Appunti sul Congresso di Vienna e il Risorgimento Italiano
Congresso di Vienna
- Inaugurato il 1° novembre 1814.
- Tentativo di restaurare l'ordine politico pre-Rivoluzione Francese e campagne napoleoniche.
- Tenutosi a Vienna, Austria.
- Orchestrato da Klemens von Metternich.
- Cancelliere austriaco.
- Obiettivo: ripristinare stabilità ed equilibrio tra potenze europee.
- Partecipanti: oltre duecento delegazioni.
- Decisioni principali prese da:
- Gran Bretagna
- Austria
- Russia
- Prussia
- Nazioni vincitrici della battaglia di Lipsia (1813).
- Francia ottenne un ruolo significativo grazie a Talleyrand.
- Politico opportunista ed esperto.
- Contribuì a negoziare una pace favorevole per la Francia.
- Preservò l'integrità territoriale francese.
Restaurazione
- Punto centrale del Congresso di Vienna.
- Mirava a riportare al potere le dinastie pre-rivoluzionarie e a ripristinare il sistema monarchico.
- Riconoscimento dell'impossibilità di un ritorno al passato a causa dei cambiamenti introdotti dalla Rivoluzione Francese e dal dominio Napoleonico.
- Diffusione di idee di libertà, uguaglianza e nazionalismo.
- Abolizione dei diritti feudali in molti sistemi.
- Percezione dei cittadini come parte di una nazione.
- La riorganizzazione del continente si basò su principi politici e sociali, non solo militari.
- Obiettivo: riequilibrare l'Europa evitando il predominio di una singola potenza e instaurando un sistema di alleanze per mantenere la pace.
- Creazione della Santa Alleanza (Austria, Prussia, Russia).
- Principio dell'equilibrio di potere.
- Dominò la diplomazia europea nel XIX secolo.
- La Restaurazione non potè cancellare la Rivoluzione francese, ma rispose politicamente ristabilendo l'ordine monarchico.
- Ridefinizione delle relazioni tra gli Stati europei.
- Creazione di un sistema di collaborazione tra le grandi potenze.
- Consolidamento del principio d'intervento.
- Diritto e dovere delle potenze di intervenire in conflitti e crisi politiche per mantenere la stabilità.
- Principi fondamentali:
- Equilibrio: nessuna potenza predominava sulle altre.
- Legittimità: ritorno delle dinastie tradizionali al potere.
- Creazione di un sistema di concertazione tra le grandi potenze europee.
- Garantì un periodo di relativa stabilità in Europa, prevenendo conflitti su larga scala per decenni.
- Interessi contrastanti delle potenze:
- Gran Bretagna:
- Evitare il dominio di una singola nazione in Europa.
- Concentrarsi sull'impero coloniale.
- Pace non punitiva per la Francia.
- Austria:
- Rafforzare i domini in Germania, Italia e Balcani.
- Russia e Prussia:
- Espandersi verso occidente.
- Guadagnare nuovi territori a spese della Francia.
- Consenso generale sul principio di legittimità: diritto al trono delle dinastie pre-Rivoluzione francese.
Santa Alleanza
- Nata dopo la Restaurazione e la ridefinizione della mappa europea.
- Accordo di alleanze militari per prevenire nuove rivoluzioni e guerre.
- Firmato nel settembre 1815 da Austria, Prussia e Russia.
- Promosso dallo zar Alessandro I.
- Fondato su principi cristiani: univa un sovrano cattolico, uno protestante e uno ortodosso.
- Lotta contro il liberalismo e le idee rivoluzionarie.
- Successivamente, aderirono anche Svezia, Paesi Bassi, Sardegna e Francia.
- Rifiuto di papa e Gran Bretagna:
- Papa: presenza di sovrani non cattolici.
- Londra: visione mistico-assolutista e diffidenza verso la Francia.
- Talleyrand sfruttò le rivalità tra le potenze vincitrici.
- Riuscì a far prevalere il principio di equilibrio promosso da Gran Bretagna e Austria.
- Garantì alla Francia una posizione di rilievo nel nuovo assetto europeo.
- Conclusione del Congresso (9 giugno 1815), poco prima di Waterloo.
- La Francia, sotto Luigi XVIII, evitò lo smembramento e mantenne il suo status tra le potenze europee.
Nuovo assetto geopolitico dell’Europa
- Il Congresso di Vienna ha ridefinito la mappa geopolitica per garantire equilibrio tra le potenze.
- Confini invariati:
- Gran Bretagna
- Spagna
- Portogallo
- Francia: integralità territoriale mantenuta, ritorno dei Borbone al trono, controllo su Fiandre e Savoia.
- Prussia: espansione nella Germania settentrionale e occidentale.
- Austria:
- Rinuncia alla restaurazione del Sacro Romano Impero.
- Potenza principale dell'Europa centrale.
- Ottenne quasi tutti i territori dell'ex Repubblica di Venezia.
- Influenza consolidata nei Balcani.
- Guidò la Confederazione germanica con la Prussia.
- Russia: rafforzamento con l'espansione a nord (Finlandia) e a sud (territori sottratti all'Impero ottomano).
- Stati cuscinetto istituiti per prevenire nuove minacce francesi:
- Belgio unito al Regno d'Olanda.
- Creazione di una barriera tra Francia e Renania prussiana.
- Obiettivo: garantire un equilibrio di potere tra le nazioni europee e prevenire il predominio di una singola potenza.
- Conseguenza: pace relativa per i decenni successivi.
- Applicazione del principio di legittimità ai regni ed ai principati italiani. Esclusione alle repubbliche, che scomparvero.
- Le Repubbliche di Genova e Venezia, indipendenti per secoli, furono abolite.
- Genova assegnata al Regno di Sardegna.
- Il quale recuperò anche il Piemonte e Torino come capitale.
- Venezia unita alla Lombardia formando il Regno Lombardo-Veneto, sotto il dominio austriaco.
- Rafforzamento dell’influenza Austriaca attraverso legami dinastici.
- Controllo del ducato di Parma e Piacenza (Maria Luisa d'Asburgo-Lorena).
- Controllo del ducato di Modena e Reggio (Francesco IV d'Asburgo-Este).
- Granducato di Toscana tornò a Ferdinando III d'Asburgo-Lorena.
- Ferdinando IV di Borbone riprese il potere a Napoli con il titolo di Ferdinando I, re delle Due Sicilie.
- Lo Stato della Chiesa rimase sotto il controllo diretto del papa.
- Assetto politico che riportò la penisola italiana a una situazione simile a quella pre-rivoluzionaria, ma con un rafforzamento del dominio austriaco su diversi territori.
Nuovo sistema di alleanze
- Novembre dello stesso anno.
- Austria, Prussia, Russia e Gran Bretagna firmarono la Quadruplice Alleanza.
- Obiettivo: mantenere l'equilibrio europeo e contenere la Francia.
- Nel 1818, la Francia fu ammessa, trasformando l'accordo in una Quintuplice Alleanza.
- Indebolimento del sistema di alleanze già nel 1830 con nuove rivoluzioni.
- Tuttavia, il principio della cooperazione tra Stati si radicò nella diplomazia europea.
- Nella seconda metà dell'Ottocento, si tentarono nuovi congressi e accordi per mantenere l'equilibrio.
- Assetto geopolitico stabilito dal Congresso di Vienna resistette, con alcune modifiche, fino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914.
Restaurazione e reazione
- Europa tornò a un assetto conservatore e reazionario, con modalità diverse a seconda dei paesi.
- Austria, Prussia e Russia:
- Ripristino immediato della politica settecentesca.
- Consolidamento del controllo amministrativo e poliziesco.
- Nessuna riforma.
- Paesi che avevano vissuto le trasformazioni rivoluzionarie:
- Ritorno all'ordine monarchico cancellò quasi tutte le conquiste politiche.
- Spagna: Ferdinando VII abrogò la Costituzione di Cadice e avviò una feroce repressione contro i liberali.
- Regno di Sardegna e Due Sicilie: ripristino della monarchia assoluta senza esitazioni.
- Francia e Paesi Bassi: adozione della monarchia parlamentare, ma con forti limitazioni al suffragio.
- Sistema elettorale basato sul censo e sull'età favoriva le classi più abbienti e anziane.
- Esclusione della maggior parte della popolazione dal voto.
- Generò il termine “gerontocrazia”.
- Francia:
- Sotto Napoleone, 3,5 milioni di cittadini avevano diritto di voto.
- Con la Restaurazione borbonica, la Charte octroyée del 1814 ridusse il numero a 100.000.
- La Restaurazione garantì la stabilità monarchica, ma non soffocò le aspirazioni liberali.
- Nuove rivoluzioni dimostrarono che il ritorno al passato non poteva essere definitivo.
- evidenziando le tensioni tra conservatori e riformisti.
Aspetti sociali della Restaurazione
- Durante la Rivoluzione francese, i ceti più poveri speravano in un riscatto sociale.
- Borghesi e contadini benestanti beneficiarono maggiormente dei cambiamenti.
- Acquistando i beni nazionali, ovvero le proprietà confiscate alla nobiltà e alla Chiesa, consolidarono la loro ricchezza e il loro potere.
- Con la Restaurazione, molti privilegi aristocratici e clericali furono ripristinati.
- Si affermò anche il predominio della borghesia più agiata.
- Il desiderio di distinguersi socialmente si manifestò nella moda e nello stile di vita.
- Le classi dominanti iniziarono a vestire in modo raffinato e a esibire lusso e spensieratezza.
- Evidenziando la propria elevazione sociale.
- La Restaurazione non solo ristabilì l’ordine monarchico, ma contribuì a rafforzare le disuguaglianze, favorendo la classe borghese emergente.
- Nel periodo napoleonico, i soldati più umili continuarono a combattere sperando di fare carriera.
- Napoleone offrì loro la possibilità di fare carriera, anche di diventare marescialli dell’Impero.
- L’impero napoleonico portò imposte, coscrizione forzata e guerre devastanti, ma introdusse anche innovazioni significative, come il Codice Civile, il sistema dei prefetti e il sistema metrico decimale.
- Con la sconfitta definitiva di Napoleone, i soldati della Grande Armée divennero semplici veterani.
- Assistettero al ritorno dell’ordine monarchico vivendo nel mondo della Restaurazione come reduci di un’epoca che sembrava ormai perduta.
Il ritardo “virtuoso” dell’area tedesca
- Nonostante la ricchezza di risorse come ferro e carbone, i paesi della Confederazione germanica faticarono ad avviare il processo di industrializzazione a causa della loro frammentazione politica e del ritardo sociale ed economico.
- La Prussia abolì la servitù della gleba solo nel 1807 dimostrando quanto l'area fosse arretrata rispetto ad altre nazioni europee.
- Inoltre, forti squilibri regionali rallentarono lo sviluppo economico.
- Tuttavia, nella seconda metà dell’Ottocento, la Germania riuscì a creare condizioni favorevoli per un'industrializzazione accelerata, soprattutto nei settori della chimica e della siderurgia.
- L’estensione della rete ferroviaria, la creazione di scuole tecniche e scientifiche di alto livello e, soprattutto, l’istituzione dello Zollverein nel 1834—un’unione doganale tra vari Stati tedeschi—favorirono la nascita di un mercato unitario.
- Questo incentivò lo sviluppo commerciale e contribuì al processo di unificazione politica della Germania.
I paesi ai margini dello sviluppo
- Durante il XIX secolo, molti paesi dell'Europa centro-orientale e meridionale rimasero ai margini del processo di industrializzazione.
- Nell'Impero asburgico, nonostante infrastrutture avanzate e un'amministrazione efficiente, l'industrializzazione interessò principalmente alcune regioni dell'Austria e la Boemia.
- Tuttavia, la frammentazione politica e i particolarismi nazionali ostacolarono la crescita economica, come dimostrato dai dazi doganali imposti dall'Ungheria fino al 1850.
- L'Impero russo era ancora più arretrato.
- L’industrializzazione rimase confinata alla regione di San Pietroburgo, mentre l'economia russa continuava a basarsi su un sistema latifondistico nobiliare e sullo sfruttamento della manodopera contadina.
- La debolezza della borghesia impedì lo sviluppo di un settore industriale competitivo.
- In Spagna e Italia, la rivoluzione industriale si affermò con ritardo e solo in alcune regioni.
- In Italia, nei primi decenni dell'Ottocento, si registrò una certa modernizzazione agricola in Piemonte, Lombardia e nel Chianti toscano, insieme a un progresso nel settore tessile.
- Molte aree restarono escluse o videro il declino delle loro manifatture, incapaci di competere con modelli produttivi più avanzati.
- Solo negli ultimi decenni del secolo l’Italia avrebbe avviato un vero e proprio decollo industriale.
Gli Stati Uniti
- La rivoluzione industriale si diffuse anche negli Stati Uniti, favorita da diversi fattori.
- La società americana era più dinamica rispetto a quella europea, meno vincolata da strutture rigide, e beneficiava dell’arrivo di migranti europei.
- L’industrializzazione americana iniziò in parallelo con quella tedesca, ma seguì un percorso differente.
- A causa della scarsità di manodopera, nel Nord-Est si sviluppò una precoce meccanizzazione dell’agricoltura, mentre nel Sud il lavoro agricolo rimase legato all’impiego degli schiavi neri.
- Dopo un’iniziale acquisizione di tecnologie britanniche, gli Stati Uniti svilupparono sistemi produttivi innovativi: nel settore tessile, per esempio, si puntò sull’energia idraulica, abbondante ed economica, riducendo l’uso delle macchine a vapore alimentate a carbone.
- Questo approccio industriale segnò una traiettoria unica rispetto a quella europea.
- La rivoluzione industriale si espanse anche negli Stati Uniti, favorendo la crescita economica grazie ai legami con la Gran Bretagna, alla dinamicità della società americana e all’arrivo di migranti europei in cerca di nuove opportunità.
- Sebbene l’industrializzazione statunitense iniziò in parallelo con quella tedesca, si sviluppò con caratteristiche uniche.
- A causa della scarsità di manodopera, il Nord-Est vide una precoce meccanizzazione dell’agricoltura, mentre nel Sud il lavoro agricolo rimase legato alla schiavitù.
Pensiero Socialista: pubblicazione del manifesto
- Il 21 febbraio 1848, fu pubblicato a Londra il Manifesto del Partito Comunista, scritto da Karl Marx e Friedrich Engels.
- Marx fu costretto a lasciare la Germania e si trasferì prima a Parigi poi in Inghilterra nel 1845 insieme a Engels.
- Attraverso studi approfonditi Marx elaborò una nuova dottrina politica e sociale.
Uguaglianza e rivoluzione
- Il Manifesto del Partito Comunista promuoveva l'uguaglianza sociale.
- Quest'opera rese i suoi autori figure di spicco nel socialismo internazionale.
- Nel Manifesto, Marx analizzava il ruolo rivoluzionario della borghesia.
- Però, nella sua ascesa al potere, la borghesia aveva anche generato il proprio antagonista: il proletariato.
- Il Manifesto delineava quindi il conflitto tra borghesia e proletariato, destinato, secondo Marx, a culminare in una rivoluzione sociale.
- Secondo Marx ed Engels, il capitalismo aveva generato una profonda disuguaglianza sociale, e l'unica soluzione era la presa di coscienza e la coalizione dei proletari di tutto il mondo per superare questa condizione.
- Il proletariato doveva diventare la nuova classe rivoluzionaria, sostituendo la borghesia al potere e trasformando la società in modo realmente egualitario.
- L’obiettivo era eliminare il sistema capitalistico, che creava il conflitto di classe, permettendo così la scomparsa delle disuguaglianze politiche e sociali, e persino delle guerre tra gli Stati.
- Marx ed Engels immaginavano un sistema in cui i mezzi di produzione non fossero più proprietà privata, ma collettiva, gestiti e distribuiti nell’interesse di tutti, garantendo una partecipazione equa alla vita economica e sociale.
Lo studio scientifico del Capitalismo
- Con la pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista, Marx ed Engels introdussero il concetto di socialismo scientifico, basato su un’analisi rigorosa della realtà sociale ed economica, in contrasto con il socialismo utopistico.
- Il Manifesto proponeva un programma rivoluzionario per il proletariato, con l’obiettivo di trasformare la società in tempi relativamente brevi.
- Il fallimento dei moti del 1848 e la successiva battuta d’arresto delle lotte sociali spinsero Marx a rivedere le sue idee e ad approfondire la critica al capitalismo.
- Marx si dedicò a un'analisi più approfondita del sistema economico, senza abbandonare l’impegno politico.
- Riconobbe che il capitalismo favoriva la formazione di grandi concentrazioni industriali, eliminando la concorrenza e i piccoli imprenditori.
- Notò che la società capitalista dava massimo valore alla merce, svalutando le persone, i rapporti umani e il lavoro.
- Questo processo aumentava le disuguaglianze, riducendo la società a due classi opposte: i proprietari dei mezzi di produzione e i lavoratori privi di risorse, creando così le basi per un inevitabile conflitto sociale.
Il Capitale
- Il Capitale, l’opera fondamentale di Karl Marx, fu pubblicata molti anni dopo il Manifesto del Partito Comunista.
- I socialisti europei compresero che Il Capitale metteva in evidenza la natura dello sfruttamento capitalistico e indicava la lotta di classe come mezzo per superarlo.
- Marx sosteneva che l’unione dei proletari avrebbe portato alla creazione di un sistema economico più equo, fondato sulla comunione dei beni anziché sulla proprietà individuale, eliminando le disuguaglianze e i conflitti sociali.
Rivoluzioni del 1848
- Nel 1848, un'ondata rivoluzionaria attraversò l’Europa, alimentata dagli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione.
- Sebbene molte rivolte non raggiungessero pienamente i loro obiettivi, il 1848 segnò la fine dell’era della Restaurazione e un punto di svolta nella storia europea.
- Uno degli aspetti distintivi di questi moti fu la connessione tra temi politici e sociali, con una massiccia partecipazione delle masse popolari urbane.
- La Francia fu il centro delle rivoluzioni: a Parigi, una rivolta popolare portò alla destituzione di Luigi Filippo d’Orléans e alla proclamazione della Seconda Repubblica, inizialmente democratica.
- Diversamente dalla Francia, dove il carattere sociale della rivoluzione era predominante, nell’Impero asburgico, nella Confederazione germanica e in Italia, le rivolte si concentrarono su rappresentanza politica e identità nazionali.
- In Prussia, il re Federico Guglielmo IV rifiutò la corona di un potenziale Stato tedesco unitario, sancendo il fallimento di un progetto di unificazione