Nevi e melanomi

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Melanociti

I melanociti sono cellule dendritiche che derivano dalla cresta neurale e sono responsabili della pigmentazione cutanea. Queste cellule sono localizzate nell'epidermide basale, mentre la membrana basale separa i melanociti dal derma.

Nevi: Definizione e classificazione

I nevi sono proliferazioni tumorali benigne di melanociti e presentano una notevole variabilità clinica, istopatologica e molecolare. Possono essere distinti in congeniti o acquisiti:

Nevi Congeniti

I nevi congeniti si presentano dalla nascita o entro il primo anno di vita. Si stima che siano rari, rappresentando circa l'1% dei neonati, e sono generalmente lesioni singole. Sono più comuni nei maschi e si localizzano principalmente sul tronco, seguiti da estremità e regione testa-collo. Maggiore è la dimensione di un nevo congenito, maggiore è il rischio di trasformazione in melanoma, pertanto è fondamentale un attento monitoraggio.

Classificazione dei nevi congeniti
  • Nevo congenito piccolo: diametro < 1,5 cm, caratterizzato da una macula lievemente pigmentata e ben circoscritta, che col tempo tende a rilevarsi e diventare più scura.

  • Nevo congenito intermedio: diametro compreso tra 1,5 e 20 cm.

  • Nevo congenito gigante: dimensioni dai 20 cm a oltre 60 cm, raro, con caratteristiche piane e aree multiple rilevate.

Rischio di melanoma

Il rischio di insorgenza di melanoma nei primi 5 anni di vita è circa del 4%. L'atteggiamento clinico suggerito è un follow-up periodico o, se possibile, escissione chirurgica nei primi mesi di vita.

Nevi Acquisiti

I nevi acquisiti insorgono dopo il quarto anno di vita, comunemente durante la seconda o terza decade e generalmente hanno dimensioni inferiori a 0,8 cm. Rappresentano il 98% di tutti i nevi e sono diffusi nella popolazione caucasica. La loro frequenza aumenta con l'età, con un rendimento crescente durante l'infanzia e l'adolescenza e un plateau intorno ai 50 anni. Negli anziani si osserva una diminuzione dei nevi.

Caratteristiche dei nevi acquisiti
  • Possono insorgere in tutti i distretti cutanei, con predilezione per il tronco, inclusi sedi acrali e apparato ungueale.

  • I nevi acquisiti sono caratterizzati da:

    • Lesione simmetrica, piatta (nevo giunzionale) o rilevata (nevo composto e intradermico) con aspetto cupoliforme, verrucoso o papillomatoso con margini regolari e pigmento distribuito uniformemente.

Fattori di rischio e eziopatogenesi

I nevi melanocitici acquisiti possono essere influenzati da fattori genetici e ambientali, tra cui l'esposizione a radiazioni ultraviolette. L'eziopatogenesi non è del tutto chiara, ma è stato osservato un numero più elevato di nevi nei soggetti con fenotipo chiaro. La maggior parte dei nevi acquisiti presenta mutazioni del gene BRAF, il quale è coinvolto nella trasmissione del segnale delle chinasi RAS, RAF, MEK, e ERK, noti come Mitogen Activated Protein Kinases (MAPK). Questa via di segnale intracellulare regola la proliferazione e la sopravvivenza cellulare.

Proliferazione melanocitaria e storia naturale

L'incremento del numero di melanociti lungo lo strato basale dell'epidermide porta a:

  • Aggregazione in nidi o teche (nevo giunzionale).

  • Proliferazione nei derma (nevo composto).

  • Perdita progressiva della componente giunzionale (nevo intradermico).

  • Completa scomparsa del nevo sostituito da tessuto collagene o adiposo.

Modificazioni macroscopiche
  • Nevo giunzionale: lesione piana pigmentata (macula) e non palpabile.

  • Nevo composto e intradermico: tendenza progressiva a rilevarsi sul piano cutaneo e a perdere la pigmentazione.
    Alcuni nevi tendono a rimanere nella stessa fase evolutiva nel tempo.

Diagnostica istologica dei nevi

Caratteristiche indicative di lesione benigna:

  • Simmetria: la proliferazione melanocitaria è considerata simmetrica se si valuta lungo un asse passante per il centro della lesione.

  • Assenza di atipie: i melanociti disposti in nidi o teche alla giunzione dermo-epidermica sono privi di atipia citologica e mostrano pigmentazione variabile.

  • Bassa attività mitotica: nel derma si osserva una scarsa o assente attività mitotica.

  • Assenza di spreading pagetoide: segno di benignità.

  • Maturazione: con l'accrescimento in profondità nel derma, la cellula melanocitaria si riduce di dimensioni e il citoplasma assume una forma simil-fusata, evidenza di maturazione cellulare del melanocita.

Nevo Giunzionale

Il nevo giunzionale presenta melanociti aggregati in nidi, distribuiti regolarmente alla giunzione dermo-epidermica. La proliferazione melanocitaria è localizzata alla giunzione dermo-epidermica e non è associata a reazione fibrosa circostante.

Nevo Composto

Nevo composto con melanociti aggregati in nidi sia alla giunzione dermo-epidermica sia nel derma papillare. Presenta maturazione dei melanociti ed è il tipo più comune, con due componenti, quella dermica e quella giunzionale.

Nevo Intradermico

Il nevo intradermico ha melanociti di forma rotondeggiante e ovalare, uniformi per dimensioni e conformazione, localizzati esclusivamente nel derma. Può essere rilevato, cresce lentamente, ha un diametro < 1 cm, è pigmentato e spesso associato a peli. Dal punto di vista istopatologico, si possono riconoscere cluster di melanociti associati a strutture annessiali dermiche, e frequente è la fibrosi dermica che separa la proliferazione nevica dall'epidermide.

Diagnostica istologica comparativa con melanoma
  • Asimmetria: se presente è indice di malignità.

  • Spread pagetoide: presenza di cellule singole o gruppi aggregati oltre la giunzione dermo-epidermica è un segnale di sospetto.

  • Confluenza delle teche: una confluenza delle teche giunzionali o dermiche è indice di irregolarità della crescita neoplastica e può essere allarmante per melanoma.

Marcatori immunoistochimici per le lesioni melanocitarie

Non esistono marcatori completamente utili per distinguere le lesioni melanocitarie benigne da quelle maligne, ma alcuni possono essere utili:

  • SOX-10 e MITF: utilizzati per valutare la riattivazione o la malignità delle vostre lesioni.

  • Mart-1, S-100: da utilizzare con cautela, poiché nella metastasi di melanoma non tutti i casi possono risultare positivi per questi marcatori.

Melanoma

Definizione

Il melanoma maligno è una neoplasia maligna che origina dai melanociti ed è capace di svilupparsi in ogni distretto cutaneo dove sono presenti melanociti.
Il melanoma cutaneo rappresenta circa l'85% di tutti i casi, il restante 15% si verifica in altre localizzazioni come mucose, occhi e meningi.

Incidenza e Mortalità

L'incidenza di melanoma sta aumentando, con notevoli variazioni nella mortalità in tutto il mondo. La mortalità è stata stabilizzata negli anni '70 nei paesi ad alta incidenza, con un'ulteriore prognosi migliorata dovuta a diagnosi precoce.

Statistiche di Incidenza Globali
  • In tutto il mondo, il melanoma è il 19° cancro più comune, con circa 232.000 nuovi casi diagnosticati nel 2012, rappresentando il 2% di tutti i tumori.

  • Le regioni con l'incidenza più alta sono Australia e Nuova Zelanda, seguite da Europa settentrionale e nordamericana.

Diagnosi del melanoma - criteri ABCDE

Un nevo deve essere considerato sospetto per malignità se presenta:

  • A: Asimmetria (forme irregolari rispetto ai nevi benigni).

  • B: Bordi irregolari.

  • C: Colore disomogeneo.

  • D: Diametro aumentato in genere > 6 mm.

  • E: Evoluzione rapida nel tempo.

Approccio Clinico

Nel caso di cambiamenti morfodimensionali o di segni dermatoscopici predittivi di crescita, è importante decidere se monitorare la lesione o procedere all'escissione chirurgica. Le lesioni sospette devono essere sottoposte a biopsia escissionale.

Eziologia

La patogenesi del melanoma coinvolge l'esposizione alle radiazioni ultraviolette come fattore principale, insieme alla predisposizione genetica e a fattori fenotipici.

Alterazioni Genetiche

Le mutate nel melanoma comprendono alterazioni a carico dei geni BRAF, NRAS, e KIT, ciascuna con implicazioni terapeutiche specifiche. Le mutazioni BRAF rappresentano circa il 40-50% dei melanomi, ognuna associata a una proliferazione cellulare incessante e incontrollata.

Trattamento del melanoma

Terapia mirata

I trattamenti mirati, come l'uso di inibitori selettivi (vemurafenib e dabrafenib) sono raccomandati nei pazienti con mutazione BRAF V600E.

Immunoterapia

L'immunoterapia si occupa di manipolare il sistema immunitario per riconoscere e combattere il melanoma. In pazienti con mutazioni BRAF, si possono considerare sia le terapie mirate che l'immunoterapia.

Prognosi

La sopravvivenza nel melanoma è correlata allo stadio della malattia. Il livello di invasione (livelli di Clark e spessore di Breslow) sono fattori critici nella prognosi.