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Italian grammar chapters
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IL verbo
Il verbo (dal latino verbum, parola) è la parte variabile del discorso che esprime azioni, eventi, stati, modi di essere di persone, animali, cose, Collocandoli nel tempo
Verbo transitivo
Il verbo regge il complemento che risponde alla domanda chi? Che cosa? (C.ogg.) Dal latino transire, passare
Intransitivo
Il verbo intransitivo non regge un complemento oggetto e non risponde alle domande chi? o che cosa?
Forma attiva
Il soggetto compie l’azione
Forma passiva
Il soggetto subisce l’azione
Forma riflessiva
L’azione ritorna sul soggetto
Propria
Mi lavo
Apparente
Mi lavo le mani
Reciproca
Ci salutiamo
La forma del verbo
Esprime il rapporto di verbo e soggetto (diatesi da diàthesis, disposizione)
Si passivante
Serve a esprimere la forma passiva
Verbi servili ausiliari
Dal latino auxilium, aiuto, essere e avere servono a formare i tempi composti della coniugazione attiva. Il verbo essere serve a formare tutti i tempi della coniugazione passiva
Verbi servili
Si uniscono direttamente a un verbo all’infinito e ne modificano in parte il significato
Fraseologici
Si uniscono a un verbo all’infinito, in genere preceduto da una preposizione, specificando l’aspetto dell’azione che si sviluppa nel tempo
Il nome
sostantivo, dal latino nomen substantivum, nome che ha sostanza, è la parte variabile del discorso che serve a indicare tutto ciò che esiste nella realtà esterna all’uomo o nella sua mente
Parole sostantivate
Le parole che appartengono a parti del discorso diverse dal nome e svolgono la funzione di nome
Comuni o propri
Nomi di una stessa classe o categoria e nomi che si riferiscono a un elemento particolare con una precisa identità, che si scrivono rispettivamente con l’iniziale minuscola e maiuscola
Individuali e collettivi
Uno o più elementi considerati singolarmente; il nome collettivo indica un insieme di elementi della stessa specie o categoria, considerati in gruppo
Concreti e astratti
Si riferiscono a persone, animali, cose, che si possono percepire con i sensi. Si riferiscono a idee, concetti, sensazioni, sentimenti che non si possono percepire con i sensi
Struttura dei nomi
Primitivi, alterati, derivati, composti
Forma: genere
Maschile e femminile
Numero
Singolare e plurale
Nomi difettivi
Nomi che si usano prevalentemente al singolare o plurale e perciò si dicono difettivi, cioè mancanti di una forma
Nomi invariabili
Rimangono uguali al singolare e plurale
Nomi sovrabbondanti
Hanno due forme di plurale, una maschile e una femminile, che talvolta differiscono nel significato
L’articolo
Dal latino articulus, piccolo arto, articolazione del corpo e quindi elemento che è in stretto rapporto con un altro, è la parte variabile del discorso che introduce il nome e ne precisa il genere e il numero
Determinativo
Il, elemento noto
Indeterminativo
Un, elemento non noto
Partitivo
Dei, quantità non definita
L’aggettivo
Dal Latino nome adiectivum, nome aggiunto, è la parte variabile del discorso che si aggiunge al nome per indicarne una qualità o una caratteristica, oppure per determinarlo meglio
Aggettivi sostantivati
Assume la funzione di nome, è preceduto da un articolo o da un aggettivo dimostrativo
Aggettivi qualificativi
Indicano qualità, Caratteristica, il modo di essere del nome a cui si riferiscono
Determinativi
Che specificano alcuni aspetti del nome cui si riferiscono come il possesso, la quantità, la posizione nel tempo o nello spazio
Gli aggettivi qualificativi…
Permettono di esprimere con sfumature diverse la qualità o la caratteristica del nome cui si riferiscono, con il quale concordano nel genere e nel numero
Se precede il nome
Ha un un valore attenuato e ha una funzione descrittiva (aggiunge un’informazione che arricchisce il significato del nome, ma potrebbe anche essere omessa)
Quando segue il nome
Rilievo maggiore e funzione distintiva, cioè aggiunge un’informazione che precisa una caratteristica del nome e serve a distinguerlo
Grado positivo
Forma base
Comparativo di maggioranza (indica l’intensità della qualità espressa a confronto tra due elementi chiamati primo e secondo termine di paragone)
Aggettivi preceduto dall'avverbio più, indica una qualità posseduta dal primo termine di paragone in misura maggiore
Comp. Di minoranza
L’aggettivo, preceduto dall’avverbio meno, indica una qualità posseduta dal primo termine di paragone in misura minore rispetto al secondo
Comp. Di uguaglianza
L’agg. Preceduto dagli avverbi così, tanto, altrettanto, spesso sottintesi, indica una qualità posseduta dal primo termine di paragone in misura uguale rispetto al secondo
Grado superlativo
Una qualità posseduta al massimo grado di intensità ma in modo diverso
Superlativo assoluto
Indica una qualità posseduta al massimo grado, è slegata di qualsiasi confronto (altissimo)
Superlativo relativo
Indica una qualità posseduta al massimo o al minimo grado, ma in relazione alla categoria o al gruppo a cui appartiene (il più alto della classe)
Aggettivi determinativi
Precisano vari aspetti del nome a cui si riferiscono
Possessivi
Indicano a chi appartiene o con chi è in relazione qualcuno o qualcosa. Essi concordano nel genere e nel numero con il nome cui si riferiscono.
Aggettivi dimostrativi
Indicano la posizione rispetto a chi parla o a chi ascolta, del nome cui si è riferiscono, con il quale concordano nel genere e nel numero
Identificativi
Esprimono identità o uguaglianza e concordano nel genere e nel numero con un nome o il pronome cui si riferiscono
Indefiniti
Danno indicazioni generiche, non precise, riguardo alla qualità o alla quantità del nome cui si riferiscono
Interrogativi ed esclamativi
Si usano, rispettivamente, per formulare una domanda, un dubbio o per esprimere un’esclamazione riguardo a qualità, identità, quantità, del nome cui si riferiscono
Numerali
Indicano la quantità numerica del nome cui si riferiscono. Si distinguono in cardinali, ordinali e moltiplicativi
Il pronome
Dal latino, pronomen, che sta al posto del nome, è la pate variabile del discorso che sostituisce o sottintende una o più parole, un nome, un aggettivo, un verbo o un’intera frase, oppure indica qualcuno o qualcosa che è presente nella situazione comunicativa.
Pronomi personali
Indicano la persona che parla, a cui si parla, di cui si parla, oppure sostituiscono una o più parole. Sono variabili nel numero ma solo quelli di terza persona possono variare anche nel genere
Pronomi personali riflessivi
Quando l’azione compiuta dal soggetto si riflette direttamente o indirettamente sul soggetto stesso, cioè quando il soggetto e il pronome complemento si riferiscono alla stessa persona
Pronomi determinativi
Corrispondono agli aggettivi determinativi ma non sono accompagnati dal nome
I pronomi possessivi
Indicano a chi appartiene o con chi è in relazione qualcuno o qualcosa
I pronomi dimostrativi
Indicano la posizione nello spazio, nel tempo o nel discorso dell'elemento cui si riferiscono rispetto a chi parla o ascolta, legge o scrive
Pronomi identificativi
Esprimono identità o somiglianza dell’elemento cui si riferiscono
I pronomi indefiniti
Danno infezioni generiche riguardo La quantità o l’identità dell’elemento cui si riferiscono
Pronomi interrogativi ed esclamativi
Si usano per formulare una domanda, un dubbio, per esprimere un'esclamazione, riguardo a qualità, identità, quantità dell’elemento cui si riferiscono
I pronomi numerali
Indicano la quantità precisa dell'elemento cui si riferiscono
Pronomi relativi
Sostituiscono in nome e collegano due frasi, svolgono contemporaneamente due funzioni