Storia

Capitolo 10

1. Le tredici colonie inglesi

Le colonie inglesi in America hanno variegate origini. In America settentrionale, l'Inghilterra controllava tredici colonie sulla costa atlantica, fra la regione dei laghi e la Florida spagnola, delimitate a ovest dai monti Appalachi. L'origine delle colonie era molto varia:

  • Virginia: Nata nel 1607 per scopi commerciali, su iniziativa della Virginia Company, una compagnia di navigazione inglese.

  • Colonie puritane (Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New Hampshire): Fondate da gruppi di puritani inglesi, perseguitati in patria per la loro religione. Tra di loro troviamo i "padri pellegrini" che sbarcarono nel 1620 dalla nave Mayflower, con l'intento di stabilire una società basata sulle leggi del vero cristianesimo.

  • Colonizzazione tramite donazioni: Il Maryland fu donato a Lord Baltimore nel 1632 (da cui il nome di Baltimora) e le due Caroline (del Nord e del Sud) furono donate da Carlo II a otto suoi favoriti nel 1663.

  • Pennsylvania: Assegnata a William Penn come pagamento di debiti.

  • New York: Nacque nel 1664 quando le truppe inglesi ribattezzarono la città di Nuova Amsterdam, sottratta agli Olandesi.

  • Georgia: Fondata nel 1732 per ospitare gruppi di Inglesi poveri e piccoli criminali, dando loro la possibilità di rifarsi una vita.

Differenze fra le colonie

Intorno al 1775, le tredici colonie contavano circa due milioni e mezzo di abitanti in rapida crescita. La composizione etnica includeva principali gruppi:

  • Principali gruppi etnici: Inglesi, irlandesi, svedesi, polacchi e tedeschi.

  • Gruppi religiosi: Anglicani, puritani, luterani, cattolici, ebrei e molti altri.

Le colonie differivano non solo per origine, religione e composizione, ma anche in termini di economia e società:

  • Colonie del Sud: Virginie, Maryland, Georgia, Carolina del Nord e Carolina del Sud svilupparono ricche piantagioni di tabacco, canna da zucchero, indaco e cotone. I latifondisti vivevano in belle ville, circondati da servitù nera, mantenendo usi aristocratici.

  • Colonie Centrali e Settentrionali: Predominava la piccola proprietà, con la maggioranza dei coloni che conduceva un'esistenza modesta e lavorava nelle piccole fattorie. Molti erano pescatori, artigiani e mercanti. Le città più popolose (Philadelphia, New York, Boston) erano centri di manifattura e commercio.

Libertà e tolleranza

Nelle colonie si dava grande valore alla libertà, inclusa quella religiosa, e alla tolleranza:

  • La mancanza di ceti privilegiati facilitava la mobilità sociale.

  • L'ideale americano del lavoro e l'idea che ogni uomo possa creare la propria fortuna erano pervasivi.

Queste convinzioni riguardavano principalmente i bianchi, adulti maschi e liberi, mentre donne, schiavi e nativi americani erano esclusi.

2. La guerra d'indipendenza americana

Rapporti fra colonie e madrepatria

Inizialmente, i rapporti tra le colonie e l'Inghilterra erano buoni. Le colonie erano sottoposte agli interessi britannici, con restrizioni sul commercio e sulle industrie, ma le tasse erano basse. Tuttavia, dopo la guerra dei sette anni, la Gran Bretagna cercò di imporre tasse come lo Stamp Act del 1765, che fu percepito come un attacco alla libertà e ai diritti dei coloni.

Rifiuto dell'Stamp Act e boicottaggio

I coloni rifiutarono di obbedire allo Stamp Act, sostenendo che era illegittimo poiché non erano rappresentati nel parlamento inglese. Altre tasse su beni britannici aumentarono i prezzi, portando a un boicottaggio delle merci inglesi.

Il Tea Party di Boston del 1773, dove i cittadini aggredirono navi della Compagnia delle Indie, portò a una dura ritorsione da parte di Londra, che chiuse il porto di Boston e inviò truppe.

Dichiarazione d'indipendenza

Nel 1775, gli scontri tra le milizie coloniali e l'esercito britannico portarono i rappresentanti delle colonie a dichiararsi indipendenti. La Dichiarazione d'indipendenza, scritta da Thomas Jefferson, fu approvata il 4 luglio 1776 e stabilì:

  1. Tutti gli uomini sono creati uguali e hanno diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.

  2. I governi sono istituiti per garantire questi diritti.

  3. Quando un governo opera in contrasto, il popolo ha il diritto di abolirlo e istituirne uno nuovo.

Conflitto e vittoria

La guerra d'indipendenza inizialmente portò disastri ai coloni, ma la vittoria a Saratoga nel 1777 attirò l'attenzione della Francia, Spagna e Olanda, che dichiararono guerra all'Inghilterra.

Nel 1781, gli inglesi furono sconfitti a Yorktown, portando al Trattato di Versailles del 1783, che riconobbe l'indipendenza degli Stati Uniti e concedette ampie terre fino al fiume Mississippi.

3. Gli Stati Uniti: organizzazione politica e conquista del West

Costituzione degli Stati Uniti

Nel 1787, fu redatta una nuova costituzione per affrontare la mancanza di un potere forte nel nuovo Paese. La costituzione stabilisce una federazione, con ogni Stato che mantiene le proprie leggi sotto un governo federale, responsabile di affari di interesse generale: politica estera, difesa, commercio e finanze. Le tre branche del governo:

  • Potere legislativo: Congresso

  • Potere esecutivo: Presidente

  • Potere giudiziario: Magistratura e Corte suprema

Espansione verso ovest

Dopo la guerra d'indipendenza, la spinta verso ovest riprese vigorosamente. Gli Stati Uniti, attraverso leggi amichevoli, facilitarono l'accaparramento di nuove terre pagando cifre minime. La conquista del West portò a un'espansione territoriale significativa.

Il governo degli Stati Uniti acquistò territori come la Louisiana nel 1803 dalla Francia e la Florida dalla Spagna nel 1819. La guerra col Messico (1846-1848) portò all'annessione di Texas e ad una rapida espansione verso ovest.

Conquista del West e impatti sugli Indiani

Gli Indiana americani furono costretti a subire l'espansione coloniale, portando a un depotenziamento delle loro terre, con deportazioni forzate e violenze. Malattie portate dagli europei e lo sterminio dei bisonti contribuirono allo sterminio delle culture native.

Conclusioni

L'espansione e l'organizzazione politica degli Stati Uniti hanno comportato diritti e libertà per alcuni, ma violenze e oppressioni per le popolazioni indigene. Per quanto le colonie siano diventate un'avanzata democrazia, la realtà della schiavitù e delle politiche contro gli indiani è una parte integrante della storia americana.