Sociologia dei Media e Cultural Studies - Seconda Parte

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Flashcards sui principali paradigmi e autori della sociologia dei media: dai Cultural Studies di Birmingham alle teorie sugli effetti (Agenda Setting, Spirale del silenzio, Coltivazione) fino alle disuguaglianze digitali.

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1
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CCCS (Centre for Contemporary Cultural Studies)

Centro nato a Birmingham nel 1964 che ha posto la cultura come oggetto di studio attraverso ricerche etnografiche, interviste e analisi dei discorsi su musica, media e narrativa popolare.

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Raymond Williams

Studioso che in Culture and Society (1958) sostiene che l'idea di cultura sia influenzata storicamente ed economicamente, definendo la cultura popolare come 'un intero modo di vivere'.

3
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Stuart Hall

Studioso che analizza i media come forze sociali con influenza indiretta e propone il modello di codifica/decodifica del messaggio basato sul contesto sociale e sul background personale.

4
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Posizione dominante-egemonica

Modalità di decodifica in cui il telespettatore accetta il significato del messaggio esattamente com'è stato codificato dall'emittente, seguendo la 'lettura preferita'.

5
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Posizione negoziata

Modalità di decodifica in cui lo spettatore accetta le definizioni dominanti della realtà ma si riserva il diritto di applicare interpretazioni legate a specifiche condizioni locali.

6
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Posizione di opposizione

Modalità di decodifica in cui lo spettatore comprende la lettura preferita ma ridefinisce il messaggio in una cornice di riferimento alternativa, evidenziando le contraddizioni del frame dominante.

7
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Egemonia (Hall/Gramsci)

Processo per cui i media di massa mantengono l'ordine sociale legittimando le definizioni sociali esistenti attraverso codifiche che veicolano letture preferite.

8
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Nationwide (Morley e Brunsdon, 1980)

Ricerca sulle audience della BBC che ha dimostrato come gruppi con diversa condizione educativa e occupazionale adottino interpretazioni differenti di uno stesso programma.

9
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Family Television (Morley, 1986)

Studio etnografico che indaga la televisione come tecnologia domestica, inserita nelle relazioni e nelle dinamiche di potere interne al nucleo familiare.

10
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Addomesticamento (Silverstone)

Processo di integrazione delle tecnologie nell'ambiente domestico che avviene in quattro momenti: appropriazione, oggettivazione, incorporazione e conversione.

11
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Radicamento (Moores)

Collocazione delle pratiche di consumo mediale all'interno di contesti familiari, routine, abitudini e altre tecnologie disponibili.

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Simple audience

Tipo di pubblico presente fisicamente a uno spettacolo (es. teatro) caratterizzato da un rapporto diretto tra emittente e ricevente in uno spazio pubblico definito.

13
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Mass audience

Pubblico svincolato dalla condivisione spazio-temporale (es. TV domestica), dove la comunicazione è mediata e l'attenzione varia in base al contesto.

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Diffused audience

Paradigma di Abercrombie e Longhurst in cui l'individuo è costantemente pubblico e fonte di medialità, rendendo l'essere audience una condizione intrinseca della quotidianità.

15
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Cultura partecipativa (Jenkins)

Processo in cui i consumatori mediali si appropriano e rielaborano i testi (fan poaching), unendo produzione culturale e scambi sociali in comunità informali.

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Convergenza mediale

Flusso di contenuti su più piattaforme, cooperazione tra settori dell'industria dei media e migrazione del pubblico in cerca di nuove esperienze di intrattenimento.

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Prosumerismo

Fenomeno, teorizzato da Alvin Toffler (1980), che vede la fusione tra la figura del produttore e quella del consumatore, oggi visibile in wiki e social media.

18
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Produsage (Bruns)

Dinamica collaborativa in cui gli utenti sono contemporaneamente produttori e consumatori che estendono e migliorano continuamente i contenuti esistenti.

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Networked Publics

Spazio collettivo costruito dalle tecnologie di rete (social media) che riconfigura il modo in cui le persone interagiscono tra loro e con i contenuti.

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Affordances dei social media (danah boyd)

Le quattro caratteristiche che modellano la connessione online: persistenza, visibilità, diffondibilità e ricercabilità.

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Collasso dei contesti

Dinamica dei networked publics in cui i confini spazio-temporali e sociali cadono, rendendo i contenuti accessibili ad audience per cui non erano stati pensati.

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Affective publics (Papacharissi)

Sintonizzazione affettiva dei pubblici attorno a eventi specifici o cerimonie mediali (es. attentati, matrimoni reali) narrati tramite piattaforme social.

23
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Big Data (3V)

Termine che indica dati caratterizzati da Volume (quantità esponenziale), Velocità (acquisizione rapida) e Varietà (eterogeneità dei formati).

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Agenda Setting (primo livello)

Teoria di McCombs e Shaw per cui i media non dicono cosa pensare, ma a cosa pensare (what to think about), selezionando e gerarchizzando i temi di rilevanza pubblica.

25
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Agenda Setting (secondo livello)

Approccio focalizzato sul 'come pensare' a un tema, analizzando gli attributi e i frame (sottotemi) scelti dai media per descrivere un oggetto.

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Network Agenda Setting (NAS)

Terzo livello dell'agenda setting (Guo) che studia le relazioni e le associazioni tra i diversi elementi dell'agenda dei media e quella del pubblico.

27
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Reverse agenda

Situazione in cui un dibattito molto partecipato su una piattaforma social influenza a ritroso la costruzione dell'agenda dei media tradizionali.

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Spirale del silenzio (Noelle-Neumann)

Teoria secondo cui la paura dell'isolamento spinge chi ha un'opinione percepita come minoritaria a tacere, favorendo la visibilità dell'opinione maggioritaria.

29
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Competenza quasi-statistica

Abilità degli individui di stimare il clima d'opinione dominante combinando l'ambiente circostante e l'ambiente virtuale televisivo.

30
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Consonanza e Cumulatività

Caratteri del sistema dei media che permettono di cogliere il clima d'opinione: uniformità dei messaggi (consonanza) e loro ripetizione nel tempo (cumulatività).

31
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Teoria della coltivazione (Gerbner)

Studio sull'influenza a lungo termine della TV che 'coltiva' negli spettatori una percezione della realtà sociale conforme ai messaggi stereotipati televisivi.

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Mainstreaming (Gerbner)

Coltivazione di punti di vista e valori comuni tra gruppi sociali eterogenei indotta da una forte esposizione televisiva.

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Effetti di primo e secondo ordine

Conseguenze della coltivazione: sovrastima numerica di fenomeni reali (primo ordine) e adozione di interpretazioni/visioni del mondo mutuate dalla fiction (secondo ordine).

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Knowledge gap (divario di conoscenza)

Teoria per cui alla crescita del flusso informativo segue una distribuzione squilibrata della conoscenza, avvantaggiando chi ha uno status socioeconomico e istruzione più elevati.

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Digital divide

Scarto tra chi ha accesso fisico alla rete e chi no, influenzato da fattori territoriali, generazionali, economici e di alfabetizzazione.

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Digital inequality

Analisi delle differenze nell'uso di Internet basata su competenze operative, informazionali e strategiche degli utenti, oltre alla semplice disponibilità fisica.