione degli atri
Gli orifizi atrioventricolari sono completamente circondati da anelli fibrosi, quelli arteriosi no.
Funzioni → inserzione cuspidi, isolamento miocardio atriale e ventricolare, che comunicano funzionalmente solo a livello del sistema di conduzione cardiaco
Trigoni Fibrosi:
Tra Anello Fibroso Atrioventricolare Sx e Anello Fibroso Aortico → Trigono Fibroso Sinistro
Tra i due Anelli Fibrosi Atrioventricolari e Anello Fibroso Aortico → Corpo Fibroso Centrale che si continua con il Trigono Fibroso Destro
Lo scheletro fibroso dell’orifizio polmonare è invece separato dal resto ed è più superiormente → l’unione di esso con l’orifizio aortico avviene tramite il Tendine del Cono Arterioso
Rapporti degli orifizi:
Osservando la faccia sterno costale → l’orifizio polmonare è anteriore a quello aortico, infatti il tronco polmonare maschera l’origine dell’aorta
Osservando la base del cuore → abbiamo prima la valvola polmonare, più in alto e in avanti di quella aortica, infine ancora più posterioinferiormente abbiamo le due valvole atrioventricolari
Il Fascio Atrioventricolare:
Attraversa lo scheletro fibroso
Prima il corpo fibroso centrale che si continua con la parte membranosa del setto interventricolare, quindi poi attraversa il setto per propagare ai ventricoli

Diastole e Sistole
DIASTOLE:
Ventricoli dilatati
Valvole AV aperte
Valvole Semilunari Chiuse
Quindi il sangue passa dagli atri ai ventricoli
SISTOLE:
Ventricoli contratti
Valvole AV chiuse
Valvole Semilunari aperte
Quindi il sangue passa dai ventricoli al tronco polmonare e aorta

Toni Cardiaci
Soffi Cardiaci
I toni cardiaci sono i suoni prodotti dalla chiusura delle valvole cardiache:
1° Tono Cardiaco
Generato dalla chiusura delle valvole atrioventricolari
Si chiude prima la mitrale e poi la tricuspide
Si verifica subito dopo l’inizio della sistole ventricolare → in questo momento abbiamo sia le valvole AV che semilunari chiuse (fase di contrazione isovolumetrica, poi successivamente, con l’aumento della pressione nel ventricolo, si aprono le valvole semilunari)
2° Tono Cardiaco
Generato dalla chiusura delle valvole semilunari
Si verifica all’inizio della diastole ventricolare → in questo momento, diminuendo la pressione nei ventricoli, il sangue torna indietro e riempie le tasche semilunari, determinandone la chiusura
La diastole, cioè la fase di riempimento ventricolare, è la fase più lunga del ciclo cardiaco
Soffi Cardiaci:
Non coincidono con i toni
Soffio sistolico → tra T1 e T2
Soffio diastolico → tra T2 e T1
Sono generati dal flusso turbolento del sangue che avviene a livello degli orifizi, indice di insufficienza o stenosi valvolare → ciò genera un flusso anomalo che genera un rumore patologico

Aia cardiaca
Focolai di Ausculazione
L’aia cardiaca è la proiezione del cuore sulla parete toracica che si proietta anteriormente tra la 3 e 6 costa, spostato per 2/3 verso sinistra.
Focolai di Auscultazione:
Non si ausculta direttamente sopra la loro proiezione anatomica, perché cartilagini e ossa riducono la trasmissione del suono, si sfrutta la direzione del flusso, che trasporta il suono lontano dalla sede valvolare
Valvola Mitrale:
Il flusso si dirige verso l’apice del cuore, quindi si ausculta a livello del 5 spazio intercostale sinistro, lungo la linea emiclaveare
Qui è percepibile l’itto della punta (pulsazione dell’apice)
Valvola Tricuspide:
Il flusso si dirige verso il ventricolo destro, si ausculta a livello del 5 spazio intercostale sinistro, linea parasternale
Valvola Aortica:
Il flusso si porta in alto e a destra verso l’aorta, si ausculta a livello del 2 spazio intercostale destro, linea parasternale
Valvola Polmonare:
Il flusso si dirige in alto e a sinistra verso il tronco polmonare, si ausculta a livello del 2 spazio intercostale sinistro, linea parasternale

Miocardio
Sistema di Conduzione
Il miocardio è costituito da fibre muscolari striate cardiache organizzate in più strati e direzioni diverse.
Distinguiamo:
Miocardio di lavoro
Ha funzione contrattile → genera il gradiente di pressione che muoverà il sangue
Miocardio di conduzione
Ha funzione di generare e propagare lo stimolo elettrico
Il cuore ha un pacemaker intrinseco, cioè proprio, quindi batte anche se isolato da fibre nervose
Sistema Di Conduzione Cardiaco:
Nodo Senoatriale → Fasci Internodali → Nodo Atrioventricolare → Fascio Atrioventricolare (fascio di His) → Branca dx e sx del fascio di His → Fibre di Purkinje
La contrazione dei ventricoli avviene quando lo stimolo arriva alle fibre di purkinje, in contatto con i cardiomiociti ventricolari, poi la propagazione prosegue cellula cellula tramite le giunzioni comunicanti (nei dischi intercalari)
Nodo Senoatriale
E’ localizzato nell’atrio destro in prossimità dell’orifizio della vena cava superiore, lungo il solco terminale
E’ il pacemaker fisiologico del cuore, cui cellule sono capaci di autodepolarizzazione con stimolo di frequenza 60-70 bpm
Lo stimolo generato si propaga al miocardio atriale e poi al nodo atrioventricolare
Nodo Atrioventricolare
Sempre localizzato nell’atrio destro, nella parte inferiore del setto interatriale e sopra all’inserzione della cuspide settale della tricuspide
Capacità di autodepolarizzazione con stimolo di frequenza 20-30 bpm → se il nodo sa non funziona, funge esso da pacemaker, però la frequenza sarà insufficiente per un’adeguata perfusione.
Fascio Atrioventricolare
Attraversa il corpo fibroso centrale, la parte membranosa e muscolare del setto interventricolare
Si divide in due branche, lungo il lato destro e sinistro del setto interventricolare
La branca dx in prossimità dell’apice entra nella trabecola setto-marginale, raggiunge la base del muscolo papillare anteriore e prosegue come plesso sottoendocardico
La branca sx si divide in più diramazioni ed è diretta ai muscoli papillari anteriore e posteriore
Fibre di Purkinje
Continuazione delle branche, in posizione subendocardica
Si distribuiscono lungo le pareti ventricolari e nei muscoli papillari
Consentono una rapida e sincrona attivazione del miocardio ventricolare

Innervazione del Cuore
Fibre Efferenti (motorie viscerali)
Il cuore possiede un pacemaker intrinseco dato dal nodo senoatriale con una frequenza a circa 60 bpm.
Il cuore però è innervato da fibre efferenti viscerali del simpatico e parasimpatico che modulano la frequenza e forza di contrazione:
Il Simpatico usa come neurotrasmettitore la Noradrenalina che aumenta forza di contrazione, frequenza cardiaca
Queste fibre originano nella sostanza grigia del midollo spinale, nei neuromeri T1 a T6 dove partono fibre pre gangliari che fanno sinapsi nei gangli paravertebrali del tronco simpatico con altri neuroni dalla quale partono fibre post-gangliari che formano i Nervi Cardiaci Cervicali e Toracici che raggiungono il Plesso Cardiaco
Il Parasimpatico usa come neurotrasmettitore l’Acetilcolina, che riduce la forza di contrazione e la frequenza cardiaca
Qui fibre pre-gangliari originano dal Tronco Encefalico, dove abbiamo una struttura chiamata Nucleo Dorsale del Nervo Vago
Queste fibre decorrono il Nervo Vago, e la sinapsi avviene direttamente in gangli cardiaci intrinseci, dalla quale partono fibre post-gangliari dirette al miocardio

Plesso Cardiaco
Nel Plesso Cardiaco quindi troviamo:
Fibre post-gangliari del simpatico
Fibre pre e post-gangliari del parasimpatico
Gangli Parasimpatici
Localizzazione:
Parte superficiale → tra tronco polmonare e aorta
Parte profonda: tra aorta e trachea
qui troviamo il ganglio parasimpatico
Le fibre post-gangliari di entrambi raggiungono:
Nodo senoatriale e atrioventricolare, modulandone l’attività elettrica

Fibre Afferenti (sensitive viscerali)
Dolore da infarto
Afferenti parasimpatiche → decorrono con il nervo vago, trasmettono informazioni sensoriali e sono dirette al tronco encefalico
Afferenti simpatiche → decorrono con i nervi cardiaci, trasmettono stimoli dolorifici e sono dirette al midollo spinale
Perché il dolore toracico da infarto è irradiato ad altre zone del corpo come il braccio sinistro?
Nel Midollo Spinale a livello T1-T4 entrano sia:
Fibre afferenti del cuore
Fibre afferenti somatiche dai dermatomeri T1-T4
Questi dermatomeri sono strisce cutanee della parte anteriore del torace, ma siccome che T1 partecipa alla formazione del plesso brachiale, è coinvolto anche l’arto superiore nella sua parte mediale

Vascolarizzazione del cuore - arterie coronarie
La vascolarizzazione del cuore è affidata alle ARTERIE CORONARIE, che originano dai SENI AORTICI, dietro le cuspidi della valvola aortica
L’infarto miocardico è dovuto alla mancanza di apporto ematico al miocardio
Arteria Coronaria Destra:
Origina dal Seno Aortico Destro
Decorso → in avanti tra tronco polmonare e auricola destra,
Prosegue nel solco atrioventricolare destro, raggiunge il margine acuto del cuore e poi continua sulla faccia diaframmatica
Rami che emette sulla faccia sternocostale (5):
Ramo del Nodo Senoatriale (nella maggior parte dei casi)
Ramo del Cono Arterioso
Rami Atriali
Rami Ventricolari Anteriori
Ramo Marginale destro (o arteria del margine acuto)
Rami che emette sulla faccia diaframmatica:
Raggiunto il crux cordis origina:
Arteria Interventricolare Posteriore (invia rami settali per 1/3 posteriore del setto) e Ramo Posterolaterale destro che decorrono nel solco interventricolare posteriore
Ramo del Nodo Atrioventricolare
Quindi la coronaria destra vascolarizza entrambi i pacemaker
Arteria Coronaria Sinistra:
Origina dal Seno Aortico Sinistro
Decorso → in avanti tra tronco polmonare e auricolare di sinistra, per poi dividersi subito in:
Arteria Interventricolare Anteriore e Arteria Circonflessa
Arteria Interventricolare Anteriore → nel solco interventricolare anteriore fino a raggiungere l’apice del cuore dove incontra quella posteriore. I suoi rami sono:
Ramo del cono arterioso che può anastomizzare con il ramo del cono arterioso della coronaria dx
Rami diagonali verso il ventricolo sx (sono tre e li chiamiamo LAD, arteria discendente anteriore sinistra)
Rami settali che penetrano nel setto (vascolarizza 2/3 anteriori del setto)
Arteria Circonflessa → decorre sotto l’auricola sinistra e prosegue lungo il solco atrioventricolare. I suoi rami sono:
Ramo Marginale Sinistro
Rami Posteriori del Ventricolo Sinistro
Ramo Atriale
In una minoranza dei casi emette ramo del nodo SA e AV, che però generalmente vengono dalla destra.

Dominanza coronarica
Occlusioni più frequenti
Il termine dipende dall’origine dell’arteria interventricolare posteriore:
Dominanza destra (più frequente) → quando origina dalla coronaria destra
Dominanza sinistra → quando origina dalla coronaria sinistra
in questo caso sia la interventricolare posteriore che anteriore originano dalla coronaria sx, che quindi vascolarizza tutto il setto interventricolare
Codominanza → quando entrambe contribuiscono alla vascolarizzazione posteriore del setto
Sottotipi di Dominanza Destra:
Tipo 1 alfa (più frequente):
Con rami settali posteriori dall’arteria interventricolare posteriore per i 1/3 posteriore del setto
E rami settali anteriori dall’arteria interventricolare anteriore per i 2/3 anteriori del setto
Tipo 1 gamma:
I rami settali posteriori sono più estesi quindi irrorano i 2/3 posteriori, mentre quelli settali anteriori i 1/3 anteriori
Occlusioni più frequenti:
L’estensione dell’infarto dipende dal tipo vaso occluso
Se l’occlusione coinvolge l’arteria interventricolare anteriore abbiamo un’infarto anteriore che coinvolge ventricolo sx e parte del dx
Se coinvolge l’arteria coronaria destra allora è coinvolto atrio e ventricolo dx

Drenaggio Venoso Del Cuore
Le vene seguono il decorso delle coronarie e confluiscono nel SENO CORONARIO.
Localizzazione → parte posteriore sinistra del Solco Atrioventricolare
Il seno coronario si apre nell’atrio destro in prossimità del setto interatriale, vicino lo sbocco della vena cava inferiore ed è dotato anche di valvola semilunare rudimentale
Principali vene cardiache:
Vena Cardiaca Magna → accompagna l’arteria interventricolare anteriore
Vena Cardiaca Media → accompagna l’arteria interventricolare posteriore
Vena Cardiaca Parva → accompagna l’arteria coronaria destra
Vena Posteriore del Ventricolo sx → accompagna i rami arteriosi posteriori del ventricolo sx della circonflessa
Vene cardiache anteriori e Vene Cardiache Minime → drenano principalmente atri e ventricolo dx e possono sboccare direttamente nell’atrio senza passare dal seno coronario

Parete del Cuore
Epicardio e Pericardio
Il miocardio (che determina prevalentemente lo spessore della parete cardiaca) è rivestito:
Internamente da ENDOCARDIO
Esternamente da EPICARDIO
Entrambi costituiti da:
Epitelio pavimentoso semplice
EPICARDIO:
Rappresenta:
La superficie esterna del miocardio
Il foglietto viscerale del pericardio sieroso
PERICARDIO:
Il cuore è avvolto dal Sacco Pericardico formato da Pericardio Fibroso e Sieroso
Il pericardio fibroso è il rivestimento esterno, costituito da tessuto connettivo fibrillare denso
Limita i movimenti del cuore
Inferiormente si continua con la fascia diaframmatica e forma i legamenti pericardiofrenici (1 anteriore e 2 laterali)
Anteriormente si ancora a sterno e cartilagini costali tramite i legamenti pericardiosternali (superiore e inferiore)
Superiormente si continua lungo le radici dei grandi vasi (vena cava superiore, aorta, tronco polmonare) come tonaca avventizia
Posteriormente è in rapporto con il mediastino posteriore e colonna vertebrale a livello T5-8
Supero-posteriormente è in continuità con la lamina prevertebrale della fascia cervicale profonda.
Il pericardio sieroso è al di sotto e si dispone in due foglietti:
Foglietto Parietale → aderente al pericardio fibroso
Foglietto viscerale → aderente al cuore (epicardio)
Tra questi due foglietti si forma la cavità pericardica, con liquido sieroso, molto importante per permettere lo scorrimento dei foglietti durante il ciclo cardiaco.
La sierosa per definizione è costituita da mesotelio (epitelio pavimentoso semplice) e connettivo sottomesoteliale, rivestimento comune a pericardio, pleura e peritoneo

Seni Del Pericardio
I seni del pericardio sono dovuti alla riflessione del parietale sul viscerale.
Cioè durante lo sviluppo, quando il cuore cresce e i vasi emergono, il pericardio sieroso si ripiega, creando recessi
Seno Obliquo:
Localizzato posteriormente agli atri, tra vene polmonari e vena cava superiore
Seno Trasverso:
Posteriormente Tra Aorta Ascendente, Tronco Polmonare e Atri
Dovuto al ripiegamento del tubo cardiaco primitivo
Deriva dalla scomparsa del mesocarpo dorsale, che lo ancorava alla superficie

Archi Aortici nello sviluppo
Il simbolo del cuore che conosciamo deriva dalla forma dell’arco aortico
Durante lo sviluppo embrionale si formano 6 paia di archi aortici:
Il 4 arco sinistro origina l’Arco Aortico definitivo
Il 4 arco destro contribuisce a formare il Tronco Brachiocefalico
Il 5 arco destro e sinistro e il 6 destro scompaiono
Il 6 arco sinistro forma il Dotto Arterioso nella vita fetale
Il 1 origina l’arteria mascellare, il 2 la stapediale e ioidea, il 3 la carotide comune
Questo sviluppo spiega perché i due Nervi Laringei Ricorrenti (dal nervo vago) hanno decorso diverso:
quello sx passa sotto l’arco aortico e quello dx sotto la succlavia dx.

Circolazione Fetale
Nel feto, fegato e polmoni non sono ben sviluppati, quindi è la Placenta la fonte di sangue ossigenato e nutrienti
Per questo motivo, questi due organi vengono bypassati attraverso:
Dotto Venoso → connette il Ramo Sinistro della Vena Porta alla Vena Cava Inferiore, bypassando i sinusoidi epatici
Foro Ovale → nel setto interatriale, consente il passaggio da atrio dx a sx, bypassando la circolazione polmonare
Dotto Arterioso → connette tronco polmonare ad arco aortico, anch’esso bypassa la circolazione polmonare
Percorso del sangue ossigenato:
Placenta → vena ombelicale (che porta sangue ossigenato) → fegato, che viene per lo più bypassato attraverso il dotto venoso d’arazio, dal ramo sinistro della vena porta → vena cava inferiore → atrio destro
Da qui il sangue passa all’atrio sinistro attraverso il Foro Ovale → ventricolo sinistro → aorta
Dai rami dell’arco, viene garantito ossigeno a testa, collo e arti superiori
Percorso del sangue deossigenato:
Vena cava superiore porta sangue deossigenato (da testa, collo, arti superiori) → atrio destro → ventricolo destro → tronco polmonare → dotto arterioso (si bypassa la circolazione polmonare) → arco aortico
A livello dell’aorta discendente, il sangue ossigenato si mescola con quello deossigenato
Da qui il sangue raggiunge le arterie iliache comuni, poi interne, ciascuna delle quali origina un’arteria ombelicale che riportano sangue non ossigenato alla placenta
Alla nascita:
Con l’inizio della respirazione polmonare e delle funzione epatica
Il dotto venoso di oblitera e diventa legamento venoso
Il foro ovale si chiude e diventa fossa ovale
Il dotto arterioso di botallo si oblitera e diventa legamento arterioso (se questo non si oblitera si ha ipertensione polmonare e ipertrofia ventricolo dx)
Le arterie ombelicali:
Il tratto distale si oblitera e diventano legamenti ombelicali laterali
Il tratto prossimale diventano rami dell’arteria iliaca interna per visceri pelvici

Aorta Ascendente 5-4-2
Aorta Ascendente:
Origina dal ventricolo sinistro a livello della 3 cartilagine costale
Sale in alto, in avanti, a destra e termina a livello del margine superiore della 2 cartilagine costale
Lunghezza → 5-7cm
E’ rivestita sia dal pericardio sieroso che fibroso
E’ nel mediastino medio
Rapporti Anteriori (5):
Cono Arterioso del Ventricolo dx
Tronco Polmonare
Auricola destra
Timo (in base al grado di degradazione)
Polmone destro → con le pleura che forma il seno costo-mediastinico
Rapporti Posteriori (4):
Seno Trasverso del Pericardio
Atrio Sinistro
Arteria Polmonare Destra
Bronco Principale Destro
Rapporti Laterali (2):
A destra → vena cava superiore
A sinistra → atrio sx e tronco polmonare

Arco Aortico 5-3-4-1
Arco Aortico:
E’ il continuo della aorta ascendente → a livello della 2 articolazione sterno-costale
Curva postero lateralmente a sinistra e termina al margine sinistro del corpo di T4
E’ nel mediastino superiore
Rapporti Antero sinistri (5)P NN VA:
Pleura mediastinicia sinistra
Nervo Frenico Sinistro (passa anteriormente al peduncolo polmonare) + Vasi Pericardionefrici (dalla toracica interna)
Nervo Vago Sinistro (dietro al frenico, che passa dietro al peduncolo polmonare)
Vena Intercostale Superiore Sinistra → che vengono dalle intercostali posteriori del secondo terzo e quarto spazio intercostale e sbocca nella vena brachiocefalica sinistra
Arteria Polmonare Sinistra
Rapporti Inferiori (sotto l’arco, 3) B T Nlr:
Bronco Principale Sinistro
Tronco Polmonare
Nervo Laringeo Ricorrente Sinistro (ramo del Nervo Vago)
Rapporti Posteriori a destra (4) TE DL Nlr Pcp:
Trachea con dietro l’Esofago
Dotto Toracico e Linfonodi Tracheobronchiali superiori
Nervo Laringeo Ricorrente Sinistro
Plesso cardiaco profondo (tra aorta e trachea)
Rapporti Superiori (1):
Dietro la vena brachiocefalica sinistra, originano i tre rami:
Tronco brachiocefalico, carotide comune e succlavia sinistra

Aorta Discendente Toracica
Aorta Discendente Toracica:
Origina dall’arco aortico a livello di T4 (piano trasverso del torace) fino a T12
Diventa Aorta Discendente Addominale quando attraversa il diaframma
E’ nel mediastino posteriore
Rapporti:
Sinistra → polmone sx + pleura mediastinica
Destra → esofago, dotto toracico, vena azygos
Anteriori → ilo polmonare sinistro (con peduncolo polmonare), pericardio fibroso, atrio sinistro
Più inferiormente abbiamo l’incrocio esofago-aorta dove l’esofago passa anteriormente
Posteriori → Vena Emyazygos e Emiazygos accessoria, Catena Simpatica Sinistra e Colonna Vertebrale
Rami Aorta Discendente Toracica (6):
Arterie Pericardiche per il pericardio fibroso e sieroso (strato parietale)
Arterie Mediastiniche per i tessuti del mediastino
Arterie Bronchiali → due di sinistra (superiore e inferiore) e una di destra che però generalmente origina dalla terza arteria intercostale posteriore
Arterie Esofagee
Arterie Intercostali Posteriori dalla 3 alla 12, mentre 1 e 2 originano dalla arteria succlavia (dal tronco costocervicale, tramite la arteria intercostale suprema)
Arterie Freniche Superiori → per il diaframma superiore

Aorta Discendente Addominale 5-2-1
Aorta discendente addominale:
Attraversato il diaframma dall’orifizio aortico, a livello T12, l’aorta discendente toracica diventa addominale e continua fino a L4, dove biforca nelle Arterie Iliache Comuni
Esegue un decorso retroperitoneale, anteriore alla colonna
Rapporti Anteriori (5):
Plessi e gangli paravertebrali del simpatico
Corpo del Pancreas
Vena Splenica e Renale Sinistra
Duodeno → porzione orizzontale, C duodenale
Radice del Mesentere
Rapporti Laterali:
A destra (2):
Vena Cava Inferiore con dietro la Vena Lombare Ascendente Destra
Pilastro destro del diaframma
A sinistra (2):
Vena Lombare Ascendente Sinistra
Pilastro Sinistro del diaframma
Rapporti Posteriori:
Corpi vertebrali T12-L4
Rami Dell’Aorta Discendente Addominale:
Dalla faccia anteriore originano i Rami Viscerali Impari:
Tronco Celiaco → che emette la Gastrica Sinistra, Epatica Comune e Splenica
Arteria Mesenterica Superiore → origina a livello di L1 e vascolarizza l’intestino dal duodeno distale ai 2/3 del colon trasverso
Arteria Mesenterica Inferiore → origina a livello di L3 e vascolarizza l’ultimo 1/3 del colon trasverso fino al retto
Dalla faccia laterale originano i Rami Viscerali Pari:
Arterie Renali → origine ad angolo retto (questa origine facilita l’ipoperfusione renale, che attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone facendo aumentare la pressione).
La dx è più lunga.
Arterie Surrenali Medie → mentre le superiori originano dalle freniche superiori e le inferiori dalle renali
Arterie Gonadiche → testicolari o ovariche
I Rami Parietali invece, sono:
Arterie Freniche Inferiori (faccia anteriore)
Arterie Lombari (faccia posteriore)
Arteria Sacrale Media (unico ramo parietale impari)
A livello di L5 abbiamo le Arterie Iliaca Interna ed Esterna, dalla biforcazione della Iliaca Comune:
La Iliaca Interna per la cavità pelvica
La iliaca esterna per l’arto inferiore

Sistema Portale
Vena Splenica, Mesenterica superiore e inferiore formano la VENA PORTA:
La vena porta “porta” i prodotti della digestione provenienti dall’intestino
Questa entra nel fegato e forma i Capillari Sinusoidi Epatici che arrivano alle Vene Epatiche e queste alla Vena Cava Inferiore
Invece il sangue ossigenato è portato dalla Arteria Epatica (dal tronco celiaco)
Vie aeree in generale
Funzioni naso
Naso Esterno e Cavità Nasale
Nel seguente ordine abbiamo la sequenza dell’aria:
Vie aeree superiori:
Naso esterno
Cavità Nasale
Seni Paranasali
Faringe
Vie aeree inferiori:
Laringe
Tranchea
Bronchi e bronchioli
L’aria passa dal naso (non dalla bocca), che ha funzione:
Filtrare, riscaldare, umidificare:
La funzione di riscaldamento è dovuta alla ricca vascolarizzazione presente
La funzione di filtrazione è dovuta alla Vibresse, peli rigidi al margine superiore interno delle narici
Un’altra funzione è raccogliere ed eliminare le secrezioni provenienti dai seni paranasali e dal dotto naso lacrimale, che sarà convogliato verso faringe e poi esofago (quindi anche i seni paranasali presentano cellule muco-secernenti)
NASO ESTERNO:
Parte cartilaginea (flessibile)
Parte ossea formata da:
Ossa nasali
Processo nasale dell’osso frontale
Processo frontale dell’osso mascellare
CAVITA’ NASALE:
Due cavità separate dal setto nasale
L’apertura verso la cavità nasale è rappresentata dalle narici (rivestite da cute)
Mentre la parete mediale è liscia, quella laterale no, infatti sporgono le tre conche nasali, che dividono la cavità nasale in canali di passaggio chiamati meati
Quando l’aria passa attraverso i meati, il percorso è turbolento proprio perché sono canali irregolari, quindi l’aria permane di più e viene filtrata, umidificata e riscaldata meglio
(i limiti, cioè tetto, pavimento, parete mediale e laterale, comunicazioni, le abbiamo fatte nel primo plico)
Epitelio:
Respiratorio → pseudostratificato cilindrico ciliato
Olfattivo → al tetto (rappresentato dai neuroni a contatto con l’esterno)

Vascolarizzazione Cavità Nasale
Vascolarizzazione:
Carotide Interna:
Arteria Oftalmica con i rami etmoidali anteriori e posteriori verso la mucosa del tetto e parete mediale cavità nasale
Carotide Esterna:
Arteria Infraorbitaria, dalla mascellare, per la cute esterna
Arteria Sfenopalatina, dalla mascellare, attraversa il foro sfenopalatino dalla fossa pterigopalatina, per setto e pareti laterali
Arteria Faciale con l’arteria labiale superiore, per la punta del naso
Arteria Palatina Discendente, dalla mascellare, che prima di attraversare il canale palatino invia rami nasali che raggiungono la cavità nasale dal foro sfenopalatino
Tutti questi rami si anastomizzano tra loro, per garantire la vascolarizzazione in caso di rottura:
Riconosciamo l’Area di Kiesselbach o zona di Little a livello del setto antero inferiore → sede tipica di epistassi
Vene:
Plessi venosi submucosi → la loro ostruzioni causa la congestione nasale

Innervazione Cavità Nasale
Innervazione:
Sensibilità Generale:
Trigemino → con il nervo oftalmico (V1) per la parte superiore e il nervo mascellare (V2) per la parte inferiore.
Sensibilità Olfattiva:
Nervo Olfattivo
Parasimpatico secromotore:
Stimola la secrezione mucosa
Nel tronco encefalico abbiamo il Nucleo Salivatorio Superiore dove sono localizzati Neuroni Pregangliali.
Questi neuroni, attraverso il nervo facciale e poi il suo ramo, il nervo grande petroso, raggiunge il ganglio pterigopalatino nella fossa pterigopalatina attraverso il canale pterigoideo
Qui avvengono sinapsi con fibre postgangliari che attraverso i rami del Nervo Mascellare raggiungono le ghiandole della mucosa nasale
Questi rami in particolare sarebbero il Nervo Sfenopalatino e il Nervo Palatino maggiore
Simpatico vasomotore:
Regola il calibro arteriolare (congestione)
Dal midollo spinale a livello T1-L2 abbiamo Neuroni Pregangliari
Questi neuroni raggiungono, attraverso la radice anteriore del nervo spinale, il ganglio cervicale superiore.
Qui avvengono sinapsi con fibre postgangliari, che raggiungeranno la fossa pterigopalatina attraverso il Nervo Petroso Profondo (anch’esso attraversa il canale pterigoideo)
Nella fossa pterigopalatina, attraverserà il ganglio pterigopalatino senza fare sinapsi e poi attraverso i rami del Mascellare raggiungono i vasi della mucosa nasale

Seni Paranasali
I seni paranasali sono dilatazioni delle ossa craniche attorno alla cavità nasale con la quale comunicano:
Seni Frontali → osso frontale
Cellule Etmoidali → osso etmoide
Seno Sfenoidale → corpo sfenoide
Seno Mascellare → osso mascellare
Non tutti sono presenti fin dalla nascita, infatti le sinusiti nei primi anni di vita riguardano le cellule etmoidali (presenti fin dalla nascita)
(seno mascellare, con tetto e pavimento, orifizio di drenaggio, già fatto nel primo plico)
(iato semilunare già fatto nel primo plico, ma in aggiunta diciamo che oltre a ricevere il seno frontale, riceve anche quello mascellare e cellule etmoidali anteriori)
Unità Osteo-Meatale:
Seno Frontale, Mascellare e Cellule etmoidali anteriori drenano nel meato nasale medio
In caso di sinusite si ha occlusione e ristagno, e estensione dell’infiammazione

Faringe
Faringe:
Canale fibromuscolare lungo 12-14 cm (connettivo + muscolare striato)
Origina dalla base cranica e termina con la cartilagine cricoidea della laringe, a livello di C6
Porzioni e aperture:
Rinofaringe (nasofaringe) → comunica con la cavità nasale tramite coane e dà passaggio all’aria
limite anteriore → palato molle
limite superiore → corpo sfenoide e clivo sfenoide
Orofaringe → comunica con la cavità orale tramite l’istmo delle fauci, via comune a cibo ed aria
limite anteriore → palato molle e margine superiore epiglottide
Laringofaringe → comunica con la cavità orale tramite l’adito laringeo
limite anteriore → cartilagine cricoidea laringe
Qui si separano il bolo che va nell’esofago e l’aria che va nella laringe
Fascia Faringo-Basilare:
Scheletro fibroso che dà supporto alla Faringe
Si inserisce su:
Tubercolo faringeo osso occipitale
Margine anteriore canale carotideo
Lamina mediale processo pterigoideo
Tuba uditiva
Spazio Retrofaringeo:
SI separa dai corpi vertebrali da muscoli prevertebrali e fascia cervicale profonda
E’ uno spazio virtuale riempito di lasso e linfonodi, via di diffusione di infezioni.
Rapporti Laterali:
Fascio vascolo nervoso del collo (giugulare interna, carotide comune, nervo vago)
Nervi cranici glossofaringeo, vago, accessorio (quelli del foro giugulare) e ippoglosso

Tuba Uditiva
Sulla parete laterale del Rinofaringe:
è presente l’orifizio della tuba uditiva (o di Eustachio) che si scava nell’osso temporale e serve ad equilibrare la pressione nell’orecchio medio → condizione necessaria per la vibrazione corretta della membrana timpanica e la trasmissione del suono agli ossicini.
Quindi serve a rendere la pressione dell’aria ai due lati della membrana uguale
Struttura tuba uditiva:
Prevalentemente cartilagine a ferro di cavallo, completata da connettivo fibroso
Le pareti sono generalmente collassate, ma durante la deglutizione attraverso la contrazione del tensore ed elevatore del velo palatino, si dilatano permettendo il passaggio di aria nell’orecchio medio → per questo masticare una gomma sull’areo equilibria la pressione
Toro Tubarico (torus tubarius):
E’ un rilievo della mucosa sulla parete laterale del rinofaringe causato dalla cartilagine della tuba uditiva
Si continua con due pieghe causate dalla muscolatura sottostante:
Anteriore → Piega Salpingopalatina
Posteriore → Piega Salpingofaringea
Decorso:
A livello dell’Orifizio Faringeo del Rinofaringe origina la porzione cartilaginea della tuba uditiva che si continua posterolateralmente passando tra la fessura sfenopetrosa e petrosquamosa per poi terminare nell’orecchio medio
Anello di Waldeyer, tessuto linfoide associato:
Tonsilla Tubarica → sotto la mucosa del toro tubarico
Tonsilla Faringea (adenoide) → all’origine della faringe
Tonsille Palatine → passaggio tra orale e orofaringe
Tessuto Linfoide Diffuso → lungo le pareti faringee e adito laringeo
Tutte insieme formano l’anello di Waldeyer, una barriera contro patogeni aereo-digerente.
Clinica tonsilla faringea → con l’età tende a regredire, in caso di ipertrofia causa ostruzione rinofaringe e rende difficoltosa la respirazione orale

Laringe
Laringe:
Lunga circa 6 cm, a livello C3 a C6
Posizione: nel triangolo anteriore del collo
Limiti:
Anteriore:
Cute, sottocute, Fascia cervicale superficiale, Platisma e
Fascia cervicale profonda che si sdoppia nella lamina superficiale (che riveste trapezio e sternocleidomastoideo) e lamina pretracheale che si divide in una muscolare che riveste i muscoli sottoioidei, e una viscerale per laringe, trachea, esofago, tiroide
I muscoli sottoioidei che troviamo anteriormente la laringe sono: omoioideo, sternoioideo, sternotiroideo, tiroioideo
Laterale → Tiroide e fascio vascolo nervoso del collo
Posteriore → Laringofaringe
Superiore → Osso ioide, base lingua, epiglottide
Inferiore → Trachea
Sospensione della Laringe:
La Laringe è sospesa all’osso ioide e base della lingua
Questo è importante perché durante la deglutizione sollevano la laringe determinando:
Abbassamento epiglottide che chiude l’adito laringeo
Passaggio bolo verso l’esofago
Scheletro Cartilagineo della Laringe:
Impari:
Tiroide, Cricoide, Epiglottide (cartilagine elastica)
Pari:
Aritenoidi
Croniculate e Cuneiformi

Cartilagine Tiroidea e Cricoidea
CARTILAGINE TIROIDEA:
E’ la più voluminosa
Due lamine quadrangolari si uniscono anteriormente formando la Prominenza Laringea o Pomo d’Adamo (più acuto nell’uomo)
Superiormente e inferiormente abbiamo le rispettive Incisure Tiroidee
Posteriormente abbiamo i Corni superiori e inferiori:
Su quelli superiori abbiamo il legamento tiroioideo laterale per l’osso ioide
Mentre su quelli inferiori abbiamo la superficie articolare con la cricoide → l’articolazione cricotiroidea permette l’inclinazione della cartilagine tiroidea rispetto la cricoide, importante per modulare la tensione delle corde vocali e quindi il tono della voce
Membrana Tiroidea → sospende la laringe (cartilagine tiroidea) all’osso ioide
Corde Vocali → legamento + muscolo vocale (se aggiungiamo la mucosa parliamo di Piega Vocale)
Dalla faccia interna della cartilagine tiroidea al processo vocale dell’aritenoide
CARTILAGINE CRICOIDEA:
Forma di anello con castone
Sulla sua superficie laterale si articola il corno inferiore della tiroide, mentre sulla superficie superiore si articola con le aritenoidi
Legamento Cricotiroideo → anteriormente, unisce cricoide a tiroide
Legamento Cricotracheale → inferiormente, unisce cricoide a trachea
Accessi di emergenza delle vie aeree:
Cricotirotomia → incisione verticale cutanea + orizzontale del legamento cricotioideo.
Rischio emorragico per lesione istmo tiroideo molto vascolarizzato presente sotto
Soluzione rapida e temporanea usata in emergenza
Tracheostomia → preferita per un accesso definitivo, eseguita in ambiente chirurgico e con legatura dei vasi tiroidei
Sequenza palpabile: incisura tiroidea superiore → prominenza laringea → linea fusione lamine tiroidee → legamento cricotiroideo → anello cricoideo → anelli tracheali

Cartilagini Aritenoidi
Aritenoidi:
Forma Triangolare
Base che si articola con la Cricoide e presenta due processi:
Processo Vocale (anteriore) → si inserisce il legamento vocale
Processo Muscolare (posteriore) → si inseriscono muscoli laringei
Apice dove si inseriscono legamenti diretti verso l’epiglottide (legamento ariepligottico)
Lateralmente abbiamo la cresta arcuata che separa:
Fossa Triangolare (superiore) → dove si inserisce il legamento vestibolare (margine inferiore libero della membrana quadrangolare)
Fossa Obliqua (inferiore) → dove si inserisce il muscolo vocale
Membrane Fibro Elastiche:
Cono elastico → teso tra aritenoidi, cricoide e cartilagine tiroidea
Il suo margine superiore libero è il legamento vocale
Membrana quadrangolare → tesa tra aritenoidi ed epiglottide
Il suo margine superiore libero è il legamento ariepligottico
Il suo margine inferiore libero è il legamento vestibolare

Corniculate e Cuneiformi
Epiglottide
Ventricolo laringeo
Cartilagini accessorie (piccoli ammassi di cartilagine elastica)
Corniculate → sopra l’apice delle aritenoidi
Cuneiformi→ localizzate nelle pliche ariepiglottiche, non articolate con altre cartilagini
Epiglottide:
Cartilagine a forma di foglia/scudo
Ancorata alla faccia interna della tiroide tramite il legamento tireoepiglottico a livello della quale avviene il suo spostamento per deviare il bolo alimentare durante la deglutizione
Ventricolo laringeo:
Invaginazioni della mucosa, tra legamento vestibolare e vocale
Influenzano il tono della voce (ruolo non ben noto, sono più sviluppati negli animali per suoni particolari)
(n.b. la glottide è l’apertura tra le corde vocali)

Muscoli Intrinseci ed Estrinseci della Laringe
Muscoli Estrinseci:
Muscoli dove solo una estremità si inserisce sulla Laringe
La loro azione provoca lo spostamento dell’intera laringe, soprattutto durante la deglutizione
Muscoli sottoioidei:
Tiroioideo e Sternotiroioideo → in continuità tra loro, si inseriscono sulla linea obliqua della cartilagine tiroidea
Sternoioideo
Questi abbassano l’osso ioide e la laringe
Muscolo Costrittore Inferiore della Faringe:
Raggiunge posteriormente la cartilagine tiroidea della laringe
Eleva la laringe
Muscoli Intrinseci:
Muscoli dove entrambe le estremità si inseriscono sulla Laringe
La loro azione è nel regolare la fonazione e il passaggio dell’aria, aprendo e chiudendo la rima della glottide e variando la tensione delle pieghe vocali
Muscolo Cricotiroideo:
Dall’arco della cartilagine cricoide al margine inferiore della cartilagine tiroidea
E’ il muscolo tensore delle corde vocali, infatti ruota la cartilagine tiroidea in avanti e in basso, aumentando la tensione e la frequenza del suono
Muscolo Cricoaritenoideo posteriore:
Dalla superficie posteriore della lamina della cricoide al processo muscolare dell’aritenoide
E’ il principale muscolo respiratorio della laringe e l’unico dilatatore della glottide → tira i processi muscolari abducendo i legamenti vocali, quindi allarga la rima della glottide
Muscolo Cricoaritenoideo laterale:
Dal margine superiore dell’arco cricoideo al processo muscolare dell’aritenoide
Importante per la fonazione → tira i processi muscolari adducendo i legamenti vocali, quindi riduce l’apertura della rima della glottide
Muscolo Tiroaritenoideo (muscolo vocale):
Dalla superficie interna della cartilagine tiroidea (angolo) al processo vocale e fossa obliqua delle aritenoidi
Importante per il controllo del tono, soprattutto nel canto → aumenta la tensione nella parte anteriore e rilassa la parte posteriore delle pieghe vocali
Muscolo Aritenoideo Trasverso:
Tra le due cartilagini aritenoidi
Adduce le aritenoidi, quindi chiude la rima della glottide
Muscolo Aritenoideo Obliquo:
Dal processo muscolare di un aritenoide all’apice dell’aritenoide controlaterale, poi continua come muscolo ariepiglottico
Adduce le aritenoidi, mentre il muscolo ariepiglottico chiude l’adito laringeo, importante durante la deglutizione

Cavità della Laringe
La cavità della laringe rivestita da mucosa è suddivisa in:
Vestibolo Laringeo → a livello dell’adito laringeo, quindi laringe superiore
Segmento Medio → comprende piega vestibolare e vocale, ventricolo laringeo e glottide
Segmento Sottoglottico → dopo la glottide, quindi cartilagine cricoide e trachea.
Rivestimento della cavità laringea:
Tutta la mucosa della laringe è rivestita da epitelio respiratorio (cilindrico ciliato)
Nei fumatori abbiamo metaplasia con epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato, generalmente presente solo a livello delle pieghe vocali per fornire più resistenza, dato lo stress delle vibrazioni
Sotto l’epitelio delle pieghe vocali, abbiamo, in sequenza:
Connettivo lasso
Connettivo denso ricco di fibre elastiche (del legamento vocale)
Connettivo denso ricco di collagene
Muscolo vocale
A livello del vestibolo laringeo e segmento sottoglottico possiamo trovare ghiandole a secrezione mucosa, sierosa e mista
La sottomucosa è presente solo nel segmento sottoglottico e continua nella trachea

Laringoscopia
Indiretta → con uno specchietto introdotto nella cavità orale, ma richiede il mantenimento della lingua del paziente
Con fibre ottiche → utilizza uno strumento che permette di osservare anche strutture più profonde
A respirazione forzata:
L’epiglottide è sollevata
L’adito laringeo è aperto
Sarà visibile:
Pieghe ariepiglottiche
Mucosa aritenoidi
Cartilagini corniculata e cuneiforme
Pieghe vestibolari, vocali e ventricolo laringeo
Le pieghe vocali, a differenza dell’epitelio diverso dal resto della mucosa, ha un colore diverso:
bianco brillante
zona priva di vasi e il nutrimento avviene per diffusione
Durante la fonazione:
Le pieghe vocali si avvicinano e l’aria che passa fa vibrare i margini vocali producendo il suono
Manovra di Valsavia (trattenere l’aria):
Pieghe vocali e vestibolari si adducono → quelle vestibolari coprono le vocali
Blocco completo del passaggio dell’aria e aumento pressione toracica e addominale
Deglutizione:
I muscoli estrinseci della laringe la sollevano
L’epiglottide si abbassa
L’adito laringeo si chiude
Il bolo viene deviato nell’esofago.

Vascolarizzazione Laringe
Drenaggio venoso
Arterie:
Arteria Laringea Superiore:
Origina dall’arteria tiroidea superiore, ramo della carotide esterna
Penetra la membrana tiroioidea
Arteria Laringea Inferiore:
Origina dall’arteria tiroidea inferiore, ramo del tronco tirocervicale della succlavia
Vene:
Vena Laringea Superiore:
Drena nella vena tiroidea superiore, che sbocca nella giugulare interna
Vena Laringea Inferiore:
Drena nella vena tiroidea inferiore, che sbocca nella vena brachiocefalica

Innervazione Laringe
Innervazione:
Il nervo vago invia il nervo laringeo superiore e ricorrente
Nervo Laringeo Superiore:
attraversa membrana tiroioidea
accompagna arteria e vena laringea superiore
è per il muscolo cricotiroideo, invia anche fibre sensitive alla mucosa laringea
Nervo Laringeo Ricorrente:
A sx → passa sotto l’arco aortico, risale verso la laringe, tra trachea ed esofago
A dx → passa sotto la succlavia e sale sempre tra trachea ed esofago
Innerva tutti gli altri muscoli intrinseci della laringe, invia anche fibre sensitive per la mucosa
A livello del segmento medio le loro fibre sensitive si sovrappongono → Ansa di Galeno
Danni al Nervo Laringeo Superiore:
A fibre motrici → paralisi muscolo cricotiroideo → voce monotona perché non si può modulare la tensione delle pieghe vocali
A fibre sensitive → perdita sensibilità vestibolo e segmento medio, si perde il riflesso di chiusura della laringe e rischio aspirazione
Danni al Nervo Laringeo Ricorrente:
Se unilaterale, il controlaterale può compensare, avremo voce rauca
Se bilaterale, respirazione profonda difficoltosa, perdita della fonazione, pieghe vocali in posizione intermedia (cadaverica)

Drenaggio Linfatico
Drenaggio Linfatico:
Posteriormente → Linfonodi Cervicali Profondi Laterali, lungo la giugulare interna
Anteriormente → Linfonodi Cervicali Profondi Anteriori che si dividono in 3 gruppi:
Prelaringei → linfonodo precricoideo o di Delfico, in corrispondenza dell’anello della cricoide, spesso associato a tumori della glottide
Pretracheali → anteriormente la trachea
Paratracheali → lateralmente la trachea
I vasi collettori di questi linfonodi confluiscono nel tronco giugulare, poi tronco succlavio, poi:
A sx → dotto toracico
A dx → angolo venoso (dove succlavia e giugulare interna formano la vena brachiocefalica)
Trachea
Trachea:
Tubo di 15-20 anelli di ialina incompleti uniti tramite legamenti anulari (o tracheali) lungo circa 13 cm e con diametro 2 cm
Abbiamo prima il Tratto Cervicale a livello di C6, come continuazione della cartilagine cricoidea della laringe
E poi abbiamo il Tratto Toracico che termina nel nel mediastino superiore, in corrispondenza dell’angolo sternale, dove biforca nei due bronchi principali (a livello T4-5)
Parete:
Internamente abbiamo tonaca mucosa e sottomucosa, poi segue la tonaca fibromuscolocartilaginea e più esternamente la avventizia
Tonaca Fibromuscolocartilaginea:
Cartilagine ialina (anteriormente e lateralmente)
Connettivo che riveste gli anelli
Tessuto muscolare liscio solo posteriormente dove tra gli anelli abbiamo fasci con decorso trasversale che formano il muscolo tracheale e fasci con decorso longitudinale che formano il muscolo tracheoesofageo
(l’ultima cartilagine si chiama carena)

Rapporti Trachea
TRATTO CERVICALE:
Rapporti anteriori 8 (dall’esterno all’interno):
Cute
Sottocute
Fascia cervicale profonda → lamina superficiale e lamina pretracheale viscerale
Muscolo Sternotiroideo e Sternoioideo
Istmo della Tiroide
Vene Tiroidee Inferiori (che drenano nelle vene brachiocefaliche)
Arteria Tiroidea Ima (incostante, può originare dal tronco brachiocefalico)
Arterie Tiroidee Inferiori (dal tronco tireocervicale della succlavia)
TRATTO TORACICO:
Rapporti anteriori 4:
Sterno
Timo
Vena Brachiocefalica Sinistra
Arco Aortico con Tronco Brachiocefalico e Carotide Comune Sinistra
RAPPORTI POSTERIORI DI ENTRAMBI:
Esofago
Nervi laringei ricorrenti (nel tratto cervicale entrambi, in quello toracico solo il Sx)
RAPPORTI LATERALI:
Entrambi i lati:
Nervo Vago e ricorrente
Nervo Frenico
Pleura mediastinica polmone
Giugulare Interna
A destra:
Vena Azygos
A sinistra:
Arco aorta, carotide comune sx e succlavia sx

Bronchi
Segmento broncopolmonare
Dopo la biforcazione della trachea, abbiamo i Bronchi Principali:
Bronco Destro:
E’ più corto
Decorre verticalmente (questo fa sì che corpi estranei tendono più ad entrare nel bronco dx)
Ha diametro maggiore
Sopra ad esso passa la vena azygos
Bronco Sinistro:
E’ più lungo
Decorre più obliquamente
Ha diametro minore
Sopra ad esso passa l’arco aortico, mentre posteriormente passa l’aorta discendente
Bronchi Lobari:
Il bronco destro, divide in 3 Bronchi Lobari corrispondenti ai tre lobi del polmone destro:
Quello Superiore origina spesso prossimalmente l’ilo
Segue così il Bronco Intermedio che dopo aver attraversato l’ilo polmonare divide in Bronco Lobare Medio e Inferiore
Il bronco sinistro, entrato nell’ilo polmonare, divide in Bronco Lobare Superiore e Inferiore
Bronchi Segmentali:
A loro volta, i bronchi lobari si dividono in bronchi segmentali, che ventileranno il segmento polmonare corrispettivo
Segmento Broncopolmonare:
Porzione di parenchima polmonare ventilata da un bronco segmentale e vascolarizzata da arteria e vena segmentale
Quindi anche arteria e vena polmonare presentano rami lobari e segmentali
Sono presenti anche arterie bronchiali (dall’aorta toracica discendente)
Generalmente i segmenti broncopolmonari sono 10 (nel polmone destro possono essere di meno)

Polmoni
I POLMONI:
Sono accolti nella Loggia Pleuropolmonare → spazio della cavità toracica ai lati del mediastino
Hanno forma conica:
Base concava appoggiata al diaframma
Apice smussato, che supera per 2-3cm l’apertura toracica superiore
Superfici:
Laterale → in rapporto con coste e cartilagini costali
Mediale (o mediastinica) → accoglie l’ilo/peduncolo polmonare
Vertebrale → in rapporto con i corpi vertebrali
Differenze polmoni:
Destro → più voluminoso, con la cupola pleurica è più alta perché è più alta anche quella diaframmatica per la presenza del fegato.
E’ diviso in tre lobi (superiore, medio, inferiore) separati dalla scissura obliqua e orizzontale
Sinistro → meno voluminoso, con incisura cardiaca più marcata perché il cuore è spostato per 2/3 a sx.
E’ diviso in due lobi (superiore e inferiore) separati dalla scissura obliqua.
L’estremità inferiore dell’apice che si porta in basso si chiama lingula e va a coprire il sacco pericardico.

Pleura
I polmoni sono rivestiti dalle pleure:
Pleura Parietale → diverse porzioni in base a dove affaccia:
Pleura cervicale, costale, diaframmatica e mediastinica
Pleura Viscerale → aderisce alla superficie del polmone
Questi due foglietti si riflettono sotto il peduncolo polmonare, dove formano il legamento polmonare
Tra i due foglietti abbiamo la cavità pleurica, con liquido sieroso prodotto dal mesotelio per consentire lo scorrimento → come due lastre di vetro bagnate, non si separano, possono solo scivolare
Clinica:
La pleurite è l’infiammazione della pleura e si associa ad un aumento di liquido pleurico → compromette la respirazione e può essere segno di fibrosi.
Il versamento pleurico e lo pneumotorace indicano rispettivamente l’accumulo di liquido e aria nella cavità pleurica → può portare al collasso del polmone

Recessi Pleurici
RECESSO COSTODIAFRAMMATICO:
La pleura parietale, seguendo la faccia interna delle pareti del torace, si estende oltre il margine inferiore del polmone e si allontana dalla pleura viscerale
Dove la pleura parietale costale si continua con quella diaframmatica si forma il recesso costodiaframmatico che è quello più profondo (5cm).
Questo ha un significato clinicamente importante in chirurgia, perché se si incide pensando di essere sotto il polmone, in realtà abbiamo il recesso costodiaframmatico che continua fino la 11-12 costa, e quindi si rischierebbe pneumotorace e collasso del polmone
RECESSO COSTOMEDIASTINICO:
Si forma dal passaggio tra la pleura costale a mediastinica
Più ampio a sx per la incisura cardiaca
(tra pleura mediastinica e diaframmatica abbiamo il recesso mediastinodiaframmatico)

Apice del Polmone - rapporti
RAPPORTI DELL’APICE DEL POLMONE:
Medialmente:
Polmone Destro → vena brachiocefalica destra, tronco brachiocefalico
Polmone Sinistro → vena brachiocefalica sinistra, arteria succlavia sinistra
Lateralmente:
Muscolo scaleno medio
Posteriormente:
Catena del simpatico ai lati della colonna vertebrale
In particolare il ganglio cervicale inferiore che con il primo ganglio toracico forma il ganglio cervico-toracico (ganglio stellato)
Arteria Intercostale Suprema
Anteriormente:
Arteria Succlavia e suoi rami
Vena Succlavia
Muscolo Scaleno Anteriore
A sinistra abbiamo anche il dotto toracico
Superiormente:
Ricoperto dalla membrana sovrapleurica, uno strato connettivo che si ritiene derivi dal tendine del muscolo scaleno minimo (muscolo accessorio, non sempre presente)

Rapporti Faccia Mediastinica Polmone Destro
Strutture che lasciano impronte:
Pericardio fibroso (parte destra, che ricopre atrio e auricola dx e ventricolo dx)
Vena cava Superiore
Vena Azygos
Esofago
Vena Cava Inferiore (sopra il diaframma)
Strutture che non lasciano impronte:
Vena Intercostale Superiore
Trachea
Nervo vago destro
Nervo frenico destro
Pericardio Fibroso
Vena Cava Superiore, Inferiore, Azygos e Intercostale Superiore
Esofago e Trachea
Nervo vago e frenico

Rapporti Faccia Mediastinica Polmone Sinistro
Strutture che lasciano impronte:
Pericardio fibroso (parte sinistra, che ricopre auricola e ventricolo sinistro, cono arterioso del ventricolo dx)
Arco Aortico con succlavia sinistra e a seguire aorta discendente toracica incrociata anteriormente dall’esofago
Strutture senza impronta:
Nervo Vago
Nervo Frenico
Vena Intercostale Superiore
Dotto Toracico
Pericardio Fibroso
Arco Aortico e Succlavia Sx → a seguire aorta discendente toracica e incrocio dell’esofago anteriore
Vena Intercostale Superiore
Dotto Toracico
Nervo vago e frenico


Radice del polmone (peduncolo)
Ilo Polmonare
LOCALIZZAZIONE PEDUNCOLI:
Peduncolo Polmone Dx:
E’ posteriore alla vena cava superiore e sotto la azygos
Peduncolo Polmone Sx:
E’ sotto l’arco aortico
(il peduncolo sono i rami, l’ilo è l’incavo)
ILO POLMONARE:
Le strutture entrano ed escono dal polmone (che costituiscono il peduncolo) attraverso il suo ILO
Differenza chiave tra ilo destro e sinistro:
A destra la struttura più alta è data dal bronco lobare superiore (che nasce prossimalmente l’ilo) e per questo è chiamato bronco epiarterioso
Quindi i rapporti verticali dall’alto al basso sono:
Polmone dx → bronco lobare superiore (che nasce prossimalmente l’ilo), arteria polmonare, vene polmonari
Polmone sx → arteria polmonare, bronco, vene polmonari
Mentre i rapporti antero posteriori sono uguali a dx e sx:
Vena polmonare, poi Arteria polmonare e poi bronchi.

Anatomia di superficie
Lo scopo dell’anatomia di superficie è quello di individuare punti di repere sul paziente e correlarle a strutture profonde.
MARGINE INFERIORE DEL POLMONE:
Lungo la Linea Emiclaveare il margine inferiore del polmone incrocia la Sesta Costa (ottava per la pleura parietale)
Lungo la Linea Ascellare Media il margine inferiore del polmone incrocia la Ottava Costa (decima per la pleura parietale)
Lungo la Linea Vertebrale il margine inferiore del polmone si proietta a livello del Corpo di T10 (dodicesima per la pleura parietale)
SCISSURE POLMONARI:
La Scissura Obliqua divide i lobi polmonari:
Nel polmone destro separa il lobo inferiore dal superiore e medio.
Nel polmone sinistro separa il lobo superiore dall’inferiore
Questa scissura origina a livello del processo spinoso T4 e decorre inferolateralmente attraversando il 5 spazio intercostale raggiungendo l’arco costale della sesta costa
La Scissura Orizzontale separa il lobo superiore dal medio nel polmone destro:
Segue il decorso della quarta costa
LOBI POLMONARI:
Polmone dx:
Lobo superiore sopra la quarta costa
Lobo medio tra quarta costa e scissura obliqua
Lobo inferiore sotto scissura obliqua
Polmone sx:
Sopra e sotto la scissura obliqua

Auscultazione del Polmone
Per auscultare si evitano le ossa, quindi si auscultano gli spazi intercostali tra:
Linea Vertebrale e margine mediale della scapola:
Sopra la prima costa apice del polmone (posteriormente nel primo spazio)
2 spazio lobo superiore
4 spazio lobo medio polmone dx
6 spazio verso linea ascellare anteriore lobo inferiore
TRIANGOLO DI AUSCULTAZIONE:
Area in cui l’auscultazione è più facilitata perché libera da tessuto osseo e con muscolatura sottile
Limiti:
Superiore → trapezio
Laterale → margine mediale scapola
Inferiore → gran dorsale
Qui si ausculta il lobo inferiore

Vascolarizzazione dei Polmoni
E’ una doppia vascolarizzazione perché raggiunta sia dai vasi della circolazione sistemica (arterie e vene bronchiali) che polmonare (arterie e vene polmonari)
ARTERIE POLMONARI:
Decorso del sangue NON ossigenato:
Vene Cave → atrio dx → ventricolo dx → tronco polmonare → arteria polmonare dx e sx
L’arteria polmonare dx passa posteriormente l’aorta ascendente e sotto l’arco aortico
L’arteria polmonare sx passa anteriormente l’aorta discendente
Le arterie polmonari entrano nell’ilo del polmone e seguono la ramificazione dei bronchi, quindi avremo arterie:
Lobari, segmentarie fino ad arrivare ai capillari alveolari
VENE POLMONARI:
Decorso del sangue ossigenato:
Nei setti intersegmentari indipendentemente da bronchi e arterie
Convengono in una Vena Polmonare Superiore e Inferiore per ciascun polmone, che attraversano l’ilo polmonare e raggiungono l’atrio sx
ARTERIE BRONCHIALI:
Due Arterie Bronchiali Sinistre e una Destra che originano dall’aorta toracica discendente
Un’altra Arteria Bronchiale Destra che spesso origina dalla Terza Arteria Intercostale Posteriore
VENE BRONCHIALI:
A destra drenano nella Vena Azygos
A sinistra drenano nella Vena Emiazygos Accessoria
Successivamente confluiscono nella Vena Cava Superiore

Drenaggio Linfatico dei Polmoni
I vasi linfatici raccolgono la linfa dal parenchima polmonare e albero bronchiale, per poi convogliarla in una serie di linfonodi in questo ordine:
Linfonodi Intrapolmonari all’interno del polmone
Linfonodi Broncopolmonari a livello dell’ilo polmonare
Linfonodi Tracheobronchiali inferiori e superiori rispetto alla biforcazione bronchiale
Linfonodi Paratracheali a livello della trachea
Tronco Broncomediastinico destro e sinistro che sboccano:
Direttamente nella vena brachiocefalica
Nel dotto toracico a sx o dotto linfatico destro a dx per poi aprirsi nell’angolo venoso
Generalmente la linfa del polmone dx drena nei linfonodi di dx e quella del polmone sx nei linfonodi di sx, MA:
Il lobo inferiore sinistro può drenare nei linfonodi tracheobronchiali di entrambi i lati
Questo spiega perché un tumore del lobo inferiore sinistro può metastatizzare anche ai linfonodi del lato destro del mediastino

Innervazione Polmone e Pleura Viscerale
Innervazione parasimpatica:
Fornita dal Nervo Vago
Fibre pregangliari arrivano a gangli parasimpatici attorno la radice (peduncolo) polmonare (nell’insieme parliamo di plesso polmonare) dove avvengono sinapsi con fibre postgangliari che si distribuiscono a bronchi e bronchioli
Innervazione simpatica:
Qui le fibre sono già postgangliari
Le sinapsi sono già avvenuta nei gangli paravertebrali con fibre pregangliari dei neuromeri T2-T4/5

Organi cavi e pieni
Gli organi cavi nello spessore della parete, dall’interno verso l’esterno presentano:
Tonaca mucosa
Tonaca sottomucosa
Tonaca muscolare
Tonasa sierosa o avventizia
Gli organi pieni invece presentano:
Una capsula connettivale da cui partono setti che suddividono l’organo formando l’impalcatura chiamata stroma
Laringe, osservazione istologica
Per la maggior parte è presente epitelio respiratorio (pseudostratificato cilindrico ciliato)
A livello della piega vocale invece abbiamo epitelio pluristratificato pavimentoso non cheratinizzato
Nell’immagine vediamo la sezione frontale della laringe:
Superiormente abbiamo la piega vestibolare rivestita da epitelio respiratorio
Inferiormente abbiamo la piega vocale rivestita da epitelio pluristratificato pavimentoso non cheratinizzato:
cellule in superficie appiattite, senza nucleo
Tra le due prozioni abbiamo l’invalidazione che conduce al ventricolo laringeo
Il passaggio tra epitelio respiratorio e pavimentoso non è graduale, ma brusco
Le pieghe vocali sono pavimentose per maggior resistenza nei confronti della vibrazione

Epiglottide, osservazione istologica
Superficie Linguale Superiore:
Rivolta verso la base della lingua
E’ rivestita da epitelio pluristratificato pavimentoso non cheratinizzato
Superficie Respiratoria Inferiore:
Superficie inferiore dell’epiglottide rivolta verso la cavità laringea
E’ rivestita da epitelio respiratorio
Però una sua porzione, cioè quella che sporge oltre l’adito quando l’epiglottide si chiude, è rivestita da epitelio pluristratificato pavimentoso non cheratinizzato poiché esposta al bolo
Quindi le zone esposte all’aria sono epitelio respiratorio, mentre le zone esposte al bolo sono pavimentasse per maggiore protezione

Trachea, osservazione istologica
Rispetto agli altri organi cavi, non presenta una tonaca muscolare continua
Tonaca Mucosa presenta:
Epitelio pseudostratificato cilindrico ciliato
Lamina propria di connettivo fibrillare denso
Tonaca Sottomucosa:
Presenta connettivo più lasso
Sono presenti ghiandole tracheali mucosecernenti mucose sierose o miste
Tonaca Fibromuscolocartilaginea:
Cartilagine ialina
Connettivo tra una cartilagine tracheale e l’altra a formare il legamento anulare
Fasci di cellule muscolari lisce solo posteriormente
Tonaca Avventizia:
Strato più esterno costituito da connettivo che riveste l’intera trachea

Epitelio Respiratorio
L’epitelio respiratorio è un epitelio pseudostratificato cilindrico ciliato tipico delle vie aeree
Citotipi principali:
Cellule ciliate cilindriche → un singolo strato dalla membrana al lume che presentano ciglia motili in superficie per spostare il muco
Cellule caliciformi mucipare → sono quelle che producono il muco che intrappolare microrganismi e particelle estranee
Cellule basali → strato basale aderente alla membrana basale che non raggiungono il lume e fungono da cellule staminali/precursori
Cellule neuroendocrine → tipo specializzato, meno numeroso, vicino alla membrana basale, secernono catecolamine, serotonina e calcitonina rispondendo alle variazioni di O2 e CO2 per modulare l’attività delle vie aeree
Brush cells (cellule a spazzola) → poco numerose, presentano microvilli in superificie, più lunghi ma non mobili. Aumentano la superficie per l’inserimento di recettori, per trasmettere segnali alle fibre nervose

Bronchi, osservazione istologica
Nei bronchi:
La componente cartilaginea si riduce sempre di più fino a scomparire nel passaggio da bronchi segmentali a bronchioli dove comparirà una vera tonaca muscolare
Si passera progressivamente da :
Epitelio pseudostratificato cilindrico ciliato
Epitelio cilindrico semplice ciliato
Epitelio cubico semplice nei bronchioli
Epitelio pavimentoso semplice negli alveoli → questo appiattimento è funzionale per gli scambi gassosi
Si avrà anche la riduzione progressiva delle ghiandole tracheobronchiali:
Nei bronchioli non si ha muco, qui i condotti sono molto piccoli e se ci fosse potrebbe occludere il lume
Avremo invece Cellule Bronchiolari Esocrine (cellule di Clara) che producono una sostanza proteica che agisce insieme al surfactante per prevenire il collasso delle vie aeree

Alveoli Polmonari, osservazione istologica
La parete degli alveoli presenta:
Pneumociti di tipo 1:
Per la maggior parte
Cellule molto appiattite che permettono il passaggio dei gas, infatti lo spessore della barriera di diffusione è ridotto al minimo
Pneumociti di tipo 2:
Cellule Cubiche localizzate soprattutto negli angoli degli alveoli
La funzione principale è produrre la componente lipidica del surfactante
Surfactante polmonare:
E’ un tensioattivo, abbassa la tensione superficiale per evitare l’adesione delle pareti alveolari durante l’espirazione, quindi previene il collasso degli alveoli.
La sua produzione inizia verso la 35 settimana di vita fetale:
Se si nasce prematuramente, la sua presenza potrebbe essere ridotta o assente, quindi è necessaria una ventilazione assistita
Se si ha rischio di parto prematuro, la somministrazione di glucocorticoidi alla madre stimolano la produzione di surfactante nel feto
Barriera Aria-Sangue:
I gas devono passare dall’alveolo al sangue o dal sangue all’alveolo in base al gradiente di concentrazione
Per ridurre lo spessore della barriera, le membrane basali dell’epitelio alveolare e dell’endotelio capillare si fondono in alcuni punti
