Emoglobina e mioglobina, enzimi e aspetti metabolici

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1
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Proteine globulari coniugate per l'ossigeno

Proteine che contengono una componente proteica (globina) e un gruppo prostetico non proteico chiamato eme, specializzate nel legare reversibilmente l'ossigeno molecolare.

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Mioglobina (Mb)

Proteina monomerica presente nel tessuto muscolare dei mammiferi (molto abbondante nei mammiferi marini); funge da deposito cellulare di ossigeno e ne facilita la diffusione verso i mitocondri.

3
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Emoglobina (Hb)

Proteina tetramerica presente all'interno dei globuli rossi, deputata al trasporto dell'ossigeno nel sangue dai polmoni ai tessuti periferici e alla rimozione parziale della CO2.

4
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Struttura chimica dell'Eme (Ferroprotoporfirina IX)

Struttura organica planare ad anello tetrapirrolico (quattro anelli pirrolici uniti da ponti metinici con 4 gruppi metilici, 2 vinilici e 2 propionici) che coordina al centro un atomo di ferro nello stato ferroso (Fe2+).

5
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6 legami di coordinazione del Fe nell'eme

Quattro legami planari con gli atomi di azoto degli anelli pirrolici; il 5° legame perpendicolare con l'azoto dell'Istidina prossimale (F8); il 6° legame perpendicolare disponibile per l'ossigeno (O2).

6
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Stato di ossidazione ferroso (Fe2+)

L'unico stato elettronico del ferro capace di legare reversibilmente l'ossigeno senza esserne ossidato. Se passa a ferrico (Fe2+), genera la mioglobina, che è biologicamente inattiva per il trasporto dell'O2.

7
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Istidina prossimale (F8)

Il residuo amminoacidico della catena globinica che si lega direttamente al quinto sito di coordinazione del ferro dell'eme, ancorando il gruppo prostetico alla proteina.

8
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Istidina distale (E7)

Residuo amminoacidico che non tocca il ferro ma scherma il 6° sito di coordinazione. Costringe l'Oz a legarsi in modo angolato, diminuendo l'affinità per il monossido di carbonio (CO) ed evitando l'ossidazione del ferro.

9
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Struttura della Mioglobina

Singola catena polipeptidica di 153 amminoacidi con un solo gruppo eme. Struttura secondaria formata da 8 regioni ad a-elica (indicate da A a H). Priva di struttura quaternaria.

10
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Struttura dell'Emoglobina dell'adulto (HbA)

Struttura quaternaria tetramerica formata da due catene a (141 aa) e due catene ß (146 aa), indicate come a_ßz. Contiene 4 gruppi eme e può legare fino a 4 molecole di Oz.

11
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Emoglobine embrionali umane

Forme di emoglobina transitorie espresse nelle prime settimane di gestazione: Hb Gower 1(328z), Hb Gower 2 (azEz) e Hb Portland ($2V2).

12
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Emoglobina fetale

Forma principale nel feto prima della nascita, con struttura a V2. Ha un'affinità per l'ossigeno molto più alta rispetto all'HbA materna per permettere il passaggio di O_ attraverso la placenta.

13
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Proteine allosteriche

Proteine multimeriche che possiedono siti funzionali e siti di regolazione distanti. Il legame di un modulatore induce modificazioni conformazionali che cambiano l'attività degli altri siti (cooperatività).

14
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Curva di saturazione della Mioglobina

Andamento grafico iperbolico che indica un'affinità costante molto elevata per l'ossigeno; rilascia O, solo quando la pressione parziale tissutale scende a livelli critici (P50 = 1 torr).

15
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Curva di saturazione dell'Emoglobina

Andamento grafico sigmoidale (a forma di S) che dimostra il comportamento allosterico e l'interazione cooperativa: il legame del primo O, facilita l'attracco dei successivi (P50 = 26 torr).

16
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Stato T (Teso) dell'emoglobina

Conformazione caratteristica della deossiemoglobina, fortemente stabilizzata da ponti salini (legami ionici) inter-subunità, dotata di bassa affinità per l'ossigeno.

17
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Stato R (Rilassato) dell'emoglobina

Conformazione della ossiemoglobina in cui i ponti salini sono rotti e le subunità ruotano di 15 gradi, esponendo i siti di legame e aumentando drasticamente l'affinità per l'O2.

18
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Effetto Bohr

Regolazione per cui l'affinità dell'emoglobina per l'O, diminuisce all'abbassarsi del pH (aumento di H+) e all'aumentare della CO2, favorendo il rilascio di ossigeno nei tessuti metabolicamente attivi.

19
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Carbamminoemoglobina

Forma di trasporto di circa il 15-20% della CO, totale, che si lega covalentemente e reversibilmente ai gruppi amminici terminali (-NH2) delle catene globiniche, stabilizzando lo stato T.

20
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2,3-bisfosfoglicerato (2,3-BPG)

Modulatore allosterico negativo carico negativamente; si lega alla cavità centrale del tetramero solo nello stato T, stabilizzandolo e riducendo l'affinità per l'O, nell'uomo (non ha effetto nei ruminanti).

21
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Anemia falciforme (HbS)

Patologia molecolare causata da una mutazione puntiforme nel gene della catena ß che sostituisce il Glutammato in posizione 6 (Glu6, polare) con una Valina (Val6, idrofobica).

22
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Polimerizzazione della HbS

Processo che avviene nello stato deossigenato in cui la Val6 mutata si incastra in una tasca idrofobica di un'altra HbS, formando lunghe fibre rigide che deformano i globuli rossi a falce.

23
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Enzimi

Catalizzatori biologici di natura proteica che accelerano le reazioni chimiche abbassando l'energia di attivazione, senza alterare la costante di equilibrio o consumarsi.

24
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Cofattori enzimatici

Componenti chimiche non proteiche necessarie per l'attività catalitica di alcuni enzimi; possono essere ioni inorganici (Fe2+, Mg2+, Cu2+) o molecole organiche (coenzimi).

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Oloenzima

Il complesso cataliticamente attivo, intero e funzionante, formato dall'unione della parte proteica con tutti i cofattori necessari.

Apoenzima + Cofattore = Oloenzima

26
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Apoenzima

La pura componente proteica dell'oloenzima, priva dei suoi cofattori e pertanto priva di qualsiasi attività catalitica.

27
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Gruppo prostetico dell'enzima

Un coenzima o uno ione metallico legato in modo estremamente saldo o covalentemente all'apoenzima, che non si dissocia durante i cicli di reazione.

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Ossidoreduttasi (Classe 1)

Enzimi che catalizzano il trasferimento di elettroni, atomi di idrogeno o ioni idruro nelle reazioni di ossido-riduzione.

29
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Transferasi (Classe 2)

Enzimi che catalizzano reazioni di trasferimento di specifici gruppi funzionali (es. gruppi fosfato, amminici, acilici) da una molecola donatrice a una accettatrice.

30
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Idrolasi (Classe 3)

Enzimi che catalizzano la scissione di legami chimici (es. esteri, glicosidici, peptidici) mediante l'inserimento di una molecola di acqua.

31
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Liasi (Classe 4)

Enzimi che catalizzano la rottura di legami C-C, C-O, C-N mediante eliminazione di gruppi con formazione di doppi legami, o l'addizione di gruppi a doppi legami.

32
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Isomerasi (Classe 5)

Enzimi che catalizzano la ridisposizione spaziale degli atomi all'interno di una singola molecola, convertendola in un suo isomero.

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Ligasi (Classe 6)

Enzimi che catalizzano la formazione di nuovi legami carbonio-carbonio, carbonio-ossigeno o carbonio-azoto tramite reazioni di condensazione accoppiate alla scissione di ATP.

34
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Substrato

La molecola o l'insieme di molecole su cui l'enzima agisce in modo specifico, legandola per catalizzarne la trasformazione chimica in prodotto.

35
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Sito attivo

La tasca o fessura tridimensionale dell'enzima delimitata dalle catene laterali degli amminoacidi che legano specificamente il substrato e partecipano all'evento catalitico.

36
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Modello dell'adattamento indotto

Teoria cinetica secondo cui il sito attivo dell'enzima non è un guscio rigido, ma una struttura flessibile che modifica la sua forma per avvolgere perfettamente il substrato solo dopo l'interazione iniziale.

37
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Stato di transizione (‡)

Momento instabile al vertice della barriera energetica di una reazione, in cui i legami chimici dei reagenti sono parzialmente rotti e quelli dei prodotti parzialmente formati.

38
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Energia di legame (4G B)

La principale fonte di energia utilizzata dagli enzimi per abbassare l'energia di attivazione; deriva dalle interazioni deboli non covalenti che si formano tra l'enzima e lo stato di transizione del substrato.

39
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Equazione di Michaelis-Menten

Modello matematico della velocità iniziale (Vo) di un enzima non regolatore rispetto alla concentrazione di substrato: Vo = (Vmах [S])/(Km † [>]). Genera un grafico iperbolico.

40
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Costante di Michaelis (K m)

La concentrazione di substrato alla quale la velocità iniziale è pari alla metà della velocità Vmax/2

41
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Costante catalitica (K cat o Numero di Turnover)

Il numero di molecole di substrato convertite in prodotto da un singolo sito attivo nell'unità di tempo quando l'enzima è saturo. Si calcola come Vmax/[È tot ed è espressa in s -1.

42
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Inibitore Competitivo

Molecola strutturalmente simile al substrato che compete direttamente per il legame nel sito attivo libero. Aumenta il valore della Km ma lascia invariata la Vmax.

43
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Inibitore Non Competitivo (Misto)

Molecola che si lega a un sito regolatore distinto (allosterico) sia sull'enzima libero che sul complesso ES. Riduce la Vmax globale mentre la A m può rimanere invariata.

44
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Curva cinetica degli Enzimi Allosterici

Grafico della velocità ad andamento sigmoidale (a forma di S) dovuto alla cooperatività tra le subunità dell'enzima durante il passaggio dallo stato T allo stato R.

45
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Regolazione covalente della Glicogeno Fosforilasi

Transizione tra la forma decompressa poco attiva (fosforilasi b) e la forma attiva (fosforilasi a) mediante l'aggiunta di un gruppo fosfato sulla Serina 14 (Ser14), catalizzata dalla fosforilasi chinasi.

46
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Metabolismo

Attività cellulare altamente coordinata in cui sistemi enzimatici cooperano per estrarre energia dall'ambiente, convertire i nutrienti, polimerizzare monomeri e degradare molecole specializzate.

47
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Catabolismo

Fase degradativa e prevalentemente ossidativa del metabolismo; demolisce molecole organiche complesse in prodotti semplici liberando energia chimica immagazzinata come ATP e NADH (via esergonica).

48
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Organismi Eterotrofi

Organismi che non sanno fissare la COz inorganica e devono obbligatoriamente ricavare il proprio carbonio cellulare da molecole organiche complesse preformate (es. glucosio).

49
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Anabolismo

Fase biosintetica e prevalentemente riduttiva del metabolismo; assembla precursori semplici in macromolecole complesse (proteine, acidi nucleici) consumando ATP e NADPH (via endergonica).

50
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Organismi Chemiotrofi

Organismi viventi che ottengono la propria fonte di energia chimica esclusivamente dall'ossidazione di combustibili o composti chimici presenti nell'ambiente.

51
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Idrolasi dell'ATP ed energia libera

Reazione fortemente esergonica (4G' = -30.5 kJ/mol) favorita dalla separazione delle cariche negative dei fosfati e dalla stabilizzazione per risonanza del fosfato inorganico (Pi).

52
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NAD+(Nicotinammide Adenin Dinucleotide)

Coenzima derivato dalla Vitamina B3 (niacina); agisce come trasportatore solubile di elettroni accettando uno ione idruro (: H-) nelle reazioni ossidative del catabolismo.

53
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NADPH

Forma ridotta del NADP* fosforilato; agisce quasi esclusivamente come donatore di elettroni (potenziale riducente) nelle vie biosintetiche dell'anabolismo riduttivo.

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FAD e FMN (Coenzimi flavinici)

Gruppi prostetici derivati dalla Vitamina B2 (riboflavina); l'anello isoallossazinico accetta 2 elettroni e 2 protoni uno alla volta, passando per l'intermedio semichinonico (FADH°).

55
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Coenzima A (CoA)

Coenzima derivato dalla Vitamina B5 (acido pantotenico); trasporta gruppi acilici e acetilici legandoli ad alta energia tramite il gruppo sulfidrilico o tiolico terminale (-SH) in un legame Tioestere.

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Tiamina pirofosfato (TPP)

Coenzima derivato dalla Vitamina B1 (tiamina); è coinvolto nel trasferimento di unità aldeidiche e nella decarbossilazione ossidativa degli a-chetoacidi (come il piruvato).

57
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Piridossal fosfato (PLP)

Coenzima derivato dalla Vitamina B6 (piridossina); costituisce l'elemento catalitico cardine di tutte le reazioni del metabolismo degli amminoacidi, in particolare delle transamminazioni.

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Biotina

Coenzima derivato dalla Vitamina B7; è legato covalentemente a residui di lisina e serve come trasportatore mobile di anidride carbonica attivata (CO 2) nelle reazioni di carbossilazione.