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Ansia vs. paura
Ansia: senso di apprensione che si prova nell’anticipazione per un problema → arousal moderato
Paura: reazione ad un pericolo immediato → arousal alto
Fobia specifica
Paura marcata e sproporzionata, provata sistematicamente da particolari oggetti o situazioni
Questo viene evitato o sopportato con intensa ansia
Dura per 6 mesi o più
Disturbo d’ansia più comune
La fobia specifica rappresenta il disturbo d’ansia più comune
Disturbo d’ansia sociale
Paura o ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri
L’individuo teme che agirà in modo tale o manifesterà sintomi di ansia che saranno valutati negativamente
La durata è di almeno 6 mesi
Disturbo di panico
Ricorrenti attacchi di panico inaspettati
Protrarsi per almeno 1 mese di preoccupazione per la possibilità di nuovi attacchi, le loro conseguenze e comportamenti disadattivi
Agorafobia
Paura o ansia marcata rispetto a situazioni in cui non sarebbe possibile scappare o ricevere l'aiuto necessario nel caso si presentino sintomi simili a quelli dell'attacco di panico, sintomi di imbarazzo o di incapacità nel fare qualcosa
Durata di almeno 6 mesi
Disturbo d’ansia generalizzata (GAD)
Ansia e preoccupazione persistente che si manifestano per almeno 6 mesi relative ad un gran numero di attività o eventi
Frequenza tra i sessi e popolazione
Proporzione femmine 2:1 rispetto ai maschi
I disturbi d’ansia sono i disturbi più comuni (28%)
Teoria bifattoriale di Mowrer
Lo sviluppo di un disturbo d’ansia avviene in due fasi:
Condizionamento classico: uno stimolo neutro viene abbinato ad uno stimolo avversivo
Condizionamento operante: la persona apprende a ridurre la paura condizionata attraverso l’evitamento che viene rinforzato
Correlati neurobiologici dei disturbi d’ansia
Amigdala: attività elevata
Corteccia prefrontale mediale: regola l’attività dell’amigdala - ridotta attività
Deficit serotonina e GABA + attività aumentata di noradrenalina
Quali tratti di personalità sembrano predire l’esordio dei disturbi d’ansia?
Nevroticismo: tendenza a esperire emozioni negative con elevata frequenza e intensità
Inibizione comportamentale: abilità di controllare e sopprimere risposte o comportamenti impulsivi
Come spiegare le fobie specifiche?
Modello bifattoriale del condizionamento
Apprendimento predisposto: evoluzione - è più probabile mantenere una CR a stimoli minacciosi che hanno rilevanza
Come spiegare il disturbo d’ansia sociale?
Modello bifattoriale del condizionamento + comportamenti di salvaguardia
Fattori socio-cognitivi: inibizione comportamentale, autovalutazione ipercritica, attenzione su sensazioni interne invece che su stimoli sociali, eccessiva preoccupazione gerarchia sociale
Come spiegare il disturbo di panico?
Correlati neurobiologici: locus coeruleus → rilascio noradrenalina
Condizionamento enterocettivo: l’attacco di panico è una risposta condizionata alle sensazioni provenienti dal corpo = queste sensazioni scatenano intensa paura per via delle erronee interpretazioni catastrofiche dei propri sintomi
Come spiegare l’agorafobia?
Modello cognitivo: “paura della paura” = convinzioni esageratamente negative sulle conseguenze della propria ansia
Come spiegare il disturbo d’ansia generalizzato?
Teoria dell’evitamento del contrasto = le persone con GAD preferiscono mantenere uno stato cronico di preoccupazione per proteggersi da cambiamenti improvvisi delle emozioni (le emozioni negative sono meno variabili e più sicure)
Trattamento psicologico dei disturbi d'ansia
I trattamenti psicologici sono efficaci
Esposizione (elemento della CBT)
Trattamento farmacologico dei disturbi d’ansia
Ansiolitici = riducono l’ansia
Benzodiazepine (effetto calmante, sedante) → possono provocare sintomi di astinenza e effetti collaterali
Antidepressivi (SSRI, SNRI) → più usati
Moderatamente efficaci per le fobie specifiche, mentre per il GAD il trattamento psicologico e farmacologico sono equivalenti