La Riforma protestante, l'Impero di Carlo V e la Controriforma
- Degrado morale della Curia romana all'inizio del XVI secolo, caratterizzato da diffusa simonia, nepotismo e subordinazione della missione pastorale a logiche politiche e patrimoniali.
- Spinte umanistiche di rinnovamento religioso guidate da Erasmo da Rotterdam, promotore di un approccio filologico alle Scritture e di una spiritualità interiore aliena da pratiche devozionali esteriori (Elogio della pazzia, 1509).
- Mercificazione della dottrina del "tesoro della Chiesa" attraverso la vendita delle indulgenze per finanziare opere ecclesiastiche, culminata nella campagna indetta nel 1514 da papa Leone X per la fabbrica di San Pietro a Roma.
- Concessione dell'appalto delle indulgenze in Germania ad Alberto di Hohenzollern, indebitato con il banchiere Jacob Fugger per l'acquisto del vescovado di Magonza, con predicazione aggressiva affidata al domenicano Johann Tetzel.
- 31 ottobre 1517: Martin Lutero, frate agostiniano e docente all'Università di Wittenberg, diffonde 95 tesi in latino contestando l'efficacia salvifica del commercio delle indulgenze e l'autorità papale nella remissione delle pene ultraterrene, ricevendo il sostegno del duca di Sassonia Federico il Saggio.
La dottrina luterana e la rottura con Roma
- Giustificazione per sola fede (sola fide): la salvezza dell'anima è un dono gratuito concesso dalla grazia divina mediante la fede personale e non dipende dalle opere buone o dai meriti terreni (principio ricavato dalla Lettera ai Romani di san Paolo).
- Negazione del libero arbitrio umano di fronte all'onnipotenza del disegno salvifico di Dio.
- Principio del sola Scriptura: la rivelazione divina risiede unicamente nella Bibbia, svincolata dal valore dogmatico della tradizione ecclesiastica medievale.
- Riduzione dei sacramenti da sette a due: riconoscimento esclusivo di battesimo ed eucaristia, i soli istituiti direttamente da Cristo nei Vangeli.
- Principio del sacerdozio universale e del libero esame: soppressione della mediazione dell'ordine sacerdotale consacrato; ogni credente battezzato accede direttamente alle Scritture e i pastori fungono esclusivamente da guide della comunità, con facoltà di contrarre matrimonio.
- Reazione papale e imperiale: condanna pontificia con la bolla Exsurge Domine (giugno 1520), bruciata pubblicamente da Lutero nel dicembre 1520; scomunica agli inizi del 1521 e bando dall'Impero sancito da Carlo V con l'editto di Worms (aprile 1521); messa in sicurezza di Lutero nel castello di Wartburg da parte di Federico di Sassonia.
Conflitti sociali e radicamento politico della Riforma in Germania
- Decisiva mediazione della stampa a caratteri mobili tra il 1517 e il 1550 per la divulgazione della traduzione luterana della Bibbia in lingua tedesca e di opuscoli polemici a basso costo.
- Radicalizzazione del dissenso a Wittenberg (1522) con iconoclastia e contestazione dei costumi clericali.
- Guerra dei contadini (1524-1525) guidata dalla predicazione egualitaria di Thomas Müntzer nella Germania centro-meridionale contro tributi, decime, corvées e recinzione delle terre comuni.
- Elaborazione del Manifesto dei 12 articoli da parte delle comunità contadine (richiesta di elezione del pastore, abolizione della servitù personale, recupero dei diritti comunali di caccia, pesca e legnatico).
- Condanna netta di Lutero con lo scritto Contro le bande brigantesche e assassine dei contadini, fondata sulla netta separazione tra libertà interiore del cristiano e dovere di sottomissione all'ordine temporale; massacro degli insorti nella battaglia di Frankenhausen (1525) e decapitazione di Müntzer.
- Dieta imperiale di Spira (1529): revoca delle tolleranze imperiali da parte di Carlo V e solenne protesta formale (protestamur) di sei principi e quattordici città libere, da cui deriva la qualifica di "protestanti".
- Dieta di Augusta (1530): presentazione della Confessione di Augusta ad opera dell'umanista Filippo Melantone, prima professione di fede sistematica luterana volta a ridefinire la continuità evangelica e la riorganizzazione scolastica della Germania.
Il progetto imperiale di Carlo V e le rivolte interne
- Concentrazione ereditaria senza precedenti nelle mani di Carlo d'Asburgo: territori borgognoni e fiamminghi dal padre Filippo (1506); corona spagnola, regni di Napoli, Sicilia, Sardegna e domini americani dal nonno Ferdinando II d'Aragona (1516); domini austriaci dal nonno Massimiliano I (1519).
- Elezione al trono del Sacro romano impero nel 1519 all'età di 19 anni, grazie a consistenti prestiti finanziari concessi dai banchieri Fugger per acquistare il voto dei sette principi elettori contro Francesco I e Federico di Sassonia.
- Ideale politico della monarchia universale (Plus Ultra), nato dalla sintesi tra l'umanesimo irenico di Adriano di Utrecht e il modello cavalleresco iberico del sovrano difensore della cristianità.
- Rivolta dei comuneros in Castiglia (1520-1521): ribellione delle élite urbane contro l'accentramento assolutistico, la pressione fiscale e l'affidamento delle cariche a governanti fiamminghi come Adriano di Utrecht; sconfitta finale delle comunità ribelli a seguito del ritiro del sostegno nobiliare.
Le guerre d'Italia e il confronto franco-asburgico
- Conflitto per l'egemonia sulla penisola italiana e sul corridoio strategico del Ducato di Milano tra la monarchia asburgica e la Francia di Francesco I.
- Cacciata dei francesi da Milano nel 1521, vittoria imperiale a Pavia (1525) con cattura di Francesco I e sottoscrizione forzata del Trattato di Madrid (1526).
- Costituzione della Lega di Cognac (1526) tra Francia, papa Clemente VII, Firenze, Venezia, Genova e Milano per arginare l'accerchiamento asburgico.
- Sacco di Roma (maggio 1527): devastazione della città operata per mesi dalle truppe mercenarie imperiali dei lanzichenecchi (in gran parte luterani); fuga di Clemente VII a Castel Sant'Angelo e a Orvieto.
- Conseguenze politiche del sacco: restaurazione repubblicana a Firenze con espulsione dei Medici, defezione di Genova a favore di Carlo V e pace di Cambrai (1529), che assegna l'egemonia in Italia a Carlo V lasciando la Borgogna alla Francia.
- Incoronazione di Carlo V da parte di Clemente VII a Bologna nella basilica di San Petronio (febbraio 1530) e restaurazione medicea a Firenze (agosto 1530).
- Nuove campagne belliche francesi (1535-1544) e alleanza di Francesco I con l'Impero ottomano di Solimano il Magnifico e con i principi luterani; stipula della pace di Crépy (1544) con riaffermazione del controllo spagnolo su Milano e Napoli.
La frattura confessionale nell'Impero e la pace di Augusta
- Costituzione della Lega militare di Smalcalda (1531) tra principi e città imperiali protestanti in difesa dell'autonomia politica e dei beni ecclesiastici secolarizzati.
- Fallimento definitivo dei tentativi conciliativi teologici nei colloqui di Ratisbona (1541).
- Offensiva militare imperiale e vittoria di Carlo V nella battaglia di Mühlberg (1547), militarmente rilevante ma incapace di sradicare la Riforma in Germania.
- Riapertura delle ostilità con il sostegno del sovrano francese Enrico II ai principi protestanti (1552).
- Dieta imperiale di Augusta (1555): riconoscimento giuridico della coesistenza confessionale luterana e cattolica secondo la formula cuius regio, eius religio (obbligo per i sudditi di uniformarsi alla confessione del principe o di avvalersi dello ius emigrandi); definitivo tramonto del sogno carolino di un'Europa unita sotto un'unica fede.
Il dissenso religioso in Italia e la corrente degli spirituali
- Diffusione precoce delle idee riformate nei centri commerciali ed editoriali, in primo luogo nella Repubblica di Venezia, nei ducati padani e in Toscana; confluenza dei valdesi alpini nella Riforma mediante il sinodo del 1532.
- Sviluppo del movimento riformatore interno degli "spirituali", orientato a un rinnovamento morale, all'accoglimento della giustificazione per fede e al dialogo aperto con il protestantesimo senza formale rottura dottrinale.
- Circolo mistico di Juan de Valdés a Napoli (dal 1535), improntato alla ricerca soggettiva e interiore della salvezza per illuminazione spirituale (alumbrados).
- Circolo di Reginald Pole a Viterbo e Roma (frequentato da Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti) e redazione del Consilium de emendanda Ecclesia (1537) per papa Paolo III.
- Pratica diffusa del nicodemismo: dissimulazione esteriore della conformità ai riti cattolici unita alla conservazione interiore delle proprie convinzioni di fede dissidenti.
Il Concilio di Trento e la riorganizzazione dottrinale e disciplinare
- Convocazione del concilio a Trento da parte di papa Paolo III (1542); apertura formale nel dicembre 1545 priva della partecipazione protestante; trasferimento a Bologna per tifo e conclusione definitiva nel 1563 sotto papa Pio IV (Professio fidei tridentina, 1564).
- Risoluzioni dottrinali: valore congiunto della Sacra Scrittura e della Tradizione ecclesiastica; rifiuto della giustificazione per sola fede e necessità delle opere meritorie; riaffermazione dei sette sacramenti; convalida del Purgatorio, delle indulgenze e del culto di santi, reliquie e Vergine; latino mantenuto quale lingua ufficiale della liturgia; primato assoluto del pontefice.
- Riforme disciplinari: divieto di cumulo delle rendite beneficiarie per i vescovi, con obbligo inderogabile di residenza nella diocesi e svolgimento di visite pastorali periodiche; conferma del celibato ecclesiastico e condanna del concubinato; istituzione dei seminari diocesani per l'istruzione del clero.
- Disciplinamento civile e sociale: formalizzazione del matrimonio come sacramento indissolubile celebrato pubblicamente davanti al parroco, a garanzia della legittimità filiale, della devoluzione ereditaria e della trasmissione delle doti.
La repressione dell'Inquisizione, la censura e i nuovi ordini religiosi
- Bolla Licet ab initio (1542): istituzione della Congregazione del Sant'Ufficio (Inquisizione romana) formata da sei cardinali con giurisdizione suprema e facoltà inquisitorie estese all'intero mondo cattolico (ricorso alla tortura, abiura obbligatoria, esecuzioni al rogo per gli eretici relapsi).
- Sistema di censura libraria preventiva, repressiva ed espurgativa: pubblicazione dell'Indice dei libri proibiti (1559 sotto Paolo IV) e creazione della Congregazione dell'Indice (1571 sotto Pio V); bando delle traduzioni volgari della Bibbia per due secoli e condanna di autori come Boccaccio ed Erasmo; condanna a morte sul rogo del filosofo Giordano Bruno (Roma, 1600).
- Pontificato repressivo di Pio V (1566-1572): processi contro il cardinale Giovanni Morone, esecuzione di Pietro Carnesecchi (1567), espulsione degli ebrei dallo Stato pontificio (1569) con confinamento nei ghetti di Roma e Ancona e imposizione del contrassegno giallo sugli indumenti.
- Fondazione di nuovi ordini regolari: Compagnia di Gesù (Gesuiti), istituita da Ignazio di Loyola e approvata da Paolo III nel 1540, strutturata su rigida gerarchia militare, voto di totale sottomissione al papa, monopolio didattico delle classi dirigenti (ratio studiorum dodicennale) e missioni globali guidate da figure come Francesco Saverio (India, Brasile, Congo).
- Rafforzamento verticistico dell'Inquisizione curiale guidata dal cardinale Gian Pietro Carafa (eletto papa Paolo IV nel 1555), che marginalizza e accusa di eresia gli esponenti spirituali come Reginald Pole.
La spartizione dell'impero asburgico e la pace di Cateau-Cambrésis
- Presa d'atto dell'insuccesso dell'unità imperiale e abdicazione di Carlo V tra il 1555 e il 1556 con spartizione dinastica dei territori asburgici:
- Al figlio Filippo II vanno il Regno di Spagna, i Paesi Bassi, le colonie americane e i possedimenti italiani (Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna).
- Al fratello Ferdinando I spettano il titolo di imperatore del Sacro romano impero, i domini ereditari d'Austria e la corona di Boemia.
- Ritiro di Carlo V nel monastero spagnolo di San Jerónimo de Yuste in Estremadura, dove muore nel 1558.
- Vittoria delle forze spagnole guidate da Emanuele Filiberto di Savoia nella battaglia di San Quintino (1557) contro la Francia.
- Trattato di Cateau-Cambrésis (1559): conclusione delle guerre d'Italia e consacrazione della definitiva egemonia asburgico-spagnola sulla penisola; restituzione della Savoia e del Piemonte a Emanuele Filiberto, restituzione della Corsica a Genova e acquisizione francese di Calais.