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Flashcards relative alle malattie infettive trattate nelle lezioni, contenenti definizioni e dettagli utili per l'esame.
Name | Mastery | Learn | Test | Matching | Spaced | Call with Kai |
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Influenza
Malattia infettiva acuta altamente contagiosa che interessa l'apparato respiratorio.
Agente eziologico influenza
Il virus influenzale, della famiglia Orthomixoviridae, costituito da un RNA a singolo filamento.
Emoagglutinina (HA)
Glicoproteina associata ai virus influenzali che funge da recettore con cui il virus si attacca alle cellule umane e induce produzione di anticorpi protettivi.
Neuraminidasi (NA)
Glicoproteina associata ai virus influenzali che funge da enzima che favorisce il rilascio di virus neoformati.
Antigenic drift
Per tipo A e B, si tratta di modifiche antigeniche minori causate da mutazioni puntiformi del virus influenzale.
Antigenic shift
Per tipo A, di tratta della modifica improvvisa e radicale del virus influenzale che porta alla creazione di un virus nuovo.
Patogenesi dell'influenza
Trasmissione per via aerea tramite droplets emesse con tosse, starnuti o fonazione, o tramite mani e oggetti contaminati
Sorgente influenza
Soggetti infetti o malati sintomatici
Serbatoio influenza
Mammiferi inferiori, quali volatili, suini ed equini
Periodo di incubazione influenza
1-4 gg
Sintomi influenza
Sintomi sistemici, quali febbre, mal di testa, malessere generale e astenia
Sintomi respiratori, quali tosse, mal di gola, rinite
Sintomi gastroenterici, quali nausea, vomito e diarrea
Complicanze in popolazioni a rischio influenza
In anziani, bambini sotto i cinque anni, donne in gravidanza, soggetti obesi o con patologie croniche possono verificarsi delle sovra infezioni delle vie aeree
Prevenzione influenza
Notifica obbligatoria e sorveglianza epidemiologica per l’allestimento dei vaccini e il riconoscimento delle varianti
Efficacia e durata vaccino influenza
Efficacia del 75% e durata dai 6-12 mesi, con effetto massimo dopo 4 mesi dall’inoculazione
Tipologia vaccino influenza
Vaccino quadrivalente contenente gli ultimi due ceppi circolanti di virus A e B vivi attenuati, ottenuto da uova embrionate di pollo o culture cellulari. Viene modificato ogni anno sulla base delle informazioni epidemiologiche e biologiche.
Dosi vaccino influenza
Una dose per gli adulti, due dosi a distanza di quattro settimane l’una dall’altra per i bambini
Morbillo
Malattia esantematica acuta altamente contagiosa, endemica nel mondo.
Picco morbillo
Tra i 3-10 anni e con esacerbazioni epidemiche ogni 2-4 anni per accumulo di nuovi soggetti ricettivi
Agente eziologico del morbillo
Paramyxovirus, labile nell’ambiente esterno, inattivato al calore e con disinfettanti chimici
Trasmissione morbillo
Per via respiratoria attraverso il contatto di secrezioni nasofaringee con la congiuntiva e le mucose delle prime vie aeree
Azione del morbillo dopo la penetrazione
il virus si replica nel nasofaringe e nei linfonodi regionali, da cui si diffonde in circolo, causando una viremia primaria, e raggiunge gli organi del sistema reticolo endoteliale dove si moltiplica e da cui si diffonde con una viremia secondaria, causando la comparsa dell’esantema
Sorgente morbillo
Uomo malato o portatore asintomatico, la cui contagiosità va dall’inizio dei prodromi febbrili fino a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema
Periodo di incubazione morbillo
10-12 gg
Clinica del morbillo
Esordio con febbre improvvisa (>38,5), tosse, rinite, macchie di Köplik e esantema maculo-papuloso.
Diagnosi morbillo
Diretta: ricerca degli antigeni virali nelle secrezioni respiratorie
Sierologica: misurazione degli anticorpi IgM da campioni di sangue saliva raccolti tra i 4 e i 28 giorni dopo la comparsa dell’esantema
Prevenzione del morbillo
notifica obbligatoria, in quanto si tratta di una malattia di classe due, e isolamento domiciliare fiduciario della durata di almeno 15 giorni dopo la comparsa dell’esantema
Vaccino morbillo
Vaccino obbligatorio vivo attenuato somministrato tra il 13° e 15° mese di vita.
La protezione dura tutta la vita ma su fa un richiamo a 5-12 anni se la copertura vaccinale della popolazione non è ottimale
Wakefield
Medico noto per aver falsificato ricerche sul vaccino MPR e la sua associazione con l'autismo.
Parotite
Malattia infettiva virale acuta caratterizzata da febbre e infiammazione delle parotidi che colpisce soprattutto i
Agente eziologico della parotite
Paramyxovirus, virus a RNA inattivato da agenti chimici, calore e raggi UV
Serbatoio parotite
Uomo
Trasmissione parotite
Via aerea diretta, tramite goccioline di saliva, e in diretta tramite oggetti recentemente contaminati
Azione del virus della parotite dopo la penetrazione nell’organismo
Si replica a livello di nasofaringe e linfonodi e si diffonde ai vari tessuti tramite una viremia
Periodo di incubazione parotite
15-20gg
Clinica della parotite
Tumefazione dolorosa monolaterale o bilaterale delle parotidi o delle ghiandole salivari
Complicanze della parotite nell’adolescente e nell’adulto
Orchite, pancreatite, meningite ed encefalite
Diagnosi parotite
Isolamento del virus da campioni biologici, ricerca delle IgG e IgM
Profilassi parotite
Notifica obbligatoria e isolamento domiciliare fino a risoluzione della sintomatologia
Vaccino parotite
Vaccino vivo, attenuato, somministrato nella formulazione MPR con una dose tra il 13º e il 15º mese di vita e una seconda dose a 5-6 anni
Rosolia
Malattia esantematica contagiosa causata dal Rubivirus, virus a RNA appartenente alla famiglia delle Togaviridae, rapidamente inattivato da luce e calore
Sorgente rosolia
L’uomo è l’unico ospite
Trasmissione rosolia
Per via respiratoria e contatto con secrezioni nasofaringee infette
Replicazione rosolia
Si replica a livello di nasofaringe e linfonodi regionali e si diffonde tramite viremia
Periodo di incubazione rosolia
14-23 gg
Clinica della rosolia
Esantema maculo-papuloso che inizia a livello di testa-collo e linfoadenopatia nella regione cervicale
Rosalia congenita
Infezione fetale e trasmissione transplacentare che avviene durante la viremia materna, con rischio massimo nel primo trimestre di gravidanza. Fondamentale in gravidanza il rubeotest
Clinica rosalia congenita
Aborto, parto prematuro, lesioni al sistema nervoso centrale, sordità, cataratta, malformazioni cardiache, ritardo mentale, alterazioni ossee, danno al fegato e alla milza
Profilassi rosolia
Notifica obbligatoria
Vaccino rosolia
Vaccino vivo attenuato nella formulazione MPR somministrato tra il 13º e il 15º mese di vita e con una durata di 8-12 anni. Obbligatorio dal 2017 ma controindicato in gravidanza.
Varicella
Malattie esantematica acuta e altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini
Agente eziologico varicella
Virus varicella Zoster, virus a DNA appartenente alla famiglia degli herpesviridar
Serbatoio varicella
L’uomo
Trasmissione varicella
Per via respiratoria tramite goccioline di secrezioni delle prime vie aeree o per contatto diretto con le lesioni della varicella
Diffusione varicella
Dopo la penetrazione nell’organismo si localizza nelle prime vie aeree, in cui si moltiplica, per poi dar luogo ad una fase viremica con diffusione sistemica
Periodo di incubazione varicella
14-16 gg, fino a 21
Clinica varicella
Esordio con febbre e malessere che si accompagnano all’eruzione di un caratteristico esantema maculo-papuloso pruriginoso caratterizzato da circa 250-500 elementi che si evolvono rapidamente in vescicole e si coprono di croste
Latenza del virus varicella zoster
Dopo la guarigione, il virus persiste stato latente nei gangli delle radici dorsali dei nervi spinali e la sua riattivazione causa l’herpes Zoster
Clinica herpes zoster
Comparsa di vescicole a grappolo lungo il decorso di uno o più nervi accompagnata da intenso bruciore
Complicanze varicella
Atassia cerebellare, encefalite e polmonite da varicella
Prevenzione varicella
Isolamento fino alla comparsa delle croste per evitare la trasmissione, con riammissione a scuola o in comunità dopo che tutte le vescicole si sono trasformate in croste
I bambini non immuni che sono stati esposti al contagio, possono subire la somministrazione di immunoglobuline
Vaccino varicella
Vaccino vivo attenuato somministrato tra il 13º e il 15º mese di vita in formulazione tetravalente con MPR
Riammissione a scuola dopo il morbillo
Almeno dopo quattro giorni dalla comparsa delle esantema
Riammissione a scuola dopo la parotite
Almeno nove giorni dopo la comparsa della tumefazione ghiandole salivari
Riammissione a scuola dopo la rosolia
Almeno sette giorni dopo la comparsa dell’esantema
Riammissione a scuola dopo la varicella
Dopo la scomparsa delle croste
Agente eziologico delle infezioni streptococciche
Streptococchi, cocchi Gram positivi caratterizzati da un’aggregazione a catenella in cultura
Streptococco beta emolitico di gruppo A
Principale patogeno umano, responsabile di malattie suppurative, cioè caratterizzate dalla formazione di pus, e non suppurative
Streptococco beta emolitico di gruppo B
Patogeno opportunista, responsabile di sepsi puerperali, cioè infezioni batteriche che colpiscono la donna dopo il parto
Streptococco pneumoniae
Responsabile di polmoniti e meningiti in anziani e bambini
Epidemiologia delle infezioni streptococciche
Malattie ubiquitarie ad andamento endemico sporadico
Serbatoio delle infezioni streptococciche
L’uomo rappresenta il principale serbatoio anche da portatore sano, determinando contagio per via aerea
Clinica delle infezioni streptococciche
Infezioni delle prime vie aeree, talvolta polmoniti e processi suppurative con possibilità di sepsi metastatiche
Agente eziologico scarlattina
I ceppi di streptococco produttori di tossina eritrogenica determinano una forma esantematica, la scarlattina
Scarlattina
Malattia infettiva acuta contagiosa, caratteristica dell’età pediatrica
Periodo di incubazione scarlattina
2-5 gg
Clinica scarlattina
febbre e angina faringea, oltre che insorgenza di esantema puntiforme
Pertosse
Malattia batterica acuta altamente contagiosa, diffusa nei bambini di 1-5 anni; nel primo anno di vita può essere letale a causa di complicanze broncopolmonari e neurologiche
Agente eziologico pertosse
Bordetella pertussis, cocco bacillo Gram negativo che produce la tossina pertossica
Sorgente pertosse
Uomo malato o portatore, soprattutto durante il periodo di incubazione e catarrale
Trasmissione pertosse
Per via aerea tramite goccioline di saliva emesse dal malato con la tosse o con lo starnuto
Moltiplicazione pertosse
Una volta penetrato nell’organismo si colloca sulla mucosa tracheobronchiale e si moltiplica causando flogosi catarrale e necrosi e determinando irritazione
Periodo di incubazione pertosse
10gg
Periodo catarrale pertosse
Rinofaringite e tosse con catarro bronchiale, prevalentemente notturna
Periodo accesuale pertosse
Accessi di tosse particolarmente rumorosi (tosse canina o convulsa), inspirazione, sibillante a glottide chiusa, emissione di muco denso e talvolta vomito
Diagnosi pertosse
Esame culturale per la ricerca diretta nelle secrezioni nasofaringee, ricerca degli anticorpi e PCR o immunofluorescenza per dimostrare la presenza di antigeni nelle zone di penetrazione del batterio
Profilassi pertosse
Notifica obbligatoria, isolamento domiciliare e disinfezione di secrezioni nasali e oggetti contaminati
Contatti non vaccinati con la pertosse
Chemioprofilassi con eritromicina o tetraciclina
Vaccino pertosse
Vaccino a cellulare, composto da proteine immunogeniche purificate, obbligatorio da luglio 2017 e somministrato in formulazione combinata esavalente
Difterite
Malattie infettiva altamente contagiosa ormai quasi eradicata in Italia e in molte altre nazioni grazie alle vaccinazioni di massa ma ancora presente nei paesi sottosviluppati e nelle popolazioni più povere dei paesi sviluppati
Soggetti principalmente soggetti alla difterite
Anziani e bambini per la diminuzione dell’immunità passiva materna e vaccinale
Agente eziologico difterite
Corynebacterium diphteriae, bacillo Gram positivo asporigeno e immobile
Biotipi corynebacterium
Tutti ugualmente tossigeni, sono: mitis, gravis e intermedius
Serbatoio difterite
Portatori asintomatici e malati
Trasmissione difterite
Per via aerea attraverso goccioline di saliva e più raramente tramite oggetti di uso comune o alimenti
Patogenesi difterite
Il bacillo acquisisce la capacità di produrre la tossina difterica quando viene infettato da uno specifico batteriofago portatore del toxo gene
Tossina difterica
È una tossina che entra nelle cellule della rinofaringe e ne induce necrosi con formazione di pseudo membrane
incubazione difterite
2-8 gg
Angina difterica
Si verifica iperemia con tonsille tumefatte, entro 24-48 ore si formano pseudomembrane bianco-grigiastre diffuse a tonsille, palato duro e zone contigue, maleodoranti e adese ai tessuti sottostanti
Diagnosi differenziale angina difterica
Viene fatta con l’angina streptococcica in cui le pseudomembrane non sono maleodoranti e lo scollamento, anche se doloroso, non provoca emorragia
Laringite difterica
Le pseudo membrane si formano a livello della laringe dove, insieme allo spasmo laringeo e all’edema delle parti molli, si riduce la pervietà delle vie aeree