Thomas Paine e Rights of Man (1791) (Lect. 27)
Life of Thomas Paine
Background
One of the Founding Fathers of American independence, credited with influential pamphleteering that helped galvanize public support for independence from Britain.
Born in January 1737 in Thetford, Norfolk, England, to Joseph Pain, a Quaker, and Frances Cocke Pain. His Quaker upbringing instilled in him principles of justice and equality.
Paine è un self-made man, proviene da una famiglia che produce corde per navi.Nasce nel 1737 a Thetford, nel Norfolk, figlio di Joseph Pain, agricoltore e fabbricante di corde per navi (anche se resta controverso se fabbricasse anche corsetti per donne), e Frances Cocke Pain (anglicana).
Changed the spelling of his surname to "Paine" around 1769 to distinguish himself and perhaps align more closely with American identity.
Joseph era un Quacchero, dunque un non-conformista o dissenter, e Frances invece anglicana. Intorno al 1769, Thomas cambia lo spelling del suo nome di famiglia in "Paine".
Left school at the age of 12 due to economic constraints faced by his family; thus, he lacked further formal education.
Studia alla Old School at Thetford Grammar School ma lascia gli studi a soli 12 anni per problemi economici.Held various jobs, including an apprenticeship to his father, but found these occupations unsatisfying and faced many business failures. Ultimately, he experienced profound personal tragedy with the death of his first wife, Mary, during childbirth.
All'età di 13 anni, inizia il suo apprendistato con il padre ma il lavoro non lo soddisfa come non lo soddisfano altri impieghi che assume negli anni successivi. Fra le altre cose tenta di mettersi in proprio con lo stesso lavoro del padre ma fallisce.
Intanto si sposa ma la moglie muore di parto con il figlioletto. Entra come ausiliario nella marina e poi nell'esercito ma anche questi impieghi non sembrano essere fatti per lui.
Early Writings and Military Service
Served as a clerk in the Royal Navy and later joined the Continental Army during the American Revolution. His diverse experiences and relationships helped shape his views on governance and rights.
Wrote "The Case of the Officers of Excise," an early advocacy for fair treatment and pay for soldiers and officers struggling with inadequate compensation.
After remarrying, he faced significant debts that contributed to a tumultuous separation from his wife. Despite personal struggles, he continued writing to express his views.
Met Benjamin Franklin in London, who recognized his talents and encouraged his emigration to America in 1774, where he found a fertile ground for his revolutionary ideas.
Ha la fortuna di incontrare Benjamin Franklin, americano e, soprattutto, rappresentante delle colonie americane a Londra. Fra i due uomini nasce una stima sincera e reciproca tanto che Paine, non riuscendo a trovare soddisfazione in Inghilterra e pieno di debiti, emigra in America nel 1774 con una lettera di presentazione di Franklin.
Al suo arrivo si trova nel pieno della contestazione delle colonie americane nei confronti della Gran Bretagna. Diventato giornalista, 18 marzo del 1775 pubblica sul Pennsylvania Magazine un saggio anonimo abolizionista intitolato African Slavery in America in cui attacca la schiavitù come un "execrable commerce" e un "outrage against Humanity and Justice"
Role in American Revolution
Authored the seminal abolitionist essay "African Slavery in America" in 1775, which argued vehemently against slavery and highlighted the moral contradictions of a nation fighting for freedom.
Published "Common Sense" in January 1776, a pamphlet that advocated for complete independence from Britain, which sold over 500,000 copies in a population of approximately 3 million. This work articulated the need for a moral and philosophical justification for a break from British rule.
Actively participated in revolutionary activities, including serving as the secretary of the Congressional Committee on Foreign Affairs. His role involved strategizing for international alliances, particularly with France.
Became embroiled in controversy over secret negotiations with France, leading to his expulsion from the Committee in 1779, showcasing the political tensions of the revolutionary period.
Nel 1776 nonostante i continui provedimenti e le continue tassazioni che il governo inglese attua nei confronti delle colonie inglesi, i coloni pensano di tentare una riconciliazione con l'Inghilterra. Con il testo Common Sense Paine afferma che sarebbe uno sbaglio per i coloni riavvicinarsi alla madre patria. Il testo viene venduto in 500.000 copie nonostante in America i coloni siano solo poche migliaia.
Ha grande successo anche in Francia. Diventa un testo fondamentale di riferimento per le popolazioni che aspirano all'acquisizione della propria indipendenza. Paine non chiede un compenso per questo testo nonostante sia lui a stamparlo in prima persona e la carta costi moltissimo per via della tassa sulla carta, la Stamp Act, imposta ai coloni dalla Gran Bretagna.
Nel 1777, Paine diviene segretario del Congressional Committee on Foreign Affairs.
L'anno seguente, suscita scandalo un suo scritto in cui rivela di segrete trattative con la Francia da parte di alcuni rappresentanti dei coloni americani.
(“non sta mai fermo e ne combina sempre una“ - L. M. Crisafulli)Si apre per questo un conflitto con Robert Morris e Silas Deane, accusati di queste trattative. Paine viene espulso dal Committee nel 1779.
Tuttavia è lui stesso nel 1781 ad accompagnare, sotto gli auspici di Benjamin Franklin, John Laurens nella sua missione in Francia per trovare sostegno politico ed economico presso la corte. Questa missione avrà un risultato tanto positivo da far sì che Paine venga retribuito dal New York State con una piccola proprietà nella New Rochelle, New York.
Paine decide di arruolarsi nell'esercito ribelle americano e scrive delle lettere pubbliche ai reggimenti che si stanno organizzando per combattere le truppe inglesi al fine di spronarli, sostenendo che la vittoria è possibile mentre impossibile è la sconfitta perché i principi per cui stanno combattendo sono profondamenti giusti.
Come Burke anche Paine possiede e utilizza la retorica, la sua è però meno elaborata di quella di Burke, è più diretta, chiara, raggiunge velocemente il lettore.
Scrive Paine: "Vi sono tempi in cui l'anima umana viene messa alla prova. I soldati che resteranno a combattere per questi principi sono coloro che meriteranno la gratitudine della popolazione. La tirannia è come l'inferno, non si vince facilmente, tuttavia abbiamo questa consolazione: più dura sarà la lotta, più grande sarà la consolazione"
Torna a Londra nel 1787. Allo scoppio della Rivoluzione Francese nel 1789 si schiera apertamente con i rivoluzionari. Nel frattempo esce il testo controrivoluzionario di Edmund Burke intitolato Reflections on the Revolution in France (1790) che fa appello alle classi più agiate, alla aristocrazia e alla Gentry (grandi proprietari terrieri). Il testo di Burke vende circa 30,000 copies.
Paine si mette subito al lavoro per scrivere una sua controlettura della Rivoluzione Francese e una decisa risposta a Burke (insieme ad altri letterati radicali come William Godwin e Mary Wollstonecraft che a loro volta pubblicheranno una risposta al testo di Burke). Paine scrive Rights of Man (1791), un lungo e articolato testo politico in cui attacca il sistema ereditario monarchico e le istituzioni della Gran Bretagna che giudica corrotte.
Inizialmente Paine offre il suo testo per la pubblicazione all'editore radicale Joseph Johnson che viene tuttavia dissuaso a procedere dalla minaccia di gravi ritorsioni da parte di agenti governativi.
Quindi Paine lo propone all'editore J.S. Jordan, che accetta di pubblicarlo, a patto di dichiarare che l’editore fosse completamente esnoerato da qualsiasi responsabilità. Paine parte poi per Parigi per evitare persecuzioni e repressioni. Il testo appare il 13 marzo 1791 e raggiunge un milione di copie vendute. Si diffonde rapidamente fra riformisti, dissenters, whig più democratici e lavoratori dei ceti meno abbienti.In Rights of Man, Paine sostiene che la rivoluzione è giustificata ogni volta che i diritti naturali del popolo non sono più garantiti dal governo. Paine contesta il sistema ereditario del governo britannico che a suo avviso protegge solo gli interessi dei proprietari terrieri e della aristocrazia.
Paine ritiene che una democrazia rappresentativa repubblicana (come quella americana) sia il sistema migliore e più garantista. Seppure ormai in Francia, Paine viene condannato dalle corti di giustizia inglesi per aver pubblicato un libello sedizioso.
Later Life and Legacy
Rights of Man, composto da due parti: la prima scritta nel 1791 e la seconda nel 1792, viene accolto con grande entusiasmo anche dagli irlandesi che mordono il freno sotto il giogo inglese, tanto che James O'Connolly, patriota irlandese, scrive una poesia intitolata come l'opera di Paine. In Francia, dove la sua figura di rivoluzionario è ben accolta, viene nominato cittadino francese e membro onorario dell'Assemblea Nazionale parigina.
Paine partecipa anche al dibattito sulla condanna a morte di Louis XVI ma la sua posizione è nettamente contraria alla condanna a morte e la sua voce è fra le pochissime che si leva a difesa del Re perché, sostiene Paine, la vita umana è un valore supremo e nessuno può privare un uomo di tale dono. La conseguenza del suo intervento all'Assemblea Nazionale gli procura la contrarietà di Robespierre che lo fa imprigionare e condannare a morte. Per uno strano disguido riesce a fuggire dalla prigione il giorno prima di essere mandato alla ghigliottina.
Torna poi in carcere dopo qualche tempo. Gli appelli di molti americani al proprio governo affinché intervenga per la liberazione di Paine non sortiscono alcun effetto anzi dagli Stati Americani viene detto che Paine non è cittadino americano bensì inglese (e l'Inghilterra è in guerra con la Francia, dunque Paine è da considerarsi un nemico). Finalmente, il nuovo rappresentante del governo americano in Francia intercede per lui presso i francesi e riesce a ottenerne la scarcerazione.
Nel frattempo, Rights of Man crea mobilitazione all'interno della società inglese e vi sono manifestazioni per allargare anche il diritto di voto, per il momento concesso solo alla aristocrazia, alla Gentry, e a coloro che economicamente possono garantire di possedere un certo patrimonio. King Giorgio III e il conservatore primo ministro Willam Pitt rispondono alla crescente radicalizzazione attraverso l'emanazione di nuove leggi repressive per reprimere e imprigionare i militanti più radicali. Nel 1794 il Seditious Meetings Act proibisce la libertà di assemblea, per cui non si devono riunire più di 30 person.
Dopo la scarcerazione Paine vive con amici francesi, gli stessi che soccorrerà, portandoli con sé in Francia qualche anno più tardi e a cui lascerà le sue poche proprietà. Paine ha anche un incontro con Napoleone che gli dirà di aver 'ho dormito con una copia dei suoi Rights of Man sotto il cuscino' e si spinge a dire a Paine che "a statue of gold should be erected to you in every city in the universe". A sua volta Paine discute con Napoleone addirittura di una possibile invasione dell'Inghilterra.
Nel Decembre del 1797, scrive due saggi, uno dei quali si chiama infatti "Observations on the Construction and Operation of Navies with a Plan for an Invasion of England and the Final Overthrow of the English Government". Mentre, nel 1804, pubblica "To the People of England on the Invasion of England advocating the idea". Cionondimeno, allorché a suo avviso Napoleone assume le caratteristiche del dittatore, Paine lo condanna come "the completest charlatan that ever existed". Paine rimane in Francia fino al 1802, e ritorna negli Stati Uniti su invito del Presidente Jefferson a cui lo lega una vecchia amicizia.
Al suo ritorno le cose non appaiono semplici per la convinzione di Paine che il precedente Presidente americano, George Washington, abbia cospirato con Robespierre per imprigionarlo. Paine, alienandosi molti amici americani e francesi, cerca di rovinare la reputazione di Washington chiamandolo un traditore che non merita la sua fama politica e militare. Decide quindi di inviargli una lettera in cui lo descrive come un comandante incompetente e una persona vanagloriosa e ingrata.
Scrive inoltre che senza l'aiuto dei francesi non avrebbe mai ottenuto la vittoria sugli inglesi, pertanto ha "but little share in the glory of the final event". Non ricevendo una risposta, decide di pubblicare la lettera nel1796. Paine muore nel 1809 a New York depresso, alcolizzato e malato. Dieci anni più tardi, William Cobbett, grande scrittore e giornalista radicale, riporta i resti di Paine in Inghilterra nella speranza di seppellirli in un memoriale nazionale. Ma la sua buona intenzione non ha esito. Alla sua morte i resti di Paine spariranno e ad oggi nulla si sa di essi. (“muore depresso, forse alcolizzato, e decisamente non ricco”)
Significant Works
Common Sense (1776)
Overview: This pamphlet boldly advocated for the total independence of the American colonies from British rule, employing clear and persuasive language that resonated with the common people.
Divided into four parts:
Origins of Government and the Social Contract: Reflected on the establishment of societies and the necessity of governance for maintaining order and protecting rights.
Critique of the Constitutional Monarchy in England: Argued against the monarchy's existence, positing that it contradicts the principles of a free and just society.
Importance of American Independence: Proposed a new government structure that prevented tyranny and promoted individual liberties, akin to a "Magna Charta."
Procedures for Electing the President of the United States: Outlined democratic principles that would later influence the formation of the U.S. government.
additional notes (PPT)
In America Paine scrive il pamphlet Common Sense (1776), in cui chide la completa indipendenza delle colonie americane, argomentando che il repubblicanesimo è il solo ad offrire un razionale sistema di governo. Sostenendo la libertà americana (e le sue potenziali capacità commerciali) Paine accantona le tradizionali convenzioni della politica Britannica.
Il testo si divide in 4 diverse sezioni:
Nella prima parte che tratta l'origine e il disegno del governo generale, Paine riflette su come si formano le società, sul contratto sociale, ed espone la necessità delle società di produrre una regolamentazione alla quale attenersi. Il contratto per lui è più un fatto di socializzazione, di semplificazione delle condizioni di vita. Non vi è in natura belligeranza fra gli individui perciò non è per questo motivo che nasce il patto sociale. Ma via via che la comunità cresce nascono dei problemi di rappresentatività perché un maggiore numero di persone impedisce una adeguata rappresentanza. La nomina dei rappresentanti del popolo deve avvenire attraverso elezioni. Nasce così il governo che promulga delle leggi ma non vi è una delega del potere decisionale a uno o a pochi bensì vige un sistema parlamentare elettivo. La monarchia è condannata e ritenuta tirannica perché il governo è nelle mani di pochi e la loro nomina non è elettiva bensì funziona in modo ereditario.
Nella seconda parte dell'opera afferma che il problema del sistema inglese è proprio l'impostazione dello stato come Monarchia Costituzionale, la quale prevede la separazione del potere fra Parlamento, che elabora le leggi, e il Monarca che le approva e le promulga. Par Paine è meglio eliminare totalmente la figura del sovrano così che il Parlamento possa operare liberamente e il pericolo di un ritorno alla tirannia venga debellato.
Nella terza parte Paine tratta l'argomento che più gli preme: il conflitto fra l'Inghilterra e le colonie americane. Afferma che la soluzione migliore è la totale indipendenza delle colonie dalla madre patria. Propone una carta, una sorta di Magna Charta
Americana, in cui tutto il popolo americano possa riconoscersi. La carta deve essere scritta da un congresso composto dai rappresentanti delle colonie eletti direttamente dai coloni.
Questa Magna Charta deve descrivere un nuovo governo nazionale, il quale dovrebbe essere nella forma di un congresso e garantire le libertà e i diritti popolari. In sostanza, Paine delinea quella che in pochi anni diventerà la democrazia degli Stati Uniti d'America. (quanto paine disegna sarà Proprio come gli americani faranno)la quarta parte dell'opera spiega come dovrebbe avvenire l'elezione del Presidente degli stati uniti d'America.
Rights of Man (1791)
Context: Written in response to Edmund Burke's "Reflections on the Revolution in France," this work defended the principles of the French Revolution and criticized Burke’s conservative stance.
Key Themes: Advocated for representative democracy over hereditary rule and took a stand against the injustices of the British monarchy and corrupted political institutions.
Reception: Published to widespread acclaim, reaching over one million copies sold, it garnered support from workers and radicals across Europe, solidifying Paine's reputation as a key revolutionary thinker.
additional notes (PPT)
PARTE ‘1
Nella prima parte Paine risponde al testo di Burke e ne contesta alcune affermazioni. Afferma che diritti civili e politici devono essere tali per tutti gli uomini perché tutti gli uomini nascono uguali di fronte a Dio e perché nello stato di natura tutti possiedono eguali diritti. Inoltre sostiene che solo una repubblica democratica può garantire e proteggere i poteri e i diritti di uomini e donne.Se Burke afferma che la costituzione inglese va protetta e mantenuta immutata perché assicura continuità alla società inglese, Paine sostiene invece che il buon funzionamento della costituzione è intralciato e limitato dalla presenza di un monarca.
Burke sostiene la continuità della costituzione inglese, Paine sostiene che non si possa imporre alle generazione future la costituzione di quelle precedenti perché ogni generazione deve essere padrona della propria libertà, in quanto il contesto storico culturale cambia, quindi deve essere padrona di ridefinire i propri principi.
Per Paine un potere straordinario associato ad uno stipendio straordinario producono il centro attorno a cui si genera ogni forma di corruzione; dare ad un uomo un milione all'anno e dotarlo del potere di decidere le imposte e le libertà di quel paese significa che quel paese non sarà più libero. Ciò che si chiama lo splendore delle corti non è altro che la corruzione dello Stato, per cui, afferma Paine, si tratta di una banda di parassiti che vivono nello sfarzo a spese dei contribuenti.
Secondo Burke i vecchi Whig, di cui lui era parte, sono coloro che garantiscono la monarchia costituzionale, i diritti del Parlamento, mentre i nuovi Whig sono quelli come Price, i più radicali che vogliono solo generare anarchia. Secondo Paine il sistema considerato nuovo non è realmente nuovo ma è il più antico perché è quello che più si avvicina ai diritti naturali dell'uomo, all'origine stessa dell'umanità. Il sistema ereditario imprigiona la libertà perché per natura si tratta di un governo tirannico, la situazione è paradossale perché ereditare un governo significa ereditare un popolo e questo comporta trattare il popolo come bestiame che si tramanda di padre in figlio.
Burke sosteneva che gli ideali francesi rappresentassero una società fondata sul "level system" una società che livella eliminando le differenze. ["LEVELLERS" → termine che scaturisce dalla rivoluzione puritana per indicare la parte più estremista della comunità puritana].
Secondo Burke i levellers francesi hanno strumentalizzato gli ideali puritani inglesi per sovvertire l'ordine naturale delle cose.
Paine, a coloro che considerano il suo testo come un sistema volto a livellare, risponde che chi lo considera in tal modo non ha capito il significato del termine
'levelling'. L'aggettivo livellante può essere applicato solo al sistema ereditario in cui il livellamento avviene sul piano mentale, a nessuno è infatti lasciata la possibilità di evolversi, di nutrire un libero pensiero, costruirsi un futuro in modo libero, pertanto, il sistema ereditario non ha fatto altro che svuotare le menti.Una monarchia ereditaria significa ereditare l'ignoranza non la saggezza conclude Paine.
PARTE ‘2Nella seconda parte Paine diventa ancora più radicale e tocca soprattutto i problemi sociali, in particolare la questione della povertà affermando che essa è causata da cattive leggi e che per risolverla è necessario modificare le leggi britanniche. Paine pubblica l'intera carta dei diritti e dei doveri del cittadino prodotta dall'Assemblea Nazionale francese come modello di riferimento e aggiunge che fra la popolazione dovrebbe essere coltivata simpatia e fratellanza nei confronti dell'altro non ostilità e inimicizia.
L'altro non è, sostiene Paine, altro da noi, ma solo il caso lo ha fatto nascere in un altro paese e crescere in un altro popolo che gli ha impartito un'altra educazione. Il commercio è pertanto utile in quanto forma di dialogo e scambio fra culture e popolazioni differenti; il contatto commerciale serve per aprire una comunicazione civile con le altre nazioni.
Paine parla ancora a lungo dei poveri, indaga dove si potrebbe trovare la somma adeguata per uscire dalla povertà: costruire case, assicurare pasti. I governi non riescono a estirpare la povertà perché hanno altri interessi, e per questo non sono degni di governare. La ragione, la persuasione e il convincimento sono le uniche armi da utilizzare per raggiungere tali scopi.
Se si potesse veramente commerciare liberamente, e non chiudersi su se stessi decidendo di commerciale solo con alcune popolazione, si potrebbe estirpare il sistema pernicioso delle guerre. L'indipendenza è felicità e permette di osservare le cose con razionalità, "il mio paese è il mondo e la mia religione è operare per il bene"
afferma Paine.
The Age of Reason
Letto superficialmente, come fecero gran parte degli americani, può sembrare una programmazione del pensiero ateo e una mistificazione di ogni religione. In realtà Paine cerca di richiamare ogni individuo a basare ogni sua decisione non su ira, vendetta, fede, religione o ideologia, ma sulla ragione e sulla libertà di pensiero.
L'ordine che egli auspica è quello della creazione, quello naturale, che in un certo senso è divino, ordinato ed equilibrato. Delle proprie convinzioni religiose in The Age of Reason Paine scrive: "I believe in one God, and no more; and I hope for happiness beyond this life." Paine si
proclama Deist.
Conclusion
Thomas Paine's writings and activism were pivotal in shaping revolutionary thought in both America and Europe. His powerful advocacy for individual rights and democratic governance left a lasting imprint on the political landscape, influencing future generations and the ongoing struggle for equality and justice.