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Chimica

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Da cosa è costituito un complesso e cos’è?

legante polidentato che con metallo forma un chelante e il contro ione. Sono composti organici che formano complessi stabili con ioni metallici.

2
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EDTA: perchè e come viene usato.

standard primario, fa complessi stabili e solubili in acqua, fa complessi 1:1 con metalli (tranne gruppo 1A). - protoni, + chelante stabile (2 N e 4 O fanno leg), condizioni basiche favorite (pH=10), ma non per tutti!

3
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Cosa influenza flesso di grafico?

+pH basico o + costante di complessazione danno flesso più alto.

4
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A cosa seve un complessante ausiliario?

A mantenere l’analita in soluzione anche a pH molto basici, altrimenti precipiterebbe. Sono più deboli di comples. usato per titolazione.

5
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Cosa sono e come funzionano indicatori metallocromici?

Acidi poliprotici che formano chelanti con analita e a giusto pH ind libero e ind complessato hanno 2 colori diversi, + deboli di EDTA.

6
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Quale usiamo? e come?

Nero di eriocromo T (NECT), da usare in range pH 8-11 per avere trans di colore da rosso violaceo a blu perchè è trans più evidente.

7
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Cosa causa la durezza dell’acqua? Quali tipi ci sono?

La quantità di sali di metalli alcalino-terrosi (Ca2+ e Mg2+). durezza totale= durezza temporanea (ioni Me con anione bicarbonato) + durezza permanente (ioni Me co anioni di acidi forti).

8
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Come si misura la durezza?

Gradi francesi (aggiungo formula)

9
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Come trovare durezza totale e temporanea.

Titolo campione di acqua di rete con EDTA, tampone ammoniacale per avere pH=9, 2 flessi: Ca2+ e Ca2+ con Mg2+ per cost di complessazione (Ca>Mg). Titolazione pH-metrica di bicarbonati con HCl.

10
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Procedura complessometrica in laboratorio.

Standardizzo EDTA con ZnO, poi durezza tot, controllare che pH sia 11 prima di titolare con cartina e aggiungere poco NECT.

11
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Com’è fatto il grafico di una tit per precipitazione e da cosa dipende il flesso?

Sigmoide. Il flesso risulta più ripido tanto più è concentrato analita e anche se Kps (prodotto di solubilità) é particolarmente basso (K<10-8).

12
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Titolo miscela: cosa succede?

Grafico ha 2 flessi, precipita prima il sale MENO SOLUBILE (con K + BASSA).

13
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Quando uso titolazione per precipitazione?

Spesso per individuare alogenuri che formano sali insolubili con Ag, chiamate anche argentometriche.

14
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Metodo di Mohr.

Uso CrO42- come indicatore, serve 6<pH<9 (bicarbonato di sodio) giallo - rosso.

Usando poco indicatore ho errore positivo, si calcola V di errore titolando CaCO3 i stesse condizioni (V tra PF e precipitazione Ag2CrO4). Funziona solo per Cl, Br e Ag.

15
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Metodo di Fajans.

Indicatore FLUORESCEINA deprotonata (verde - rosino). Prima con eccesso cloruri non adsorbe su Ag+ (repulsione di carica), dopo PF Cl- precipitato, eccesso ioni Ag+ attraggono indicatore e si forma FLUORESCEINATO di Ag adsorbito. Condizioni basiche e per avere particelle di AgX piccole aggiungo destrina, posso usare anche altri indicatori se non posso stare in basicità.

16
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Metodo di Volhard.

Retrotitolazione: troppo AgNO3 ad alogenuri e titolo Ag+ in eccesso con KCNS e indicatore solfato doppio di ferro (III) e ammonio (giallo pallido - rosso con precipitato AgSCN). pH molto acido e presenza di reazioni di metatesi che consumano KSCN (errore negativo). Usato per sapere dose di NaCl in acqua fisiologica.

17
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Procedura argentometrica in laboratorio.

Standardizzo AgNO3 con KCl, quindi uso come titolante per analiti quantità incognita di cloruri (Mohr e Fajans). Una spatolata di bicarbonato di sodio e una di destrina.

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Ossidante/ riducente ausiliari.

Servono ad ottenere analita allo stesso stato di ossidazione, deve reagire quantitativamente con analita e può essere rimosso, evitando di interferire con titolazione.

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Esempi di agenti riducenti e degli indicatori usati.

Usati in retrotitolazioni (reattivi con O2 → Fe2+), tiosolfato si decompone, si prepara a fresco e viene standardizzato con KIO3 + eccesso di KI a pH acido (salda d’amido). Eccesso di Fe si titola con potassio dicromato, tiosolfato usato in iodometria e determinare ipoclorito.

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Agenti ossidanti: permanganato di potassio.

Non troppo energici per problemi stabilità e reazioni con più rapporti stechiometrici. KMnO4 non è stabile all’aria e alla luce e si decompone a MnO2 , ma è self-indicator: viola→trasparente/solido scuro/verde. Non è standard primario (tracce MnO2).

21
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Agenti ossidanti: Cerio IV.

Giallo arancio → incolore quando si riduce a Ce3+, cambiamento poco intenso, uso indicatori (ferroina). Stabile in soluz di acido solforico e lo standardizzo con sodio ossalato scaldando e in acido (HCl).

22
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Agenti ossidanti: potassio dicromato.

K2Cr2O7 standard primario, soluz stabile se scaldata. Arancione poco intenso, servono indicatori, lento. Usato per determinare Fe (II).

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Agenti ossidanti: Bromo.

Da potassio bromato, standard primario, usato per fare reazioni di sostituzione con composti organici (idrossichinolina).

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Differenze tra iodImetria e iodOmetria.

I usato come ossidante per determinare riducenti, infatti analita riducente, pH poco acido e I2 poco stabile e si attacca alla plastica, però essendo ossidante debole è più selettivo.

Retrotitolazione di iodio in eccesso, analita sia ossidante (reagisce con tanto ioduro a dare iodio), che riducente (reagisce con tanto iodio).


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Procedura in laboratorio.

Standardizzo Na2S2O3 con iodio, poi determino massa AA in incognito e pastiglia, titolante Na2S2O3 e salda d’amido, TITOLAZIONE IODOMETRICA.

Salda d’amido si aggiunge dopo titolazione parziale dello iodio, blu - trasparente quando tutto I2 → I- , importante agitare bene per evitare eccessi locali di tiosolfato che rendono la soluzione opalescente.