La Rivoluzione Francese - Appunti
Premessa
La Rivoluzione Francese è un evento fondamentale della storia europea, in cui l’assetto politico della Francia cambia totalmente. Segna la fine di istituzioni vecchie di secoli, come l’assolutismo e ciò che rimaneva del sistema feudale. Un po’ come la Rivoluzione Americana, è stata anche il tentativo di realizzare ideali dell’Illuminismo come la sovranità popolare ed i diritti inalienabili di tutti gli uomini. La Rivoluzione Francese non riesce a realizzare tutti gli obiettivi dei rivoluzionari e degenera, da un certo punto in poi, in una dittatura e in vero e proprio bagno di sangue (Il Terrore).
Francia pre-rivoluzionaria
La società era strutturata e divisa per ceti: gruppi sociali tra loro rigidamente separati.
Il clero e soprattutto la nobiltà – chiamati il 'primo' e il 'secondo stato' – godevano di enormi privilegi, ereditati dall’età feudale, a danno del cosiddetto 'terzo stato'.
Il terzo stato era di gran lunga il più numeroso, formato dalla borghesia e dai ceti popolari, che non godevano di alcun diritto politico ed erano costretti a pagare tasse molto alte.
Crisi finanziaria
La Francia era sull’orlo della bancarotta per molte ragioni:
Le enormi spese sostenute dalla corte del re Luigi XVI () e dei suoi predecessori; non solo simbolo di prestigio, ma anche strumento di dominio sulla nobiltà.
La Francia aveva investito molto denaro per partecipare alla Rivoluzione Americana.
Pessimi raccolti; epidemie ricorrenti flagellavano il bestiame; carestie; prezzo del pane alle stelle.
Come provare a risolvere la situazione? Nell’autunno del , Charles Alexandre de Calonne ( ), economista e controllore generale delle finanze, propose al re un pacchetto di riforme finanziarie volte a eliminare alcuni privilegi della Nobiltà e del Clero (per esempio la loro esenzione dalle tasse).
Per scongiurare una rivolta delle classi privilegiate, il re aveva bisogno di supporto per realizzare queste misure.
Per questo motivo convoca gli Stati Generali, un’assemblea dove si riuniscono i rappresentanti dei tre “ordini” che costituivano la società francese (nobiltà, clero e borghesia).
Gli Stati Generali vengono convocati il 5 maggio .
Gli Stati Generali
Il Terzo Stato rappresentava il 98 ext{ extperthousand} it{ ext{%}} della popolazione, ma poteva essere facilmente sconfitto dal potere degli altri due ordini, perché le votazioni negli Stati Generali avvenivano per ordine: a ogni Stato toccava un voto collettivo, e di conseguenza nobiltà e clero, alleandosi, avevano sempre la maggioranza di due contro uno.
Prima dell’incontro previsto per il maggio, il Terzo Stato chiede una modalità di votazione più equa: un’assemblea dove a contare sarebbero stati i voti singoli, “per testa”, e non per “stato”.
Questo andava contro gli interessi della nobiltà, che non era minimamente intenzionata ad abbandonare i privilegi di cui godeva tradizionalmente.
Quando gli Stati Generali si riuniscono finalmente a Versailles, il dibattito pubblico sui processi di votazione degenera. Il 17 giugno , il Terzo Stato si riunisce autonomamente, senza gli altri due, ed assume formalmente il nome di Assemblea Nazionale.
Il 20 giugno , l’Assemblea Nazionale si riunisce nella famosa sala della pallacorda e i membri giurano solennemente di non sciogliere l’assemblea prima di aver dato una Costituzione alla Francia (Giuramento della Pallacorda).
Il 27 giugno , Luigi XVI è costretto a riconoscere l’assorbimento di tutti e tre gli ordini in un’unica nuova assemblea: l’Assemblea Nazionale Costituente.
La presa della Bastiglia
Mentre l’Assemblea Nazionale si riuniva a Versailles, le strade di Parigi vedono i primi episodi di rivolta contro le tasse troppo alte e l’aumento del prezzo del pane (triplicato in alcuni casi), che dava inizio alla Rivoluzione Francese.
I cittadini, soddisfatti del lavoro dell’assemblea nazionale e di come stessero andando le cose, temevano un imminente colpo di stato militare.
I membri degli strati popolari di Parigi, i cosiddetti “sans-culottes” (perché portavano pantaloni lunghi al posto delle culottes dei nobili), iniziano ad armarsi e a prendere parte attiva.
Luigi XVI radunava truppe intorno a Parigi e a Versailles.
Il 14 luglio , alcuni rivoltosi assaltano la Bastiglia, una fortezza-carcere, in cerca di munizioni e polvere da sparo.
I contadini, in rivolta dopo anni di tasse e sfruttamento, prendono di mira le abitazioni degli esattori delle tasse e dei proprietari terrieri.
L’Assemblea Costituente reagisce con l’abolizione dei privilegi feudali (
4 agosto ).Il 26 agosto , l’Assemblea Costituente adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.
In questo modo i principi dell’Illuminismo, ispirati da pensatori politici come Jean-Jacques Rousseau, cambiano in modo profondo ed irreversibile la cultura politica francese.
Principi chiave: pari opportunità, libertà di parola e di opinione, sovranità popolare ed il governo rappresentativo vengono finalmente riconosciuti e ispirano ufficialmente i lavori dell’Assemblea Costituente.
La Francia avrebbe presto avuto una Costituzione.
Note sul contesto storico e implicazioni
L’operato dell’assemblea mostrava una tensione tra ideali illuministi e pratiche politiche reali: libertà, uguaglianza e fraternità contro privilegi ereditari e potere aristocratico.
Il percorso mostra sia l’emersione di un nuovo ordine politico sia i rischi di violenza politica e di estremizzazione durante i passaggi costitutivi.
Connessioni con lezioni precedenti: paralleli con la Rivoluzione Americana nel tentativo di realizzare principi illuministi; ruolo cruciale dell’economia, della fiscalità e delle istituzioni representative come fondamento di uno Stato moderno.
Riflessioni etiche e pratiche: il bilancio tra diritti civili e ordine pubblico, la legittimità dell’uso della forza in contesto rivoluzionario, e le conseguenze di ridefinire i diritti fondamentali senza un controllo democratico pienamente consolidato.
Concetti chiave e riferimenti istituzionali
Stati Generali: assemblea dei tre ordini (clero, nobiltà, terzo stato) che per molto tempo non garantiva equità nelle votazioni.
Assemblea Nazionale: primo atto di rottura rispetto al sistema di voto a ordine; rappresenta i membri del Terzo Stato che si autoproclamano come corpo legislativo.
Giuramento della Pallacorda: impegno a non sciogliere l’assemblea finché non avrà redatto una Costituzione.
Assemblea Nazionale Costituente: convergenza dei tre ordini in un’unica assemblea, avviando il processo costituente.
Bastiglia: simbolo del potere persecutorio e della cautela nei confronti della ribellione popolare; la sua caduta segna un salto simbolico della Rivoluzione.
Abolizione dei privilegi feudali: rimuoveva privilegi antichi e rode di legittimità aristocratica (
4 agosto 1789).Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino: testo fondamentale che proclama libertà, proprietà, sicurezza, libertà di opinione, sovranità popolare, e governo rappresentativo (
26 agosto 1789).Il pensiero illuminista: influenza di autori come Jean-Jacques Rousseau nel fondare principi di libertà e sovranità popolare.
Conclusione delle fasi: la rivoluzione introduce la possibilità di una Costituzione, non senza contraddizioni né fasi di violenza, che preludono a sviluppi politici futuri.
Riflessioni finali
La Revoluzione Francese è stata un tentativo di realizzare ideali di libertà e uguaglianza, ma ha richiesto compromessi politici, lotte tra classi sociali e momenti di forte tensione sociale e politica.
Le tappe chiave elencate nel testo mostrano una progressione dalla crisi economica e dalla richiesta di riforme, attraverso la nascita di un’assemblea nazionalmente legittimata, fino all’affermazione di diritti fondamentali e all’istituzionalizzazione di una Costituzione.