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Trauma
Forza di natura fisica esercitata improvvisamente sul corpo di un animale in grado di determinare alterazioni anatomo-fisiologiche.
la gravità del trauma dipende da
entità della forza
modalità di applicazione
area anatomica interessata
Dieresi
Soluzione di continuo
Exeresi
Perdita di sostanza
Focolaio traumatico chiuso
Effetto di un evento traumatico solo in tessuti interni con cute e mucosa integre.
Focolaio traumatico aperto
Effetto di un evento traumatico con soluzione di continuo.
eziologie di ferite
Da taglio: margini netti, guarigione per prima intenzione
Da punta: pericolose per infezioni secondarie
Contuse
Lacere: strappamento della cute con margini irregolari
Da morso: lesioni infette con lacerazione e avulsione di cute, sottocute e muscolatura
Da arma da fuoco: settica perché entra del pelo nella lesione
abrasione
perdita dell’epidermide e di porzioni di derma
sfregamento
simile all’abrasione ma più profonda con esposizione delle strutture ossee e grave contaminazione
conseguenze ustioni
perdita di liquidi
squilibri elettrolitici
soppressione dei meccanismi di difesa umorali e cellulo-mediati
stress respiratorio
le fratture possono essere classificate sulla base della
integrità della cute: esposta o chiusa
eziologia: traumatiche o patologiche
estensione del danno osseo: complete o incomplete
localizzazione delle linee di frattura
direzione delle linee di frattura
relazione tra i frammenti ossei
classificazione delle ferite esposte
tipo 1: lacerazione < 1 cm
tipo 2: lacerazione > 1 cm
tipo 3: lacerazione > 5 cm, ferita molto contaminata con danni ai tessuti molli
3A: lesione da arma da fuoco
3B: danno esteso ai tessuti molli
3C: compromissione dei tessuti, che può portare all’amputazione
Classificazione delle fratture in base alla localizzazione delle linee di frattura
Epifisarie
Metafisarie
Fisarie
Diafisarie
Apofisarie
Tuberositarie
Articolari
Classificazione delle fratture in base alla direzione delle linee di frattura
Trasversa: linea di frattura ortogonale all’asse maggiore dell’osso
Obliqua: linea di frattura angolata rispetto all’asse maggiore dell’osso, esito di forze da compressione
Spiroide: linea di frattura che gira attorno all’osso, esito di forze da torsione
Scheggiose o a “farfalla”: esito di forze da piegamento
Classificazione delle fratture in base alla relazione tra i frammenti ossei
Dislocatio ad longitudine: secondo la lunghezza dell’osso cum distractione: allontanamento dei monconi o cum contractione: avvicinamento dei monconi
Dislocatio ad lautus: spostamento laterale
Dislocatio ad axim: spostamento angolare
Dislocatio ad peripheriam: rotazione di un moncone rispetto all’altro
Fratture complete
uniche: presenza di due monconi
segmentali: tre o più segmenti
scheggiose: frammenti voluminosi
comminute: frammenti piccoli e numerosi
parcellari: piccoli frammenti in stretto rapporto con tendini e/o legamenti
tuberositarie: avulsioni di porzioni inserzionali
Fratture incomplete
fessura o infrazione: interessamento monocorticale a carattere lineare
a legno verde: nei giovani animali per incurvamento o compressione
Sintomatologia fratture
Zoppia IV°
Rigidità muscolare riflessa e / o tumefazione dei muscoli limitrofi
Decubito, abbattimento, tremori
Parte tumefatta, calda e dolente
“scroscio” alla palpazione
Fratture nei giovani
fratture fisarie
le fisi sono
strutture morfo-funzionali preposte all’accrescimento delle ossa costituite da cartilagine, che va incontro a ossificazione endocondrale
Cause di fratture fisarie
Forze di compressione, piegamento, torsione nelle fisi sottoposte a pressione.
Forze di tensione nelle fisi sottoposte a trazione
Tipologie di fratture fisarie
Tipo 1: separazione della fisi in animali < 6 mesi
Tipo 2: separazione fisaria con frammento metafisario, più frequenti in animali > 6 mesi
Tipo 3 e 4: fratture articolari gravi
Tipo 5 e 6: schiacciamento dei condrociti, che porta all’instaurazione di fisiodesi, talvolta con callo
Evoluzione delle ferite
Le ferite hanno tendenza a guarigione spontanea mediante cicatrizzazione