1/129
Flashcard di tipo vocabolario basate sulle trascrizioni delle lezioni di sociologia economica (Settimane 1-6).
Name | Mastery | Learn | Test | Matching | Spaced | Call with Kai | Chat |
|---|
No analytics yet
Send a link to your students to track their progress
Sociologia economica
Disciplina che studia l'interdipendenza tra fenomeni economici e sociali.
Reciprocità
Una delle tre forme di integrazione tra economia e società in cui l'allocazione delle risorse è fondata su norme sociali condivise.
Redistribuzione
Forma di integrazione tra economia e società regolata da una autorità centrale.
Scambio di mercato
Forma di integrazione basata sul principio di massimizzazione dell'utilità.
Grande trasformazione
Concetto di Polanyi che indica un intervento crescente dello stato per garantire protezione sociale ai cittadini.
Allocazione nella reciprocità
Processo fondato su norme sociali condivise anziché su autorità o mercato.
Allocazione nella redistribuzione
Processo regolato da una autorità centrale che raccoglie e distribuisce risorse.
Allocazione nello scambio di mercato
Processo basato sulla massimizzazione dell'utilità individuale.
Compresenza delle forme di integrazione
In ciascuna società si osserva la presenza simultanea di reciprocità, redistribuzione e mercato, con una prevalente.
Tasse
Esempio concreto di una forma di redistribuzione gestita dallo Stato.
Scambi asincroni e non equivalenti
Tipologia di scambi generati dal principio della reciprocità.
Stato sociale keynesiano
Modello affermatosi nel secondo dopoguerra, tra gli anni 50 e gli anni 70 del Novecento.
Sviluppo economico e protezione sociale
I due obiettivi principali per i quali lo stato sociale keynesiano investe risorse pubbliche.
Keynesismo debole
Modello in cui l'intervento pubblico nell'economia ha una funzione prioritaria anticiclica.
Keynesismo forte
Modello in cui l'obiettivo prioritario è l'estensione della protezione sociale.
Mercificazione
Dimensione del welfare che esprime il livello di dipendenza del cittadino dal mercato del lavoro.
Stratificazione
Dimensione del welfare che esprime il livello di disuguaglianza connesso alle diverse posizioni socio-economiche.
Familizzazione
Dimensione del welfare che esprime quanto il benessere di un individuo dipenda dalla sua famiglia.
Modello di welfare residuale (liberale)
Modello tipico dei paesi anglosassoni con trasferimenti monetari destinati a fasce limitate della popolazione.
Modello di welfare socialdemocratico
Modello dei paesi scandinavi basato sull'erogazione di servizi su base universalistica.
Modello di welfare conservatore-corporativo
Modello dell'Europa continentale con programmi di protezione definiti su base occupazionale.
Modello di welfare mediterraneo
Modello caratterizzato dal consistente ruolo della famiglia nell'assicurare la protezione sociale.
Saturazione dei mercati di produzione di massa
Fattore strutturale che ha favorito la crisi degli anni 70.
Concorrenza dei paesi asiatici
Fattore strutturale esterno che ha contribuito alla crisi economica degli anni 70.
Political economy neoutilitaria
Approccio economico secondo cui l'inflazione è mossa dalla massimizzazione dell'utilità di politici ed elettori.
Political economy di taglio sociologico
Approccio secondo cui l'inflazione deriva dall'incapacità del sistema di rappresentanza di gerarchizzare le domande sociali.
Ciclo politico-elettorale di Brittan
Successione di politiche espansive pre-voto, inflazione post-voto e rivendicazioni sindacali successive.
Frammentazione del sistema di rappresentanza
Causa della difficoltà dei paesi a keynesismo debole nel controllare l'inflazione negli anni 70.
Concentrazione
Dimensione che esprime il numero e l'ampiezza delle organizzazioni di rappresentanza degli interessi.
Centralizzazione
Organizzazione interna e coordinamento tra diverse organizzazioni di rappresentanza.
Neocorporativismo
Sistema caratterizzato da alta concentrazione e alta centralizzazione dei sindacati.
Concertazione
Base del processo di decisione politica nei modelli neocorporativi.
Scambio politico
Relazione in cui il governo concede politiche pubbliche favorevoli ai lavoratori in cambio di consenso dai sindacati.
Neocorporativismo con organizzazioni forti
Dialogo tra sindacati/imprese centralizzati e governi stabili con orientamento pro-labour.
Neocorporativismo con organizzazioni deboli
Situazione in cui organizzazioni numerose ma ben coordinate dialogano efficacemente con i governi.
Neocorporativismo instabile
Sistema con sindacati concentrati ma poco coordinati che alternano dialogo e alta conflittualità.
Declino del neocorporativismo
Consapevolezza negli anni 80 che tale modello non sarebbe diventato egemone ovunque.
Esperimento neoliberale
Tendenza dei paesi anglosassoni dagli anni 80 a dare maggiore spazio al mercato rispetto all'intervento pubblico.
Crisi della grande fabbrica fordista
Cambiamento produttivo che ha indebolito la rappresentanza sindacale contribuendo al declino del neocorporativismo.
Integrazione europea
Processo che ha posto progressivi vincoli alla gestione della spesa pubblica dei singoli paesi.
Aumento della speranza di vita
Fattore che rende difficile il contenimento della spesa sociale a causa del miglioramento delle cure.
Integrazione dei mercati finanziari
Fenomeno che costringe al controllo della spesa per non perdere investitori e contenere il costo del debito.
Decreto (Michele Salvati)
Terza forma di regolazione della rappresentanza, alternativa a pluralismo e neocorporativismo.
Integrazione verticale
Inclusione di tutte le fasi produttive all'interno di una stessa azienda.
Taylorismo
Organizzazione del lavoro parcellizzata in compiti semplici svolti da manodopera non qualificata.
Passaggio al post-fordismo (tecnologia)
Transizione favorita dalla disponibilità di nuove tecnologie produtive.
Emergere di nuovi stili di vita
Fattore legato al ceto medio che ha spinto il passaggio verso il post-fordismo.
Domanda di beni non standardizzati
Quota limitata di mercato già esistente durante il fordismo (es. macchine utensili).
Pluralizzazione dei modelli produttivi
Effetto del passaggio dal fordismo al post-fordismo.
Specializzazione flessibile
Modello con beni non standardizzati, produzioni innovative e manodopera qualificata.
Terza Italia
Area geografica caratterizzata da piccole e medie imprese con modello di produzione flessibile.
Localizzazione dei distretti italiani
Principalmente situati nel Nord-Est e nel Centro Italia.
Settori dei distretti industriali
Operano sia in ambiti tradizionali che in settori avanzati.
Variabilità della domanda distrettuale
Caratteristica sia quantitativa che qualitativa del mercato dei distretti.
Scomponibilità in fasi
Requisito tecnico necessario affinché un bene possa essere prodotto in un distretto.
Aziende capofila
Imprese del distretto che gestiscono i rapporti diretti con il mercato finale.
Economie esterne al distretto
Vantaggi competitivi esterni alle singole imprese ma interni al sistema distrettuale.
Tradizioni artigiane e commerciali
Fattori storici che hanno diffuso il saper fare e l'imprenditorialità nei distretti italiani.
Mezzadria
Forma di produzione agricola familiare che ha offerto manodopera flessibile ai distretti.
Subcultura politica territoriale
Tessuto omogeneo che sostiene fiducia e cooperazione a livello locale.
Beni collettivi per la competitività
Infrastrutture e servizi prodotti da attori locali per sostenere lo sviluppo del distretto.
Mix cooperazione e competizione
Equilibrio relazionale prevalente nei distretti industriali.
Mix di forme di integrazione distrettuale
Presenza congiunta di reciprocità, redistribuzione e mercato.
Vantaggi di medio-lungo periodo
Motivo per cui le imprese dei distretti evitano di massimizzare il profitto nella singola transazione.
Flessibilità interna del mercato del lavoro
Cambi frequenti di mansione restando però occupati all'interno del distretto.
Governo locale nei distretti
Istituzione che sostiene il distretto dialogando con le organizzazioni di rappresentanza.
Diffusione internazionale dei distretti
Modello presente in diversi paesi sia europei che extra-europei.
Silicon Valley
Esempio di distretto originato da centri di ricerca pubblici e privati in California.
Conflitto sociale nei distretti
Tende a essere basso per la facilità di passaggio tra lavoro dipendente e autonomo.
Tessuto fiduciario
Elemento fondamentale dei distretti che può derivare da fattori politici, religiosi o etnici.
Atmosfera industriale (Marshall)
Fattori immateriali come saper fare diffuso e rapida circolazione delle conoscenze.
Strategie neofordiste
Implementazione di tecnologia nelle grandi imprese per una produzione flessibile di massa.
Strategie di multinazionalizzazione
Delocalizzazione delle grandi imprese per contenere il costo del lavoro.
Sistemi locali di dimensioni ridotte
Ambito territoriale su cui solitamente insistono i distretti industriali.
Produzione flessibile nelle grandi imprese
Modello adottato dalle grandi aziende con la crisi del fordismo.
Just in time
Principio di sincronizzazione della produzione rispetto alla domanda effettiva.
Qualifica nel Just in time
I lavoratori risultano mediamente più qualificati rispetto al modello fordista.
Struttura a rete
Modello organizzativo che accomuna PMI e grandi imprese nel post-fordismo.
Ricerca di flessibilità
Obiettivo centrale della produzione post-fordista.
Dipendenza dall'ambiente esterno
Caratteristica dell'impresa post-fordista rispetto a quella fordista.
Via alta alla flessibilità
Organizzazione economica basata su qualità e innovazione.
Via bassa alla flessibilità
Competitività basata sul prezzo e sulla compressione dei costi.
Sinergia tra via alta e bassa
Possibilità che entrambe convivano all'interno della stessa filiera produttiva.
Rigidità flessibili (Ronald Dore)
Equilibrio tra vincoli contro la via bassa e investimenti in beni collettivi per la via alta.
Economia informale
Attività parzialmente o totalmente invisibili alla contabilità nazionale.
Economia nascosta (sommersa)
Produzione di prodotti legali con metodi illegali.
Economia criminale
Produzione di prodotti illegali con metodi illegali.
Economia domestica (comunitaria)
Produzione di prodotti legali con metodi legali, senza orientamento al mercato.
Lavoro irregolare
Esempio tipico di economia nascosta.
Vendita di stupefacenti
Esempio di attività appartenente all'economia criminale.
Fai da te e orto
Esempi di attività riconducibili all'economia domestica.
Quadro giuridico di riferimento
Elemento che determina la divisione tra economia formale e informale.
Tendenza degli ultimi decenni
Passaggio bidirezionale tra economia formale e informale nei paesi avanzati.
Incrocio domanda e offerta informale
Fattore da cui dipende principalmente la diffusione dell'economia sommersa.
Neoistituzionalismo economico
Studio della definizione razionale dei confini dell'impresa tra interno ed esterno.
Dinamica principale-agente
Rapporto di delega in cui l'agente può agire opportunisticamente avendo più informazioni.
Costi di transazione
Spese sostenute per l'esternalizzazione fornite dalla difficoltà di previsione contrattuale.
Razionalità limitata e opportunismo
I due fattori determinanti dei costi di transazione.
Costi di gerarchia
Costi dell'internalizzazione dovuti a burocrazia e deresponsabilizzazione.
Specificità e frequenza
Dimensioni di Williamson per scegliere tra mercato e gerarchia.