contrazione immunitaria

Una volta il patogeno è eliminato, la risposta immunitaria non puoi rimanere attiva, altrimenti causerebbe danni ai tessuti e autoimmunità. Per questo motivo va incontro contrazione durante la quale la maggior parte dei linfociti T vengono eliminati e sopravvivono solo i lifociti della memoria.


Questo processo avviene tramite l’apoptosi, una morte cellulare programmata che non induce infiammazione.

L’apoptosi può essere attivata da due vie principali: etrinseca e intrinseca che alla fine entrambi attivano le caspasi esecutrici, soprattutto caspasi 3 che è responsabile della uccisione controllata della cellula.


La via estrinseca dipende dai recettori di morte dopo una stimolazione antigenica prolungata, i linfociti T esprimono sia il recettori FAS sia il suo ligando FASL. Quando FAS si lega a FASL si forma il cosiddetto ‘bacio della morte’ che recluta e attiva la procaspasi 8 attivandola. La caspasi 8 definita la caspasi iniziatrice attiva la caspasi 3 che frammenta il DNA, compatta la cromatina e porta alla formazione dei corpi apoptotici.


La via intrinseca invece si attiva quando avviene meno lo stimolo di sopravvivenza. Quindi, dopo la risoluzione di una infezione diminuiscono le citochine, soprattutto IL-2 e questo altera l'equilibrio tra le proteine della famiglia BCL2, che vengono divisi in tre gruppi: le proptotich, antiapoptotiche e BH3 only.

Le BH3 only inattivano quelle anti-apoptotiche e attivano quelle apoptotiche che sono Bax e Bak, che perforano la membrana del mitocondrio.

Questo determina la fuoriuscita del citocromo C. Il citocromo C si lega a APF1 formando l'apoptosoma che attiva la caspasi 9.

Questa ultima attiva la caspasi 3 e ha il stesso destino come la via estrinseca, quindi la uccisione della cellula.


Alla fine la formazione dei corpi apoptotici e l'esposizione della fosfatidilserina sulla superficie cellulare rappresenta un segnale ‘eat me’ che permette ai macrofagi di fagocitarli senza causare informazione.


Tranne l’apoptosi, il spegnimento della risposta immunitaria è controllato anche dai linfociti T regolatori.

Queste limitano l'attivazione eccessiva dei linfociti T attraverso la produzione di citochine antinfiammatorie come IL-10 e TGF beta.


Poi ci sono anche i reccetori inibitori come CTLA4 e PD1.

CTL A4 espresso soprattutto dai T regolatori, competono con il CD28 per il legame alla molecola CD80/86.

presente sulle APC, CTL4 ha un'affinità maggiore, quindi si lega e impedisce la costimolazione bloccando l'attivazione gia nelle fasi iniziali.


Mentre il PD1 è espresso sui linfociti T attivati e si lega ai ligandi PDL1 e PDL2 sulle APC. Questo legame invia un segnale inibitorio che riduce la proliferazione.

Molti tumori sfruttano questo meccanismo esprimendo PDL1 per inattivare i linfociti T. Ma per questo si possono usare farmaci anti PD1 e anti PDL1.


Una patologia che preoccupapa questo meccanismo è il ALPS,  una malattia in cui i linfociti non vanno incontro apoptosi dopo la risposta immunitaria a causa di un mutazione del sistema FAS/FAS L.

Si ha quindi linfoproliferazione, autoimmunità, aumento degli anticorpi e spenomegalia.