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Flashcards di vocabolario giuridico relative al diritto dell'impresa: definizione e categorie di imprenditori, statuto dell'imprenditore commerciale, pubblicità legale, scritture contabili, rappresentanti dipendenti, collaboratori autonomi e ausiliari.
Imprenditore (art. 2082 c.c.)
Colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Professionalità
Requisito dell'imprenditore che richiede l'esercizio dell'attività in modo abituale e non occasionale, anche se non continuativo (sono ammesse le attività stagionali) e non necessariamente esclusivo o principale.
Economicità
Requisito dell'attività d'impresa che impone l'idoneità ad assicurare almeno il pareggio di bilancio, coprendo i costi di produzione con i ricavi delle vendite.
Scopo economico vs Scopo di lucro
Per acquisire la qualifica di imprenditore è sufficiente il pareggio tra costi e ricavi (scopo economico, tipico anche di associazioni, cooperative e imprese pubbliche), mentre il lucro in senso stretto (realizzazione e divisione di un profitto ex art. 2247 c.c.) è essenziale solo per le società lucrative.
Organizzazione aziendale
Elemento costitutivo dell'impresa consistente nella coordinazione di elementi personali (lavoro altrui, autonomo o subordinato) e reali (capitali e beni strumentali).
Imprenditore di fatto e attività illecita
Soggetto che esercita concretamente un'attività d'impresa anche se privo delle autorizzazioni amministrative prescritte o nell'ipotesi in cui l'attività sia espressamente vietata dalla legge, restando comunque esposto alle sanzioni previste.
Imprenditore apparente vs Imprenditore occulto
L'imprenditore apparente (prestanome) è il soggetto a nome del quale vengono compiuti gli atti d'impresa nei confronti dei terzi; l'imprenditore occulto è colui che dirige realmente l'attività e incassa gli utili. Entrambi rispondono dei debiti d'impresa secondo la giurisprudenza.
Libero professionista (art. 2238 c.c.)
Lavoratore autonomo intellettuale che di regola non assume la qualifica di imprenditore, a meno che l'attività professionale non costituisca l'elemento di un'attività organizzata in forma d'impresa (come la gestione di una casa di cura da parte di un medico).
Piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.)
Coltivatore diretto del fondo, artigiano, piccolo commerciante o colui che esercita un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia rispetto a capitali e lavoro dipendente.
Impresa artigiana (Legge quadro n. 443/1985)
Impresa diretta e gestita personalmente dal titolare, il quale deve svolgere il proprio lavoro anche manuale nel ciclo produttivo, impiegando un numero di dipendenti contenuto entro i limiti tassativi di legge e operando primariamente nella produzione di beni o prestazione di servizi.
Albo delle imprese artigiane
Registro tenuto presso la Camera provinciale di commercio la cui iscrizione ha efficacia costitutiva: è indispensabile per la qualifica di artigiano e per l'accesso a contributi, crediti e agevolazioni fiscali.
Imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.)
Chi esercita un'attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali o attività connesse, caratterizzate dalla cura di un ciclo biologico o di una sua fase necessaria e dall'utilizzo potenziale di risorse naturali.
Attività agricole per connessione
Attività di manipolazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione aventi a oggetto prevalentemente prodotti ottenuti dalla propria attività agricola principale, o di fornitura di beni/servizi mediante l'uso prevalente di attrezzature aziendali.
Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)
Figura introdotta dal d.lgs. n. 99/2004 che individua chi dedica ad attività agricole (principali o connesse) almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricava almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.
Impresa familiare (art. 230 bis c.c.)
Istituto a carattere residuale che tutela i collaboratori familiari più stretti (coniuge, parenti entro il 3° grado, affini entro il 2° grado) che prestano in modo continuativo la propria opera nell'impresa o nella famiglia senza altro rapporto contrattuale.
Diritti patrimoniali dei collaboratori familiari
Diritto al mantenimento parametrato alla condizione patrimoniale della famiglia, nonché diritto di partecipazione agli utili, ai beni acquistati con essi e agli incrementi aziendali (compreso l'avviamento) in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato.
Gestione dell'impresa familiare
Organizzazione in cui gli atti di ordinaria amministrazione spettano esclusivamente al titolare dell'impresa (che risponde personalmente verso l'esterno), mentre gli atti di straordinaria amministrazione sono deliberati a maggioranza numerica per teste dai collaboratori familiari.
Imprenditore commerciale (art. 2195 c.c.)
Soggetto che esercita un'attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi, di intermediazione nella circolazione dei beni, di trasporto, bancaria, assicurativa o altre attività ausiliarie alle precedenti.
Statuto dell'imprenditore commerciale
Complesso di norme e doveri specifici a cui è soggetto l'imprenditore commerciale non piccolo, comprendente l'obbligo di pubblicità legale, la tenuta delle scritture contabili e la soggezione alle procedure concorsuali.
Capacità all'esercizio dell'impresa commerciale
Principio secondo cui minori, interdetti e inabilitati possono essere autorizzati dal tribunale solo a continuare un'impresa già avviata, mentre il minore emancipato può essere autorizzato sia a continuare sia a iniziare una nuova impresa commerciale compiendo autonomamente gli atti straordinari.
Registro delle imprese
Pubblico registro istituito presso la Camera provinciale di commercio e vigilato da un giudice delegato dal presidente del tribunale, finalizzato a rendere giuridicamente opponibili e noti ai terzi gli atti e i fatti societari e d'impresa.
Efficacia dichiarativa (art. 2193 c.c.)
Effetto dell'iscrizione nel registro delle imprese che genera una presunzione assoluta di conoscenza dei fatti iscritti (i terzi non possono eccepirne l'ignoranza) e una presunzione relativa di ignoranza dei fatti non iscritti (opponibili solo provando l'effettiva conoscenza del terzo).
Scritture contabili obbligatorie (art. 2214 c.c.)
Documenti la cui tenuta è imposta dal codice civile a qualsiasi imprenditore commerciale non piccolo: il libro giornale, il libro degli inventari e il fascicolo della corrispondenza ordinata per affare.
Libro giornale
Scrittura contabile cronologica nella quale devono essere registrate, giorno per giorno e in sequenza temporale, tutte le operazioni attinenti all'esercizio dell'impresa.
Libro degli inventari
Registro redatto all'inizio dell'attività e successivamente con cadenza annuale che elenca e valuta le attività e passività d'impresa, includendo i beni personali dell'imprenditore individuale e chiudendosi con il bilancio e il conto economico.
Formalità e conservazione delle scritture contabili
Obblighi di numerazione progressiva delle pagine, divieto di abrasioni o interlinee (le cancellature devono restare leggibili) e dovere di conservazione decennale (10 anni) dell'intera documentazione cartacea o informatica dall'ultima registrazione.
Efficacia probatoria delle scritture contabili
Regola processuale per cui le scritture fanno sempre prova contro l'imprenditore (inversione dell'onere probatorio), mentre possono fare prova a suo favore solo se regolarmente tenute e utilizzate in controversie tra imprenditori per rapporti inerenti all'impresa.
Comunicazione ed esibizione contabile (art. 2711 c.c.)
Modalità di produzione in giudizio: la comunicazione integrale è limitata per legge a scioglimento di società, comunione dei beni e successioni ereditarie; l'esibizione consiste nell'estrazione mirata di singole registrazioni a salvaguardia della riservatezza aziendale.
Institore (art. 2203 c.c.)
Lavoratore subordinato al vertice della gerarchia aziendale (direttore generale), preposto all'esercizio dell'intera impresa, di una sede secondaria o di un ramo, munito di rappresentanza generale sia sostanziale che processuale.
Spendita del nome dell'institore (art. 2208 c.c.)
Obbligo dell'institore di palesare ai terzi che agisce per conto del preponente; in difetto resta obbligato personalmente, ma se l'atto è pertinente all'esercizio dell'impresa il terzo può rivalersi anche contro l'imprenditore.
Procuratore (art. 2209 c.c.)
Quadro intermedio che, pur non essendo al vertice dell'impresa, ha il potere gestionale di compiere atti pertinenti alle sue attribuzioni; non ha rappresentanza processuale (salvo per atti urgenti o delega scritta) e vincola unicamente se stesso se omette il nome dell'imprenditore.
Commesso (art. 2210 c.c.)
Collaboratore dipendente con compiti esecutivi a contatto diretto con la clientela; gode di poteri limitati agli atti ordinari di vendita e non può applicare sconti, concedere dilazioni non d'uso o modificare clausole standard senza autorizzazione espressa.
Commissionario (art. 1731 c.c.)
Collaboratore autonomo che assume un mandato senza rappresentanza per acquistare o vendere beni per conto del committente ma in nome proprio, ricevendo una provvigione sul valore dell'affare concluso.
Star del credere (art. 1736 c.c.)
Patto o consuetudine con cui il commissionario garantisce al committente il regolare adempimento da parte del terzo contraente, maturando il diritto a un supplemento di provvigione ma rispondendo dei danni in caso di insolvenza.
Contratto di concessione di vendita
Contratto atipico con cui un concessionario acquista merci da un produttore per rivenderle a terzi in nome e per conto proprio (solitamente in regime di esclusiva territoriale), erogando anche servizi di assistenza post-vendita.
Spedizioniere (art. 1737 c.c.)
Mandatario senza rappresentanza che si obbliga a concludere, in nome proprio e per conto del committente, un contratto di trasporto con un vettore e a compierne le relative operazioni accessorie.
Entrata dello spedizioniere nel contratto (art. 1741 c.c.)
Fattispecie in cui lo spedizioniere assume l'esecuzione diretta del trasporto con mezzi propri o altrui, cumulando su di sé gli obblighi e i diritti tipici del vettore.
Agente di commercio (art. 1742 c.c.)
Soggetto che si impegna stabilmente a promuovere, per conto del preponente e in una determinata zona, la conclusione di contratti verso il corrispettivo di una provvigione, sopportando per intero le spese e i rischi della propria organizzazione.
Diritto di esclusiva (art. 1743 c.c.)
Effetto naturale del contratto di agenzia che vieta al preponente di operare con più agenti nella stessa zona e ramo di affari, e all'agente di trattare per conto di imprese concorrenti nella medesima area.
Indennità per la cessazione del rapporto di agenzia (art. 1751 c.c.)
Somma spettante all'agente allo scioglimento del contratto se ha procurato nuova clientela o incrementato notevolmente il volume d'affari; il suo ammontare massimo non può superare la media annua delle provvigioni riscosse negli ultimi 5 anni.
Patto di non concorrenza dell'agente (art. 1751 bis c.c.)
Accordo scritto post-contrattuale con cui l'agente si impegna a non farsi concorrente del preponente; richiede un'indennità economica, ha una durata massima inderogabile di 2 anni e deve circoscriversi alla medesima clientela, zona e genere di beni.
Procacciatore d'affari
Collaboratore atipico che segnala occasionalmente e in via saltuaria occasioni di vendita a un'impresa senza vincolo di stabilità, senza zona di esclusiva e privo di una struttura organizzativa complessa.
Mediatore (art. 1754 c.c.)
Colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, mantenendo una posizione di assoluta imparzialità e indipendenza, senza legami di collaborazione, dipendenza o rappresentanza con alcuna di esse.
Obblighi del mediatore (art. 1759 c.c.)
Doveri inderogabili consistenti nel comunicare alle parti tutte le circostanze rilevanti note per valutare la sicurezza e la convenienza economica dell'affare, garantendo altresì l'autenticità delle firme apposte sulle scritture contrattuali.