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La lex de imperio Vespasiani
Inviato da Nerone nella guerra giudaica → acclamato in Egitto
Ratifica dal Senato
Epigrafe giuridica: meccanismi di conferimento del potere all'imperatore + omissione Nerone e Calligola (damnatio memoriae)
Scoperta e utilizzata come mensa di altare in S. Giovanni Laterano 1347 Cola di Rienzo
Ex abrupto
All’imperatore: potere di concludere trattati, convocare il senato e proposte di leggi e senato consulto, ogni atto legale, raccomandare candidati, confini pomerio,poter agire e compiere tutto, no obblighi da osservare, no vincolato è solutus, prima della votazione già legittimo e ratificato (retroattiva)
Testo ricavato durante il procedimento di fusione (normalmente linee guida “a sgraffio”)

La Tabula Lugdunensis CIL XIII
1528 scoperta, tavola di Lione → no testo intero
Tavola bronzea su supporto metallico
Imperatore Claudio, nato a Lugdunum → diritto di accedere al senato e lo ius honorum per gli esponenti delle province galliche
Datazione: 48 d.C.
Fonte: Tacito → excursus storico Romolo + forestieri
Dissenso senatori → metus Gallicus → Galli Senoni sacco 390 a.C. o 386 a.C. (sacco alariciano 410 d.C.)
Claudio: “No innovazione, nova rem → monarchia romana”
Romolo - latino, sabino 753 a.C. fondazione Roma;
Numa Pompilio - sabino;
Tullio Ostilio - latino;
Anco Marcio - latino, sabino;
Tarquinio Prisco - etrusco, figlio di un corinzio, Demarato e di una tarquiniese;
Servio Tullio - forse etrusco o latino, fonti oscillano (schiava etrusca Ocresia o amico fedelissimo di Celio Vivenna), Mastarna;
Tarquinio il Superbo - etrusco, 509 a.C. fine moanarchia, figlio: Sesto Tarquinio

Le Res gestae Divi Augusti, Monumentum Ancyranum, Scheid, 2007 (edizione critica)
Sbobina 1 e 7
Monumentum Ancyranum, gal. (latino e greco) → bilingue
Scoperta del XV secolo
Tempio di Augusto e Roma presso Ankara: incipit dell’elenco di spese
2 pilastri di bronzo, ingresso del Mausoleo
1938 trascrizione Ara Pacis
potens o potitus
Ideologia augustea: superiorità in termini istituzionali (imperium, tribunicia potestas, Augustus, auctoritas, imperium proconsolare)
Parvenza di continuità: rinnovazione annuale della tribunicia
Scudo d’oro nella Curia Giulia
Turchia
1. Imperium
Augusto afferma di avere un imperium superiore a quello di tutti gli altri magistrati (imperium maius).
Imperium proconsulare maius et infinitum
Gli dava il comando supremo:
su tutte le province militari
su tutti gli eserciti
Era superiore (maius) a quello dei governatori provinciali
Fondamento reale del suo potere politico e militare
👉 Questo è il cuore del principato, anche se presentato come potere “legittimo”.
2. Potestas tribunicia
Augusto ricevette la tribunicia potestas (a vita).
Gli conferiva:
Inviolabilità personale (sacrosanctitas)
Ius intercessionis (diritto di veto)
Ius agendi cum plebe et senatu
Iniziativa legislativa
📌 Importante:
Non era tribuno della plebe
Ma possedeva tutti i poteri del tribunato, senza i suoi limiti
3. Consulatus
Fu console più volte (13 volte in totale)
Nelle Res Gestae sottolinea che rinunciò spesso al consolato, per mostrare moderazione
👉 Serve a legittimare il suo potere come magistratuale e repubblicano.
4. Cura morum (potere censorio)
Senza essere formalmente censore, Augusto esercitò:
Revisione del senato
Controllo sui costumi pubblici
Legislazione morale (matrimonio, famiglia, lusso)
Questo potere è centrale per il suo ruolo di riformatore della res publica.
5. Pontificatus maximus
Dal 12 a.C.:
Capo supremo della religione romana
Controllo su:
collegi sacerdotali
calendario sacro
culto pubblico
👉 Unisce autorità religiosa e politica, senza apparire monarchico.
6. Princeps senatus
Augusto rivendica il primato nel senato:
Parlava per primo
Aveva prestigio formale, non un potere giuridico diretto
Collegato alla sua idea chiave:
auctoritas, non potestas superiore
7. Auctoritas
Nelle Res Gestae Augusto dice esplicitamente:
“post id tempus auctoritate omnibus praestiti”
(“da allora superai tutti per autorità”)
Non è un potere giuridico
È prestigio politico, morale e simbolico
Serve a presentare il principato come non tirannico
8. Titoli onorifici
Non poteri tecnici, ma politicamente rilevanti:
Augustus
Princeps
Pater patriae
Rafforzano la legittimazione del suo ruolo.

AE 1988, 601, Este (Padova), Buonopane, p. 71 fig. 12
Stele, monumento funerario
lastra di forma allungata (h>l)
con forma circolare
errore del lapicida: minuta non rispettata e oberata (scalpellatura + gesso/stucco
nomi in nominativo
Grata Anicula e Castus Trimus
elemento paleografico: lettere molto regolari, di forma quadrata → prima età imperiale
Grata Anicula / Castus Trimus / frater et soror
Tracce dell’ordinatio

CIL V, 3919, Verona, Buonopane, p. 68 fig. 8
ara sacrale
blocco parallelepipedo, con zoccolo e rifinitura
testo nella parte frontale
testo storto eccetto ultima riga V.S.L.M. votus solvit libens merito
dedica a Vesta
formulario + dedicante con tria nomina (Quintus Cassius patronimico e cognomen Varus)
Vestae / Quintus Cassius Marci fiulius / Varus / votus solvit libens merito
Ha sciolto volentieri un voto

Epigraphica 1984, 51, Buonopane, p. 69, fig. 9, Roma, Terme di Diocleziano
tabula funeraria ansata con 2 i lati corti con 2 triangoli
iscrizione frammentaria
D. M.
A (no traversa), apicature, separazioni, F + inizio tratto
Nome in dativo [prenomen Claudia, F cognome o patronimico, Secundinae cognomen]
Nome al nominativo: nome della madre: Iulia (Claudia prende i cognomina della madre, il nome dal padre)
forma, brutta copia per pezzo mancante
Claudia Florentiae
Diocleziano 284-305: III-IV d.C.

AE 1999, 542, Buonopane p. 102, fig. 53
pavimentazione del foro, ambito pubblico
strada Scolacium (Calabria)
lastra con lettere bronzee → solco alveolato + litterae aureae
far ricordare il proprio nome (del committente)
Lucius Decimus Secundio gradus via sua pecunia fecit
Età augustea
Gradus: forse “gradini” del foro

SupplIt 6, nr. 7, Buonopane 115, fig. 68, Trento
Piccola base di bronzo di statuina (tracce di un piede)
iscrizione sacra con formula V.S.L.M. = votus solvit libens merito → voto sciolto volentieri
Caius Cassius Valens
litterae singulares divise de forellini più grandi
lettere incise con la tecnica della punteggiatura (bulino o punzone)
Datazione: II-III d.C.

AE 1984, 126, Mentana (Roma), EDR079234, Buonopane p. 104, fig. 55
tabula ansata + angoli con rappresentazioni iconografiche (un’ascia, un compasso, una raspa, uno scalpello)
forma piramidale con cornice per lo specchio epigrafico
Lucio Cincio Fructo et Publio Brittio Stabili Cincia Prisca posuit
T, L, N, P; O, C (nane)
Dedica a, da Cincia (figlia o sorella o liberta)
Databile ai primi secoli dell’impero

Suppllt. 20, 2003, 142, Venusia (Potenza), AE 1973, 210
Iulio Musteolo ann(orum) XV / Iulia Hermione eratri / Kariss(imo) et Iul(io) Hermeti / et Valeriae Euthiychiae / parentib(us) piiss(imis) / p(osuit)
lettere montati e lettere di modulo inferiore: dimenticanza del lapicida o secondo inserimento (età del defunto)
Suppellettile Italica, stele in porcellana
nesso H-E, lettere nane I, K→C, nesso T-R, nesso T-H, errore del lapicida E→F erati>frati
Dedicata a Iulio Mustolo 15 anni fratello e ai genitori piisimi Iulio Hermione e Valeria Euthychie, dalla figlia Iulia Hermione
Non prenomen, donna
Quindecim
Datazione: fine I - inizi II d.C.
Per quanto riguarda l’onomastica: in tutti i nomi manca il prenomen. Ciò significa forse che non si tratta di personaggi di nascita libera, cosa tra l’altro confermata anche dai cognomina che sono grecanici. E poi il padre e i figli hanno lo stesso nomen, mentre la madre ha un nomen diverso

CIL 11, 965, Reggio Emilia, Buonopane p. 105, fig. 56
stele sepolcrale forma rettangolare non centinata
c retroversa nella seconda linea
Septimius liberto di una donna Septimia (nome ereditato)
Nicephor nome da servo
Lettere singulares SP. F. = spuri filia
Spuri: per i figli nati da una donna libera, quindi giuridicamente senza padre, si formava il patronimico con il prenome del nonno materno o con la formula spuri filius
Cognome della patrona: Quinta
II d.C.

Roma, via Po (sepolcro Salario)
stele funeraria centinata
Q(uintus) Curtius Q(uinti) l(ibertus) Antiochus e Maecilia ((mulieris)) liberta Arete. In fro(nte) p(edes) XVI, in agr(o) p(edes) XII
C retroversa
2 personaggi, cognomi greci: Antioco e Arete
Curtius: nome che termina in -ius
Aspetto giuridico: indica lunghezza e larghezza dell’ara funeraria
Sedecim, duodecim
Datazione: I-II d.C.

CIL 6, 2721, II d.C. (form. pal.)
D(is) [M(anibus)] / Tito Sattio Sato[- - -] / Mediolani mi(litavit) [coh(ortis)] / VIIII pr(aetoriae) / (centuriae) Sabin[i] / ann(os) VII vix(it) ann(os) [- - -]/ h(eres) b(ene) m(erenti)
Lastra sepolcrale con iscrizione funeraria di soldato-pretoriano
D.M.
C retroversa/retrogada → centuria
7 anni di servizio
Novem, septem
H B M: l’erede al benemerito
Agli dèi Mani. A Tito Sattio Sato[…], soldato di Mediolanum [origo] nella IX coorte pretoriana, della centuria di Sabinus, prestò servizio per 7 anni, visse [n] anni. L’erede, al benemerito.
Cohors IX praetoria → una delle coorti pretoriane di stanza a Roma, ma i soldati potevano essere originari di altre città, qui Mediolanum (Milano).

CIL 06
V(ivit). C(ai) Lucili C(ai) l(iberti) Lucini s(enioris?) / V(ivit). C(ai) Lucili C(ai) f(ili) Mae(cia) Karpo / ((theta nigrum)). Semproniae A(uli) l(ibertae) Musae / V(ivit). Gabinia A(uli) l(iberta) Atheno.
tabula di provenienza urbana
lettere nane
punto di separazione triangolare
alcuni vivi, Sempronia morta
patronimico (Cai fili) → cittadino romano di nascita libera; gli altri sono liberti
Mae(cia): tribù → tribù indicata generalmente tra il II sec. a.C. e il II d.C.

Lapis Satricanus proveniente da Satricum
tra le iscrizioni più antiche
[—]+IEISTETERAI Poplioso Valesiosio / suodales Mamartei
scrittura: poco arrotondata, tratti no armonici, S, L, T
frattura lato sinistro + ipotesi prime lettere + scrittura arcaica
[Ma]nieis Teterai (= diis chtoniis) → “agli Dei Mani, Chtonii”; [iou]niei steterai (= iuvenes steterunt) → “i giovani posero”
Poplioso Valesiosio, appare come capo o un personaggio legato a un gruppo armato (i sodales, “compagni”) → Valerio Publicola
Passaggio monarchia → repubblica + leggi Valerie
Racconto di Plutarco nelle Vite Parallele
Violenza di Sesto Tarquinio (figlio di Tarquinio il Superbo) contro Lucrezia, sposa di Tarquinio Collatino → drammatizzazione delle fonti: rottura vs potere autocratico.
509 a.C. Reppublica: consoli Giunio Bruto e Tarquinio Collatino (cacciato perchè famiglia dei Tarquini) → Valerio Publicola (caro alla plebe per i suoi provvedimenti).
A Valerio Pubblica sono legate le leggi Valerie 509-508 a.C.: garantivano la provocatio ad populum vs magistrati. Vennero riprese più volte: nel 449 a.C. dopo il decemvirato.
Nel V secolo a causa di scontri tra patrizi e plebei, viene richiesta la ratifica di leggi per iscritto. Vengono sospesi i consoli e nominati i decemviri legibus scribundis che scrivono le XII Tavole, MA, rimanendo al potere per 2 anni, iniziano ad avere un atteggiamento tirannico → nel 449 a.C. vi è la seconda secessione della plebe.

CIL 1, 368=ILS 2970 da Pesaro, cippo
Cippo iscrizione sacra, prima metà II a.C.
Scrittura del lapicida no impaginazione
Arcaicità tratti: P, L, N
Apolen/ei
Altra iscrizione sacra è quella di Lucio Mummio tav 1 p. 14

CIL 1, 28, Roma rin. presso ponte Cestio
fine III - inizi II a.C., base di un donario
dedica a Esculapio: iscrizione sacra, nome in dativo
parte rovinata: forse prenomen
tratti di arcaicità: scrittura (M, N, P, L), segni di separazione, lingua (accusativo donom, sostanitvo Populicios, no cognomen)
formulario tipico iscrizioni sacre + no abbreviazione
Aescolapio / donom dat / lubens merito / M(arcus) Populicio(s) M(arci) f(ilius)
(Sciolto un voto) volentieri meritatamente

CIL 1, 26
Aiscolapio dono[?] / L(ucius) Albanius K(aesonis) f(ilius) dedit
iscrizione sacra, base donario
P, L, N
Datazione: secondo me sempre come quella di prima, fine III - inizi II a.C.

CIL 1, 360, ILS 9239a, Norba
Tavoletta metallica con fori
Incisione
Lettere: P, D, M, L
P(ublius) Rutilius M(arci) f(ilius) / Iunonei Loucina / dedit meretod / Diovos castud
Arcaicità: morfologia (meretod, castud ablativi; Diovos genitivo Giove; 2 elementi onomastici no cognomen; Giunone Loucina in dativo)
III-II a.C.
Ha dato a Giunone come un voto/pagamento (meretod) per il periodo di “castità”/astinenza (castud) di Giove
Forse dopo il parto, periodo di castità

CIL 1, 359, Norba
Iunonii Loucina dono(m) pro / C(aio) Rutilio P(ubli) f(ilio)
Lastra metallica con fori
Metà III a.C.
Elementi paleografici: A, E, L, R, N, O, P
Linguistico: dativo Iunonii Loucina

CIL 1, 30 (rinv. a valle dell’Isola Tiberina)
M(arcos) C(aios) Pomplio(s) [Pompilius] No(vi) f(ilius) dedron Hercole
arcaismi: forma delle lettere e morfologia (nominativo Pomplios; dedron → dederunt)
2 praenomina (M C) + nomen gentilizio + patronimico
Arcaico

CIL 1, 12, via Appia, Roma, sepolcro degli Scipioni
L(ucius) Corneli(us) L(uci) f(ilius) P(ubli) n(epos) / Scipio, quaist(or), tr(ibunus) mil(itum), annos gnatus XXXIII mortuos, parter regem Antioco(m) subegit
Praenomne (L), nomen (C), patronimico (L f), del nonno (P n) [personaggi rango elevato]
Indicazione del cursus honorum: questor, tribunus militum
Morto a 33 anni, figlio di Lucio Cornelio Scipione (vs re Antioco III di Siria) e nipote di Scipione l’Africano
Datazione 160 a.C.
Triginta tres (n. card.)
(Nonno di colui che è nella iscrizione) Publio Cornelio Scipione: muore nel 211 e combatte in Spagna vs Cartagine nella 2° guerra punica
(Padre di chi è nell’iscrizione) Lucio Cornelio Scipione Asiatico: nella 2° guerra punica 218-201 Roma vs Antioco III, re della dinastia seleucide, aveva esteso i suoi domini fino all’Asia minore → minaccia poleis greche → chiedono aiuto a Roma → guerra romano-siriaca 192-188 a.C. → trattato di Apamea 188 a.C.
(Zio di chi è nell’iscrizione) Publio Cornelio Scipione Africano: 2° guerra punica vs Annibale → battaglia di Zama 202 a.C. → sconfigge Annibale
(discendenza degli Scipioni) Publio Cornelio Scipione Emiliano: comandante 3° guerra punica 149-146 → distruzione Cartagine

CIL I1626 = CIL VI, 331, Roma
L(ucius) Mummi(us) L(uci) f(ilius) co(n)s(ul) duct(u) / auspicio imperioque /eius Achais capt(a) Corint(h)o / deleto Romam redieit / triumphans ob hasce / res bene gestas quod / in bello voverat / hanc aedem et signu(m) / Herculis Victoris / imperator dedicat
Lucio Mummio figlio di Lucio console sotto la sua guida, il suo auspicio e il suo comando, conquistata l’Acaia, distrutta Coritno, ritornò a Roma, celebrando il trionfo per aver ben condotto queste imprese, dal momento che in guerrra aveva promesso questo tempio e stuatua. Il comandante (lo) dedica a Ercole Vittorioso
Iscrizione sacra in versi saturni: dedica di una statua e l’erezione di un tempio a Ercole da parte di Lucio Mummio
Cursus honorum + res gestas di Lucio Mummio Acaico
Definito “rudis” → Velleio Patercolo
“imperator”: prime attestazioni
Cicerone, Verrine
Livio: abstinentia
Datazione: dopo il trionfo 145 a.C. perchè distruzione Corinto nel 146 a.C., conquistato la Grecia (Acaia) e la Lega Achea

CIL 6, 492; Sppllt Imagines, I, nr. 8, 1-3
Matri derum et navisalviae / {Salviae} voto suscepto, / Claudia Synthyche / d(onum) d(edit)
Ara con zoccolo, cornice lato frontale + specchio epigrafico + iconografia a rilievo + pulvini
Alla Madre degli dei: 2° guerra punica (218-201)
Navisalviae: epiteto
Iconografia: matrona che attende al culto
Salviae: 2 volte → distrazione
Nomen (Claudia) + cognomen (Synthyche → liberta)
D D → donum dedit (decreto decurionum “per decisione dei decurioni”)
Modulo armonico + abbreviazione
Voto suscepto: avendo fatto un voto
La matrona Claudia Quinta è raffigurata nell’atto di trascinare la nave che trasporta la statua della dea Madre
Il culto romano della Magna Mater era dedicato a Cibele, un’antica divinità anatolica di origine frigia, introdotto a Roma durante la II guerra punica vs Cartagine. Simulacro: pietra nera trsportata dalla Frigia a Roma. Riti: Megalesia (aprile) celebrazione pubblica

CIL 6, 493
Tabula per Mater Navisalvia
stesso personaggio, stessa divinità, stesso epiteto dell’ara (fig. 21)

CIL VI, 723=ILS 4203, Roma (184 d.C.)
M(arcus) Aurelius / Aug(usti) lib(ertus) Euprepes / Soli Invicto Mi/hrae aram / ex viso posuit / prosidentibus Bi/ctorino patre et Ia/nuario dedicata / IIII Non(as) Iunias L(ucio) Eggi/o Maryllo et Gn(aeo!) Papi/rio Ailiano co(n)s(ulibus)
Cos: datazione consolare (184 d.C.) + il giorno (4 giorni prima delle none di giugno)
Imperatore Commodo MA Marco Aurelio (praenomen e nomen) → liberto imperiale (Augusti libertus)
Dedica a Sol Invictus: culto ambito militare
Presenza di altri personaggi
Ara con dedica
Marco Aurelio Euprepes, liberto dell’Imperatore, pose un’ara (altare) al Sole Invitto Mitra in seguito a una visione, alla presenza di Vittorino padre e Gennaro. Dedicata il 4° giorno prima delle None di giugno sotto il consolato di Lucio Eggio Marillo e Gneo Papirio Eliano.
Quartus
Culto di Mitra e del sol Invictus
Culto di Mitra - una delle religione misteriche più diffuse nell’impero tra I e IV sec. d.C.
Il Mitraismo era stato introdotto tempo prima negli ambienti ellenistici durante le campagne di Pompeo nel I a.C., ma fu sotto la dinastia dei Severi che fu particolarmente seguito.
Luoghi di culto: mitrei → luoghi nascosto e sotterranei
Diocleaziano identificò questo culto col Sol Invictus
Ambienti militari e amministrativi
Tauroctonia: uccisione toro sacro → valenza astronomica e cosmologica + presenza simbolica di serpente, cane, scorpione e corvo

Bull. Comm. Arch. Rom.
Deo Soli Invicto Mithrae Ti(berius) Cl(audius) Herm [es] ob votum dei typum d(ono) d(edit)
Rilievo con iscrizione in alto nella cornice + sfondo architettonico con 2 colonne
Iconografia di Mitra: due tondi (sole e luna), toro, scorpione, serpente, cane, grotta, 2 assistenti con torcia
Dedicante: Tiberio Claudio Hermes
typum: bassorilievo

CIL VI
D(is) M(anibus) Caesiae / Libadi fec(it) / b(onae) m(emoriae) m(arcus) Ulpius / Ianuarius uxor(i) / karissimae et si(bi)
Cinerario a cassetta con tetto a doppio spiovente + decorazioni + cornice con piccola tabula per iscrizione funeraria
D M: seconda metà del I d.C.
Ulpius Ianuarius per Caesia Libas la moglie
Gentilizio imperiale → Ulpius → Traiano fine I inizio II d.C.

CIL 6
Caesia Libas dedica al figlio carissimo Marco Ulpio Gemino
Dis Manibus Marco Ulpio Gemino fecit Caesia Libas filio carissimo
DM dalla seconda metà del I d.C.

Roma, via Ostiense, sepolcreto
M(arcus) Quintilius Staphylus vix(it) ann(is) XVI
Cinerario in marmo con coperchio
Specchio epigrafico con incisione cornice
Sedecim

CIL XIV
P(ublius) Nonius Zethus Aug(ustalis) fecit sibi et Noniae Hilarae conlibertae Noniae p(ubli) l(ibertae) Pelagiae coniugi P(ublius) Nonius Heraclio
Ollario/cinerario a bancone: parte frontale inquadratura pseudo-architettonica + riquadrati laterali oggetti del mestiere
Specchio epigrafico con rubricatura
Prime righe attaccate, ultima riga staccata
Onomastica: nomen uguali + cognomi grecanici → liberti (conlibertae)
Augustalis: membri di un collegio religioso dedicato al culto imperiale. Carica ricorperta spesso da liberti nella loro ascesa sociale. Soprattutto quando hanno grande importanza a livello municipale-locale (uffici burocratici)
Una donna definita coniuge → rapporto di contubernium: unione tra liberto + libero
I d.C.
Il committente, un uomo libero di nome Publius Nonius Zethus, che ricopriva la carica di Augustale (un cittadino benestante che serviva onorariamente il culto imperiale).
Fece per sé stesso e per Nonia Hilara, che era sua "conliberta", cioè entrambi erano stati schiavi dello stesso padrone (Publius) e furono liberati insieme.
E per Nonia Pelagia, che era stata liberata da Publius (il padrone comune), e che era la moglie (coniugi).
Spesso, alla fine, si aggiungeva il nome del padrone comune (libertus), Publius Nonius Heraclius, da cui derivavano i nomi dei suoi liberti.

CIL, 1, 102, Cippus pinea, Praeneste
Caltia M(arci) f(ilia)
Cippo funerario a forma di pigna

CIL I, 2933 + 639
C(aius) Sempronius Ti(beri) f(ilius) Ap(pius) Claudius C(ai) f(ilius) P(ublius) Licinius P(ubli) f(ilius) IIIviri (agri)
4 linee di testo: le prime 3 nomi, la 4° triumviri
Riforma agraria dei Gracchi, facenti parte della famiglia Semproni
Tiberio Gracco, ex Lex Licinia Sextia
In alto: assi x strade romane e centuriazione
Cippo graccano 131 a.C.
Sulla sommità compare la figura geometrica indicante l’incrocio fra kardo e decumanus per posizionare correttamente il cippo
1° triumvirato agrario 133 a.C.→ Lex Sempronia agraria
Tiberio Sempronio Gracco → P. Licinio Crasso Muciano
Gaio Sempronio Gracco
Appio Claudio Pulcher (suocero di Tiberio)
2° - 132 a.C.
Gaio Sempronio Gracco
P. Licinio Crasso Muciano
P. Mucio Scevola
3° - 123-122 a.C.
Gaio Sempronio Gracco
M. Fulvio Flacco
G. Papirio Carbone
II a.C. Tiberio, tribuno della plebe, cerca di risolvere una grave crisi sociale ed economica. Gran pate delle terre pubbliche (terreni conquistati) erano stati occupati abusivamente dai grandi proprietari. I piccoli contadini senza terra e costretti a diventare poveri o schiavi.
Tiberio fa rispettare una vecchia legge agraria, Lex Licia Sextia IV sec., che fissava un limite di 1000 iuge x famiglia.
Tutto ciò che supera, ritorna llo Stato e vengono
o divise in piccoli lotti (tramite la centuriazione: misurazione e suddivisione geometria del terreno)
o assegnate ai cittadini poveri.
133 a.C. uccisione di Tiberio → inizio dello smantellamento della riforma → lavoro sottrato ai quattuorviri e dato ai consoli

CIL 11, 66642=CIL 1, 617=ILS 5803
M(arcus) Aemilius M(arci) f(ilius) M(arci) n(epos) Lepidus co(n)s(ul) XV XXLXIIX
Quindecies, ducenti sexaginta octo
Cippo con funzione miliare, età repubblicana
Distanza via Emilia (Roma-Bologna)
Onomastica: esponente impo (nepos)
Cippi miliari: età repubblica magistrato, età imperiale imperatore
Marco Emilio Lepido, console nel 187 a.C.

CIL III, 5728 = CIL XVII
Imp(erator) Caes(ar) M(arcus) Opellius Severus Macrinus Pius Felix Aug(ustus) pont(ifex) max(imus) trib(unicia) pot(estate) II p(ater) p(atriae) co(n)s(ul) pr]oco(n)s(ul) et M(arcus) / Opellius Antoninus / Diadumenianus / nobiliss(imus) Caes(ar) /princ(eps) iuvent(utis) / providentissimi Augg(usti) fece(runt) / ab Ag(unto) m(ilia) p(assuum) LVI
Cippo miliare da Aguntum, nel Tirolo austriaco, iscrizione su opere pubbliche (penso)
Imperator
Caesar
Macrino [2173218 d.C.] + epiteti
Varie cariche (pontifex maximus, tribunicia potestate dal 23 d.C., pater patriae, consolato, imperium proconsolare)
Numerale indica quanto tempo sta al potere in carica
Figlio Diaduminianus + epiteto perchè giovane (providentissimi Augusti) → associa al potere x continuità dinastica
Secunda, quinquaginta sex

CIL I = CIL VI
Cornelius Lucius Scipio Barbatus Gnaivos patre / prognatus fortis vir sapiensque quoius forma vitutei parisuma / fuit consol censor aidilis quei fuit apud vos Taurasia Cisauna / Samnio cepit subigit omne Loucanam opsidesque abdoucit
Sarcofago con iscrizione arcaica in versi saturni II a.C.
Elementi di separazione: tratti orizzontali
Iscrizione repubblicana (CIL I) e iscrizione urbana (CIL VI)
2 momenti: 1° con solo il nome (rasatura), 2° con elogio
Arcaismi: lettere, lingua, no tria nomina “normali (Lucius messo dopo il nomen)
Lucio Cornelio Scipione Barbato: console dal 298 a.C. e, dopo 10 anni, console e censore (3° guerra sannitica) [cursus honorum]
Figlio di Gneo + modello etico + descrizione aspetto
Apud vos: elogio funebre orale
Polibio: laudatio funebris, ius imaginum, descrizioni varie toghe
Lucio Cornelio Scipione Barbato, nato da padre Gneo,uomo forte e saggio, la cui bellezza fu del tutto pari al suo valore. Fu vostro console, censore e edile.
Prese Taurasia, Cisauna e il Sannio, sottomise tutta la Lucania e condusse via ostaggi.

AE 2002, 553, Acelum (Asolo, Treviso)
D(is M(anibus) s(acrum) // P(ublio) Acculeio Apo/lausto marito be/ne merenti Accu/leia Zosime fecit et sibi
Sarcofago con busti (acroteri) e coperchio
Lato frontale: eroti funerari che sorreggono cornice (tabula ansata)
Liberti stessa famiglia: uguali nomina
D M: dalla seconda metà del I d.C.

Epigraphica
L(ucio) Tinnavio / Robiae VIviro / Brixiae / L(ucius) Tinnavius Quart(us) / et Lubiamus filii / fac(iunfum) cur(averunt)
Stele centinata con iscrizione funeraria
Sopralineatura nel numerale sex
O lettera nana
Lucio Tinnavio: carica ricoperta e origo (Brescia)
Massiccio dente di incastro nella parte inferiore della stele (non si vede nell’immagine della tavola, ma c’è nel libro)
Datazione: sicuramente dopo la Repubblica, dato che il nome seviri è legato al culto imperiale (vedi sotto)
Buonopane p. 184: un ordo, di rango inferiore e intermedio tra i decuriones e l’assemblea popolare (populus), era costituito dagli Augustales o seviri augustales o, più semplicemente, sexviri, composto soprattutto da liberti di agiata condizione economica, la cui origine era legata al culto imperiale, ma i cui compiti sembrano essere abbastanza limitati (ai liberti era precluso l’accesso alla vita politica)

CIL V (Trieste)
C(aio) Hostilio C(ai) f(ilio) / Frugioni, / C(aio) Hostilio C(ai) f(ilio) / Nepoti f(ilio), / L(ucio) Mutillio L(uci) l(iberto) / Nymphodoto f(ilio), / Hostilia C(ai) l(iberta) / Provincia / v(iva) f(ecit)
Stele architettonica a pseudo-edicola, molto alta + apparato iconografico
V.F.
Liberta Hostilia: compito dei liberti → monumento funerario
Stele degli Ostili, che all’interno dell’elegante edicola mostra in basso la raffigurazione di alcune stoffe stese su un fornello in una tintoria, probabile riferimento all’attività della famiglia, ai lati dei pilastrini con degli acroteri (sono le decorazioni a forma di palmetta, tipo)
Datazione: metà I d.C.

CIL 11, Parma, stele
((:gorgoneion)) C(aius Pupius C(ai) l(ibertus) Amicus, purpurarius. ((:ornamenta)) ((:protome viri)) ((:ornamenta)) ((:instrumenta purpurarii numero septem)) Vivos fecit sibi et suis. / In f(ronte) p(edes) XII, in a(gro) p(edes) XX
Stele con iconografia strumenti mestiere e mezzo busto
Forma edicola
In alto nome del defunto e in basso dimesioni area sepolcrale
Duodecim, viginti

CIL 6, ara
C(aius) Iulius Helius, sutor a Porta Fontinale fecit et Iuliae Flaccillaae fil(iae) et C(aio) Iulio Onesimo liberto, libertabusque posterisque eorum. V(ivus) f(ecit)
Ara funeraria + busto del defunto
In alto D.M
Iscrizione incorniciata
Caius Iulius sutor (artigiano) + luogo bottega
Per la figlia e liberti

Mensa podiale, Roma
D(eis) M(anibus) L(ucio) Abuccio Nimphodoto et Labuccio diadoco Albuccia Amaryllis coll(ibertis) b(ene) m(erentibus) f(ecit)
Lastra poggiata su piedistallo (trapezofori) + cavità per libagioni funerarie (infundibulum)
Tutti liberti
D M: dalla seconda metà del I d.C.

CIL V
V(ivus) f(ecit) / L(ucius) Blandius C(ai) f(ilius) / Vot(uria), / IIIIIIvir et / augustalis / et flaminalis, / sibi et / Valeriae L(uci) f(iliae) / Rusticae / uxori
Aggiunta nell’interlinea
Stele
Cariche di culto imperiale: sacerdozi
Moglie “Rusticae” origine campagna
Sexviri

CIL VI
Caeciliae Q(uinti) Cretici f(iliae) Metallae, Crassi <:uxori>
Mausoleo di Cecilia Metella (no prenomen)
Famiglia ceto senatorio importante: indicato il nomen del marito (figlio di Crasso del 1° triumvirato 60 a.C.)
Patronimico particolare: nome del padre + cognomen ex virtute (Cretico, combattutto vs i pirati)
50 a.C. ca.
Lastra curvilinea inserita nelle strutture murarie dell’edificio

CIL VI
Cornelia Gaetulici filia Gaetulica
Urna nel sepolcro degli Scipioni: Cornelio Scipione Getulio → cognomen vs popolazioni dei Getuli (età di Tiberio, I d.C.)
Cognomen ex virtutem del padre: patronimico
Ordo senatorio
Datazione: 20-80 d.C.

CIL XIII
D(is) M(anibus) C(aius) Iul(ius) Maternus / vet(eranus) ex leg(ione) I M(inervia) vi(v)us sibi / et Mari(a)e Marcellinae / co(n)i{i}ugi dulcissim(a)e / castissim(a)e obitae f(ecit)
Stele con 2 registri: mensa con famiglia (uomo dimensioni superiori) e testo epigrafico
Nessi: ET, ME
Onomastica: Iul abbreviato
Maternus è un veterano della legione I Minerva (epiteto)
D M: dalla seconda metà del I d.C. (CIL: 1 to 300)
obitae: morta

CIL VI
M(arcus) Valerius M(arci) f(ilius) / M(ani) n(epos) Messal(la), / P(ublius) Serveilius C(ai) f(ilius) / Isauricus / cens(ores), / ex s(enatus) c(onsulto) termin(averunt)
Cippo di terminazione del Tevere
MN: abbreviazione prenomen Mani + nepos
Publio Servilio figlio di Gaio Isaurico (indica vs chi ha combattuto → conquistò l’Isauria) e Marco Valerio, figlio di Marco e nipote di Messalla
Sono censori: terminazione rive del fiume + area sacra del corso del fiume Tevere
54 a.C.

Epigraphica, Brescia
V(ivus) f(ecit) / L(ucius) Petronius / Secundus / sibi et / Vigiliae Nigrin(ae) / uxori carissi(imae) / et L(ucio) Petronio Primo filio / L(ucio) Petronio / Nicephoro patri / et Petroniae / Primulae mat(ri)
Ara funeraria
Lucio Petronio Secondo nominativo: ha fatto il monumento per sè e per Vigilie Nigrina (caratteristica fisica) e per Lucio Petronio Primo e per il padre Lucio Petronio Nicephoro e per la madre Petronia Primula
Madre e padre erano colliberti: madre stesso nomen, padre cognomen grecanico, e no patronimico

Epigraphica, Roma
D(s) M(anibus) / Aurelio Pitho/lao filio carissi/mo qui vixit annis / XVi mensibus V diebus / XXIII fecerunt M(arcus) Au/relius Agoracri/tus et / Aelia Rhoxane / parentes piissimi
II-III d.C.
Sarcofago strigilato: parte centrale tabula alzata, in basso tralcio di vite
D.M.
Adolescente Aurelio Pitholao
Genitori cognomina grecanici + nomina di imperatori (Marco Aurelio 161-180 e Adriano 117-138)
Quindecim, quinque, viginti tres

Epigraphica, Roma
Cn(aeus) Pomponius / (mulieris) l(ibertus) / Abbaeus / Aelis L(uci) l(iberta) Helpis / Pomponia Cn(aei) l(iberta) Fausta / fecerunt sibi et suis
Theta nigrum + C rovesciata (mulieris)
Gneo Pomponio (+ cognomen giudaico) è liberto di una donna [liberto che aveva degli schiavi → liberti]
Aelia (età Adrianea 117-138) Helpis liberta di Lucio
Pomponia Fausta liberta di Gneo (il 1°)

CIL VI, Roma
D(is) M(anibus) fecit / M(arcus) Antonius / Donatus sibi et Antoniae Nice / lib(ertae) suae bene / merenti carissim(ae) / dulcissimae
Urna priva di coperchio
Nice cognomen grecanico + stesso nome del patrono
No datazione in CIL

CIL VI, via Appia, Roma
Rubria Ge L(ucio) Rubrio / Crescenti contub(ernali) suo / bene de se merito v(ixit) a(nnis) XL
Lapide
Colei che dedica è Rubria Ge (cognomen grecanico “terra”)
Lucius Rubius Crecenti compagno (contubernale) della donna [no connubium]
Donna è la sua liberta o sono colliberti
Quadraginta

CIL III, Virunum (Noricum)
C(aius) Publicius / Virun{i}ensium / lib(ertus) Asiaticus / fec(it) sibi et Lupul(a)e / coniugi karissimae
Tabula di tipo funerario
Ex schiavo della città del Norico (Virunum: genitivo dei cittadini) + “Publicus”
Lupulae: contubernalis ancora schiava → solo nome
K→C
fine I - inizi II d.C.

AE, Piacenza
D(is) M(anibus) / Flaviae / Pyrallid(i) / Publicius / Plac(entise) lib(ertus) / Theseus / coniugi / rarissi=mae
Ara funeraria con decorazioni ai lati (oggetti rituali per libagioni)
Publicius + genitivo della città (Placentiae)
Colei alla quale è la dedica Flavia Pyrallidi (cognome greco, ma gentilizio imperiale)
Elementi di datazione: DM (seconda metà del I d.C. in poi), nomen imperiale (dinastia Flavia 69-96), paleografia
Coniux: anche se ambito libertino
2° metà I sec. d.C.

CIL VI, Roma
Diis(!) Manib(us) / C(aius) Silius Herma / sibi et Restituto / vernae suo
Indicazione schiavi nati in casa: vernae
Tracce di colorazione
C 2° linea non c’è, lettere montati in restituto, nesso in Herma
Urna molto ornata con ghilanda in scrittura epigrafica + coperchio a doppio spiovente con rosette + ai lati fiaccole + erma + amorini e sfingi
Formula diis Manibus per esteso: I a.C. - I d.C.

CIL 4, Praeneste
Pietati / Fortunae Primig(eniae) / votis susceptis / salvis Aug(ustis) / M(arco) Aurelio Antonino et / L(ucio) Aelio Aurelio [[[Commodo]]] / Fortunatus verna / disp(ensator) eorum / et Aurelia Restituta lib/erta) / l(ocus) d(atus) d(ecreto) d(ecurionum) d(onum) d(ederunt)
Alla pietà della Fortuna Primigenia per l’adempimento dei voti della salvezza degli imperatori Marco Aurelio Antonino e Lucio Aelio Aurelio Commodo, lo schiavo di casa Fortunato loro dispensator (amministratore, tesoriere) e la liberta Aurelia Restituta fecero un dono, dato il luogo per il decreto dei decurioni
Ara funzione votiva
Doppia onomastica di Commodo [177 Lucio Aelio x adozione; 180 Aurelius]
Lato: dedica
Commodo muore il 31/12/192 → congiura → nome eraso
LD: libens dat o locus datus; D.D.: decurioni classe locale emergente per spazio pubblico
Dedicatum / IV Idus Aug(ustas) / imp(eratore) Commodo II / et Martio Vero I[I] / co(n)s(ulibus //
Iscrizioni sacrale dedica di lato: nome consoli, il giorno (prima delle idi di agosto)
Commodo II (bis): nel 179 d.C.
quartus, bis

CIL 6, Roma, Porta Maggiore, Monumentum Statiliorum
Diìs Manibus Primi Messallinae Neronis <:uxoris> ser(vi) vern(ae), opsonat(oris); vixit ann(is) XXI Statilius Hesychus patruus p(osuit) d(e) s(uo)
Agli dèi Mani di Primo che è servo nato in casa di Messalina, moglie di Nerone, che si occupa della dispensa; visse 21 anni. Lo zio paterno Statilio Hesychus la fece fare a proprie spese
Ara funeraria nel sepolcro dei Statili
Diìs manibus per esteso I secolo
Nome della donna con il genitivo del marito
Zio paterno, Statilio Hesychus liberto, fa fare l’ara a proprie spese per Primo che è schiavo
Viginti unus
Nerone 54-68
La Gens Statilia
Il personaggio più noto è Statilia Messalina, moglie dell’imperatore Nerone (dopo Poppea Sabina)
Il monumento serviva come sepolcro familiare

CIL 6, Roma, Porta Maggiore, Monumentum Statiliorum
Dìs Manibus / Sperato, tabulario, / Messallinae Neronis <:uxoris> / servo, vixit annis XXX, / Statilia Felicula coniux / bene merenti fecit
Area sepolcrale degli Statili: tabula ansata funeraria
Statilia Felicula coniuge fece fare a Sperato tabularius (che si occupa dei registri) ed è schiavo di Messalina
Triginta

Bonn, Germania Inferior, AE
Euthenia / annor(um) XXXV / pia in suis / h(ic) s(ita) e(st) s(it) t(ibi) t(erra) l(evis) / Gemellus / contuber/nali
Stele con decorazione + specchio epigrafico incorniciato
Nomi singoli: schiavi
Euthenia, di 35 anni, affettuosa verso i suoi. Qui è sepolta. Che la terra ti sia lieve. Gemello (pose questo monumento) alla sua compagna di vita.
Triginta quinque

CIL 13, Burdigala
L(ucio) Antonio L(uci) f(ilio / Gal(eria) Statuto / domo Bilbil(i) / Ocellio l(iberto)
A Lucio Antonio figlio di Lucio (patronimico) Galeria (tribù greca) Statuto (cognomen) nella casa Bilbili (residenza) dal liberto Ocellio [è stata fatta questa lastra funeraria]
Lucio Antonio è cittadino di nascita libera: patronimico, tribù, residenza
Nesso NT, 2 lettere incluse O-L + segno di interpunzione nella O
Seconda metà del I a.C.
Si omette il prenome e il gentilizio del liberto perchè identici a quelli del patrono
Domicilio: domo + nome città in ablativo, genitivo, locativo o aggettivo

ILS 8888, Ascoli, Decreto di Gn. Pompeo Strabone
C]n(aeus) Pompeius Sex(ti) [f(ilius) imperator] virtutis caussa / equites Hispanos ceives [Romanos fecit in castr]eis apud Ausculum a(nte) d(iem) XIV K(alendas) Dec(ambres) / ex lege Iulia
Epigrafe di Ausculum: apografo; originale su tavola bronzea con fori + parte centrale perduta
Quattuordecim
Gneo Pompeo, figlio di Sesto, [Strabone], imperator, per ricompensarli del loro valore ha fatto cittadini romani i cavalieri ispanici nel suo accampamento presso Ascoli il quattordicesimo giorno prima delle calende di dicembre (17 novembre 89 a.C.) in virtù della lex Iulia. Furono nel suo consiglio (seguono circa 60 nomi di consiglieri tra cui Cn. Pompeo figlio e Catilina). Squadrone Salluitano: seguono 30 nomi di cavalieri spagnoli,
Cneo Pompeo, figlio di Sesto, imperator, per il loro valore ha insignito lo squadrone Sallutiano nel suo accampamento presso Ascoli delle seguenti decorazioni militari. Corniculum, patella, torques, armilla, fàlere e di una doppia razione di frumento (frumentum duplex)
Il generale con il suo consiglio di guerra
Parte superiore: iscritio del provvedimento con nomen Pompeius
Nome dello squadrone ispanico: Turma Salluitiana

CIL XVI, 1, Diploma militare del 52 d.C.
Diplomi militari da età di Claudio (41-54 d.C.)
Tavole bronzee su entrambe le facce + fori + fili metallici
Nella faccia esterna 7 nomi (autenticità al documento)
Struttura: nome dell’imperatore, reparto, provvedimento (ius civitati e ius connubi), nome dei consoli (datazione), nome del soldato
Soldati (peregrini: no cittadini romani) negli auxilia o nella flotta o pretoriani (cohortes urbanae o vigilum)
Copia conservata nei templi; originale al soldato
dopo tribunicia potestate: n. ordinale duodecime; dopo acclamzioni imperatorie e consolari: avv. numerale vicies septies - quinquies
Elementi di datazione
Reparto
Civitas e connubium
Consoli e “documento di identità”
Descriptum et recognitum secondo quello che è il testo che si trova nella tavola bronzea che è a Roma nel Campidoglio nella parte destra del tempio della Fides del popolo romano
Sbobina 5 p. 17
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, investito per la dodicesima volta della potestà tribunizia, acclamato imperatore per la ventisettesima volta, padre della patria, censore, console per la quinta volta,
concesse la cittadinanza romana e il diritto di conubium (cioè il matrimonio legittimo secondo il diritto romano) ai trierarchi e ai rematori che avevano prestato servizio nella flotta di Miseno sotto il comando del liberto di Tiberio Giulio Augusto, Optato, e che erano stati congedati con onore (honesta missio), i cui nomi sono scritti qui sotto.
Concesse la cittadinanza a loro, ai loro figli e ai loro discendenti, e il diritto di conubium con le mogli che avevano al momento in cui fu loro data la cittadinanza, oppure — se erano celibi — con quelle che avrebbero poi sposato, purché ciascuno solo una.
Dato tre giorni prima delle Idi di dicembre (cioè il 11 dicembre) durante il consolato di Fausto Cornelio Silla Felice e Lucio Salvidieno Rufo Salviano (anno 52 d.C.).
Al gregale (marinaio semplice) Spartico, figlio di Diuzene, della tribù Dibpscurta, appartenente alla nazione dei Bessi.
Trascritto e verificato dalla tavola di bronzo che è affissa a Roma, nel Campidoglio, nel tempio della Fede del popolo romano, nella parte destra.
🏛 Perché un liberto poteva comandare una flotta
Durante il I secolo d.C. — soprattutto sotto Claudio e Nerone — si diffuse l’uso di affidare posizioni di grande responsabilità a liberti imperiali, specialmente nelle amministrazioni che dipendevano direttamente dall’imperatore, come:
le flotte militari (Miseno, Ravenna, Alessandria, ecc.),
le finanze imperiali (il fiscus Caesaris),
i servizi amministrativi e logistici (acquedotti, magazzini, approvvigionamento del grano, ecc.).
Questo accadeva perché i liberti, non avendo una base politica o familiare propria, erano completamente fedeli all’imperatore. In un’epoca in cui il Senato era ancora potente e potenzialmente ostile, gli imperatori preferivano spesso affidarsi a uomini di fiducia della loro casa, anche se di origine servile.
⚙ Il titolo del comandante: praefectus classis
La flotta di Miseno (classis Misenensis), base navale principale del Mediterraneo occidentale, era comandata da un praefectus classis, cioè un “prefetto della flotta”.
Nei primi decenni dell’Impero, questo titolo fu spesso ricoperto da liberti imperiali, come Optatus nel tuo testo. Solo più tardi (sotto i Flavi, e poi stabilmente sotto Traiano e Adriano) la carica passò a cavalieri (equites) di rango equestre.

Lex Irnitana
🟢 1. Contesto e scoperta
Scoperta: nel 1981, in Betica (Andalusia), a circa 20–22 km da Osuna (Urso).
Supporto: sei tavole di bronzo, contenenti ampi estratti di una lex municipalis (legge cittadina).
Città: Irni → divenuta Municipium Flavium Irnitanum in età flavia.
Le tavole fanno parte del gruppo di leggi note come leges Flaviae municipales, di cui fanno parte anche:
Lex Malacitana (Malaga)
Lex Salpensana
Tutte presentano articoli di legge (capita) identici o simili + nome di Domiziano
🟢 2. Contesto storico: la romanizzazione flavia
Imperatore Vespasiano (69–79 d.C.) concede lo ius latii (diritto latino) a molte città della Spagna.
Ciò significava che le comunità locali potevano divenire municipi latini:
⇒ le élite locali, dopo aver ricoperto una magistratura, acquisivano la cittadinanza romana.
Questo favorì la romanizzazione delle province iberiche: integrazione politica, amministrativa e sociale.
🟢 3. Struttura della legge
Non conserviamo tutta la Lex Irnitana, ma alcuni capitoli.
Regola tutti gli aspetti della vita municipale:
Magistrature:
Duoviri → competenze amministrative e giudiziarie (come i consoli a Roma).
Aediles → cura dei ludi, edifici pubblici, ordine urbano.
Curia municipale:
composta da 63 decurioni (membri del senato locale).
stabilito un censo minimo per entrare nel collegio dei decurioni.
Elezioni, appalti, multe, gestione del denaro pubblico, ludi, posti negli spettacoli, imposte, prestiti e debiti, ecc.
→ È un vero statuto comunale in senso romano.
🟢 4. Il capitolo 21 – la cittadinanza romana
Rubrica (Cap. XXI): De modo civitatem Romanam consequendi.
Regola come i cittadini del municipium Irnitanum possono ottenere la cittadinanza romana.
Contenuto (parafrasi del latino):
«Coloro tra i senatori, decurioni e conscritti del municipio Flavio Irnitano che saranno eletti magistrati secondo quanto previsto da questa legge, al termine della loro carica diventeranno cittadini romani insieme ai loro genitori, coniugi, figli legittimi sotto potestà e ai nipoti o nipoti nati da figli, purché il numero complessivo dei nuovi cittadini non superi quello dei magistrati da eleggere secondo questa legge.»
La cittadinanza è concessa:
al magistrato locale che conclude l’incarico;
estesa ai familiari diretti (genitori, coniugi, figli in potestate, nipoti).
Si tratta dell’applicazione locale di una lex Flavia municipalis generale, modello comune a tutte le città della Hispania. Conferma l’esistenza di una “legge madre” emanata a Roma (forse da Vespasiano o Domiziano) per regolare i municipi delle province.

Città del Vaticano, necropoli vaticana, Sepolcro E, Mausolei degli Aelii
D(is) M(anibus), / Aeliae Saturninae, / vixit ann(is) XXXVI, mens(ibus) II, / Aelia Aug(usti) lib(erta) Urbana / libertae karissimae
triginta sex, duo (credo)
A Aelia Saturnina da Aelia Urbana (probabile sua liberta)
Liberte augustali: metà II d.C.

Roma - Città del Vaticano, S. Pietro, nicchia dei Palli (in reimpiego presso la tomba di Pietro), forse dalla Necropoli Vaticana
D(is) M(anibus) s(acrum. / P(ublio) Aelio Isidoro seniori, / parenti bene merenti, fili e=/ius fecerun[t], / liberti(s) libert[tabusque] posteris=/que eo[rum]
Tabula frammentaria
A Publio Elio Isidoro seniore padre bene merito dai suoi figli
Dedica anche per i liberti e posteri
D M dalla seconda metà del I d.C.
Adriano 117-138 d.C.

Roma - Città del Vaticano, Necropoli Vaticana, sepolcro E (mausoleo degli Aelii)
D(is) M(anibus) s(acrum, / Aeliae Urbanae, / matri karissimae, / Tyrannus filius
Aelia Urbana ora è morta, dedica dal figlio (Aelio sottinteso)

Roma - Città del Vaticano, Necropoli Vaticana, sepolcro E (mausoleo degli Aelii)
D(is) M(anibus). / T(ito) Aelio Aug(usti) lib(erto) Tyranno, / qui fuit a comm(entariis) prov(inciae) Belgicae, / conìugi dulcissimo, / Aelia Andria uxor et / Aelius Valerianus socer / et Restitutus fecit collib(erto)
Liberto imperiale (Augusto) Tito Aelio Tiranno + incarico burocratico, sovrintese agli archivi della provincia Belgica
Dalla coniuge e dal suocero (Valeriano)
Tutti colliberti
D M dalla seconda metà del I d.C.
Adriano 117-138 d.C.

CIL 10, Miseno
C(aio) Vettio C(ai) f(ilio) Claud(ia) / Grato, archit(ecto) class(is) / pr(aetoriae) Mis(enensis), sibi et Meviae / Quintae coniug(i) suae / et Sallustiae Secundae / matri eius et libertis liberta‘bus’ / ‘posteqisque eorum’ meis. / H(oc) m(onumentum) s(ive) s(epulcrum) h(eredem) n(on) s(equetur)
Iscrizione funebre con formula H M S S H N S
Per il defunto Caio Vettio figlio di Caio (patronimico) della tribù di Claudia (si mette tra patronimico e cognomen, II a-C. - d.C.) Grato (cognomen)
Architetto della flotta pretoria ancorata presso Miseno
Per sè, per Mevia Quinta sua coniuge e per Sallustia Seconda sua madre
e per i liberti: rigo aggiunto dopo
⚓️ Flotta pretoria – definizione
La flotta pretoria (classis praetoria) era una delle principali flotte permanenti dell’Impero romano, composta da marinai (classiarii) e soldati ausiliari.
Era detta “pretoria” perché posta sotto la diretta autorità del praetor praetorius, cioè del comandante imperiale (in pratica dell’imperatore stesso).
🛥 Origine e organizzazione
Fu istituita sotto Augusto (fine I sec. a.C. – inizi I d.C.), quando riformò completamente l’esercito e creò una marina stabile.
Augusto organizzò due grandi flotte pretori:
Classis praetoria Misenensis → con base a Miseno (vicino Napoli)
Classis praetoria Ravennatis → con base a Ravenna (sul Mare Adriatico)
Personale
I marinai erano chiamati classiarii.
Provenivano da province non cittadine (peregrini) → al termine del servizio (26 anni) ricevevano il diploma militare con la cittadinanza romana.
Il comando era affidato a un praefectus classis, di rango equestre.

CIL 6, Roma Mausoleo di Augusto (Musei Capitolini)
Ossa / Agrippinae M(arci) Agrippae [f(iliae)] / divi Aug(usti) neptis uxoris / Germanici Caesaris / matris C(ai) Caesaris Aug(usti) / Germanici principis
Discendenza da Augusto: princeps Caligola
Morte di Germanico
Caligola prende le ceneri di Agrippina maggiore
Svetonia, Vita di Caligola
Le ossa di Agrippina, figlia di Marco Agrippa, nipote dell’imperatore divinizzato Augusto, moglie di Germanico Cesare, madre di Gaio Cesare Augusto Germanico (Caligola)

CIL 13 = ILS, da Colonia Ulpia Traiana (Xanten), Germania inferior
M(arcus) Caelius M(arci) l(ibertus) Privatus / M(arcus) Caelius M(arci) l(ibertus) Thiaminus / M(arco) Caelio T(iti) f(ilio) Lem(onia) Bon(onia) / ((centurioni) leg(ionis) XIIX ann(orum) LIII s(emissis) / [ce]cidit bello Variano ossa / [i]nferre licebit P(ublius) Caelius T(iti) f(ilius) Lem(onia) frater fecit
Duodeviginti, quinquaginta tres
Stele funeraria: parte superiore architettonica ad edicola + effige del defunto (uniforme e decorazioni militari) + 2 pilastrini con 2 busti; parte inferiore: specchio epigrafico incorniciato
Onomastica: liberti + Marco Celio (patronimico, tribù, origo, centurione di legione → cittadino romano)
Bello Variano: battaglia di Teutoburgo 9 d.C. (Germania inferiore)
Tacito, Annales
A Marco Celio, figlio di Tito, della tribù Lemonia, di Bononia, centurione della legione XIIX, di anni 53 e mezzo, caduto nella guerra di Varo. Sarà permesso di raccogliere e seppellire le sue ossa. Pubblio Celio, figlio di Tito, della tribù Lemonia, suo fratello, fece (il monumento).

CIL 6 = ILS, Roma via Appia
M(arco) Blossio Q(uinit) f(ilio) Ani(ensi) Pudenti, ((centurioni)) leg(ionis) V Macedonic(ae), donis militaribus donato ab Imp(eratore) Vespasiano Aug(usto), troquib(us), armll(is), phaler(is), corona aurea, vix(it) an(nis) XLIX sanctissime et prope diem consummationis primi pili sui debitum naturae persolvit. M(arcus) Blossius Olympicus patrono optumo fecit item sibi et libertis et libertabus suis posteri=que eorum. Long(us) p(edes) XXX, lat(us) p(edes) XVII
quinque, quadriginta novem, triginta, septendecim
C uncinata
Ara con rosette e ghirlanda da via Appia
Defunto Marco Blossio (patronimico + tribù), centurione della 5° legione Macedonica + serie di onirificenze militari (decorato con doni militari da Vespasiano)
Visse 49 anni in modo esemplare e, quasi al termine del suo incarico di primipilo (→ centurione più impo della legione), pagò il debito alla natura (cioè morì).
Marco Blossio Olimpico fece (questo monumento) per il suo ottimo patrono (→ liberto, onomastica), e anche per sé, per i suoi liberti e liberte, e per i loro discendenti
Datazione: 69-79 doni dall’imperatore Vespasiano

AE, Roma via Appia
Idumaeus Tiberi Caesaris maternus a veste gladiat[orum]
Tabula con fori, ambito anfiteatro
Idumeos: schiavo, origine forse ebraica
genitivo dell’imperatore + cognomen (probabil. era della madre)
a/ab + ablativo: sfera di competenza → si occupava delle vesti dei gladiatori

CIL 6 = ILS
D(is) M(anibus) / M(arcus) Ulpius Aug(usti) lib(ertus) / Euphrosynus / a veste venatoria
Cinerario in pietra
Liberto dell’imperatore: Ulpius → età di Traiano 98-117 d.C.
Cognomen greco
Sovrintende alle divise dei venatores per le venationes
Datazione 98-130 d.C.

CIL 6, Roma, Colombario degli Statilii
Menander l(ibertus) Ostarius ab amphiteatr(o)
Statilii avevano fatto allestire un anfiteatro
No nomen
Ostarius: portiere
I d.C.

CIL 6, Roma via Salaria
A. Postumius Acoemius doctor myrmillon
Addestratore dei Myrmillones (gladiatori)

CIL 5
D(is) M(anibus + vedi immagine
Agli Dei Mani. A Urbico secutore primus palo nella tribù/regione fiorentina che combattè 12 volte, visse 23 anni, che lasciò la figlia Olimpia di 5 mesi e la figlia Fortunata e la moglie Lauricia; al marito benemerito con il quale visse 7 anni. Ti avverto che qualcuno uccida colui che lo abbia vinto, ti proteggano i Mani suoi amanti
Solchi no profondi + scrittura piccola
I secutori → gladiatore con cane
Primus palus
Maledizione finale a colui che l’ha vinto
Tredecim, viginti duo, quinque, septem
Datazione III d.C.

CIL 6 = ILS, Roma
D(is) M(anibus) / Secundo pegni/ario ‘in culice’ Ludi Magn[i] / bene merenti, / qui vixit annis 7 XCVIIII, mensibu[s] / VIII, diebus XVIII, / familia L(udi) M(agni) fece(runt)
Nonaginta novem, octo, duodeviginti
Iterlinea aggiunta con “V”
Quasi 100 anni + mestiere (pegniarius) con in culice
Ludus Magnus: accanto Anfiteatro/Colosseo, nel Celio
Caratteri paleografici + Ludus Magnus

EDR
Mantias Ti(berii) Caesaris Aug(usti) Medicus ocular vix(it) ann(orum) XXVII
Viginti septem
Lastrina funeraria x schiavo dell’imperatore Tiberio

CIL 6
D(is) M(anibus) / Florentinae / fecit / Philataerus / Aug(usti) lib(ertus), / paedagogus p(uerorum) C(aesaris) n(ostri), vernae / suae beneme/renti
Filereto liberto imperiale istruttore di schiavi
Datazione tarda: I-II d.C. (DM dalla seconda metà del I d.C.)
No nomen
A Florentina, Philatero, liberto di Augusto, pedagogo dei fanciulli di casa del nostro Cesare, fece (questo monumento) alla sua schiava domestica benemerita.

AE
Dis Manibus Ti(berio) Claudio / Aug(usti) l(iberto) Zosimo proc(uratori) / praegustatorum Imp(eratoris) / Domitiani C[a]esaris / Aug(usti) Germanici h(oc) m(onumentum) h(eredem) n(on) s(equetur)
Lettere incluse, nane, nessi
Dis Manibus: fino alla metà del I d.C.
Tiberio Claudio (nomen gentilizio dinastia Giulio-Claudia) liberto imperiale Zosimo (cognomen grecano)
Procuratori praegustatorum: assaggia di Domiziano 81-96
Agli Dei Mani. A Tiberio Claudio Zosimo, liberto di Augusto, procuratore dei praegustatori dell’imperatore Domiziano Cesare Augusto Germanico. Questo monumento non passerà agli eredi.

CIL 6 Roma
Diis Manibus + vedi immagine
Stele per Epaphrodito
Structor a cybo: allestire la mensa
Fece il collega Syntrophus
Schiavi
Datazione: Domiziano 81-96 → 90 a.C. 2 province Germannia (Inferiore e Superiore, precedentemente solo sedi delle legioni stanziali)
Altre info su Domizinao: 85 a.C. vs re Decebalo Dacia- pace comprata

CIL 6, Roma
Ti(berio) Iulio Zoili f(ilio) / Fab(ia) Pappo, comit(i) / Ti(beri) Caesaris Aug(usti), / idemq(ue) supr(a) / bybliothecas omnes / Augustorum ab / Ti(berio) Caesare usque ad / Ti(berium) Claudium Caesarem. / Per Ti(berium) Iulium Niconem hered(em) / in parte quarta et Iulia(m) Fortun(atam)
Specchiatura epigrafica con festore + D M
Defunto Tiberio Pappo (cognomen) Iulio figlio di Zoili (no origine romana → greca) della tribù Fabia
No liberto imperiale → comes
e inoltre sovrintendente di tutte le biblioteche degli Augusti, da Tiberio Cesare fino a Tiberio Claudio Cesare. (Il monumento) fu fatto erigere da Tiberio Giulio Nicone, erede per un quarto, e da Giulia Fortunata
Predecessore di Svetonio (sbobina 10 p. 14)

ILThun 1710
Datazione: IV d.C.
Trovata nelle catacombe di San Sebastiano a Roma
Fastina dulcis in pace
Cristogramma + a-w

ILCV Inscriptiones Latinae Christianae Veteres
Cattosa famu/la dei vixit / annis p/lus) m(inus) LXX / recessit in pace / d(ie) III Idus Oc(to)b(res) / (a)era DLII
Cattosa serva di dio visse circa settant’anni. Morì in pace il 3° giorno delle Idi di Ottobre, nell’anno 552 (514 d.C.)
Septuaginta, tertius, quingenta quinquaginta duo
Tavola + iconografia cristiana (colombe + a-w)
Dato biometrico
Paleografia: L a spatola, A tratto spezzato
552 → 38 a.C. → 514 d.C.: era province spagnole di Betica
Giustiniano I 527-565 d.C.

ILCV Inscriptiones Latinae Christianae Veteres = AE, Rimini
Hic requiescit in pace Innocentius qui deprecans s(an)c(tu)m Andream et s(an)c(tu)m Donatum et s(an)c(t)a Iustina ut si quis ista(m) sepultura(m) pos(t) depositione(m) eius aperire voluerit vel iusserit aperire iudicium vestrum puniatur
Qui riposa in pace Innocenzo invocando Sant’Andrea, San Donato e Santa Giustina affinchè se qualcuno vorrà aprire questa sepoltura dopo la sua deposizione o ordinerà di aprirla, sia puntio dal vostro giudizio
VI secolo
Lastra con maledizione
1° riga pietra rovinata + N difficile
SCM SCA + sovrallineatura

ICUR Inscriptiones christianae urbis Romae; CIL 10
Recessit in pace Geminianus idus Sebtem(ber)
CIL 10: iscrizioni siciliane; ma * no provenienza isolana
Germinianus: G, M, N
Monogramma cristiano + lettere di inizio e fine
2° metà IV d.C.

CIL 10, Grumentum
Q(uintus) Pettius Q(uinti) f(ilius) Tro(mentina) Curva / C(aius) Maecius C(ai) f(ilius) Ouf(entina) pr(aetores) / duovir(i) balneum ex / d(ecreto) d(ecuriorum) de peq(unia) pob(lica) fac(iendum) cur(averunt) / Q(uintus) Pettius Q(uinti) f(ilius) probavit
Quintus Pettius figlio di Quinti (patronimico) della tribù di Tromentina Curva e Caius Maecius figlio di Caio (patronimico) della tribù di Oufenia
Sono pretori duoviri che hanno fatto fare un impianto termale (balneum).
Iscrizione su edificio pubblico → ex decreto decuriorum, per decreto dei decurioni, con soldi pubblici (pequnia poblica)
Il primo l’ha approvato
Grumetum: colonia romana

CIL 11 regioni del nord = ILS da Urbino
C(aio) Vesidieno Cnf(aei) f(ilio) Basso, aed(ili) IIIIvir(o) iur(e) dic(undo) IIIIvir(o) quinq(uennali) publice d(ecreto) d(ecurionum) quod aquam novam conquirendam et in municip(ium) perducend(am) et nymphaeum faciend(um) pec(unia) pub(lica) c(uravit)
Base con iscrizione onoraria
Quattuorviri con soprallineatura: municipio
Procedura per costruzioni opera pubblica: aquam
Nessi: C-N, N-D
Nome del personaggio al dativo + cursus honorum
Caio Vedieno figlio di Cneo, edile, quattuorviro iure dicundo, quattuorviro quinquennale, a spese pubbliche per decreto dei decurioni per il fatto che ha convogliato un nuovo acquedotto e ha condotto quest’acqua nel municipio stesso e ha fatto realizzare un ninfeo
Ninfeo: acqua → in municipio
Età augustea

Il clipeus di Arles
Senatus / populusque romanus / Imp(eratori) Caesari divi f(ilio) Augusto / co(n)s(uli) VIII dedit clupeum virtutis clementiae / iustitiae pietatia erga / deos patriamque.
Octies
Scudo marmoreo, Augusto torna dall’Hispania 26 a.C
Il senato e il popolo romano all’imperatore Cesare divo figlio Augusto, console per l’8° volta diede questo scudo per la virtù e la clemenza e per la giustizia e per la pietà verso gli dèi e la patria
Gallia Narbonensis: passaggio di Augusto → VIII consolato
Riconoscimento seduta del Senato 27 a.C. → propaganda augustea
Rinvenimento anni ‘50

CIL 6 = ILS, 51-52 d.C.
Ti(berio) Clau[dio Drusi f(ilio) Cai]sari / Augu[sto Germani]co, / pontific[i maxim(o), trib(unicia) potes]tat(e) XI, / co(n)s(uli) V, im[p(eratori XXII (?), cens(ori), patri pa]triai, / senatus po[pulusque] Ro[manus, q]uod reges brit[annorum] XI d[iebus paucis sine] ulla iactur[a devicerit et regna eorum] gentesque b[arbaras trans Oceanum sitas] prìmus in dici[onem populi romani redegerit]
A Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, pontefice massimo, investito per l’undicesima volta della potestà tribunicia, console per la quinta volta, imperatore per la ventiduesima volta, censore e padre della patria, il Senato e il popolo romano (dedicarono questo monumento), poiché egli, in pochi giorni e senza alcuna perdita, aveva sconfitto undici re dei Britanni e per primo aveva ricondotto sotto il dominio del popolo romano i loro regni e i popoli barbari situati oltre l’Oceano.
Musei Capitolini, commento di ILS: reperta in Campo Marzio 1641 (altre 1562)
Arco di Claudio, sopra la via Flaminia → trascrizione Poggio Bracciolini
No “imperator” (da Nerone 54-68); sì Caesar
Indicazioni istituzionali
Dedica per aver vinto → spedizione in Britannia imperatore Claudio (41-54)
Cesare in Britannia → Caligola e Claudio (riduzione a provincia romana) → imperatori Flavi → Adriano
Tacito, Agricola: vallo di Adriano, Calgago
Undecimus (ord), quinquies (avv), vicies bis (avv), undecim (card)

CIL XII = CIL XVII = ILS Gallia Narbonensis
Nero Claudius / divi Claudi f(ilius) / Germanici Caesaris / n(epos) Ti(beri) Caesaris Aug(usti) pro/nep(os) divi Aug(usti) abnepos / Caesar Aug(ustus) / Germanicus pontif(ex) / mx(imus) tr(ibunicia) pot(estate) IIII imp(erator) / IIII co(n)s(ul) III p(ater) p(atriae) / Restituit
Cippo miliario
Imperatore Nerone (54-68) sequela di patronimici + titoli
Datazione: 57-58 d.C.
Nerone adottato da Claudio, Germanico è suo zio (fratello di Claudio), Tiberio è suo prozio (fratello di Druso maggiore, padre di Germanico), Augusto è il bisnonno adottivo (perchè adotta Tiberio, che adotta Caligola)
quartus (ord), quarter (avv), ter (avv)

CIL 06
Senatus / populusque Romanus / divo Tito divi Vespasiani f(ilio) / Vespasiano Augusto
Arco di Tito
Dedica dal Senato romano (e dal fratello Domiziano) al morto (divus) Tito
No “quod” → guerra giudaica 70 d.C. assedio Gerusalemme → immagini

CIL 6, dal Circo Massimo
Senatus + vedi immagine
Il senato e il popolo romano all’imperatore Tito Cesare, figlio del divo Vespasiano Augusto, pontefice massimo, investito della potestà tribunicia 10 volte, fu imperatore 17 volte, console 8 e padre della patria, al proprio principe, per il fatto che, su ordine del padre, secondo il suo consiglio e gli auspici, ha sedato la rivolta giudaica (66 d.C. iniziata), ha distrutto la città di Gerusalemme, impresa inutilmente tentata da parte di tutti i comandanti, i re e le popolazioni precedenti.
Piccolissimi frammenti: arco nel Circo Massimo → manoscritto anonimo XI secolo
81 d.C.

CIL 6 = ILS, Roma, Foro di Traiano
Senatus + vedi immagine
Il Senato e il popolo romano all’imperatore Cesare Nerva Traiano Augusto, figlio del divo Nerva, conquistatore in Germania e Dacia, pontefice massimo, investito della potestà tribunicia 17 volte, fu imperatore 6 volte, console 6 volte, padre della patria, per far conoscere di quanta altezza il monte e il luogo siano stati ridotti con così grandi lavori
Colonna traiana; 2 campagne daciche vs Decebalo (102, 105) (inizio Domiziano, ma rivolta Germania inferiore)
Base colonna: ceneri di Traiano → monumento funerario
Spianare un monte
Septimus decimus (ordin), sexies (avv)
113 d.C.

CIL 9
Imp(eratori) Caesari divi Nervae figlio / Nervae Traiano optimo Aug(usto) / Germanico Dacico pontif(ici) max(imo) trib(unicia) / potest(ate) XVIII imp(eratori) VII co(n)s(uli) VI p(atri) p(atriae) / fortissimo principi senatus p(opulus)q(ue) R(omanus)
Dedica dal senato e dal popolo romano
Epiteto optimus e fortissimus
Plinio, Panegirico
Traiano 98-117
Duodevicesimus (ordi), septies, sexies (avv)

Criniti, La Tabula alimentaria di Veleia
Meccanismo alimenta
Preambolo (immagine) + nomi proprietari terrieri
Obligatio: ipoteca del terreno x denaro pubblico (Traiano)
Basso interesse 5% → alimenta (doppio fine)

CIL 6 = ILS dal Foro di Traiano
Vedi immagine
Frammento del 1812, MA prima del IX secolo integra → manoscritto monastero di Einsiedeln + codice Poggio Bracciolini
Il Senato e il Popolo Romano al imperatore Cesare Traiano Adriano Augusto, figlio del divo Traiano Partico, nipote del divo Nerva, pontefice massimo, per la seconda volta investito della potestà tribunizia, console per la seconda volta, che, primo e unico fra tutti i principi, condonando un debito verso l’erario di nove miliardi e cento milioni di sesterzi, rese sicuri, con questa generosità, non solo i suoi cittadini presenti ma anche i loro discendenti
Historia Augusta: Italia vs province, erario vs fiscus, no debiti, bruciare libri contabili nel Foro
Secunda (ord), bis (avv)

AE, Cosa (Grosseto)
[Decio]: rasatura; (!): no nominativo, ma dativo
Base dalla città di Cosa all’imperatore Decio (249-251)
Persecuzione cristiani: libelli
Restituor sacrorum
Ter (avv)

IK
Da Efeso, Turchia, capitale provincia d’Asia
Restitutor: Diocleziano (284-305)
Maiestati eius + vari epiteti/aggettivi
Da un V P → vir perfectissimus ordo equestre, Iulius Antoninus + rationalis (amministrazione finanziaria)
Al restauratore di tutto il mondo, e più forte e più clemente di tutti i principi precedenti, all’imperatore Caio Valerio Diocleziano, pio, felice, invincibile Augusto, Giulio Antonino, vir perfectissimus, rationalis, devoto alla divinità e maestà di lui

IAIg, Madaurus Inscriptions Latines de l’Algérie
Tipologia iscrizione: dedica/onoraria; monumento: tempio
Nell’età felicissima dei nostri signori Diocleziano e Massimiano Augusti, il tempio del dio Ercole, con i suoi portici, rovinato per l’eccessiva antichità e rimasto abbandonato per molti anni, per ordine del proconsole Tito Claudio Aurelio Aristobulo, su istanza di Gaio Macrino Sossiano, uomo di rango consolare e legato della Numidia,
fu consacrato dal medesimo proconsole insieme con il suo legato.
Damnatio memoriae in età costantiniana (306-337)
Numidia
Paleografia: doppia d e n; I annessa in R, T-I
Beatissimum saeculum (segna un periodo di stacco da un periodo precedente; lo utilizza pure Pertinace 193 d.C. per segnare lo stacco rispetto a Commodo) + epiteto “domini” età diocleazianea
Dio Ercole: Diocleziano → giovio, Massimiano → erculeo
2 denominazioni dei governatori provinciali
Per ordine di Tito Claudio Aurelio Aristobulo (nomina imperiali) → tempio fatiscente → restaurato
Proconsole della provincia d’Africa: Aurelio Aristobulo / Legato della Numidia: Macrino Sossiano
Lattanzio III-IV d.C., De mortibus persecutorum (vs Massimiano)
Datazione: 290-284 d.C. (per motivi prosopografici), Numidia
Numidia: attuale Algeria nord-orientale.
Nel II a.C. re Giugurta vs Roma = guerra giugurtina 111-105 a.C. → sconfitto → Numidia annessa
Cesare: Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, in Africa (46 a.C.) il re numida Giuba I si schierò con i Pompeiani. Dopo la loro sconfitta nella battaglia di Tapso, Cesare annette il territorio di Giuba I, che così perse l’indipendenza.
Cesare riorganizzò l’Africa:
Africa Vetus: antica provincia romana intorno a Cartagine
Africa Nova: ex regno numida
Provincia autonoma: sotto gli imperatori successivi (forse Settimio Severo fine II d.C.), la Numidia divenne provincia autonoma → aveva un legatus Augusti propraetore
1. Il proconsole (proconsul) Cos’è
Il proconsole è il governatore di una provincia senatoria.
Nel tuo caso: Africa proconsularis
L’Africa (con capitale Cartagine) era una provincia senatoria, anche in età imperiale avanzata.
Il suo governatore aveva il titolo di proconsul Africae.
Era:
nominato formalmente dal Senato
di rango consolare
senza comando diretto di legioni (almeno in teoria)
Competenze
Il proconsole:
esercitava autorità civile e giudiziaria
sovrintendeva a finanze, culto pubblico, edilizia
rappresentava il potere imperiale nelle dediche ufficiali
aveva grande prestigio simbolico
👉 Tito Claudio Aurelio Aristobulo, come proconsole d’Africa, è l’autorità massima nella provincia.
2. Il legato (legatus Augusti) Cos’è
Il legato è un funzionario direttamente dipendente dall’imperatore, non dal Senato.
Nel tuo caso: Numidia
La Numidia era una provincia imperiale, separata dall’Africa proconsularis.
Era una provincia militare, con almeno una legione (la Legio III Augusta).
Il suo governatore era un legatus Augusti pro praetore.
Competenze
Il legato:
aveva comando militare diretto
esercitava anche potere civile e giudiziario
dipendeva gerarchicamente dall’imperatore
agiva come garante della sicurezza e dell’ordine
👉 Gaio Macrino Sossiano, legato della Numidia, è quindi il massimo rappresentante dell’imperatore in una provincia diversa, con funzioni soprattutto militari.
3. Perché compaiono insieme nella dedica?
Questo è il punto più interessante dal punto di vista storico ed epigrafico.
Il tempio di Ercole si trova in un’area di confine o di interesse comune tra Africa e Numidia