Appunti sulla Rivoluzione Francese e il Periodo Napoleonico

Introduzione alla Rivoluzione Francese

La Rivoluzione Francese si sviluppa come una reazione ai problemi di giustizia sociale e alle disuguaglianze presenti nella società dell'epoca, durante una fase di grande tensione politica e sociale in Francia. Con l'apertura degli Stati Generali, si evidenziano le frizioni tra i vari stati e le richieste di riforme.

Scontri tra i Deputati e l'Autoproclamazione dell'Assemblea Nazionale

Nel processo di deliberazione, circa 1000 deputati si scontrano su modalità di procedura e di voto. Il re ordina che ogni stato discuta separatamente. Tuttavia, il Terzo Stato richiede un voto per testa, rivendicando un maggior numero di deputati per evitare che i primi due stati votino in modo compatto, favorendo così le loro posizioni. I motivi per cui il Terzo Stato ha ottenuto il doppio numero di deputati includono:

  1. La maggiore estensione demografica del Terzo Stato.

  2. La necessità di equità nella rappresentanza.

  3. La possibilità di alleanze strategiche, come l'introduzione delle tasse in accordo con il Terzo Stato.

Fino al 17 giugno, il Terzo Stato si proclama Assemblea Nazionale, rivelando una composizione non soltanto composta da rappresentanti del Terzo Stato, ma anche supportata da membri del clero e nobiltà che abbracciano le idee illuministe.

La Sala della Pallacorda e il Giuramento

Il 20 giugno, il Terzo Stato trova le porte di Versailles chiuse e decide di riunirsi nella sala della pallacorda (utilizzata per il tennis), da cui giurano che non si separeranno fino all’emanazione di una nuova costituzione per la Francia. Si prevede inizialmente una monarchia parlamentare e costituzionale, simile a quella inglese.

Schieramenti e Attività del Re

Due schieramenti si formano: uno conservatore e uno progressista. I conservatori siedono a destra, i progressisti a sinistra. Il re, preoccupato di perdere il suo potere assoluto, circonda la città con l’esercito, aumentando la paura e il malcontento tra i cittadini e portando ad un aumento delle tasse sui beni di prima necessità. Emergono quindi club rivoluzionari, associazioni politiche che contribuiscono a generare paura nel re.

La Presa della Bastiglia

Il 14 luglio 1789, si verifica la presa della Bastiglia, un evento simbolico. La vera ragione per cui la Bastiglia è sull'agenda è la sua funzione di deposito di munizioni. Si diffonde la voce che il popolo deve armarsi contro l'esercito del sovrano, il che porta alla creazione della Guardia Nazionale, guidata da La Fayette, per difendere la rivoluzione e mantenere l'ordine pubblico.

Dopo la presa della Bastiglia, il re è costretto a ritirare le truppe da Parigi e a riconoscere l'Assemblea Nazionale. Sempre più nobili, spaventati dalla situazione, fuggono verso nazioni come la Prussia e l’Austria.

Abolizione del Sistema Feudale e Dichiarazione dei Diritti

Il 4 agosto viene proclamata l’abolizione del sistema feudale, eliminando i privilegi del clero e della nobiltà. Il 26 agosto viene siglata la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, un documento fondamentale che sancisce i diritti dei cittadini e si ispira alla Dichiarazione d'Indipendenza Americana, contribuendo così a definire i principi del liberalismo in Europa.

Contenuti della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino

  1. Libertà di espressione

  2. Habeas corpus: Divieto di arresto e detenzione arbitraria

  3. Uguaglianza davanti alla legge: abolizione delle corti nobili, istituzione dell'equità fiscale.

  4. Accesso alle cariche pubbliche: ammissione di tutti i cittadini (in origine riservate ai nobili).

  5. Tolleranza religiosa: riconoscimento e protezione per gruppi precedentemente discriminati, come ebrei e ugonotti.

  6. Sovranità nazionale: potere al popolo e autodeterminazione delle nazioni.

Riforme e Malcontento

L'Assemblea Nazionale tenta di laicizzare lo stato, nazionalizzando gran parte del patrimonio ecclesiastico per redistribuirlo ai contadini. Tuttavia, poiché la riforma non funziona, aumenta il malcontento tra i cittadini.

Riforme Politiche e Emergenza dei Giacobini

Il 30 marzo 1791 si adotta una Costituzione monarchica che limita il potere del sovrano, senza garantire suffragio universale maschile. Il re, contrario, abbandona la Francia, cercando alleati contro la rivoluzione e travestendosi da domestico, ma viene arrestato a Varennes e portato a Parigi. Il popolo esige la deposizione del re, la tensione aumenta e scoppia una guerra tra Francia, Austria e Prussia.

La Prima Repubblica e l'Assemblea Costituente

Nel 1792, il parlamento dichiara decaduto il re e indice elezioni per un'Assemblea Costituente. Con il progresso della guerra, emergono le difficoltà interne che conducono ad una profonda crisi; il re viene giustiziato nel 1793.

Comitati e Dittatura Giacobina

Il Comitato di Salute Pubblica, guidato principalmente da Robespierre, viene istituito per gestire l’opposizione politica. Si instaura il Grande Terrore, durante il quale avvengono molte giustiziate, inclusi leader giacobini e personalità politiche considerate controrivoluzionarie.

Politica di Prezzi e Riforma Religiosa

Robespierre attua misure drastiche come il controllo dei prezzi e la riscrittura del calendario, con l’intento di sostituire il culto religioso con celebrazioni statali. La riforma religiosa riflette una volontà di cambiare la concezione del tempo e dei valori del popolo.

Caduta di Robespierre e Nuovo Ordine del Direttorio

Nel giugno del 1794, Robespierre viene giustiziato, segnando la fine del Grande Terrore. In seguito, il Direttorio (1795-1799) prende il posto del Comitato di Salute Pubblica, nonostante non riesca a risolvere le crisi economiche e politiche che affliggono la Francia.

Ascenso di Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte emerge come figura chiave nella Francia post-rivoluzionaria, dopo aver riportato successi militari e approfittando del malcontento verso il governo del Direttorio. Con il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), istituisce il Consolato, centralizzando il potere.

Il Consolato e il Plebiscito

Nel 1799 viene redatta una nuova costituzione, approvata da un plebiscito, che conferisce a Napoleone potere esecutivo e legislativo. Il suo regime pur apparendo democratico, risulta in realtà autoritario.

Il Periodo Imperiale e le Guerre

Napoleone viene proclamato imperatore nel 1804, consolidando il proprio potere. Durante il suo impero, mira all'espansione territoriale in Europa, affrontando una coalizione anti-francese. La sconfitta nella campagna di Russia nel 1812 segna un punto di svolta critico, con la perdita di grande parte dell’esercito francese.

Esilio e Legato Storico

Dopo il fallimento delle sue campagne, Napoleone viene esiliato prima all’isola d'Elba e successivamente a Sant'Elena, dove muore nel 1821. Il suo legato storico è complesso: sebbene abbia perpetuato gli ideali della rivoluzione, il suo regime ha anche instaurato un’autorità centralizzata.

Il Congresso di Vienna

Il Congresso di Vienna (1814-1815) segna la restaurazione dell’ordine europeo dopo le guerre napoleoniche, con il ritorno delle vecchie dinastie. Tuttavia, nonostante gli sforzi di restaurazione, i valori della rivoluzione, come il nazionalismo e il liberalismo, continuano a permeare la società europea, anticipando i moti rivoluzionari dell'800.

Nazionalismo e Liberalismo

Il 19° secolo vede un crescente desiderio di affermazione nazionale e diritti civili, contribuendo a diffondere ideali di libertà e autodeterminazione. Questo porta alla nascita di movimenti repubblicani e socialisti, che cercano di garantire una rappresentanza politica più ampia e l'abolizione della monarchia assoluta.