FILOSOFI MEDIOEVALI
SANT’AGOSTINO
RAPPORTO FEDE E RAGIONE
LA TEORIA DELL’ILLUMINAZIONE
Agostino si ispira alla teoria della reminiscenza platonica, in cui l’anima apprende i criteri di giudizio assoluti, su cui si basa la conoscenza, ovvero le idee per Platone, nell’iperuranio, e attraverso l’esperienza sensibile vengono richiamate alla mente. Lui la trasforma in un’ottica cristiana:
i criteri di giudizio derivano da Dio, che diventa luce intellegibile per l’anima, perché illumina la mente permettendogli di conoscere la realtà.
Il principio della conoscenza è interiore a noi: processo del sapere dall’interno all’esterno, nel nostro animo sono presenti i criteri di giudizio derivanti da Dio, grazie alle quali la ragione giudica le cose dell’esperienza. Anche le cose che derivano dalla realtà sensibie sono fondate su un criterio di verità interiore ed assoluto. Processo del sapere—»ultima garanzia la verità divina.
INCONTRO TRA RAGIONE E FEDE
LA teoria della conoscenza come illuminazione crea un punto di incontro traragione e fede, quindi anche tra la filosofia e la religione.
LA RAGIONE—»mostra un’apertura verso qualcosa qualcosa di superiore, in quanto i criteri di verità non sono insiti in essa ma derivano da unafonte divina.
LA FEDE—»non può essere irrazionale e cieca, è necessario capire e comprendere ciò in cui si crede, rinunciarne alla comprensione impoverirebbe la ragione e la stessa fede.
COMPLEMENTARITà DEI DUE ASPETTI: appello alla ragione di credere per comprendere, l’invito alla fede di comprendere per credere.
LE RITRATTAZIONI
Agostino nel periodo di maturità da un giudizio più radicale sul peccato, ritenendo che l’uomo non sia in grado di applicare in modo corretto la sua libertà di scelta, scegliendo il male al posto che il bene. SI sente vicino al pensiero pessimistico di S. Paolo, che anche se vuole praticare il bene finisce sempre per agire in modo maligno.
Concepisce la salvezza unicamente possibile con l’intervento gratuito di Dio, teologicamente chiamato grazia.
Anche la fedediventa qualcosa che dipende da Dio, non dal comportamento e dalle azioni di una persona, la concepisce come un dono di Dio, non una scelta dell’individuo. é un dono che però non è elargito a tutti, ma è una scelta di Dio di cui non possiamo conoscere i criteri, in quanto il suo volere è imperscrutabile. Tema della predestinazione della salvezza.
Modifica il suo atteggiamento nei confronti della filosofia. L’equilibrio che aveva raggiunto tra fede e ragione si sbilancia verso la fede, che viene intesa come un’opera di grazia, un aiuto da Dio che non dipende dalla ragione umana. La filosofia non è più la base per la comprensione della verità divina, ma è un ostacolo, perché propone una visione umana dell’esistenza, senza riconoscere il peso delpeccato, e ilruolo dell’intervento di Dio.
IL TEMPO E LA CREAZIONE
Agostino parte da un tema teologico, ovvero Dio come creatore dell’universo, per poi fare una riflessione filosofica sul tempo. Tema esposto negli ultimi tre libri delle Confessioni.
La dottrina della creazione intende chiarire: il rapporto tra Dio e le creature, e la differenza fra tempo ed eternità.
Rapporto tra Dio ed il creato
Dio crea il mondo dal nulla: non si serve di una materia preesistente (demiurgo), e nemmeno a partire da sé (emanazione). Il passaggio dall’essere al non essere tramite un atto di pura volontà divina, esprime la dipendenza delle creature da Dio, che dona loro l’esistenza. Questo determina un’importante differenza ontologica: il creato può essere segno di Dio, ma non è divino, le creature non sono l’emanazione della divinità. La creazione non si produce all’interno della sostanza divina(eterna per natura), ma ha un inizio nel tempo.
La distinzione fra eternità e tempo
L’eternità è la dimensione di Dio, non indica un’estensione indefinita nel tempo, ma la sua pienezza e perfezione, al di sopra di ogni riferimento temporale (Dio non è nel tempo). Assenza di tempo, caratteristica intrinseca all’assoluta pienezza di Dio.
Il tempo viene rappresentato dal suo scorrere incessante, definisce la situazione delle creature, nella sua condizione di precarietà e mutamento, si può parlare di anteriorità temporale solo per quanto riguarda il creato. Dio non ha né un prima né un poi, il tempo esiste solo dalla creazione del mondo in poi, è stato creato con il mondo.
La misurazione del tempo
Tempo—»dimensione tipicamente umana, è inafferrabile per il suo scorrere incessante, ma allo stesso tempo misurabile. La nostra vita si svolge nel tempo, ed è impossibile immaginarci in una realtà senza di esso. Ognuno dovrebbe sapere cos’è il tempo, ma non siamo in grado di definirlo.
Il tempo può essere oggettivo e soggettivo, quantitativo e qualitativo. Si basa molto sulla percezione.
Distinzione delle tre dimensioni temporali.
PASSATO—»ciò che non esiste più
FUTURO—»ciò che non esiste ancora
PRESENTE—»unica dimensione che viviamo realmente, ma è un incessante fluire tra passato e futuro, è lo scorrere di due dimensioni che in realtà non esistono, quindi neppure il presente sembra esistere veramente.
Si arriva alla conclusione che le dimensioni oggettive del tempo sfuggono, perché tendono a non esistere.
Per Agostino ciò che è in grado di misurare il tempo è la mente umana, si riesce ad afferrare nella nostra interiorità.
Se ci pensiamo il passato e il futuro esistono in noi, perché abbiamo la memoria del passato e l’attesa del fututo. Il presente invece è dato dall’attenzione verso ciò che viviamo.
Non misuriamo presente, passato e futuro come realtà esterne, ma consideriamo la loro permanenza nella nostra mente.
La definizione di tempo
La misurazione del tempo avviene nell’animo, elemento spirituale dell’essere umano.
Tempo definito come la distensione dell’animo (distentio animi).
Il tempo si percepisce tramite lo spirito che si estende nel tempo, attraverso la memoria, l’attenzione e l’attesa.
La realtà esterna subisce cambiamenti oggettivi che si situano nel tempo, che è creato da Dio. La percezione e la misurazione del tempo però avvengono nell’animo, che garantisce una permanenza a ciò che è destinato a divenire e perire.
IL MALE
ANIMO UMANO—»luogo in cui si scopre la verità e si misura il tempo, ma anche mondo oscuro cdi passioni ed istinti indomabili, che spingono ad agire contro il bene.
Agostino si interrogherà sempre sull’origine del male, sentendosi coinvolto in modo particolare in questo argomento, in quanto si sentirà sempre imperfetto ai suoi occhi, e secondo lui anche agli occhi di Dio, la sua coscienza lo giudica in modo negativo.
MANICHEISMO
Inizialmente si avvicina al manicheismo in giovane età. Secondo la dottrina manichea, tutta la realtà è teatro di un conflitto tra un principio della luce ed un principio delle tenebre, tra un dio buono, che spinge a compiere il bene, ed un dio malvagio, causa del male.
L’uomo viene deresponsabilizzato, perché la causa dei suoi comportamenti riprovevoli è una forza esterna trascinante, in tal modo risulta un burattino in balìa di forze superiori.
In questa dottrina Dio però non risulta più onnipotente e ne esce sminuito, esposto ad attacchi da un principio maligno. Agostino così prenderà le distanze dalla dottrina manichea.
IL MALE METAFISICO
Agostino aderisce al neoplatonismo, secondo cui il male è privazione dell’essere, è una mancanza, non è una realtà a sé stante, e non esiste autonomamente. La questione viene trattata dal punto di vista metafisico, non dal punto di vista morale: male inteso come limite della realtà, non frutto di azioni malvagie.
Se il male fosse un ente, dovrebbe provenire da Dio, e ciò porterebbe a chiedersi perché se Dio è buono ha creato il male.
Il male è la conseguenza al fatto che il creato, pur essendo stato creato da Dio, non è divino, è imperfetto, viene ribadito il limite ontologico che c’è tra Dio e il creato, in quanto se fossero entrambi perfetti, coinciderebbero, e quindi si ricadrebbe nel panteismo, ovvero nell’identificazione di Dio nel creato.
LE FORME DEL MALE
Definizione metafisica: male come privazione dell’essere di bene, riflesso sulla concezione del male in natura e nell’essere umano.
MALE FISICO: conseguenza del peccato originale e dell’imperfezione del creato. Corrisponde alla mancanza di un bene relativo alla natura di una cosa: malattie (ciecità) e calamità naturali. Presenza del male insita nella natura.
MALE MORALE: corrisponde con il peccato, che deriva dalla volontà, che può orientarsi verso un bene inferiore e limitato, allontanandosi da Dio. L’uomo ha libero arbitrio, quindi ha la possibilità di scegliere il male invece del bene, in base alle azioni che sceglie di compiere. Secondo Agostino, la libertà si deve esercitare su alternative che hanno una conotazionemorale.
Se si sceglie di compiere un’azione secondo bene, la libertà sirafforza e si realizza. Al contrario, se si decide di compiere un’azione malvagia, la libertà sidepotenzia e si corrompe, perché si allontana dal bene e da Dio.
L’individuo è responsabile delle proprie scelte, ed è colpevole se indirizza il suo comportamento lontano da Dio e dal bene.
AVICENNA
VITA E OPERE
CONTESTO
ANNO 1000
filosofi arabi venivano sostenuti dai sovrani, che mettevano a disposizione biblioteche e studi, il loro aiuto dura finché la loro opinione rimane la stessa.
occidente latino, la cultura dipende dalla Chiesa, che non supporta gli studi filosofici in quanto ritenuti pericolosi per la fede. Gli unici centri intellettuali a cui si da spazio sono i monasteri e le scuole cattedrali
Avicenna nasce alla fine del X s,. nella parte orientale dell’impero, a Buchara, dove era la cultura ellenistica si era riuscita a conservare, grazie ai califfi che avevano ordinato le traduzioni delle fonti del pensiero greco.
Avicenna era un bambino prodigio, che diventò medico di corte e assunse vari incarichi a livello politico. Aveva accesso alle biblioteche, padroneggia le scienze, la filosofia e la logica.
OPERE
Scrive due importanti opere:
Il canone di medicina: opera in cui riprende Ippocrate e Galeno, arricchito con il sapere della medicina araba. Si diffonde in occidente per gli studi medici.
Il libro della guarigione: è un enciclopedia sul sapere filosofico-scientifico, in cui viene trattata la malattia con un approccio olistico, complessivo. E’ divisa in quattro parti: logica, filosofia naturale, matematica e metafisica. La salute dell’anima e del corpo, tema del sapere come aiuto per la guarigione.
LA METAFISICA
In oriente avevano a disposizione tutti i libri della metafisica, ma ci mette molto a capirla perché manca unità tematica, tratta 4 diversi argomenti, si fa aiutare da Al-farabi. Trova un principio unitario, ovvero l’ontologia, in quanto da essa derivano gli altri tre argomenti della metafisica, che sono articolazioni dell’essere. Inaugura un’interpretazione autenticamente ontologica e non teologica.
L’ESSERE POSSIBILE E L’ESSERE NECESSARIO
L’essere è una caratteristica comune a tutto ciò che esiste, ma considerando il modo di tale esistenza si può operare una distinzione.
Essere possibile: essere che può essere non essere, è il mondo in cui viviamo, potenza, dipende da qualcos’altro. Essere che può cessare di esistere, e la sua esistenza dipende da qualcos’altro.
Essere necessario: non ha bisogno di altro per esistere, causa di sé stesso, si identifica con Dio. Se anche questo essere dipendesse da qualcosa, allora si dovrebbe ricercare l’essere da cui deriva, e sarebbe un processo infinito, e non si potrebbe giustificare l’essere possibile e tutta la realtà. E’ la prima dimostrazione dell’esistenza di Dio in modo razionale.
DISTINZIONE TRA ESISTENZA ED ESSENZA
Esistenza, la presenza di fatto di qualcosa, posso constatarla, l’atto di essere che si concretizza in un particolare indivuo, ciò che esiste realmente. Atto comune a tutto ciò che esiste.
Essenza, la natura di qualcosa, espressa dalla sua definizione. Ciò che fa si che una cosa sia quello che è, differenziandola dalle altre. Ha un ruolo centrale nella conoscenza, perché la scienza ha il compito di definire che cosa sono le cose, a prescindere dalla loro esistenza, come per i dinosauri, possiamo conoscere la loro essenza anche se non esistono più (questo vale solo per l’essere possibile). Nell’essere necessario l’essenza implica l’esistenza.
LA COSMOLOGIA
Combina la teoria delle sfere celesti di Aristotele con quella dell’emanazione di Plotino.
Secondo lui la causa prima, Dio, produce per emanazione la prima intelligenza, che produce la seconda intelligenza fino alla decima, che governa il mondo terrestre, la sfera sublunare. Queste intelligenze sono le sfere celesti di Aristotele interpretate come una gerarchia di intelligenze, un processo che descrive una perfezione decrescente, che comprende la realtà in modo unitario e riconduce al primo principio. Dal momento che la causa prima è eterna, anche is uopi effetti lo diventano: per Avicenna il mondo è eterno.
LA CONOSCENZA
L’ORIGINE
Le intelligenze spiegano la conoscenza umana, oltre che l’ordine e il movimento.
L’ultima intelligenza viene identificata con l’intelletto agente, che per Aristotele era ciò che metteva in atto la possibilità di conoscere dell’uomo, e che per Avicenna è un principio intellettuale esterno e separato, chiamato il “datore delle forme”, in quanto infonde le forme nella realtà naturale e illumina le menti umane generando le idee.
La conoscenza deriva dall’illuminazione dell’intelletto agente, che è una forma di emanazione intellettuale, in cui i principi universali del sapere vengono infusi nella mente umana.
E’ possibile comprendere la realtà sensibile soltanto se possediamo nell’intelletto le forme universali, ricevute per illuminazione.
DIVINIZZAZIONE
Conoscenza—» processo che eleva l’individuo e perfeziona l’intelletto fino all’unione con l’intelligenza divina. Nel mondo arabo la conoscenza è un processo di apprendimento globale che modifica la capacità di apprender migliorandola. Più si conoscono cose più migliora l’apprendimento, fino a quando non si conosce tutto, e quindi si arriva all’unione con l’intelletto agente separato: è la massima aspirazione dell’essere umano perché coincide con il raggiungimento della felicità. La conoscenza permette di arrivare al divino.
L’ANIMA
ANIMA—» Forma del corpo, ma è una sostanza a sé, non é per forza legata al corpo, infatti è in grado di conoscere sé stessa anche senza riferirsi al corpo.
ESPERIMENTO DELL’UOMO VOLANTE: poniamo un uomo senza storia, privo di memoria di esperienza, sospeso nell’aria, con le mani e i piedi staccati dal corpo, senza vista né udito, così da non essere in grado di avere qualsiasi esperienza e conoscenza sensibile. Lui sarebbe in grado di affermare la sua esistenza e di identificare il suo io. Perciò l’anima è indipendente dal corpo è l’identità dell’io è data dall’anima come principio spirituale.
ANSELMO D’ASTA
VITA E OPERE
VITA
Nato ad Aosta tra il 1033 e il 1034, monaco e sacerdote che aveva rivestito cariche importanti per la Chiesa, aveva vissuto una vita burrascosa.
Il padre non vuole che entri il monastero, vita sregolata, scappa di casa e viaggia in Francia. Va all’abbazia di Le bec in Normandia, ammesso come novizio, scrive le sue opere e trova la serenità spirituale. Diventa abate, e alla morte di Lanfranco da Pavia diventa vescovo di Canterbury. Entra in conflitto con Guglielmo II, contrasto di ideologie con il sovrano, si schiera per la libertà della Chiesa dal sovrano.
Contesto: crociate, papa Gregorio VII, Nicolò II, Papa Urbano II
OPERE
All’inizio della sua carriera religiosa riprende le tesi di S. Agostino tra fede e ragione. Lui ritiene che la fede venga prima, ma che sia doveroso comprendere le verità per credere.
MONOLOGION: paragonato ai soliloqui di s. Agostino, è un monologo della ragione, sull’esistenza di Dio, argomentazione razionale, base di dialogo con tutti, con chi crede e con chi non crede, argomento per tutti i fedeli per comprendere, la fede implica momenti di dubbio, il dialogo deve basarsi su ciò che è comune agli altri. Ciò che tutti hanno in comune è la ragione.
PROSLOGION: paragonato alle Confessioni di S. Agostino, è un dialogo con Dio, si dimostra l’esistenza di Dio partendo dall’idea che abbiamo di lui.
MONOLOGION
Argomenti del Monologion: parto dalla realtà sensibile per dimostrare l’esistenza di dio.
ARGOMENTO DELL’ESISTENZA DI DIO A POSTERIORI:
molteplicità delle realtà create, il che implica diversi gradi di perfezione e di bontà
ci deve essere un criterio assoluto che rende possibili queste distinzioni, se c’è una gerarchia di beni allora si deve essere in grado di stabilire il bene sommo.
perfezione assoluta Dio cristiano, ente sommo, a fondamento dei diversi gradi di perfezione, essere di tutto ciò che esiste.
PROSLOGION
Parte dall’idea che abbiamo di Dio.
ARGOMENTO ONTOLOGICO: ARGOMENTO A PRIORI, a prescindere dall’esistenza del sensibile.
insipiens, ateo, che crede che Dio non esista, negando l’esistenza deve avere un’idea di Dio in testa, è chiamato a condividere la definizione con gli altri per arrivare ad una definizione comune
Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore
L’ateo accetta questa definizione.
Anselmo distingue l’essere reale dall’essere ideale. L’essere reale è maggiore dell’essere ideale.
Se l’ateo accetta la definizione di Dio che ha proposto Anselmo, allora cade in contraddizione con il suo essere ateo, perché se crede che Dio non esista nella realtà ma pensa che sia ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore, allora vorrebbe dire che potrebbe esistere un ente maggiore di Dio che sia anche reale, e quindi cadrebbe in contraddizione, ma non succederebbe se lui ammettesse l’esistenza di Dio
ha lo scopo di dimostrare che la fede è compatibile con la razionalità, dimostra che la fede non è credulità
l’ateo nega l’esistenza di Dio perché non ha riflettuto su ciò che dice, ma se ci pensa non può non pensare che Dio esista. La fede rimane comunque una scelta libera di volontà, ma l’esistenza di Dio non si può negare.
la luce dell’intelligenza è accesa da Dio gli chiede l’aiuto per comprendere ciò che già crede per fede, viene prima la fede, ma anche la ragione è importante.
introduce il dubbio nell’insipiente, che rappresenta il dubbio che può sorgere nel credente. Se l’insipiente comprende l’idea che non si possa pensare nulla più grande di Dio, al meno dell’intelletto c’è qualcvosa di più grande.
distinzione tra l’essere nell’intelletto e ciò che esiste veramente. E’ più importante ciò che esiste nella realtà, quindi l’insipiente deve convenire che c’è qualcosa di più grande dell’essere intellettuale, ma vuol dire che deve esistere senza dubbio anche nella realtà, se non attribuisce a un essere reale, ma comprendendo quell’idea si contraddice. é una necessità logica.
AVERROE’
VITA
Nato nella penisola iberica, islam occidentale, ultimo grande filosofo della Spagna islamica, 1126.
Nella sua famiglia erano tutti giudici del corano, aveva ricoperto cariche pubbliche.
Studi:medicina, giurisprudenza, teologia, filosofia, aveva studiato tutto Aristotele e lo aveva tradotto, tranne la politica.
Con il cambio della dinastia spagnola la filosofia non viene più tollerata ed è costretto a fuggire in Marocco.
OPERE:
tradizione e commento dei testi aristotelici, recupera il suo pensiero, lo ricostruisce, lo parafrasa e lo interpreta, gli altri che lo avevano tradotto lo avevano contaminato con il neoplatonismo. modello anche per il mondo latino, modo per leggere i testi aristotelici.
trattato decisivo sull’accordo della ragione con la filosofia, per molti la filosofia allontana dalla ragione
LA FILOSOFIA
Lui ha un’opinione positiva della filosofia, crede che sia al pari della religione, che siano quindi due vie parallele per arrivare alla contemplazione di Dio.
Cerca di capire se è compatibile con il corano, e così parte con lo studio approfondito del corano, e in qualità di giudice trova 3 differenti comportamenti:
comportamenti leciti
comportamenti illeciti
comportamenti prescritti—»per lui la filosofia fa parte di questa categoria, non è per tutti, ma per coloro che ne hanno le capacità è doverosa la ricerca filosofica, per il volgo è pericolosa perché non la comprenderebbero e lo allontanerebbe dalla fede.
LIVELLI DI CONOSCENZA
Sillogismo scientifico: solo per i filosofi, coloro che comprendono quello che credono attraverso ragionamenti dimostrativi che si fondano su premesse certe e necessarie.
Sillogismo dialettico: solo per i teologi, usano ragionamenti dialettici, si basano su premesse probabili, non sono inconfutabili. Ritiene che loro si sentano superiori, ma in realtà sminuiscono la filosofia perché non la capiscono.
Argomentazione retorica: i credenti, giungono alla fede tramite la predicazione, persone semplici che seguono la strada della religione per la verità.
Concezione elitaria degli studi filosofici, non interferiscono con la fede del popolo, semplicemente i filosofi intraprendono una via diversa, considerata da Averroè superiore.
LA CONOSCENZA
Rielabora il trattato de anima di Aristotele.
Distingue come Aristotele intelletto agente da intelletto possibile, ma li reinterpreta. L’intelletto è separato dal corpo, indipendente dal mondo sensibile, ed è eterno, non si adatta quindi al pensiero individuale, ma all’universitalità della conoscenza. Quindi entrambi gli agenti devono essere separati dagli individui, sono qualcosa di superiore che non dipende dal soggetto.
Universale e soggettivo—»processo di apprendimento di un soggetto
Universale e oggettivo—»il sapere a cui arriviamo dopo il processo conoscitivo
Insensibili universali—»sia l’intelletto agente sia l’intelletto possibile sono universali. Averroè si pone il problema che l’apprendimento avviene in base all’individuo, ma alla fine si arriva ad una conclusione universale, valida per tutti.
Intelletto agente: principio esterno all’individuo che agisce sulla mente umana, illuminandola, e ciò che permette di comprendere
Intelletto possibile: principio separato dall’individuo e universale, indica la possibilità che un oggetto di conoscenza diventi un concetto universale conoscibile, a prescindere dalle capacità individuali della mente. E’ una sorta di luogo ideale in cui si trova tutta la conoscenza in cui si ritrovano le forme.
LA DIMENSIONE INDIVIDUALE
Sta nel fatto che arriviamo alla conoscenza tramite la realtà empirica, sensibile, e quindi ognuno arriva a comprender in modo diverso, in base alle esperienze che uno ha con il mondo sensibile. Le rappresentazioni sensibili divengono sovrasensibili con un processo di astrazione, secondo cui vengono rimossi gli aspetti materiali per conservare la pura forma intelleggibile—»processo che avviene tramite l’intelletto agente, che li trasforma poi in contenuti di pensiero e quindi eterni, immateriali…
Più si apprende più la mente umana potenzia le proprie capacità, avvicinandosi di più ai due intelletti. Il massimo di questo processo rappresenta l’unione con l’intelletto agente, uno stato felice e perfetto a cui solo i filosofi possono accedere, elevazione spirituale, chi la può percorre ha il dovere di farlo.
MOSE’ MAIMONIDE
PRECEDENTI:
Ishaq al-israil—»grande medico, filosofo vicino al neoplatonismo
Sa’ Adyah ben Yousef—»contesto islamico accordo tra filosofia e religione, creazione del mondo dal nulla, anima dal nulla da Dio al corpo
Shelmoh ibn gebirol: scrive la sorgente della vita, anche creature incorporee hanno materia e forma per essere distinti da Dio, angeli.
VITA E OPERE
VITA
1138 a Cordova, contemporaneo di averroè
padre era un giudice tribuna rabbinico, matematica.
Studia bibbia, astronomia, matematica dal padre, medicina e filosofia da maestri arabi, e scienze naturali
Spagna 1193—»dinastia al potere tollerantw verso gli studi filosofici e scientifici
Califfato di Almohade—»fuggono dalla spagna e vanno in marocco, costretti alla conversione all’islam, ma praticano di nascosto (cripto-giudaismo)
Fuggono in Palestina e poi in Egitto, dove riescono a praticare liberamente la loro religione, riprende gli studi medici, diventa medico del Saladino capo degli ebrei d’Egitto. Muore al Cairo 1204
OPERE
2 filoni dominanti:
dogmatico-religioso
ommento alla mishnà in cui si trovani i 13 principi fondamentali
libro dei precetti: esposizione dei 613 precetti
ripetizione della Torà (organizzazione del Talmud)
filosofico-teologico
Precetti hanno lo scopo di guidare l’uomo alla perfezione materiale, tappa indispensabile per la più alta e suprema meta: perfezione spirituale, raggiungibile attraverso lo studio della metafisica e della filosofia.
Via della religione—»primo passo per la conoscenza dei concetti metafisici. La filosofia è accessibile a tutti i fedeli, almeno cognizioni di base, lo studio non è mai ostacolato.
GUIDA DEI PERPLESSI
Aristotele è un grande maestro.
Opera divisa in tre parti: dio, il mondo, l’uomo
Dio: attributi e dottrina di Dio
Il mondo: fisica di Aristotele e dottrina della profezia
onniscienza di Dio in relazione al libero arbitrio…1
Destinata a chi trae smarrimento, confusione concettuale in presenza di certe espressioni della torà(come quella di Agostino)
Si propone di restituire felicità, guida di un itinerario che può offrire serenità spirituale. X riacquistare equilibrio
Si propone di ritrovare le stesse dottrine filosofiche nei testi sacri (verità implicite nel testo sacro) lettura allegorica solo quando è necessario.
Maimonide cerca di mostrare che tra la verità emergente dall’indagine filosofica e la verità offerta dalla Rivelazione non vi è contrasto di sostanza, entrambe derivando da una medesima fonte.
IL PENSIERO
esistenza di Dio viene dimostrata come un argomento della tesi del movimento che risale al primo motore immobile. Passaggio dalla potenza all’atto, il che presuppone l’esistenza di un principio attualizzante che sia atto puro. Esistenza di un essere necessario, esclusa la non esistenza.
unicità di dio conseguenza della semplicità di Dio, se ci fossero due dei risulterebbero composti, entrambi avrebbero almeno un carattere in comune con l’altro e un carattere che li distinguerebbe
novità esodo interpretazione della frase io sono colui che è in io sono colui bel quale l’essenza coincide con l’esistenza
teologia negativa, conoscere dio significa comprendere la sua azione morale, la speculazione di Dio non può che essere negativa. Si esclude dal suo essere qualsiasi imperfezione.
creazione, lontano da Aristotele. Il tempo ha avuto inizio tempo inizia quando nasce il mondo. Confronta la tesi aristotelica e quella ebraica cercando di trovare i punti a favore di entrambe. La parola definitiva spetta alla rivelazione, non si arriva ad una conclusione. Miracolo diventa possibile e accettabile, anche dalla ragione, in quanto Dio è libero di agire nei confronti del mondo.
Provvidenza divina nei confronti della specie umana, conosce l’universo che ha creato, non limita la libertà dell’uomo, non agisce a livello individuale. E’ un collegamento tra l’anima e dio intensa in base alla perfezione dell’intelletto del soggetto.
Perfezione intellettuale ,si realizza tramite la comprensione delle verità metafisiche, si misura in base alla connessione dell’intelletto umano con l’intelletto agente, di cui dio si serve per agire sul mondo.
Livello profetico, alto livello di connessione tra l’intelletto umano e l’intelletto agente
Profezia, dono della grazia di Dio. Conoscenza profetica è superiore alle altre, anche a quella del filosofo
Fine dell’universo imperscrutabile
Perfezione umana=realizzabile con lo sforzo dell’intelletto
META SUPREMA, conoscenza e contemplazione di dio
Conoscenza condizione di immortalità
Intelletto passivo—»preleva i concetti dai dati sensibili, intelletto prende maggior possesso delle verità, rimane sapere condizionale non assoluto
Intelletto acquisito—»livello più alto dell’intelletto, unico che sopravvive dopo la morte perchè si riunisce con ò’intelletto agente. L’importante è che si conoscano le basi ovvero i 13 precetti.
TOMMASO D’AQUINO
CONTESTO, VITA E OPERE
CONTESTO
1200—»inizio 13 secolo, periodo di rifioritura culturale artistica, cristiana, urbana, economica. Secolo successivo periodo di crisi.
CULTURA: centri culturali, università (Bologna, Parigi, Salerno, Napoli). Fenomeno tipico dell’Europa cristiana, con Averroè in oriente termina il periodo di fioritura, passando il testimone all’Europa.
EUROPA: personalità filosofiche non si dedicano alla medicina come in oriente.
DANTE: impronta la sua filosofia su quella di Tommaso.
UNIVERSITA’: comunità di insegnanti studenti, corporazione. gli studenti sono molto mobili, gira tra le università di tutta europa, non avevano problemi di lingua in quanto tutti parlavano il latino, insegnamento di base lo prevedeva. UNIVERSALITA’, anche i docenti si spostano.
INSEGNAMENTO:
Lectio, lettura e commento dei testi
TEOLOGIA: testi Bibbia e le sentenze di pietro lombardo, esposizioni relative alla chiesa. Tommaso era bacelliere all’univerità di Parigi di Enzo Lombardo, leggeva e commentava le sentenze.
FILOSOFIA: si afferma Aristotele grazie alla trascrizione degli arabi, Tommaso legge e commenta traduzioni degli arabi e degli ebrei, tutto grazie alle culture della penisola iberica che fecero da tramite
Commento, parte più creativa della lezione, emergevano i problemi delle temi e cosi nascevano le questio
Questio, le domande degli studenti che nascevano dalle riflessioni, dovevano individuare il problema e dovevano dare origine alla disputatio.
Disputatio, disputa, discussione momento centrale della lezione. I bacellieri individuavano i pro e i contro del tema, ricercano nei libri le argomentazioni possibili e le tesi. Il maestro cercava di risolvere il problema ponendo la tesi, che doveva basarsi su autoritas, autorità del passato come Aristotele Platone… Argomentando con i suoi ragionamenti si cerca di trovare una conciliazione con la tesi del maestro. Tommaso nelle sue opere prende dalle sue disputatio.
Studenti, per l’esame finale dovevano fare da magister. Si organizzavano in altre occasioni dispute pubbliche, durante l’avvento o la quaresima, per l’immagine dell’università. Veniva presentato un argomento non conosciuto al magister doveva essere posto dal pubblico lui era senza preparazione. Dimostrava la sua conoscenza e la capacità amministrativa
Filosofia scolastica—»culmina con le università
VITA
Tommaso nasce nel 1225, a Roccasecca, da una famiglia nobile di feudatari, era il figlio cadetto, o carriera militare o religiosa. La famiglia voleva che entrasse nel monastero benedettino , nel monastero di Montecassino, per poi diventare abate.
Intraprese gli studi a Napoli, un centro culturale vivace, Corte di Federico II di Svevia, aveva incoraggiato la presenza di arabi ed ebrei nella sua corte, qui entra in contatto con Aristotele.
Lui voleva entrare a far parte dei frati domenicani famiglia contraria perché non dava la possibilità di diventare abate. Fugge per Parigi con un amico ma suo fratello lo scopre e viene rapito per un anno.
Va a Parigi, formazione con Alberto Magno, teologo, lo porta a Colonia alla scuola domenicana, viene preso in giro chiamato il bue muto. Proposto come bacelliere all’università di Parigi. Fa il docente per tre anni e poi torna in Italia: incarichi per la curia papale e per l’ordine domenicano. Scrive la Somma per i gentili e la Somma di teologia. Richiamato a Parigi, insegnate e scrittore, 1272 a Napoli per un nuovo studio. 1273: cessa di scrivere (illuminazione spirituale o ictus)
1274, durante il viaggio per il concilio di Lione muore.
OPERE
La conoscenza di Aristotele è fondamentale per il rapporto tra fede e ragione, in quanto considerato dalla Chiesa pericolo perché la sua filosofia viene ritenuta inconciliabile con il cristianesimo. E’ importante ma in ambito scientifico.
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STRADE PER LA CONCILIAZIONE DI ARISTOTELE CON LA RELIGIONE:
Alberto Magno, ritiene l’autonomia tra fede e ragione, la filosofia può essere usata per le scienze ma non per la teologia, il sovrasensibile.
Agostino, implicazione reciproca, ma lui aveva ritrattato. Ragione, credere per conoscere, fede, conoscere per credere
Francescani ritenevano che non dovesse essere insegnato
Tommaso, concilia Aristotele con la teologia cristiana , evita che la chiesa assuma un atteggiamento intollerante verso la filosofia, grazie a lui si riesce a preservare il sapere classico, ma non senza contrasti
Averroè, filosofia e religione due vie parallele per arrivare alla contemplazione di Dio
OPERE:
Somma contro i gentili, va contro i fedeli dell’islam e dell’ebraismo, cerca di concertire
Somma contro i teologi, è un manuale destinato all’interno della cristianità, esposizione ragionata e sistematica della religione
Opere minori, organizza gli argomenti delle sue Questio, presentate le dispute partendo dalle domande, pro e contro e sintesi del maestro
L’ente e l’essenza, opera giovanile chiarisce i concetti fondamentali della metafisica di Aristotele, li rielabora in modo originale
Commenti biblici e scritti ragionati
SOMMA CONTRO I GENTILI
Con l’intento di andare contro i fedeli dell’islam e dell’ebraismo, termine gentili nell’antico testamento usato per i non ebrei, capovolta la situa.
Sintesi e trattazione sistematica di tutti gli argomenti problematici che riguardano la teologia. Opposizione intellettuale.
Tommaso cerca di obiettare le posizioni altrui, è un opera apologetica a difesa del cristianesimo, ha un intento di conversione con le parole e con i ragionamenti.
Opera di teologia vicino alla filosofia perché con argomenti dimostrativi cerca di dimostrare l’esistenza di dio.
L’ENTE E L’ESSENZA
A Parigi inizialmente i suoi commenti erano influenzati dal neoplatonismo.
Metafisica—»14 libri organizzati da Andronico per argomento, Filosofia prima, ontologia, usiologia, eziologia e teologia.
Per Tommaso l’essere ha più significati, polivoco, ma prima di tutto è reale, sinono si materia e forma.
La riflessione comincia da ciò che è più vicino a noi, ovvero l’ente, ciò che ha l’essere.
—»Distingue la sostanza, il significato fondamentale dell’essere, e gli accidenti, che variano e dipendono direttamente dalla sostanza, non sono autonomi.
DIFFERENZA TRA ENTE REALE E ENTE LOGICO
ENTE REALE: ciò che ha l’essere, ha la sostanza con i vari accidenti
ENTE LOGICO: con la funzione del verbo di copula (l’albero è verde), può essere vera, a prescindere dall’esistenza reale del soggetto.
Distingue un contenuto mentale, logico, ed uno esistente.
GERARCHIA DELL’ESSERE
Sostanze sensibili, composte da materia e forma, livello più alto l’uomo che ha un’anima razionale
Sostanza sovrasensibili, come l’anima e le intelligenze celesti, spiriti e angeli, sono privi di materia e di collocazione spazio-temporale
Dio, superiore a tutte le altre sostanze in quanto lui le ha create
ENTE CHE E’ ATTO PURO
Si pone il problema di definirlo.
Aristotele lo aveva individuato nel primo motore immobile che agiva con una forza attrattiva.
Secondo Tommaso dio non poteva essere identificato con quello perché troppo vicino al creato.
Non può essere solamente atto puro, deve distinguersi dalle altre intelligenze e dagli spiriti e dagli angeli. Un filosofo ebraico aveva detto che gli spiriti e gli angeli avevano materia e forma, mentre Dio non aveva la materia, ma per Tommaso non basta.
Riprende la differenza tra essenza ed esistenza di Avicenna.
ESSENZA, natura di un ente, ciò che fa si che quel ente sia quel determinato ente, lo distingue dagli altri: per Aristotele è la forma che conferisce l’esistenza ad una cosa, la fa passare da potenza ad atto.
Secondo Aristotele e la teoria del movimento, c’era un’ultima categoria che era causa del movimento: generazione/corruzione, in cui la materia rimaneva in quanto eterna mentre la forma cambiava. Questo non accettabile perché la materia per i cristiani non può essere eterna, in quanto Dio crea dal nulla.
Qualcuno quindi deve donare l’essere all’essenza. L’essenza esiste anche se non è reale, è un essere logico. Dio è colui che fa in modo che l’essenza sia, donandole la vita, crea dal nulla: tutto il creato è sostituito da essenza ed esistenza, lui è l’unico ente in cui essenza ed esistenza coincidono, tutti gli altri sono essere contingenti, tutto dipende dalla volontà di Dio.
Dio è l’ente assolutamente necessario, è causa di sé: prova ne è la citazione biblica, io sono colui che è, la natura di Dio implica il suo essere, tutto il resto riceve l’essere da Lui, è ontologicamente inferiore a lui, mentre per Aristotele era il primo tra pari.
ESISTENZA, la realizzazione di un’essenza, l’effettivo esistere, rende un ente concreto, fa ciò che la forma faceva per Aristotele. Le creature ricevono l’esser da Dio per partecipazione, hanno l’essere in conseguenza dell’atto di Dio
Si ispira ad Avicenna riprendendo due apporti originali: differenza tra essere necessario, Dio, che esiste autonomamente, e l’essere contingente, che potrebbe non esistere, ha l’esistenza ma non è l’essere, riceve l’essere; concezione di essenza come oggetto della conoscenza, è importante definire ciò che le cose sono.
lTEOLOGIA
Per Tommaso un sapere scientifico, anche se non dimostrato empiricamente.
Verità dogmatiche rivelate da Dio possono essere spiegate con un processo razionale; porta l’argomentazione razionale all’interno della teologia, metodo dialettico.
Il fedele deve sforzarsi se può a conoscere la verità e la sua religione, la deve comprendere.
Scienza: si parte da un evidenza e attraverso un sillogismo si arriva ad una verità non evidente. E’ basata su evidenze matematiche, altre mutano le evidenze da un’altra scienza, come la teologia, che muta is suoi principi dalla conoscenza di Dio, rivelata in parte dalle sacre scritture, alcune verità prese dalla Bibbia come assiomi.
Per Tommaso non si può passare da un ente logico ad un ente reale. Noi non abbiamo cognizione di cosa dio sia realmente, quindi non possiamo capire che la sua esistenza è necessaria, sappiamo solo che esiste.
5 VIE
Dimostrazione di Dio a posteriori, si parte da ciò che è vicino a noi per dimostrarlo
Si parte dalle cose del creato, ciò che è più vicino, anche se nell’ordine dell’essere vengono dopo
Compare argomento di Avicenna e argomento di Aristotele, il primo motore immobile e la somma contro ai gentili, per l’argomento di teologia di Aristotele parte dal concetto generale del divenire, non dal movimento delle sfere celesti.
VIA: parte dal mutamento e dall’evidenza del movimento: ogni cosa è mossa da altro, se qualcosa cambia, c’è una cosa esterna che ne è responsabile.
non si può essere sia in potenza sia in atto sotto lo stesso medesimo aspetto, tutto ciò che cambia ha bisogno di una causa diversa che lo muova.
in una serie di movimenti non si può avere un movimento infinito, ci deve essere una prima causa che faccia passare dalla potenza all’atto, che muove, ma non subisce ol movimento: lo identifica con dio.
VIA: ogni cosa che è effetto deve essere provocato da una causa, nulla può essere causa di sé stesso. Il processo non può essere ripetuto all’infinito, bisogna trovare una prima causa, che lui identifica con Dio.
VIA: tutti gli esseri con cui abbiamo a che fare possono essere non essere, sono enti contingenti. Quindi si può risalire ad un momento in cui non esisteva niente, ma rende impossibile spiegare come dal nulla sia nato qualcosa: non tutto è contingente, c’è un essere necessario che non dipende da altro, è Dio.
VIA: se ci sono i gradi di perfezione nel mondo creato, allora vuol dire che ci sarà un grado di massima perfezione: DIo
VIA: si parte dall’osservazione del creato, gli enti che non hanno ragione sembra che non raggiungano il loro fine per caso, la loro esistenza è ragionata da Dio. Con questa via sembra che Dio sia ordinatore, percezione di una finalità nelle creature senza ragione, sembra un principio intelligente che ha ordinato la natura, non un Dio creatore.