1/46
Flashcard sul capitolo 4 del manuale "Storia dell'Italiano", diretta da Giovanna Frosini, in preparazione all'esonero scritto di Storia della lingua italiana: L-10, Università Cattolica del Sacro Cuore, prof. Simone Pregnolato, A. A. 25/26
Name | Mastery | Learn | Test | Matching | Spaced | Call with Kai |
|---|
No study sessions yet.
Secolo d’oro per la formazione dell’italiano
Trecento
Rapporto dell’italiano con i testi del Medioevo
“fecondo rapporto di simbiosi”, l’italiano ha profonde radici storico-culturali ed è rimasto legato ai testi del Medioevo come nessuna altra lingua europea
Perché la letteratura si sviluppa proprio a Firenze?
successo della Commedia di Dante (quasi 800 codici)
favorevole congiuntura sociale, economica e culturale > mercanti, banchieri, artigiani e professionisti cominciano a scrivere in volgare
attività degli ordini minori (Domenicani) nella traduzione e divulgazione dei testi
accesso del pubblico femminile alla lettura delle opere volgari
Diffusione delle grandi opere letterarie nella prima metà del Trecento
non riguarda più solo le élites culturali ma un pubblico di lettori distribuito su tutti i livelli della società
Epidemia di peste
1348, raccontata da Boccaccio nell’Introduzione alla prima giornata del Decameron, determina un rivolgimento demografico
Legge di Tobler-Mussafia
Legge di distribuzione in vigore almeno fino a metà del Trecento. Spiega la distribuzione dei clitici in italiano antico.
Stabilisce che i pronomi atoni sono in énclisi.
È obbligatoria:
in principio di frase
dopo le congiunzioni copulativa e avversativa
all’inizio di una principale preceduta dalla propria subordinata
Volgarizzamenti
la maggior parte delle opere in volgare del Due-Trecento sono traduzioni da testi pre-esistenti, perlopiù in latino o in francese
Traduzione “orizzontale”
francese/altra lingua romanza > volgare.
La somiglianza tra le lingue “sorelle” facilita il traduttore, che può adagiarsi sull’originale (nelle traduzioni da francese/provenzale abbondano i gallicismi)
Traduzione “verticale”
latino > volgare.
Il testo di partenza è strutturalmente distante dalla lingua di arrivo e al traduttore serve un’adeguata formazione scolastica
volgarizzare
traduzione verticale
traslatare
traduzione orizzontale
neologismo semantico traducere da cui italiano tradurre
si afferma tra tardo Quattrocento e inizio Cinquecento con l’Umanesimo e Leonardo Bruni
prima fase dei volgarizzamenti
XIII-inizi del XIV secolo
pluralità di centri
seconda fase dei volgarizzamenti
prima metà del Trecento
Firenze principale centro di irradiazione
volgarizzamento dei classici (“ritorno dei classici”)
confronto tra le scelte traduttive nei volgarizzamenti delle due fasi
prima fase: atteggiamento più disinvolto con attualizzazione e modernizzazione del lessico latino
seconda fase: maggiore coscienza storica quindi scelte traduttive conservative
traduzione interlinguistica
francese > volgare
traduzione intralinguistica
volgare 1 > volgare 2
Francesco Petrarca
poeta di famiglia fiorentina, nato ad Arezzo, autore di eccelsa levatura in latino e in volgare, intellettuale cosmopolita. La produzione letteraria di Petrarca è prevalentemente latina.
Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)
Raccolta volgare di Petrarca
come si pone Petrarca nei confronti della letteratura volgare?
Petrarca non svaluta la letteratura volgare in quanto tale ma preferisce quella latina, perché nella sua personalità letteraria c’è un tratto di esclusività e selezione
labor limae nel Canzoniere
i RVF non sono nugae (sciocchezze) disimpegnate, Petrarca ci dedica lo stesso perfezionismo che dedica alle imitazioni di Cicerone, Agostino, Virgilio
monolinguismo o unilinguismo
la scrittura di Petrarca tende verso questo polo
plurilinguismo
scrittura dantesca, opposta a quella di Petrarca
fiorentinità trascendentale
come Contini definisce la lingua di Petrarca, che si tiene lontana dai tratti più popolari
antirealismo
in Petrarca, selezione di parole e immagini il più possibile svincolate da riferimenti concreti
autografo
copiato dall’autore
idiografo
copiato sotto il controllo dell’autore
cod. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Latino 3195
redazione definitiva dei RVF (1366), in parte autografo e in parte idiografo. Punto di riferimento di Bembo
Codice degli abbozzi
vaticano latino 3196, altro autografo petrarchesco
Prose della volgar lingua (1525)
Bembo stabilisce il canone della lingua italiana: Boccaccio per la prosa e Petrarca per la poesia
che tipo di prosa è quella di Boccaccio?
la prosa di Boccaccio è improntata ai modelli classici (Cicerone), con preferenza per l’ipotassi e periodi ampi e ricchi di subordinate.
All’ordine SVO sono preferiti costrutti più complessi, calcati sulla sintassi latina
Che valore ha il Decameron nella letteratura occidentale?
Il Decameron è una delle opere principali della letteratura occidentale, summa della società tardo-medievale, che abbraccia in tutte le sue sfaccettature
Dove si vede il plurilinguismo del Decameron?
Il plurilinguismo del Decameron si vede nei dialoghi, in cui personaggi non toscani si servono di voci ed espressioni tipiche delle rispettive regioni
Cornici del Decameron
Sezioni stilisticamente più complesse in cui Boccaccio imita la sintassi latina
Boccaccio è copista delle sue opere?
Sì, Boccaccio è in prima persona copista delle sue opere
Opere in versi di Boccaccio (esempi di ottava rima)
Caccia di Diana, Ninfale fiesolano, Rime, Amorosa visione
Boccaccio scrive in versi?
Boccaccio si impegna per aggiungere una propria opera al canone della grande poesia in volgare, ma gli esiti non sono sempre commisurati agli sforzi (per Bembo “egli solamente nacque alle prose”)
Ottava rima
Usata per la prima volta da Boccaccio (Filostrato).
Endecasillabi con schema ABAB ABCC
Cronachistica in volgare
La cronachistica in volgare conosce un significativo sviluppo nella Firenze del Trecento. Considera prevalentemente l’ambito municipale e regionale ma non tralascia la situazione politica europea
Dino Compagni
Esponente della ricca borghesia mercantile che scrive cronachistica in volgare
Giovanni Villani
Maggior cronista fiorentino del Trecento.
Di origine popolana, partecipa in prima persona alle vicende del comune fiorentino
Cronica di Anonimo Romano
Opera storiografica, è uno dei testi più singolari del Trecento non toscano che racconta la storia di Cola di Rienzo. Il testo è in netta controtendenza rispetto alla prosa volgare trecentesca (asindeto, frasi brevi)
Come si scrive nel Trecento fuori dalla Toscana?
Nel Trecento fuori dalla Toscana si scrive nei singoli volgari locali, l’influsso del toscano è ancora molto debole o assente
Dove si avverte subito la nuova lingua letteraria, la moda toscaneggiante?
La moda toscaneggiante si verte quasi immediatamente nella lirica
Antonio da Tempo
Già nel 1322 celebra la preminenza del toscano sugli altri volgari italiani per la poesia
Il Veneto e la lirica toscana
In Veneto la ricezione della lirica toscana avviene precocemente > già nei primi decenni del Trecento troviamo esempi di lirica veneta toscaneggiante
Il toscano nella prosa
Il toscano fa molta più fatica ad affermarsi nella prosa, i testi si mantengono fedeli alle tradizioni linguistiche locali