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Ischemia cardiaca? definizione&classificazione
Inadeguato apporto di sangue al cuore (e quindi di ossigeno) causato più comunemente da malattia cardiaca coronarica.
Classificazione
ischemia legata alla presenza di lesione aterosclerotica (90%)
ischemia non legata alla presenza di lesione aterosclerotica (10%)
disfunzione endoteliale;
↓ perfusione coronarica a causa di ipotensione (es. shock ipovolemico, shock settico);
↓ ossigeno es. anemia o malattie polmonari;
↑↑ richiesta di ossigeno es. tachicardie sostenute, grave stenosi aortica, ipertrofie (non sarò ben irrorata perchè non c’è consensuale aumento del microcircolo);
anomalie coronariche o delle arterie coronariche (es. dissezione spontanea coronarica);
traumi.
Tutte determinano cmq squilibrio tra apporto di ossigeno e domanda da parte del miocardio.
Circolazione coronarica?
Aorta ascendente a livello dei seni delle valvole semilunari dx e sn → arteria coronaria dx e sn.
coronaria dx → decorre lungo solco coronarico lungo faccia diaframmatica del cuore → pareti atrio e ventricolo dx;
coronaria sn → breve tronco comune → 2 rami terminali: discendente anteroriore (faccia anteriore Vsn) e circonflessa (solco coronarico → faccia posteriore Vsn)
Breve sunto dell’aterosclerosi?
Patologia vascolare arteriosa che interessa arterie di medio e grosso calibro con base infiammatoria.
A causa di disfunzione endoteliale, LDL passa tra le cellule endoteliali e si deposita nel sottoendotelio → arrivo dei leucociti (endotelio esprime recettori come ICAM) → richiamo monociti/macrofagi che fagocitano depositi di colesterolo diventano cellule schiumose → rilascio IL8 che richiama altri macrofagi e linfociti → migrazione CML nell’endotelio con assunzione fenotipo di cellula schiumosa o fibroblasto → deposizione collagene con formazione di cappuccio fibroso → se sottile, possibile fissurazione (*placca instabile*) con adesione di fattori procoagulanti fa aderire le piastrine e porta ad emostasi primaria e poi secondaria → ostruzione completa del vaso
Sedi privilegiate per la formazione di placche aterosclerotiche?
coroniarie
carotidi (++ biforcazioni; flusso turbolento, ↓ NO)
vasi arti inferiori
arteria renale (→ alla base dell’ipertensione nefrovascolare)
arterie mesenteriche
Fattori di rischio per malattia cardiovascolare ischemica?
1) Fattori di rischio maggiori:
dislipidemie (↑ LDL e/o ↓ HDL)
ipertensione arteriosa (>130/80)
diabete mellito
[primi 3 sono la triade determinante]
fumo
obesità e sindrome metabolica (obesità spesso collegata a quadro metabolico non ottimale con dislipidemia, ipertensione e diabete)
familiarità
età e sesso maschile
2) Fattori di rischio minori:
iperomocisteinemia
ipertrigliceridemia (se isolata, non costituisce un fattore di rischio)
Differenza tra ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia?
TGL sono introdotti con la dieta → correggo lo stile di vita;
colesterolo è ++ di origine endogena → non basta talvolta correggere lo stile di vita, ma servono farmaci.
Quindi non è detto che un obeso abbia ipertrigliceridemia o che un magro abbia per forza ipocolesterolemia.
Sindrome metabolica?
Necessaria presenza 3/5 criteri:
incremento circonferenza vita (associato ad obesità);
riduzione colesterolo HDL;
PA normale/alta o ipertensione arteriosa;
intolleranza glucidica o aumentata glicemia a digiuno;
ipertrigliceridemia.
Quali fattori influiscono sullo sviluppo di ischemia in presenza di una placca aterosclerotica?
% restringimento del lume → > grado di stenosi, più flusso diventa turbolento → danno meccanico all’endotelio → > probabilità di rottura di placca (placca estesa ma sottile è meglio di placca corta ma spessa);
meccanismi di compenso → es. mediante vasodilatazione compensatora a valle della stenosi (compenso acuto) e formazione di circoli collaterali (ipossia indotta da condizioni croniche determina neoangiogenesi mediante rilascio di VEGF);
richiesta di ossigeno del miocardio → se aumenta richiesta, es. esercizio fisico o ipertiroidismo, pz può manifestare sintomi ischemici come angina (che invece non proverebbe a riposo).
Evoluzioni della placca aterosclerotica?
Può subire 2 evoluzioni:
placca stabile → core centrale si riduce fino a scomparire; cappuccio fibroso molto spesso (< probabilità di rottura ma cmq può crescere);
- condizione cronica
placca instabile → cappuccio sottile, core centrale grande; possibile fissurazione con innesco coagulazione → trombo → occlusione parziale o totale del vaso.
- condizione acuta di potenziale infarto del miocardio
Disfunzione endoteliale?
Vasocostrizione dovuta a sostanze che causano una forte stimolazione del sistema adrenergico:
- caffeina
- anfetamine
- cocaina
- forte stress
Vasocostrizione inappropriata delle coronarie
- mancato rilascio di vasodilatatori endoteliali (NO, PGI2 e EET) non constrasta l’effetto dei vasocostrittori (catecolamine, AT-II ed endoteline) sulla muscolatura liscia arteriosa durante esercizio fisico;
Perdita normali proprietà anti-trombotiche come NO e PGI2.
Quali sono le conseguenze dell’ischemia sul miocardio? E da cosa dipende il danno?
1) ossigenazione inadeguata;
2) accumulo locale di scorie metaboliche
Il danno dipenderà naturally da gravità e durata dello squilibrio:
danno di durata limitata → pieno recupero funzionale dei miociti;
danno prolungato → disfunzione contrattile senza necrosi dei miociti (miocardio stordito e ibernato);
oltre > 20 min di ischemia → necrosi miocardica irreversibile (sostituzione con tessuto fibrotico)
Miocardio stordito?
In seguito a mancato flusso, nonostante il successivo ripristino (es. applicando uno stent), alcune zone del miocardio rimangono stordite → funzione non viene ripresa totalmente; questo perchè durante l’ischemia vengono accumulati metaboliti come ROS e calcio e bisogna prima smaltire queste sostanze.
Miocardio ibernato?
Ischemia cronica e persistente, ma non abbastanza da causare necrosi. Il miocardiocita “abbassa i consumi” per mantenersi vitale, ma c’è contrattilità ridotta. Se però il flusso viene ripristinato, si può recuperare la funzionalità.
visibile con ecocardiografia che mostra una porzione di miocardio che non si contrae bene.
Ischemia miocardio? Definizione&indicigravità
E’ definibile come una necrosi dei miociti come conseguenza di una prolungata ischemia miocardica.
la quantità di tessuto necrotico dipende da:
massa miocardio perfusa da quel vaso;
entità e durata del flusso compromesso;
domanda di ossigeno dela regione colpita (es. pz tachicardia);
adeguatezza dei vasi collaterali che forniscono apporto sanguigno;
grado di risposta del tessuto all’ischemia.
Sindromi ischemiche? sololista
angina stabile
angina instabile
infarto acuto del miocardio (IMA)
angina stabile?
Ischemia transitoria che si verifica solo in corso di sforzo o esercizio. E’ caratterizzata da dolore transitorio e prevedibile (tipo retrosternale gravativo/oppressivo; meglio peso sul petto senza dolore).
gravità dei sintomi dipendono dal grado di stenosi e dalla capacità di vasodilatazione del vaso di resistenza distali;
generalmente causata da placca aterosclerotica stabile in una o più arterie coronariche, ma anche da una placca aterosclerotica instabile, ma che in quel momento non è fissurata.
placca emodinamicamente significativa con almeno 60% di ostruzione (50-60% è zona grigia, < 50% non possiamo ricondurre alla placca la sintomatologia del paziente).
5% possibilità di incorrere in infarto se non trattato entro anno successivo.
angina instabile?
Angina dovuta a placca instabile, con rottura del cappuccio fibroso → innesco coagulazione → trombo, che tuttavia non occlude completamente il vaso, ma permette quel poco di flusso da non causare necrosi cellulare.
pz lamenta dolore improvviso a riposo (notturno o al risveglio, quando abbiamo massimo stimolo adrenergico)
la placca potrebbe essere anche non emodinamicamente significativa, ma cmq almeno con occlusione > 45-50% (più piccole non causano nemmeno moto turbolento, che è il primo fattore che induce rottura della placca)
30% probabilità di incorrere in infarto se non trattato entro anno successivo.
angina variante di Prinzmetal?
detta anche vasospastica.
Angina dovuta a spasmo improvviso che causa dolore improvviso anche a riposo. Il meccanismo è ignoto; probabilmente c’è una placca anche emodinamicamente non significativa e a valle si verifica uno spasmo dovuto a fattori di rischio come caffeina, stress, freddo o cocaina (forse rientra all’interno delle disfunzioni endoteliali).
come la diagnostico? test del vasospasmo (induco vasospasmo in pz con sospetto Prinzmetal iniettando sostanze varie) oppure dx clinica (remissione della sintomatologia mediante somministrazione di Ca2++ antagonisti)
sindrome X?
Ischemia a coronarie indenni (non c’è oppure la placca è veramente piccola). E’ dovuta a problemi del microcircolo che in condizioni di riposo è okey, ma sotto sforzo non risponde correttamente.
pz hanno fattori di rischio es. vasculopatie, placche carotidee, oppure diabete, fumatore, obeso
dx clinica mediante corretta anamnesi + coronari indenni alla coronarografia.
somministrazione di beta-bloccanti (scopo di ridurre il lavoro cardiaco) + statine e aspirina per supportare il microcircolo
ischemia silente?
Ischemia in assenza di dolore, tipica della neuropatia diabetica.
utile per diagnosticare in tempo l’ischemia è la presenza di dispnea, che di solito si manifesta insieme al dolore anginoso (qui non percepito).
sindromi coronariche acute (SCA)? qualisono&meccanismi
Condizioni di ischemia miocardica con immediato pericolo di vita.
angina instabile
infarto non ST elevato
infarto con ST elevato
Meccanismi che causano SCA:
rottura della placca, di solito associata a infiammazione locale/sistemica → emostasi primaria/secondaria → trombo occludente completamente il vaso → necrosi cellulare
rottura complica ateromi che non hanno grandi quantità di macrofagi intimali → formazione di trombi rossi ricchi di fibrina
erosione della placca (sembra essere responsabile di una porzione crescente di SCA spesso provocandone rottura del miocardio senza sovraslivellamento del tratto ST)
vasospasmo della microcircolazione coronarica.
Cause principali di infarto?
1) 90-95% rottura di placca aterosclerotica
2) resto: spasmo coronarico (da assunzione di stimolanti SNS come anfetamine e cocaina; danno angina, ma se non risolte, sfociano in infarto); dissezione coronarica (alterazione della parete vasale, senza placca; talvolta congenita); embolo (si stacca da trombo e occlude vaso a valle; di solito origine è endocardio infiammato → flogosi → coagulazione → trombo → embolo → ostio coronarico)
tipi di infarto secondo la AHA?
2 tipi:
tipo 1 → da ostruzione dei vasi coronarici a causa di rottura di placca;
tipo 2 → infarti non associati alla presenza di placche:
aterosclerosi;
vasospasmo coronarico;
dissezione coronarica;
sbilancio tra offerta e richiesta di O2 dal miocardio.
confronto tra le SCA?
angina instabile → trombo parzialmente occlusivo; No necrosi; marcatori sierici assenti (troponina e CKMB);
infarto NSTEMI → trombo parzialmente occlusivo; necrosi limitata (riduzione del flusso); rilevabile a ECG sottoslivellamento del tratto ST; marcatori sierici presenti;
infarto STEMI → trombo completamente occlusivo → necrosi miocardica; presenti marcatori sierici (ECG presenta sopraslivellamento del tratto ST).

“fronte d’onda di un infarto”?
è l’area necrotica che inizia dal subendocardio (20’) → progressivamente si porta a miocardio (60’) → 3h necrosi transmurale; se non si interviene; comporta il passaggio da un infarto non ST elevato a infarto ST elevato.
Fattori che predispongono alla rottura della placca?
debolezza intrinseca della placca, che può compromettersi per processi chimici interni o per presenza di cappuccio fibroso sottile;
stress fisico sulla lesione, causato ad es. da ipertensione o attivazione del simpatico che causa vasocostrizione (esercizio, emozioni, cocaina).
Modifiche del miocardio in seguito ad ischemia?
1) Effetti rapidi:
metabolismo aerobico → anaerobico →
↓ produzione di ATP → disfunzione proteine contrattili → disfunzione sistolica (può essere però mantenuta FdE) + disfunzione diastolica da perdita della compliance;
accumulo acido lattico → ↓ pH
perdita potenziale transmembrana per alterazione pompa Na+/K+ → edema da accumulo Na+ IC, aritmie da accumulo K+ EC, ↑ Ca2++ che attiva proteasi → necrosi miocardica;
invasione di cellule infiammatorie che producono ROS.
2) Effetti tardivi o rimodellamento post-infartuale;
riassorbimento tessuto necrotico da parte dei MP → parete indebolita → > suscettibilità a rottura → assottigliamento e formazione di aneurismi;
deposizione tessuto fibroso e formazione di cicatrici → < compliance + alterazione della funzione sisto-diastolica, che predispone allo scompenso;
aumento dello stress di parete vascolare;
dilatazione compensatria del ventricolo sn.
complicanze dell’infarto acuto del miocardio?
1) Precoci:
derivano dalla necrosi miocardica;
2) Tardive:
riflettono infiammazione e guarigione del tessuto e derivano dai rimodellamenti del miocardio.
Sono:
aritmie: alterazioni della genesi o conduzione dell’impulso contrattile da:
instabilità elettrica causata da iperkaliemia;
danno a tessuto di conduzione (es. occlusione coronaria dx causa ischemia nodo SA.
insufficienza cardiaca congestizia, sia a breve che lungo termine:
sistolica → alterazione dei meccanismi contrattili;
diastolica → alterazione della complicance;
valvolare → necrosi muscoli papillari che causa sovraccarico ventricolare da rigurgito mitralico.
aneurisma ventricolare → dilatazione della parete indebolita dalla necrosi;
tromboembolismo → formazione di trombi su parete aneurismatica e disfunzionante a causa della stasi emaica → emboli;
pericardite → estensione del processo infiamamtorio al pericardio;
tamponamento cardiaco → emorragia nello spazio pericardico post-rottura ventricolare (sangue si accumula dando compressione e blocco della funzione di pompa);
shock cardiogeno (nel cuore compromesso con perdita > 40% della massa ventricolare che impedisce ogni tipo di azione contrattile.
Sintomi dell’infarto?
1) dolore/sensazione di oppressione retrosternale
accumulo metaboliti come lattato e adenosina che attivano nocicettori da C7 a T4;
2) tachicardia
alterazioni del trasporto ionico con accumulo metaboliti locali e aumento tono simpatico;
3) dispnea
alterazione pompaggio cardiaco induce aumento P diastolica nel Vsn → trasmissione retrograda ai capillari polmonari → congestione polmonare
4) diaforesi
da aumento tono simpatico
5) nausea/vomito
da aumento parasimpatico
Cenni di trattamento delle SCA?
dissezione coronarica? non prevenzione;
aterosclerosi? beta-bloccanti (↓ lavoro cardiaco), statine, anti-aggreganti (impediscono formazione di trombi se flusso turbolento), anti-ipertensivi (per ridurre lo stress meccanico che potrebbe portare a rottura della placca)
mai anticoagulanti, eccetto presenza di trombo nel ventricolo