Il Laboratorio Microbiologico: Sicurezza, Biosicurezza e Tecniche di Base

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Flashcard di terminologia tecnica sulle norme di biosicurezza, la classificazione dei rischi, le procedure di sterilizzazione, le attrezzature analitiche e le metodologie operative nel laboratorio di microbiologia.

43 Terms

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Biorisanamento

Branca applicativa della microbiologia ambientale che impiega specifiche specie microbiche in grado di degradare composti tossici e inquinanti per bonificare matrici contaminate (come acque e suolo).

2
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Carica microbica e identificazione

Duplice obiettivo fondamentale delle analisi microbiologiche, consistente rispettivamente nella quantificazione numerica dei microrganismi presenti in un campione e nella determinazione della loro specie o genere tassonomico.

3
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Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Attrezzature destinate a essere indossate dal lavoratore allo scopo di tutelarne la salute e la sicurezza contro rischi specifici (corpo, mani, occhi, vie respiratorie). A differenza degli abiti da lavoro generici, garantiscono una barriera certificata contro pericoli definiti dalle norme (D.Lgs. 81/2008 e Reg. UE 2016/425).

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DPI di I categoria

Dispositivi di protezione individuale a struttura semplice, destinati a salvaguardare da rischi di lieve entità o danni fisici minimi (ad esempio guanti generici per la pulizia ordinaria o creme barriera).

5
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DPI di III categoria

Dispositivi di protezione individuale complessi destinati a proteggere da pericoli che possono causare la morte, lesioni gravi o permanenti (come la protezione delle vie respiratorie da agenti biologici patogeni pericolosi); il loro utilizzo richiede un addestramento pratico specifico e obbligatorio.

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Procedura di lavaggio delle mani (OMS)

Pratica igienica fondamentale di sicurezza in laboratorio della durata di 40-60 secondi40\text{-}60\text{ secondi}, suddivisa in diverse fasi sequenziali di frizione palmare, dorsale, interdigitale e ungueale, da svolgere regolarmente e tassativamente prima di lasciare i locali.

7
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Sterilità

Condizione assoluta che indica la totale assenza di qualsiasi forma vitale (vegetativa o sporigena) all'interno o sulla superficie di un oggetto o terreno; trattandosi di un concetto non relativo, non ammette gradi intermedi di purezza.

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Campo sterile con becchi Bunsen

Area di lavoro asettica circoscritta all'interno della quale operare per prevenire contaminazioni, delimitata dalla convezione termica generata da due becchi Bunsen accesi posizionati a una distanza compresa fra 30-40 cm30\text{-}40\text{ cm}.

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Pipettatore / Propipetta

Dispositivo meccanico munito di comandi per l'aspirazione e il rilascio controllato dei liquidi, utilizzato con pipette in vetro o puntali per evitare rigorosamente il pipettaggio a bocca.

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Micropipette automatiche

Strumenti di precisione a gradazione volumetrica fissa o variabile progettati per prelevare e trasferire volumi piccolissimi di liquidi (μL\mu\text{L} o frazioni di esso) tramite specifici puntali a espulsione automatica.

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Barriere primarie (CDC)

Sistemi di protezione dell'operatore raccomandati dagli enti di controllo quali i CDC, costituiti dai Dispositivi di Protezione Individuale (camice, guanti monouso, occhiali) e dalle cappe di sicurezza microbiologica.

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Barriere secondarie (CDC)

Insieme delle caratteristiche costruttive e impiantistiche del laboratorio volte a contenere e impedire la fuoriuscita e la propagazione di microrganismi nell'ambiente esterno (es. autoclave per la sterilizzazione dei rifiuti, accessi a doppia porta, pressione negativa).

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Controllo di qualità in microbiologia

Verifica periodica, standardizzata e articolata su più livelli, obbligatoria per accertare l'affidabilità delle procedure d'analisi, l'idoneità dei materiali di consumo (terreni di coltura, coloranti, reagenti) e la corretta funzionalità di strumenti e apparecchiature.

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Numero CAS (Chemical Abstracts Service)

Codice numerico univoco internazionale riportato sull'etichetta delle sostanze chimiche per individuarne con certezza la specie chimica, indipendentemente dalla denominazione o dai sinonimi commerciali.

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Frasi H (Hazard statements)

Indicazioni di pericolo stabilite dal Regolamento CE 1272/2008, identificate dalla lettera H seguita da un codice a 3 cifre che definisce la natura del rischio: pericoli fisici (H2xx), pericoli per la salute (H3xx) e pericoli per l'ambiente (H4xx).

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Frasi P (Precautionary statements)

Consigli di prudenza definiti dal Regolamento CE 1272/2008, contrassegnati dalla lettera P seguita da 3 cifre: di carattere generale (P1xx), di prevenzione (P2xx), di reazione/intervento (P3xx), di conservazione (P4xx) e di smaltimento (P5xx).

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Pittogramma GHS01

Simbolo di pericolo raffigurante una bomba che esplode, indicante sostanze o preparazioni che possono esplodere per innesco, scintilla, calore o elevata sensibilità all'attrito e agli urti (es. nitroglicerina).

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Pittogramma GHS02

Simbolo di pericolo raffigurante una fiamma, indicante sostanze liquide infiammabili con punto di infiammabilità inferiore a 21 ∘C21\,^\circ\text{C}, gas altamente infiammabili o composti che liberano gas infiammabili a contatto con l'acqua (es. benzene, etanolo, acetone, etere etilico).

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Pittogramma GHS03

Simbolo di pericolo raffigurante una fiamma sopra un cerchio (comburente), indicante sostanze che ossidano altri materiali combustibili provocando o aggravando incendi (es. ossigeno, nitrato di potassio).

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Pittogramma GHS05

Simbolo di pericolo raffigurante provette che versano liquido su superfici e su una mano, indicante composti ad azione corrosiva capaci di distruggere tessuti biologici viventi o aggredire metalli e attrezzature (es. acido solforico, idrossido di sodio).

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Pittogramma GHS06

Simbolo di pericolo con teschio e tibie incrociate, indicante sostanze con tossicità acuta in grado di provocare avvelenamento grave, danni cronici o letali per inalazione, contatto cutaneo o ingestione anche a dosi ridotte (es. metanolo, cianuro, nicotina).

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Pittogramma GHS08

Simbolo raffigurante una sagoma umana con torso lesionato da un bagliore, che contraddistingue sostanze con tossicità a lungo termine (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione, sensibilizzanti respiratorie o con tossicità specifica per organi bersaglio).

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Pittogramma GHS09

Simbolo di pericolo raffigurante un albero spoglio e un pesce morto inquinato, assegnato a sostanze che provocano danni acuti o a lungo termine agli ecosistemi acquatici o terrestri (es. ipoclorito di sodio, composti di fosforo, solfato rameico).

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Filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air)

Sistemi di filtrazione ad altissima efficienza integrati nelle cappe di biosicurezza, capaci di trattenere particelle microscopiche con diametro fino a 0,3 μm0{,}3\,\mu\text{m} con un'efficienza fino al 99,99%99{,}99\%.

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Cappa di sicurezza biologica di Classe I

Cappa a flusso laminare con apertura frontale che aspira aria dall'ambiente e la espelle previa filtrazione HEPA; offre protezione all'operatore e all'ambiente esterno, ma non protegge la coltura in esame dalle contaminazioni.

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Cappa di sicurezza biologica di Classe II

Cappa a flusso d'aria laminare verticale discendente filtrata con HEPA, che garantisce contemporaneamente la protezione dell'operatore, dell'ambiente e del campione/coltura manipolata; è impiegata di norma per microrganismi dei gruppi 2 e 3.

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Cappa di sicurezza biologica di Classe III

Box a chiusura ermetica e tenuta stagna destinato alla manipolazione di agenti altamente pericolosi di gruppo 4; l'operatore interagisce con i campioni esclusivamente tramite guanti/manicotti in gomma pesante, con aria in entrata e in uscita decontaminata da doppi filtri HEPA.

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Aerosol microbiologico

Dispersione aerea di particelle liquide o goccioline cariche di batteri o virus, prodotta durante manovre di pipettaggio, centrifugazione, omogeneizzazione o sterilizzazione dell'ansa al calore; costituisce la principale via di contaminazione respiratoria per gli operatori.

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Gruppo di rischio biologico 1

Classe di microrganismi che presentano probabilità minime o nulle di provocare malattie nell'uomo (es. Bacillus subtilis, Micrococcus luteus, Pseudomonas fluorescens, Streptococcus gallinarum).

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Gruppo di rischio biologico 2

Classe di microrganismi che possono provocare malattie umane e comportare rischi per l'operatore, ma con scarse probabilità di propagazione nella collettività e per i quali esistono profilassi e trattamenti terapeutici efficaci (es. Staphylococcus aureus, Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa, virus influenzali, virus Varicella-Zoster).

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Gruppo di rischio biologico 3

Classe di agenti biologici in grado di provocare malattie gravi nell'uomo e serio rischio per i tecnici di laboratorio, con possibilità di propagazione nella comunità, ma per i quali sono di norma disponibili misure terapeutiche o preventive efficaci (es. Mycobacterium tuberculosis, Bacillus anthracis, Yersinia pestis, HIV, virus dell'epatite B).

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Gruppo di rischio biologico 4

Classe di agenti patogeni letali che provocano malattie umane gravissime e serio pericolo per il personale, con alto potenziale di propagazione nella popolazione e per i quali di norma non sono disponibili vaccini o terapie efficaci (es. virus Ebola, virus di Marburg, virus Lassa, Variola virus).

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Microrganismi Geneticamente Modificati (MGM)

Organismi il cui patrimonio genetico è stato alterato mediante ingegneria genetica; regolati dal D.Lgs. 206/2001, richiedono l'impiego in ambienti confinati suddivisi in quattro classi per contenere rischi legati a fattori di virulenza o farmacoresistenza.

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Livello di biosicurezza 1 (BSL-1)

Laboratorio di base destinato a microrganismi di gruppo 1, privo di particolari barriere fisiche imposte, dotato di lavandino, superfici disinfettabili e basato sul rispetto delle Buone Prassi Microbiologiche.

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Livello di biosicurezza 2 (BSL-2)

Laboratorio obbligatorio per l'analisi di materiali a potenziale rischio per l'uomo (agenti di gruppo 2); richiede esposizione del simbolo di rischio biologico (Biohazard), piani di lavoro impermeabili, lavandino, cappe di sicurezza biologica e sistemi di decontaminazione rifiuti.

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Livello di biosicurezza 3 (BSL-3)

Laboratorio di contenimento per patogeni di gruppo 3, dotato di stanza filtro d'accesso, aerazione con pressione negativa e flusso d'aria unidirezionale verso l'interno, estrazione d'aria filtrata, cappe di classe II o III e autoclave.

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Livello di biosicurezza 4 (BSL-4)

Struttura di massimo contenimento per patogeni di gruppo 4, ubicata in edificio isolato o separato, a pressione differenziale negativa, con tute pressurizzate a fornitura d'aria autonoma, doccia di decontaminazione, aria immessa/estratta doppiamente filtrata e termodecontaminazione di tutti gli scarichi liquidi.

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Contaminazione crociata

Passaggio accidentale e indesiderato di microrganismi tra il campione e l'operatore, oppure tra il campione e l'ambiente di lavoro, che compromette sia la validità dell'analisi sia la biosicurezza del personale.

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Autoclave di laboratorio

Apparecchiatura di sterilizzazione fisica a vapore saturo sotto pressione, presidio cardine di sicurezza per decontaminare terreni e rifiuti contaminati riposti in appositi sacchetti termoresistenti prima dello smaltimento definitivo.

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Rischio fisico in microbiologia

Classe di rischi legati ad attrezzature e impianti: impiego del gas del Bunsen (fiamme, incendi), contatto con vapori o liquidi caldi da autoclave (ustioni), rottura di vetreria e uso di bisturi/aghi (tagli, inoculazioni accidentali) o esposizione a raggi ultravioletti delle lampade germicide.

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Rischio chimico in microbiologia

Pericolo legato all'utilizzo e all'esposizione a sostanze nocive, tossiche, irritanti o infiammabili impiegate nell'allestimento di reagenti analitici, disinfettanti per superfici, coloranti istologici o terreni sintetici di coltura.

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Buona Prassi Microbiologica (BPM)

Insieme codificato di norme di condotta, procedure operative corrette e precauzioni standard adottate per eliminare o ridurre al minimo la contaminazione delle colture e l'esposizione accidentale del personale di laboratorio.

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Tecniche di base in microbiologia

Quattro sequenze operative essenziali che scandiscono il flusso analitico caratterizzante ogni indagine microbiologica: semina e incubazione, controllo e sterilizzazione, osservazione microscopica, conta e identificazione microbica.