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Flashcard sul capitolo 5 del manuale "Storia dell'Italiano", diretta da Giovanna Frosini, in preparazione all'esonero scritto di Storia della lingua italiana: L-10, Università Cattolica del Sacro Cuore, prof. Simone Pregnolato, A. A. 25/26
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Umanesimo
L’umanesimo è un movimento culturale che nasce nella Firenze del Quattrocento. È contrassegnato da un rinnovato slancio per lo studio delle lingue e letterature classiche e dal culto dell’antico nelle arti e nelle lettere
Il volgare nell’umanesimo
L’umanesimo comporta una battuta d’arresto per la diffusione del vogare nell’uso colto. L’umanesimo è rappresentato da eruditi che seguendo l’esempio di Petrarca si esprimono in latino e considerano la lingua moderna una varietà bassa e agrammaticale
Umanesimo volgare
L’umanesimo volgare si sviluppa verso la metà del Quattrocento con autori come Leon Battista Alberti e Lorenzo de’ Medici
(Firenze)
Letteratura cortigiana
Esempi di umanesimo volgare fuori dalla toscana (Matteo Maria Boiardo)
Pastiche linguistico
Esperimenti a cavallo tra latino e volgare, latino macaronico e lingua pedantesca
Volgare e latino nei diversi livelli comunicativi del Quattrocento
Nel Quattrocento gli eruditi si esprimono esclusivamente in latino ma andando oltre all’uso letterario il volgare resta comunque il principale mezzo di comunicazione della vita comune
Petrarca e il latino
Petrarca usa il latino sia come lingua letteraria che come lingua di scrittura personale. Fonda la propria scrittura sulla lingua degli auctores (Cicerone, Seneca, Virgilio)
Umanesimo e filologia
Gli umanisti cominciano a operare come filologi, cercando di rimediare ai guasti delle tradizioni
Crisi del volgare nell’uso letterario (Folena, 1952)
Atteggiamento di rigetto che gli umanisti hanno nei confronti del volgare come lingua di cultura
Umanesimo d’area non fiorentina (resto della Penisola)
Distacco dal volgare pressoché totale fino alla seconda metà del Quattrocento. Il totale rifiuto della lingua moderna da parte degli intellettuali non fiorentini è “umanisticamente normale”
Umanesimo d’area fiorentina
Già alla fine del XIV secolo prende forma una linea mediatrice tra umanesimo e volgare: anche se subordinato alla produzione latina, il volgare resta vivo grazie al confronto con le Tre Corone trecentesche
Dialogi ad Petrum Paulum Histrum
Testo di Leonardo Bruni scritto a cavallo tra Tre e Quattrocento.
Dibattito immaginario sul valore delle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio
Lorenzo Valla (1407-1457)
Uno degli eruditi che raccoglie integralmente l’eredità latina di Petrarca.
Maggiore esponente del processo umanista di “rimozione” del volgare
Umanesimo latino
iniziatore: Lorenzo Valla
Manifesto dell’Umanesimo latino
Elegantie latine lingue (1449), Lorenzo Valla
Scopo delll’Elegantie latine lingue
Non è un trattato grammaticale sistematico un’antologia dei maggiori autori nel periodo I secolo a.C-I secolo d.C, per definire un canone stilistico grammaticale e liberare la lingua latina della corruzione medievale
Uso dell’Elegantie latine lingue
Le Elegantie latine lingue sono state usate come manuale di livello superiore per il consolidamento della dottrina classicista
Quale lingua parlavano gli antichi romani?
Argomento discusso per la prima volta nel 1435.
Ci sono due teorie su quale lingua parlassero gli antichi romani: Leonardo Bruni e Biondo Flavio
Quale lingua parlavano gli antichi romani? Teoria di Leonardo Bruni
Teoria della diglossia del latino antico
Due lingue:
latino dei dotti
latino del popolo, riservato all’uso orale > da questo ha origine il volgare
Quale lingua parlavano gli antichi romani? Teoria di Biondo Flavio
il mondo romano usa una sola varietà di latino, il volgare nasce attraverso la teoria della catastrofe o della corruzione
Teoria della catastrofe o della corruzione
Werner Bahner: il volgare doveva le sue origini all’evento traumatico delle invasioni barbariche (IV-VI sec.), durante le quali le lingue degli aggressori si erano mescolate al latino dell’Impero dando vita alle lingue moderne > il volgare non è nient’altro che latino corrotto
Il volgare come lingua colta per Biondo
in origine il volgare era stato latino e quindi aveva in sé una nobiltà implicita, per quanto decaduta: la ricostruzione di Biondo accorda al volgare la possibilità di diventare una lingua elegante e regolata
Quale ricostruzione prevale tra Bruni e Biondo?
nonostante all’interno dei circoli umanistici nessuno metta in dubbio la superiorità del latino, è la ricostruzione di Biondo a prevalere
Umanesimo volgare
iniziatore: Leon Battista Alberti
produzione di Leon Battista Alberti
bilinguismo latino-volgare
Come si pone Leon Battista Alberti nei confronti del volgare?
Alberti promuove l’uso del volgare letterario su un piano teorico e in un’attività pubblica di promozione; scrive una grammatica per normarlo
Manifesto dell’umanesimo volgare
Libri de familia (1436-1437), Leon Battista Alberti
Cosa vuole fare Alberti con la lingua?
Alberti non vuole arricchire la lingua d’uso a Firenze con innesti grammaticali dalla lingua classica, ma concepire una nuova prosa volgare di tono alto sul modello latino
Certame coronario (1441)
gara poetica sul tema dell’amicizia organizzata da Alberti.
Per Alberti questo concorso avrebbe sancito il rilancio della poesia volgare, ma il progetto fallisce.
Grammatichetta Vaticana
Leon Battista Alberti.
Prima grammatica mai concepita per una lingua moderna.
Va considerata una risposta diretta e concreta alle tesi di Bruni sulla natura priva di regole del volgare
sistema ortofonico
Alberti sceglie di rappresentare in grafemi tutti i suoni distintivi della lingua
fiorentino argenteo
fiorentino del Quattro e Cinquecento, in contrapposizione cin la lingua “aurea” del Trecento.
Coniato da Arrigo Castellani.
Introduce innovazioni popolari che saranno fondamentali per la formazione dell’italiano standard
perché si ha l’evoluzione dal fiorentino aureo (Trecento) a quello argenteo?
ci sono diverse concause che motivano l’evoluzione da fiorentino argenteo a fiorentino aureo, prima di tutto storiche (peste del 1348)
Lorenzo “Il Magnifico” De’ Medici
politico e mecenate che riunisce presso la sua corte i maggiori intellettuali dell’umanesimo internazionale. Nel cenacolo laurenziano il movimento di rilancio del volgare evolve e si rafforza
Cristoforo Landino
sancisce l’ingresso dei capolavori volgari dei grandi trecentisti nell’insegnamento universitario
Raccolta aragonese o Silloge
composizione poetica inviata nel 1477 da Lorenzo a Federico d’Aragona. È un atto politico volto ad affermare il prestigio della tradizione letteraria toscana e ad affermare la superiorità del volgare toscano sugli altri della penisola > lingua intesa come strumento di potere
cancelleria
insieme degli uffici politico-amministrativi di uno stato (moderni ministeri)
lingua cancelleresca
lingua dei documenti della cancelleria. Diverse tipologie testuali
bilinguismo comunicativo
si sviluppa già nelle cancellerie del Trecento:
testi a circolazione interna: latino
testi rivolti al popolo: volgare
scriptae
Si riferisce all'insieme delle varianti linguistiche scritte in una specifica area geografica, periodo storico o per un certo genere testuale (es. i testi in volgare medievale
scriptae cancelleresche
in origine composto di latino e volgare locale, a partire dal Quattrocento si stabilizza un modello regionale o sovramunicipale (conguaglio linguistico)
conguaglio linguistico
le cancellerie tendono ad abbandonare i caratteri fonomorfologici più spiccati della propria lingua locale nella ricerca di un codice comunicativo comune, il più possibile neutro e di chiara lettura nelle diverse aree
koinè
lingue di compromesso che si formano con le scriptae cancelleresche del Quattrocento
come si costituiscono le lingue koinè?
progressivo livellamento del volgare d’origine a discapito degli elementi più vistosamente locali e sostituzione di questi elementi con tratti fonomorfologici presi dal latino (medievale, non classico) o dal toscano
primi testi in lingua moderna
le segreterie di Milano li datano al 1426
ricorso al latino nelle scriptae cancelleresche
non ha lo scopo primario di innalzare lo stile; non ha funzione ornamentale ma strutturale, come quella di sottolineare i passaggi del ragionamento
scritture private nel Quattrocento
la “crisi” del volgare in età umanistica non riguarda i testi informali. Questi testi si realizzano in una prosa spontanea di grande efficacia espressiva, aderente all’uso vivo della lingua
scrittura mercantesca
scrittura corsiva professionale
ibridismo linguistico
capacità di assorbire i tratti tipici della parlata del luogo con cui sono in contatto, tipico delle lettere dei mercanti
veneziano “de là da mar” (o veneziano coloniale)
lingua franca di base veneziana in cui abbondano i prelievi fonomorfologici e lessicali da altri volgari italiani (specialmente meridione) o da altre lingue straniere (balcani e oriente), che sono fonti di terminologia nautica e commerciale
letteratura religiosa nel Quattrocento
testi agiografici mostrano tentativi di smunicipalizzazione del volgare locale
la predicazione è un punto di contatto fra il clero e il popolo di illetterati
la Chiesa non pone direttive ufficiali sull’uso del volgare nella predicazione
sermo modernus
Modello di predicazione medievale (XII-XIII sec.) con struttura fissa: tema biblico iniziale, prologo, divisioni logiche (divisiones), argomentazione con exempla e conclusione morale. Pensato per essere chiaro, ordinato e persuasivo.
sermoni mescidati
Prediche medievali che mescolano latino e volgare: il tema e le parti tecniche restano in latino, mentre spiegazioni ed exempla sono in volgare per rendere il sermone comprensibile al popolo. Struttura simile al sermo modernus, ma linguisticamente ibrida.
predicatori dei sermoni mescidati
Bernardino da Feltre e Valeriano da Soncino
Arti liberali
Trivio: grammatica, dialettica, retorica
Quadrivio: musica, astronomia, aritmetica, geometria
Arti e scienze applicate
Opposte alle arti liberali, tradizionalmente escluse dall’ambito accademico
Arti meccaniche
Esigono lavoro manuale.
Scienze applicate, arti plastiche, arti figurative
Termine “artista” nel Quattrocento
Quando non riferito alle arti liberali delineava l’artigiano: classe sociale medio-bassa e non letterata, istruzione volgare.
Carlo Maccagni: strato culturale intermedio tra letterati (latino) e non letterati (solo volgare in scritture pratiche e contabili)
Trasformazione dello status di artista nel Quattrocento
Nel corso del Quattrocento l’artista vede una trasformazione del proprio status culturale: passa dalla condizione di non letterato a quella di esponente di una classe medio-l’età che può avvicinare il latino
Primi testi di ambizione teorica in volgare
Leon Battista Alberti: De pittura (sia latino che volgare)
Piero della Francesca: De prospectiva pingendi, De quinques corporibus regolaribus
Luca Pacioli
Autore di opere di matematica e di algebra importanti per la stabilizzazione del lessico volgare in questi settori
De re aedificatoria (1450)
Trattato in latino di LBA che eleva l’architettura al rango di arte maggiore. Discende dal De architectura di Vitruvio
Francesco di Giorgio Martini
Fa una traduzione in volgare del De Architectura. Questo è ricco di latinismi tecnici che Martini nel suo testo affianca a corrispettivi di tradizione artigianale
“Omo sanza lettere”
Persona senza adeguata preparazione sul latino (Leonardo Da Vinci)
Leonardo Da Vinci (1452-1519)
Artista poliedrico che usa latinismi per colmare le mancanze della sua istruzione da non letterato. Utilizza un vocabolario eterogeneo
Distanza tra la cultura linguistica du-trecentesca e quattrocentesca in Toscana
I letterati del cenacolo mediceo non percepiscono grande distanza tra la loro cultura linguistica e quella delle Tre Corone, interpretandola come patrimonio vivo e attuale.
Si muovono liberamente tra più registri interni al volgare fiorentino
Nencia da Barberino
Poemetto attribuito a Lorenzo. Capostipite della letteratura rusticate toscana
Poliziano
Erudito e filologo. Scrive le Stanze per la giostra di Giuliano de’ Medici, le cui scelte lessicali sono basate su un procedimento allusivo
Procedimento allusivo
Tipico della letteratura umanista. Citazioni dal patrimonio latino e volgare del Trecento
Aspetto fonomorfologico di Poliziano
Fonomorfologicamente Poliziano aderisce al fiorentino del Quattrocento, anche se esclude le forme più popolari
Luigi Pulci
Analizza la cultura volgare nelle sue realizzazioni più popolari
Prosa volgare in Toscana
Importante il genere della novellistica
Volgare letterario fuori dalla toscana
L’uso letterario del volgare extratoscano si realizza principalmente nella corte, specialmente per la poesia lirica e narrativa
Esperimenti di lingua poetica fuori dalla Toscana
I maggiori esperimenti di lingua poetica in volgare al di fuori della toscana sono la combinazione di tre componenti linguistiche:
volgare locale: non il tipo popolare ma quello di koinè, già depurato dei tratti più bassi e autoctoni
modello toscano (diviso in tre e quattrocentesco) > Trecento preponderante
latino
conguaglio sul piano letterario nella Penisola del Quattrocento
Fuori dalla Toscana c’è una tendenza al conguaglio letterario per quanto riguarda la letteratura poetica, che è ancora più forte di quella dei testi cancellereschi
Petrarchismo
Imitazione del Petrarca lirico, specie in amore. Caratterizza la poesia italiana fino al Novecento
Matteo Maria Boiardo (1441-1494)
Esempio più importante di acquisizione del modello toscano nel contesto emiliano e padano nella poesia lirica. In questa ricerca un linguaggio aulico e delocalizzato
L’Inamoramento de Orlando (Orlando innamorato)
Esempio più alto di poema cavalleresco del Quattrocento.
Le copie più antiche hanno una coloritura linguistica padana, l’unico manoscritto integrale dell’opera è segnato da una toscanizzazione
Trivulziano 1094
Unico manoscritto integrale dell’Orlando innamorato
Poesia aragonese
Poesia che fiorisce nel Quattrocento nell’area meridionale legata ad alcuni poeti che operano presso la corte napoletana del Regno d’Aragona
Pietro Iacopo de Jennaro (1436-1508)
Poeta aragonese, petrarchista ma “contaminato” da influssi linguistici di diversa provenienza
Arcadia di Iacopo Sannazaro
Romanzo pastorale, prosimetro. Nella riscrittura l’autore revisiona la lingua applicando il modello di Petrarca per la poesia e di Boccaccio per la prosa
Primo caso di revisione linguistica in senso toscaneggiante
Arcadia
Macaronico
Lingua che si diffonde nell’ambiente universitario costruita per fini comici e parodistici. Ha una struttura metrica e grammaticale latina (esametro virgiliano), su cui si incastrano termini e locuzioni volgari
Teofilo Folengo
Maggior esempio del genere macaronico (Baldus)
Polifilesco
invertito macaronismo: fondo terminologico latino che si innesta su una struttura grammaticale volgare di stampo letterario-boccacciano