Biennio Rosso e Ascesa del Fascismo

Il Primo Dopoguerra in Italia: Crisi e Instabilità

Il periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale in Italia è caratterizzato da una profonda crisi strutturale, economica e sociale che ha preparato il terreno per l'ascesa del fascismo.

Dati demografici e sanitari:

  • L'Italia conta 650.000650.000 morti e 450.000450.000 mutilati a causa della guerra.
  • La pandemia di influenza spagnola colpisce duramente il Paese: provoca 50.000.00050.000.000 di morti in due anni nel mondo, di cui 600.000600.000 nella sola Italia.

Crisi economica e sociale:

  • Agricoltura: Le campagne sono state abbandonate durante il conflitto, portando a un drastico calo delle produzioni agricole.
  • Industria: La necessità di riconversione delle industrie (da belliche a civili) causa il calo della produzione, la chiusura di molti stabilimenti e un conseguente aumento della disoccupazione.
  • Inflazione: Si registra un vertiginoso aumento del costo della vita. Nel 1920, l'inflazione in Italia segna un +70%+70\% rispetto ai livelli del 1910.

Malcontento politico:

  • Si diffonde il mito della "vittoria mutilata", concetto legato alla mancata annessione di alcuni territori promessi, simboleggiato dall'occupazione della città di Fiume da parte di Gabriele D'Annunzio.
  • I governi liberali appaiono deboli e incapaci di gestire le tensioni.
  • Le forze di massa, come i socialisti e i popolari (cattolici), sono forti in termini di consenso ma profondamente rivali tra loro, impedendo una coalizione stabile.

La Scena Politica del 1919 e la Nascita del Movimento Fascista

Il 1919 rappresenta un anno di svolta per l'organizzazione politica italiana, con la nascita di formazioni che domineranno i decenni successivi.

  • Partito Popolare Italiano (PPI): Fondato da Don Luigi Sturzo, è un partito di massa di ispirazione cattolica.
  • Fasci di combattimento: Movimento fondato da Benito Mussolini. Da questo nucleo prendono vita le Squadre d'azione (note come Camicie nere), braccio paramilitare del movimento.
  • Elezioni Politiche del 1919: Si svolgono con il sistema proporzionale. I risultati vedono:
    • PSI (Partito Socialista Italiano): 32%32\%
    • PPI (Partito Popolare Italiano): 20%20\%
    • Liberali: 16%16\%
    • I fascisti non sono ancora presenti come partito autonomo, ma appoggiano i liberali. Il PPI si allea con i liberali per formare un governo, che tuttavia rimane debole.
  • Il Partito Socialista (PSI): Nonostante il successo, è diviso internamente tra la corrente dei massimalisti e quella dei riformisti.
  • Antonio Gramsci: Fonda la rivista "L'Ordine Nuovo", finalizzata alla diffusione degli ideali marxisti e all'analisi della Rivoluzione russa.

Il Biennio Rosso (1919-1920) e lo Sciopero delle Lancette

Il malcontento sociale esplode nel cosiddetto "Biennio Rosso", ispirato dal successo della Rivoluzione russa.

  • Dinamiche della protesta: Si verificano scioperi, mobilitazioni, serrate e occupazioni di fabbriche e terre. I socialisti massimalisti incoraggiano queste forme di lotta.
  • La gestione di Giolitti: Tornato al governo, Giolitti sceglie di non usare la forza contro i lavoratori, sperando che le proteste si esauriscano attraverso concessioni economiche. Sebbene vengano fatti miglioramenti sulle condizioni lavorative, Antonio Gramsci considera il movimento un fallimento politico perché non ha portato alla rivoluzione.
  • Fondazione del PCI: Nel 1921, a seguito delle divisioni interne al socialismo, Gramsci fonda il Partito Comunista d'Italia.

Focus: Lo sciopero delle lancette (Torino, 1920) Un caso emblematico di scontro tra operai e dirigenza avvenne alla Fiat:

  • 13 Marzo 1920: Il governo introduce l'ora legale.
  • 22 Marzo 1920: I commissari di reparto della Fiat chiedono di mantenere l'ora solare e spostano le lancette dell'orologio della fabbrica. La Fiat licenzia tre operai della Commissione interna.
  • Sviluppo: Lo sciopero si estende, diventando una lotta per il riconoscimento delle Commissioni interne di fabbrica.
  • 13-14 Aprile 1920: Proclamato lo sciopero generale regionale che coinvolge quasi 500.000500.000 lavoratori tra operai e contadini.
  • Conclusione (24 Aprile 1920): La FIOM firma un accordo con gli industriali che di fatto sconfessa le Commissioni interne, ponendo fine alla mobilitazione.

Verso il Potere: Le Elezioni del 1921 e il PNF

Le elezioni del 1921 vedono un ulteriore spostamento degli equilibri politici.

  • Risultati elettorali (Sistema proporzionale):
    • PSI + PCI: 26%+5%26\% + 5\%
    • PPI: 20%20\%
    • Blocco Nazionale: Lista di forze conservatrici e liberali che include candidati dei Fasci di combattimento. Ottengono il 19%19\%. I candidati fascisti eletti sono 3535, tra cui Benito Mussolini, che risulta il terzo deputato più votato in Italia.
  • Viene formato un governo appoggiato da liberali, fascisti e popolari.
  • Nascita del PNF: Sulla scia del successo elettorale, Mussolini trasforma il movimento in Partito Nazionale Fascista (PNF).

1922: Il Colpo di Stato e la Marcia su Roma

Il 1922 segna il crollo definitivo dello Stato liberale.

  • Indebolimento del PSI: Giacomo Matteotti fonda il Partito Socialista Unitario (PSU), staccandosi dal PSI e frammentando ulteriormente l'area socialista.
  • Violenza Squadrista: Le Squadre d’azione intensificano le violenze contro circoli operai, sindacati ed esponenti socialisti. Le forze dell’ordine spesso non intervengono o coprono tali azioni.
  • La Marcia su Roma (Ottobre 1922): Mussolini guida una manifestazione nazionale convergendo le camicie nere su Roma. È un esplicito atto di forza.
  • L'incarico a Mussolini: Il re Vittorio Emanuele III, invece di dichiarare lo stato d'assedio e schierare l'esercito, affida a Mussolini l'incarico di formare un nuovo governo. Questo evento è considerato, di fatto, un colpo di stato che dà inizio al periodo fascista.

Repressione e la Strage di Torino (Dicembre 1922)

Con la protezione del governo, la violenza fascista si istituzionalizza.

  • La Strage di Torino (18 Dicembre 1922): A seguito di uno scontro in cui muoiono due fascisti, le Squadre d'azione stilano una lista di 2424 persone da colpire (sindacalisti, operai, socialisti), totalmente estranee ai fatti precedenti.
  • Vengono assaltate le Camere del Lavoro e la redazione de "L'Ordine Nuovo".
  • Bilancio: 1414 morti e 2626 feriti.
  • Memoria: L'area attorno a Porta Susa è stata successivamente intitolata "Piazza XVIII Dicembre".

Dichiarazioni sulla strage:

  • Pietro Bandimarte (responsabile della strage): «I nostri morti non si piangono, si vendicano. (…) Abbiamo scelto 24 nomi (…) perché facessero giustizia. E giustizia è stata fatta. (…) I cadaveri mancanti saranno restituiti dal Po… o si troveranno nei fossi».
  • Benito Mussolini: «Come capo del fascismo mi dolgo che non ne abbiano ammazzato di più; come capo del governo debbo ordinare il rilascio dei comunisti arrestati!» Gli autori della strage rimasero impuniti.

La Trasformazione delle Istituzioni: Il Primo Governo Mussolini

Vengono approvate leggi per limitare il dissenso e rafforzare l'esecutivo:

  • Ambito Politico: Creazione del Gran Consiglio del Fascismo (organo di controllo del governo) e della Milizia volontaria per la Sicurezza nazionale (MVSN), che legalizza lo squadrismo rendendolo una polizia personale di Mussolini.
  • Ambito Lavorativo: Abolizione del diritto di sciopero e soppressione dei sindacati. In cambio, vengono concessi sgravi fiscali agli imprenditori e la riduzione della giornata lavorativa a 88 ore per gli operai.
  • Ambito dell'Informazione: Limitazione della libertà di stampa.
  • Ambito Religioso: Imposizione del crocifisso nelle scuole e nei tribunali per cercare il consenso cattolico.

Le Elezioni del 1924 e il Delitto Matteotti

Nel 1924 si tengono nuove elezioni condizionate dalla nuova legge elettorale maggioritaria e da un clima di intimidazione.

  • Lista Nazionale (Il Listone): Mussolini raggruppa membri del PNF, esponenti liberali e popolari.
  • Clima elettorale: La Milizia opera pestaggi e brogli sistematici. La stampa è censurata.
  • Giacomo Matteotti: Il 3030 maggio 1924, il deputato socialista tiene un discorso alla Camera denunciando dettagliatamente i brogli e le violenze.
    • La "regola del tre": Matteotti descrive come nelle campagne i fascisti controllassero il voto consegnando agli elettori bollettini con combinazioni di nomi/numeri personalizzate per identificare e punire chi non seguiva le direttive.
    • Incetta di certificati: Denuncia il furto di certificati elettorali usati per far votare più volte persone fedeli al regime.
  • L'assassinio: Il 1010 giugno 1924, Matteotti viene rapito e ucciso da sicari fascisti. Il corpo viene ritrovato in agosto. Nonostante l'individuazione degli esecutori (membri del PNF), i processi contro i mandanti vengono bloccati.

Il Discorso del 3 Gennaio 1925

Mussolini chiude la fase di transizione e instaura apertamente la dittatura con un discorso alla Camera:

«Ebbene, io dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea, ed al cospetto di tutto il popolo italiano, che assumo (io solo!) la responsabilità (politica! morale! storica!) di tutto quanto è avvenuto. (…) Se il Fascismo è stato un’associazione a delinquere, a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato».

Con queste parole, Mussolini si assume la piena responsabilità del delitto Matteotti e delle violenze squadriste, sancendo la fine della democrazia parlamentare in Italia.