Appunti su Giovanni Pascoli
Carattere, Idee, Poetica
- Una personalità complessa:
- Dalla biografia e corrispondenza emerge un uomo ombroso, suscettibile, incline all'invidia e con manie persecutorie.
- Difficili rapporti con la vita culturale del tempo, preoccupazioni economiche, insofferenza per l'insegnamento, malanimo verso Carducci, e rapporto ambivalente con D'Annunzio.
- Il trauma familiare:
- Il senso di amarezza, esclusione e angoscia esistenziale derivano dal trauma infantile della perdita del padre e della madre.
- Morboso attaccamento alle sorelle, difesa del "nido" ricostruito, chiusura al mondo.
- Incapacità di un rapporto maturo, rifiuto dell'adultità, regressione all'infanzia sotto la protezione dei cari defunti.
- Il tormentato rapporto con la realtà:
- Pascoli è un poeta complesso, sia per motivi affettivi e psicologici, sia per la sua tecnica letteraria.
- La sua opera è espressione di un rapporto con la realtà non convenzionale, inquieto e tormentato.
- Riflette il disagio e la sfiducia nella scienza e nei valori positivi della cultura di fine secolo.
- L'impotenza della scienza:
- Il poeta denuncia il fallimento della scienza, incapace di fornire spiegazioni razionali del mondo e di rispondere alle domande esistenziali.
- La scienza ha privato l'individuo delle «illusioni pietose della fede».
- Il mondo appare disgregato, privo di logica coerente, dominato da un mistero insondabile di fronte al quale la scienza è impotente.
- Predominio dell'inconoscibile e incombere dell'idea della morte.
- Il passaggio al Simbolismo:
- Pascoli si allinea su posizioni di scrittura allusiva, emblematica e simbolista.
- Nella sua poesia contano le risonanze emotive evocate dagli oggetti reali nell'interiorità del soggetto.
- Il passaggio al Simbolismo avviene grazie a suggestioni tratte da poeti italiani (Manzoni, Tommaseo, Leopardi) e dalla poesia simbolista europea (Baudelaire, Mallarmé, Verlaine).
- Premessa realistica:
- Il poeta non rinuncia mai a una premessa realistica data la sua formazione positivistica.
- Il senso allusivo e simbolico si sviluppa sempre dal dato fisicamente concreto e naturalistico.
- La realtà è restituita nella sua precisione per alludere a una realtà diversa tramite corrispondenze analogico-sinestetiche.
- Gli oggetti si caricano di valenze emblematiche e allusive.
- Ingrandimento abnorme del dettaglio realistico:
- Come una lente d'ingrandimento che dilata gli oggetti osservati.
- La base di partenza è realistica (positivistica), costituita da oggetti quotidiani.
- Questi dati di partenza acquistano significati imprevisti, legati all'emotività del poeta.
- La poesia pascoliana non è suscettibile di un'interpretazione univoca, ma è esposta a una pluralità di significati diversi (polisemia).
- Nuovi oggetti poetabili:
- La soggettività emotiva del poeta è orientata a dare espressione ai propri traumi interiori.
- Il punto di partenza è spesso la concretezza del semplice oggetto quotidiano.
- La poesia si distacca dal gusto aulico della tradizione lirica italiana, rivendica la poeticità delle piccole cose.
- Degni di essere cantati sono anche i semplici fiorellini della «pimpinella» che cresce sull'orlo dei fossi.
- Dalle immagini campestri si innalza talvolta a visioni astrali e meditazioni sul destino umano e dell'universo.
- Le immagini protettive:
- La poesia acquista valore di compensazione, rifugio e tutela da un mondo ostile.
- Il «nido» si configura come luogo caldo e rassicurante, gelosamente tutelato da relazioni con l'esterno.
- Altre immagini (l'interno familiare, la culla, le campane, gli uccelli, i fiori) si presentano come sistema di difesa dai pericoli della vita.
- Parole umili e termini tecnici:
- Riconoscere la dignità poetica delle piccole cose significa immettere nel tessuto letterario parole umili e quotidiane, nonché vocaboli dialettali e termini gergali e tecnici.
- Le piccole cose sono espresse da una lingua esatta e determinatissima.
- L'esattezza terminologica:
- Pascoli sottolinea l'importanza della precisione terminologica nelle descrizioni agresti.
- La concretezza terminologica costituisce la base di partenza per una poesia allusiva, emblematica e visionaria.
- Il plurilinguismo:
- Il ricorso alle parole umili del linguaggio quotidiano, a espressioni dialettali e a termini tecnici determina il plurilinguismo pascoliano.
- Presenza di forme «pre-grammaticali» (onomatopee) e di forme «post-grammaticali» (tecnicismi, espressioni gergali e settoriali).
- Fonosimbolismo e musicalità:
- La trasformazione dell'oggetto realistico in oggetto allusivo e simbolico si avvale del fonosimbolismo.
- Impiego di allitterazioni, assonanze, rassomiglianze o identità di suono tra componenti vocaliche o consonantiche delle varie parole.
- Pascoli avvicina strettamente poesia e musica per conferire alla propria scrittura un'intensa carica di allusività fonica e di ambiguità semantica.
- I termini sono scelti per la loro forza evocativa, piuttosto che per il loro valore semantico.
- La disintegrazione della forma poetica:
- Pascoli introduce nel discorso poetico la rottura tra ritmo metrico e sviluppo sintattico.
- Adozione sistematica dell'enjambement e impiego di una fittissima interpunzione.
- Contribuiscono anche lo stile nominale (assenza del verbo) e la sintassi paratattica.
- Gli elementi formali servono a trasmettere l'angosciata visione pascoliana del mondo, il dubbio, il mistero e l'ignoto.
- Innovazione nella tradizione:
- Le innovazioni pascoliane non comportano il rifiuto della tradizione, ma avvengono all'interno della tradizione.
- Schemi metrici tradizionali sono variati con un'inedita disposizione degli accenti o delle rime, o mediante la contaminazione tra forme metriche diverse.
La poetica della «maraviglia»: Il fanciullino
- Una teoria della poesia:
- Il saggio Il fanciullino condensa la teoria pascoliana della poesia.
- Pascoli si è avvalso degli Études sur l'enfance (Studi sull'infanzia) dello psicologo inglese James Sully.
- Il poeta fanciullo:
- La teoria pascoliana si sviluppa intorno all'immagine del «fanciullino» come metafora del poeta.
- Poeta è chi riesce a mantenere l'ingenua disposizione infantile nei confronti della realtà, prestando voce a quel «fanciullino interiore» che ognuno porta dentro di sé.
- Poeta è chi sa cogliere le impressioni meno percettibili e guardare le solite cose con occhi nuovi.
La poetica del frammento: Myricae
- Una complessa elaborazione:
- La prima raccolta pascoliana presenta un lento processo di stratificazione interna.
- La programmatica scelta del titolo:
- Il titolo Myricae, derivato da un verso di Virgilio («arbusta iuvant humilesque myricae»), indica la volontà di una poesia umile, legata a oggetti comuni e modesti.
- Dominante è la memoria dolorosa del trauma familiare.
- La struttura:
- La struttura definitiva dell'opera comprende diverse sezioni (<
- Nella Prefazione, Pascoli fa riferimento a Leopardi e prende le distanze dalla sua idea di natura.
- Pascoli chiede perdono di avere intriso la natura del suo dolore, ma ama la natura e la celebra in tutti i suoi aspetti.
- Dietro a queste descrizioni si nascondono inquietudini e suggestioni, legate all'idea della morte.
- Pascoli parla con i propri morti, si potrebbe dire che "vive" con loro.
- Frantumazione dell'oggettività naturalistica:
- Pur muovendo da un dato impressionistico e realistico, Pascoli giunge alla frantumazione e allo sfaldamento del Naturalismo.
- La terra e la campagna si caricano di echi misteriosi e di entità visionarie.
- La «poetica del frammento»:
- Una delle caratteristiche più innovative della raccolta è la cosiddetta «poetica del frammento».
- Il tessuto poetico è costruito mediante il libero susseguirsi e aggregarsi di impressioni e sensazioni, restituite con rapide notazioni.
- Si assiste a un moltiplicarsi dei piani della visione, che mancano di un centro prospettico.
- Determinato e indeterminato:
- È presente il tipico intreccio tra determinato e indeterminato, tra dato concreto e cenno allusivo.
- Gli oggetti concreti e quotidiani sfumano e si dissolvono, attraverso l'adozione della tecnica fonosimbolica e di particolari soluzioni sintattiche, in uno sfondo indefinito.
- A rendere incerti i contorni delle cose è anche il frequente ricorso alle immagini incorporee del fumo e della nebbia.
- Costanti stilistiche:
- Sono frequentissimi la sintassi paratattica, la massima estensione dello stile nominale, con periodi brevi, pausati e sincopati, con parallelismi, iterazioni, incisi, forme dubitative, sospensioni, esclamazioni di dolore e di meraviglia.
Uno scavo implacabile nei meandri della coscienza: i Canti di Castelvecchio
- Continuità con Myricae e Poemetti:
- I Canti di Castelvecchio sono "myricae" trasferite dalla Romagna in Garfagnana, passate attraverso la sintassi compositiva dei Poemetti.
- A definire il libro è il medesimo motto virgiliano citato per Myricae: «arbusta iuvant humilesque myricae».
- Temi:
- Il tema dei propri morti, l'ossessione del ritorno al passato e l'angoscia di quello stesso passato che incombe sul presente sono dati centrali.
- Scavo implacabile:
- L'ossessione della memoria familiare si è chiarificata, tanto che si assiste a una coraggiosa volontà di scavo implacabile dentro i meandri più tortuosi della propria coscienza.
- Il ricordo dei traumi biografici, il colloquio estenuante con i propri morti sono motivi che trovano l'espressione più alta nella sezione «Ritorno a San Mauro».
- Significato esistenziale:
- L'ordinamento della raccolta rivela un significato più esistenziale che naturalistico.
- L'eterno rinnovarsi della natura è messo in rapporto con la sorte umana, della quale si avverte angosciosamente la precarietà e la finitezza.
- Gli stessi dati realistici della vita campestre alludono, per via analogica, a una realtà che va al di là di quella fenomenica.
- Soluzioni stilistiche:
- I Canti di Castelvecchio costituiscono il momento forse più alto dello sperimentalismo pascoliano.
- Il poeta amplia la misura strofica, raffina le strutture metriche e persegue una più movimentata ricerca prosodica.
- Sperimentazioni metriche, come l'adozione di versi meno ricorrenti nella tradizione lirica e il ricorso virtuosistico alla rima ipermetra.
- Un nuovo linguaggio:
- Nei Canti si attua un'innovativa e audace commistione tra registro «basso» (voci popolari, dialettali, tecniche) e «alto» (termini aulici della tradizione letteraria).
- Gli inserti dialettali non intendono essere un documento realistico, bensì un inedito arricchimento espressivo.
Dalla natura alla storia: i Poemi conviviali
- Quarto tempo:
- I Poemi conviviali costituiscono il quarto tempo della poesia pascoliana.
- Il titolo:
- Il titolo deriva dalla tradizione conviviale greco-latina, che assegna alla poesia una funzione catartica contro il male di vivere.
- I temi:
- Si passa a temi storici, prevalentemente di storia greca.
- Il motto che definisce l'orientamento della raccolta è tratto dal medesimo passo virgiliano (quarta egloga) da cui derivano i motti di Myricae e dei Poemetti: «non omnes arbusta iuvant».
- Una sezione è dedicata al mondo omerico e altri testi si ispirano a eventi o personalità storiche o leggendarie.
- La classicità modernizzata:
- Il mondo classico è rivisitato con moderna sensibilità d'investigazione interiore.
- Il tono s'innalza ed è dominante l'endecasillabo sciolto.
- Il poeta fruga nei paesaggi della storia e del mito, per proiettarvi inquietudini, perplessità e ansie che appartengono all'oggi.
- Un linguaggio erudito e prezioso:
- L'obiettivo di un dettato classicistico si avvale di una materia verbale tecnica e prevalentemente erudita.