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Colera
Malattia infettiva contagiosa endemica dell’India, ubiquitaria della specie umana
Agente eziologico colera
Vibrio cholerae, batterio Gram negativo dotato di antigeni flagellari e somatici che permettono l’identificazione di tre sierotipi: Inaba, Ogawa e Hikojima
Caratteristiche vibrio cholerae
È dotato di una resistenza variabile in ambiente acquatico, che va da 1-2 giorni in acqua di fiume alle due settimane in acqua potabile. Viene distrutto in pochi secondi con la bollitura in poche ore con essiccamento e luce solare.
Trasmissione colera
Per via oro-fecale tramite veicoli contaminati, quali acqua, frutta e verdura, e vettori quali le mosche. I vibrioni si trovano nelle feci di portatori, malati e convalescenti.
Patogenesi colera
Il vibrione penetra per via orale, si sviluppa nell’intestino tenue dove agisce l’enterotossina che determina deplezione idroelettrica
Incubazione colera
Va da poche ore ad alcuni giorni, di solito 1-5
Clinica colera
Diarrea intensa ad acqua di riso e vomito che determinano disidratazione
Terapia colera
Reidratazione del paziente con idonee soluzioni saline e trattamento antibiotico e sintomatico
Prevenzione colera
Obbligo di notifica internazionale rapida in quanto si tratta di una malattia di classe uno e isolamento obbligatorio severo anche dei sospetti
Dimissione dei convalescenti solo dopo esito negativo di tre copro culture a distanza di 24h e disinfezione continua dell’ambiente, degli oggetti del malato e di feci, vomito e urine
Vaccino colera
Costituito da vibrioni interi uccisi a somministrazione parenterale in tre dosi, conferisce un’immunità inferiore a sei mesi
Febbre tifoide
Malattia tossinfettiva proprio dell’uomo che provoca un’infezione acuta generalizzata del sistema reticolo-endoteliale, del tessuto linfoide intestinale e della cistifellea
Agente eziologico febbre tifoide
Salmonella typhi e paratyphi A, bacilli asporigeni Gram negativi della famiglia delle enterobacteriaceae, in grado di superare la barriera gastrica
Antigene H
Antigene flagellare della salmonella che provoca la formazione di IgG di lunga durata indicative di malattia pregressa o vaccinazione
Antigene O
Antigeni somatici della parete della salmonella che provocano la formazione di IgM non protettive e di breve durata
Antigene K
Antigene periferico, capsulare di salmonella
Epidemiologia febbre tifoide
Colpisce tutte le età ma soprattutto giovani adulti. È endemica in Sudamerica e sud-est asiatico e va sempre denunciata in caso di sospetto
Sorgente di infezione febbre tifoide
Malato o portatore asintomatico
Trasmissione febbre tifoide
Per via orofecale o diretta o indiretta per ingestione di acqua o cibi contaminati; tuttavia, è necessaria l’ingestione di una carica infettante elevata per determinare malattia
Patogenesi febbre tifoide
Le salmonelle raggiungono l’intestino, dove determinano infiammazione con formazione di ulcere e colpiscono le placche di Payer del tenue e i linfonodi mesenterici, causandone la necrosi. In questa fase si formano le IgM
Batteriemie febbre tifoide
La batteriemia precoce è determinata dall’immissione in circolo del batterio attraverso il dotto toracico. I batteri invadono l’organismo e raggiungono il sistema reticolo-endoteliale, dove si moltiplicano e ritornano in circolo determinando la seconda batteriemia
Qual è l’organo più colonizzato dalle salmonelle?
La colecisti per la presenza di acidi biliari. La sua infezione determina la liberazione di grandi quantità di microrganismi nelle feci
Incubazione febbre tifoide
3-60 gg, in media 14gg
Primo settenario o periodo invasione della febbre tifoide
Iperplasia linfatica ed iperemia della mucosa enterica, con febbre a scalini come sintomo d’esordio. Si tratta di una febbre remittente che aumenta di mezzo grado ogni giorno
Secondo settenario o periodo di stato della febbre tifoide
Giorno 8-14, si raggiunge il plateau di 39-40, con necrosi e formazione di un’escara, cioè un tappo necrotico che si stacca formando un’ulcera. Cute e mucosa asciutte, lingua a dardo. Roseole tifose: maculo-papule rosee che si formano per la localizzazione della salmonella nei capillari periferici
Terzo settenario o periodo anfibolico della febbre tifoide
Giorno 15-21. Distacco dell’escara e formazione dell’ulcera, con febbre remittente e con ampie oscillazioni, senza mai scendere 37
Quarto settenario o periodo di decremento della febbre tifoide
Giorni 22-28, con cicatrizzazione delle ulcere e defervescenza di mezzo grado al giorno
Diagnosi febbre tifoide
Emocoltura: 90% positiva nella prima settimana
Sieroagglutinazione di Widal: positiva dall’inizio della seconda settimana
IgM contro antigene O
IgG contro antigene H
IgM febbre tifoide
IgM contro antigene O, altamente significativi e positivi dal settimo giorno, per 2-3 mesi
IgG febbre tifoide
Dirette contro antigene H, meno significative e positive dal 10-14 giorno per anni
O + H positivi nella febbre tifoide
Patologia acuta
O positivi nella febbre tifoide
Patologia iper acuta
H positivi nella febbre tifoide
Malattia pregressa o convalescenza
Terapia aspecifica febbre tifoide
Antipiretici, adeguata nutrizione e idratazione, riposo e dieta priva di scorie
Terapia specifica febbre tifoide
Ciprofloxacina, cotrimossazolo e ampicillina
Prevenzione febbre tifoide
Acqua potabili purificata e acque reflue smaltite in maniera efficace, isolamento e igiene personale
Vaccino febbre tifoide
Vivotif, vaccino vivo attenuato somministrato per via orale a giorni alterni per un totale di 4 dosi
Epatite A
Diffusa in tutto il mondo, soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali, interessa principalmente i viaggiatori in aeree ad elevata endemia, conviventi di soggetti infetti e soggetti con epatite cronica
Agente eziologico epatite A
HAV, virus a RNA appartenente al genere enterovirus, molto resistente nell’ambiente esterno
Serbatoio epatite A
L’uomo malato, che libera il virus nelle feci per 1-3 settimane. I bambini malati possono espellere il virus anche per mesi
Trasmissione epatite A
Tramite il circuito oro-fecale, attraverso il consumo di acqua e cibi contaminati, anche da vettori
Periodo di incubazione epatite A
15-50 gg, in media 30 gg
Diffusione epatite A
Penetra nell’organismo attraverso la bocca, raggiunge l’intestino e da qui la vena porta e il fegato, dove causa necrosi epatica
Clinica epatite A
Epatomegalia e splenomegalia all’esame obiettivo, con aumento delle transaminasi, della bilirubina e della fosfatasi alcalina.
Non cronicuzza mai, raramente può essere responsabile di forme fulminanti e la sua immunità dura tutta la vita
Diagnosi epatite A
Sierologica, con la ricerca di IgM anti-HA in fase acuta, IgG più tardive che conferiscono lo stato di immunità permanente
Prevenzione epatite A
Notifica obbligatoria entro 48h, in quanto si tratta di una malattia di classe 2, cui segue l’inchiesta epidemiologica
Vaccino epatite A
Virus ucciso
Epatite E
Infezione acuta diffusa nei paesi in via di sviluppo con casi sporadici in Europa
Agente eziologico epatite E
HEV, virus a RNA e a trasmissione orofecale, attraverso acqua e cibi contaminati
Incubazione epatite E
1-2 mesi
Diagnosi epatite E
Ricerca di IgM e RNA virale
Poliomielite
Malattia infettiva a carico del SNC, riguardante i motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale e bulbo-pontini, caratterizzata da paralisi-flaccida. Endemica di sud est asiatico, Africa subsahariana e mediterraneo orientale
Agente eziologico polio
Poliovirus della famiglia delle Picornaviridae, virus a RNA privo di involucro di cui si riconoscono tre sierotipi
Trasmissione polio
Per via oro-fecale
Sorgente polio
Individuo infetto, malato o portatore, fogne, acque contaminate
Periodo di incubazione polio
2-35 gg
Diffusione polio
Il virus penetra per via orale, supera la barriera gastrica e si moltiplica nella mucosa faringea e intestinale, diffondendosi alle placche di Peyer e di Waldeyer, e quindi nel sistema linfatico e nel sangue fino a raggiungere midollo spinale, bulbo e meningi, dove distrugge i motoneuroni
Diagnosi polio
Isolamento da tampone faringeo o feci, determinazione del titolo anticorpale
Prevenzione polio
Disinfezione individuale, ambientale e alimentare, continua e terminale. Notifica obbligatoria (malattia di classe I)
Vaccini sabin OPV
Vaccino diretto contro la polio, vivo attenuato e somministrato per via orale, con efficacia del 99%. Il virus si moltiplica a livello di tonsille, cellule epiteliali della mucosa intestinale, placche di peyer e linfonodi, determinano un’immunità di barriera e ostacolano la circolazione di virus selvaggi rendendo possibile l’eradicazione dell’infezione
Vaccino Salk
Vaccino a virus ucciso contro la polio, somministrato per via parenterale, con efficacia del 60-90% e non interferisce con la circolazione dei virus selvaggi