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171 Terms

1
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Fenomeno

l'evento naturale o artificiale osservato direttamente o indirettamente che interessa casi singoli riferiti alla collettività o originati dall'osservazione di un unico fenomeno

2
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Unità statistica

Unità elementare su cui si osservano i caratteri oggetto di studio

3
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Popolazione

Insieme di unità omogenee rispetto ad una o più caratteristiche d'interesse

4
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Campione

sottoinsieme della popolazione

5
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Campionamento probabilistico e non probabilistico

  1. tecniche di formazione del campione secondo regole probabilistiche
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  1. fromazione del campione secondo specifiche esigenze di ricerca
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Caratteri

mezzo che identifica ciascun fenomeno, può assumere delle modalità

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Modalità

valore del fenomeno in corrispondenza delle diverse unità del collettivo

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Caratteri qualitativi e quantitativi

le cui modalità sono espresse da:

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  1. termini/locuzioni/aggettivi
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  1. numericamente
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Variazione Relativa e Assoluta

  1. come si è modificato il fenomeno in termini assoluti
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  1. come si è modificato il fenomeno in t1 rispetto all'iniziale t0
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Rappresentazione Statistica

in quale modo organizzare i modi di manifestarsi del carattere oggetto di studio

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Distribuzione Statistica

Come uno o più caratteri si manifestano sulla popolazione

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Distribuzione unitaria

elenco delle modalità osservate per singole unità: semplice quando è in esame un solo carattere, multipla per più caratteri.

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18
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Particolari esempi tipici sono: la serie storica e territoriale che usano spazio/tempo per caratteri quantitativi

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Distribuzioni di frequenza

tabella con MIN 2 MAX 5 colonne in cui sono rappresentate le freq. assolute/relative/cumulate/percentuali delle modalità o valori di una variabile

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Frequenza Assoluta

Conteggio delle unità che hanno la stessa modalità

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Frequenza Relativa

conteggio unità che hanno una certa modalità in relazione alla numerosità del collettivo

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Frequenza percentuale

Per rappresentare un ipotetico collettivo di 100 unità

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Rappresentazione diagrammatica

per avere visione d'insieme o confrontare fenomeni o maggiore leggibilità

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Grafici a torta

25
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Grafici a Radar

26
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Grafici a Nastri/Barre

27
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Grafici ad aree

28
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Pictogrammi

29
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Infogrammi

  1. caratteri qualitativi sconnessi/ordinabili ciclici
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  1. caratteri qualitativi ordinabili ciclici
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  1. caratteri qualitativi o quantitativi
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  1. caratteri quantitativi continui
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  1. combinano il potere informativo di una rappresentazione grafica ad immagini
34
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  1. rappresentano peculitarità di un fenomeno tramite immaigni/foto
35
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Distribuzione in classi

quando le distribuzioni di frequenza relative o assolute non sono idonee, facciamo spazio ad intervalli detti "CLASSI" e le frequenza associate a ciascuno indicano il numero di unità sulle quali è associato il valore dell'intervallo

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Ampiezza delle classi

Può essere costante o differrire di volta in volta: equiampie o non equiampie. Sono dette aperte o chiuse in base a se l'estremo è incluso o meno.

37
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Valore centrale

quando risulta difficile un ritorno ad una distribuzione di frequenza o unitaria facciamo riferiento al valore centrale ch eè calcolato come (somma estremi/2)

38
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Frequenze cumulate

Utili per fissare una modalità o leggere i dati della distribuzione rispetto questa

39
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Frequenze congiunte

l'elemento nij che rappresenta il numero di unità che presentato allo stesso tempo modalità xi e yj

40
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Distribuzioni Marginali

rappresentano di fatto le distribuzioni di una variabile volta per volta; di riga o colonna

41
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Intensità totale

Ammontare totale di carattere posseduto da tutte le unità

42
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Misure o Indici di Centralità

Alcuni sono utili a sintetizzare tutti i tipi di carattere mentre altri sono quelli quantitativi. Esprimono in sintesi il centro ideale della distribuzione cioè a quale valore tendono a gravitare i dati

43
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Le Medie

Sono utili perchè espresse nella stesa unità di misura dela carattere osservato e possono essere:

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  • Analitiche: calcoli algebrici (QUANTITAT.)
45
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  • Di posizione: non richiedono algebra (Entrambi)
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5 Proprietà della Media Aritmetica

  1. è sempre un valore interno alla distribuzione (internalità)
47
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  1. somma scarti e valore medio sempre 0
48
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  1. somma scarti^2 e valore medio è un infinito minimo
49
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  1. invarainte per trasformazioni affini (linearità)
50
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  1. media della popolazione è uguale alla media dei suoi sottogruppi (associatività)
51
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Media Condizionata

Ci permette di calcolare la media di Y fissando X

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Media Ponderata

Ci permette di sintetizzare un fenomeno tramite un sistema di pesi

53
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Media geometrica

Tutti i valori devono essere positivi e il carattere studiato si modifica tramite proporzioni

54
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Medie di Posizione

Consentono di sintetizzare il fenomeno con criteri differenti rispetto a quelli usati dalle media analitiche

55
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La Moda

La moda di una distribuzione è la modalità che presenta la frequenza più alta. E' un buon criterio di sintesi quando la modalità presenta frequenza maggiore; se tutte hanno stessa freuqenza non ha senso calcolarla e non può essere unica altrimenti avremmo distribuzione (plurimodale)

56
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La Mediana

E' il centro ideale dell'insieme di valori, bipartisce il collettivo in parti uguali dopo aver ordinato i valori in ordine crescente. Per caratteri quantitativi e qualitativi tranne sconnessi

57
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Mediana per distribuzioni di frequenza e in classi

  1. di FREQUENZA: individuare le frequenze cumulate relative e a quale è assocaito il valore uguale o maggiore al 50%
58
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59
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  1. in CLASSI: bisogna individuare la classe mediana magigore o uguale a 0,5. Me formula da imparare a memoria
60
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Percentili

valori che dividono la distribuzione in 100 parti di uguale numerosità, la mediana corrisponde al 50 esimo percentile, i Quartili la dividono in quattro parti uguali

61
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Variabilità di un fenomeno

Indica l'attitudine di un carattere quantitativo ad assumere modalità diverse

62
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3 tipi di indici di variabilità

  1. Indici su valori che occupano posizioni in un dato ordinamento del collettivo
63
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  1. indici che si basano su scostamenti delle osservazioni da un valore medio
64
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  1. indici che si basno sulle differenze tra tutte le modalità osservate
65
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Proprietà della variabilità

  1. Nullo se il carattere ha stesso valore in tutte le unità
66
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  1. Se almeno due xi e yj sono diverse, la variabilità è > 0
67
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  1. Indice invariante per traslazioni
68
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  1. Carattere X è più variabile di Y se V(x…xn) > V(y…yn)
69
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Campo di variazione

E' un indice basato sulla differenza tra valori che occupano determinate posizioni e rappresenta l'ampiezza del carattere nel collettivo Xn - X1

70
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Differenza Interquartile

E' l'ampiezza del'intervallo centrale ovvero la differenza fra terzo e primo quartile

71
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Scostamenti semplici (medio e mediano)

Possiamo costruire due indici di variabilità considerando le differenze in valore assoluto delle modalità della distribuzione dalla media o mediana, idem per distribuzioni di frequenza o in classi.

72
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Scostamenti quadratici

Ulteriore misura di variabilità che tramite il quadrato degli scarti assegna a valori più lontani maggiore peso che a quelli vicini

73
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Varianza

Indice di variabilità più usato negli scostamenti quadratici, è la media degli scarti dalla media della distribuzione al quadrato e il numerato è la Devianza

74
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Proprietà della varianza

  1. Dipende da tutte le modalità del carattere
75
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  1. Assume solo valori positivi perchè al quadrato
76
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  1. Nulla se è degenere (tutti uguali)
77
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  1. E' sensibile a valori amnomali perchè lo è la media in essa contenuta
78
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  1. E' invariante per trslazioni di tipo Y=x+a
79
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Varianze condizionate

Utilizzate quando si vuole studiare la variabilità nel collettivo del carattere misurato dalla variabile Y fissato ad un certo valore della variabile X

80
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Scarto quadratico medio SQM (deviazione standard)

Utilizzato per ovviare al problema dell'unità di misura, è la varianza sotto radice

81
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Indici assoluti e relativi

  1. Sono espressi nella stessa unità di misura delle modalità del carattere
82
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  1. Sono adimensionali cioè numeri puri e confrontano più collettivi o più fenomeni fra loro
83
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Formula di Scott

Dall'SQM possiamo calcolare l'ampiezza delle classi ovvero il numero di intervalli di modalità

84
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Coefficiente di variazione (CV)

E' usato per confrontare la variabilità di due distribuzioni tramite il rapporto (SQM / |media|) in termini percentuali

85
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Intervalli di variabilità

5 valori rappresentativi: x1, Q1, Me, Q3, xn.

86
New cards

Tramite cui possiamo ottenere due misure di posizione e due di variabilità

87
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  • Posizione-> Midrange e Media Interq.
88
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  • Variabilità-> Campo di variazione e Differenza Interq.
89
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Distribuzione Simmetrica

Media, moda, mediana e le distanze degli intervalli coincidono

90
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Distribuzione Asimmetrica

Media, moda, mediana e le distanze degli intervalli sono diversi

91
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  • Negativa: /
92
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  • Positiva: \
93
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Box Plot

Diagramma degli intervalli di variabilità, 3 elementi:

94
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  1. "Box" la cui dimensione è la variabilità dei valori prossimi al centro
95
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  1. Linea del centro della distribuzione
96
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  1. due segmenti i cui estremi sono gli estremi della distribuzione
97
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  1. valori anomali vanno al di fuori
98
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concentrazione

IL modo in cui un fenomeno trasferibile si divide tra le unità. l'attitudine ad accentrarsi su un numero ridotto, per caratteri quantitativi trasferibili

99
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Trasferibilità

Avviene sul carattere quantitativo:

100
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  • assume solo valori positivi