Storia dell'arte

Dopoguerra in Usa e Europa

Dopo la fase iniziale di paura per la guerra, si ha una fase di speranza, in Germania soprattutto, che è uscita distrutta dalla guerra.

penuria di beni di consumo in europa

ricostruzione dopo i bombardamenti (europa)

inizio della stagione del consumismo

ricchezza dei paesi che non avevano subito bombardamenti (usa, svizzera)


USA

Dopo la guerra non perdono tempo a ricostruire come in europa, quindi guadagnano anni di sviluppo in molte aree.

Avviene uno stacco netto tra l’arte degli usa e dell’europa (fino al primo 900, gli usa prendevano spunto dalla grafica europea, mentre ora le tendenze nascono lì, invece che in francia, germania, svizzera…)

La società dei consumi interessa tutta la popolazione mondiale, al contrario di prima in cui un prodotto d’arte interessava solo una parte di essa

  • Prodotto

  • identificazione rapida dei prodotti

  • modernizzazione degli edifici e fabbriche e studi sul marchio

  • studio dell’immagine coordinata (brandizzazione), costruire cose che connotano il prodotto stesso

  • riconoscibilità del packaging

  • nascita delle multinazionali


  • Bauhaus in usa

Al MOMA si apre una mostra sul bauhaus nel 38-39 e ebbe così tanto successo che la Harvard University of Cambridge in Massachusetts inaugurò un ciclo di conferenze che spiega l'estetica della scuola grazie all'arrivo di Gropius. Sempre a Cambridge lavora anche Breuer, un docente dell’età di Dessau. Nel 37 Moholy Nagy si trasferisce a Chicago. 

Bayer: manifesti scientifici, manifesti di propaganda bellica, manifesti post guerra di estetica


  • New Bauhaus e Institute of Design:

A Chicago viene fondato il New Bauhaus da Arts and Industries, che chiuderà nel 39, il cui logo riprende chiaramente il vecchio logo Bauhaus. Nella scuola si formano artisti, architetti, fotografi e industrial design e si introducono studi di tecnologia, proprietà fisiche e strutturali dei materiali e riconoscimento di volumi e spazi. si usano sempre forme semplici e figure geometriche. Nel 40 Moholy Nagy fonda Institute of design


  • Editoria

In tutti gli spazi di congregazione di persone, c'erano riviste di ogni tipo e grazie a queste e possibile studiare gli effetti grafici dell'entrata del modernismo europeo nella cultura statunitense (alcuni esempi sono sempre Vogue, Bazaar,Vanity Fair e Fortune). Inizialmente non erano riconoscibili elementi europei, in quanto c'erano prevalentemente disegni, ma poi si sviluppa un gusto europeo, per cui si inizia ad usare la fotografia come nei manifesti del bauhaus a partire da Piet Zwart. 

  • Bazaar: l’art director è Brodovitch. All’interno, la doppia pagina è estremamente elegante e bilanciata. usano spesso la silhouette del corpo delle modelle viene usata per dare forma al corpo di testo.

  • Vanity Fair: l’art director è Fahmy Agha, equilibrio asimmetrico della pagina 

  • Mademoiselle: riviste di moda, in cui sparisce l’utilizzo della sola immagine, infatti sono presenti anche disegni, 

  • McCall’s: l’art director è Otto Storch che usa il lettering dinamico per dare idea di movimento e l’esasperazione degli ingrandimenti fotografici

  • Inspiration for Printers: rivista per uomini di ispirazione per chi deve fare stampe, 

  • Fortune e Scope: l’art director di Fortune è prima Brennan e poi Burtin che è aiutato da Lustig. Gli ultimi lavoreranno insieme alla rivista Scope, rivista scientifica (in quanto le scienze erano esclusive al genere maschile). All’interno altrettanto semplici, razionalizzazione dello spazio, raffigurazione di attrezzi manuali, immagini che ricordano il mondo scientifico. 


Manifesti di comunicazione globale (elettrificazione delle aree rurali, acqua corrente) che ricordano il costruttivismo, semplificazione del segno, pochi colori


Svizzera

  • neutralità e arricchimento

  • era stata rifugio di intellettuali e artisti

  • si forma una scuola di gd

  • riviste principali: Graphis, Gebrauchsgraphik, Neue Grafik 


  • Manifesti: principalmente della croce rossa di richiesta di fondi che documentano gli orrori della guerra che quindi portano un messaggio realistico, al contrario dei manifesti della propaganda di arruolamento che omettevano il rischiare la vita in guerra. Tratti semplificati, foto in bianco e nero.

  • Scuola Svizzera: grafica costruttiva (ossia l’estetica delle avanguardie degli anni 20 con l’utilizzo di griglie geometriche) e industriale, chiamato anche International Typographic Style o Swiss Style, esponenti del gruppo sono Lohse, Neuburg, Carlo VIvarelli, ecc

  • rivista Neue Grafik: fondata nel 58 e chiude nel 65, internazionale e organo di diffusione della scuola, estremamente chiara ed essenziale. All’interno molto geometrico

  • Lohse: pittore e gd che si forma a Zurigo e lavora con Max Bill, fonda la rivista di architettura Bauen+Wohnen, si alimenta il distacco culturale ed economico tra usa e europa e tra il gusto selettivo europeo e il consumismo globale degli stati uniti (con queste riviste esclusive ad un gruppo di persone ristretto con un gusto e un interesse per la cultura visiva, non si faceva profitto proprio perchè il target era limitato, mentre negli stati uniti si cerca di coinvolgere tutta la popolazione con riviste che unificano hobby più comuni anche a chi non ha una cultura sufficiente per apprezzare un certo tipo di riviste. Per questo motivo l’Europa perde il primato e il potere economico che aveva prima del Bauhaus). Lohse realizza inoltre delle brochure per Wohnbedarf, catena che realizza mobili e luci di design. 

  • Brockmann: Fonda Neue Grafik, manifesti chari, essenziale, eleganti con richiamo intellettuale e non visivo (stimola solo il gusto degli intellettuali, e non è comprensibile a tutti). Usa le diagonali nei suoi manifesti (non funzionale, ma piacevole esteticamente), lettering semplici

  • Carlo Vivarelli: nasce a Zurigo nel 19 e muore nel 86 (il suo stile cambierà spesso in base alle tendenze del momento) e in Italia dirige lo Studio Boggeri per un po, in cui per la prima volta porta la suddivisione dei compiti tra gli artisti dello studio. Fa pubblicità e manifesti in cui usa elementi di ortogonalità, geometrizzazione, angoli retti, pochi colori, essenzialità, che però devono parlare all’intero popolo svizzero.

  • Max Huber: 19-92 nasce in Svizzera, collabora con lo Studio Boggeri (con lui e Vivarelli si crea un ponte tra Italia e Svizzera), disegna il logo della Rinascente nel 51 (semplice e immediato, l minuscola e corsiva e r maiuscola. Il marchio è riconoscibile e riconducibile a lusso e bei prodotti, quindi quando vedo il logo ne penso in modo positivo anche se non capisco il manifesto o la pubblicità, però “ah è della rinascente”), usa le griglie tipiche della scuola svizzera ma spesso infrange le regole dell’ortogonalità. 

Germania

Scuola di Ulm (Hochschule für Gestaltung): nel 50 viene fondata la fondazione Fratelli Scholl da Inge Scholl (figlia di uno dei fratelli), come memorial di due fratelli Hans e Sophie Scholl, uccisi dai nazisti. L’obiettivo della fondazione è creare un istituto per la formazione. Dal 50 la Germania vive una ripresa economica e nel 53 inizia la costruzione dell’edificio della scuola di Ulm, che apre nel 55 e chiude nel 68. Max Bill è autore del progetto architettonico e primo rettore della scuola, il che fa di questa scuola un’altro tentativo di riproporre l’arte del Bauhaus. (non si parla di scuola di ulm senza parlare di design)

  • La scuola venne aperta grazie ai fondi del piano Marshall. Vi sono due sezioni principali, ovvero quella di progettazione di prodotti industriali (dipartimento disegno industriale e edilizia) e quella di progettazione di mezzi di comunicazione visiva e verbale (dipartimento comunicazione visiva e informazione -> gd). Gli studenti la frequentano per un totale di 4 anni, di cui 1 in comune e 3 di specializzazione. I docenti sono fissi e non cambiano ogni poco come nella og Bauhaus (alcuni docenti fissi sono Aicher, Gugelot, Maldonado, Gonda, Zeischegg e Vordemberge-Gildewart). La scuola è però aperta internazionalmente, infatti molti artisti di altri paesi fanno corsi e conferenze. La pianta è molto simile a quella della sede di Dessau del Bauhaus. 

  • Gugelot: designer e progettista di origine indonesiana, studia a Zurigo, insegna ergonomia e tecniche industriali nella scuola e lavora per Braun, azienda di apparecchi elettronici, di cui disegna il logo e molti prodotti. 

  • Maldonado: 1922-2018 nasce in Argentina e lavora in Germania, diventa anima della scuola di Ulm dopo Max Bill, promuove la fondazione del primo corso di disegno industriale al Politecnico di Milano. 

  • Aicher: nasce in Germania, nella scuola è a capo della sezione di comunicazione visiva. Linguaggio funzionale, impatto visivo razionalista e funzionalista, pochi colori, no parte informativa accattivante, rigidità, disegno rigoroso e preciso, inventa il logo di una compagnia aerea tedesca (Lufthansa), fa i manifesti per le Olimpiadi di Monaco del 72?

  • Mavignier: nasce in Brasile e si trasferisce in Germania dove insegna pittura, manifesti per delle mostre che ricordano la scuola elvetica

  • Gonda: ungherese che lavora in argentina nella pubblicità, dopo la chiusura della scuola si trasferisce negli usa, ma continua a lavorare con gli stessi criteri (stessa cosa per gli altri artisti della scuola). Fa pubblicità per Upim e fa un volume di Casabella negli anni 70. 

  • Zeischegg: austriaco, 


Inghilterra

  • Edward McKnight Kauffer:

Nasce negli Usa ma si trasferisce a Londra dove fa in manifesti pubblicitari per la metro, dove venivano appesi altri manifesti a cui lui lavora. Fa un manifesto non di una compagnia aerea ma di una tratta che va dagli Usa a Parigi (inserisce la statua della Nike di Samotracia che si trova infatti al Louvre).

  • Festival of Britain di Londra:

Si inaugura nell’immediato dopoguerra (come gli Usa non poteva permettersi di perdere tempo come gli altri paesi europei e infatti Londra diventa il luogo in cui convergono tutte le scoperte europee in diversi campi), prima era un esposizione nazionale, poi si estende a tutta la Gran Bretagna, la sede si trova a South Bank, sul Tamigi. Si espongono prodotti industriali. Realizzato per celebrare il nuovo inizio dopo gli orrori della guerra. La piantina della mostra è frutto di infographic, per renderla accessibile ai visitatori

  • Henry Henrion:

Lavora per diverse aziende e crea il logo di KLM, una compagnia aerea. A differenza della Germania e della Svizzera, le griglie sono assenti e non si ricerca l’essenzialità tipica del Bauhaus e della scuola Elvetica, gli artisti che lavorano in inghilterra sono infatti molto più in linea con quelli che lavorano negli usa. 

  • Pop Art; Richard Hamilton, Eduardo Paolozzi e Peter Blake

Nel 56 si inaugura la mostra This is Tomorrow, gli stereotipi e i prodotti di diffusione di massa entrano nell’arte. 

Hamilton inventa quindi un nuovo linguaggio, usando collage, grafica pop. Blake realizza la copertina di un album dei Beatles, votata miglior copertina dalla rivista Rolling Stones. 



07/03

Terza via della grafica italiana (1945-66)

  • si sviluppa nel nord italia

  • dopo la fine della guerra si apre il periodo di ricostruzione + piano Marshall

  • dagli anni 50 inizia una ripresa economica

  • molti grafici che avevano lavorato per il fascismo, si erano arruolati nei partigiani

Grafica:

  • milanese style, vigore progettuale e libertà di sperimentazione

  • modernismo atipico, più eclettico e meno modulare, con disegni a mano libera, elementi dinamici

  • committenti principali erano grandi gruppi imprenditoriali, editori, architetti

  • molti grafici si formavano e insegnano alla Scuola del Libro dell’Umanitaria di Milano

  • i principali grafici italiani erano Max Huber, Aldo Novarese, Pintori, Carboni, Steiner, Muratore, Calabresi, 

Steiner: nipote di Matteotti, combatte con i partigiani, collabora con il partito comunista italiano, a fianco di Elio Vittorini lavora al periodico “Il Politecnico”, dal 1950 è Art Director della Rinascente, inventa il logotipo “COOP”

Huber: vedi “Svizzera”, lavora in Italia dal secondo dopoguerra, in italia si uniscono i mondi del bauhaus e della scuola elvetica con il loro razionalismo e le griglie, e quello della grafica americana madre del consumismo, che usa immagini e cerca di coinvolgere l’intera popolazione (ottenendo un qualcosa di semplice ma abbastanza dettagliato da interessare un pubblico più ampio rispetto a quello esclusivo del bauhaus e della scuola elvetica). 

Muratore: inizialmente tipografo, si laurea al Politecnico di Milano, lavora allo Studio Boggero, lavora per riviste specializzate in gd, vince la medaglia d'oro per la grafica alla 10ima triennale di Milano, fu il primo a realizzare manifesti per la televisione, pubblicità di un’antenna per la trasmissione televisiva, ne sottolinea il verticalismo con due colori e una grafica semplice, 

Calabresi: …

Novarese: crea font tipografici come il Magister e il Recta (chiamato anche Helvetica italiano), per cui realizza anche delle brochure promozionali

Grignani: si laurea al Politecnico di Torino, artista che sperimenta la optical art ovvero effetti ottici, distorsioni di elementi vettoriali e fotografici (anticipa la pop art in Italia), studia la Gestalt, lavora per Alfieri & Lacroix, uno stabilimento di arti grafiche milanese

Pintori: lavora per Olivetti (macchina da scrivere) dal 52, riceve premi alla triennale di Milano, considerato uno dei trenta grafici più influenti del 900. 

Carboni: …realizza il logo della rai e lavora per la barilla

Nubioli: vincitore del concorso del 61 per realizzare il manifesto della celebrazione del centenario dell'unità d'italia, realizzerà manifesti elettorali del partito liberale italiano

Testa: pubblicitario, disegnatore, pittore e animatore, dagli anni 50 lavora per i più grandi marchi, realizza i primi spot per la trasmissione Carosello (lega il prodotto alla pubblicità in tv), crea il gruppo Armando Testa


28/03

Pop Art e Grafica anni 60

Pop deriva dalla parola popolare, il movimento viene inaugurato nel 56 a Londra con la mostra “This is Tomorrow” (Hamilton realizza la prima grafica pop “Just what it is that makes today’s homes so different so appealing”), prodotti di diffusione di massa  e stereotipi della generazione

Contesto Storico: guerra fredda

Biennale di Venezia del 64: (vinta da Robert Rauschenberg esponente statunitense del New Dada o poetica dell’oggetto) il padiglione, ovvero una mostra interna alla biennale. degli Usa è curato da Peggy Guggenheim → il potere è visto come un mito

negli Usa si crea un modello anche artistico a partire dai personaggi più esponenti del periodo (Kennedy, Marilyn Monroe,...)


Robert Rauschenberg:

Roy Lichtenstein: artista pop di seconda generazione. realizza fumetti in cui spesso critica la società e diventano estremamente simbolici, fa utilizzo del retinato o bending (da l'idea di essere stampato male??)

Andy Warhol: pittore, grafico, illustratore, produttore cinematografico e regista di origini slovacche, realizza molte serie e multipli per comunicare il fatto che siamo bombardati da queste immagini di icone e simboli (opere formato da più opere), fonda la Factory a NY (62-68). il primo a produrre icone pop

manifesti a favore delle rivolte (1968, soprattutto in Francia (maggio francese) in cui i giovani e gli operai delle fabbriche si ribellano contro il sistema e per rivendicare i loro diritti), contro la guerra e l’uso del nucleare, a favore della pace

Milton Glaser: copertine dei dischi di Bob Dylan (Greatest Hits) -> influenza stampe giapponesi (campiture di colore uniforme con contorni neri), scritta a in rosso (popolo, comunismo), silhouette di bob dylan (si capisce che è lui perché popolare), font che ha delle lettere che ricordano la lotta degli operai nelle fabbriche (lettera N, ricorda una fabbrica come nei manifesti delle rivolte operaie) e della lotta del femminismo (lettera A, ricorda il simbolo dell’organo genitale femminile).

riviste come Avant Garde con grafiche semplici e immagini a volte psichedeliche che simboleggiano i viaggi che si fanno grazie alla droga; e Twen rivista tedesca che tratta degli stessi temi, ma per un pubblico diverso perché ci troviamo in Europa e i messaggi non sono aggressivi come quelli delle riviste americane

anche il grafico che ha progettato il logo dei rolling stones (John Pasche), lo crea con l’idea di “fare la linguaccia ai poteri forti”

festival di woodstock -> manifesti psichedelici


Grafica Psichedelica

riproduce gli effetti delle droghe (colori virati e fluorescenti, allucinazioni, figure distorte, disegni e grafica con fiori, disegni che riproducono vortici)

  • Wes Wilson: difficoltà di lettura, riferimento Art Nouveau, non c’è la volontà di far capire di cosa si parla nel manifesto (tanto ne parlano tutti e ci vanno tutti, quindi basta seguire la massa per arrivare a questi raduni/festival/concerti) perché il solo intento è quello di ricreare gli effetti delle droghe sintetiche


11/04

Grafica del Boom Economico

Anni del boom economico

Motorizzazione

Mito americano

Moda - cinema - televisione

Aumento dei consumi e dell’edilizia, consumismo e critica al consumismo

Bruno Munari: Artista, designer, graphic designer, scrittore e psico-pedagogo. Attivo già dagli anni cinquanta, modello per i grafici degli anni sessanta. Negli anni trenta realizza “macchine inutili”. Utilizza ironia, spiazzamento, pulizia grafica. Entra nel MAC (movimento arte concreta) nel 1948 (contrario dell’astrattismo anni ’10). Crea giochi e percorsi sensoriali per bambini della scuola dell’infanzia inventando il cosiddetto “metodo munari” (fare per capire/dire come e non cosa fare). Inventa i libri pop-up. La storia di Campari continuerà quindi lascio lo spazio per i nuovi loghi che arriveranno e che potranno completare il percorso, per questo lascia lo spazio rosso in basso.

Giancarlo Iliprandi: Diplomatico all’accademia di Brera, graphic designer. Nel 1996 fonda l’art Directors club a Milano, lavora per agio, rinascente, Pirelli, Olivetti ecc, lui cavalca l’onda del mito americano, mettendo nei manifesti delle parti che ricordano l’utilizzo di una grafica americana. Iliprandi è un fanatico della società dei consumi statunitensi.

Ettore Sottsass Jr: Architetto, fotografo e designer, contro il razionalismo, verso il radical design, autore di manifesti per olivetti, vincitore compasso d’oro.

Eugenio Carmi: Pittore e graphic designer, lavora per Italsider, Inventa una serie di cartelli antinfortunistici per l’azienda Si occupa della rivista aziendale, esponente in pittura dell’astrattismo


Immagine Coordinata

  • Progettazione grafica a più livelli con un unico committente

  • Il grafico progetta un sistema che dura nel tempo

  • Coerenza dei vari prodotti pubblicitari

  • Unimark international, fondata a Chicago, è una multinazionale della grafica con uffici a Milano (a capo di unimark International a Milano c’è l’olandese Bob Noorda)

Bob Noorda: Olandese di nascita, naturalizzato italiano, si forma su ideali razionalisti Bauhaus, fonda l’agenzia unimark International con il collega Massimo Vignelli, progetta la segnaletica della metro di Milano (insieme allo studio Albini-Helg), di quella New York (con Vigneti), i packaging per i prodotti della Philips, il marchio Agip e le immagini coordinate

Ag Fronzoni: Grafico, designer, architetto, allievo di Van der Rolhe “less is more”, insegna all’umanitaria di milano, usa prevalentemente il bianco e il nero

Pino Tovaglia: realizza loghi per la Rai, lavora per Finmeccanica (per cui realizza una pubblicità usando forme geometriche semplici un po come nel bauhaus, perché non muore maiiii) e Nebiolo, realizza il simbolo della regione Lombardia con Noorda, si occupa del restyling della Alfa Romeo (rifà il logo), manifesti per Pirelli e Brandy Stock (i manifesti erano ovunque e ripetuti molte volte per catturare l’attenzione per le strade), usa prevalentemente bianco e nero (semplificazione del colore estrema)


I Favolosi Anni 70

  • anni di consolidamento del boom economico

  • inizia la crisi in medio oriente (guerra del Kippur, Egitto e Siria vs Israele/USA vs Russia a causa dei giacimenti di petrolio) -> inizia la crisi dei consumi

  • elezione Papa Giovanni Paolo II -> “disgelo” della guerra fredda 

  • crisi del manifesto pubblicitario (con l’avvento dei dispositivi elettronici molti marchi si pubblicizzano attraverso di essi, bombardando gli utenti di tutto il mondo in modo molto più semplice e veloce -> il manifesto perde importanza e valore)

  • invenzione del primo computer e del primo videogioco elettronico (PET)

  • viene effettuata la prima telefonata da un cellulare della Motorola

  • Hollywood inventa lo star system e i kolossal (Star Wars, Rocky ecc)

  • si diffonde la moda della minigonna

  • nascita delle televisione a colori e delle radio libere 

  • assassinio di Aldo Moro, anni di piombo, stagione delle stragi

  • invenzione del walkman

  • termina la trasmissione Carosello


Milton Glaser: grafico e insegnante statunitense, si forma a New York e visita l’Italia, fonda i Push Pin Studios, un gruppo di Grafici nel 56, premiato da Obama nel 2009, lavora in Italia per Olivetti e Sammontana, realizza il marchio per pubblicizzare il turismo nella città di New York (I <3 NY, linguaggio universale attraverso l’icona del cuore, font stondato e impreciso che da idea di essere scritto a mano, manifesta un sentimento scaturito dalla città senza mostrare nessun punto di interesse turistico-artistico della città stessa)

Push Pin Studio: fondato nel 54 e si scioglie nel 74, consorzio di grafici e illustratori, arriva a comprendere una ventina di associati


16/05

Giappone

Negli anni 60/70 il Giappone produce grafiche che uniscono tradizione e innovazione; nei grandi magazzini Takashimaya di Tokyo si svolge la mostra “Graphic ‘55” nel 1955; negli anni 60 nasce il Japan Advertising Artists Club e il Nippon Design Center (sono luoghi simili alla scuola del Bauhaus dove si studia per diventare grafici); le grafiche prodotte saranno spesso un unione della cultura nipponica e della cultura del gd europea; i grafici principali degli anni 70 sono Tanaka Ikko, Nagai Kazumasa, Fukuda Shigeo, Yokoo Tadanori

  • linee nette e contorni, campiture omogenee, figure geometriche, ripetizione del segno (... scuola elvetica?), semplificazione del segno

Italia anni 70

A metà tra la grafica americana e quella europea del dopoguerra. non si riesce ad uscire dalla tradizione europea del rigore e non si riesce a raggiungere la comunicazione di massa e la cultura pop degli stati uniti. spesso sono rigidi freddi e razionali e falliscono in un intento di attirare pubblico e di risultare accattivanti. in più non esiste una vera e propria cultura della grafica italiana, perché gli artisti si differenziano nello spettro delle differenze tra la grafica europea e quella americana

Massimo Vignelli: semplificazione visiva, pochi font, pochi colori (soprattutto bianco, nero e rosso), approccio razionalista, lavora con Bob Noorda alla realizzazione dell’identità visiva della metro di NY

Heinz Waibl: sintesi tra libertà grafica e griglie, membro dell Unimark negli usa, 

Armando Milani: razionalismo, vicino al vigore di Vignelli, allievo di Albe Steiner, usa molto immagini in bianco e nero

Salvatore Gregorietti: partenza razionalista ma poi approda ad un approccio più dinamico (pop art-> temi sociali, colori sgargianti, semplificazione delle immagini), grafica diversificata, stile unimark al quale è associato dal 65 

Emilio Fioravanti: usa immagini fotografiche nei manifesti, 

Mimmo Castellano: nuove tecnologie

Pierluigi Cerri:

Bruno Monguzzi:

Ettore Vitale e Michele Spera: manifesti politici (PRI e PSI), riferimenti all'arte antica e moderna, sperimentazione grafica

Italo Lupi: più pop

Massimo Dolcini: disegni a mano libera

Franco Balan: forte componente pittorica, tradizione della Valle d’Aosta


23/05

Identità visiva anni 80

fatti importanti

  • attentato a John Lennon e papa Wojtyla (giovanni paolo II)

  • caduta dello Space Shuttle

  • inizio del perestrojka ()

  • caduta del muro di Berlino (fine della guerra fredda e inizio del disgelo politico)

  • Maradona e la mano di Dio

  • esplosione della centrale nucleare di Chernobyl

  • creazione del www (world wide web)

  • vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio

  • il giornale Time elegge il personal computer “personaggio dell’anno”

  • Bill Gates e Steve Jobs avviano Microsoft e Apple

eventi importanti nella nostra disciplina

  • Identità della grafica olandese: tradizione legata a De Stijl; seguaci della scuola di Piet Zwart; sperimentatori come Wim Crouwel, Gert Dumbar (realizza logo ferrovie olandesi->rigore, rigidità, e altre cose VEDI PP), Jan Van Toorn (in un manifesto cita “la morte di Marat” di David->postmodernismo si basa sulle citazioni), Walter Nikkels (Type Design->solo lettere e parole, sfondo bianco, pochi elementi), Karel Martens ("Restauratie Kart"-> molti elementi razionalismo e bauhaus nonostante sia stato realizzato alla fine degli anni 90) e altri

  • Scuola Californiana: nel dopoguerra la California diventa luogo di sperimentazione artistica, Pop Art nel Black Mountain College, grafica iconica che prende spunto dalla pop art, città di sviluppo San Francisco e Los Angeles, accenni e strutture geometriche, forte carica comunicativa, primi lavori ed esperimenti con la grafica computerizzata, artisti principali sono Saul Bass (si forma nella costa est a NY e si trasferisce nella costa ovest nel dopoguerra, lavora con marchi prestigiosi, realizza manifesti cinematografici per i film di Martin Scorsese, stile cartoon/fumetto; Manifesto per “The shining”->giallo perché da idea di pericolo, del malato/malsano, l’immagine evoca la scena più famosa del film), Gary Baseman (origini ebraiche, lavora per marchi come Nike, Levi’s e Mercedes, …) e April Greiman (formata negli USA e in Svizzera, diventa la direttrice del California Institute of Art, usa mixed media, usa il digitale per creare i suoi layout, estetica destrutturata, senza senso, le sue opere spesso non hanno ne capo ne coda e gli elementi non hanno nessun legame e senso di esistere se non per scopo visivo. si era capito che l'attenzione del pubblico non doveva essere concentrata su un solo elemento e il suo motivo di esistere, quindi si inseriscono più oggetti). 

  • Studi associati inglesi di gd: si formano gruppi di lavoro che permettono di gestire più progetti contemporaneamente e di assecondare più tipi di richieste, lavorano a progetti di immagini coordinate e rebranding, studi più importanti:

    •  Pentagram Design: fondato a Londra poi si sposta a San Francisco; 17 partner e molti collaboratori; composizione chiara ed efficace; sviluppo orizzontale del lavoro->logo che ricorda una casa (no gerarchie, tutti svolgono il loro lavoro in modo “democratico”); Hillman realizza il logo del giornale The Guardian

    • Minale Tattersfield and Partners: fondata a Londra nel 64 da Marcello Minale e Brian Tattersfield; attività multidisciplinare; product design e design ambientale; ancora oggi attiva; logo “scarabocchio” (rappresenta il processo creativo); logo Valentino, Bond University e packaging Beefeater(?)->parte dritta che viene associata ad una parte curva; logo Royal Armouries Museum (stilizzazione di un opera che si trova all’interno del museo->elmo da battaglia, che poi è stato riprodotto in modo da essere usato come totem fuori dal museo); logo IP Italiana Petroli (simala la velocità->riprende il futurismo, ripetizione di forme geometriche, colori complementari);

    • Why not Associated

    • XMPR Creative Consultancy: 2 loghi ferrovie dello stato tra gli anni 80 e 90 (fu lo stato a contattare questo studio grafico per la realizzazione del logo)

Si predilige la fama del marchio dello studio, piuttosto che il nome e l’identità del grafico.

  • Identità visiva come sistema: logo Apple, Microsoft e Olivetti

  • Pittogrammi e nuove icone: a inizio anni 80 vengono create delle icone per aiutare l’interfaccia dei personal computer (non doveva crearsi una differenza tra persone che si intendevano di tecnologia e chi no, quindi dovevano essere semplice da capire e associate a un comando preciso), in bianco e nero, lettura semplice e immediata, linguaggio universale, diffusione in larga scala. Sono un ibrido tra pittogrammi (semplici, serve a collegare un contenuta a ciò di cui si sta parlando, stilizzati ed essenziali) e icone (pop art, ora difatti si chiamano proprio così)

Postmodernismo

  • corrente filosofica artistica introdotta nel 79 dal filosofo francese Lyotard “La condizione postmoderna”

  • tendenza a pensare in termini di novità (ciò che è nuovo e migliore)

  • oltre la concezione della storia che crea un grande racconto, oltre illuminismo, marxismo, idealismo

  • atteggiamento positivo nei confronti del progresso tecnologico

  • uso di leggerezza, ironia, e libertà espressiva

Arte postmoderna: 

  • nasce come opposizione all espressionismo astratto -> concreta

  • coinvolge arte visiva, videoarte, cinema, poesia e letteratura

  • estetica della citazione e del riuso

  • equiparazione tra cultura alta e cultura di massa

  • affermazione di artisti di culture e gruppi etnici di minoranza in USA

Cinema Postmoderno: Star Wars-> uso della CGI, del motion control, degli effetti speciali, ambientazioni in contesti e mondi fantastici


03/06 Recupero 1

studi associati e identità visiva Olivetti: capisce l'importanza della pubblicità uno dei pochi marchi, i capi capiscono che i loro prodotti hanno varie destinazioni di pubblico e non hanno un target fisso quindi cercano di attualizzare il marchio e di creare un’immagine coordinata ossia dare coordinazioni al marchio per renderlo più leggibile quindi far si che diventi riconoscibile associandolo al prodotto di cui si parla, e far capire cosa  il marchio produce. 



03/06 Recupero 2

Rivoluzione digitale e anni 2000

  • Sperimentazione grafica delle riviste: soprattutto negli usa; valore simbolico, iconografico e narrativo; manipolazione digitale dell’immagine; collage (uso dei computer->scuola californiana); si tende a diminuire il testo all’interno e si aumenta il numero e l’importanza delle immagini; riviste come The Face (rivista che parla di gossip e personaggi famosi dopo 30 anni utilizza lo stesso tipo di grafica, immagini di copertina di personaggi famosi che fanno subito capire che tipo di rivista è), Ray Gun (rivista grunge, sperimentale, sviluppo non immediato infatti il testo non sparisce a favore delle immagini, chi compra questa rivista vuole leggere contenuti più alti, cultura underground, cambia il font in base allo stile musicale e non solo di chi è rappresentato in copertina); Beach Culture (sempre cultura underground, devi andare a cercare il contenuto della rivista perché dalla copertina e basta non è immediato come in altre riviste più pop); Colors (a meta tra di nicchia e pop, colori pop e uso pop delle immagini che fanno da protagoniste della copertina che danno subito idea di cosa si parla, ma tratta temi di denuncia sociale); Blah, Blah, Blah (pose non ammiccanti come in the face); Emigre (grafiche diverse per trattare temi diversi, pochi colori e molto accesi e fosforescenti, prevalenza di testo); Arena (rivista pop ma si può capire che tipo di articoli tratta leggendo la copertina e non c’è solo un’immagine come in the face)

  • Tipografia rivisitata: avvento della tecnologia e dei personal computer, uso dei software per la grafica, caratteri tipografici che si fanno digitali, grafica con forti contenuti iconici e presenza di linguaggio tipografico digitale

  • Type Design e nuovi caratteri: l’avvento dei pc ha un forte impatto sul type design; la macchina sostituisce la scrittura amano, la tipografia e la macchina da scrivere; commercializzazione dei caratteri monotype per apple e mac; nuovi criteri da tenere conto (leggibilità e visibilità sullo schermo); Susan Kare inventa nell’85 il carattere Chikarego2 per il Mac; font per videogiochi come pacman e supermario (sono in linea con la grafica del gioco stesso)

  • Web Design e Internet: …



Ultimi anni della grafica

  • web che influenza la grafica

  • dallo scheumorfismo al flat design: Scheumorfismo: capacità di un oggetto grafico di richiamare le caratteristiche estetiche di un oggetto reale (es. icona delle mail di microsoft-> busta della lettera); Flat design: stessa cosa ma bidimensionale

  • comunicazione social e grafica video

  • libreria google web font e accessibilità degli elementi grafici

  • incremento dell user experience design (insieme degli elementi con cui un utente interagisce quando usa un prodotto: aspetto, uso, colori, suoni, tatto, emozioni)