La Filosofia di Aristotele: Scienze, Metafisica, Sostanza e Principi

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50 schede lessicali complete sui concetti fondamentali della filosofia di Aristotele: classificazione delle scienze, caratteri e definizioni della metafisica, teoria dell'essere e delle categorie, dottrina della sostanza, sinolo, accidenti, principi supremi della conoscenza e dinamica di potenza e atto.

51 Terms

1
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Scienze teoretiche

Gruppo di scienze (metafisica, fisica, matematica) che hanno per oggetto il necessario, mirano alla conoscenza disinteressata senza scopi pratici e usano il metodo dimostrativo.

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Theoréo

Verbo greco che significa «guardo», dal quale traggono il proprio nome le scienze teoretiche.

3
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Oggetto del necessario

Tutto ciò che non può essere diverso da com'è e non può cambiare; costituisce l'oggetto di studio delle scienze teoretiche.

4
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Metodo dimostrativo

Metodo d'indagine proprio delle scienze teoretiche, fondato su dimostrazioni e ragionamenti necessari per conseguire conoscenze certe.

5
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Scienze pratiche e poietiche

Discipline che si occupano del possibile (ciò che può cambiare), impiegano un metodo non dimostrativo valido perlopiù e mirano a guidare l'azione umana.

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Prásso e Poiéo

Verbi greci che significano rispettivamente «faccio» e «produco» o «creo», da cui derivano i termini scienze pratiche e scienze poietiche.

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Scienze pratiche

Scienze (etica e politica) rivolte all'agire umano individuale e collettivo nella comunità, senza dar luogo a prodotti indipendenti da chi agisce.

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Scienze poietiche o produttive

Discipline (arti e tecniche) volte alla manipolazione e produzione di oggetti concreti che possiedono un'esistenza autonoma rispetto al loro autore.

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Filosofia prima

Espressione adoperata da Aristotele per designare la disciplina che analizza le strutture più profonde e le cause ultime della realtà, oltre ciò che appare ai sensi.

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Andronico di Rodi

Studioso del I secolo a.C. che, riordinando le opere aristoteliche, collocò gli scritti della filosofia prima subito dopo quelli fisici nominandoli «metà ta physiká».

12
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Metà ta physiká

Espressione greca che significa «dopo i libri di fisica», da cui deriva etimologicamente la parola metafisica.

13
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Ontologia

Disciplina sinonimo di metafisica che significa letteralmente «studio dell'essere, ciò che è».

14
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Quattro definizioni della metafisica

Le definizioni fornite da Aristotele per la metafisica: studio delle cause e dei principi primi; dell'essere in quanto essere; della sostanza; di Dio e della sostanza immobile.

15
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Studio dell'essere in quanto essere

Definizione cardine della metafisica aristotelica volta a esaminare l'aspetto universale e comune a tutte le cose che esistono, a prescindere da determinazioni particolari.

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Filosofie seconde

Espressione con cui Aristotele designa le singole scienze particolari (come la fisica e la matematica), le quali studiano solo aspetti circoscritti della realtà.

17
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Critica aristotelica ai «generi sommi» di Platone

Rifiuto della tesi platonica dell'essere come genere supremo o idea unificante; per Aristotele l'essere non è un genere unico ma presenta una molteplicità di significati correlati.

18
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Concezione univoca dell'essere

Interpretazione secondo cui l'essere significherebbe sempre ed esclusivamente «esistere», la quale rende assurda la negazione giacché negare un attributo equivarrebbe a negare l'esistenza.

19
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Errore di Parmenide secondo Aristotele

L'errore consistito nell'attribuire all'essere un valore puramente univoco, sostenendo che dell'essere si potesse dire soltanto che «è» e ritenendo contraddittorio ogni predicato diverso.

20
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Concezione equivoca dell'essere

Ipotesi insostenibile secondo cui l'essere assumerebbe ogni volta un significato del tutto differente a seconda del contesto, rendendo impossibile qualsiasi comunicazione.

21
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Concezione polivoca dell'essere

Dottrina aristotelica secondo cui l'essere non è né univoco né equivoco, bensì polivoco, possedendo una pluralità di significati differenti ma convergenti verso un centro comune.

22
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Esempio del termine «sano»

Esemplificazione aristotelica della polivocità tramite tre usi del verbo essere («il latte è sano», «Tizio è sano», «il colorito di Tizio è sano») significanti rispettivamente causa, possesso e manifestazione.

23
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Quattro significati basilari dell'essere

I quattro modi fondamentali dell'essere delineati da Aristotele: come accidente («essere per altro»), per sé (secondo le categorie), come vero, e come potenza e atto.

24
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Categorie

Caratteristiche strutturali supreme e necessarie dell'essere che costituiscono lo schema tramite il quale ogni ente è organizzato e determinato nella realtà.

25
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Dieci categorie aristoteliche

Le otto categorie fondamentali (sostanza, qualità, quantità, relazione, agire, subire, dove, quando) a cui Aristotele unisce le ulteriori due: avere e giacere.

26
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Categoria dell'avere

Categoria aristotelica che descrive la condizione specifica di possedere qualcosa.

27
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Categoria del giacere

Categoria aristotelica che indica il trovarsi in una determinata posizione o situazione nello spazio.

28
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Primato della sostanza tra le categorie

Ruolo di perno assunto dalla sostanza rispetto a tutte le altre categorie, le quali non sussistono autonomamente ma si predicano sempre di essa.

29
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Substantia

Termine latino («ciò che sta sotto») corrispondente al greco hypokeímenon, indicante il sostrato reale e logico che fa da supporto alle proprietà.

30
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Sostanza come ente individuale

L'individuo concreto (persona, animale o cosa) che sussiste autonomamente di per sé, fungendo da soggetto logico dei predicati e soggetto ontologico delle proprietà.

31
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Sinolo

Unione inseparabile di materia e forma che costituisce ogni singola sostanza individuale.

32
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Materia (nella sostanza)

Elemento passivo e potenziale della sostanza, ossia il materiale grezzo (come il legno di un tavolo) che viene ordinato e configurato dalla forma.

33
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Forma (nella sostanza)

Elemento attivo e attuale che non si identifica con la figura esteriore, ma con la natura profonda e specifica che rende una cosa esattamente ciò che è.

34
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«Questo qui»

Designazione della sostanza intesa come individuo concreto formato dall'unione di materia e forma, incontrato direttamente nell'esperienza.

35
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«Ciò che era l'essere»

Formula aristotelica espressa al tempo imperfetto per qualificare l'essenza necessaria e la permanenza invariabile della forma che mantiene l'identità di un ente.

36
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Accidente casuale

Qualità o proprietà contingente che un ente può possedere o meno senza mutare la propria essenza e senza cessare di essere ciò che è (come Socrate che è pallido).

37
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Accidente eterno o «per sé»

Proprietà che, pur non comparendo nella definizione iniziale dell'ente, ne discende necessariamente dalla natura essenziale (ad esempio la somma degli angoli interni di un triangolo pari a 180∘180^\circ).

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Sapere scientifico e tipi di accidente

Criterio per cui gli accidenti casuali sono esclusi dalla scienza stabile a motivo della loro mutabilità, mentre gli accidenti per sé rientrano pienamente nel sapere certo.

39
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Astrazione (abstrahere)

Procedimento conoscitivo («trarre da») mediante il quale una scienza separa e tralascia le caratteristiche secondarie non rilevanti per il proprio scopo di indagine.

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Postulati delle scienze particolari

Principi generali stabiliti all'inizio di ciascuna disciplina per delimitare il proprio specifico ambito di studio (come la quantità nella matematica e il movimento nella fisica).

41
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Principio di identità o di determinazione

Assioma espresso dalla formula A=AA = A, secondo il quale ogni cosa determinata è sé stessa e non può essere diversa da ciò che è.

42
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Significato logico e ontologico del principio di identità

Logicamente asserisce l'impossibilità di pensare che una cosa non sia sé stessa; ontologicamente stabilisce che ciascuna entità reale è provvista di una natura determinata e non negabile.

43
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Principio di non contraddizione

Principio secondo cui è impossibile che la medesima cosa sia e non sia contemporaneamente, nello stesso momento e sotto il medesimo aspetto.

44
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Principio del terzo escluso

Corollario del principio di non contraddizione secondo cui tra due asserzioni opposte e contraddittorie (A eˋ BA \text{ è } B e A non eˋ BA \text{ non è } B) una deve essere vera e l'altra falsa, senza intermedi.

45
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Il principio più saldo di tutti

Definizione data nel IV libro della Metafisica all'assioma supremo che non richiede dimostrazione deduttiva, costituendo il presupposto implicito di qualunque dimostrazione e pensiero.

46
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Dimostrazione per confutazione

Procedura argomentativa che prova il principio supremo mostrando come chiunque provi a negarlo sia costretto ad applicarlo se intende proferire parole dotate di un significato determinato.

47
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Sostanza come natura necessaria

Condizione ontologica per cui ciascun ente reale ha un'identità precisa e immutabile che non può essere diversa da ciò che è, garantendo la conoscibilità del reale.

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Divenire aristotelico

Processo di trasformazione inteso non come passaggio inconcepibile dal nulla all'essere, ma come progressiva transizione della materia dalla potenza all'atto.

49
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Potenza e Atto

La potenza è la possibilità della materia di acquisire una forma; l'atto è la concreta realizzazione di tale forma (la potenza sta alla materia come l'atto sta alla forma).

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Tre priorità dell'atto sulla potenza

Il triplice primato dell'atto: gnoseologico (si comprende la potenza solo tramite l'atto), cronologico (l'atto precede nel tempo la potenza) e ontologico (l'atto è causa e compimento della potenza).

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Direzionalità della potenza aristotelica

Proprietà della potenza intesa come potenzialità univoca orientata verso una sola determinata direzione (da uovo d'aquila si svilupperà solo un'aquila, da uovo di serpente un serpente).