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Si definisce combustione
qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente (ossigeno) dando luogo a sviluppo di calore, fiamma e luce, gas e fuma
Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè:
di una sorgente di calore che fornisca la necessaria energia in grado di attivare la reazione di combustione
Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi:
La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore
In caso di mancata presenza di uno degli lementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore)
La reazione di combustione (incendio) non ha luogo
La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di
Combustibile, comburente e temperatura adeguata
Il combustibile è:
Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione (es: legna, benzina,…)
Il comburente è:
una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica
Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere
all'esaurimento del combustibile o al soffocamento o al raffreddamento o all'inibizione chimica
Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste
Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio;
Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste
Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria;
Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste
Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione;
Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi:
Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F
Gi incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….)
Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….)
Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….)
Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fostoro, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi…).
Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali)
Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso:
Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso)
La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita:
temperatura di accensione o temperatura di ignizione
La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquidò sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita
Temperatura di infiammabilità
In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati
aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità
Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione:
È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità
Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende:
la percentuale in volume di combustibile nella miscela aria - combustibile entro le quali si ha combustione
Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme):
rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela.
Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme):
rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che
consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela.
Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo:
L'intervallo di concentrazione "miscela aria - combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite
superiore, caratteristici per ciascuna sostanza
La temperatura di accensione
rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria
inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno
Il campo di esplosività rappresenta:
l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela "aria-combustibile" se innescata da origine ad una esplosione
Il Limite inferiore di esplosività è:
la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a
quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione
Il Limite superiore di esplosività è:
la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione.
La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri:
da tutti i parametri indicati negli altri due punti
Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando:
il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria
In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili
Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C
I liquidi di categoria "A" sono
i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C
I liquidi di categoria "B" sono
liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C
I liquidi di categoria "C" sono
liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C
I combustibili gassosi possono essere conservati:
in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati o disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica
I combustibili gassosi sono:
quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione
atmosferica e temperatura di circa 15°C).
I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti:
se la densità relativa all'aria è maggiore di 0.8 (es. GPL, acetilene,ecc.).
I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri:
se la densità relativa all'aria è minore di 0.8 (es. metano,ecc.).
Il calore
È la causa principale della propagazione degli incendi.
I meccanismi con cui una sorgente d'ignizione può scambiare calore con un combustibile sono
conduzione, convezione e irraggiamento.
Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè:
di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione.
L'energia di attivazione è:
la minima energia necessaria per avviare una reazione di combustione.
Le sorgenti di innesco possono essere:
fiamme libere, superfici calde, scintille o scariche elettriche.
La propagazione dell'incendio può avvenire per:
conduzione, convezione e irraggiamento.
La conduzione è:
il trasferimento di calore attraverso un materiale solido senza spostamento della materia.
La convezione è:
il trasferimento di calore attraverso il movimento di fluidi (gas o liquidi).
L'irraggiamento è:
il trasferimento di calore sotto forma di onde elettromagnetiche senza contatto diretto tra i corpi.
L'incendio è:
una combustione non controllata che si sviluppa nello spazio e nel tempo.
Il comburente nella combustione è generalmente:
l'ossigeno contenuto nell'aria.
Il triangolo del fuoco è costituito da:
combustibile, comburente e sorgente di innesco.
Il tetraedro del fuoco aggiunge al triangolo del fuoco:
la reazione chimica a catena.
La combustione completa produce principalmente:
anidride carbonica e vapore acqueo.
La combustione incompleta produce:
monossido di carbonio e altri prodotti tossici.
Il monossido di carbonio è:
un gas incolore, inodore e altamente tossico.
Il fumo di un incendio è costituito da:
particelle solide e goccioline liquide sospese nei gas di combustione.
I prodotti della combustione possono essere:
gas, vapori, fumo e calore.
I gas di combustione possono essere:
tossici, asfissianti o irritanti.
Il calore prodotto da un incendio può provocare:
ustioni alle persone e danneggiamento delle strutture.