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metodo sperimentale
esperimento: bisogna raccogliere dati e osservazioni per verificare una teoria e porsi in condizioni le più semplici possibili, eliminando le variabili estranee e controllando le condizioni iniziali (con l’intuito fisico).
ipotesi: momento di induzione.
legge fisica: momendo di deduzione. Bisogna dedurre dall’ipotesi la legge che governa ciò che si sta osservando, e trarre varie conseguenze.
verifica: si compie attraverso vari esperimenti, che possono verificare l’intera legge o restringerne la validità, fino a smentirla del tutto.
leggi fisiche
Relazioni tra equazioni matematiche che servono a descrivere il comportamneto dei fenomeni naturali
equazione dimensionale
Un'espressione matematica che mette in relazione le dimensioni fisiche di una grandezza con altre grandezze fisiche, utile per analizzare e verificare la coerenza di leggi fisiche.
descrivere la posizione di un punto materiale
Retta orientata, sistema di assi cartesiano, levogiro e destrogiro
dimotra che lo spazio è omogeneo
= la scelta di origine è arbitraria…
dimostra che lo spazio è isotropo
= la scelta di direzione (verso degli assi) è arbitraria…
dimostra che il tempo è omogeneo
= la scelta di origine è arbitraria…
il tempo è
omogeneo
lo spazio è
isotropo, omogeneo e pari
regole epistemologiche di Newton
non ammettere altre cause dei fenomeni oltre a quelle necessarie a spiegarli
riferire alla stessa causa fenomeni equivalenti
validità dell’induzione fino a prova contraria (ovvero nuovi fenomeni scoperti che la contraddicono)
dimostra la parità dello spazio
= uguaglianza per simmmetria/riflessione
descrivi le coordinate polari
Sistema di coordinate che utilizza la distanza da un punto fisso e un angolo per determinare la posizione di un punto in un piano.
descrivi le coordinate sferiche
Coordinate utilizzate in un sistema tridimensionale per descrivere la posizione di un punto attraverso un raggio e due angoli.
cos’è una trasformazione di simmetria?
Una trasformazione che mantiene le proprietà geometriche di un oggetto, come la sua forma e dimensione, includendo riflessioni, rotazioni e traslazioni.
dimostra che la traiettoria di un proiettile è una parabola
Si parte dall’equazione del moto lungo l’asse delle x, x(t) = x0 + v0t.
Se x0 = 0, x(t) = v0xt
ricavo t = x/v0x
pongo a sistema le due equazioni del moto sui due assi cartesiani e sostituisco la t nell’equazione delle y: trovo che la traiettoria descritta è quella di una parabola.
dimostra l’angolo che comporta una gittata massima
ISTANTE 0
Si parte dall’equazione del moto lungo l’asse delle x, x(t) = x0 + v0t.
Se x0 = 0, x(t) = v0xt
ISTANTE FINALE
ricavo la t dall’equazione sull’asse delle y con la formula risolutiva delle equazioni di secondo grado, con segno positivo. xfinale = v0xt, per cui sostituisco la t e poi raccolgo v0y. Se pongo l’altezza h = 0, quindi che il proiettile parte da terra, trovo che xf = sin2a * v02/g
Per cui xf è massima se 2a = pi/2 → a = pi/4
trova la formula di poisson dalle considerazioni sul moto circolare
Si parte da v = ω x r. Vedo v come dr/dt.
r = R ur, per cui posso anche scrivere che dur/dt = ω x ur.
Generalizzando ad un vettore qualsiasi dA(t)/dt = d/dt (A(t) * uA) = (derivata di un prodotto)
poi sostituisco duA/dt con w x uA, che moltiplicato per A(t) mi da
wA x A(t).
deduci l’equazione del moto armonico dall’eq. di secondo grado dell’accelerazione e l’equazione del moto circolare.
a = ω²x, dove a è l'accelerazione, ω è la pulsazione e x è lo spostamento. Questa equazione descrive il moto di un oscillatore armonico semplice, in cui l'accelerazione è proporzionale e opposta allo spostamento dalla posizione di equilibrio.
La vedo come un’equazione di secondo grado (d2x/dt2 = -ω²x), che risolvo con la formula risolutiva x(t) = c1sen(ωt + φ) + c2cos(ωt + φ), dove c1 e c2 sono costanti determine dalle condizioni iniziali.
c1 = v0/w
c2 = x0
per cui x(t) = v0/w sen(wt) + x0 cos(wt)
x(t) = A sen (wt + phi) = A senwt cos(phi) + A coswt sen(phi)
Quindi, mettendole a confronto, trovo che:
x0 = A sen(phi)
v0 = wA cos(phi)
tg(phi) = w x0 / v0
A = sqrt(x02 + v02/w)
x(t) = Rcoswt = Rsen(wt + pi/2)
y(t) = Rsenwt
relazione velocità-posizione
inizia da v dv = v dv (dt/dt) = v a dt = a v dt = a dx
poi si integra tra 0 e t, per cui 1/2(v2 - v02) = a (x-x0)
v = sqrt(v02 + 2a(x-x0))
moto con attrito viscoso
a = -kv. Vedo a come dv/dt, poi riordino:
dv/v = -k dt
integro tra 0 e t:
ln v/v0 = -kt
v/v0 = e-kt
v(t) = v0 e-kt
mentre x(t) = x0 + integrale tra 0 e t di v0 e-kt dt = x0 + v0/k (1 - e-kt)
per grandi t → x0 + v0/k
prodotto scalare
prodotto vettoriale
deduci la dipendenza tra velocità angolare e velocità tangenziale nel moto circolare
scrivi l’equazione del moto armonico e deriva il periodo da essa
trova la formulazione dell’accelerazione nel moto circolare
cos’è la forza?
È un’interazione che può modificare lo stato di moto o la forma di un corpo.
spiega il primo principio di Newton
Anche detto legge d’inerzia, ci dice che esistono dei sistemi di riferimento INERZIALI per cui un corpo non soggetto a forze permane indefinitivamente nel suo stato di quiete o moto rettilineo uniforme.
spiega il secondo principio di Newton
spiega cosa succede se agiscono delle forze su di un corpo.
L’applicazione di una forza risulta alla variazione del moto del corpo, per cui comporta un’accelerazione o decelerazione.
Al moto però si oppone la massa inerziale, per cui l’accelerazione è direttamente proporzionale alla forza e inversamente proporzionale alla massa inerziale.
F = ma
Spiega in modo DEDUTTIVO il secondo principio di Newton
Posso vedere la relazione F = ma come un’equazione differenziale: F = m d2x/dt2
So che la soluzione di questa equazione è data dalla velocità e dallo spostamento iniziali, e che la forza dipende da spostamento, velocità e tempo. Conoscendo la forza in tutti gli istanti di tempo considerati posso determinare la legge oraria del corpo soggetto a tale forza.
spiega in modo INDUTTIVO la seconda legge di Newton
Conoscendo massa e accelerazione nel tempo, posso indurre la forza che causa tale spostamento. Ciò è stato fatto con le orbite dei pianeti di Keplero, con le quali Newton indusse la legge di gravitazione universale. Oppure con le perturbazioni del moto dei pianeti, che hanno portato Adams e Le Verrier a indurre la presenza di un’altro pianeta, Nettuno.
spiega il terzo principio di newton e un possibile equivoco
Se un corpo esercita una forza (azione) su di un corpo, esso eserciterà una forza uguale e contraria (reazione, 1° proprietà) lungo la stessa retta d’azione (2° proprietà).
Un possibile equivolo sarebbe: ma quindi niente si può muovere!
Prendiamo il caso di un blocco legato ad una fune, che viene tirata fino a far spostare il blocco. la forza esercitata dalla fune ha un punto di applicazione diverso da quella esercitata dal blocco, una si trova sulla fune e l’altra sul blocco. Quindi, considerando solo il blocco per esempio, abbiamo che la forza che agisce su di esso è solo quella della fune, e viceversa.
Cos’è il determinismo Newtoniano?
Il determinismo newtoniano afferma che conoscendo con esattezza lo stato iniziale di un sistema (cioè le posizioni e le velocità di tutte le particelle) e le leggi fisiche che lo governano, è possibile prevedere con certezza tutto ciò che accadrà in futuro, così come risalire a tutto ciò che è accaduto nel passato.
Data un’equazione m d2x/dt2 = F, date le condizioni iniziali x0 e v0 e nota F nel tempo, esiste una sola funzione x(t) che soddisfa l’equazione.
Quindi il futuro (e il passato) del corpo è completamente determinato.
Dimostrami la conservazione di quantità di moto
Parto da un punto P, a cui viene impressa una forza F. So che
p = mv
derivo
(*) dp/dt = m dv/dt = ma = F (per il secondo principio)
Se ho due corpi che interagiscono, per il 3° principio ho che (£)
F12 = F21
Per (*) F12 = dp1/dt, mentre F21 = dp2/dt
Allora, quando vengono sommate, d(p1 + p2)/dt = F12 + F21 = 0
Quindi la quantità di moto totale p = p1 + p2 è costante e si conserva nel tempo
dimostra la base fenomenologica della 1° proprietà del 3° principio di Newton
Si dimostra tramite la conservazione della quantità di moto durante un urto elastico.
dimostra la conservazione del momento angolare
dL0 /dt = d(OP x p)/dt = dOP/dt x p + dp/dt x OP = v x p + OP x F
dove
v x p = 0 perchè v//p
OP x F = Mo (momento della forza)
Quindi Mo = dLo/dt
considero Lo = Lo1 + Lo2
derivo:
d(Lo1 + Lo2)/dt = OP1 x F12 + OP2 x F21
che per il 3° principio sarebbe
(OP1 - OP2) x F12 = P1P2 x F12 = 0 perchè parallele
Quindi dL0 /dt = 0 → L0 totale si conserva
dimostra che Mo = dLo/dt
dL0 /dt = d(OP x p)/dt = dOP/dt x p + dp/dt x OP = v x p + OP x F
dove
v x p = 0 perchè v//p
OP x F = Mo (momento della forza)
Quindi Mo = dLo/dt
cosa dice il teorema di Noether?
Se un sistema ha una simmetria continua che dipende da n parametri, allora esistono n qantità fisiche associate che si conservano.
Con deboli assunzioni Noether trovò che la conservazione della quantità di moto è dovuta all’omogeneità dello spazio, mentre la conservazione del momento angolare è dovuta all’isotropia dello spazio.
differenza tra massa inerziale e massa gravitazionale?
La massa inerziale misura la resistenza di un corpo all’accelerazione quando sottoposto a una forza (F = mi·a).
La massa gravitazionale misura quanto un corpo subisce o produce forza gravitazionale (Fp = mg·g o legge di gravitazione universale).
Esperimenti mostrano che sono numericamente uguali (principio di equivalenza), per cui tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione in assenza di attrito.
Considerazioni sulla forza peso?
La forza peso è la forza con cui la Terra attrae un corpo di massa m verso il suo centro:
P=mg
È diretta verso il basso (verso il centro della Terra) ed è un caso particolare della forza gravitazionale, valida vicino alla superficie terrestre dove g è quasi costante.
spiegami la reazione vincolare normale
È la forza esercitata da una superficie perpendicolarmente al contatto con un corpo, che impedisce a quest’ultimo di penetrarla. In assenza di altre forze verticali, bilancia il peso (N=P).
spiega la tensione esercitata su un filo
È la forza trasmessa lungo un filo o una corda tesa, diretta sempre verso l’interno del filo (tirando gli estremi). In un filo ideale (massa trascurabile e inestensibile) la tensione è la stessa in ogni punto.
tre leggi di Amontons e Coulomb
Quando il corpo è fermo:
Fs < μsN
le superfici iniziano a scorrere se:
Fs = μsN
se le due superfici scorrono, l’attrito dinamico:
Fd = μdN
0 < μd < μs < 1
da cosa è originato l’attrito?
Deriva da irregolarità microscopiche delle superfici e da interazioni molecolari tra i punti di contatto. Anche superfici “lisce” presentano asperità che si incastrano e richiedono forza per essere superate.
Più sono i frattali in contatto, più l’attrito sarà forte.
Spiega la formula dell’attrito viscoso
Per velocità piccole, la forza viscosa è proporzionale alla velocità:
Fv = −bv - b’ v |v|
-bv è il coefficiente viscoso, che dipende dal fluido e dalla forma del corpo. Il segno meno indica che la forza si oppone al moto.
- b’ v |v| è dovuto alla formazione di vortici
spiega la forza elastica
È la forza con cui un corpo elastico tende a ritornare alla forma iniziale quando viene deformato. Segue la legge di Hooke:
F = −kΔx
dove k è la costante elastica e Δx l’allungamento o la compressione.
cos’è un oscillatore armonico?
È un sistema in cui la forza è proporzionale allo spostamento e diretta verso la posizione di equilibrio:
F=−kx
e segue la legge oraria:
x(t) = A sen (wt + phi)
Esempi: massa su molla, pendolo per piccole oscillazioni. Il moto risultante è armonico semplice, con oscillazioni sinusoidali
Come funziona il pendolo semplice?
È costituito da una massa puntiforme appesa a un filo inestensibile e senza massa, di lunghezza L. Oscilla sotto l’azione della componente tangenziale del peso.
dimostra la formula dell’accelerazione del pendolo semplice
v(t) = v(t) uT (t)
uT = (cosa, sina)
calcolo la derivata della velocità
dv/dt = dv/dt uT + duT/dt v
duT/dt = (da/dt -sena, da/dt cosa) = da/dt (-sena, cosa) = da/dt uN
per il moto circolare v = dx/dt = L da/dt
quindi da/dt = v/L
l’accelerazione è quindi
a = dv/dt = dv/dt uT + duT/dt v = dv/dt uT + v/L uN v = dv/dt uT + v2/L uN
qual è l’equazione per il moto di un pendolo semplice?
equazione di Newton:
mi a = T + mg g
lungo la direzione tangenziale:
mi L d2a/dt2 = -mg g sena
lungo la direzione normale:
mi L d2a/dt2 = T - mg g cosa
Concentrandomi sull’equazione tangenziale posso effettuare l’approssimazione per piccole oscillazioni, semplificando sina con a:
d2a/dt + mg/mi g/L a = 0
che è la classica equazione per l’oscillatore armonico, che ha pulsazione:
w = sqrt(mg/mi g/L) = sqrt(g/L)
e periodo:
T = 2pi/w
Cosa s’intende per approssimazione delle piccole oscillazioni?
Quando l’angolo di oscillazione θ è piccolo, si può approssimare sinθ≈θ (in radianti). Questo linearizza l’equazione del moto, che diventa quella di un oscillatore armonico semplice.
spiega come Varignon ha capito l’additività della forza
trova la formula del primo termine della forza viscosa
trova l’equazione del moto di una molla
qual è la forma generale e quella integrale della seconda legge di Newton?
forma integrale → teorema dell’impulso
qual è la quantità che si conserva come conseguenza dell’omogeneità del tempo per il teorema di Noether?
l’energia
definizione di lavoro e le sue proprietà
Il lavoro di una forza è il prodotto scalare tra la forza e lo spostamento del punto di applicazione.
dW = F dx = F ds cosa
generalizzando:
WAgammaB = intAgammaB (F dx) = intAB (F(x) dx)
le sue proprietà sono:
intAB (F(x) dx) = -intBA (F(x) dx)
AgamaB U BgammaC = AgammaC
cos’è la potenza? Cosa dice la legge della potenza? con dimostrazione
la potenza è il lavoro per unità di tempo
P = F*v
LEGGE DELLA POTENZA: P = dK/dt
DIM:
dK/dt = d/dt m v*v/2 = mv dv/dt = F*V = P
dammi la definizione di energia cinetica
K = ½ m v2 = p2 / 2m
E’ l’energia correlata allo spostamento
enuncia il teorema delle forze vive e dimostralo
il teorema delle forze vive ci dice che il lavoro compiuto per spostare un corpo dalla posizione A alla posizione B è uguale alla differenza di energia cinetica nei punti B e A. WAgammaB = K(B) - K(A), che è come dire int di AgammaB di F dx = ½ m v2 (B) - ½ m v2 (A).
DIMOSTRAZIONE:
parto dal secondo principio di Newton, che ci dice che F = ma = m dv/dt.
Assumo x(t0) = A, x(t1) = B
WAgammaB = intt1t0 ( F dx/dt dt) = intt1t0 ( m dv/dt v(t) dt)
So che dv2/dt = d(v*v)/dt = v dv/dt + dv/dt v = 2 dv/dt v
per cui intt1t0 ( m/2 dv2/dt dt) = mv2/2 (x(t1) - mv² /2 (x(t0)) = mv²/2 (B) - mv²/2 (A)
spiega cos’è una forza dissipativa e fanne un esempio
Una forza dissipativa è una forza che compie SEMPRE lavoro negativo (e quindi dissipa energia cinetica).
ESEMPIO: forza d’attrito dinamico
WAgammaB = intAgammaB (Fd * dx) = int (Fd ds cosθ) = int (mud N ds cosθ) = -mudN intAgammaB (ds) = = -mudN | AgammaB |
Per cui, per il teorema delle forze vive ho che la velocità in B è sempre inferiore alla velocità in A e il lavoro compiuto è sempre negativo.
dimmi la definizione di forza posizionale e degli esempi
Una forza F (x, dx/dt, t) si dice posizionale se dipende solo da x.
ESEMPI: forza peso, forza elastica
Quando una forza posizionale si dice anche conservativa?
Quando il lavoro compiuto da questa forza non dipende dal cammino scelto, ma solo dalla posizione degli estremi.
Nabla = ? qual è la proprietà delle derivate parziali che serve a diostrare il teorema dell’energia potenziale?
Nabla = (d/dx, d/dy, d/dz) tutte derivate parziali
PROPRIETA’:
(derivate totali) df(x(t), y(t))/dt = df(x(t), y(t))/dx dx/dt + df(x(t), y(t))/dy dy/dt (derivate parziali)
enuncia il teorema dell’energia potenziale e dimostralo (=>)
Se una forza è posizionale e conservativa, allora esiste una funzione scalare U(x) detta ENERGIA POTENZIALE definita a meno di una costante tale che
WAgammaB = -(U(B) - U(A))
F(x) = -nabla U(x)
DIMOSTRAZIONE a meno di una costante
Fisso un punto P0 arbitrario e siano x le coordinate del punto P. Sia P0gammaP
definisco U(x) = -intP0gammaP(F dx) = -intP0gammaA(F dx) = U(A)
Se F è conservativa → U(x) non dipende dal tragitto scelto tra P0 e P. Calcolo:
-(U(B) - U(A)) = intP0gammaB(F dx) - intP0gammaA(F dx) = intP0gammaB(F dx) + intAgammaP0(F dx) = intAgammaB(F dx)
Definisco poi P1 e denoto U1(x) = - intP1gammaP(F dx) (*)
Scelgo P1gammaP = P1gammaP0 U P0gammaP, quindi
(*) = - intP1gammaP0(F dx) - intP0gammaP(F dx) = C + U(x)
DIMOSTRAZIONE 2
prendo in considerazione Fx = dU/dx
dU(x)/dt = lim U(x+Δx, y, z) - U(x, y, z) / Δx per Δx→0 (%)
Dalla dim. 1 abbiamo dimostrato che U(x+Δx, y, z) - U(x, y, z) = - int(x+Δx, y, z)(x, y, z) (F dx) = int(x+Δx)x (Fx (x’, y, z) dx) = (teo. valore intermedio) = -Fx (x(ξ), y, z) Δx
dove x’ = x(ξ) compreso tra x e x+Δx
per cui (%) = lim - Fx (x(ξ), y, z) Δx / Δx per Δx →0 = - Fx (x, y, z).

enuncia il teorema dell’energia potenziale e dimostralo (<=)
Se esiste una funzione scalare U(x) tale che F(x) = -nabla U(x), allora F è conservativa
DIMOSTRAZIONE
pongo x(t0) = A, x(t1) = B
WAgammaB = intAgammaB (F dx) = intAgammaB ( - nabla U(x) dx) =
-intAgammaB (dU/dx dx + dU/dy dy + dU/dz dz) = -intt0t1 ( dU/dx dx/dt + dU/dy dy/dt + dU/dz dz/dt) dt = -intt0t1 (dU(x(t))/dt dt) =
-(U(x(t1)) - U(x(t0))) = -(U(B) - U(A))
Quindi il lavoro è indipendente dal percorso → F è conservativa
A cosa equivale l’energia meccanica?
EM = K + U
enuncia il teorema di conservazione dell’energia meccanica e dimostralo in due modi
Se un punto materiale è soggetto a forze conservative, la sua energia meccanica sarà costante nel tempo, cioè verrà conservata.
DIMOSTRAZIONE 1
WAgammaB = (teo. forze vive) = K(B) - K(A) = (F conservativa) = - (U(B) - U(A))
quindi
WAgammaB = K(B) + U(B) = K(A) + U(A)
DIMOSTRAZIONE 2
utilizzo la legge della potenza:
dK/dt = F v = (F conservativa) = -nabla U(x) dx/dt = - [ dU/dx dx/dt + dU/dy dy/dt + dU/dz dz/dt ] =
= - d/dt (U(x(t)))
per cui dK/dt + dU/dt = 0 → d(K + U)/dt = 0
cosa succede quando si considera la conservazione dell’energia meccanica per i moti unidimensionali?
La forza conservativa dipende da una sola coordinata e la conservazione dell’EM è uguale alla equazione di Newton F = ma
Abbiamo già dimostrato che F = ma = dEM/dt = 0
Dimostriamo il viceversa, ovvero che se F(x) = - dU(x) / dx e quindi se
EM = ½ m v2 (t) + U(x) = costante
allora vale F = ma
DIMOSTRAZIONE
derivando EM rispetto al tempo
0 = dEM/dt = m dv/dt v + dU/dx dx/dt = (ma + dU/dx)v = 0
per cui ma = - dU/dx = F
elenca i vari punti di equilibrio possibili nei diagrammi energia
punto di equilibrio STABILE:
se x0 è un minimo. Infatti, espandendo U(x) in serie di Taylor fino al 2° grado attorno a x0 , avremmo:
U(x) = U(x0) + dU/dx (x0)(x-x0) + ½ d2U/dx2 (x0)(x-x0)
dove U(x0) è costante e il secondo termine = 0
per cui F = - dU(x)/dx = - d2U(x0)/dx2 (x-x0) (*)
cioè: forza NEGATIVA se x-x0 è positivo e viceversa, per cui per piccoli spostamenti da x0 la forza tende a riportare il punto verso x0
(*) è l’equazione dell’oscillatore armonico con pulsazione w = sqrt(1/m d2U(x0)/dx2)
punto di equilibrio INDIFFERENTE:
se in un intorno di x0 U(x) è costante (dU(x0)/dx = 0)
Se il punto viene spostato da x0 sarà comunque in equilibrio, perché F = 0
punto di equilibrio INSTABILE:
se x0 è un massimo. Infatti per piccoli spostamenti la forza è diretta in verso opposto a x0, quindi il punto tenderebbe ad allontanarsi da x0
Spiega la retta costante nei diagrammi energia
Questa retta costante rappresenta l’energia meccanica.
Dato che EM = K + U, e K >= 0 → EM >= U
Per cui i luoghi del grafico in cui l’energia potenziale è maggiore dell’energia meccanica non sono fisicamente possibili, e quindi sono da scartare.
Negli estremi delle regioni in cui EM >= U, EM = U per cui K = 0
Ma, non essendo punti di equilibrio, il corpo risente di una forza nel verso opposto da quello da cui è giunto.
Inoltre, se ci sono più regioni sconnesse con EM >= U, il punto rimane nella regione iniziale: non può “fare salti” da una regione all’altra
Se la regione con EM >= U ha un solo estremo (l’altro è all’infinito) l’unico moto possibile è quello che arriva dall’infinito, raggiunge l’estremo, inverte il suo verso e poi ritorna all’infinito
Infine, se EM > U per tutto il grafico, senza quindi punti d’incontro, il moto del corpo va da infinito a infinito in un verso o nell’altro.
cos’è una forza centrale?
è una forza diretta lungo la congiungente ad un punto fissato, detto centro, il cui modulo dipende solo dal vettore r che va dal punto di applicazione al centro
cos’è una forza centrale a simmetria sfrica e qual è la differenza con una forza semplicemente centrale?
è una forza il cui modulo dipende da r(vett) solo tramite il modulo di r.
La differenza sta nel fatto che la forza semplicemente centrale può dipendere anche da altre variabili quali il tempo o altri parametri.
Enuncia e dimostra il teorema che dice che le forze centrali sono conservative se e solo se…
sono a simmetria sferica.
DIMOSTRAZIONE simmetria sferica => conservative
Calcoliamo il lavoro infinitesimo fatto da F con uno spostamento dx:
dW = F(r ) ur * dx = F(r ) ds cosθ = F(r ) dr
WAgammaB = intAgammaB F dx = intAgammaB F(r ) dr che riscrivo in maniera furba:
intrArB d/dr [ int0r F(r’) dr’] dr = intrB F(r’) dr’ - intrA F(r’) dr’
-intr = |x| F(r’) dr’ = U(x) è la differenza di energia potenziale in due punti → funzione scalare che mi dà esattamente il lavoro lungo il cammino per andare da un punto all’altro → F è conservativa
DIMOSTRAZIONE centrale conservativa => simmetria sferica
Consideriamo un cammino composto da due archi centrati in C infinitesimamente vicini. Dato che F è sempre diretta verso C, ortogonalmente agli archi, esis non danno contributo al lavoro
{ W1AgammaB = F (r, θB)dr
{W2AgammaB = f (r, θA) dr
Se F è conservativa, W1AgammaB = W2AgammaB →
→ F(r,θB) dr = F(r,θA)dr
Cioè F non dipende da θ, ma solo da r
elenca le coseguenze di avere una forza centrale F e un momento angolare LC rispetto al centro
dLC/dt = r x F = 0 perché F // r → LC è costante
la direzione di LC è costante, allora r e v giacicono sullo stesso piano → la traiettoria di P è PIANA
poichè il verso di LC è costante il moto avviene sempre lungo lo stesso verso (se cambiasse da v a -v il verso di LC cambierebbe)
definisco VELOCITA’ AEREOLARE l’area A spazzata dal raggio vettore del punto materiale soggetto a F nell’unità di tempo:
dA/dt = costante
infatti dA = ½ r v dt sinθ (area rettangolo) = ½ |r x v| dt
per cui dA/dt = ½ |r x v| = ½ 1/m |LC| = costante.
cos’è la relatività galileiana?
La relatività galileiana afferma che le leggi della meccanica sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali, ovvero sistemi che si muovono a velocità costante l'uno rispetto all'altro. Questo significa che non è possibile distinguere, attraverso esperimenti condotti all'interno del sistema, se si è in quiete o in moto rettilineo uniforme.
cos’è la trasformazione di galileo?
è un’equazione che ci permette di calcolare la posizione di un corpo per diversi sistemi di riferimento inerziali.
x(t) = x’(t) + vO’ t
x’(t) è la posizione del corpo rispetto l’origine del sistema O’
vO’ t è la velocità con la quale il sistema O’ si allontana dal sistema O moltiplicata per lo scalare t.
cos’è un sistema di riferimento inerziale?
è un sistema che si muove rispetto ad un secondo di moto rettilineo uniforme, quindi senza alcuna accelerazione.
Se un sistema si muove di moto rettilineo uniforme (ed è quindi inerziale), tutti gli altri sistemi che si muovono di moto rettilineo uniforme rispetto ad esso sono inerziali.
quali sono le conseguenze della trasformazione di galileo sulle posizioni?
l’addizione delle velocità; basta derivare tutto rispetto a t
x(t)/dt = x’(t)/dt + vO’ t/dt
v = v’ + vO’
l’addizione delle accelerazioni; basta derivare una seconda volta rispetto a t
a = a’
l’accelerazione vista da due sistemi di riferimento è la stessa
ricava la formula della velocità relativa tramite la generalizzazione della trasformazione di galileo
pochi passaggi ma importanti:
deriva l’equazione generate x = x’ + xO’ rispetto a t
v = dx’/dt + vO’
vedo x’ = x’ux + y’uy + z’uz
per cui la derivata
dx’/dt = (dx’/dt ux + dy’/dt uy + dz’/dt uz) + (x’ dux/dt + y’ duy/dt + z’ duz/dt)
ricordo la FORMULA DI POISSON, per cui dux/dt = w x ux:
quindi v = v’ + vO’ + w x x’
dove v’ è la velocità del corpo rispetto O’, vO’ è la velocità del sistema O’ rispetto al sistema O e v è la velocità del corpo rispetto al sistema O.
w è la velocità angolare
v’ = velocità relativa
vO’ + w x x’ = velocità di trascinamento
ricava la formula dell’accelerazione relativa tramite la generalizzazione della trasformazione di galileo
derivo due volte x = x’ + xO’ rispetto a t:
dv/dt = d/dt(v’ + vO’ + w x x’) =
→ a = a’ + w x v’ + aO’ + d(w x x’)/dt
→ a = a’ + w x v’ + aO’ + dw/dt x x’ + w x dx’/dt
→ a = a’ + w x v’ + aO’ + α x x’ + w x (v’ + w x x’)
→ a = a’ + aO’ + w x (w x x’) + α x x’ + 2 w x v’
tengo conto che
d2x’/dt2 = a’ = d2x’/dt2 ux + d2y’/dt2 uy+ d2z’/dt2 uz
e che la derivata di un vettore si svolge con la formula di poisson dux/dt = w x ux
accelerazione relativa
accelerazione di trascinamento
dove w x (w x x’) è dovuto alla rotazione di O’x’y’z’ rispetto a Oxyz, α x x’ è dovuto alla variazione del tempo di w
accelerazione di Coriolis
unico termine che dipende da v’, ed è sempre ortogonale ad essa.
parla dell’accelerazione di coriolis nel dettaglio
la forza di coriolis è una forza fittizia che avviene quando un oggetto si muove in un sistema di riferimento NON INERZIALE che ruota attorno ad un suo punto. Un osservatore solidale a quel sistema osserverà gli oggetti che dovrebbero muoversi di moto rettilineo uniforme muoversi invece lunto una traiettoria deviata.
EFFETTI SULLA TERRA:
caduta libera: gli oggetti in caduta libera risentono sia della forza centrifuga che della forza di Coriolis, che ne disturbano il moto. In particolare, gli oggetti non cadono esattamente perpendicolarmente al suolo sottostante, ma la traiettoria viene leggermente spostata verso EST.
aerei: un aereo che viaggia dall’equatore al polo nord deve tener conto che se compie una traiettoria rettilinea si troverà più a est di quanto immagina. Dall’equatore al polo sud si troverà pù a ovest.
parla del pendolo di Foucault
Foucault allestì un esperimento che si basa sull’accelerazione di Coriolis per dimostrare la rotazione terrestre. Costruì un pendolo lungo quasi 70 metri con all’estremità una sfera di ottone di 28kg appeso al pantheon.
Con il passare del tempo, la traiettoria di oscillazione del pendolo (che in sistemi inerziali sarebbe rimasta identica) è ruotata verso destra, il che coincide con l’effetto di Coriolis nell’emisfero boreale.
dimostra la periodicità di rotazione del pendollo di foucault
in un sistema inerziale avrei:
L d2θ/dt2 + ω2 L θ = 0
d2r/dt2 + ω2 r = 0
ma dato che la terra non lo è, correggo la seconda equazione:
d2r/dt2 + ω2 r’ -2(Ω x v’) = 0 (*)
e introduco la velocità angolare della terra Ω, l’altitudine a (angolo equatore-centro terra-pendolo), l’asse z lungo la congiungente centro-pendolo:
Ω = Ω cos(pi/2 - a) uz’ + Ω sin(pi/2 - a) uy' =
Ω = Ω sina uz' - Ω cosa uy’
v’ = dx’/dt ux’ + dy’/dt uy’ + dz’/dt uz’
ma non siamo interessati alla componente verticale (perpendicolare al suolo), per cui elimino il termine dz’/dt.
Proietto (Ω x v’) nel piano perpendicolare a z’:
(Ω x v’) = ((Ω sina uz’ - Ω cosa uy’) x (dx’/dt ux’ + dy’/dt uy’))
= dx’/dt Ω sina uy’ - dy’/dt Ω sina ux’
Proietto (*) lungo gli assi x’ e y’:
d2x’/dt2 + ω2 x’ + 2 dy’/dt Ω sina = 0
d2y’/dt2 + ω2 ’ - 2 dx’/dt Ω sina = 0
Definisco una variabile complessa ξ data da x’ + iy’ per risolvere le due equazioni sopra:
d2ξ/dt2 + ω2 ξ - 2 i dξ/dt Ω sina = 0
Ho ottenuto un’equazione di 2° grado a coefficienti costanti, le cui soluzioni sono:
ξ(t) = eλt
λ soddisfa l’eq. caratteristica λ2 - λ 2i Ω sina + ω2 = 0
λ = i Ω sina ± sqrt(- Ω2 sin2a - ω2)
= i [Ω sina ± sqrt(Ω2 sin2a + ω2) ] trascurabile
= i Ω sina ± iω
quindi la soluzione precedente sarebbe:
ξ(t) = eiΩ sina t² (c1 eiwt + c2 e-iwt)
verde: termine che causa la lenta rotazione del piano d’oscillazione
blu: termina che causa l’oscillazione normale del pendolo
Oltre all’oscillazione c’è quindi una rotazione nel piano x’ y’ con periodicità
T = 2 pi / Ω sina
e so che Ω = 2pi/24h
T = 24h / sina
dammi la definizione di baricentro
il baricentro o centro di massa del sistema è il punto geometrico di coordinate
rCM = sum(mi ri) / sum(mi)
oppure, con la massa totale M
rG = 1/M * sum(mi ri)
la velocità del baricentro è
vCM = sum(mi vi) / M = p/M
arriva ad enunciare la prima eq. cardinale della dinamica
la velocità del baricentro è
vCM = sum(mi vi) / M = p/M
differenziando rispetto al tempo:
dp/dt = M aG = sum(mi ai) = Fi (*)
abbiamo ricavato l’equazione m ai = Fi , ma conviene vedere la forza totale come una somma di forza esterna al sistema FiE e una fora interna dovuta alle particelle circostanti FiI.
Fi = FiI + FiE
Per il 3° principio di newton per ogni azione del punto i-esimo sul punto j-esimo Fji corrisponde una reazione uguale e contraria del punto j-esimo esercitata sul punto i-esimo Fij = -Fji
Essendo la somma vettoriale INDIPENDENTE dal punto di applicazione, abbiamo che FiI = sumi=/=j (Fij) e che quindi
sumi=1N(FiI) = sumi,j = 1N(Fij)
DIMOSTRAZIONE (1 ver)
sumi<j(Fij) + sumj<i(Fij) =
= sumi<j(Fij) - sumj<i(Fji)
dato che la somma è indipendente dal nome delle variabili su cui si somma, posso scambiare la i e la j nel secondo termine:
sumi<j(Fij) - sumi<j(Fij)
DIMOSTRAZIONE (2 ver)
fisso una coppia i, j e considero solo le forze che coinvolgono i e j
Fij + Fji = (3° princ) = Fij - Fij = 0
quindi (*) sarebbe
dp/dt = sum(mi ai) = (2° princ) = sum(FiI + FiE) = sum FiE = FE
cosa dice il teorema del moto del baricentro? Qual è una sua conseguenza?
il baricentro si muove come un punto materiale in cui sia concentrata tutta la massa del sistema e su cui agisce la risultante delle forze esterne.
La sua conseguenza afferma che per conoscere il moto del baricentro è sufficiente conoscere le forze esterne che agiscono su di esso.
come si effettua il passaggio da un insieme di elementi discreti a un insieme continui di infinite particelle?
basta scomporre il volume in moltissimi volumetti infinitesimi e passare da sommatorie a integrali:
limΔV→0 sum(ΔVi ρ(ri) ri) = 1/M ∫ ρ(ri) ri dV
spiega come arrivare alla seconda equazione cardinale della dinamica
Ho un polo O e un vettore rO che descrive le coordinate di O rispetto l’origine del sistema.
Il momento angolare rispetto ad O è dato da
Lo = sum LOi = sum (OPi x pi)
derivo:
dLo/dt = sum d/dt(OPi x pi) =
= sum (dOPi/dt* pi + OPi *dpi/dt) (#)
d/dt OPi = vi - vo
(#) diventa sum (vi - vo) x pi + OPi x Fi
Ma vi x pi = 0 perché paralleli, quindi
-vo x pi + OPi x (sum(FiI + FiE))
dimostro che posso eliminare le forze interne:
sumi,j OPi Fij = sumi<j OPi x Fij + sumj<i OPi x Fij
adesso cambio i con j e j con i
= sumi<j OPi x Fij + sumi<j OPi x Fij = (1° parte 3° princ)
= sumi<j (OPi x Fij - OPj x Fij) = sumi<j (OPi - OPj) x Fij =
= sumi<j PjPo x Fij = 0 perché Fij // PjPi
Quindi, riprendendeo il discorso di prima
dLo/dt = - vo x pi + OPi x (sum(FiI + FiE)) =
= - vo x pi + sum(OPi x FiE) = -vo x p + ME
Questa equazione si semplifica con solo dLo/dt = ME se:
O è fisso (vo = 0)
il baricentro è fisso (p = mvCM = 0)
vo // vCM
O corrisponde con il centro di massa
spiega la differenza tra ‘nel CM’ e ‘del CM’ e come preferisce distinguerli il prof
una scrittura del tipo v* indica nel CM, ovvero la velocità osservata dal sistema del CM.
una scrittura del tipo vCM indica la velocità complessiva del CM visto dall’esterno, e viene chiamato del CM
spiega e dimostra il teorema di Konig per il momento angolare
connette il momento angolare rispetto al polo O e quello rispetto al CM. Il teorema ci dice infatti che:
Lo = rCM x p + (LCM)*
il momento angolare rispetto un arbitrario polo O = momento angolare del CM + momento angolare rispetto al CM.
DIMOSTRAZIONE
so che ri = ri* + rCM e che vi = vi* + vCM
Lo = sum (ri x mi vi) =
= sum ((ri* + rCM) x mi (vi* + vCM))
= sum (ri* x mi vi*) + rCM x sum(mi vi*) + sum (miri*) x vCM + rCM x MvCM
si eliminano perche p* = 0 e miri* = 0
sum (ri* x mi vi*) = LCM*
rCM x MvCM = rCM x p
Ho dimostrato che Lo = LCM* + rCM x p
spiega e dimostra il teorema di Konig per l’energia cinetica
l’energia cinetica totale K è la somma dell’energia cinetica DEL CM e dell’energia cinetica NEL CM
K = ½ M vCM2 + K*
DIMOSTRAZIONE
K = sum ( ½ mi vi vi) = sum ( ½ mi (vi* + vCM) (vi* + vCM))
= ½ sum (mi vi*2 ) + ½ vCM sum(mi vi*) + ½ vCM sum(mi vi*) + ½ sum(mi vCM * vCM)
si eliminano perché p* = 0
½ sum (mi vi*2 ) = K*
½ sum(mi vCM * vCM) = ½ M v2CM
dammi la definizione di corpo rigido
Un corpo si dice rigido se la distanza tra qualsiasi sua coppia di punti è fissa. Ciò è dovuto ai legami interatomici che tengono fermi gli atomi.
quanti gradi di libertà ha un corpo rigido?
Fissato un punto A nel corpo rigido, abbiamo 3 coordinate (xyz).
Fissato un secondo punto B esso ha 2 gradi di libertà, perché ha distanza fissa da A.
Fissato un terzo punto C esso ha 1 grado di libertà, perché può solo che ruotare attorno la congiungente A-B.
Quindi in totale un corpo rigido ha 3 + 2 + 1 = 6 gradi di libertà
quali sono i tipi di moto che può compiere un corpo rigido? Dimostra che la velocità angolare è la stessa in tutto il corpo
in generale il moto è una successione di coppie rotazione + traslazione infinitesime. In generale l’asse di rotazione cambia nel tempo, infatti viene detto asse di rotazione ISTANTANEO.
Quindi basta conoscere la velocita e la velocità angolare rispetto un asse del corpo per conoscere il suo moto in un istante.
La velocità dipende dalla posizione della particella del corpo rispetto all’asse di rotazione, ma la velocità angolare no perché descrive l’angolo spazzato in un certo tempo.
DIMOSTRAZIONE
Scelgo due punti all’interno del corpo, P e Q, mentre O è il punto per cui passa l’asse di rotazione, allora:
vP = vo + w x OP
vQ = vo + w x OQ
vP - vQ = w x (OP-OQ = w x QP
quindi vP = vQ + w x QP
per cui la velocità angolare è la stessa anche se ho scelto l’asse che passa per Q.
posizione del centro di massa per un corpo rigido?
dato che ρ = dm/dV e che m = ∫dm = ∫ρdV
rCM = ∫rdm/∫dm = ∫rρdV/ ∫ρdV = 1/m ∫rρdV
se il corpo è OMOGENEO, quindi con ρ costante:
rCM = ρ/m ∫rdV
quali sono le condizioni necessarie affinché avvenga l’equilibrio?
la somma vettoriale di tutte le forze esterne deve essere nulla, così come la somma di tutti i momenti delle forze esterni
quanti gradi di libertà ci sono nelle rotazioni attorno ad un asse fisso?
quando fisso un punto dell’asse perdo tre gradi di libertà, mentre se ne fisso un’altro (andando quindi a determinare l’asse di rotazione) ne perdo altri 2.
Dai sei gradi di libertà iniziali ne tolgo 5, per cui servirà un’unica equazione per determinare il moto di rotazione attorno ad un asse fisso.
rotazioni intorno ad un asse fisso: determina il momento assiale
uso la seconda equazione cardinale dLo/dt = Mo
moltiplicandola per il versore uz ottengo
dLz/dt = dLo uz/dt = Mo uz = Mz
Mi ricavi la seconda equazione cardinale della dinamica per le rotazioni attorno a un asse fisso (z), partendo dal calcolo del momento angolare del singolo elemento di massa dm signorinaaaaaaaaaaaaa
rotazione di un punto P con asse di rotazione z e origine sopra la circonferenza tracciata da P.
So che ogni elemento ruota con velocità v = w x R (w perp. R)
Inoltre il momento angolare di dm è
dL = r x p = r x dm v = r dm v uT = r dm w R uT
uT = versore perpendicolare a r e v
dLz = dL uz = r dm w R uT ° uz ° 1 ° 1*cos(angolo compreso tra le due u)= r dm w R cos(pi/2 - θ) =
r dm w R sinθ = dm w R2
integro:
∫dLz = Lz = ∫ w R2 dm = ∫ w (x2 + y2) ρdV = Iz w
derivando:
dLz/dt = Iz d2θ/dt2 = Iz α = Mz
(non si derviva Iz perché costante rispetto al tempo.)
Nel caso di un corpo rigido in rotazione attorno a un asse fisso, come si muove il centro di massa e da quali forze è determinato il suo moto?
il moto del CM è determinato perché dista RCM dall’asse di rotazione, per cui:
aCM,T = α RCM
aCM,N = w2 RCM = v2CM / RCM
vCM = w RCM