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Illustrare i contenuti della legge 43/2006

Questa legge conferma l'obbligatorietà dell'iscrizione all'albo per l'esercizio professionale e definisce le basi per la trasformazione dei Collegi in Ordini professionali valorizzando il percorso formativo

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In che modo la legge 43 del 2006 ha introdotto la suddivisione in quattro aree delle professioni sanitarie?

Ha raggruppato le professioni in area infermieristica e ostetrica, area della riabilitazione, area tecnico sanitaria e area della prevenzione per razionalizzare l'organizzazione professionale

3
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Quali nuovi percorsi formativi sono stati introdotti con la legge 43/2006 per le professioni sanitarie?

Introduce diverse categorie di professionisti in base ai titoli: professionista (laurea), professionista coordinatore (master in coordinamento), professionista specialista (master clinico) e professionista dirigente

4
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Come la legge 43/2006 ha contribuito a definire il ruolo delle lauree specialistiche per le professioni sanitarie?

Ha stabilito che la laurea specialistica (ora magistrale) è il titolo necessario per accedere alle funzioni dirigenziali e per lo sviluppo di competenze cliniche avanzate

5
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Cosa prevede la legge 502 del 1992?

Prevede il riordino della disciplina sanitaria trasformando le USL in Aziende Sanitarie Locali (ASL) dotate di personalità giuridica e autonomia organizzativa e gestionale

6
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Quali principali novità ha introdotto la legge 502 del 1992?

Introduce la figura del Direttore Generale, stabilisce il finanziamento basato sulle prestazioni (DRG) e avvia il processo di formazione universitaria per gli infermieri

7
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Cosa si intende per aziendalizzazione del SSN introdotta dalla Legge 502 del 1992?

Il passaggio da una gestione politica a una gestione tecnica di tipo imprenditoriale dove l'obiettivo è l'efficienza economica unita alla qualità delle prestazioni erogate

8
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Quali sono i cambiamenti principali introdotti nella gestione delle prestazioni sanitarie dalla Legge 502 del 1992?

La separazione tra le funzioni di programmazione e di erogazione e l'adozione di criteri di qualità attraverso l'accreditamento delle strutture

9
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Quali strumenti e metodologie possono essere utilizzati per facilitare la diagnosi infermieristica?

L'utilizzo di tassonomie standardizzate come NANDAper il linguaggio, oltre a scale di valutazione validate come la scala di Braden per le lesioni o la scala di VAS per il dolore

10
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Quali sono le competenze necessarie per formulare diagnosi infermieristiche accurate?

Richiede elevate capacità di pensiero critico, abilità nell'accertamento fisico e nell'intervista clinica e la conoscenza profonda dei modelli di salute di Gordon o della tassonomia NANDA

11
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Definire la fase di valutazione del processo di nursing

È la fase finale e sistematica in cui l'infermiere confronta lo stato di salute attuale del paziente con i risultati attesi per decidere se mantenere o modificare il piano di cura

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Come si verifica l'efficacia degli interventi e il raggiungimento degli obiettivi prefissati?

Attraverso la valutazione dei dati oggettivi e soggettivi del paziente e l'analisi della risposta clinica rispetto agli indicatori stabiliti nella fase di pianificazione

13
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Definire la fase di pianificazione nel processo di nursing

È la fase in cui l'infermiere stabilisce le priorità di intervento, definisce i risultati attesi (NOC) e pianifica le azioni infermieristiche specifiche (NIC) basate sulle diagnosi identificate

14
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Qual è l'importanza della definizione di obiettivi specifici misurabili e realistici nella pianificazione?

Permette di avere criteri oggettivi per capire se l'assistenza sta funzionando e garantisce che gli obiettivi siano effettivamente raggiungibili per quel determinato paziente

15
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Come vengono fissati gli obiettivi di cura e quali caratteristiche devono avere?

Devono essere concordati con l'assistito quando possibile e rispondere all'acronimo SMART: specifici, misurabili, attuabili, orientati ai risultati e definiti nel tempo

16
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L'infermiere e la terapia antalgica

L'infermiere ha il ruolo centrale di valutare il dolore come quinto parametro vitale, somministrare la terapia prescritta e monitorare l'efficacia e gli effetti collaterali dei farmaci analgesici

17
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Definire il dolore ed elencare le principali tipologie di dolore

Esperienza sensoriale ed emotiva sgradevole associata a danno tissutale reale o potenziale si divide in dolore acuto (protettivo e breve) e cronico (persistente), oppure in base all'origine in nocicettivo, neuropatico e psicogeno

18
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Illustrare le modalità di rilevazione del dolore e le relative scale di valutazione

Si basa sull'autovalutazione del paziente tramite scale unidimensionali come la VAS (analogica visiva), la NRS (numerica da 0 a 10) e la scala di WongBaker (faccine) per bambini

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Qual è l'obiettivo della terapia palliativa?

Migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie terminali e delle loro famiglie, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza fisica, psicologica e spirituale

20
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Come si valuta il dolore in un paziente non comunicativo?

Si utilizzano scale basate sull'osservazione dei parametri comportamentali e fisiologici, come la scala PAINAD (per demenza) o la FLACC, valutando espressioni facciali, pianto, tensione muscolare e irritabilità

21
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Illustrare accessi venosi periferici

Dispositivi inseriti in vene superficiali degli arti superiori (come la vena cefalica o basilica) destinati a terapie di breve durata e con farmaci non vescicanti o troppo irritanti

22
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Illustrare accessi venosi centrali

Cateteri la cui punta è posizionata nella vena cava superiore o atrio destro (come CVC, PICC o Portcath), utilizzati per terapie a lungo termine, nutrizione parenterale o farmaci ipertonici

23
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I dispositivi per accesso intravascolare cvc e/o cvp: medicazione e osservazione

Richiedono il monitoraggio giornaliero del sito per segni di infezione o flebite, l'uso di medicazioni trasparenti sterili per la visibilità e il lavaggio con soluzione fisiologica per mantenerne la pervietà

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Illustrare la tecnica di posizionamento di un catetere venoso periferico (cvp)

Prevede l'identificazione della vena, l'applicazione del laccio, la disinfezione del sito, la venipuntura con l'agoannula, la verifica del ritorno venoso, la rimozione del mandrino e il fissaggio sterile;

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Quanti sono gli elementi di un piano assistenziale infermieristico

Si compone di cinque elementi principali che seguono il processo di nursing: accertamento dei dati, diagnosi infermieristica, pianificazione degli obiettivi, attuazione degli interventi e valutazione finale