ISTOLOGIA (2)
GENERALITA’ E CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI
Ogni tessuto è formato da cellule in una matrice extracellulare (ECM).
La ECM è composta da macromolecole sintetizzate dalle cellule.
I tessuti sono divisi in:
Tessuti epiteliali (epiteli di rivestimento, ghiandole)
Tessuti connettivi (tessuto connettivo propriamente detto, cartilagine, ossa, sangue e tessuto emopoietico)
Tessuti muscolari (liscio, scheletrico, cardiaco)
Tessuto nervoso (neuroni, neurologia)
L’Istofisiologia considera le caratteristiche funzionali.
Lo studio dell’Istologia è di tipo morfo-funzionale ed applicativo.
EPITELI DI RIVESTIMENTO
Caratterizzati da lamine o strati di cellule.
Funzione di delimitare superfici esterne/interne e condotti corporei.
Spazio intercellulare ridotto con scarsa matrice extracellulare amorfa (glicoproteine e proteoglicani).
"Epitelio" deriva dal greco “επί” (sopra) e “θηλή” (capezzolo).
Rivestono la superficie esterna del corpo, cavità interne e condotti corporei.
Costituiscono la porzione secretoria (parenchima) delle ghiandole e i loro dotti.
Cellule epiteliali specializzate come recettori di senso.
Cellule disposte in strati o cordoni, contigue e in stretta adesione tra loro, con scarsissima matrice extracellulare.
Gli epiteli sono specializzati funzionalmente:
Epiteli di rivestimento
Epiteli ghiandolari esocrini
Epiteli ghiandolari endocrini
Epiteli sensoriali e particolarmente differenziati
Caratteristiche comuni degli epiteli:
Contiguità cellulare e strutture adesive
Avascolarità
Organizzazione strutturale per formare membrane
Relazioni con il tessuto connettivo sottostante
Polarizzazione cellulare e specializzazioni di superficie
Presenza di filamenti intermedi di cheratina
Privi di vasi sanguigni; sostanze nutritive dal tessuto connettivo sottostante diffondono attraverso gli spazi tra le cellule epiteliali.
Epiteli di rivestimento:
Epiteli di rivestimento della cute → epidermide e derma (strato connettivo sottostante); tessuto connettivo sottocutaneo o ipoderma. epidermide + membrana basale + derma + ipoderma = pelle
Membrane o tonache mucose: rivestono le superfici di organi interni comunicanti con l’esterno → strato epiteliale superficiale e strato connettivale profondo (tonaca o lamina propria). Sottomucosa connettivale, muscolatura liscia (muscolaris mucosae), tonaca muscolare esterna, sierosa viscerale. epitelio di rivestimento + membrana basale + tonaca propria = mucose La mucosa riveste organi cavi comunicanti con l’esterno; superficie umidificata e protetta da muco (prodotta dagli epiteli stessi o da ghiandole esocrine annesse)
Membrane o tonache sierose: rivestono le superfici interne di cavità interne non comunicanti con l’esterno. → epitelio pavimentoso (mesotelio) e lamina di tessuto connettivo lasso. epitelio di rivestimento + membrana basale + lamina propria = sierose Le sierose rivestono le cavità chiuse del corpo (pleurica, pericardica, addomino-pelvica). Sierosa parietale (riveste la cavità stessa) e sierosa viscerale (riveste gli organi contenuti nella cavità). Tra i due foglietti vi è spazio con siero proveniente dal sangue. Epitelio di rivestimento di una sierosa chiamato mesotelio (epitelio pavimentoso semplice).
Vasi sanguigni e linfatici → lume rivestito da endotelio (epitelio speciale) su membrana basale
Epiteli con funzione di rivestimento sottoposti ad usura (cellule rimpiazzate grazie a cellule staminali o progenitrici)
Epiteli derivano da tutti e tre i foglietti embrionali definitivi:
Ectoderma: epidermide, epitelio della cornea, epitelio della mucosa orale, ghiandole sebacee, sudoripare e mammarie
Mesoderma: epitelio di rivestimento dell’ovaio, mesoteli delle sierose, vasi sanguigni e linfatici
Endoderma: epitelio di molte mucose (stomaco, intestino, albero respiratorio), parenchima delle ghiandole annesse (fegato, pancreas, ghiandole gastriche e intestinali…)
La parete di un organo cavo ha una struttura a strati:
Tonaca mucosa
Tonaca sottomucosa
Tonaca muscularis mucosae (spesso doppia)
Tonaca avventizia (attacca l’organo ai tessuti circostanti) o sierosa (viscerale, ricopre gli organi nella cavità corporee)
Organo vuoto (esofago)
Organo solido:
Parenchima: massa dell'organo, che conferisce la funzione specifica dell'organo (ad esempio, tessuto epiteliale nelle ghiandole esocrine, tessuto muscolare nel cuore).
Stroma: tutto il resto → tessuto connettivo, vasi sanguigni, nervi, dotti, supporto meccanico e nutritivo (ad esempio, vasi sanguigni, nervi e tessuto connettivo di supporto nelle ghiandole esocrine e nel cuore).
Differenze di struttura del tessuto epiteliale di rivestimento in base alle richieste funzionali.
Criteri di classificazione:
Numero di strati cellulari (epiteli semplici o composti)
Forma delle cellule (epiteli pavimentosi, cubici o cilindrici)
Tipologia delle specializzazioni di superficie
Uno strato unico: epitelio semplice o monostratificato.
Più strati sovrapposti: epitelio composto o stratificato.
Epitelio determinato dalla localizzazione e necessità funzionali dell’organo.
Processi di diffusione o filtrazione: epitelio monostratificato e cellule appiattite.
Protezione da forze abrasive o fattori ambientali: epiteli pluristratificati.
Forze di coesione mantengono le cellule adese e legano il tessuto alla lamina basale (molecole di adesione e giunzioni intercellulari)
Epiteli monostratificati o semplici:
Pavimentoso o squamoso o piatto semplice
Cubico semplice (o isoprismatico)
Cilindrico semplice (o batiprismatico)
Epiteli pluristratificati o composti:
Pavimentoso composto pluristratificato
Cubico (o isoprismatico) composto o pluristratificato
Cilindrico (o batiprismatico) composto o pluristratificato
Tipo di epitelio composto osservando la tipologia di cellule negli strati superiori.
Eccezioni:
Epitelio pseudostratificato (cilindrico): strato unico di cellule diverse nella morfologia e dimensioni (nuclei disposti ad altezza variabile).
Urotelio: vie urinarie, cellule cubiche su più strati; cellule superficiali cupoliformi e spesso binucleate (epitelio di transizione o a morfologia variabile).
L’epitelio pavimentoso o squamoso semplice
Strato unico di cellule piatte, a stretto contatto l’una con l’altra.
Cellule con contorni irregolari e nucleo centrale.
Esempi: endotelio (riveste i vasi sanguigni e linfatici), mesotelio (riveste le cavità sierose del nostro corpo).
Alveoli polmonari (scambio ematosico), foglietto parietale della capsula del Bowman dei nefroni (rene).
Rivestimento del labirinto membranoso e superficie interna della membrana del timpano dell’orecchio.
Membrana sierosa: membrana di tessuto liscio con due strati di mesotelio che secernono fluido sieroso.
Pericardio (cuore)
Pleura (polmoni e cavità toracica)
Peritoneo (cavità addominopelvica)
Epitelio alveolare estremamente sottile.
Parete vascolare
Arterie e vene: tre strati concentrici di tessuti di diverso spessore e composizione:
Tonaca intima: endotelio (cellule pavimentose), lamina basale e subendotelio (connettivo lasso). Membrana elastica interna (solo arterie e arteriole; matrice elastica fenestrata che assicura la diffusione di molecole tra gli strati interni del vaso).
Tonaca media: tessuto muscolare liscio, tessuto connettivo fibro-elastico, fibre elastiche, reticolari e proteoglicani. Lamina elastica interna ed esterna (elastina; soprattutto arterie muscolari). Lamina elastica molto estesa nelle grosse arterie, assente nelle vene.
Tonaca avventizia: tessuto connettivo con fibre elastiche e fibre di collagene, continua con il tessuto connettivo lasso circostante. Sottile nelle arterie e spessa nelle vene e venule. Vasa vasorum (rete di piccoli vasi sanguigni che perfondono le pareti dei grandi vasi).
Arterie e vene si distinguono in base allo spessore della parete e alla composizione.
Nei capillari sono assenti sia la tonaca media sia l’avventizia.
Arterie:
Elastiche (grandi o di conduzione): diametro > 1 cm
Muscolari (medie o di distribuzione): diametro di 2-10 mm
Arteriole: diametro di 10-100 μm
Vene:
Grandi
Medie
Piccole (venule)
Endotelio
Sistema circolatorio: circa 80-90 km di vasi, rivestiti interamente dall’endotelio (tessuto epiteliale squamoso semplice).
Strato continuo di cellule appiattite, allungate e poligonali.
Superficie rivolta verso il lume con molecole di adesione e recettori (lipoproteine a bassa densità, recettori per l’insulina ed istamina).
Fondamentale per mantenere l’omeostasi del sangue e le proprietà funzionali cambiano in risposta ai vari stimoli.
Coinvolto nel mantenere l’integrità strutturale e funzionale della parete vascolare.
Barriera di permeabilità selettiva (passaggio di piccole molecole idrofobiche per diffusione semplice; acqua e molecole idrofiliche per trasporto attivo).
Ostacola l’adesione piastrinica e la formazione di trombi (anticoagulanti e sostanze antitrombotiche).
Modulazione del flusso ematico e resistenza vascolare (secrezione di vasocostrittori e vasodilatatori).
Regolazione della risposta immunitaria (interazione tra linfociti e superficie endoteliale).
Regolazione ormonale ed altre attività metaboliche (sintesi di fattori di crescita).
Studiato a livello dei capillari (endotelio unico strato).
Diametro di tale tubo di circa 4-10 μm (passaggio di un solo eritrocita alla volta).
Regola il passaggio di cellule e molecole dai vasi ai tessuti circostanti.
Capillari:
Capillari continui: muscoli, polmoni, sistema nervoso centrale, tessuto connettivo e adiposo. Giunzioni occludenti tra cellule contigue, lamina basale, vescicole di pinocitosi (materiale trasportato dal lume del vaso al tessuto e viceversa). Associati a periciti (cellule di Rouget). Permeabili all’acqua e soluti, poco alle proteine.
Capillari fenestrati: glomeruli renali, ghiandole esocrine ed endocrine, mucosa intestinale. Lamina basale, periciti e sottili fasci di collagene. Vescicole di pinocitosi. Aperture o pori del diametro di circa 80-100 nm, chiusi da diaframmi (proteina PV-1). Cambiano morfologia a seconda dello stato funzionale del tessuto.
Capillari discontinui o sinusoidali o sinusoidi: milza, fegato e midollo osseo. Fenestrazioni di diametro di 100-200 nm e non possiedono diaframma. Cellule specializzate: cellule del Kupffer (macrofagi) e cellule di Ito (periciti nel fegato), cellule endoteliali a bacchetta (milza).
Giunzioni nell’endotelio vascolare:
Tight junction (giunzioni strette o occludenti): regione apicale della fessura intercellulare, barriera per il trasporto paracellulare, mantengono la polarità delle cellule tra il lume e la parte abluminale, alte concentrazioni di flusso sanguigno (grandi arterie e arteriole), poche nelle venule. Proteine integrali di membrana coinvolte sono la claudina, l’occludina e le JAMs. ZO può essere attraversata da acqua e piccoli soluti attraverso canali formati da tipi di claudine (es. endoteliali dei capillari).
Giunzioni aderenti.
Eterogeneità del fenotipo (morfologia cellulare, funzione, espressione genica e composizione antigenica); varia tra differenti organi, segmenti della rete vascolare e cellule endoteliali vicine.
Allineamento delle cellule endoteliali dipendente dal flusso ematico e reversibile in risposta allo stress emodinamico.
Macrofagi fissi ed altre cellule connettivali, chiamate periciti (attività contrattile, determinano la vasocostrizione capillare), mantengono e rimodellano i vasi sanguigni.
Epitelio cubico semplice
*Costituito da un singolo strato di cellule di forma cuboide.
*Presente sulla superficie dell’ovaio (epitelio ovarico), nelle vie genitali maschili (tubuli retti, rete testis, condottini efferenti).
*Condotti escretori di molte ghiandole esocrine, dotti collettori renali, alcuni segmenti del nefrone, bronchioli terminali e respiratori.
*Plessi corioidei, superficie profonda della capsula del cristallino, retina (epitelio pigmentato).
Epitelio cilindrico semplice
*Costituito da cellule di forma cilindrica (morfologia dipendente dalla localizzazione e funzione).
*Forme di transizione tra epitelio cubico e quello cilindrico.
*Epitelio cilindrico semplice ciliato (tube uterine o ovidotti, piccoli bronchi, aree circoscritte dell’epitelio uterino).
*Epitelio cilindrico semplice non ciliato (stomaco, dotti escretori delle ghiandole e intestino).
*Intestino tenue: digestione e assorbimento (struttura specializzata).
*Superficie interna con pliche o pieghe circolari (mucosa e sottomucosa).
Mucosa intestinale
*Si introflette sulle pieghe e tra esse (villi intestinali, con asse centrale di tessuto connettivo lasso, rivestito da epitelio cilindrico semplice).
*Epitelio dei villi con enterociti (orletto striato o a spazzola, microvilli per aumentare la superficie assorbente).
*Ghiandole esocrine intestinali o cripte di Lieberkuhn (enzimi digestivi; epitelio colonnare semplice).
Componenti dell’epitelio intestinale
*I. Enterociti assorbenti: cellule polarizzate (polo apicale specializzato nell’assorbimento; polo basale → trasporto delle sostanze assorbite verso la rete capillare sanguigna o linfatica). Citoplasma apicale: mitocondri allungati (energia per nutrienti) e reticolo endoplasmatico liscio (assorbimento acidi grassi e glicerolo e nella risintesi dei grassi neutri). Produzione di enzimi glicoproteici (digestione terminale, assorbimento e secrezione di acqua ed elettroliti).
*II. Cellule caliciformi o mucipare: producono muco (proteggere il rivestimento epiteliale da lesioni). Ghiandole mucose unicellulari. Citoplasma con scarse gocce di mucinogeno (all’inizio del processo di secrezione); in seguito, la porzione apicale si distende (forma a calice, nucleo schiacciato al polo basale).
*III. Cellule di Paneth: base delle cripte intestinali, citoplasma basale basofilo, apparato di Golgi sopranucleare e grandi vescicole secretorie apicali molto acidofile (enzima antibatterico lisozima e α-defensine). Regolazione della flora batterica intestinale (funzione antibatterica e capacità di fagocitare certi batteri e protozoi). Secrezione di fattori di crescita implicati nel mantenimento delle cellule staminali nelle cripte (immunità innata e rigenerazione/differenziamento dell’epitelio intestinale).
*IV. Cellule enteroendocrine (EEC): recettori dei nutrienti. Il più vasto organo endocrino. Rilevano nutrienti nel lume intestinale (recettori specifici) e producono ormoni. Molecole ad azione paracrina (somatostatina e istamina). Modulano funzioni biologiche. Due tipi: tipo aperto (lungo tutto il villo, parte apicale a forma di collo di bottiglia con microvilli che si affacciano nel lume) e tipo chiuso (porzione più profonda delle cripte, in prossimità della membrana basale, prive di microvilli e che non raggiungono il lume). Entrambi i tipi accumulano i prodotti in granuli citoplasmatici (esocitosi nel versante basolaterale).
*V. Cellule M: placche di Peyer (tessuto linfoide specializzato, GALT). Rivestono le placche di Peyer (versante luminare). Inglobano antigeni batterici luminali (rilascio alle cellule immunitarie delle placche di Payer). Zone dell’epitelio definite FAE; ciascuna cellula M presenta un profondo incavo in comunicazione con lo spazio extracellulare sottostante. Micro pieghe e sottile strato di glicocalice (glicoproteina 2, GP2 che lega i pili di tipo I, presenti su enterobacilli Gram-negativi). Antigeni batterici legati alla GP2 (internalizzazione in vescicole endocitiche → membrana del versante basolaterale della tasca). Cellule M trasportano l’antigene attraverso la barriera epiteliale per transcitosi (rilascio al GALT). Cellule dendritiche processano l’antigene (presentazione ai linfociti T e attivano i linfociti B→plasmacellule secernenti igA).
*VI. Cellule a ciuffo o a spazzola: epitelio respiratorio e intestinale (sistema tubulo-vescicolare e fascio apicale di microfilamenti connessi a microvilli apicali che sporgono nel lume intestinale). Cellule secretorie (oppioidi), recettori in cellule olfattive e gustative. Epitelio sovrastante le placche di Peyer: attivano la risposta immunitaria di tipo II contro le infezioni parassitarie (elminti).
Epitelio pseudostratificato
*Uno strato di cellule di altezza variabile, ma che poggiano tutte sulla membrana basale.
*Alcune delle cellule raggiungono la superficie libera, mentre le altre si arrestano a livelli inferiori (nuclei ad altezza diversa).
*Due tipi:
*Non ciliato: uretra maschile; condotto deferente; epididimo (stereociglia); grossi condotti escretori di alcune ghiandole.
*Ciliato: mucose dell’apparato respiratorio (faringe, trachea e bronchi).
Epitelio di transizione
*Varia il numero di strati e la forma delle cellule a seconda dello stato funzionale (vie urinarie: vescica, uretere e parte superiore dell’uretra).
*Pluristratificato cubico/cilindrico (4/5 strati) a pluristratificato pavimentoso (2/3 strati).
*Vescica vuota (contratta): epitelio “rilasciato” e assomiglia ad un epitelio stratificato cubico (elementi profondi cubici o cilindrici; strati verso la superficie composti da cellule poliedriche; strato superficiale formato da cellule cupoliformi/a ombrello ( spesso binucleate, collegate tra loro da zonule occludenti; membrana apicale spessa e rigida → impermeabile all’urina; vescicole (membrana identica luminare).
*Vescica piena (distesa): cellule strato superficiale appiattite (collegamenti giunzionali occludenti); cellule degli strati profondi scivolano (spessore dell’epitelio si riduce).
*Diversi tipi di cellule uroteliali: cupoliformi (aumentano superficie con vescicole di esocitosi e uroplachine); clavate (allungarsi e accorciarsi); basali (appiattirsi).
*Uroplachine: proteine transmembrana (formano esagoni e legano il citoscheletro) → barriera impermeabile alla natura acida delle urine.
*Cellule dello strato profondo: attività metabolica e proliferativa.
Epitelio pavimentoso pluristratificato
*Molti strati di cellule di varia forma; strato profondo (cubiche o cilindriche); strati di cellule con contorni irregolari; strati di cellule appiattiti (squamoso).
*Vescica distesa: cellule strato superficiale appiattite (collegamenti giunzionali occludenti); cellule degli strati profondi scivolano (spessore dell’epitelio si riduce).
*Diversi tipi di cellule uroteliali: cupoliformi (aumentano superficie con vescicole di esocitosi e uroplachine); clavate (allungarsi e accorciarsi); basali (appiattirsi).
*Uroplachine: proteine transmembrana (formano esagoni e legano il citoscheletro). Barriera impermeabile alla natura acida delle urine.
*Cellule dello strato profondo: intensa attività metabolica e proliferativa.
Due tipologie:
Cheratinizzato o corneificato: nelle regioni esposte all’aria (pelle), cellule superficiali perdono i nuclei e si trasformano in squame cheratiniche o cornee (corneificazione).
Non cheratinizzato o non corneificato: nelle regioni umettate da liquidi le cellule superficiali non sono corneificate, non perdono i nuclei e hanno un citoplasma sottile (paracheratosi: cornea, mucose della bocca, dell’esofago e della vagina).
Epitelio cubico stratificato
*Due strati cellulari (dotti delle ghiandole sudoripare e dotti delle esocrine).
Epitelio cilindrico stratificato
*Più strati di cellule poliedriche negli strati profondi e di elementi cilindrici in superficie (mucosa laringea, faringea, congiuntivale, parte cavernosa dell’uretra e dotti escretori esocrine).
*Se cellule con ciglia: epitelio cilindrico stratificato ciliato (mucosa del versante posteriore dell’epiglottide).
Caratteristiche strutturali
*1. Polarità delle cellule
*2. Specializzazioni della superficie laterale
*3. Specializzazioni della superficie libera
*4. Specializzazioni della superficie basale
*Versante basale (scambi con la membrana basale sottostante); versante apicale (specializzazioni e scambi con l’ambiente esterno); versante laterale (presenta le giunzioni intercellulari).
*Posizionamento: nucleo basale, apparato di Golgi intermedio sovra nucleare, vescicole secretorie dominio apicale, RER e mitocondri basolaterale
Specializzazioni di membrana e giunzioni intercellulari
*Le cellule epiteliali aderiscono tra loro mediante molecole di adesione (CAMs).
*Giunzioni separano il dominio apicale dai domini laterali e basale (permettendo ai singoli domini di specializzarsi).
*Complesso giunzionale (formato da tre diversi sistemi adesivi).
*Giunzioni occludenti o tight junctions (impermeabili e funzionano come barriera fisica e chimica; sigillano ciascuna membrana; isolamento chimico-fisico. Impediscono il passaggio tra molecole adiacenti e Movimento proteine membrana)
linee di particelle globulari, che si anastomizzano e si uniscono; conformazione ad anello (zonula occludens).
*Proteine integrali di membrana (claudina, occludina e JAMs), proteine periferiche intracellulari di membrana (proteine ZO, ancorano i filamenti al citoscheletro di actina).
*Giunzioni aderenti o di ancoraggio (connettono il citoscheletro di una cellula con quello delle cellule confinanti→funzionare come una robusta unità strutturale):
Zonule aderenti o giunzioni aderenti: perimetro cellulare; contatti filamenti di actina di cellule adiacenti; E-caderina (cellule adiacenti legate da ioni Ca2+); morfologia e integrità funzionale dipendono dal calcio catenina (α-catenina, β-catenina e γ-catenina) → vinculina e all’a-actinina per filamenti di actina citoscheletro.
Macule aderenti o desmosomi: giunzioni circoscritte che connettono i filamenti intermedi. Zonule aderenti e desmosomi sono le seguenti:
Citoscheletro: zonule aderenti (ai microfilamenti); desmosomi (ai filamenti intermedi).
Proteine di connessione con il citoplasma: zonule aderenti (proteine della famiglia della catenina); desmosomi (plakins: desmoplachina, placofilina e plakoglobina).
Proteine transmembrana: caderine.
Giunzioni comunicanti o gap junctions (assemblaggio di 12 proteine /6 connessine) → canale circolare transmembrana (connessone e passaggio di piccole molecole e ioni). Possono aprirsi e chiudersi (cambiamento del pH o della concentrazione di ioni calcio)
*Epitelio barriere fisiologiche: giunzioni occludenti e aderenti.
*Epidermide: giunzioni aderenti. Le ciglia si dividono in quattro tipologie differenti:Ciglia comuni (assonema con microtubuli; spostare i fluidi sulla superficie cellulare; sospingere singole cellule in un fluido).
Ciglia primarie (senza microtubuli centrali e dineina, immobile; organello sensoriale; miniatura antenna per segnali).
Ciglia sensoriali
Stereociglia o stereovilli (microvilli speciali; lunghi, immobili nei testicoli e orecchio interno) aumentano notevolmente la superficie cellulare, per un migliore riassorbimento del materiale dal liquido seminale sensoriale si trovano nelle cellule ciliate interne (coclea dell'orecchio interno) e nelle cellule esterne (canali circolari dell'orecchio interno) dell'organo del Corti. Le prime sono coinvolte nella ricezione delle onde sonore, le seconde nella ricezione degli spostamenti del corpo nello spazio.
Microvilli: estroflessioni citoplasmatiche con filamenti di actina ( stabilizzano e conferiscono rigidità)
Nutrizione tessuti epiteliali
*Metaboliti e ossigeno e l'eliminazione dei prodotti di rifiuto grazie ai liquidi interstiziali (circolano nei sottili spazi tra le cellule) provenienti dai capillari sanguigni del tessuto connettivo sottostante
*Membrana basale (natura glicoproteica e proteoglicanica): sostegno meccanico e barriera selettiva tra epitelio e connettivo.
*Lamina basale (40-100 nm): sostegno, barriera filtrante per nutritizie e per i cataboliti.
*Adesione alla lamina basale (emidesmosomi e altri tipi di molecole adesive)
*Lamina lucida e lamina densa; lamina reticolare (origine connettivale).
*Lamina basale e lamina reticolare corrispondono alla membrana basale colorabile con PAS o AZAN (colorano lo spessore della membrana basale, ma entro i limiti del MO)
*Membrana basale: circa 50 proteine:
- collagene (tipi IV, XV, XVIII e VII (fibrille ancoranti la lamina basale alla lamina reticolare)
- laminine (glicoproteine a forma di croce che avviano l’assemblaggio della lamina basale).
- entactina (collega laminina e collagene di tipo IV).
- fibrillina (microfibrille elastiche che collegano la lamina densa alle fibre elastiche).
- proteoglicani (core proteico a cui sono legate catene di glicosaminoglicani→ i regolano il passaggio di ioni →il più comune è il perlecano).
*Rottura della membrana basale (metastasi dei tumori epiteliali).
L’EPIDERMIDE
*Cute: derma (connettivale, mesodermica) e epidermide (epiteliale, ectodermica). Epitelio pavimentoso pluristratificato corneificato / epitelio squamoso pluristratificato cheratinizzato; membrana basale (ancorata al derma grazie fibrille di fibrillina).
*Sotto il derma: connettivo sottocutaneo più lasso (ipoderma, pannicolo adiposo sottocutaneo).
*Annessi cutanei (peli, unghie e ghiandole sebacee e sudoripare): sviluppano dallo strato germinativo dell’epidermide.
*Superficie di contatto epidermide e derma irregolare: derma in pieghe (papille dermiche), sporgenze dell’epidermide (creste epidermiche; dermatoglifo a livello dei polpastrelli).
*Epidermide priva di vasi sanguigni: sostanze nutritive dai capillari del tessuto connettivo.
*Funzioni: traumi fisici, stimoli, termoregolazione, difesa immunitaria, fluidi dai tessuti, sostanze.
Cellule dell'epidermide
*1. Cheratinociti (ectodermico)
*2. Melanociti (melanina, creste neurali)
*3. Cellule di Langerhans (cellule dendritiche, midollo, immunitaria)
*4. Cellule di Merkel (recettori tattili).
strati cellulari sovrapposti (cheratinociti):
Stato basale o germinativo
Strato spinoso o del Malpighi
Strato granuloso
Strato lucido (solo nel palmo mano e pianta del piede)
Stato corneo
*Rinnovamento continuo: cheratinociti nello strato basale proliferano e si spostano (differenziamento o cheratinizzazione→lamelle cornee). Desquamazione e sostituzione. Progenitori (caratteri di staminalità, unipotenti). Mitosi (cellule staminali e cellule destinate).
*Tempo di rinnovamento: 6 settimane (20-50 gg). Più basso in malattie iperproliferative (psoriasi) e maggiore durante l’invecchiamento.
Strati dell'epidermmide
*Stato basale (cellule con emidesmosomi e tonofilamenti) singolo strato di cellule cubiche o cilindriche. Progenitori (rinnovamento epidermide da desmosomi lamina basale aderenti grazie all’integrina).
cheratine (K5 e K14)=85% dei cheratinociti differenziati sostengono meccanicamente i cheratinociti.
*Strato spinoso (8 strati). Si staccano dal basale e migrano; perdita di attività mitotica e sintesi di proteine ed enzimi tipici (espressione dei geni del complesso EDC). Involucrina (membrana plasmatica di ciascun cheratinocito=involucro cellulare corneificato. Due granuli con membrana: melanosomi (melanociti trasferiti a cellule spinose e basali); granuli lamellati o cheratinosomi (lipidico idrossiceramide; spazio intercellulare nel strato granuloso).
*Strato granuloso (3-5 strati) cellule appiattite, granuli intensamente basofili irregolari (non avvolti da membrana, granuli di cheratoialina). Filaggrina (proteina ricca di istidina). Loricrina (nei granuli di cheratoialina). Zonule aderenti ed occludenti.
*Strato lucido (solo palmo piede e mano). Semitrasparente tra granuloso e corneo; 3-5 strati di cellule acidofile morte, appiattite, prive di nucleo; eleidina (sostanza lipoproteica ricca di zolfo e lipidi. Sostanze oleose dai granuli lamellari.
*Strato corneo: molti strati di cheratinociti appiattiti/lamelle cornee riempiti con tonofilamenti di cheratina ed immersi in una matrice elettrondensa di filaggrina; assenti nucleo e organelli; corneodesmosomi). Involucro nucleare cornificato (resistenza). Molecole lipidiche di idrossiceramide (impermeabile ai liquidi)+ desquamazione con proteasi.
Melanociti
*Strato basale e spinoso (interposti tra cheratinociti; derma e bulbi piliferi).
*Derivano dalle creste neurali (migrazione durante la vita embrionale).
*Prolungamenti ramificati (verso la superficie dell’epitelio). No desmosomi e privi di ton