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Flashcard di vocabolario incentrate sul contesto geopolitico dell'Italia rinascimentale, sulla cronologia storica (1493-1559) e sui nuclei teorici dell'opera e della vita di Niccolò Machiavelli.
Politica dell'equilibrio
Fase di pace relativa che aveva caratterizzato il XV secolo nella penisola italiana, terminata nel 1492 con la morte di Lorenzo il Magnifico.
Discesa di Carlo VIII (1494)
Spedizione militare del sovrano francese in Italia su invito di Ludovico il Moro (Ducato di Milano); avanzò senza incontrare reale resistenza fino a Firenze e a Napoli, aprendo la stagione delle guerre d'Italia e causando la cacciata dei Medici.
Pace di Augusta (1555)
Accordo di pace che riconobbe nell'Impero la divisione confessionale introducendo il principio del 'cuius regio, eius religio'.
Pace di Cateau-Cambrésis (1559)
Trattato che pose fine alle guerre d'Italia e ufficializzò l'egemonia e il predominio della monarchia spagnola sulla penisola italiana.
Ritorno alla terra e feudalizzazione
Tendenza socio-economica del Quattrocento e Cinquecento che portò le ricche famiglie mercantili e urbane a reinvestire i propri capitali nell'acquisto di proprietà agricole, considerate più sicure rispetto ai rischi commerciali.
Assetto geopolitico del Sud Italia e Isole (età umanistica)
Quadro territoriale che vedeva il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia e il Regno di Sardegna sotto il dominio della Corona d'Aragona (Spagna).
Seconda Cancelleria e Dieci di libertà e pace
Istituzioni della Repubblica fiorentina di cui Niccolò Machiavelli divenne segretario nel 1498, occupandosi di politica estera, interna e milizia a fianco del gonfaloniere Pier Soderini.
Episodio di Senigallia
Fatto storico del 1502 in cui Cesare Borgia eliminò con l'inganno i propri oppositori interni (tra cui Vitellozzo Vitelli e Oliverotto da Fermo), divenendo per Machiavelli l'esempio supremo di virtù politica ed energia.
Congiura di Boscoli (1513)
Complotto anti-mediceo a causa del quale Machiavelli fu ingiustamente sospettato, incarcerato e sottoposto a tortura, prima di ritirarsi in esilio all'Albergaccio.
L'Albergaccio
Podere a San Casciano in cui Niccolò Machiavelli visse in esilio forzato dal 1513 e dove scrisse Il Principe, La Mandragola e avviò i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.
Orti Oricellari
Giardini fiorentini in cui si riunivano giovani intellettuali di orientamento repubblicano che Machiavelli iniziò a frequentare a partire dal 1519.
Autonomia della politica
Principio rivoluzionario machiavelliano secondo cui la politica non risponde ai criteri morali o religiosi tradizionali, ma segue leggi proprie e si giudica unicamente in base all'efficacia nel mantenere lo Stato e difendere la comunità.
Verità effettuale della cosa
Criterio di indagine machiavelliano che privilegia l'analisi realistica e concreta dei fatti rispetto alla teorizzazione ideale o alla costruzione di utopie irrealizzabili.
Pessimismo antropologico machiavelliano
Concezione negativa dell'uomo, giudicato per natura ingrato, volubile, simulatore e avido, portato a dimenticare con più facilità la morte del padre rispetto alla perdita del patrimonio economico.
Centauro (parabola del politico)
Figura mitologica metà uomo e metà bestia impiegata da Machiavelli per indicare che il governante deve saper adoperare sia la legge (propria dell'uomo) sia la forza bruta e l'astuzia (proprie della bestia).
Volpe e Leone
Metafora machiavelliana delle doti necessarie al principe: l'astuzia della volpe per riconoscere i tranelli e la forza del leone per sbigottire e disperdere i nemici.
Principe vs Tiranno (secondo Machiavelli)
Distinzione tra il sovrano che adotta metodi spietati e duri solo se strettamente indispensabili al bene comune e alla salvezza dello Stato, e il sovrano che ricorre alla crudeltà senza necessità e per esclusivo tornaconto personale.
Specula principis
Genere trattatistico medievale e rinascimentale volto a indicare le virtù ideali e morali del perfetto monarca, radicalmente sovvertito da Machiavelli con una guida pragmatica all'azione politica reale.
Crudeltà bene usata vs crudeltà male usata
Distinzione presente nei capitoli I-XI de Il Principe: la violenza bene usata viene concentrata in un unico momento per necessità di sicurezza; quella male usata è modesta all'inizio ma si intensifica nel tempo.
Armi proprie
Esercito composto da cittadini fedeli e legati alla patria, considerato da Machiavelli l'unica milizia affidabile al posto delle truppe mercenarie e ausiliarie, giudicate infedeli, ambiziose e vili.
Ignavia dei principi italiani (Capitolo XXIV)
Causa principale individuata da Machiavelli per il crollo degli Stati italiani di fronte alle invasioni straniere, imputabile alla debolezza politica e al ricorso ai mercenari piuttosto che alla sfortuna.
Fortuna (pensiero machiavelliano)
Forza laica e immanente che racchiude l'imprevedibilità del caso e le circostanze indipendenti dalla volontà umana, paragonata a un fiume in piena arginabile dall'uomo previdente.
Virtù (pensiero machiavelliano)
Capacità politica, determinazione, energia, coraggio e prontezza dell'ingegno che permettono al governante di fronteggiare il caso e modellare gli eventi.
Occasione
Materia grezza e condizione favorevole offerta dalla Fortuna che solo il principe dotato di Virtù sa cogliere e plasmare per raggiungere il successo politico.
Riscontrarsi con i tempi
Attitudine del leader politico ad accordare la propria indole e le proprie modalità operative al mutamento delle circostanze storiche, passando dall'impeto alla cautela secondo la necessità.
Esperienzia delle cose moderne e lezione delle antique
Le due sorgenti complementari del sapere politico di Machiavelli: l'osservazione diretta degli affari di Stato contemporanei e lo studio continuo degli storici latini del passato.
Principio dell'imitazione politica
Teoria fondata sulla costanza immutabile della natura umana nel tempo, secondo cui è necessario e possibile per i contemporanei replicare gli ordinamenti civili e militari dell'antichità classica.
Procedimento dilemmatico (struttura a forbice)
Strategia argomentativa tipica della scrittura di Machiavelli che presenta il discorso attraverso antitesi nette e disgiunzioni binarie che si ramificano in successive sotto-opzioni.
Esortazione finale (Capitolo XXVI)
Conclusione de Il Principe in cui Machiavelli rivolge un appello appassionato a Lorenzo de' Medici (duca di Urbino) affinché unifichi l'Italia e cacci i sovrani stranieri, definiti 'barbari'.