Storia della lignua italiana- Grammatica storica

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1
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Che cosa sono foni e fonemi?

Sono i suoni concreti nell’inventario di una lingua; tra alcuni di essi vi sono i ___ che hanno un valore distintivo perchè modificano il significato della parola.

2
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Quanti fonemi vocalici possiede l’italiano e secondo quale schema sono divisi?

Sono 7, e si dividono secondo il diagramma del “Trapezio vocalico”: in base alla posizione usata della lingua per pronunciare una determinata vocale, quest’ultima sarà chiamata “palatale= verso il palato, velare= verso il velo palatino”(sempl. sinistra o destra) + “aperta” o” chiusa” se al lingua si trova più verso l’alto o il basso.

3
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Quali sono i fonemi semiconsonantici? Come si articolano?

I fonemi semiconsonantici dell’italiano sono la semiconsonante palatale [j] (jod) e la semiconsonante labiovelare [w] (wau).
Si articolano in modo simile alle vocali, ma con un restringimento degli organi fonatori maggiore rispetto a quello necessario per produrre una vocale piena; per questo sono detti suoni approssimanti.
Sono sempre atoni e precedono una vocale accentata all’interno della stessa sillaba, come in piède [ˈpjɛde] e uòmo [ˈwɔmo]

4
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Cosa sono le semivocali?

Quando “i” o “u” si trovano dopo la vocale accentata nello stesso dittongo, hanno un suono più vicino a quello di una vocale: in questo caso si chiamano semivocali.

5
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Che rapporto hanno semivocali e semiconsonanti?

Sono suoni derivati dalle vocali -i e -u, che cambiano valore fonetico in base alla posizione rispetto alla vocale accentata: se precedono la vocale accentata formano un dittongo ascendente e vengono chiamate semiconsonanti; quando seguono la vocale accentata formano un dittongo discendente e vengono chiamate semivocali.

6
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Che cos’è un dittongo ascendente e uno discendente?

il dittongo ascendente si forma con una vocale debole (i/u) e una forte accentata. il dittongo discendente si forma con una vocale forte (a/e/o) sulla sucessiva debole.

7
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Come si distinguono i 21 fonemi consonantici dell’italiano?

In sonori e nasali: sonori perchè le corde possono vibrare(sonore) o non vibrare(sorde); nasali poichè l’aria pùo passare esclusivamente dalla bocca(orali) o dal naso(nasali)

8
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Come si descrivono i fonemi consonantici?

Attraverso il luogo di articolazione e il modo di articolazione

9
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Descrivi il modo di articolazione e il luogo di articolazione

si tratta del punto all’interno della cavità orale in cui il flusso d’aria incontra un restringimento, e ne prenderà il nome in base all’organo fonatorio(labaile,labiodentale); si tratta del tipo di ostacolo che il flusso di aria incontra: occlusiva, costrittiva, affricata.

10
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Come si indica l’intensità dei fonemi?

tenui o intensi, rappresentati ripetendo il simbolo del fonema due volte.

11
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Che cos’è la i diacritica?

Quando la i ha solo valore grafico

12
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Spiega il cambiamento del sistema vocalico e la trasformazione delle vocali

Avviene il passaggio dal quantità al timbro: le vocali si riducono da 7 tra brevi e lunghe a 5 secondo lo schema.

13
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Test schema vocalico

I=I I/E= e A/A= a O=o O/U=o U=u

14
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Classifica i fenomeni del latino volgare e speigali

Monottongamento, semplificazione -NS intervocalica, caduta delle consonanti finali, -s finale in toscano

15
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Vocalismo tonico: spiega il dittongamento toscano

Consinste nel passaggio di E(breve) O(breve) in ie e uo (je Wo). Avviene solo in sillabe libere(che finiscono in vocale). Può non avvenire se:

- c’è uno spostamento dell’accento in costrutti “bene-dètto”

-nella terzultima sillaba di una parola il dittongamento potrebbe non avvenire

16
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Vocalismo tonico: spiega l’anafonesi

L’innalzamento delle vocali e/o ad i/u per influsso di consonanti.

-I tipo: e+ lj/ni FAMILIAM= fameglia =famiglia (anche se nell’esempio di “famiglia” è piu corretto indicare la palatalizzazione come fenomeno principale)

*GN

=II tipo: rigarda e/o davanti ai gruppi nasale+velare: -ng, nc,

17
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Vocalismo tonico: spiega la chiusura delle vocali toniche in iato

La resa toscana dello iato (es. “meum, viam”) avviene con la chiusura della vocale tonica.

  • Eb/E/Ib=e

  • Ob/O/Ub=u

  • non avviene se era presente una I


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Vocalismo tonico: chiusura della -e protonica

La -e tende ad alzarsi in -i, quando nella parola sono presenti suoni labiali o labiovelari, dando come riusltato le vocali e/u

-ar atono: il gruppo -ar- non accentato tende ad evolvere in -er- (MARGARITAM=margherita)

*alcunbe parole hanno vissuto una rilatinizzazione (DELICATUM=delicato con e prot.= delicato a partire dal 500









































































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Fenomeni generali 1.5

Elenca i fenomeni di aggiunta e di caduta.

Aggiunta:

-prostasi, epentasi,epitesi

Rimozione:

-afersi: ILLUM= IL-LUM= lo

-sincope: vocali atone/ alcune consonanti VIRIDEM= virdem=verde MAGISTER=Maister=maestro

-apocope: tutte le parole che terminavano in -atem/-utem

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1.5 Spiega l’assimilazione regressiva

Nel teoscano, l’incontro di consonanti diverse tra loro conosce una regressione: la seconda consonante del nesso si rende uguale a quella precedente

LACTEM=latte

DOM(*I)NAM=donna *sincope

l’incontro tra velare e sibilante ks reso x in latino ha prodotto: sibilante intensa (ss) o sibilante palatale (sg)

Raddoppiamento fonosintattico: le parole latine terminanti per consonante producono un raddoppiamento, che però non è rappresentato nella grafia.

Dissimilazione:

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