Romanic Architecture Notes

Basilica di San Michele (Pavia)

  • Costruita dopo il 1117 a Pavia.
  • Facciata e pianta in arenaria.
  • Fronte a capanna, diviso in tre parti da contrafforti con semipilastri a fascio.
  • I contrafforti segnalano la divisione interna delle navate.
  • Loggetta in alto segue gli spioventi.
  • Fasce scolpite a bassorilievo con figure fantastiche e scene descrittive percorrono orizzontalmente la facciata.

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro (Pavia)

  • Ricostruita sul modello di San Michele a Pavia.
  • Voluta da re Liutprando per custodire le spoglie di Sant'Agostino.
  • Facciata a capanna ben conservata, con superfici più mosse rispetto a San Michele.

Chiese di Como

  • Como si mantiene più fedele agli schemi carolingi e ottoniani rispetto a Milano.
  • Si distinguono la Chiesa di San Fedele e quella di Sant'Abbondio, entrambe in conci di pietra grigia locale.

Basilica di Sant'Abbondio (Como)

  • Riprende l'architettura carolingia.
  • Impianto a cinque navate sostenuto da pilastri cilindrici.
  • Copertura a capriate lignee.
  • Torri campanarie che affiancano l'abside.

Cattedrale di Aosta e Duomo di Ivrea

  • Impianto simile a Sant'Abbondio nell'Italia nord-occidentale.
  • Due torri campanarie svettano accanto all'abside, attraversate dalle navate laterali.
  • Possibile variante di westwerk, struttura a torri caratteristica delle basiliche del Sacro Romano Impero.

Sacra di San Michele (Val di Susa)

  • Abbazia fortificata collocata su un'altura rocciosa in Val di Susa.
  • Situata lungo la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dalla Francia a Roma e alla Terra Santa.
  • Chiesa dei monaci benedettini poggia su un alto basamento.
  • Tra il 1015 e il 1030, l'architetto Guglielmo da Volpiano disegnò un progetto di chiesa abbaziale su una precedente costruzione.
  • I lavori iniziarono intorno al 1110 e si protrassero per oltre un secolo, partendo dalla parte absidale.
  • Spicca il protiro, molto alto per colmare la differenza di quota per accedere alla chiesa.
  • Massiccia facciata e archi interni insistono su un robusto pilastro centrale.

Basilica di Sant'Ambrogio (Milano)

  • Sorge su una precedente costruzione fatta erigere tra il 379 e il 386 da Sant'Ambrogio.
  • Successivamente ridisegnata nella parte del presbiterio e dell'abside per volontà del vescovo Angilberto II tra l'824 e l'859.
  • L'aspetto attuale è il risultato di un intervento tra il 1080 e i primi anni del XII secolo.
  • L'edificio romanico sfrutta le precedenti fondazioni, ma rimangono solo le parti carolingie.
  • I lavori si sono concentrati nel corpo longitudinale a tre navate e nella costruzione di un quadriportico.
  • La presenza del quadriportico riecheggia l'architettura antico-romana e le basiliche paleocristiane.
  • Ingresso monumentale dedicato a riunioni religiose e civili, e allo spazio del mercato.
  • Tipologia: tre navate senza transetto, tre absidi.
  • Sistema a nave cieca, priva di finestre nella navata centrale, con profondi matronei.
  • Grande ampiezza in confronto all'altezza.
  • Facciata con loggiato a doppio ordine, con cinque aperture ad arco di altezza decrescente al livello superiore.
  • Alternarsi del mattone a vista e della pietra nel quadriportico.
  • Esile semicolonna in pietra su ogni pilastro.
  • Contrafforti che diventano lesene leggere verso l'alto.
  • Struttura portante organizzata secondo un sistema costruttivo alternato.
  • La struttura è organizzata secondo un rigoroso criterio proporzionale, composta dall'addizione di moduli pressoché quadrati, corrispondenti alle campate.
  • Ad ogni campata della navata maggiore corrispondoo due campate in ciascuna delle navate laterali.
  • Le navate sono coperte con volte a crociera.
  • Pilastri polistili alternativamente grandi (per le volte centrali) e piccoli (per le volte laterali).
  • Contrafforti alternativamente grandi e piccoli.
  • Quadriportico scandito dall'accostamento di campate quadrate, coperte da volte a crociera.
  • Gli arconi trasversali, sottoposti al maggior peso del tetto, sono in pietra, gli altri archi sono in mattoni.
  • Quelli di relazione tra le campate maggiori e le minori, come anche dell'affaccio dei matronei, hanno un doppio archivolto.
  • Costoloni a segnare le volte.
  • La conformazione a capanna della facciata non lascia trasparire la distribuzione dello spazio interno in navate di diversa altezza.
  • La funzione di "soglia", luogo di mediazione tra lo spazio sacro della chiesa e quello del quadriportico viene evidenziata.
  • L'assenza di finestrature sulla navata centrale determina un'atmosfera severa e raccolta.
  • Luce da poche aperture (finestre in facciata, cupola, abside, finestrelle dei matronei).
  • Il fronte a capanna sembra riecheggiare gli archi monumentali romani.
  • Simmetria dell'impianto rafforzata dalle due torri campanarie (Campanile dei Monaci e Campanile dei Canonici).

Duomo di Modena

  • Edificazione iniziata nel 1099, consacrato nel 1184, concluso nel XIII secolo.
  • Sostituì una costruzione paleocristiana a cinque navate.
  • Architetto: Maestro Lanfranco, affiancato dallo scultore Wiligelmo.
  • Pianta longitudinale priva di transetto, con tre navate absidate.
  • Sistema alternato di colonne e pilastri polistili.
  • Originariamente con copertura in legno, poi sostituita da volte a crociera nel XV secolo.
  • Grandi aperture a trifora si affacciano sulla navata mediana (finti matronei).
  • Loggiato continuo di tripli archetti a tutto sesto (triforio) percorre l'intero perimetro esterno.
  • Facciata a salienti inscrivibile in un quadrato.
  • Due robusti pilastri (contrafforti) dividono la facciata in tre parti.
  • Portale principale introdotto da un protiro sostenuto da colonne rette da leoni di Età romana (stilofori).
  • Edicola sulla sommità del protiro.
  • Rosone, torricini sommitali e portali laterali della fine del XII secolo.
  • Contrafforti nella facciata si assottigliano all'altezza del loggiato.
  • Pietra veronese riveste le murature in laterizio.
  • Modello di riferimento per altri edifici in Emilia, uscito indenne dal terremoto del 1117.
  • Appartenenza ai possedimenti di Matilde di Canossa.

Duomo di Parma

  • Eretto nella seconda metà dell'XI secolo per volontà del vescovo Cadalo.
  • Consacrato nel 1106, ma danneggiato dal terremoto del 1117 e ricostruito a partire dalla zona absidale.
  • Facciata a capanna, innesti gotici dei Maestri campionesi (protiro e torre campanaria).
  • Pianta longitudinale a tre ampie navate.
  • Facciata a capanna, con progetto di due torri campanarie (modello cluniacense).
  • Tre ordini di loggette, quello superiore segue l'inclinazione degli spioventi del tetto.
  • Motivo ad archetti pensili intrecciati.
  • Zona absidale con incastro di volumi geometrici.
  • Benedetto Antelami operò nel Duomo, con elementi di continuità tra Romanico e Gotico.

Architettura in Toscana

  • Toscana inserita nei grandi flussi commerciali e culturali.
  • Attraversata da vie di pellegrinaggio.
  • Repubblica marinara di Pisa domina un territorio esteso.
  • Pisa sostiene la Prima Crociata e appoggia i Normanni.
  • Firenze in rivalità con Pisa, si candida come polo anti-imperiale.
  • Diffusione dei movimenti monastici (cluniacense e vallombrosiano).

Architettura a Pisa

  • Attenzione verso il linguaggio classico.
  • Pisa conserva vestigia etrusche e romane.
  • Piazza dei Miracoli: complesso monumentale che vuole competere con le grandi costruzioni di Roma imperiale.
  • Modelli paleocristiani come spunto.
  • Soluzioni formali caratterizzate da rigore geometrico, chiaroscuro e motivi classici, con elementi orientali.

Piazza dei Miracoli (Pisa)

  • Complesso monumentale con il Duomo, il Battistero, la Torre campanaria e il Camposanto monumentale.
  • Chiesa completata in Età romanica, altri edifici gotici.
  • Voluto dal vescovo Guido e dalle istituzioni civiche.
  • Finanziamenti dal bottino della guerra vinta a Palermo nel 1063.
  • Allineamento del Duomo e del Battistero rievoca il complesso del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Duomo di Pisa

  • Iniziato nel 1063 da Buscheto e consacrato nel 1118.
  • Ampliato da Rainaldo (facciata).
  • Pianta a croce latina con cinque navate nell'aula principale e tre nel transetto.
  • Interno solenne, alleggerito dalle bifore.
  • Esterno con volumi ben definiti, logge e arcate cieche.
  • Facciata a salienti con quattro ordini di loggette.
  • Rivestimento marmoreo a fasce bicrome.
  • Fusione di diversi linguaggi (lombardi, bizantini, arabi, armeni).
  • Cupola a base ellissoidale sostenuta da quattro grandiosi pilastri.

Battistero di Pisa

  • Iniziato nel 1152 da Diotisalvi, concluso nel XV secolo.
  • Pianta circolare.
  • Arcate cieche e loggette riprese dal Duomo.
  • Interventi di Nicola e Giovanni Pisano (stile gotico).
  • Copertura piramidale a base ottagona, poi sostituita da una cupola.
  • Interno con colonne e pilastri, deambulatorio coperto da piccole volte a crociera.

Influssi pisani

  • Influenza sull'architettura religiosa in Toscana, Liguria e Sardegna.
  • Chiese con murature a fasce bicrome, loggette superiori e arcate cieche.
  • A Lucca, le nuove costruzioni religiose sono esemplate sul Duomo di Pisa (Duomo di San Martino, basiliche di San Frediano e di San Michele in Foro).

Architettura a Firenze

  • Orientamento verso il classicismo, interpretato attraverso una rigorosa geometria.
  • Tarsie marmoree con forme geometriche (quadrati, semicerchi, losanghe).
  • Senso astratto e ideale di perfezione.

Chiesa di San Miniato al Monte (Firenze)

  • Complesso fondato in Età carolingia, interventi dal 1018 fino alla fine del XII secolo.
  • Forma a salienti, rivestimenti marmorei bicromi (marmo bianco di Carrara e serpentino verde di Prato).
  • Facciata bipartita: arcate cieche con semicolonne corinzie al livello di terra, trame geometriche nel quadrato superiore.
  • Lesene scanalate con coronamento triangolare.
  • Mosaico duecentesco con Cristo in trono tra la Vergine e san Miniato.
  • Motivo lombardo delle arcate cieche ripreso in stile anticcheggiante.
  • Finestra timpanata sull'ordine superiore.
  • Interno suddiviso tra presbiterio (sopra la cripta) e sala a tre navate.
  • Colonne e copertura a capriate (concezione paleocristiana).
  • Arconi trasversali sorretti da pilastri polistili (scansione modulare delle campate).
  • Rialzo del presbiterio e decorazione dell'abside con arconi su campo bianco.

Battistero di San Giovanni (Firenze)

  • Origini nel V secolo, ricostruzione fino all'inizio del XIII secolo.
  • Prototipo per le altre costruzioni religiose della città.
  • Schema assiale con la Cattedrale di Santa Reparata (Santo Sepolcro a Gerusalemme).
  • Pianta ottagonale coperta da una cupola ogivale a spicchi, nascosta da un tetto piramidale.
  • Blocco regolare con scarsella (vano a pianta rettangolare).
  • Disegni geometrici ottenuti da tarsie marmoree (anche di reimpiego).
  • Pareti suddivise in due ordini con trabeazione.
  • Parete tripartita con colonne addossate ai muri e lesene, false bifore.