Storia
Prima rivoluzione industriale e la sua influenza in Russia durante gli anni '30
La Prima Rivoluzione Industriale rappresenta un cambiamento fondamentale dove le macchine iniziano a sostituire il lavoro umano. L'invenzione della macchina a vapore da parte di Watt a Birmingham e il supporto economico di Boulton furono cruciali in questo contesto. La Gran Bretagna, con un parlamento aperto alle innovazioni e una borghesia investitrice, fu il terreno fertile per questa rivoluzione, passando da un capitale variabile a un capitale fisso. In questo nuovo sistema capitalistico, i capitalisti controllano i mezzi di produzione, mentre i proletari offrono la loro forza lavoro, che diventa una merce da pagare.
Impatti sociali del macchinismo
L'industrializzazione porta con sé un'imponente migrazione dalle campagne verso le città, dove si sviluppano protoindustrie. Questo fenomeno esalta il problema sociale: le città crescono senza poter assorbire il surplus di contadini attratti dalla promessa di salari stabili e migliori condizioni di vita. Nascono grandi sobborghi caratterizzati da condizioni igieniche deplorevoli, aumento del consumo di alcol, droghe e prostituzione. Il governo britannico cerca di contrastare il lavoro minorile con il Factories Act, limitando il lavoro a minori di 9 anni, ma i bambini sono spesso impiegati comunque per le loro dimensioni e capacità.
La lotta dei lavoratori e movimenti sociali
L'epoca è segnata anche dalla crescita del movimento luddita, guidato da Ned Ludd, che distrugge macchine come forma di protesta contro le nuove tecnologie che minacciavano il suo lavoro. L'industria del ferro, che si afferma accanto a nauseabonde acciaierie e un mondo rurale in agonia, segna l'inizio di un inquinamento ambientale su larga scala e di un'epoca di lavoro incessante, documentata da immagini di operai e ciminiere che non smettono mai di emettere fumi tossici nella penombra delle loro abitazioni.
La restaurazione in Europa
La restaurazione, alla quale partecipano le potenze europee dopo la caduta di Napoleone, rappresenta il tentativo di ripristinare l'ordine monarchico pre-rivoluzionario. Nel Congresso di Vienna, il principio di legittimità riporta al potere i sovrani deposti, mentre viene istituito un equilibrio politico mirante a evitare conflitti tra le potenze europee. Questo esito, benché vincente per le monarchie, si dimostra precario in quanto crea frustrazioni sociali che culmineranno in moti e rivoluzioni. In questo clima, l'arte e la cultura assumono un ruolo di protesta contro i regimi oppressivi, mentre i concetti di nazione e patria iniziano a stratificarsi culturalmente e politicamente.
L'arte come strumento di contestazione
Nell'800, l'arte diventa un veicolo di libertà e indipendenza, con movimenti romantici che si oppongono alle monarchie e si schierano con i desideri di libertà e autodeterminazione. Opere come quelle di Delacroix esprimono passioni nazionaliste e umane, innescando sentimenti di rivoluzione. I moti del 1848, espressione di un'unità di classi sociali in lotta per i diritti fondamentali, reunificano il popolo contro il principio di legittimità, manifestando nel contempo la crescente consapevolezza politica e nazionale delle masse.
Il concetto di nazionalismo e diocesano
Con il termine patria, nel 1800, si identifica un amore quasi religioso, simbolo di unità e libertà, mentre nel 1900 si muta in un concetto di nazionalismo legato a identità etnica e territorialità. Contrasti sociali ed economici emergono; le classi sociali si modificheranno a seguito delle lotte in nome della libertà. Le varie correnti politiche iniziano a delinearsi: il liberalismo e il democratico-radicalismo si confrontano portando a scontri e alleanze temporanee, mentre il sentimento popolare cerca di sfondare il monolite dei poteri aristocratici.
Rivoluzioni e movimenti verso l'unificazione italiana
Il Risorgimento italiano procede tra contrasti e fallimenti, con Mazzini e Garibaldi protagonisti, mentre di fronte al potere austriaco si sviluppano tensioni e resistenze. La Prima Guerra di Indipendenza (1848) segna tentativi di unificazione, ma la sconfitta porta a riflessioni sulla necessità di una guida forte e coesa. Cavour emerge come figura centrale, cercando alleanze con la Francia per liberarsi dall'Austria. Le prime insurrezioni italiane sono marcate da un fervore patriottico ma necessitano di un approccio diplomatico per raggiungere l'unità.
Conclusione: la posizione del Risorgimento nella storia europea
Il Risorgimento, nonostante i suoi risultati, viene percepito come incompiuto a causa della mancanza di coinvolgimento delle masse e di pesanti fallimenti nel risolvere la questione sociale. La conflittualità interna alla società italiana si polarizza e si riflette nelle ideologie politiche con il passaggio dall'eroismo romantico a quella che Croce definirà una rivoluzione di evasione e massificazione. Le dinamiche di questo periodo plasmeranno la storia italiana e il suo futuro, rimarcando il desiderio di coniugare emozioni e realtà politica in un contesto sempre più complesso.