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Flashcard di vocabolario ed ermeneutica sui testi danteschi (Rime, De vulgari eloquentia, Vita Nova) e sulla prosa medievale delle origini (Il Milione, Bono Giamboni, Brunetto Latini, Novellino, prediche).
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Rime petrose
Gruppo di canzoni composte da Dante nella maturità (dopo la Vita nuova), dedicate alla donna Petra e caratterizzate da asprezza espressiva, suoni duri, immagini concrete e rime complesse per esprimere la sofferenza causata dall'ostilità dell'amata.
Sestina
Forma metrica complessa ideata dal trovatore provenzale Arnaut Daniel e ripresa da Dante nelle rime petrose, basata su parole-rima che si ripetono secondo un preciso ordine combinatorio attraverso le diverse stanze.
Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
Cèlebre sonetto d'augurio e di evasione cortese della giovinezza dantesca, in cui il poeta fantastica di navigare con Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e le rispettive donne amate su un vasello magico guidato dal mago Merlino.
«Quella ch'è sul numer delle trenta»
Espressione allusiva del sonetto Guido, i' vorrei… con cui Dante fa riferimento alla donna destinata a Lapo Gianni, collegata alla lista (serventese) delle 60 donne più belle di Firenze in cui figurava al 30° posto.
De vulgari eloquentia
Primo trattato teorico e scientifico sulla lingua volgare, redatto da Dante in latino tra il 1304 e il 1305 (rimasto incompiuto al secondo libro), rivolto a dotti e letterati per stabilire le norme formali della poesia in volgare.
Volgare (secondo Dante)
Lingua naturale che l'individuo apprende fin dall'infanzia, ritenuta da Dante nel De vulgari eloquentia superiore e più nobile rispetto al latino, considerato invece una lingua artificiale e secondaria regolata a scuola.
Volgare Illustre
Lingua letteraria ideale teorizzata da Dante attraverso la «caccia al volgare», definita da quattro tratti essenziali: Illustre (dà prestigio), Cardinale (perno dei dialetti), Aulico (degno della reggia/aula) e Curiale (conforme alla curia).
Canzone (nel De vulgari eloquentia)
Forma metrica giudicata da Dante come la più nobile ed elevata, deputata ad accogliere il volgare illustre e lo stile tragico per cantare i temi sommi delle armi, dell'amore e della virtù/morale.
Arnaut Daniel
Trovatore provenzale ideatore della sestina, indicato nel De vulgari eloquentia come il maestro supremo dello stile alto e celebrato nel Purgatorio con la formula «miglior fabbro del parlar materno».
Le Divisament dou monde
Titolo originale in lingua francese (o franco-italiana) del celebre resoconto di viaggio di Marco Polo, trascritto a Genova tra il 1298 e il 1299 da Rustichello da Pisa e in seguito intitolato in toscano Milione.
Rustichello da Pisa
Scrittore pisano imprigionato a Genova dopo la battaglia della Meloria (1284), al quale Marco Polo, anch'egli incarcerato attorno al 1298, dettò i ricordi delle proprie esplorazioni in Asia.
Sguardo pratico del mercante (nel Milione)
Punto di vista empirico con cui Marco Polo analizza le terre visitate, prestando primaria attenzione a dati concreti quali mercati, monete correnti, vie di comunicazione e merci di pregio (spezie, pietre preziose).
Prete Gianni
Figura leggendaria medievale di sovrano-sacerdote a capo di un mitico e potente regno cristiano in Oriente; nel Milione la sua figura viene desacralizzata e ridotta al ruolo storico di sovrano asiatico sconfitto da Gengis Khan.
Il Tesoro (Bono Giamboni)
Opera allegorico-morale duecentesca in prosa che combina la dimensione bellica terrena dei cavalieri con quella infernale ultraterrena, celebre per la narrazione drammatica e visiva della caduta e morte della Superbia.
Origine allegorica dei vulcani (Bono Giamboni)
Spiegazione mitica formulata da Bono Giamboni secondo cui l'attività eruttiva di monti come l'Etna/Mongibello è generata dalle fiamme e dallo zolfo infernali accesi sottoterra per tormentare i vizi sconfitti.
Li Livres dou Tresor (Brunetto Latini)
Vasta enciclopedia in prosa francese redatta da Brunetto Latini durante il suo esilio in Francia dopo la battaglia di Monteaperti, concepita come uno scrigno contenente l'intero scibile umano basato sulle auctoritates.
Reportationes (Giordano da Pisa)
Trascrizioni manoscritte immediate registrate da ascoltatori o allievi durante le prediche orali improvvisate di fra Giordano da Pisa, caratterizzate da glosse e note a margine del trascrittore stesso.
Concilio di Tours (813)
Sinodo storico che autorizzò ufficialmente il clero a predicare nelle lingue volgari durante la liturgia, consentendo la comprensione dei precetti cristiani al popolo che non conosceva il latino.
Vita di san Paolo Eremita
Testo agiografico medievale strutturato a exemplum che intreccia elementi della tradizione fiabesca (creature come il satiro o l'ippocentauro) con la narrazione della Provvidenza che affianca sant'Antonio a san Paolo.
Il Novellino
Prima raccolta anonima di cento novelle brevi composte in volgare toscano alla fine del Duecento, mirata a intrattenere la borghesia urbana celebrando motti di spirito e risposte ingegnose.
Novella del conte di San Bonifacio
Testo del Novellino incentrato su due negromanti che ingannano il conte e l'imperatore Federico II simulando un lasso temporale di trent'anni; presenta uno stile rapido e paratattico e termina con un finale sospeso.
Prosimetro (nella Vita Nova)
Struttura mista di prosa e poesia adottata nella Vita Nova, composta da 31 liriche collegate da una cornice narrativa, esplicativa e divisionale (autocommento retorico).
Rubrica (nella Vita Nova)
Dicitura iniziale del capitolo scritta con inchiostro rosso (dal latino ruber) nei manoscritti medievali; l'opera si apre con la rubrica «Incipit vita nova», metafora della memoria come libro.
Asemplare
Termine dantesco che indica l'atto del copiare e trascrivere fedelmente sulla pagina scritta la sentenzia dei ricordi custoditi nel libro della memoria.
I tre spiriti vitali
Funzioni fisiologiche e psichiche scosse dalla vista di Beatrice: lo spirito della vita (nel cuore, batticuore), lo spirito animale (nel cervello, stupore intellettuale) e lo spirito naturale (nel fegato/stomaco, pianto e dolore).
Simbolismo del numero 9 (nella Vita Nova)
Elemento numerologico e miracoloso ricorrente (multiplo della Trinità) che scandisce la cronologia dell'opera, definendo l'età del primo e del secondo incontro con Beatrice nonché le ore delle visioni.
Donne ch'avete intelletto d'amore
Canzone-manifesto con cui Dante dà inizio alla «poetica della lode», rinunciando all'aspettativa di un contraccambio tipica della tradizione cortese per celebrare in modo disinteressato la natura celestiale di Beatrice.
«Color di perle»
Raffinata metafora impiegata in Donne ch'avete intelletto d'amore per tratteggiare l'incarnato e la bellezza ideale di Beatrice, simbolo di candore, incorporeità e perfezione sovrumana.
Tanto gentile e tanto onesta pare
Celebre sonetto stilnovista della Vita Nova che descrive l'effetto miracoloso del passaggio di Beatrice fra la gente attraverso una sintassi piana, simmetrie foniche fluide e un lessico legato all'apparizione spirituale.
Verbo «pare» (in Tanto gentile…)
Forma verbale che nel sonetto ricorre per tre volte con il valore semantico primario di «apparire con evidenza» o «manifestarsi visibilmente come miracolo», alludendo a una teofania.
Oltre la sfera che più larga gira
Ultimo sonetto della Vita Nova nel quale il sospiro del poeta si spinge fino all'Empireo contemplando Beatrice avvolta di luce tra gli angeli, prefigurando tematicamente e stilisticamente la cantica del Paradiso.
Mirabile visione
Esperienza mistica conclusiva cui Dante fa riferimento in prosa al termine della Vita Nova, che induce il poeta al silenzio letterario su Beatrice in attesa di poterne trattare in futuro più degnamente.