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Flashcards di vocabolario in lingua italiana per il ripasso dei concetti fondamentali tratti dalle lezioni di Istituzioni di Diritto Pubblico.
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Civil law
Sistema giuridico prevalente nell'Europa continentale, basato su fonti atto e sulla codificazione, in cui il ruolo del giudice è limitato alla semplice esecuzione delle leggi e dei codici.
Common law
Sistema giuridico anglosassone basato prevalentemente sul diritto consuetudinario e sulle decisioni giudiziarie antecedenti (precedenti giurisprudenziali), in cui i giudici hanno un ruolo incisivo nella creazione delle norme.
Norme primarie
Secondo la teoria di H.L.A. Hart (Rules of obligation), sono le norme giuridiche volte a stabilire obblighi diretti di comportamento per i consociati.
Norme secondarie
Secondo H.L.A. Hart, sono le norme che determinano la competenza a stabilire obblighi (Rules of recognition), le modalità di modifica delle norme (Rules of change) e l'applicazione giudiziaria delle stesse (Rules of adjudication).
Fonti atto
Manifestazioni di volontà espresse da soggetti o organi abilitati dall'ordinamento, volte a produrre nuove norme giuridiche scritte.
Fonti fatto
Fatti, comportamenti o accadimenti (come le consuetudini) a cui l'ordinamento attribuisce idoneità a produrre norme giuridiche senza una manifestazione di volontà scritta.
Fonti di produzione
Atti o fatti abilitati dall'ordinamento giuridico a creare, modificare o estinguere regole di comportamento o di organizzazione.
Fonti sulla produzione
Norme che individuano quali organi e quali procedure siano abilitati a creare regole giuridiche (fonti di produzione).
Fonti di cognizione
Strumenti o supporti ufficiali (come la Gazzetta Ufficiale) attraverso i quali si rendono conoscibili e documentabili le fonti normative.
Antinomia
Conflitto che si manifesta tra due o più norme giuridiche che ricollegano a una medesima fattispecie conseguenze tra loro incompatibili.
Gerarchia delle fonti
Criterio di risoluzione delle antinomie per cui la norma posta dalla fonte di grado superiore prevale su quella inferiore; l'inosservanza comporta l'invalidità e l'annullabilità dell'atto inferiore.
Principio di competenza
Criterio di risoluzione delle antinomie in base al quale prevale la regola emessa dalla fonte abilitata dall'ordinamento a disciplinare una specifica materia o ambito territoriale.
Criterio cronologico
Criterio fisiologico di risoluzione delle antinomie per cui tra norme di pari grado e competenza prevale la norma più recente nel tempo, determinando l'abrogazione della precedente.
Abrogazione
Effetto con cui una norma successiva delimita temporalmente la sfera di applicazione della norma precedente, che cessa di produrre effetti per il futuro ma rimane applicabile ai fatti passati.
Deroga
Limitazione del campo di applicazione di una norma generale ad opera di una norma speciale, che si applica a casi circoscritti senza abrogare la norma generale.
Disposizione
L'enunciato linguistico e la formulazione testuale contenuta in un atto normativo espresso.
Norma
Il significato precettivo e la regola di comportamento concreta che l'interprete estrae da una o più disposizioni.
Combinato disposto
Operazione interpretativa mediante la quale una norma giuridica viene ricavata dalla combinazione e lettura congiunta di più disposizioni distinte.
Sovranità interna
Suprema potestà d'imperio che lo Stato esercita all'interno del proprio territorio rispetto a tutti i soggetti infrastatali.
Sovranità esterna
Indipendenza e originarietà dello Stato rispetto a qualsiasi altro ordinamento giuridico straniero o extraterritoriale.
Stato di diritto
Forma di Stato caratterizzata dal principio di legalità (Lex facit regem), dalla separazione dei poteri e dalla garanzia dei diritti individuali.
Stato sociale
Forma di Stato contemporaneo volta alla rimozione delle disuguaglianze economico-sociali per garantire l'uguaglianza sostanziale dei cittadini.
Forme di governo
Modalità con cui la funzione di indirizzo politico è ripartita tra gli organi costituzionali e insieme delle relazioni che intercorrono tra di essi.
Ordine del giorno Perassi
Risoluzione approvata il 4 settembre 1946 presso la Costituente che scelse per l'Italia la forma di governo parlamentare integrata con dispositivi idonei a tutelare la stabilità dell'esecutivo.
Bicameralismo perfetto
Assetto costituzionale parlamentare in cui Camera dei Deputati e Senato della Repubblica sono dotate di identiche funzioni e poteri paritari.
Insindacabilità parlamentare
Prerogativa sancita dall'Art. 68 comma 1 Cost., in base alla quale i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere giuridicamente dei voti e delle opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni.
Inviolabilità parlamentare
Garanzia prevista dall'Art. 68 Cost. per cui è richiesta l'autorizzazione della Camera di appartenenza per sottoporre il parlamentare a limitazioni della libertà personale o intercettazioni.
Iniziativa legislativa
Fase iniziale del procedimento di formazione della legge consistente nella presentazione di un progetto di legge ad una delle due Camere da parte dei soggetti titolati (Governo, parlamentari, 50.000 elettori, Consigli regionali, CNEL).
Documento di Economia e Finanza (DEF)
Il principale atto di programmazione economico-finanziaria presentato dal Governo al Parlamento entro il 10 aprile di ciascun anno.
Formazione del Governo
Procedimento costituzionale strutturato in consultazioni presidenziali, eventuale mandato esplorativo, conferimento dell'incarico, nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri, giuramento e successivo voto di fiducia.
Mozione di sfiducia
Atto motivato, firmato da almeno un decimo dei componenti di una Camera e votato per appello nominale dopo 3 giorni, con cui il Parlamento revoca il sostegno fiduciario al Governo obbligandolo alle dimissioni.
Legge di revisione costituzionale
Fonte di grado costituzionale adottata con il procedimento aggravato previsto dall'Art. 138 Cost. (doppia deliberazione di ciascuna Camera a distanza non inferiore a 3 mesi) rivolta a modificare il testo della Costituzione.
Referendum abrogativo
Istituto di democrazia diretta (Art. 75 Cost.) indetto dal Presidente della Repubblica per deliberare l'abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge, richiesto da 500.000 elettori o 5 Consigli regionali.
Decreto legislativo
Atto con forza di legge emanato dal Governo previo conferimento di una legge di delegazione da parte del Parlamento che ne stabilisce oggetto, principi, criteri direttivi e limite temporale.
Decreto-legge
Atto provvisorio con forza di legge adottato dal Governo sotto la propria responsabilità in casi straordinari di necessità e urgenza, da convertire in legge dalle Camere entro 60 giorni a pena di decadenza ex tunc.
Giudice a quo
L'autorità giurisdizionale dinanzi alla quale pende la causa principale e che solleva la questione di legittimità costituzionale trasmettendo gli atti alla Corte Costituzionale.
Ordinanza di rimessione
Provvedimento motivato con cui il giudice a quo sospende il processo e dispone la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale dopo aver accertato rilevanza e non manifesta infondatezza della questione.
Giudizio in via principale
Ricorso diretto d'impugnativa con cui lo Stato agisce contro leggi regionali o le Regioni agiscono contro leggi statali o regionali per lesione delle rispettive competenze entro 60 giorni dalla pubblicazione (Art. 127 Cost.).
Struttura della sentenza della Corte costituzionale
Struttura formale della pronuncia pronunciata «In nome del popolo italiano», articolata nella parte di fatto («Ritenuto in fatto»), nella parte motiva di diritto («Ritenuto in diritto») e nella decisione («Per questi motivi / Dichiara…»).
Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)
Organo di rilievo costituzionale di autogoverno della magistratura ordinaria, presieduto dal Presidente della Repubblica, autonomo dagli altri poteri dello Stato e preposto alla gestione dello status dei magistrati.
Uguaglianza formale
Principio sancito dall'Art. 3 comma 1 Cost., secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali.
Uguaglianza sostanziale
Principio sancito dall'Art. 3 comma 2 Cost., che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economico-sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona e la partecipazione di tutti i lavoratori.