neuropsichiatria disturbi, fobie, ansia, PCI

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Definizione clinica di Fobia (DSM-5)

Stato d’ansia clinicamente rilevante provocato dall’esposizione a oggetti o situazioni temute (cani, gatti, sangue, ospedale, volare) con conseguente evitamento.

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Meccanismo principale della Fobia

L'evitamento dell'oggetto o della situazione temuta.

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Fobia Sociale / Ansia Sociale (definizione)

Marcata paura o ansia rispetto a una o più situazioni sociali in cui l'individuo è esposto al possibile giudizio degli altri.

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Manifestazione dell'ansia sociale nei bambini

Deve manifestarsi con i coetanei e non solo durante le interazioni con gli adulti; può essere espressa con pianto, scoppi di ira, freezing o stare in disparte.

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Comportamenti tipici del bambino con Ansia Sociale

Eccessiva timidezza, sfuggire il contatto, rifiuto di partecipare a giochi di gruppo, stare in disparte e rifiuto scolastico.

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Situazioni scolastiche critiche per l'Ansia Sociale

Interrogazioni orali, feste tra coetanei, gite scolastiche e la mensa scolastica.

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Disturbo di Panico (definizione)

Attacchi di panico inaspettati e ricorrenti, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente o cambiamenti disadattivi nel comportamento.

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Definizione di Attacco di Panico

Improvviso aumento di intensa paura o disagio che raggiunge un picco in pochi minuti con sintomi fisici e cognitivi.

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Sintomi fisici dell'Attacco di Panico (primi 6)

Palpitazioni/tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di mancanza di respiro, soffocamento, dolore o fastidio al petto.

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Sintomi fisici dell'Attacco di Panico (restanti)

Nausea, vertigini/testa leggera, brividi o vampate di calore, parestesia (intorpidimento o formicolio).

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Sintomi cognitivi dell'Attacco di Panico

Derealizzazione (irrealtà), depersonalizzazione (distacco da se stessi), paura di perdere il controllo o impazzire, paura di morire.

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Segni culturali specifici dell'Attacco di Panico (esclusi dai 4 criteri)

Acufeni, dolori al collo, emicrania, urla o pianti incontrollabili.

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Cosa si intende per cambiamento disadattivo nel Disturbo di Panico?

Comportamenti atti ad evitare gli attacchi, come evitare l’esercizio fisico o situazioni non familiari.

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Esclusioni mediche per la diagnosi di Disturbo di Panico

Il disturbo non deve essere dovuto agli effetti di sostanze o condizioni mediche (es. ipertiroidismo, disturbi cardiorespiratori).

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Disturbo d'Ansia Generalizzato (definizione nel bambino)

Ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva) non collegabili a particolari stimoli ambientali, per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi.

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Quanti sintomi associati servono nei bambini per il Disturbo d'Ansia Generalizzato?

È richiesto un solo elemento rispetto ai tre degli adulti.

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Sintomi associati all'Ansia Generalizzata

Irrequietezza (restlessness), facile faticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno.

18
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Sintomi somatici e vegetativi dell'Ansia Generalizzata

Tremori, contratture, dolori muscolari, sudorazione eccessiva, bocca secca, nausea, minzione frequente, diarrea, tachicardia, vertigini.

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Comportamenti tipici del bambino con Ansia Generalizzata

Eccessiva preoccupazione per le prestazioni scolastiche/sportive, puntualità, perfezionismo, autosvalutazione con richieste di rassicurazione, crisi di collera.

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Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC - definizione)

Disturbo caratterizzato da ossessioni e compulsioni ricorrenti, sufficientemente gravi da far impiegare tempo o causare disagio marcato.

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Prevalenza del DOC in età evolutiva

0.5% in età scolare, 1-3% in adolescenza (5-10% forme subcliniche). Il 30-50% esordisce prima dei 15 anni.

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Prevalenza di sesso nel DOC infantile

Prevalenza del sesso maschile, nei quali l’esordio è più precoce ed è più frequente la familiarità.

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Definizione di Ossessioni

Pensieri, immagini o impulsi intrusivi, inappropriati ed egodistonici (percepiti come estranei e non sotto il proprio controllo).

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Ossessioni più frequenti nel bambino

Pensieri di contaminazione, dubbi, necessità di ordine, tematiche corporee, sessuali o religiose.

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Definizione di Compulsioni

Comportamenti ripetitivi o atti mentali che il soggetto si sente costretto a mettere in atto in risposta a un'ossessione per ridurre l'ansia.

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Esempi di compulsioni comportamentali e mentali

Lavarsi le mani, ordinare, controllare (comportamentali); contare, pregare silenziosamente (atti mentali).

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Manifestazioni pratiche di DOC a scuola e a casa

Eccessiva meticolosità nei compiti, leggere ripetutamente, cancellare ogni imperfezione, rituali sull'addormentamento, collezioni bizzarre.

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Componente egodistonica nel DOC infantile

Non sempre è presente: il bambino o l’adolescente sembrano spesso privi di critica sulla irragionevolezza dei loro comportamenti.

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Disturbi correlati a trauma e stress (Elenco DSM-5)

Disturbo reattivo dell’attaccamento, Disturbo con socialità disinibita, Disturbo post-traumatico da stress (DPTS), Disturbo acuto da stress, Disturbi dell’adattamento.

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Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS - definizione)

Insieme di sintomi che appaiono come risposta ad un’esperienza fortemente traumatica vissuta come minaccia alla vita o all'integrità fisica.

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Quadro clinico del DPTS nel bambino

Paura intensa, sentirsi inerte, orrore, stato continuo di allarme, irritabilità, comportamento disorganizzato/agitato e incubi notturni.

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Rievocazione del trauma nei bambini piccoli

Il contenuto del trauma viene ripetuto e vissuto attraverso i giochi e i disegni.

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Segni di regressione nel DPTS infantile

Mancata acquisizione delle tappe o perdita di funzioni già acquisite (regressioni nel linguaggio, enuresi).

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Sintomi del DPTS in età scolare e adolescenza

Compromissione delle prestazioni scolastiche, confusione, atteggiamenti infantili, vistose variazioni dell’umore.

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Prevalenza dei Disturbi dell'Umore in età evolutiva

Età prescolare 0.3-1%, Età scolare 0.4-2.5%, Adolescenza 4-8.3%.

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Continuità della depressione tra bambini e adulti

Il 50% degli adulti con depressione ha presentato il primo episodio prima dei 18 anni; il 50% dei casi infantili recidiva in età adulta.

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Rischio suicidario nei disturbi dell'umore

Il suicidio rappresenta la 3° causa di morte tra i 15-24 anni e la 6° causa tra i 5-14 anni.

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Prevalenza di sesso nella depressione prepubere

Nessuna prevalenza tra maschi e femmine in fase prepubere.

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Espressività clinica della depressione in età evolutiva

Maggiore irritabilità e disforia rispetto a tristezza e melanconia; forte reattività a fattori esterni.

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Sintomi depressivi manifestati nel gioco

Ridotto interesse/piacere nel gioco, sentimenti di inutilità/colpa espressi nel gioco, pensieri di morte o comportamenti autolesivi nel gioco.

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Clinica della depressione nei bambini (0-3 anni)

Irritabilità, pianto eccessivo, disturbi del sonno e dell'alimentazione, alterazioni psicomotricità, assenza del sorriso.

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Clinica della depressione nei bambini (3-5 anni)

Tristezza/irritabilità, lamentele somatiche, gioco povero o con contenuti tristi, auto-eteroaggressività, regressione.

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Clinica della depressione in età adolescenziale

Rallentamento psico-ideo-motorio, ipersonnia, idee o tentativi di suicidio, sintomi psicotici (deliri, allucinazioni), grave compromissione psicosociale.

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Eziopatogenesi dei Disturbi Depressivi

Si sviluppano nell’ambito di una vulnerabilità genetica in condizioni ambientali sfavorevoli (Geni + Ambiente).

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Fattori di rischio ambientali familiari per la depressione

Disordini psichiatrici cronici in un genitore, depressione post-partum materna, morti improvvise, dinamiche conflittuali, maltrattamento/abuso.

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Fattori di rischio ambientali scolastici/sociali per la depressione

Insuccesso scolastico, forti delusioni nei rapporti con i pari, bullismo.

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Elenco dei Disturbi dell'Umore nel DSM-5

  1. Disturbo da Disregolazione dell’Umore Dirompente, 2. Disturbo Depressivo Maggiore, 3. Disturbo Depressivo Persistente (Distimia), 4. Disordine Disforico Premestruale.
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Disturbo da Disregolazione dell'Umore Dirompente (caratteristiche)

Gravi e ricorrenti scoppi d'ira verbali e/o comportamentali (aggressività eterodiretta) sproporzionati, con umore costantemente irritabile tra le crisi.

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Episodio Depressivo Maggiore (criteri temporali e sintomi chiave)

Umore depresso o irritabile e ridotto interesse/piacere per almeno 2 settimane, accompagnato da una significativa compromissione funzionale.

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Sintomi fisici e cognitivi dell'Episodio Depressivo Maggiore

Variazioni appetito/peso, insonnia/ipersonnia, agitazione/rallentamento psicomotorio, perdita di energia, autosvalutazione/colpa, ideazione suicidaria.

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Disturbo Distimico (caratteristiche nel bambino)

Disturbo stabile dell’umore della durata di almeno 1 anno (nei bambini) caratterizzato da bassa intensità ma alta durata e cronicità.

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Autolesività Non Suicidaria (NSSI - definizione)

Atti autolesivi (tagli, bruciature, graffi) messi in atto senza la finalità esplicita di togliersi la vita.

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Classificazione dei comportamenti suicidari

Pensieri suicidari (senza o con pianificazione), atti preparatori, tentativo di suicidio (TS) interrotto o realizzato, suicidio.

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Classificazione del Disturbo Bipolare nel DSM-5

Disturbo Bipolare I, Disturbo Bipolare II, Disturbo Ciclotimico.

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Definizione di Episodio Maniacale (Bipolare I)

Umore persistentemente elevato, espanso o irritabile con aumento dell'energia finalizzata per almeno 1 settimana, con marcata compromissione funzionale.

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Sintomi dell'Episodio Maniacale e Ipomaniacale

Ridotto bisogno di sonno, logorrea concitata, coinvolgimento in attività pericolose, fuga delle idee, distraibilità, grandiosità.

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Differenza tra Episodio Maniacale e Ipomaniacale

L'episodio ipomaniacale dura almeno 4 giorni e ha un'intensità inferiore che non causa una menomazione funzionale marcata.

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Caratteristiche del Disturbo Bipolare II

Presenza di uno o più episodi ipomaniacali e di episodi depressivi maggiori; presenta maggiore cronicità, impulsività e rischio di suicidio rispetto al Bipolare I.

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Disturbo Ciclotimico (definizione nel bambino)

Sintomi ipomaniacali e depressivi fluttuanti che non soddisfano i criteri per un episodio maggiore, della durata di almeno 1 anno senza pause superiori a 2 mesi.

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Espressività clinica del Disturbo Bipolare nel bambino prepubere

Irritabilità cronica, scoppi d'ira gravi (temper outburst) e andamento a cicli rapidi continui (continuous rapid cycling).

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Espressività clinica del Disturbo Bipolare nell'adolescente

Andamento fasico (umore elevato/deflesso alternato), grandiosità (intolleranza alle regole), atti dissociali, ipersessualità, condotte a rischio.

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Definizione di Paralisi Cerebrale Infantile (PCI - Spastic Society 1966)

Disturbo persistente, non progressivo, ma non immutabile della postura e del movimento, dovuto ad alterazioni cerebrali per cause pre-peri-postnatali.

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Finestra temporale di insorgenza della lesione nella PCI

Entro i primi 3 anni di vita del bambino, periodo in cui vengono completate le principali fasi di sviluppo cerebrale.

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Perché la PCI è definita come disturbo "persistente" e "non progressivo"?

Perché la lesione cerebrale non guarisce ma è sostituita da tessuto cicatriziale, quindi non va incontro a fenomeni degenerativi o peggioramenti spontanei.

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Perché le manifestazioni della PCI "non sono fisse"?

Perché i sintomi mutano nel corso del tempo a causa della crescita e possono beneficiare del trattamento riabilitativo.

66
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Cause Prenatali della PCI

Malformazioni cerebrali genetiche o embriopatiche, malattie croniche materne, intossicazioni, disordini circolatori.

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Cause Perinatali della PCI

Encefalopatie ipossico-ischemiche (neonati a termine da parto distocico), ischemico-emorragiche (prematuri), meningoencefaliti neonatali, ittero nucleare.

68
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Cause Postnatali della PCI

Meningoencefaliti, traumi cranici, encefalopatie epilettiche, stati di male convulsivo, emorragie cerebrali.

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Prevalenza epidemiologica della PCI e forma più frequente

2-3 casi ogni 1000 nati vivi; le forme spastiche sono le più frequenti (84%).

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Fattori che aumentano significativamente il rischio di PCI

Prematurità (sotto le 32 settimane di età gestazionale) e basso peso alla nascita (<1500 grammi).

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Classificazione topografica della PCI: Tetraparesi

Disturbo del controllo motorio del tronco e dei quattro arti.

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Classificazione topografica della PCI: Emiparesi

Disturbo del controllo motorio di un solo emilato (un lato del corpo).

73
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Classificazione topografica della PCI: Paraparesi e Diparesi

Paraparesi: disturbo agli arti inferiori. Diparesi: disturbo ai quattro arti ma con netta prevalenza agli arti inferiori.

74
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Classificazione topografica della PCI: Triparesi e Monoparesi

Triparesi: disturbo del controllo motorio di tre arti. Monoparesi: disturbo di un solo arto.

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Classificazione clinica della PCI (in base alla sede della lesione)

Forme spastiche (sistema piramidale), Forme atassiche (sistema cerebellare), Forme discinetiche (sistema extrapiramidale), Forme miste.

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Disturbi associati che caratterizzano i quadri sindromici della PCI

Disturbi sensoriali (visivi/uditivi), cognitivi, del linguaggio, dell'apprendimento, dell'umore/ansia ed epilessia.

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Caratteristiche dell'Emiparesi Spastica

Deficit motorio a un emilato, arti colpiti che possono diventare ipoplasici (più piccoli), paralisi conclamata al 2° anno. Deambulazione autonoma raggiunta spontaneamente.

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Comorbilità specifica dell'Emiparesi Spastica

Ritardi del linguaggio, deficit cognitivo o dell'apprendimento ed epilessia nel 50% dei casi.

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Caratteristiche della Diplegia Spastica

Interessamento dei 4 arti (prevalenza inferiori), nell'80% dei casi secondaria a leucomalacia periventricolare in prematuri. Deambulazione tra i 3 e i 6 anni (spesso con deambulatori).

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Disturbi associati alla Diplegia Spastica

Disturbi delle funzioni visive (strabismo, vizi di refrazione), sviluppo intellettivo di solito normale (possibile disgrafia). Epilessia rara (solo 5%).

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Caratteristiche della Tetraparesi Spastica

Forma più grave di PCI, esito di grave encefalopatia ipossico-ischemica perinatale o malformazioni. Ipotonia iniziale, poi spasticità ai 4 arti. Deambulazione autonoma non raggiunta.

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Disturbi associati alla Tetraparesi Spastica

Disturbi di masticazione, deglutizione e fonazione; elevata incidenza di disabilità intellettiva moderata/grave, ipovisione, sordità e alto rischio di epilessia farmacoresistente.

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Caratteristiche delle Paralisi Cerebrali Discinetiche

Lesioni dei nuclei della base (strutture extrapiramidali). Quadro clinico dominato da rigidità, distonie, ipercinesie e movimenti atetosici afinalistici.

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Disturbi associati alle Paralisi Cerebrali Discinetiche

Intelligenza spesso normale o lievemente ridotta, linguaggio compromesso da disprassia oro-facciale, disgrafia ed epilessia rara.

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Caratteristiche delle Paralisi Cerebrali Atassiche

Lesioni del sistema cerebellare. Nei primi mesi ipotonia diffusa, nel secondo semestre oscillazioni del tronco in posizione seduta, tremore intenzionale e nistagmo.

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Deambulazione e stazione eretta nelle Paralisi Cerebrali Atassiche

Stazione eretta raggiunta tardi e deambulazione intorno ai 4-6 anni con base d'appoggio allargata e oscillazioni del tronco.