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Flashcard vocabolario sui costrutti principali della psicologia dei gruppi sociali basate sul materiale di studio fornito.
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Status gerarchico (Sherif e Sherif)
La posizione occupata da ciascun membro all'interno di un gruppo sociale, definita da Levine e Moreland come il pattern generale di influenza sociale fra i membri.
Ruolo sociale (Bronfenbrenner)
L'insieme di attività e relazioni che ci si aspetta da parte di una persona che occupa una particolare posizione all'interno della società e da parte degli altri nei suoi confronti.
Ruoli orientati al compito (Benne e Sheats)
Ruoli focalizzati sull'esecuzione di un lavoro o obiettivo, come l'information giver (propositore di idee), l'evaluator critic (membro critico) e il coordinatore.
Ruoli di manutenzione della vita collettiva
Ruoli legati allo stato emotivo e alle relazioni interne al gruppo, come l'encourager (favorisce i rapporti e la partecipazione) e l'harmonizer (media e riduce le tensioni).
Capro espiatorio
Ruolo di gruppo su cui vengono proiettate caratteristiche e tensioni mal tollerate dai membri, fungendo da contenitore simbolico degli aspetti conflittuali condivisi.
Norme di gruppo
Scale di valori che definiscono le aspettative condivise rispetto al modo in cui dovrebbero comportarsi i membri del gruppo, delimitando comportamenti accettabili e inappropriati.
Norme istituzionali, volontarie ed evolutive (Opp)
Classificazione delle norme in istituzionali (imposte da autorità/leader), volontarie (nate da negoziazione tra membri) ed evolutive (sviluppate da comportamenti individuali diffusi e imitati).
Compito additivo
Tipo di compito in cui la prestazione complessiva del gruppo è data dalla somma dei contributi individuali forniti in autonomia dai singoli membri.
Compito disgiunto
Tipo di compito in cui il rendimento dell'intero gruppo corrisponde a quello espresso dal suo membro più competente.
Compito congiunto
Tipo di compito in cui il successo comune del gruppo dipende dall'impegno e dalla prestazione ottimale di ciascuno dei suoi membri.
Modello temporale della socializzazione al gruppo (Levine e Moreland)
Modello basato sulla reciprocità tra individuo e gruppo che descrive i passaggi attraverso tre processi: ricognizione iniziale, cambiamenti nel concetto di sé e iniziazione.
Teoria dello scambio sociale (Homans)
Prospettiva psicosociale secondo cui gli individui valutano le relazioni e le appartenenze sociali sulla base del bilancio tra massimizzazione dei benefici e minimizzazione dei costi.
Iniziazioni negative e Teoria della dissonanza cognitiva (Aronson e Mills)
Ipotesi per cui un'iniziazione spiacevole o dolorosa aumenta la valutazione positiva del gruppo per ridurre la dissonanza cognitiva generata dall'aver affrontato un'esperienza sgradevole.
Interdipendenza del destino (Lewin)
Condizione per cui un insieme di individui si costituisce come gruppo reale nel momento in cui ciascuno percepisce che il proprio destino dipende da quello del collettivo nel suo insieme.
Interaction Process Analysis - IPA (Bales)
Schema di codifica per l'osservazione delle interazioni di gruppo che scompone il comportamento in atti microscopici distinti in strumentali (diretti al compito) ed espressivi (socio-emozionali).
Coesione di gruppo (Hogg)
Attrazione dei membri verso l'idea del gruppo e identificazione con le sue caratteristiche distintive, i suoi valori e i suoi ideali, distinta dal semplice gradimento interpersonale.

Studio sulla squadra universitaria di hockey (Taylor, Doria e Tyler, 1983)
Studio longitudinale su una squadra con 3 vittorie su 25 incontri, dimostrando che il livello generale di coesione e spirito di gruppo può rimanere elevato indipendentemente dall'esito negativo delle partite.

Esperimento dell'uovo e cucchiaio (Rupert Brown e colleghi)
Studio sulla coesione in bambini di 3, 5, 7 e 9 anni divisi in squadre veloci e lente; circa due terzi dei bambini di 5 anni della squadra lenta hanno espresso il desiderio di rimanere nel gruppo nonostante la sconfitta.

Ricerca sulle squadre di sommozzatori (1975)
Studio condotto su dieci squadre di sommozzatori per 182 giorni che ha mostrato come livelli prestazionali inizialmente più elevati producano un aumento della coesione successiva, mentre una coesione iniziale non predice una prestazione migliore.

Bennington Study (Newcomb)
Studio longitudinale degli anni '30 che ha mostrato come gli atteggiamenti inizialmente conservatori delle studentesse di famiglie benestanti subissero un rovesciamento radicale in senso liberale assimilando le norme del college.
Effetto autocinetico (Sherif, 1936)
Esperimento basato su un'illusione ottica che dimostra come le persone, in situazioni ambigue e prive di criteri oggettivi, sviluppino e interiorizzino una norma condivisa di gruppo che persiste anche nelle valutazioni individuali successive.
Rapporto ottimale di meta-contrasto (Turner)
Principio della teoria dell'autocategorizzazione per cui si adotta la dimensione categoriale che minimizza le differenze tra sé e il membro prototipico dell'ingroup e massimizza quelle tra ingroup e outgroup.

Esperimento della scuola speciale e disabilità (Rupert Brown)
Studio su bambini non disabili in cui un contatto regolare con bambini di una scuola speciale ha portato a raffinare la categoria 'bambini disabili', suddividendola anziché considerarla un'entità monolitica.

Esperimento sul raggruppamento di fotografie (Davey)
Studio su bambini di 7-10 anni che usavano l'appartenenza etnica come criterio primario di classificazione spontanea, ma passavano al genere quando il compito chiedeva 'chi giocherebbe insieme con chi?'.
Paradigma del gruppo minimo (Tajfel)
Procedura sperimentale in cui l'assegnazione arbitraria a gruppi privi di interazione o interesse personale è sufficiente a generare favoritismo verso l'ingroup nell'assegnazione di risorse.
Omogeneità dell'outgroup
Tendenza percettiva a considerare i membri di un gruppo esterno come più simili tra loro rispetto a quelli del proprio gruppo ('loro sono tutti uguali, noi siamo tutti diversi').

Profezia che si autoavvera (Rosenthal e Jacobson, 1968)
Dimostrazione sperimentale in ambito scolastico in cui il far credere agli insegnanti che alcuni studenti fossero particolarmente promettenti ha portato tali studenti a ottenere voti sensibilmente più alti dopo un anno.

Esperimento dei mulinelli da pesca (Triplett)
Studio condotto su ragazzi dai 9 ai 12 anni che ha dimostrato una maggiore velocità nell'avvolgere mulinelli da pesca nelle situazioni competitive rispetto al lavoro svolto da soli.
Facilitazione e inibizione sociale (Zajonc)
Teoria secondo cui la presenza di altri incrementa l'attivazione dell'organismo, migliorando la prestazione nei compiti semplici (risposte apprese) e inibendola nei compiti complessi.

Interferenza nel compito di Stroop (Monteil e Huguet)
Esperimento che dimostra come l'interferenza semantica nel compito di Stroop si riduca in presenza di altre persone considerate più capaci, inducendo il soggetto a focalizzarsi esclusivamente sulla denominazione dei colori.

Esperimento sui problemi di ragionamento (Shaw)
Studio comparativo che ha evidenziato come i gruppi di 4 persone riescano a risolvere i problemi di ragionamento con maggiore efficacia rispetto ai singoli, richiedendo tuttavia un tempo superiore.

Esperimento sulla memoria di sillabe senza senso (Perlmutter e de Montmollin)
Studio che ha dimostrato che i gruppi di tre persone ricordano quasi il doppio delle sillabe senza senso rispetto agli individui da soli, impiegando un tempo solo leggermente superiore.

Esperimento del tiro alla fune con pseudo-gruppi (Ingham e colleghi)
Replica dello studio di Ringelmann con complici che fingevano di tirare la corda, dimostrando che la diminuzione dello sforzo fisico nei gruppi reali è attribuibile a una perdita di motivazione.

Inerzia sociale (Social Loafing)
Tendenza a ridurre l'impegno individuale nei compiti collettivi; nello studio di Latané, Williams e Harkins con pseudo-gruppi bendati e con cuffie, credere di gridare insieme ad altri riduceva la forza al 82% della capacità potenziale.

Esperimento sui dilemmi sociali e rischio (Stoner, 1961)
Studio su studenti di economia che dimostrò che le decisioni unanimi di gruppo su dilemmi sociali risultavano più rischiose rispetto alla media delle scelte individuali espresse prima della discussione.
Polarizzazione di gruppo
Fenomeno per cui la discussione collettiva sposta la decisione finale verso la posizione già favorita dalla media iniziale dei membri, accentuandone l'estremismo.
Modello della contingenza della leadership (Fiedler)
Teoria secondo cui l'efficienza della leadership dipende dalla corrispondenza tra lo stile del leader (misurato dalla scala LPC) e la misura in cui la situazione gli è favorevole.
Credibilità idiosincratica (Hollander)
Legittimità guadagnata dal leader nelle fasi iniziali adeguandosi alle norme del gruppo, che gli garantisce successivamente il potere di introdurre innovazioni e deviare dalle norme stabilite.
Conversione da influenza minoritaria (Moscovici)
Cambiamento profondo, intimo e duraturo della maggioranza indotto da una minoranza coesa e coerente nel tempo attraverso un processo cognitivo di validazione.
Scisma intragruppo
Processo di scissione e separazione definitiva di un sottogruppo dal gruppo originario a causa dell'insorgere di differenze fondamentali percepite come alterazioni dell'identità collettiva.