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unimi; laura biondi
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diacronia
dimensione della variazione nel tempo
classificazione delle opposizioni secondo Trubeckoj
perchè due entità si oppongano è necessario che esse condividano almeno una proprietà. Le opposizioni sono classificabili secondo tre criteri
rapporto con il sitema
bilaterali, multilaterali, proporzionali e isolate
rapporto tra i membri dell’opposizione
privative: opposizioni nelle quali un termine + contrassegnato dalla presenza di un certo segno o marca (nasalità o non, arrotondato o non).
graduali: opposizioni i cui fonemi sono contrassegnati da un diverso grado della stessa particolarità (diverso grado di apertura nelle vocali)
equipollenti: opposizioni i cui membri non si possono considerare ne come gradi diversi di una proprietà ne come affermazione o negazione di una caratteristica
rapporto alla misura della loro validità distintiva
contrastanti: opposizioni che restano sempre tali
neutralizzabili: opposizioni che in certe condizioni contestuali vengono “soppresse”
fonologia
si occupa della forma dell’espressione e studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni di una lingua, considerandoli in base al loro valore funzionale.
dittongo
successione di due vocali tautosillabiche: di queste vocali una sola mantiene la sua intensità sonora e funge da nucleo.
Dittongo: approssimante + vocale →d.ascendente
vocale + approssimante (semivocali) →d.discendente
Trittongo: due semivocali + una vocale
fatti soprasegmentali
nel continuum del parlato, agiscono a un livello superiore e sovraimposto a quello dei segmenti, i cosi detti fatti soprasegmentali. Hanno sempre un valore relativo rispoetto al constesto in cui si realizzano.
durata
i foni hanno durata variabile, e (nonostante l’ipa ne segnali 5), in genere le lingue distinguono tra segmenti brevi e lunghi. Le lingue possono usare differenze di durata a fine funzionale.
In italiano contoidi e vocoidi possono maniferstare variazioni di durata, ma mentre i contoidi geminati hanno fine funzionale, la durata vocalica non lo è.
accento
il segmento tonico è più alto, lungo e forte rispetto a quello atono.
accento mobile e fisso: l’accento è mobile (o libero) se occupa sillabe diverse, come in inglese, tedesco e italiano (ossitona, piana e sdrucciola); fisso se occupa sempre la stessa sillaba come in francese.
tono
l’altezza relativa di pronuncia di una sillaba.
nelle lingue tonali, il tono può avere valore distintivo, pertinente al livello di parola.
intonazione: l’andamento melodico di una sequesza parlata, che conferisce all’emissione una curva melodica.
diatopia
dimensione della variazione nello spazio
diastratia
dimensione della variazione sociale, che da luogo a varianti socio-culturali legate in particolare ai parametri di sesso, età, etnia e cultura
diafasia
variazioni stilistiche di registro espressivo in funzione della situazione comunicativa (formalità)
diamesia
legata alla scelta dell’uso dei mezzi, orale o scritto
semiotica
scienza che si occupa dei segni
segno
entità che fa da supporto a ogni forma di comunicazione. è per sua natura biplanare poichè è costituito dall’associazione indissolubile tra piano dell’espressione (significante) e il piano del contenuto (significato)
biplanarietà
l’associazione indissolubile tra il piano de l’espressione (significante), percepibile ai sensi, e il piano del contenuto (significato), che di per sé non è esprimibile in quanto astratto, mentale.
codice
un sistema di segni, che preveda regole di corrispondenza tra unità del piano dell’espressione e unità del piano del contenuto. il codice è astratto, fissato per convenzione e regolato dalla comunità che lo condivide e lo usa.
segno secondo Charles Peirce
qualcosa che agli occhi di qualcuno sta per qualcos’altro sotto qualche aspetto
oppure qualcosa cge sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro
classificazione dei segni
indice: non intenzionale e motivato da causa (impronta di animale, starnuto da raffreddore)
segnale: intenzionali e motivati naturalmente (versi degli animali, sbadiglio volontario per esprimere la noia)
icona: intenzionale e motivata analogicamente (da somiglianze di forma o struttura) (foto, cartine, modellini)
simboli: intenzionali e motivati culturalmente (bandiere, nero per lutto)
segno in senso stretto: intenzionale ma non motivato (convenzione) (la lingua, alcuni cartelli stradali)
notare che da 1 a 5 aumenta la specificità culturale
definizione di lingua storico naturale
codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiore e creativa che consente di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.
fonoacusticità
le lingue verbali sono codici fonico acustici in quanto si compongono di suoni, prodotti dall’apparato fonatorio umano e percepiti dall’apparato uditivo (con primato ontogenetico e filogenetico).
l’apparato fonatorio e l’apparato uditivo
l’apparato fonatorio: patchwork anatomico, costituito da parti che si sviluppano per (e continuano a svolgere) altre funzioni (respirazione e nutrizione), rispetto alle quali la funzione della produzione sonora appare secondaria . Nessuna delle sue parti nasce per la produzione linguistica.
l’apparato uditivo: nasce ab origine con quella funzione
la relazione tra queste due dimensioni non è paritaria, giacchè è l’udire ad avere il primato sia ontogenetico che filogenetico
primato ontogenetico
primato ontogenetico (singolo individuo) del parlato, rispetto alla scrittura
primato filogenetico del parlato
primato filogenetico (la specie umana) del parlato, rispetto alla scrittura
linearità
il significante delle lingue storico naturale tende a disporsi in una successione temporale, monodimensionale, poichè viene prodotto, si realizza e si sviluppa in modo sequenziale nel tempo (e se scritto anche nello spazio)
doppia articolazione
individuata da André Martinet che riconosce due livelli strutturali scomponendo il significante linguistico in segmenti più piccoli:
prima articollazione - livello segnico: caratterizzato da unità mininime non ulteriormenti scomponibili dotate di significante e significato, i morfemi
seconda articollazione - livello subsegnico: caratterizzato da unità minime non ulteriormenti scomponibili dotate di solo significante, i fonemi
economicità
dal combinarsi di un inventario finito e ridotto di unità di II articolazione, otteniamo un numero finito ma molto ampio di unità di I articolazione, che a loro volta possono combinarsi tra loro dando luogo a un numero teoricamente illimitato e sempre più complesso di esiti
combinatorietà
la combinazione di un numero limitato di unità minori, che combinandosi tra loro danno luogo ad un numero potenzialmente infinito di esiti.
arbitrarietà
è arbitrario il legame che unisce il significante al significato; poichè il segno è associazione dei due possiamo dire che il segno linguistico è arbitrario. I legami che ci sono non sono dati naturalmente, ma posti per convenzione.
4 gradi di arbitrarietà secondo Hjelmslev [ˈjelmslew]
rapporto tra segno e referente
rapporto tra significante e significato
rapporto tra forma e sostanza del significato (blue → azzurro/blu)
rapporto tra forma e sostanza del significante (che in italiano [r] e [l] siano due entità differenti, mentre in cinese no)
limitazioni dell’arbitrarietà e due obbiezioni
le onomatopee e gli ideòfoni sono d’importanza secondaria (numericamente) e la loro origine simbolica è in parte contestabile. le due obbiezioni sono:
spesso analizzando le parole che possono sembrare onomatopeiche possiamo scoprire che non avevano tale carattere all’origine; la qualità dei suoni che gli si attribuisce, sono risultato fortuito dell’evoluzione fonetica
per quanto riguarda le onomatopee autentiche (ideòfoni), la loro scelta è già in qualche misura arbitraria, poichè non sono altro che l’imitazione approssimativa e già convenzionale di un certo rumore
arbitrarietà assoluta e relativa
il principio dell’arbitrarietà non impedisce di distinguere in ciascuna lingua ciò che è radicalemtne arbitrario e ciò che lo è solo relativamente. Solo una parte dei segni è assolutamente arbitraria; presso gli altri interviene un fenomeno che permette di riconoscere gradi nell’arbitrarietà senza però eliminarla.
asse sintagmatico
ha a che fare con le unità linguistiche (segniche o subsegniche): l’asse orizzontale delle combinazioni, ‘orizzontale’ e lineare. Il combinarsi linerare dei forni cotituisce il significante (funzione et)
asse paradigmatico/associativo
ha a che fare con le unità linguistiche (segniche o subsegniche): l’asse verticale delle combinazioni, repertorio potenziale, astratto. il consideramento delle unità potienziali e simultane verticali è la funzione aut
lingue lessicologiche
lingue in cui l’immotivato raggiunge il massimo
lingue grammaticali
lingue in cui l’immotivato si abbassa al minimo
forma e sostanza sono creazioni di:
Louis Hjelmslev [ˈjelmslew], parte della scuola di Copenhagen
sostanza nel significante
tutto il repertorio dei suoni (foni) che l’apparato fonatorio umano è in grado di produrre e l’apparato uditivo riesce a percepire
forma nel significante
l’inventario dei suoni distintivi (fonemi) che ogni lingua stabilisce come pertinenti, artbitrariamente e secondo regole proprie.
forma e sostanza nel contenuto/significato
Con riferimento al contenuto, la sostanza del contenuto è tutta la gamma dei fatti concettualizzabili, rispetto alla quale, arbitrariamente, le lingue operano una selezione che dà luogo ad una peculiare forma del contenuto. Le lingue articolano diversamente (e arbitrariamente) i significati, così che raramente vi è corrispondenza nelle ‘suddivisioni’ semantiche. (azzurro e blu → blue; nephew/niece e grandchild → nipote; la categoria grammaticale del numero, non solo sing e plur ma anche duale, triale, paucale)
discretezza
Le entità che compongono il linguaggio verbale si distinguono reciprocamente in modo netto e assoluto; sono dunque identificabili nel loro differenziarsi da altre unità, e sono discontinue e numerabili.
riflessività
le lingue verbali usano se stesse per descrivere il proprio funzionamento. Ogni lingua verbale è una metalingua poichè consente di avere se stessa come oggetto da descrivere.
ricorsività
(se date le condizioni) una regola linguistica può essere applicata al risultato di una sua stessa precedente applicazione in un numero teoricamente illimitato di volte (stanti i limiti posti dalla natura umana di processazione dei messaggi)
per esempio le proposizioni relative: maria scrive → maria che pensa a luigi
trasponibilità del mezzo e t. culturale + distanziamento + produttività
la prima spiega come si possa realizzare il significante o attraverso l’oralità oppure attraverso la scrittura; la seconda risconosce come una lingua venga trasmessa come bene culturale tra le generazioni di una data società e non attraverso informazioni genetiche o ereditarie.
il distanziamento è la possibilità di parlare di fatti lontani nel tempo e nello spazio; consiste essenzialmente nella possibilità di parlare di un’esperienza in assenza di tale esperienza.
la produttività rende ragione del fatto che possiamo dar vita a un numero infinito di frasi ed interpretare messaggi mai sentiti prima
vantaggi dell’oralità vs scritto (secondario)
l’oralità ha molti vantaggi rispetto allo scritto: producibile in qualunque circostanza finchè vi sia presenza di aria, non ostacola altre attività quindi può essere impiegata in concomitanza con altre prestazioni fisiche, permette di localizzare la fonte di emittenza del messaggio, la recezzione è contemporanea alla produzione, l’esecuzione è più rapida, l’energia richiesta è molto ridotta. Tutttavia nelle società moderne lo scritto ha una priorità sociale: ha maggior presigio, utilità sociale e culturale.
lingue storico naturali
un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico acustico, fondamentalmente arbitrari ad ofni loro livello e doppiamente articolati, capaci di espreimere ogni esprerienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiore e creativa che consente di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.
5 assiomi strutturali distintivi del linguaggio verbale umano
ogni lingua storico naturale è un sistema complesso articolato su diversi livelli di analisi
per ogni livello esistono unità minime non ulterioramente scomponibili
ogni livelllo è formato dagli elementi del livello inferiore (gerarchia dei livelli)
ogni livello dell’enunciato puà essere scomposto in unità successive fino ad arrivare all’unità minima di quel determinato livello (segmentazione)
per ciascun livello di analisi le unità minime sono in numero limitato e possono combinarsi tra loro dando luogo a unità di livello superiore (principio di economia e ricorrenza)
parole
l’atto linguistico, concreto e sempre diverso al mutare delle condizioni in cui un patrlante può trovarsi; è in essa che si realizzano concretamente le risorse della langue
langue
è il sistema astratto, di conoscenze mentali condivise e di regole interiorizzate che i membri di una data comunità possiedono in egual misura.
Secondo Sassure la langue è condivisa dai membri di una comunità perchè è socialmente ereditata; in quanto sistema di riferimento collettivo, essa consente ai propri parlanti di compiere atti di parole.
la parole di Sassure è equivalente a
messaggio di Jakobson
uso di Hjelmslev
competenza di chomsky (secondario)
la langue d Sassure è equivalente a
codice di Jakobson
sistema di Hjelmslev
esecuzione di Chomsky (secondario)
sincronia
una prospettiva di analisi che studia i fatti linguisitici in un determinato e preciso stadio temporale.
diacronia
prospettiva di analisi che studia uno o più fatti linguistici nel loro presentarsi lungo l’asse del tempo, nella sua evoluzione storica
le sei classi di funzioni secondo Jakobson
funzione espressiva o emotiva: orientata sull’emittente, esprime sensazioni o emozioni del parlante
funzione referenziale o denotativa: orientata al contesto della realtà esterna. esprime informazioni oggettive su fatti e situazioni
funzione conativa o appellativa: orientata sul destinatrario del messaggio, per coinvolgerlo o ottenere qualcosa
funzione fatica: orientata sul canale della comunicazione, per verificare se è atttivo il canale comunicativo
funzione metalinguistica: orientata sul codice, si descrive la lingua metalinguisticamente
funzione poetica: funzione orientata verso il segno stesso
fonetica
la scienza che si occupa della voce, cioè dei suoni o foni prodotti e percepiti dall’essere umano nella comunicazione verbale. Ha come unità minima il fono che si rappresenta tra []
l’apparato fonatorio
l’insieme delle strutture anatomiche appartenenti agli apparati respiratorio e digerente, che permettono come funzione secondatia la fonazione. l’apparato è frutto di adattamento evolutivo, che ha portato il meccanismo della respirazione a modificarsi per consentire in simultanea la fonazione.
possiamo distinguere due tratti:
tratto vocale: dai polmoni alla laringe
tratto sopraglottidale: cavità faringale, orale e nasale
le componenti dell’atto comunicativo
componente mentale in cui l’emittente pensa a cosa vuole dire
componente meccanica che coincide con l’articolazione
componente fisica, che coincide con la trasmissione del suono attraverso il mezzo
componente fisiologica, che coincide con la percezione del segnale acustico da parte del ricevente
componente mentale connessa alla interpretazione e decodifica del messaggio
teoria sorgente filtro
il meccanismo della fonazione in senso lato prevede: respirazione (con i polmoni che come un mantice spingono l’aria verso l’esterno e la richiamano verso l’intenro), fonazione e articolazione
fonazione (senso stretto)
la produzione della voce umana nella laringe, dove una perturbazione del flusso d’aria polmonare che passa attraverso l’apparato fonatorio genera il segnale acustico che sarà poi modificato durante il percorso ulteriore
articolazione
il processo di modifica e modellamento del segnale vocale al di sopra della laringe; l’attivazione di tutte le parti mobili o fisse del tratto vocale sopraglottidale per dar luogo a suoni linguistici.
articolazione (fasi)
impostazione: gli organi articolatori lasciano la posizione articolatoria del fono precedente e prendono l’atteggiamento articolatorio tipico del fono da articolare
tenuta: si realizza lo stato tipico del fono, per un tempo più o meno breve, con una tensione più o meno prolungata degli organi articolatori che hanno raggiunto la configurazione specifica del fono
soluzione: gli organi articolatori abbandonano la posizione di tenuta e si distaccano, più o meno velocemente ma sempre gradualmente, per dar luogo al fono seguente o al silenzio.
coarticolazione
nel contesto sintagmatico avvengono fenomeni di transizione, che si manifestano attraverso una variabilità contestuale dovuta all’interazione tra foni adiacenti, il che rende difficile segmentare il continuum e raggruppare singoli foni in classi di foni (fonemi). i suoi effetti sono mutamenti fonetici che diciamo di assimilazione fonetica
suono sordo
si producono suoni sordi quando le plice vocaliche sono più accostate ma non entrano in vibrazione
suono sonoro
si ha quando le pliche vocaliche si accostano per tutta la loro estensione ma la pressione dei polmoni spinge perchè si aprano. Questa vibrazione è la sonorità. Caratterizza tutte le vocali e alcune consonanti
vocoide
si ha quando la configurazione degli articolatori collocati nel tratto vocale sopraglottidale non crea ostacoli al passaggio dell’aria, che esce liberamente attraverso la vocca o eventualmente anche attraverso le cavità nasali
contoide
si ha quando in presenza di un ostacolo totale o parzioale in un punto dell’apparato di fonazione del passaggio dell’aria; il superamento di tale ostacolo è all’origine del rumore caratterizzante ciascun fono consonantico
criteri di classificazione dei contoidi
modo di articolazione: cioè il tipo di ostacolo che determina la realizzazione del contoide
luogo di articolazione: dove si realizza l’interferenza
presenza o assenza del meccanismo laringeo: ossia se si tratta di un c sordo o sonoro
contoide occlusivo
l’ostacolo è dato dal blocco totale del flusso d’aria per via degli articolatori che bloccano il canale. quando la pressione dell’aria distacca gli articolatori bruscamente si realizza il suono.
contoide fricativo
l’ostacolo è dato dall’avvicinamento di due articolatori, che permette la fuoriuscita dell’aria attraverso un spazio ridotto.
contoide affricato
si realizza con una sequenza di due fasi, la prima di natura occlusiva, la seconda fricativa, dato che l’allontanamento degli articolatori del suono occlusivo non è brusco, bensi produce un graduale rilascio dell’aria che provoca la fricativa.
contoide nasale
si ha quando vi è un ostacolo nella cavità orale e contemporaneamente una fuoriuscita dell’aria dalle cavità nasali
contoide laterale
l’ostacolo è prodotto da un occlusione nella cavità orale provocata dalla lingua a livello della volta palatale
contoide vibrante
l’ostacolo è causato da uno o più sequenze di occlusione date con l’apice della lingua contro il palato
contoide approssimante
l’avvicinamento degli articolatori è minore rispetto al modo fricativo ma maggiore di quello degli ‘adiacenti’ suoni vocalici. Pur avendo tratti acustici tipici dei vocoidi, non possono formare nucleo sillabico
contoide glottidale
la sorgente del rumore è la glottide
es: °[ʔ] (colpo di glottide)
contoide faringale
l’ostacolo è costituito dalla lingua che viene in contatto con la parte porteriore della faringe
[ħ] (arabo)
contoide uvulare
l’ostacolo è costituito dal dorso della lingua a contatto con l’ugola
es: [R] tedesca e [ʁ] francese
contoide velare
l’ostacolo è costituito dal dorso della lingua a contatto con il velo del palato
es: [k, g,ŋ]
contoide palatale
l’ostacolo è costituito dal dorso della lingua che si accosta al palato
es: [ɲ, j, ʎ]
contoide retroflesso (secondario)
non esiste un ‘luogo di articolazione’ retroflesso e i suoni di questo tipo sono prodotti negli stessi luoghi degli altri ma con una configurazione articolatoria più complessa; l’ostacolo è costituito dall’apice della lingua (oltre che dalla parte immediatamente posteriore di questa e della lamina) che si flette lievemente verso l’alto e all’indietro in direzione della parte anteriore del palato
contoide post alveolare
l’ostacolo è costituito dall’accostamento dell’apice della lingua nella zona del palato immediatamente retrostante agli alveoli
es: [ʃ] e °[ʒ]
contoide alveolare
l’ostacolo è costituito dall’accostamento dell’apice della lingua agli alveoli
es: [s, z, t, d, n, r]
contoidi dentali
l’ostacolo è costituito dalla punta della lingua, collocata tra (o accostata agli) incisivi superiori
es: °[ɵ, ð]
contoide labiodentale
l’ostacolo è costituito dall’accostamento del labbro inferiore agli incisivi superiori
es: [f, v, ɱ]
contoide bilabiale
l’ostacolo è costituito da entrambe le labbra
es: [p, b, m]
anteriorità vs posteriorità nei vocoidi
la lingua compie un movimento di avanzamento o arretramento orizzontale e entro la cavità orale e può assumere tre posizioni principali: anterioire, centrale o posteriore
elevazione linguale nei vocoidi
dipende dal movimento verticale di elevazione relativa della lingua, che può assumere quattro posizioni: alta, medio alta, mediobassa e bassa. Il grado di innalzamento della lingua è inversamente proporzionale al grado di apertura della bocca.
arrotondamento vs non arrotondamento nei vocoidi
un vocoide è arrotondato se viene realizzato con le labbra arrotondate e gli angoli della bocca vicini tra loro, è non arrotondato se realizzato con le labbra distese e gli angoli della bocca rivolti verso l’esterno
oralità vs nasalità nei vocoidi
si ha nasalizzazione quando il velo del palato è abbassato e il flusso d’aria esce anche dalle cavità nasali; altrimenti il vocoide è orale. In ipa si segnala con una tilde.
sillaba
una unità prosodica formata da uno o più foni aggregati intorno a un picco di intensità o nucleo sillabico (sempre presente). Il nucleo corrisponde a un fono vocalico, ma in molte lingue questà funzione può essere svolta da altri contoidi sonoranti.
può prevedere un attacco sillabico e/o una coda sillabica (in presenza della quale la sillaba diventa chiusa e in assenza della quale è detta aperta). nucleo + coda = rima sillabica.
fono
realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio.
fonema
nella gamma di foni materialmente producibili le diverse lingue assegnano loro valore distintivo, quando si oppongono sistematicamente ad altri foni. I fonemi sono una classe astratta di foni, dotata di valore distintivo, cioè tale da oppore una parola ad un’altra in una data lingua.
A studiare i fonemi è la fonologia, e la trascrizione fonematica si fa tra /…/.
allofoni
realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema, ma prive di valore distintivo
fonemi: due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scambiati tra di loro senza con ciò mutare il significato delle parole
allofono libero: due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizionei e si possono scambiare fra loro senza causare una variazione nel significato della parola (sono varianti fonetiche facoltative di un unico fonema)
allofono combinatorio: si realizza in un preciso contesto fonotattico e ha una distribuzione che non si sovrappone ma è complementare a quella di altre realizzazioni concrete dello stesso fonema.
le quantità di coppie minime che si riesce a trovare varia in base a seconda del rendimento funzionale dei fonemi: se abbiamo elevato numero di coppie minime l’opposizione ha elevato rendimento funzionale, se abbiamo poche coppie il rendimento è basso
coppia minima
una coppia di parole che siano uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione.
[p]
occlusiva bilabiale sorda
[b]
occlusiva bilabbiale sonora
[t]
occlusia alveolare sorda
[d]
occlusiva alveolare sonora
[k]
occlusiva velare sorda
[g]
occlusiva velare sonora