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Flashcards di tipo vocabolario sui concetti fondamentali della storia della sociologia e dei modelli teorici della sociologia dell'infanzia.
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Sociologia
Disciplina nata intorno alla metà del XIX secolo in risposta ai cambiamenti delle rivoluzioni scientifica, industriale e francese per studiare scientificamente società e cultura.
Auguste Comte
Studioso che ha coniato il termine "sociologia", definendola la "regina delle scienze" secondo una prospettiva gerarchica.
Rivoluzione scientifica
Evento storico che ha introdotto il metodo sperimentale basato sull’osservazione dei fatti, estendendolo dallo studio della natura a quello degli esseri umani e della società.
Nascita (Prima fase della sociologia)
Periodo iniziale di metà XIX secolo caratterizzato dai profondi cambiamenti sociali dell'urbanizzazione e dell'industrializzazione e dalla messa in discussione dell'ordine tradizionale.
Istituzionalizzazione (Seconda fase della sociologia)
Periodo tra fine XIX e inizio XX secolo in cui la disciplina entra nelle università e si consolidano le prime scuole (Francia, Germania, Scuola di Chicago).
Diversificazione e specializzazione (Terza fase della sociologia)
Fase attuale della disciplina caratterizzata dalla nascita di sociologie speciali (economica, giuridica, ecc.) e da un approccio interdisciplinare alle trasformazioni globali.
Sociologia del ciclo di vita
Settore di ricerca che utilizza l'età come criterio di differenziazione e disuguaglianza, includendo le sociologie dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'invecchiamento.
Sociologia dell'infanzia
Branca della sociologia sviluppatasi tra gli anni '80 e '90 che considera il bambino come un attore sociale attivo piuttosto che un semplice oggetto di socializzazione.
Bambino come attore sociale
Concetto che pone al centro il bambino e le sue capacità, interazioni tra pari e processi di significazione, contrapponendosi alla visione classica del bambino come mero destinatario di cure.
Modello deterministico
Modello di socializzazione che vede il bambino come un soggetto passivo (una tabula rasa) che la società deve educare e controllare affinché diventi un membro competente.
Bambino-novizio
Visione del bambino all'interno del modello deterministico come individuo che deve essere istruito per acquisire le competenze necessarie alla vita sociale.
Bambino-selvaggio
Visione del bambino come minaccia per l'ordine sociale, le cui pulsioni aggressive devono essere controllate e represse attraverso la socializzazione.
Approccio funzionalista
Prospettiva che vede la società come un sistema di ruoli e funzioni a cui i bambini devono essere addestrati per mantenere l'ordine e l'equilibrio (es. Parsons).
Approccio riproduttivo
Teoria secondo cui l'interiorizzazione dei requisiti sociali è un meccanismo per mantenere le disuguaglianze di classe e il dominio delle élite (es. Bourdieu).
Habitus
Concetto introdotto da Bourdieu definito come un sistema di schemi percettivi, di pensiero e di azione acquisiti in maniera duratura dall'individuo.
Capitale culturale
Insieme di conoscenze e titoli riconosciuti dalle istituzioni educative che le élite trasmettono ai figli per mantenere posizioni di potere.
Modello costruttivista
Visione che considera il bambino come un soggetto attivo che non subisce passivamente la realtà, ma se ne appropria costruendo la propria interpretazione del mondo.
Stadi di sviluppo (Piaget)
Livelli progressivi di acquisizione di abilità intellettuali in cui il bambino costruisce strutture mentali proprie attraverso l'interazione con l'ambiente.
Processo di equilibrazione
Forza innata che, secondo Piaget, spinge il bambino attraverso gli stadi di sviluppo per compensare le intrusioni o difficoltà esterne.
Teoria socio-culturale (Vygotskij)
Approccio che vede lo sviluppo come un processo collettivo basato sull'interazione del bambino con gli altri e sulla cultura del proprio contesto.
Interiorizzazione (Vygotskij)
Processo in due tempi per cui le abilità vengono prima vissute a livello interpersonale (interpsichico) e solo successivamente a livello individuale (intrapsichico).
Zona di sviluppo prossimale
Distanza tra il livello di sviluppo reale del bambino e il suo livello potenziale, superabile grazie all'interazione con soggetti più competenti.
Ragionamento in termini sottrattivi
Critica rivolta al modello costruttivista che valuta i bambini in base a ciò che "non sanno ancora fare" rispetto allo standard adulto, ignorando le loro capacità attuali.