Economia Industriale Practice Flashcards

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Una raccolta di flashcards basata sulla lezione di Economia Industriale, che copre definizioni chiave da organizzazione aziendale, strutture di mercato, modelli di oligopolio e innovazione.

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53 Terms

1
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Economia industriale

Sviluppo empirico della microeconomia che si occupa di osservare mercati, settori e comportamenti d’impresa, studiando le interazioni strategiche in mercati non concorrenziali.

2
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Industry

Termine inglese che nel contesto dell'economia industriale deve essere tradotto correttamente in italiano come «settore» e non come industria.

3
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Economia positiva

Branca dell'economia che elabora modelli atti a spiegare un determinato fenomeno così come si presenta nella realtà.

4
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Economia normativa

Branca dell'economia che indica quali azioni o interventi di politica industriale intraprendere per raggiungere un determinato obiettivo di efficienza.

5
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Azienda (definizione di Zappa)

Istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza.

6
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Impresa

Attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, con un fine di lucro e l'obiettivo di generare profitti.

7
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Efficacia

Capacità di un'organizzazione o di un'attività di raggiungere gli obiettivi prefissati.

8
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Efficienza

Capacità di raggiungere un obiettivo minimizzando l'impiego di risorse o i costi sostenuti.

9
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Efficienza allocativa (pareto-efficienza)

Condizione in cui non è possibile migliorare il benessere di un soggetto senza peggiorare la condizione di almeno un altro soggetto operante sul mercato.

10
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Efficienza distributiva

Valutazione del modo in cui il surplus generato dal mercato viene distribuito tra produttori e consumatori.

11
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Efficienza produttiva (o tecnica)

Situazione in cui l'impresa riesce a minimizzare l'input a parità di output, o a massimizzare l'output a parità di input, minimizzando l'uso di risorse.

12
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Prezzo di riserva

Prezzo massimo che un consumatore individuale è disposto a pagare per acquistare una determinata unità di un bene.

13
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Surplus del consumatore

Differenza tra il prezzo massimo che un individuo è disposto a pagare (prezzo di riserva) e il prezzo effettivamente pagato sul mercato.

14
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Elasticità della domanda (ee)

Rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo: e=variazione % domandavariazione % prezzoe = \frac{\text{variazione } \% \text{ domanda}}{\text{variazione } \% \text{ prezzo}}.

15
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Price taker

Impresa operante in un mercato perfettamente concorrenziale che non può influenzare il prezzo di mercato e lo considera come un dato.

16
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Costo marginale (CmCm)

Variazione del costo totale determinata da un incremento marginale (unitario) della produzione.

17
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Perdita secca di monopolio

Riduzione del benessere sociale complessivo derivante dal fatto che in monopolio la quantità prodotta è inferiore e il prezzo è superiore rispetto alla concorrenza perfetta.

18
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Monopsonio

Struttura di mercato caratterizzata dalla presenza di un solo compratore in grado di influenzare il prezzo del bene o del servizio acquistato.

19
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Modello S-C-P

Paradigma (Struttura-Comportamento-Performance) secondo cui la struttura del mercato influenza i comportamenti delle imprese, i quali a loro volta determinano i risultati economici.

20
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Differenziazione del prodotto

Strategia con cui l'impresa introduce prodotti che rispondono a bisogni simili ma presentano caratteristiche materiali o immateriali differenti per ridurre la sostituibilità.

21
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Diversificazione del prodotto

Processo per cui un'impresa inizia a produrre beni nuovi e differenti che rispondono a bisogni completamente diversi da quelli dei prodotti originali.

22
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Economie di scopo (o di gamma)

Vantaggi di costo derivanti dalla produzione congiunta di due o più prodotti diversi che condividono input o costi comuni rispetto alla loro produzione separata.

23
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Teoria dei mercati contendibili

Sostiene che un mercato può produrre risultati concorrenziali anche con poche imprese, purché l'entrata sia libera e non vi siano costi irrecuperabili (sunkcostssunk costs).

24
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Sunk costs (costi irrecuperabili)

Costi sostenuti per l'attività economica che non possono essere recuperati dall'impresa nel momento in cui decide di uscire dal mercato.

25
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Costi di transazione

Costi legati all'effettuazione di uno scambio che vanno oltre il prezzo del bene, inclusi costi di negoziazione, controllo e ricerca di informazioni.

26
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Razionalità limitata

Limite cognitivo degli esseri umani che impedisce di individuare tutte le alternative possibili e di elaborare perfettamente ogni informazione ricevuta.

27
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Moral hazard

Comportamento opportunistico post-contrattuale che nasce da asimmetria informativa, in cui un soggetto agisce in modo nascosto a proprio vantaggio.

28
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Modello multi-funzionale (U-form)

Struttura organizzativa semplice in cui l'azienda è suddivisa in aree omogenee per funzione (marketing, produzione, vendite), ideale per imprese monoprodotto.

29
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Modello multi-divisionale (M-form)

Struttura organizzativa suddivisa in divisioni autonome, ciascuna dedicata a uno specifico prodotto o mercato, adatta a grandi imprese diversificate.

30
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Indice di Herfindahl-Hirschmann (HH)

Indicatore di concentrazione industriale calcolato sommando i quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese del settore.

31
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Curva di Lorenz

Rappresentazione grafica della distribuzione delle quote di mercato; più è lontana dalla diagonale di equità, maggiore è la concentrazione.

32
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Indice di Gini

Rapporto che misura la disuguaglianza nella distribuzione delle quote di mercato; varia tra 0 (massima uguaglianza) e 1 (massima concentrazione).

33
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Indice di Lerner (LL)

Misura diretta del potere di mercato calcolata come la differenza tra prezzo e costo marginale fratto il prezzo: L=PCmPL = \frac{P - Cm}{P}.

34
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Esternalità

Effetti collaterali di un'attività di produzione o consumo che ricadono su soggetti terzi senza che vi sia un compenso monetario o un prezzo relativo.

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Workable competition (Clark)

Modello di concorrenza realizzabile che richiede un gran numero di imprese, assenza di barriere artificiali e trasparenza informativa e di prezzo.

36
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Monopolio naturale

Situazione in cui una sola impresa è in grado di produrre l'output richiesto dal mercato a un costo inferiore rispetto a qualsiasi combinazione di più imprese (funzione di costo sub-additiva).

37
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Cartello

Accordo tra più imprese volto a limitare la concorrenza attraverso la fissazione di prezzi comuni, quote di vendita o ripartizione dei mercati.

38
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Equilibrio di Nash

Situazione in cui ogni giocatore sceglie la strategia che massimizza il proprio payoff date le strategie degli altri, e nessuno ha interesse a cambiare mossa unilateralmente.

39
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Modello di Cournot

Modello di oligopolio non cooperativo in cui le imprese decidono simultaneamente la quantità di output da produrre, assumendo come data la produzione dei rivali.

40
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Modello di Bertrand

Modello di oligopolio in cui le imprese competono sui prezzi; se i prodotti sono omogenei e i costi marginali uguali, il prezzo di equilibrio scende al livello di concorrenza perfetta.

41
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Modello di Stackelberg

Modello di oligopolio in cui una impresa «leader» (first mover) decide il proprio output per prima e la «follower» agisce di conseguenza.

42
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Differenziazione verticale

Condizione in cui un bene possiede tutte le caratteristiche superiori (es. qualità maggiore) rispetto a un altro bene.

43
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Differenziazione orizzontale

Condizione in cui due beni hanno caratteristiche diverse che non li rendono oggettivamente superiori l'uno all'altro, ma dipendenti dai gusti del consumatore.

44
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Modello di Hotelling

Modello che analizza come le imprese utilizzino la localizzazione geografica (distanza dal consumatore) come forma di differenziazione del prodotto.

45
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Discriminazione di prezzo (primo grado)

Strategia in cui il venditore applica a ciascun consumatore un prezzo diverso, esattamente pari alla sua disponibilità a pagare (prezzo di riserva).

46
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Discriminazione di prezzo (secondo grado)

Offerta di un menu di diversi pacchetti prezzo-quantità tra cui i consumatori si autoselezionano (es. sconti sulle quantità).

47
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Discriminazione di prezzo (terzo grado)

Segmentazione del mercato in gruppi identificabili (es. studenti, anziani) a cui vengono applicati prezzi diversi in base alla diversa elasticità della domanda.

48
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Doppia marginalizzazione

Fenomeno in cui produttore e distributore, agendo entrambi come monopolisti separati, applicano due diversi markup, riducendo sia i profitti totali che il surplus del consumatore.

49
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Franchising

Contratto tra un affiliante e un affiliato che concede la disponibilità di diritti di proprietà intellettuale (marchi, know-how) in cambio di diritti d'ingresso e royalties.

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Innovazione drastica

Innovazione di processo che riduce i costi così significativamente che il monopolista può fissare un prezzo inferiore al costo marginale pre-innovazione.

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Open Innovation

Modello di gestione dell'innovazione che prevede l'integrazione di flussi interni ed esterni di conoscenza (partnership, spin-off) per accelerare lo sviluppo tecnologico.

52
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TRL (Technology Readiness Level)

Metodologia di valutazione della maturità di una tecnologia su una scala da 1 (principi base) a 9 (sistema operativo reale e commercializzato).

53
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Coopetizione

Strategia di business che coniuga cooperazione (nella fase di ricerca e sviluppo) e competizione (nella fase di vendita sul mercato) tra imprese concorrenti.