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Una raccolta di flashcards basata sulla lezione di Economia Industriale, che copre definizioni chiave da organizzazione aziendale, strutture di mercato, modelli di oligopolio e innovazione.
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Economia industriale
Sviluppo empirico della microeconomia che si occupa di osservare mercati, settori e comportamenti d’impresa, studiando le interazioni strategiche in mercati non concorrenziali.
Industry
Termine inglese che nel contesto dell'economia industriale deve essere tradotto correttamente in italiano come «settore» e non come industria.
Economia positiva
Branca dell'economia che elabora modelli atti a spiegare un determinato fenomeno così come si presenta nella realtà.
Economia normativa
Branca dell'economia che indica quali azioni o interventi di politica industriale intraprendere per raggiungere un determinato obiettivo di efficienza.
Azienda (definizione di Zappa)
Istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza.
Impresa
Attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, con un fine di lucro e l'obiettivo di generare profitti.
Efficacia
Capacità di un'organizzazione o di un'attività di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Efficienza
Capacità di raggiungere un obiettivo minimizzando l'impiego di risorse o i costi sostenuti.
Efficienza allocativa (pareto-efficienza)
Condizione in cui non è possibile migliorare il benessere di un soggetto senza peggiorare la condizione di almeno un altro soggetto operante sul mercato.
Efficienza distributiva
Valutazione del modo in cui il surplus generato dal mercato viene distribuito tra produttori e consumatori.
Efficienza produttiva (o tecnica)
Situazione in cui l'impresa riesce a minimizzare l'input a parità di output, o a massimizzare l'output a parità di input, minimizzando l'uso di risorse.
Prezzo di riserva
Prezzo massimo che un consumatore individuale è disposto a pagare per acquistare una determinata unità di un bene.
Surplus del consumatore
Differenza tra il prezzo massimo che un individuo è disposto a pagare (prezzo di riserva) e il prezzo effettivamente pagato sul mercato.
Elasticità della domanda (e)
Rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo: e=variazione % prezzovariazione % domanda.
Price taker
Impresa operante in un mercato perfettamente concorrenziale che non può influenzare il prezzo di mercato e lo considera come un dato.
Costo marginale (Cm)
Variazione del costo totale determinata da un incremento marginale (unitario) della produzione.
Perdita secca di monopolio
Riduzione del benessere sociale complessivo derivante dal fatto che in monopolio la quantità prodotta è inferiore e il prezzo è superiore rispetto alla concorrenza perfetta.
Monopsonio
Struttura di mercato caratterizzata dalla presenza di un solo compratore in grado di influenzare il prezzo del bene o del servizio acquistato.
Modello S-C-P
Paradigma (Struttura-Comportamento-Performance) secondo cui la struttura del mercato influenza i comportamenti delle imprese, i quali a loro volta determinano i risultati economici.
Differenziazione del prodotto
Strategia con cui l'impresa introduce prodotti che rispondono a bisogni simili ma presentano caratteristiche materiali o immateriali differenti per ridurre la sostituibilità.
Diversificazione del prodotto
Processo per cui un'impresa inizia a produrre beni nuovi e differenti che rispondono a bisogni completamente diversi da quelli dei prodotti originali.
Economie di scopo (o di gamma)
Vantaggi di costo derivanti dalla produzione congiunta di due o più prodotti diversi che condividono input o costi comuni rispetto alla loro produzione separata.
Teoria dei mercati contendibili
Sostiene che un mercato può produrre risultati concorrenziali anche con poche imprese, purché l'entrata sia libera e non vi siano costi irrecuperabili (sunkcosts).
Sunk costs (costi irrecuperabili)
Costi sostenuti per l'attività economica che non possono essere recuperati dall'impresa nel momento in cui decide di uscire dal mercato.
Costi di transazione
Costi legati all'effettuazione di uno scambio che vanno oltre il prezzo del bene, inclusi costi di negoziazione, controllo e ricerca di informazioni.
Razionalità limitata
Limite cognitivo degli esseri umani che impedisce di individuare tutte le alternative possibili e di elaborare perfettamente ogni informazione ricevuta.
Moral hazard
Comportamento opportunistico post-contrattuale che nasce da asimmetria informativa, in cui un soggetto agisce in modo nascosto a proprio vantaggio.
Modello multi-funzionale (U-form)
Struttura organizzativa semplice in cui l'azienda è suddivisa in aree omogenee per funzione (marketing, produzione, vendite), ideale per imprese monoprodotto.
Modello multi-divisionale (M-form)
Struttura organizzativa suddivisa in divisioni autonome, ciascuna dedicata a uno specifico prodotto o mercato, adatta a grandi imprese diversificate.
Indice di Herfindahl-Hirschmann (HH)
Indicatore di concentrazione industriale calcolato sommando i quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese del settore.
Curva di Lorenz
Rappresentazione grafica della distribuzione delle quote di mercato; più è lontana dalla diagonale di equità, maggiore è la concentrazione.
Indice di Gini
Rapporto che misura la disuguaglianza nella distribuzione delle quote di mercato; varia tra 0 (massima uguaglianza) e 1 (massima concentrazione).
Indice di Lerner (L)
Misura diretta del potere di mercato calcolata come la differenza tra prezzo e costo marginale fratto il prezzo: L=PP−Cm.
Esternalità
Effetti collaterali di un'attività di produzione o consumo che ricadono su soggetti terzi senza che vi sia un compenso monetario o un prezzo relativo.
Workable competition (Clark)
Modello di concorrenza realizzabile che richiede un gran numero di imprese, assenza di barriere artificiali e trasparenza informativa e di prezzo.
Monopolio naturale
Situazione in cui una sola impresa è in grado di produrre l'output richiesto dal mercato a un costo inferiore rispetto a qualsiasi combinazione di più imprese (funzione di costo sub-additiva).
Cartello
Accordo tra più imprese volto a limitare la concorrenza attraverso la fissazione di prezzi comuni, quote di vendita o ripartizione dei mercati.
Equilibrio di Nash
Situazione in cui ogni giocatore sceglie la strategia che massimizza il proprio payoff date le strategie degli altri, e nessuno ha interesse a cambiare mossa unilateralmente.
Modello di Cournot
Modello di oligopolio non cooperativo in cui le imprese decidono simultaneamente la quantità di output da produrre, assumendo come data la produzione dei rivali.
Modello di Bertrand
Modello di oligopolio in cui le imprese competono sui prezzi; se i prodotti sono omogenei e i costi marginali uguali, il prezzo di equilibrio scende al livello di concorrenza perfetta.
Modello di Stackelberg
Modello di oligopolio in cui una impresa «leader» (first mover) decide il proprio output per prima e la «follower» agisce di conseguenza.
Differenziazione verticale
Condizione in cui un bene possiede tutte le caratteristiche superiori (es. qualità maggiore) rispetto a un altro bene.
Differenziazione orizzontale
Condizione in cui due beni hanno caratteristiche diverse che non li rendono oggettivamente superiori l'uno all'altro, ma dipendenti dai gusti del consumatore.
Modello di Hotelling
Modello che analizza come le imprese utilizzino la localizzazione geografica (distanza dal consumatore) come forma di differenziazione del prodotto.
Discriminazione di prezzo (primo grado)
Strategia in cui il venditore applica a ciascun consumatore un prezzo diverso, esattamente pari alla sua disponibilità a pagare (prezzo di riserva).
Discriminazione di prezzo (secondo grado)
Offerta di un menu di diversi pacchetti prezzo-quantità tra cui i consumatori si autoselezionano (es. sconti sulle quantità).
Discriminazione di prezzo (terzo grado)
Segmentazione del mercato in gruppi identificabili (es. studenti, anziani) a cui vengono applicati prezzi diversi in base alla diversa elasticità della domanda.
Doppia marginalizzazione
Fenomeno in cui produttore e distributore, agendo entrambi come monopolisti separati, applicano due diversi markup, riducendo sia i profitti totali che il surplus del consumatore.
Franchising
Contratto tra un affiliante e un affiliato che concede la disponibilità di diritti di proprietà intellettuale (marchi, know-how) in cambio di diritti d'ingresso e royalties.
Innovazione drastica
Innovazione di processo che riduce i costi così significativamente che il monopolista può fissare un prezzo inferiore al costo marginale pre-innovazione.
Open Innovation
Modello di gestione dell'innovazione che prevede l'integrazione di flussi interni ed esterni di conoscenza (partnership, spin-off) per accelerare lo sviluppo tecnologico.
TRL (Technology Readiness Level)
Metodologia di valutazione della maturità di una tecnologia su una scala da 1 (principi base) a 9 (sistema operativo reale e commercializzato).
Coopetizione
Strategia di business che coniuga cooperazione (nella fase di ricerca e sviluppo) e competizione (nella fase di vendita sul mercato) tra imprese concorrenti.