Note di studio – Politiche di marketing e valori d’impresa (pagina per pagina)
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- Definizione di marketing
- Insieme di conoscenze, competenze, attività e strumenti impiegati dall’impresa per creare valore per stakeholder e società tramite comprensione, gestione e controllo delle relazioni con il mercato.
- L’impresa deve gestire la soddisfazione dei clienti come punto di riferimento chiave per il successo.
- Orientamento e interdisciplinarità
- Il marketing è un orientamento complessivo e una disciplina aziendale con connotazioni interdisciplinari.
- Azioni di marketing si distinguono in due componenti:
a) di carattere conoscitivo: analisi dell’ambiente e del mercato;
b) di carattere strategico-operativo: decisioni e metodi per raggiungere gli obiettivi.
- Marketing come scelte a due livelli
- Marketing strategico: decisioni con impatto sul lungo periodo, decisive per successo o fallimento dell’impresa.
- Marketing operativo: attuazione delle decisioni strategiche mediante strumenti e tecniche.
- Il mercato come riferimento
- Il mercato è un insieme di attori con cui l’impresa instaura relazioni. Nei mercati molto competitivi, le relazioni con i clienti hanno peso maggiore.
- Il posizionamento distintivo e l’eccellenza esecutiva nelle relazioni quotidiane con il mercato sono chiavi per la redditività.
- Obiettivo del marketing: generazione di valore per clienti, impresa e stakeholder. Richiede metodo e rigore in tutte le attività: equilibrio, correttezza e attenzione al mercato.
- Presupposti del marketing
- Domanda origina dai consumatori e clienti.
- Esistenza di concorrenza.
- Presenza di condizioni di cambiamento continuo.
- Emergono finestre strategiche attribuibili a tre fattori: i consumatori, la tecnologia (prodotto e successo), e l’evoluzione del sistema distributivo (vicinanza domanda-offerta e trasferimento di valore).
- Orientamenti nelle decisioni aziendali e creazione di valore
- L’orientamento al marketing contribuisce a tre obiettivi specifici: (1) continua soddisfazione del cliente, (2) vantaggio competitivo duraturo e difendibile, (3) redditività di lungo periodo.
- Prezzi elevati a costi bassi, volumi crescenti e redditività: la soddisfazione del cliente favorisce innovazione e differenziazione continua, con diffusione del passaparola e fiducia estesa a nuovi territori e mercati.
- Quattro orientamenti di gestione di mercato
1) Orientamento alla produzione: mercati stabili, concorrenza bassa, focus su efficienza e riduzione dei costi.
2) Orientamento al prodotto: enfasi su caratteristiche e qualità del prodotto; miglioramento continuo.
3) Orientamento alla vendita: mercati ad alto volume, economie di scala, enfasi su vendite elevate.
4) Orientamento al mercato: concorrenza dinamica e domanda sofisticata; adattamento continuo e personalizzazione fino al limite della personalizzazione. - Generazione del valore e fonti del valore
- Il valore nasce dall’individuazione delle fonti di valore e dall’attrazione di risorse esterne (fornitori, partner).
- Tre macro-processi critici: innovazione, differenziazione e comunicazione.
- Il valore si genera in diversi momenti e occasioni; il cliente è attore attivo nella co-creazione del valore (value-in-use vs value-in-exchange).
- Nuova frontiera: value-in-use e co-generezione
- La centralità del cliente si sposta verso la co-produzione del valore con il produttore; l’output è la co-creazione tra impresa e clienti.
- Scott e i divari fondamentali
- Tre divari nella società contemporanea: uso delle risorse naturali, soddisfazione dei bisogni individuali vs collettivi, e divario tra ricchi e poveri.
- Contributi del marketing alla sostenibilità (4 aree)
1) Sistema integrato di offerta: qualità sostenibile, prezzo trasparente e interazioni negoziali bilanciate.
2) Presidio del valore creato: mantenimento del valore nel processo generativo e ridistribuzione etica tra stakeholder.
3) Educazione alla sostenibilità: marketing come educatore verso mercato e dipendenti.
4) Gestione integrata delle relazioni con gli stakeholder: attenzione agli stimoli di mercato, fornendo informazioni chiare.
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- Processo di creazione del valore e fonti esterne
- Fonti esterne di valore: molteplici, anche lontane; è necessario individuare partner potenziali e definire azioni per instaurare relazioni proficue.
- Tre macro-processi critici per generare valore continuo per il cliente: innovazione, differenziazione, comunicazione.
- Acquisizione del valore per iniziare processi di innovazione: creazione ex novо di soluzioni per clienti o differenziazione incrementale.
- Progettazione: verifiche di fattibilità tecnica, interesse di mercato ed impatto economico.
- Trasferimento del valore al mercato
- Il valore può essere trasferito fisicamente (logistica, distribuzione) e attraverso la comunicazione.
- Il ruolo attivo del cliente è una frontiera attuale: la clientela è soggetto attivo nella definizione del valore (value-in-use).
- Nuova prospettiva customer-centric: il valore esiste solo se percepito dal cliente.
- La co-creazione implica l’interazione tra cliente e produttore per generare valore, non solo distribuirlo.
- Divari (Scott) e sostenibilità nelle 4 aree principali
- Sistema integrato di offerta, presidio del valore, educazione alla sostenibilità, gestione integrata delle relazioni con gli stakeholder.
- Applicazioni al mondo d’impresa
- Il marketing può contribuire alla sostenibilità attraverso la gestione delle risorse, delle relazioni e della catena del valore, con attenzione alle dinamiche di domanda e offerta e ai principi etici.
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- Fonti esterne di valore e gestione delle relazioni
- Le fonti esterne possono essere distanti: opportunità di collaborazione, cooperazione e co-creazione di valore con partner esterni.
- Tre macro-processi critici per generare valore per il cliente: innovazione, differenziazione e comunicazione.
- Il valore continua a generarsi nel tempo anche in relazione alle risorse disponibili e alla loro mobilitazione dall’esterno.
- Centralità del cliente e value-in-use
- Cliente come soggetto attivo nella generazione di valore: la co-creazione richiede l’interazione tra ruoli di cliente e produttore.
- Nuove prospettive di sostenibilità: l’accountability degli stakeholder e l’etica diventano centrali per la gestione aziendale.
- Analisi del macro e microambiente
- Macroambiente: include economico, politico-istituzionale, demografico, socioculturale, tecnologico, fisico; è soggetto a minacce e opportunità.
- Microambiente: include azienda, fornitori, intermediari, concorrenti, clienti; analisi di forze e debolezze.
- SWOT analysis e scenario analysis
- SWOT: analisi delle opportunità/minacce e forze/debolezze; usa una matrice per guidare decisioni di mercato e posizionamento.
- Scenario analysis: scelta tra scenari futuri basati su forze trainanti e incertezza; costruzione di uno o più scenari.
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- Processo di marketing: due fasi principali
1) Fase analitica e conoscitiva: raccolta di informazioni sull’ambiente e sulle competenze distintive.
2) Fase decisionale: dimensione strategica (targeting e posizionamento) e operativo (marketing mix). - Il posizionamento e le scelte di marketing mix
- Definizione di posizionamento dopo l’individuazione dei segmenti e delle caratteristiche dell’offerta.
- Il marketing mix include politiche di prezzo, prodotto, comunicazione e distribuzione e va allineato al target di mercato.
- Due meccanismi chiave nel processo di marketing
1) Sistema informativo: fornisce misure sull’ambiente e sulle variabili di marketing.
2) Sistema di valutazione, reporting e controllo: permette la misurazione dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi e la governance delle performance. - Analisi dell’ambiente e valutazione delle decisioni
- Ambiente esterno: riduzione di incertezza e complessità; macroambiente (minacce/opportunità) e microambiente (forze e debolezze dell’impresa).
- SWOT e scenario supportano la transizione dalla fase analitica a quella decisionale.
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- Strumenti e dinamiche per l’avvicinamento alla fase decisionale
- SWOT e Scenario: definizioni, utilizzo e costruzione di matrici per supportare le decisioni.
- Analisi delle forze e degli attori: macro e microambiente, strumenti di supporto, basi per decisione.
- Analisi delle risorse interne
- Risorse intangibili (conoscenze tecnologiche, reputazione, fiducia, relazioni, cultura), risorse tangibili (risorse finanziarie e fisiche) e risorse umane.
- Le risorse devono trasformarsi in competenze tramite le routine organizzative: core competences per vantaggio competitivo duraturo.
- Modelli organizzativi per l’analisi/conoscenza
- Modelli: saltuari, regolari, continui; osservazione indiretta quando l’ambiente è complesso o instabile.
- SWOT e scenario come strumenti per guidare l’orientamento strategico.
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- Analisi ambientale: macro- e micro-ambiente approfonditi
- Macroambiente: ambienti economico, politico-istituzionale, demografico, socioculturale, tecnologico, fisico; minacce e opportunità.
- Microambiente: imprese, fornitori, intermediari, concorrenti, clienti; analisi di forze e debolezze.
- Per l’analisi della domanda: elementi quantitativi e comportamenti/motivazioni.
- SWOT e la matrice per individuare opportunità/ minacce, punti di forza e debolezza.
- Analisi interna: risorse (intangibili, tangibili, umane) e core competences.
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- Modelli di analisi interna ed esterna
- Tre tipologie di modelli organizzativi per fase analitico-conoscitiva: modelli saltuari, regolari, continui.
- La gestione dell’ambiente come modello di rappresentazione futura in mercati instabili ma influenzabili dall’impresa.
- Forze e attori e la scelta tra osservazione, esplorazione ed esplorazione profonda
- Strumenti per avvicinarsi all’analisi decisionale: SWOT e scenario, e strumenti per monitoraggio continuo dell’ambiente.
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- Analisi SWOT e scenario: consolidamento delle informazioni
- SWOT come procedura logica per sistematizzare le informazioni raccolte, dai stimoli esterni e interni.
- Scenario: identificazione di forze trainanti, probabilità, incertezze, creazione di scenari; permette di immaginare come potrebbe configurarsi il contesto futuro.
- Decisioni strategiche e operative in marketing
- Distinzione tra decisioni strategiche (prodotto-mercato) e operative (variabili del marketing mix).
- Il marketing mix è composto da prezzo, prodotto, comunicazione e distribuzione; l’innovazione e la transazione di valore richiedono coordinamento con processi di generazione del valore e trasferimento al mercato.
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- Processi complementari al marketing
- Processi di generazione del valore per il cliente: analisi, progettazione, costruzione e trasferimento di soluzioni per risolvere problemi del cliente.
- Processi innovativi: due sorgenti principali di innovazione: tecnologia e mercato; l’innovazione è la messa in opera della conoscenza per creare nuovo valore.
- Processi di trasferimento del valore e adattamento al cliente: l’impatto di tensioni con la relazione di mercato può incidere sui costi e sull’effort di trasferimento del valore. Customer involvement è una frontiera cruciale.
- Customer-centric e valore in uso
- Il valore non è solo creato dall’impresa, ma è frutto di co-creazione nel rapporto con i clienti.
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- Il sistema informativo di marketing
- I principi fondamentali: correttezza, efficacia ed efficienza.
- Fasi: valutazione fabbisogno informativo, raccolta/archiviazione dati, elaborazione, distribuzione delle informazioni.
- Business intelligence: trasformare i dati in informazioni utili e conoscenza per i decision maker.
- Struttura del sistema informativo di marketing
- Sottosistemi: rilevazioni interne, marketing intelligence, sistemi a supporto delle decisioni, ricerche di marketing.
- Ricerca di marketing (AMA)
- Definizione: raccolta, registrazione e analisi sistematica dei dati di marketing.
- Tipologie: ad hoc, multiclient (incluso omnibus).
- Fasi: definizione del problema, definizione del modello, definizione del metodo, rilevazione dati, elaborazione risultati, stesura del rapporto, presentazione dei risultati.
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- Metodi di ricerca qualitativa e quantitativa
- Qualitativa: approfondimento di processi e fenomeni; metodi principali: intervista in profondità (colloquio diretto, intervista proiettiva, intervista semi-strutturata), focus group, osservazione, etnografico.
- Quantitativa: contatto tramite questionari strutturati (intervista personale, telefonica, postale, via web); uso di domande chiuse/aperture; gestione dati in formato elettronico.
- Campionamento
- Campionamento non probabilistico: quote, ragionato, convenienza.
- Campionamento probabilistico: casuale semplice, stratificato, a grappolo, a stadi.
- Data sources: primari vs secondari
- Dati primari: raccolti ad hoc per ridurre l’incertezza informativa.
- Dati secondari: già prodotti; costo ridotto; utili per definire ipotesi e requisiti.
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- Processo di marketing e ruoli delle fasi
- Le ricerche di mercato hanno fasi dettagliate: definizione del problema, modello, metodo, rilevazione dati, elaborazione risultati, report e presentazione.
- I metodi qualitativi rimandano a conoscenze profonde (interviste/semi-strutturate, focus group, osservazione, etnografia); i quantitativi puntano a misure puntuali e generalizzazioni a popolazioni più ampie.
- Aspetti pratici della progettazione della ricerca
- Assetto di campionamento qualitativo: campione limitato ma informativo; i campioni quantitativi mirano a estendere i risultati all’intera popolazione.
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- Metodi qualitativi e quantitativi in dettaglio
- Interviste in profondità: varie tipologie (colloquio diretto, intervista proiettiva, intervista semi-strutturata).
- Focus group: 7-10 partecipanti con moderatore; omogeneità e differenze di vedute.
- Osservazione e etnografia: per fenomeni difficili da ricreare in laboratorio; mistery shopping come tecnica.
- Interviste quantitative: interviste personali, telefoniche, postali, via web; domande chiuse/aperture; gestione campioni.
- Controllo delle condizioni di domanda: chi intervistare, dimensione del campione, criteri di inclusione.
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- Campionamento e strumenti di indagine
- Quote, ragionato, convenienza; campionamento casuale semplice, stratificato, grappolo, stadi.
- Dati primari vs secondari, uso di dati interni ed esterni all’impresa.
- Stimare parametri di popolazione senza interrogare ogni elemento.
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- Campionamenti e logiche di campionamento in dettaglio
- Tabelle e categorie di approcci: descrittivi a priori, predittivi a priori, post-hoc descrittivi, post-hoc predittivi.
- Forward approach, backward approach, e conjoint analysis come strumenti avanzati per segmentazione e comprensione delle preferenze.
- Definizione dei segmenti e profili
- Fasi per definire segmenti: descrizione, attribuzione di profili, azioni di marketing per segmenti.
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- Definizione di mercato e segmenti
- Definizione di mercato: domanda e offerta, contesto in cui domanda e offerta convivono; confini del settore e del mercato per decisioni di marketing.
- Elasticità della domanda, segmentazione basata su bisogni, tecnologia, funzioni d’uso; omogeneità dei bisogni come criterio chiave della segmentazione.
- Confini dell’impresa e altri concetti
- Controllo interno vs esterno: controllo proprietario vs contrattuale; confini interiori vs esterni.
- Impresa chiusa vs aperta: apertura e rete relazionale come elementi chiave della gestione delle risorse.
- Quadro di impostazione strategica e coerenza tra elementi strutturali del settore e politiche aziendali.
- Concentrazione e dinamismo settoriale
- Concentrazione: misurata spesso con C4 (quota delle prime 4 imprese). Settori concentrati mostrano vantaggi di scala; frammentati mostrano differenziazione e potenziale dinamismo.
- Due forze principali: potere di mercato vs concorrenza; dinamismo dipende dall’equilibrio tra questi elementi.
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- Fonti del vantaggio competitivo
- Fonti di vantaggio: risorse tangibili, intangibili (conoscenza, fiducia, reputazione, relazioni, marchio) e core competences. Le risorse intangibili si rigenerano con l’investimento continuo.
- Modelli organizzativi e dinamiche ambientali
- Tre modelli: saltuari, regolari e continui; in scenari complessi si usa l’osservazione indiretta.
- L’evoluzione del settore richiede adattamenti delle strategie e del posizionamento.
- Ciclo di vita del settore (curva logistica)
- Quattro fasi: emergenti, in sviluppo, maturi, declino; le dinamiche di concorrenza cambiano secondo la fase.
- Convergenza settoriale e customer-based view
- Convergenza: imprese di settori diversi convergono verso ambiti competitivi più ampi; customer-based view integra offerte per creare valore comune per il cliente.
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- Concorrenza e differenziazione
- Omogeneità di bisogni tra imprese determina l’appartenenza a uno stesso settore.
- Tre riferimenti per il business: bisogni dei clienti, tecnologia utilizzata, funzioni d’uso del prodotto.
- Confini dell’impresa: controllo proprietario vs contrattuale; la quota di mercato riflette capacità di attirare preferenze.
- Tipi di imprese e confini
- Impresa chiuda: non attrae risorse esterne; rischi maggiori in ambienti dinamici.
- Impresa aperta: attrae e mobilita risorse tramite una rete relazionale; i confini definiscono la capacità di attrarre risorse.
- Importanza della conoscenza del settore per decisioni di marketing
- La coerenza tra elementi strutturali e politiche aziendali premia la performance.
- Sistemi di rappresentazione del settore
- La precisione delle analisi dipende dall’uso corretto delle variabili: barriere all’entrata, dinamiche tecnologiche e altre condizioni strutturali.
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- Concentrazione e dinamica competitiva e fonti di vantaggio
- Le economie di dimensione guidano la competitività; differenziazione consente di presidiare segmenti specifici.
- Le risorse possono essere tangibili o intangibili; le intangibili includono conoscenza e fiducia, che rigenerano valore.
- Strategie, volumi e rischi
- Strategie di trading-up e trading-down (allungamenti di portafoglio): bilanciare opportunità di crescita con rischi di cannibalizzazione o perdita di immagine.
- Barriere all’entrata e all’uscita
- Tipologie: tecnologiche, istituzionali, finanziarie, di marketing; esistono anche barriere competitive create dai comportamenti reattivi dei concorrenti.
- Analisi interna del settore (infrasettoriali)
- Si parte dalle proprie risorse e competenze per definire una strategia autonoma, non solo dalla struttura di mercato.
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- Fonti del vantaggio e risorse nel tempo
- Le risorse sono soggette a obsolescenza; cambiamenti ambientali, azioni della concorrenza e evoluzione delle esigenze di domanda mantengono vivide le fonti di vantaggio.
- Economie di scala e di apprendimento
- Economie di scala: costi medi decrescenti con l’aumentare della produzione.
- Curve di esperienza e apprendimento: i costi unitari scendono man mano che la produzione cumulativa aumenta.
- Vantaggi assoluti di costo: potere contrattuale su fornitori, economie di scala, ecc.
- Scope economies: riduzioni di costi quando lo stesso processo serve più prodotti.
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- Differenziazione e valore nel marketing orientato al mercato
- Differenziazione produce preferenze di domanda e permette di sostenere prezzi superiori o volumi maggiori.
- Modi di differenziare: caratteristiche fisiche, livello qualitativo, costi di accesso/utilizzo, immagine.
- Differenziazione verticale vs orizzontale.
- Legami tra settore e decisioni di marketing
- I confini del settore e la coopertiva con i concorrenti influenzano la scelta di politiche di marketing.
- Le fonti di vantaggio competitivo possono essere industry-, market-, o firm-specific.
- Confronto tra grandi imprese e dinamismo di mercato
- Dinamismo richiede adeguamento alle esigenze differenziate; solo imprese in grado di assecondare dinamismo sopravvivono.
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- Risorse e differenziazione: sintesi pratica
- Le tre grandi colonne di vantaggio: risorse tangibili, risorse intangibili (conoscenza, reputazione, fiducia) e risorse umane.
- Le risorse intangibili si rigenerano con investimenti continui in capacità e competenze.
- Strategie di prodotto e portafoglio ( Levitt )
- Cuore del prodotto, prodotto generico, prodotto atteso, prodotto ampliato, prodotto potenziale.
- Portafoglio: ampiezza (numero di Linee) e profondità (numero di prodotti per linea).
- Strategie: offerta limitata vs ampia; focalizzarsi su nicchie o su mercati estesi; evoluzioni di gamma (specializzazione di prodotto/segmento).
- Qualità del prodotto e gestione del portafoglio
- Qualità tecnica vs qualitativa; soddisfazione del cliente; post-vendita come parte della qualità.
- Innovazione di processo e tecnologica; R&D e integrazione con produzione/marketing.
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- Innovazione di prodotto e ciclo di vita
- Innovazioni incrementali, radicali, uso di servizi associati; innovazione di trade e interazione industria-distribuzione.
- Ciclo di vita: introduzione, sviluppo, maturità, declino; scelta di prezzo, distribuzione, comunicazione.
- Strategie di portafoglio in base alla fase di ciclo di vita
- Introduzione: target innovatori; prezzo cost-plus; distribuzione selettiva; investimento in notorietà.
- Sviluppo: crescita rapida; prezzo basato sul valore; canali ampliati; differenziazione di prodotti e servizi accessori.
- Maturità: prezzo competitivo; massima intensità distributiva; enfasi su differenziazione e brand; marketing mix bilanciato.
- Declino: riduzione di prezzo; riduzione distribuzione; focus su relazioni con i clienti fedeli; gestione del portafoglio e possibile riposizionamento.
- Impatto della dimensione del portafoglio sui costi e sui benefici
- Numero di prodotti ha vantaggi (efficacia d’uso, stabilità di vendite) ma anche costi elevati (costi di gestione, promozione, logistica, cannibalizzazione).
- Azioni di revisione: riposizionamento, miglioramento qualità, caratteristiche, estetica, immagine.
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- Strategia di portafoglio e decisioni di prodotto
- Esempi di allungamenti del portafoglio: trading up (alto di gamma) e trading down (basso di gamma) con rischi associati (cannibalizzazione, immagine, competizione).
- Packaging e servizi al cliente come leve del valore.
- Servizi al cliente e categorie di servizi
- Servizi di vicinanza/prossimità, servizi d’informazione, completezza dell’offerta, garanzia, assistenza.
- Impatto della qualità e della velocità di innovazione sulla redditività
- Investimenti in R&D promuovono la tenuta della posizione e l’accesso a nuovi mercati; l’innovazione deve allinearsi alle esigenze del mercato e al portafoglio offerta.
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- Brand e gestione del marchio
- La marca è composta da nome, simbolo e payoff; facilita riconoscimento, facilita acquisti ripetitivi, e funge da garanzia per i clienti.
- Funzioni della marca: segnale, praticità, garanzia.
- Il valore di marca è costruito attraverso la fiducia e la fedeltà; esperienze positive rafforzano la brand equity.
- Brand equity e asset della marca
- Brand equity: custodi della fedeltà, notorietà, qualità percepita, associazioni di valori, altre risorse legate al brand.
- Due filoni di misurazione: finanziario (valorizzazione della marca in termini di vendita/licensing) e di marketing (effetti di marketing sul valore della marca).
- Brand Asset Valuator e le quattro fasi di sviluppo della marca
- Diversità, Rilevanza, Stima, Familiarità determinano la forza della marca; differenze tra brand e corporate brand.
- Impatti sull’impresa
- La gestione del corporate brand influenza reputazione, fiducia, fedeltà e valore aziendale complessivo.
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- Brand e valore economico della marca
- La brand equity può essere descritta in cinque asset: fedeltà, notorietà, qualità percepita, associazioni di valori e altre risorse legate al brand.
- Le variabili di marketing influiscono su questi asset e determinano l’efficacia della marca nel lungo periodo.
- Ruolo della marca nella relazione con i mercati e stakeholder
- Immagine di marca e valore reputazionale impattano la relazione con i consumatori e con la rete commerciale; in B2B l’immagine di prodotto è spesso una sintesi delle capacità dell’azienda.
- Correlazioni tra brand equity e redditività
- Le potenzialità di una marca includono premi di prezzo, minore sensibilità al prezzo dei concorrenti, e fiducia dei clienti, con impatti sulla fedeltà e sulla retention.
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- Dinamiche di consumo e processi decisionali
- Il processo di acquisto può essere descritto in vari modelli decisionali: compensatori o multi-attributo (es. indice di Fishbein), lessicografici e discriminatori.
- I processi d’acquisto includono percezione del bisogno, ricerca, confronto, decisione e valutazione post-acquisto; la soddisfazione dipende dal confronto tra aspettative e risultati.
- Fasi della decisione e risposta del consumatore
- Risposte: cognitiva (notorietà, memorizzazione, rilevanza), affettiva (preferenze, valutazioni), comportamentale (acquisto o non acquisto).
- Fattori che influenzano i comportamenti d’acquisto
- Variabili: tipo di prodotto (alto vs basso apprendimento), modalità di apprendimento (intellettuale vs affettivo), coinvolgimento del consumatore, rischio percepito (prevenzione tramite garanzie, soddisfazione pregressa, prezzo).
- Modello del comportamento d’acquisto: cinque fasi chiave
- Riconoscimento del bisogno, ricerca informazioni, valutazione delle alternative, decisione sull’acquisto e acquisto/uso; al punto vendita si può rivalutare l’offerta.
- Soddisfazione e fedeltà
- La soddisfazione deriva dal rapporto tra aspettative e risultati; una relazione positiva con l’impresa genera fiducia e fedeltà.
- Fedeltà definita come comportamento intenzionale, ripetuto nel tempo, orientato a beni di marca e integrato in un processo decisionale.
- Indicatori di fidelizzazione a lungo termine
- Customer retention rate, coefficiente di fedeltà, redditività del cliente, customer share, lifetime value (LTV).
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- Segmentazione e rapporto con la domanda
- Segmentazione come base per ottimizzazione risorse, riduzione dispersioni e definizione di strategie di marketing mirate.
- Variabili per segmentazione: generali (età, genere, reddito), prodotto-specifiche (utilizzo, frequenza), osservabili/non osservabili (comportamenti mentali o interessi).
- Strategie di segmentazione e validità dei segmenti
- Modelli a priori descrittivi/predittivi, post-hoc descrittivi/predittivi (forward, backward, etc.)
- Criteri di validità: distintività, identificabilità, sostanzialità, stabilità, accessibilità, azionabilità.
- Costi associati: modifiche prodotto, ricerche di mercato, gestione scorte, promozioni, canali distributivi.
- Tipi di segmenti e basi di classificazione
- Variabili descrittive, psicografiche, legate a benefici ricercati, comportamentali.
- Esempi di uso pratico: impatto su prezzo, brand management e canali di vendita (retail vs consumer level).
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- Metodi di definizione dei segmenti
- Metodi a priori descrittivi: definizioni iniziali e descrizioni dei segmenti; uso di sette fasi (basamento, variabili, campione, raccolta, formazione segmenti, descrizione profilo, traduzione in strategie).
- Metodi a priori predittivi: forward (segmenti definiti in base a variabili psicografiche o sociodemografiche) e backward (basati su variabili prodotto specifiche).
- Metodi post-hoc descrittivi: raggruppamento di soggetti con comportamento omogeneo rispetto a un set di variabili.
- Metodi post-hoc predittivi: identificano segmenti stimando relazioni tra variabili dipendenti e predittori (conjoint analysis).
- Validità generale e costi della segmentazione
- Sei criteri di validità per la segmentazione: distintività, identificabilità, sostanzialità, stabilità, accessibilità, azionabilità.
- Costi di modifica prodotto, ricerche di mercato, produzione in lotti più piccoli, gestione delle scorte, promozioni e distribuzione.
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- Indicatori di qualità della relazione con il cliente
- Quattro indicatori di fidelizzazione: retention rate, coefficiente di fedeltà, livello di redditività per cliente, customer share ed LTV.
- Tre profili di consumatori attenti alle tematiche etiche/sostenibilità
- Attenti e sostenibili, Confusi e incerti, Cinici e disinteressati, Inconsapevoli: diversi livelli di consapevolezza e disponibilità all’acquisto di prodotti sostenibili.
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- Domanda e sensibilità al marketing in mercati sostenibili
- La domanda è sensibile agli investimenti di marketing; la domanda espandibile vs non espandibile dipende dal livello di marketing e dall’attrattività del mercato.
- Definizioni di domanda potenziale, domanda effettiva, domanda prevista; indicatori di sviluppo del mercato: prezzo, disponibilità, notorietà, potenziale di crescita, ecc.
- Gap potenziale e indicatori di sviluppo
- Gap tra domanda potenziale e domanda effettiva: non-user gap, light-user gap, light-usage gap.
- Tasso di penetrazione e copertura ponderata definiscono la qualità del portafoglio clientela e la penetrazione: formule e indicatori per la penetrazione e la copertura.
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- Domanda potenziale: quattro livelli di mercato e due indicatori
- Livelli: mercato totale, mercato potenziale, mercato disponibile, mercato disponibile qualificato, mercato servito (obiettivo), mercato acquisito.
- Indicatori: domanda potenziale teorica e reale; tasso di penetrazione: rapporto tra potenziale reale e potenziale teorico.
- Domanda effettiva e quota di mercato
- Domanda effettiva: vendite reali; quota di mercato = vendite del prodotto dell’impresa / vendite totali del prodotto.
- Quota di mercato relativa: confronto con il concorrente leader o primo seguitore.
- Misure di livello di penetrazione e copertura a livello retail e consumer
- Retail: rapporto tra penetrazione e copertura ponderata; indicatori come peso medio distributori, copertura numerica, indice di dispersione.
- Consumer: quota di mercato basata su campionamento di consumatori; si aggregano penetrazione, fedeltà e intensità per determinare la quota di mercato a livello consumer.
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- Metodi di previsione della domanda futura
- Metodi qualitativi: intenzioni d’acquisto, opinione della forza vendita, parere di esperti (es. metodo Delphi).
- Metodi quantitativi: estrapolativo, simulato (econometrici), normativo (obiettivi e azioni pianificate).
- Metodi sperimentali: test di mercato, come il mercato di prova, per stimare probabilità di successo.
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- Gap e potenziale di mercato in dettaglio
- Gap di non utilizzaotori (non-user gap): convertire non utilizzo in utilizzo.
- Gap di occasioni (light-user gap): utilizzare il prodotto in meno occasioni di quelle potenziali.
- Gap di quantità minima utilizzata (light-usage gap): uso per occasione inferiore al potenziale.
- Definizione e stima del potenziale di mercato
- Potenziale di mercato = numero di acquirenti potenziali × frequenza × prezzo medio per periodo.
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- Misurazione della domanda effettiva e quota di mercato
- Domanda potenziale reale vs teorica, tasso di penetrazione e indicatori di sviluppo di mercato.
- Quota di mercato a livello consumer: combinazione di penetrazione, fedeltà e intensità di consumo.
- Equazioni e definizioni utili
- $PEN$ = penetrazione; $COP$ = copertura ponderata; $QM$ = quantità/valore; Quota di mercato relativa = $QME / QAM$ (confronto tra impresa e concorrente leader).
- Esame e interpretazione di dati di mercato
- L’analisi della domanda è cruciale per definire obiettivi, politiche e azioni di marketing volti a generare valore per il cliente mediante il marketing mix.
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- Tipi di misurazione della quota di mercato e livelli
- A livello retail e a livello consumer: finalità diverse (penetrazione, copertura, monitoraggio portafoglio).
- Retail: vendite di mercato al dettaglio includono stock iniziale, sell-in e sell-out; formula della quota di mercato = indice di penetrazione × indice di copertura ponderata.
- Componenti della copertura ponderata
- Peso medio dei distributori serviti, copertura numerica, indice di dispersione.
- Interpretazione della quota di mercato
- La quota di mercato è un indicatore diagnostico della performance competitiva e dei costi/unità di mercato.
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- Analisi di posizionamento e strumenti statistici
- Mappa delle preferenze e mappe di percezione per valutare posizionamento rispetto a concorrenti.
- Tecniche multivariate per costruire mappe di posizionamento: Analisi dei fattori, discriminant analysis, analisi delle corrispondenze, multidimensional scaling.
- Requisiti del marketing mix
- Il marketing mix deve rispondere alle esigenze di mercato e alle risorse dell’impresa; coerenza tra le variabili e coerenza con la struttura del mercato.
- Il marketing mix deve avere una logica di compatibilità interna e coerenza con la realtà di mercato.
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- Modalità di classificazione e coerenza operativa
- Il posizionamento richiede una gestione basata sulle percezioni del cliente e su differenze chiave che distinguono l’offerta.
- Due tipi di approccio al posizionamento: management-based (basato sull’esperienza manageriale) e customer-based (basato sull’importanza degli attributi e sulle differenze tra marche).
- Tecniche e strumenti per il posizionamento
- Tecniche multivariate per analizzare le mappe di posizionamento: Analisi delle componenti principali (Factor Analysis), discriminant analysis, analisi delle corrispondenze, multidimensional scaling.
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- Strategie di segmentazione e relazione con il marketing mix
- Definizione di segmenti e profili basati su variabili descrittive, psicografiche, benefici ricercati e comportamentali.
- Tipi di segmenti: a priori descrittivi, a priori predittivi (forward/backward), post-hoc descrittivi, post-hoc predittivi (conjoint analysis).
- Criteri di validità e costi della segmentazione
- Distintività, identificabilità, sostanzialità, stabilità, accessibilità, azionabilità; costi legati a modifiche prodotto, ricerche di mercato e canali.
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- Modalità di definizione del segmento e sottoinsiemi
- Variabili descrittive e psicografiche; dati osservabili e non osservabili.
- Generali-osservabili, Generali-non osservabili, Prodotto-specifiche-osservabili, Prodotto-specifiche-non osservabili.
- Ulteriori livelli di classificazione e validità
- Generali/osservabili, Generali/non osservabili, Prodotto-specifiche/osservabili, Prodotto-specifiche/non-osservabili.
- Criteri di classificazione: variabili generali, prodotto-specifiche e comportamentali.
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- Definizione di segmenti e scelta delle variabili
- Le variabili possono essere generali o prodotto-specifiche, osservabili o non osservabili.
- L’utilizzo di variabili descrittive, psicografiche, e benefici ricercati aiuta a definire segmenti utili a scopi di marketing.
- Esempi di applicazione pratica
- Segmenti basati su stile di vita (Harley Davidson) o su bisogni specifici (prodotti per esigenze specifiche).
- Output: segmenti e profili per azioni di marketing mirate
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- Metodologie per la costruzione dei segmenti
- A priori descrittivi: definizione iniziale di segmenti, sette fasi.
- A priori predittivi: forward e backward.
- Post-hoc descrittivi: raggruppamento di elementi per similarità su variabili;
- Post-hoc predittivi: identificazione segmenti tramite relazioni tra variabili dipendenti e predittori (conjoint).
- Symmetries and validity criteria in segmentation
- Distintività, identificabilità, sostanzialità, stabilità, accessibilità, azionabilità.
- Aspetti di costo e gestione
- Valutazione: costi di modifiche di prodotto, costi promozionali, gestione scorte.
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- Definizione dei profili e validità dei segmenti
- Dalla definizione dei segmenti si passa alla determinazione dei profili e all’uso operativo per decisioni di marketing.
- Conclusioni sulla segmentazione
- La segmentazione è una strategia chiave per ridurre la complessità della domanda e migliorare la performance di business.
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- Strategie di relazione con il mercato
- Marketing indifferenziato: mercato omogeneo, un’offerta unica, economie di scala ma rischio di non soddisfare specifiche esigenze.
- Marketing differenziato: segmenti multipli, offerte ad hoc, costi elevati ma potenziale di vendita e fedeltà maggiori.
- Marketing concentrato: focus su una nicchia; gestione personalizzata; rischi di cambiamento della domanda.
- Strategie alternative di approccio al mercato
- Strategia di concentrazione, specializzazione (prodotto o cliente), specializzazione selettiva, specializzazione estesa.
- Posizionamento: definizione e strumenti
- Identifica quella posizione che la marca deve occupare rispetto alle esigenze dei consumatori e rispetto alle offerte concorrenti.
- Mappe delle preferenze e mappe di percezione per individuare differenze tra offerte e concorrenti.
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- Elementi e fasi del posizionamento
- Fasi di posizionamento: definizione del profilo dell’offerta ideale, mappa delle preferenze, confronto tra la marca e i concorrenti.
- Quadro operativo: scegliere attributi fisici, benefici funzionali/simbologici, prezzo, paese di origine, uso/occasione, ecc.
- Tipi di posizionamento: management-based vs customer-based
- Management-based: basato sull’esperienza manageriale.
- Customer-based: incrocio tra importanza degli attributi e differenziale di performance per creare una matrice posizionamento.
- Strumenti di analisi e interpretazione
- Tecniche di analisi multivariata per supportare posizionamento: analisi fattoriale, discriminant analysis, analisi delle corrispondenze, multidimensional scaling.
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- Output del posizionamento e integrazione con il marketing mix
- Il posizionamento è integrato nelle decisioni riguardanti gli attributi del prodotto, prezzo, distribuzione e comunicazione.
- Collezione di mappe per guidare le scelte di segmentazione e posizionamento
- Mappe delle preferenze e mappe delle percezioni sovrapposte per identificare gaps e opportunità.
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- Le mappe di posizionamento in pratica
- Presentazione dei quadranti per distinguere tra posizioni relative positive/negative: differenze tra marchi e offerta.
- Tecniche di costruzione delle mappe
- Factor analysis, discriminant analysis, correspondence analysis, multidimensional scaling.
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- Riassunto sul marketing mix e le quattro variabili classiche
- Marketing mix tradizionale: prezzo, prodotto, distribuzione, comunicazione (pubblicità, promozione, trade marketing, vendita personale, comunicazione interattiva).
- Requisiti per una formulazione unitaria: coerenza tra variabili, allineamento col mercato, coerenza con risorse disponibili, obiettivi chiari.
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- Il modello di Levitt per i livelli del prodotto
- Quattro livelli: cuore del prodotto (vantaggio essenziale), prodotto generico, prodotto atteso, prodotto ampliato, prodotto potenziale.
- Ambiti decisionali legati al prodotto e al portafoglio
- Ampiezza e profondità dell’assortimento; gestione della gamma e delle linee; equilibrio tra offerta e domanda.
- Strategia di prodotto: coerenza con la domanda e gestione delle risorse
- Strategie di differenziazione del prodotto, controllo delle interazioni tra variabili (prezzi, distribuzione, comunicazione, servizio post-vendita).
- la qualità e l’innovazione
- Qualità tecnica e qualità funzionale; investimenti in R&D e gestione del ciclo di vita del prodotto.
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- Evoluzione delle politiche di prodotto e gestione del portfolio
- Decisioni su ampiezza e profondità dell’assortimento; governance di portfolio e allineamento con i segmenti target.
- Strategie di differenziazione e condizioni di coerenza
- Differenziazione basata su attributi concreti, prezzo, immagine, e funzionalità; la coerenza con le esigenze del mercato.
- La gestione del portafoglio e le fasi decisive
- Pianificazione del portfolio in funzione delle condizioni di mercato, della differenziazione e delle potenzialità di crescita.
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- Innovazione e sviluppo di nuovi prodotti
- Innovazioni incrementali e radicali; innovazione di mercato e di metodo; innovazione di trade e di utilizzo.
- Ciclo di sviluppo di un nuovo prodotto in fasi
- Idea generation, idea screening, development, test di mercato, lancio. Tre macro-fasi: esplorazione, sperimentazione, preparazione al lancio.
- Tecniche di generazione delle idee
- Brainstorming, analisi morfologica, elencazione degli attributi, analisi delle situazioni d’uso, confronto tra oggetti.
- Output della fase esplorativa
- Idea di prodotto, customer insight, main benefit, reason why.
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- Fase di sperimentazione e preparazione al lancio
- Descrizione delle dimensioni del mercato obiettivo, posizionamento, vendite, quota di mercato e obiettivi di profitto; determinazione della strategia di prezzo e delle politiche di distribuzione e budget.
- Test di mercato e validazione
- Tipi di test: acquisto simulato, testa di marketing controllato, mercato di prova.
- Step del ciclo di vita del prodotto (riassunto)
- Introduzione, sviluppo, maturità, declino; differenze tra strategie di prezzo, distribuzione, comunicazione a seconda della fase; focus su innovazione e differenziazione in tutte le fasi.
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- Approfondimenti sui test e le fasi di sviluppo
- Dettagli delle fasi di esplorazione e di sperimentazione; dinamiche di budget e di posizionamento; come integrare funzioni aziendali per convergere su un prodotto reale.
- Tecniche avanzate di generazione idee
- Tecniche specifiche (brainstorming, morfologia, attributi, situazioni d’uso, confronto tra oggetti) per arricchire l’output del processo di innovazione.
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- Test e lanci di nuovo prodotto
- Test di acquisto simulato, test di mercato, mercato di prova: definiscono condizioni e riscontri utili al lancio.
- Fasi di lancio e gestione del portafoglio di prodotti
- Le fasi di lancio includono introdurre, sviluppare, maturare e, se necessario, modificare o eliminare prodotti in declino.
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- Strategie di portfolio: trading up e trading down con rischi associati
- Trading up: espansione verso fasce di mercato superiori; rischi includono reazioni di competitor e resistenza al cambiamento.
- Trading down: espansione verso fasce inferiori per proteggere quota di mercato; rischi includono cannibalizzazione e relazioni trade non favorevoli.
- Funzioni del packaging e dei servizi al cliente
- Packaging come strumento di protezione, funzionalità, economia, informazione e promozione.
- Servizi al cliente: vicinanza, informazione, completezza dell’offerta, garanzia, assistenza.
- Capitolo 9 – Brand management e brand equity
- La marca è composta da nomi, simboli e payoff; facilita riconoscimento, selezione e soddisfazione del cliente.
- Funzioni della marca: segnale di soluzioni, praticità (facilita la memorizzazione), garanzia (affidabilità).
- Brand equity: effetto della marca sul valore del prodotto; comprende fedeltà, notorietà, qualità percepita, associazioni di valori e altri asset relativi al brand.
- Le basi di valutazione: finanziaria (valore potenziale in vendita/licensing) e di marketing (effetti di marketing sul valore della marca).
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- Brand equity e corporate brand
- Corporate brand estende i confini oltre al prodotto; costruisce reputazione e valore complessivo dell’impresa.
- Dinamiche della fedeltà e firma di marca
- Fedeltà: origine e risultato della brand equity; legata alla fiducia, alle esperienze positive e al valore percepito.
- Percorsi di sviluppo della marca (Brand Asset Valuator)
- Quattro fasi: diversità, rilevanza, stima, familiarità; la forza della marca dipende dall’equilibrio tra diversità e rilevanza e dalla fiducia nel tempo (stima e familiarità).
- Ruolo della R&S e delle relazioni intra-aziendali
- Innovazione, differenziazione e comunicazione come competenze chiave per la crescita della marca.
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- Brand e valore economico della marca
- Brand equity e asset della marca: fedeltà, notorietà, qualità percepita, associazioni di marca, ecc. L’immagine di marca influenza la scelta di consumo, specialmente nel B2B.
- Corporate brand e reputazione
- Il corporate brand è comunicato oltre la semplice pubblicità; contribuisce a formazione della reputazione d’impresa.
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- Brand equity e performance finanziaria
- Brand equity può ridurre la percezione del rischio e aumentare la fedeltà; gli effetti positivi si riflettono su margini, redditività e posizionamento competitivo.
- Metriche del valore di marca
- Fedeltà, notorietà, qualità percepita, associazioni di valori, altre risorse legate al brand.
- Il ruolo della marca nel contesto del mercato
- Il valore di marca è strettamente legato alla fiducia, alle esperienze e al contesto competitivo.
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- Brand equity: prospettive e modelli di sviluppo
- Il modello Brand Asset Valuator propone quattro fasi: diversità, rilevanza, stima, familiarità; l’obiettivo è costruire una marca solida e differenziata.
- Ruolo della marca nel business-to-business
- L’immagine di prodotto è spesso una sintesi delle capacità dell’azienda fornitrice; l’immagine di marca dell’impresa è particolarmente importante.
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- Capitolo 10 – Prezzo, costi e valore
- Il prezzo è spesso l’ultima variabile considerata; può essere analizzato insieme al prodotto a causa della stretta relazione tra prezzo e valore percepito.
- Il prezzo riflette la posizione competitiva e gli obiettivi di marketing; si distinguono situazioni di price competition e non-price competition.
- Tre componenti del valore per il cliente
- Valore costruito: costi e investimenti per offrire valore al cliente; comprende la costruzione del valore nel prodotto.
- Valore percepito: valore valutato dal mercato/clienti; la soglia minima e massima guidano i limiti del prezzo.
- Valore trasferito: interazione tra offerta e domanda; valore si trasferisce al cliente includendo ulteriori servizi e relazioni che giustificano il prezzo.
- Formulazione del prezzo e condizioni di mercato
- Il prezzo è influenzato dalla situazione competitiva, dalla concentrazione del settore e dalle reazioni della concorrenza.
- Il prezzo può essere una leva competitiva quando è accompagnato da differenziazione dell’offerta (premium price) o da economie di scala e controllo dei costi.
- Esempi di modelli e metriche
- Break-even point: donde $Cf$ è costi fissi, $P$ prezzo unitario, $Cv$ costo variabile unitario.
- ROI:
- ROS:
- ROE:
- EVC (Economic Value to the Customer):
- Allegati: altre formule utili per l’analisi del valore percepito e per la gestione dei costi comuni.
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- Struttura del valore e prezzo
- Il prezzo è una variabile strategica; la definizione del prezzo deve considerare la situazione competitiva, i costi e il valore per il cliente.
- Il valore per il cliente è il frutto della percezione soggettiva e della relazione tra i benefici e i costi; è dinamico e multidimensionale.
- Tre componenti del valore per il cliente
- Valore costruito, valore percepito, valore trasferito (in equilibrio tra offerta e domanda).
- Determinazione del prezzo e struttura dei costi
- L’analisi dei costi (fissi e variabili) è essenziale per stabilire i margini di contribuzione e il break-even, utile per decisioni di prezzo e sconto.
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- Dettagli sull’analisi di costo e margini
- Suddivisione dei costi fissi/variabili; calcolo del margine di contribuzione: .
- Break-even point come soglia di redditività: .
- Indicatori di performance finanziaria
- ROS, ROI, payback period, Internal Rate of Return (IRR) e analisi di flussi di cassa per valutare opzioni di prezzo e investimenti.
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- Condizioni e strutture del mercato e prezzo
-Prezzo come forte leva competitiva in mercati concentrati e dinamici; meno leva in mercati frammentati. - Politiche di prezzo: discriminazione e pricing strategico
- Prezzi differenziati tra prodotti simili (diff. di destinazione, volumi, condizioni di pagamento, canali) e pratiche di target pricing nel B2B.
- Strategie di prezzo basate sul valore per il cliente
- Scenari di prezzo di scrematura vs penetrazione: prezzo alto per margini elevati, prezzo basso per volumi e penetrazione.
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- Condotte di prezzo nell’equilibrio competitivo
- Quattro tipi di condotta: cooperativa, adattamento, opportunistica, offensiva.
- Analisi del valore per il cliente e prezzo
- L’analisi del valore per il cliente aiuta a posizionare il prezzo e a capire come i benefici si traducono in valore monetario per il cliente.
- Discriminazioni di prezzo e pratiche comuni
- Prezzi discriminanti in base a destinazione, volumi, modalità di pagamento e scelta del cliente; pratiche di price discrimination comuni in segmenti differenti.
- Target pricing
- Tecnica comune nel B2B, dove l'offerta è modulata in base alle capacità di riduzione dei costi da parte del fornitore.
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- Riassunto sulle pratiche di prezzo
- Prezzo può essere una leva competitiva in mercati concentrati, ma va usata con cautela in mercati frammentati; la differenziazione dell’offerta giustifica parti del prezzo.
- Segmentazione, differenziazione e prezzo
- Le strategie di prezzo devono essere sincronizzate con le politiche di prodotto, promozione e canali; il valore per il cliente influenza la scelta tra scrematura o penetrazione.
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- Capitolo 11 – La progettazione e la gestione dei canali di distribuzione
- I canali rappresentano un sistema organizzato di agenzie e istituzioni che collegano produttori a consumatori finali; sono una componente strategica per creare valore.
- Trade marketing e canali
- Il trade marketing si occupa di gestire i rapporti con i distributori; esiste un trade marketing mix con variabili quali prodotto, assistenza, prezzi/condizioni, comunicazione, logistica.
- Strategie di canale: push vs pull
- Push: enfatizza il ruolo dell’intermediario e la promozione di canale;
- Pull: coinvolgimento diretto del mercato per sollecitare domanda; innovazioni di comunicazione al fine di ridurre il potere contrattuale dei distributori.
- Logistica e canale
- La logistica è una funzione di marketing, che supporta l’efficienza del canale (evasione degli ordini, magazzinaggio, gestione delle scorte, trasporto).
- Distribuzione e infrastrutture
- Scelte riguardo alla logistica, ai canali e all’organizzazione interna; trade marketing e canali: differenze tra consumatori finali e distributori.
- Dinamiche del contesto distributivo
- Crescente concentrazione del settore distributivo; internazionalizzazione delle insegne; innovazione nella distribuzione; sostenibilità della filiera.
- Obiettivo delle politiche distributive
- Allineare le esigenze dei clienti finali e degli intermediari; massimizzare i volumi, controllare la quota di mercato e ridurre i costi.
- Struttura e obiettivi delle reti distributive
- Scelte di canale (diretto, breve, lungo) e la loro relazione con la struttura di mercato; la lunghezza del canale influenza controllo e flessibilità.
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- Sistemi verticali di marketing (SVM)
- SVM aziendali: canale di proprietà; SVM contrattuali: reti tra imprese indipendenti; SVM amministrativi: controllo centralizzato da parte di un attore dominante.
- Conflitti nel canale
- Conflitti orizzontali, verticali, transversali; cause comuni: obiettivi non allineati, percezioni discordanti, mancanza di accordi sulla leadership.
- Trade marketing: definizione e strumenti
- Trade marketing è l’insieme delle strategie e strumenti impiegati dall’industria per relazionarsi con distributori e trade; due orientamenti principali: marketing al trade (push) e marketing attraverso il trade (pull).
- Trade marketing mix (insieme di politiche per gestire la relazione con la distribuzione)
- Prodotto, assistenza pre/post vendita e merchandising, prezzi e condizioni economiche, comunicazione di marketing, logistica.
- Gestione della catena distributiva e logistica
- Scelte di canale, sbocchi, gestione interna, logistica per supportare l’efficienza della supply chain; misurazioni chiave (KPI) e budget.
- Scelte degli sbocchi e quota di mercato retail
- Scelte legate a penetrazione, copertura, e alla gestione della portata di brand nel punto vendita; migliorare penetrazione e copertura con interventi mirati.
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- Dinamiche esterne ed interne del canale
- Fattori esogeni: ambientali, domanda, concorrenza, caratteristiche dell’intermediario; fattori endogeni: prodotto, impresa, brand e portfolio.
- Analisi delle scelte di canale e obiettivi
- Logiche di canale: push vs pull; intensità della distribuzione (intensiva, selettiva, esclusiva); numero di stadi nel canale (diretto, breve, lungo).
- Controllo di canale e costo delle scelte
- Livello di controllo, adattamento del canale, dimensione economica; la lunghezza del canale influisce sui margini e sui costi fissi.
- Sistemi verticali di marketing (SVM) e trade marketing
- Tre tipologie principali: SVM aziendali, contrattuali, amministrativi; conflitti di canale e dinamiche di trade marketing.
- Trend e opportunità nel trade marketing
- L’evoluzione della distribuzione e la sostenibilità della supply chain rappresentano opportunità per innovare modelli di collaborazione tra industria e distributori.
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- Policy di canale e gestione degli intermediari
- Le decisioni di canale includono logiche di approccio al mercato e l’intensità di distribuzione.
- Scelte di canale determinano copertura, costi e profittabilità; le decisioni su sbocchi, organizzazione e logistica sono collegate agli obiettivi di canale.
- Canali: diretti, brevi e lunghi
- Diretto: contatto diretto tra impresa e consumatore (negozi propri, vendita a domicilio, e-commerce).
- Breve: intermediari ridotti ma presenti (per esempio distribuzione partner).
- Lungo: presenza di grossisti e dettagliante; maggiore logistica e costi ma ampia copertura.
- Obiettivi e valutazioni delle politiche di canale
- Tre criteri di valutazione: livello di controllo del mercato, capacità di adattamento del canale, dimensione economica delle scelte distributive.
- Evoluzione dei sistemi distributivi
- Sistemi verticali di marketing (SVM) e importanza della gestione di conflitti tra canali.
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- Scelte di canale e gestione della rete
- Tre dimensioni principali: logiche di approccio al mercato (push vs pull), intensità di distribuzione (intensa, selettiva, esclusiva), e numero di stadi nel canale (diretto, breve, lungo).
- Impatto delle dimensioni del canale sull’azienda
- Canali lunghi aumentano costi fissi e riducono la capacità di adattamento; canali diretti o brevi offrono maggiore controllo in mercati dinamici.
- Quadro pratico delle opzioni di canale
- Le scelte possono adattarsi a contesto, mercato e obiettivi di business; l’efficacia è legata alla coerenza tra canale, offerta e domanda.
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- Decisioni strategiche sul canale e KPI di vendita
- Le decisioni sui canali includono la gestione della rete, la logistica, l’organizzazione interna, con KPI come vendite, ordini, valore medio degli ordini, tasso di conversione, visitatori, costi per venditore.
- Struttura della rete di vendita e remunerazione
- Reti dirette: venditori dipendenti; reti indirette: agenti/monomandatari/plurimandatari. Le scelte dipendono dai costi totali e dalla complessità del prodotto.
- Ruoli e competenze del venditore
- Ruolo di consulente, business intelligence, team-working; capacità relazionali e di gestione della clientela.
- KPI e valutazione delle performance della forza vendita
- KPI: valore delle vendite, numero ordini, dimensione ordini, clienti attivi/persi, visite effettuate, formazione, promozioni, merchandising.
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- Struttura della rete e gestione delle vendite
- Calcolo del numero di venditori necessari mediante carico di lavoro per cluster di punti vendita e fatturato; modalità di gestione della rete (remunerazione, incentivi, valutazione).
- Modelli di remunerazione e controllo della rete
- Remunerazione differenziata per rete diretta/indiretta; incentivi; valutazione basata su contratti e performance di vendita; controllo da parte del direttore vendite.
- Ruoli chiave del venditore
- Funzione di consulente, raccolta di informazioni sui concorrenti, gestione relazioni, capacità di fornire soluzioni; ruolo di business intelligence.
- Competenze chiave del Sales Manager
- Attenzione al cambiamento, previsione di tendenze, flessibilità, capacità manageriali, analisi, problem solving, team-working, consulenza.
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- Comunicazione di marketing e pubblicità
- La comunicazione integra i flussi e gli strumenti verso il mercato; strumenti: pubblicità, promozioni, relazioni istituzionali, direct marketing, eventi, sponsorship e product placement.
- Definizione e ruolo della pubblicità
- Pubblicità: comunicazione a pagamento rivolta a pubblico bersaglio identificato; può riferirsi all’azienda, a un prodotto o a una marca; può essere informativa o persuasiva.
- Modelli di effetti pubblicitari
- Modello AIDA: Attenzione → Interesse → Desiderio → Azione.
- DAGMAR (Defining Advertising Goals for Measured Advertising Results): consente di definire obiettivi e misurare i risultati della pubblicità.
- Budget pubblicitario e metodi di definizione
- Metodi comuni per definire il budget: percentuale dei ricavi, confronto competitivo, advertising share vs market share, obiettivi storici.
- Voci di costo del budget pubblicitario: ricerche ex ante, servizi dell’agenzia, produzione media, acquisto spazi pubblicitari, ricerche ex post.
- Mezzi di comunicazione e indicatori di raggiungibilità
- Mezzi: stampa, radio, TV, web, social media, mobile; definizione di reach, frequency e GRP (Gross Rating Points): .
- Progettazione del messaggio pubblicitario
- Elementi del messaggio: head line, body copy, immagini, payoff; coerenza tra linguaggio, posizionamento e marchio; utilità e memoria del messaggio.
- Brief di comunicazione e relazione agenzia-impresa
- Il brief deve includere mercato, comportamento d’acquisto, segmenti, trade, caratteristiche di prodotto, obiettivi, tono, budget, brand personality.
- Promozioni delle vendite
- Consumer promotion vs Trade promotion: obiettivi di fidelizzazione, aumento della brand equity, incentivi e promozioni per category e trade partner.
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- Strumenti della comunicazione integrata e loro impatto
- Relazioni pubbliche, direct marketing, eventi, sponsorizzazioni, product placement, real time marketing.
- Strumenti del promotional mix
- Pubblicità e promozione delle vendite come riferimento centrale; l’intervento congiunto di pubblicità e promozione crea processo cognitivo, affettivo e comportamentale verso i clienti.
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- Capitolo 15 – Digital Marketing
- Attività digitali principali: esserci online, farsi trovare, farsi sentire, interagire.
- Il contesto digitale e l’esperienza dell’utente
- La rivoluzione digitale porta a una enorme disponibilità di informazioni; confine tra realtà online e offline si assottiglia.
- Influenzer e contenuti social hanno un ruolo crescente; gli utenti partecipano a test e co-progettazione.
- Strategie digitali e approcci multicanale
- Multimediale, crossmediale, multidevice, multicanale. Classificazione online: Owned media, Borrowed media, Paid media, Earned media.
- SEO/SEM e content marketing
- SEO: ottimizzazione per i motori di ricerca (keyword, contenuti, link building). SEM: campagne pay-per-click.
- Content marketing e social media
- Blog, social networking, content marketing; gestione della user experience; gestione di campagne integrate on e off-line.
- Email marketing e mobile
- DEM: obiettivi, database, messaggi, invio e valutazione. Mobile: siti mobile-friendly, velocità di caricamento, design, SEO mobile.
- Ecommerce e mobile commerce
- Il commercio elettronico comporta transazioni online; sicurezza dei pagamenti e consegna sono ostacoli principali; Ecommerce tramite web e marketplace.
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- Pianificazione e controllo delle attività di marketing
- Necessità di un processo sistematico per comprendere la domanda, gestire risorse e coordinare le relazioni con gli stakeholder.
- Struttura della pianificazione di marketing
- Due dimensioni: pianificazione di indirizzo (orizzonte medio-lungo) e pianificazione di dettaglio (breve periodo);
- Due livelli: livello azienda e livello prodotto.
- Il piano di marketing
- Documento annuale che sintetizza obiettivi, strategie e politiche di marketing; serve a coordinamento, allocazione delle risorse e controllo.
- Valutazione della validità del piano
- Sette criteri: solidità, fattibilità, utilità, coerenza, redditività, vulnerabilità, flessibilità.
- Quadri di controllo e performance management
- Kaplan e Norton: prospettive chiave per il controllo di gestione: economico-finanziaria, cliente, gestione dei processi, sviluppo futuro.
- Il tableau de bord (cruscotto): monitorare variabili chiave e i processi, per azioni correttive rapide.
- Marketing audit
- Esame completo, sistematico, indipendente e periodico dell'ambiente di mercato, degli obiettivi, delle strategie e delle attività; utile per individuare aree problematiche.