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Qual è la differenza tra Castrum e castellum?
Castrum = pezzo o ritaglio di terra che subiva il terreno anche senza una fortezza. Nasce come villaggio d’altura e solo dopo acquisisce un significato fortificatorio
Castellum = diminutivo di castrum inizialmente, poi acquisisce un suo significato
Quali altri termini hanno un’ambiguità di significato?
Vicus = villaggio di pianura
castellum = abitato d’altura
L’unica differenza è il dato altimetrico e non la presenza di un apparato fortificatorio
A cosa si riferisce “castra” al plurale?
La parola “castrum” al plurale indica sempre un accampamento militare e legionario
A cosa si riferisce la dicitura “castelli di prima generazione”?
Fino al II secolo Roma non ebbe bisogno di proteggersi, ma appena un secolo dopo, a causa delle incursioni barbariche, l’impero romano si trovò indifeso. La popolazione dovette scampare alle invasioni in rifugi di circostanza poiché i confini non furono rafforzati adeguatamente. Sono proprio questi i castelli di “prima generazione” a cui fanno riferimento le fonti letterarie e che potranno distinguersi solo nella teoria da quelli ad uso esclusivo militare
Quali sono le prime fortificazioni nel Nord Italia e quando compaiono?
Sono soprattutto le chiuse alpine, arroccate in altura e con un controllo del territorio sistematico con funzione di primo allarme ed eventuale azione ritardatrice. Si distinguono 4 categorie:
fortini militari dislocati, posizionati nei punti di maggiore importanza delle vie principali
abitati rurali, con difese in materiale deperibile
Fortezze-rifugio civili e militari, comprendenti torri e case in legno con uomini armati
Castra con funzioni amministrative e religiose, abitati da personaggi di rango elevato
Quando nasce l’incastellamento?
Negli ultimi decenni del IX secolo iniziano ad emergere fortezze pubbliche e private in concomitanza con il collasso del potere imperiale carolingio. Difatti i Franchi furono sempre attivi sul fronte bellico, ma solo quando il potere iniziava a dare segni di cedimento a causa di lotte interne e invasioni barbariche, furono costretti a rendere la linea difensiva più forte. L’incastellamento segnala quindi due fenomeni importanti:
il collasso del potere imperiale carolingio
un grande sviluppo economico e demografico
Da qui nasce anche il concetto di “riflesso ossidionale”
Cosa prevede il modello di Toubert e chi è?
Pierre Toubert fu un medievalista francese che incentrò i suoi studi su una serie di contratti tra imprenditori rurali del X secolo nella regione Lazio. Egli individuò alcune caratteristiche:
i castelli nascevano dove prima non c’era nulla
erano costruiti in pietra
la forma era dendrologica/dendrocentrica
la funzione era di controllo agrario ed economico, non militare
Quali sono gli altri modelli di castelli che non coincidono con il modello di Toubert?
Frankovic, medievista italiano, che sostiene che i castelli nacquero per sostituire le curtes
Settia, che sostiene che i castelli si svilupparono nella sede in cui era stata costruita una chiesa rurale
Quali sono le cause dell’incastellamento?
La storiografia associa le cause del fenomeno alle incursioni saracene, ungare e normanne, ma è più complessa la questione:
non è un fenomeno schematico e regolare → i tempi sono collegati al tipo di offesa
non è una risposta automatica perché ci sono differenze cronologiche
non esistono solo ragioni di sicurezza, ma anche politiche ed economiche → i signori vogliono proteggere gli uomini per evitare che scappino
Chi sono i fondatori dei castelli?
Si documenta un certo numero di castelli già nel X secolo, proprietà di conti e marchesi, ma:
in Italia settentrionale alcuni possessori erano in diretto contatto col re e altri erano vescovi e abati di grandi monasteri
in Toscana i castelli sono ammessi alla curtis, sempre capitanati da grandi proprietari laici (conti e marchesi)
Quali sono le tipologie fortificatorie offerte dalla natura?
Essenzialmente due:
le rupi, in altura e con un ottimo dominio tattico
acque profonde
In Trentino, nel X secolo, quali altri sinonimi di castello esistono?
corona, ricovero collettivo per abitanti
dosso, altura a mezza costa o sul fondo delle valli
saxum, zone alpine e apenniniche
rocca o rupes, volgarismo
Qual è la tipologia di castello più sfruttata in Pianura Padana?
Le penisole di confluenza e i meandri fluviali sono i luoghi migliori per lo sfruttamento delle condizioni idrografiche
Quali erano le strategie di difesa del castello tra X e XI secolo?
All’esterno si trovavano fossati e palizzate, con la cesa (siepe viva con spine). I fossati erano rinforzati dalla spizzata (palizzata con tronchi spezzati per il lungo).
All’interno la curtis era man mano sempre più elevata su una collinetta artificiale che prende il nome di motta.
Quante e come sono le torri attestate nel X secolo?
Sono poche, in legno, con posizione centrale o angolare. Possiedono altri elementi di difesa come:
celata, trabochetto nascosto attorno al recinto
pusterna, porticina aperta nella zona posteriore dell’area fortificata
ponte, una semplice passerella tolta al passaggio
Quando compaiono le prime fortificazioni in pietra e che caratteristiche avevano?
Dal X secolo coesistono fortificazioni in legno e muratura. La comparsa di queste ultime coincide con la costruzione per iniziativa signorile e viene quindi interpretata come ostentazione simbolica del potere.
La pietra richiedeva manodopera specializzata e spesso l’abate nutriva e pagava questi maestri.
A cosa si deve il passaggio dei castelli in legno a quelli in pietra e la proliferazione di torri?
É un fenomeno cronologicamente connesso ad importanti fenomeni istituzionali e di simbologia del potere.
Quali erano le abitazioni all’interno del castello?
Il castello è da intendersi come villaggio fortificato:
circa 1000 m2
circondato da fossato, terrapieno e palizzata
le abitazioni erano perlopiù solariate (a più piani), domus
si trovavano edifici civili
orti, vigne, alberi, pascolo e corsi d’acqua
alcune eccezioni (area padovana) residenza signorile privata, separata dal centro abitato
Quali sono le novità del XII secolo?
La morfologia del castello cambia soprattutto per:
impiego di nuovi materiali
nuove tecniche costruttive
variare della forma e consistenza degli edifici
perfezionamento della difesa (grazie al contatto con i Bizantini e gli Arabi)
I cambiamenti sono:
raddoppiamento dei fossati
inserimento di ponti mobili, parapetti e cammini di ronda
murature saldate con calce ai muri a secco e al legno
pietra di cava e non di recupero
Che cos’è il dongione?
Area circondata da un muro e da un fossato che costituisce il nucleo di maggiore efficienza difensiva del castello.
Deriva da domino-onis, ovvero “sede del signore”, infatti questo elemento segna spesso il passaggio da un detentore all’altro.
Che cos’è il palatium castri?
Una fortificazione costituita da torre babilonica + palatium. Quest’ultimo doveva offrire una sicurezza adeguata e poteva prendere anche il nome di:
Domus magna castri
Domus solariata, con luminosità garantita
Caminata, stanza con camino per riscaldare il palazzo
Altri elementi all’interno comprendevano soluzioni di comodità, come:
ingresso al piano terra con scale
luminosità garantita
adeguati servizi igienici
Gli stessi edifici erano contraddistinti da un lessico specifico ed erano connessi alla laubia, edifici che identificavano il potere regio.
Elenca le caratteristiche delle torri
torre = strumento di guerra → ci si impadronisce della torre solo se vengono a mancare le scorte commestibili e i proiettili e senza macchine d’assalto è impossibile giungere all’ingresso
le torri abitabili sono quadrangolari con lati ampi (7m) e possiedono la giusta illuminazione, camini, latrine con scarichi e riserve d’acqua
nel corso del XIII secolo si diffondono anche le torri a sezione circolare = offrivano maggiore visibilità e meno vulnerabilità, ma richiedevano un impegno costruttivo maggiore e grande disponibilità di risorse
Cosa sono i castelli deposito? Quando e perché si diffondono?
Dall’XI secolo la popolazione perde interesse nell’abitare nei castelli (si trasferisce nei borghi) perché migliorano le condizioni di sicurezza.
Di conseguenza molti castelli mutano funzione e diventano castelli deposito.
Questi:
erano regolamentati con norme contro il furto e consegne per i custodes castri
diventavano luoghi di scambio commerciale di prodotti agricoli (testimonianze di pesi e misure)
i singoli tenutari pagano il fittus
Cosa dice Settia riguardo i pro e i contro la città?
Settia riporta un’osservazione di Cassiodoro che analizza le cerchie murarie:
PRO: elemento di salvezza in tempo di guerra
CONTRO: impaccio allo svolgimento della vita normale → con le porte aperte non proteggevano, con le porte chiuse ci si sentiva in carcere
In più, in ogni epoca le fortificazioni assumono uno status ambiguo tra funzione protettrice e strumento di dominio (es. Manfredi nel 1258 costruisce il castello di Enna con la scusa che la città fosse ingovernabile, ma divenne un simbolo di tirannia)
Come si sono diffusi i modelli signorili dei castelli muniti di torri?
In campagna il modello signorile è tardivo rispetto ad alcune attestazioni di torri presenti in città già dall’anno Mille.
Gli iniziatori sarebbero stati rappresentati da una ristretta elite dotata di grandi ricchezze che riassunsero il bisogno di protezione e il modo per imitare i più antichi e prestigiosi edifici regi.
Perché le torri ebbero successo?
Perché in un’unica struttura era possibile riassumere l’esigenza difensiva e l’ostentazione della propria ricchezza e potenza. Le torri avevano un ruolo di status symbol.
Le stesse espressioni usate all’epoca esprimevano la duplice caratteristica abitativa e difensiva: “domus pro difensione”
Quando, il castello, diventa simbolo visibile del potere dei signori?
Dalla metà del XII secolo, molte innovazioni ebbero come conseguenza la differenziazione dell’area signorile rispetto alle altre case del villaggio. Lo stesso castrum fa riferimento solo alla parte sommitale (con edifici signorili e il complesso torre-palazzo) e non più al villaggio fortificato.
Gli stessi castelli costruiti nel Trecento o nel Quattrocento sono difficili da distinguere a causa delle modifiche che avvengono solo in termini di ricerca del comfort in quanto abitazione signorile.
Cosa segna il tramonto dei castelli?
A metà del XII secolo stavano diventando di uso corrente le armi da fuoco. In un primo momento le torri vengono modificate per essere adeguate alle nuove armi e ai colpi dell’artiglieria:
si abbassano le mura
si aumenta il loro spessore
si arricchiscono di elementi arrotondati
si aprono feritoie per le bocche dell’artiglieria
Successivamente, le torri più alte vengono scapitozzate e riempite di terra, mentre se ne costruiscono altre più larghe e più basse. Nel tempo, lo sviluppo dell’artiglieria è troppo veloce e la sua affermazione segna il tramonto dei castelli
Come si presenta Ravenna nel V secolo?
Una volta spartito l’impero (395 alla morte di Teodosio I), sotto la guida di Onorio, Ravenna e Classe si dotano di una cinta muraria costruita in base alla tipologia del terreno.
Le vie principali, come la Via Popilia, si arricchiscono di domus
Quali sono i cambiamenti principali della Ravenna imperiale?
Dal 402 d.C. Ravenna si dota di mura ed è pronta ad accogliere un’area palatina per l’arrivo della corte. Questa comprendeva:
Palazzo imperiale, accostato alla sede episcopale
Domus
Abitato, semplici strutture con vestibolo e stanza grande
Edifici episcopali, quello ravennate ha 5 navate, una torre salustra, la cappella di Sant’Andrea e alloggi privati
Quali sono le principali caratteristiche dei palazzi imperiali?
Circo e ippodromo sono collegati al palazzo attraverso il kathisma
I due edifici sono spazi uguali e opposti: uno è privato e segreto mentre l’altro è pubblico, ma sono entrambi luoghi del potere
3. Non esiste il palazzo senza imperatore e viceversa. Il palazzo è una città nella città: hanno terme, mura ed eserciti
5. Non sono al centro della città come i castelli: sono raggiungibili dalle vie principali e sono di grande importanza. La decentralizzazione è solo apparente
6. Si trova in punti panoramici per l'esigenza di controllare il territorio e dimostrare la monumentalità dell’edificio
Possiede atrii o peristilii al centro
Sono ambienti poligonali a pianta centrale
Il mausoleo interno alle mura sarà una caratteristica del periodo tetrarchico, poi verrà posto all’esterno
10. Dal III secolo i palazzi avranno delle torri difensive esterne
Definisci chi erano i Barbari e descrivi il loro primo significativo avvicinamento all'Impero Romano.
I Barbari erano coloro che non parlavano né greco né latino. Si spostarono in massa ai confini dell'impero (Reno e Danubio) tra il II e il III secolo a causa di un cambiamento climatico, in particolare un forte calo delle temperature. Questo periodo segnò l'inizio di un'integrazione, con le popolazioni barbariche che assimilavano i costumi romani e i Romani che adottavano costumi stranieri.
Quali sono le principali popolazioni germaniche menzionate e quali le loro peculiarità o azioni significative?
Le popolazioni menzionate, tutte quelle che vivevano oltre i limes , sono:
Germani: Nomadi, parlavano lingue simili, praticavano allevamento e agricoltura rudimentale, professavano una religione politeista
Franchi: Si avvicinarono ai confini tra V e VI secolo e si stanziarono in Gallia
Goti: Già stanziati dal III secolo e divisi in Visigoti (a ovest), che compirono il Sacco di Roma nel 410 d.C. dopo la morte di Teodorico e Stilicone, e Ostrogoti (a est)
Vandali: Giunsero fino a Cartagine, nel Nord Africa, un territorio cruciale per Roma per l'approvvigionamento di materiali preziosi (avorio) e animali esotici per il circo
Unni: Provenienti dal Mar Caspio, giunsero in Italia attraverso le Alpi, raggiungendo Aquileia (città portuale frequentatissima). Il loro dominio fu fermato in seguito da Papa Leone Magno
Longobardi: Stanziati in Germania fino al VI secolo, arrivarono in Italia nel 568, dopo una prima fermata in Pannonia. Riuscirono a togliere molti territori ai Bizantini in 200 anni, venendo poi fermati dai Franchi (con l'incoronazione di Carlo Magno nell'800)
Fornisci le informazioni chiave sul Castello di Rontana (ubicazione, datazione, status e fine).
Il Castello di Rontana si trova nel Parco della Vena del Gesso romagnola, sulle alture che dominano la vallata del Lamone, vicino a Brisighella. È documentato come attivo già nell'860, in associazione con la Pieve di Rontana (inizialmente interna e poi spostata all'esterno). Non era solo una fortezza, ma un vero e proprio insediamento abitativo, configurandosi come un "villaggio fortificato". Fu distrutto alla fine del 1500, occupato da signori locali che contrastavano le forze pontificie, e da quel momento iniziò la fase di abbandono.
Che cosa ci dicono le evidenze archeologiche sul modo di vivere e la comunità del Castello di Rontana?
Le fonti scritte parlano di "venti fuochi" (venti famiglie), ma le evidenze mostrano numerosi nuclei familiari di diversi periodi. Le abitazioni, raggruppate in diverse aree (inclusa una esterna del XII-XIV secolo con accesso per i momenti di bisogno) , avevano forma quadrangolare, pavimento battuto e focolari all'interno (riconoscibili da laterizi e pietre messe di taglio). Sono state trovate ceramiche da cucina e carboni. Le abitazioni più prestigiose erano vicine al pozzo e alle mura. Le evidenze hanno anche rivelato attività artigianali, come fornaci per la lavorazione del vetro e forni, e tracce di lavorazione di osso e ferro.
Descrivi la trasformazione della pratica funeraria tra la tarda antichità e il medioevo.
Tra la tarda antichità e il medioevo si verifica una profonda trasformazione del rapporto con l'ambito funerario. Avviene un'inversione della prassi romana che vietava l'ingresso dei morti nell'abitato. Le sepolture iniziano a entrare nell'abitato, anche a causa dell'influenza dei Barbari. Inizialmente, c'era l'istinto di cercare una chiesa vicino alla quale seppellire gli individui. Dapprima vi è una continuità degli spazi sepolcrali esterni, poi si inizia a seppellire in aree dismesse o all'interno delle città, specialmente in aree ecclesiastiche (prassi dal IV secolo, poi comune dal VI). La posizione della tomba, in particolare vicino al luogo di sepoltura di un santo o di una reliquia, divenne cruciale anche per una gestione economica
Quali informazioni si possono ottenere dall'archeologia funeraria (corredo e contesti)?
L'archeologia funeraria permette di ottenere informazioni su ciò che accade al corpo dalla deposizione al ritrovamento. Le informazioni ricavabili includono:
La popolazione e la qualità della vita
L'economia e l'organizzazione sociale (es. tombe di élite per mostrare lo status)
Il momento del funerale e gesti di commemorazione (tramite resti di animali, cibi, fiori, vegetali)
La preparazione del corpo
Si distinguono inoltre il corredo (oggetti intenzionali) dagli altri oggetti trovati (non intenzionali), compito dell'archeologo è capire a quale categoria appartengono.
Definisci la Deposizione Primaria e Secondaria, e descrivi le principali tipologie funerarie menzionate.
Deposizione Primaria: Luogo di morte e sepoltura coincidono, con il ritrovamento della sepoltura dove è avvenuta la morte
Deposizione Secondaria: Luogo di morte e sepoltura non coincidono, riferendosi allo spostamento del defunto (incinerato o inumato) dopo la morte
Le tipologie funerarie forniscono informazioni strutturali, economiche e cronologiche:
Anfore: Usate nel mondo classico, il collo veniva tagliato per inserirvi feti e neonati e poi seppellita. In rari casi, per adulti, erano tagliate per il lungo e adagiate nel terreno
Fossa terragna: Di forma rettangolare, profonda, con pareti in terra, pietra o altro, e fondo in terra, ciottoli o scaglie di roccia ("tomba a fossa")
Sarcofago: Proveniente dal mondo romano, divenne progressivamente più raro, usato per contesti privilegiati e associato al sudario tipico medievale
Casse: Potevano essere lignee (tracciabili con chiodi o analisi paleobotaniche) o in muratura (con materiale di reimpiego romano, a volte antropomorfe). Dal IV secolo divennero meno comuni, sostituite da poche pietre come segnacolo
Quali sono le particolarità riscontrate nelle sepolture del Castello di Rontana e del Castello di Monte Lucio?
Rontana: Alcune sepolture sono state ricoperte da uno strato di malta, probabilmente per bloccare i batteri della peste. Altre sono fosse direttamente scavate nel gesso, strette e antropomorfe. Una sepoltura privilegiata, in una cassa di muratura con laterizi, aveva il banco in gesso lavorato per lo scheletro in posizione supina e un cuscino laterizio dietro il cranio. La sua particolarità era la presenza di quattro crani ai lati del defunto, un rituale per deporre i crani delle sepolture precedenti, mantenendo una connessione. Inoltre, la costruzione del cortile della rocca (con pozzo e botti) intaccò la fascia cimiteriale, portando alla creazione di ossuari in cui furono deposti i resti
Monte Lucio: Sono state rinvenute 29 sepolture terragne, dentro e fuori la chiesa. L'assenza di ossari suggerisce che le sepolture sono circoscritte a un certo periodo di tempo e non sono state intaccate da sepolture successive. Sono stati individuati sudari (tramite chiodi delle casse). I dati antropologici hanno evidenziato un alto numero di infanti e una scarsa presenza femminile, tipico problema storiografico.
Quali erano gli elementi costitutivi dell'area palatina di Ravenna e come si evolse la domus tardoantica?
L'area palatina a Ravenna comprendeva il Palazzo imperiale (a più piani e più sale) affiancato alla sede episcopale (cattedrale e palazzo). Le domus inizialmente si sviluppavano attorno all'atrio, ma col tempo aggiunsero elementi come absidiole con funzione di bagno privato per le terme. In epoca tardoantica, due componenti della casa prima divise da una strada venivano congiunte, formando un'unica casa. Queste case disponevano di grandi sale, un piano nobile riservato al dominus , e una facciata con archi ciechi e lesene. La sala di rappresentanza era identificabile da soglie, cardini, archi, e soprattutto dai pavimenti riccamente decorati (in opus sectile o tessere vitree) con motivi aniconici e un emblema centrale.
Descrivi la struttura e le fasi di sviluppo del palazzo imperiale di Teodorico.
Il palazzo di Teodorico è un insieme di padiglioni che si sviluppano attorno a un atrio centrale. L'intera area è una stratificazione di ville suburbane che mostrano diverse fasi:
Fase I: Le stanze erano funzionali alle attività (es. triclini conservati nella stanza adibita ai triclini)
Fase II: Appare un atrio con soglie e porticati
Fase III: Aumentano i vani attorno all'atrio (V secolo, con l'arrivo della corte). Una grande sala con abside in fondo poteva fungere da luogo di accoglienza
Fase IV: Tra la fine del V e il VI secolo, la zona viene monumentalizzata con l'aggiunta di una tricora (sala con tre absidi), probabilmente usata come triclinio (o quadriconco se con quattro absidi) .
Fase V: L'atrio smette di essere un giardino e viene diviso in due, con la creazione di un camminamento assiale che conduceva alla sala di rappresentanza con abside
Fase VI: L'atrio subisce un ulteriore mutamento e viene occupato da strutture al suo interno. L'edificio si sviluppava su due piani e ogni parte ospitava simbologie di potere.
Cosa sono le US e che tipologie esistono?
US = Unità Stratigrafica, azione più piccola e indivisibile che si individua su scavo e che serve per ricostruire gli eventi in un preciso periodo cronologico e culturale
US Positiva = accumulo (es. piano di calpestio o accumulo di terra)
US Negativa = taglio (es. fossato)
USM = Unità Stratigrafica Muraria, specifica per gli alzati (es. murature e strutture architettoniche). In scheda si specificano materiale, elementi litici, legante, tecnica costruttiva
Illustra le fasi principali del Castello di Rontana
Origini (IX-X) il castello era fortificato con strutture in legno (tracce di buche di palo). I primi insediamenti sono attestati al 960 in concomitanza con la Pieve di Santa Maria
Prima Fortificazione in Muratura e Ricostruzioni (XII-XIII secolo) nel 1178 il Comune di Faenza acquisisce il castello e lo dota di mura difensive in muratura. Nello stesso periodo risalgono anche le sepolture privilegiate nel banco roccioso
Periodo di Massima Espansione e Fortificazione (XIV-XV secolo) il castello è conteso tra i Manfredi e il Comune di Faenza, subendo assedi, distruzioni e ricostruzioni, tra cui, la Rocca tardomedievale assume una forma quadrangolare, costruita in almeno tre fasi con l'utilizzo di mattoni. Vengono aggiunte nuove torri a pianta ogivale e un muro massiccio in blocchi di gesso (3 metri). Nel 1404, Manfredi ottiene la reggenza di Rontana, che viene nuovamente fortificata. Nel 1500, il castello passa sotto il controllo di Cesare Borgia e poi dei Veneziani.
Demolizione e Abbandono (XVI secolo) nel 1591, dopo una battaglia tra banditi e l'esercito pontificio, il castello viene definitivamente demolito e abbandonato. Le sue mura vengono riutilizzate e l'area diventa una collina ricoperta di vegetazione.

Come si presentava la Rocca di Rontana (area sommitale)?
È la parte più alta e fortificata dell'insediamento, il primo nucleo occupato:
Conteneva un cortile centrale di forma quadrangolare con un pozzo "alla veneziana" collegato a cisterne di drenaggio dell'acqua.
due torri a pianta ogivale, una delle quali, il torrione nord-ovest, è ancora visibile.
Un ambiente perimetrale della Rocca presentava tracce di rivestimento parietale policromo e stucchi decorati, suggerendo un carattere più signorile. Era pavimentato con mattoni e al di sotto sono state rinvenute sepolture "privilegiate" databili tra il X e il XIII secolo

Come si presentava il quartiere artigianale (pianoro settentrionale)?
Delimitato a sud da un ampio fossato (databile tra X e XIII secolo) successivamente defunzionalizzato quando fu eretta la Rocca in muratura.
Un piazzale di forma trapezoidale, delimitato da murature in blocchi di gesso e pilastri rettangolari che sostenevano arcate, creava nicchie per atelier e officine artigianali (produzione di ferro, cottura del pane, produzione di vetro).
Un piano di frequentazione in malta gessosa copriva l'intera superficie del riempimento del fossato.

Come si presentavano le abitazioni (pianoro settentrionale)?
Adiacenti al muro di cinta e al piazzale trapezoidale, si trovano almeno quattro nuclei abitativi.
Queste abitazioni erano in parte scavate nella roccia e in parte costruite con piccoli blocchi di gesso, rivestite da intonaco gessoso.
Una delle abitazioni, a pianta quadrangolare (circa 20 mq), includeva una sepoltura infantile e un focolare o area di cottura
Un'altra abitazione presentava una zona cucina semicircolare e un vasto focolare sul lato nord
In questi ambienti sono stati rinvenuti oggetti di vita quotidiana come un ditale in bronzo, un pugnale e un boccale in maiolica arcaica.

Come si presentavano il Borgo e le Torri (Versante Sud-Est e Sud-Ovest)?
Il borgo era un pianoro ribassato di quasi venti metri rispetto all'area sommitale, situato sul lato meridionale. Era un villaggio fortificato con abitazioni in muratura e silos privati.
A ridosso di un imponente edificio nel borgo, sono state rinvenute tre sepolture in fossa terragna databili all'inizio del XIV secolo.
Sul versante sud-ovest, in un'area recintata da mura, si trovava un quartiere abitativo per un ceto sociale privilegiato. Qui sono state riportate alla luce due torri quadrangolari, una delle quali conservava una cisterna voltata per l'acqua.
Illustra i sistemi economici alla base della produzione.
A partire dal XII secolo nascono le corporazioni, ovvero organizzazioni di artigiani che dipendevano da un’economia di mercato. Le produzioni e i loro sviluppi vengono analizzate attraverso gli indicatori e si riconoscono 3 tipologie:
sistemi di produzione domestica di tipo familiare, con una tendenza alla specializzazione artigianale
officine singole o agglomerati
sistemi proto-industriali, ovvero impianti su larga scala
Quando, il sistema produttivo, diventa più articolato? Quando quello della ceramica?
Il sistema si articola maggiormente tra il X e il XII secolo. Ma è dal XIII che gli atelier ceramici crescono notevolmente, grazie alla produzione di manufatti ceramici con tecniche più complesse.
Cosa studia l’archeologia della cultura materiale?
Studia le strutture relative alle produzioni.
La cultura materiale è studiata come un insieme di attività manifatturiere, le loro trasformazioni in rifiuti e il loro riutilizzo.
Quali sono gli indicatori di attività produttive?
strutture produttive (es. fornaci, vasche di decantazione)
utensili adoperati nel ciclo produttivo
scarti
semilavorati (es. lingotti)
Quali sono le caratteristiche del ciclo produttivo della ceramica?
Le tecniche di produzione non subiscono grandi cambiamenti tra antichità e Medioevo, ma a partire dal XIII secolo, si inizierà a produrre vasellame con doppia cottura.
Illustra le fasi del ciclo produttivo della ceramica.
Risorse naturali, luoghi di estrazione vicine al luogo di lavorazione. Se lontani esistono evidenze di commercializzazione dell’argilla. Nel Medioevo vengono sfruttate sia argille di fiume che da cava (rosse con ferro, gialline marnose e calcaree)
Stagionatura, il processo per rendere l’argilla più modellabile
Depurazione, tramite un sistema di vasche comunicanti, si otteneva dell’argilla più fine detta barbottina (in sospensione), oppure si poteva ottenere argilla molto plastica (aggiustata con degrassanti), o poco malleabile
Forgiatura, tramite tornio veloce
Essicazione, passaggio per evitare la rottura in cottura. Il manufatto perde acqua e raggiunge la durezza cuoio (in luoghi arieggiati e freschi)
Decorazione e finitura, con rivestimenti argillosi o vetrosi (silice + fondenti minerali/vegetali). Dal XIII si usa la doppia cottura per fissarli entrambi e separatamente
Cottura, con atmosfera riducente o ossidante
Quali sono le tipologie ceramiche prodotte nel Medioevo?
con rivestimento argilloso (es. longobarda, con decorazione dipinta ed incisa)
con rivestimento vetroso (invetriate tardoantiche, maiolica arcaica, ingobbiate graffite, a lustro metallico a 3 cotture)
prive di rivestimento (con impasto depurato)
invetriate internamente da cucina
con impasto refrattario