Storia Moderna e Contemporanea: Dalla Scoperta dell'America alla Modernità Globale
La Scoperta dell'America e le Nuove Rotte Oceaniche
Il processo di espansione europea ebbe inizio ufficialmente con lo sbarco di Cristoforo Colombo nell'isola di Guanahani, denominata San Salvador (nelle Bahamas), il ottobre . Colombo, influenzato dalle teorie dello scienziato fiorentino Paolo Toscanelli sulla sfericità della Terra e sulla possibilità di raggiungere l'Oriente andando verso occidente, era convinto di essere giunto in Asia. I calcoli di Toscanelli erano tuttavia errati, poiché stimavano il globo terrestre assai più piccolo delle sue dimensioni effettive. Colombo compì quattro spedizioni tra il e il . Nella seconda attraversò le Antille, nella terza scoprì il delta dell'Orinoco e nella quarta esplorò le coste dell'Honduras e di Panama, finendo però naufrago.
L'Europa del tempo cercava l'Oriente (Cina, Giappone, India) per l'approvvigionamento di merci preziose come gioielli, tessuti e spezie. Pepe, cannella e noce moscata erano fondamentali non solo per il gusto, ma per conservare i cibi in un'epoca priva di refrigerazione. La necessità di nuove rotte derivava anche dall'instabilità dei percorsi tradizionali causata dalla crescita dell'Impero Ottomano. Per gestire la rivalità tra Spagna e Portogallo, papa Alessandro VI Borgia intervenne nel con una bolla che riconosceva alla Spagna il diritto sulle terre scoperte, vincolandole all'evangelizzazione. Il giugno si giunse al Trattato di Tordesillas, che tracciò la "raya", una linea meridiana a miglia a ovest delle Azzorre: le terre a occidente spettavano alla Spagna, quelle a oriente al Portogallo.
Il Portogallo puntò sulla circumnavigazione dell'Africa. Già nel Bartolomeo Diaz superò il Capo delle Tempeste (ribattezzato Capo di Buona Speranza). Nel , Vasco da Gama seguì la stessa rotta e il maggio arrivò a Calicut, in India. Un altro navigatore, Pedro Álvares Cabral, spingendosi a occidente nel , scoprì il Brasile, che rientrava nei confini portoghesi stabiliti a Tordesillas. Fu l'italiano Amerigo Vespucci, tra il e il , a comprendere che non si trattava dell'Asia ma di un nuovo continente, una "quarta parte" del mondo, che fu chiamata America in suo onore.
La Conquista spagnola e l'Organizzazione Coloniale
La conferma dell'esistenza di un vasto continente trasformò Spagna e Portogallo nei primi imperi coloniali moderni. Nel , Hernán Cortés avviò la spedizione in Messico contro l'Impero Azteco, governato dal sovrano Montezuma II. Nonostante la sproporzione numerica, gli spagnoli vinsero grazie alle armi da fuoco, all'uso del cavallo e alla credenza indigena che i nuovi arrivati fossero divinità orientali. Nel Carlo V nominò Cortés governatore della Nuova Spagna. Parallelamente, Francisco Pizarro e Diego de Almagro ottennero l'autorizzazione nel per muovere contro l'Impero Inca. L'espansione Inca aveva raggiunto Bolivia, Ecuador e Cile sotto il re Pachacuti (), ma al momento dell'arrivo spagnolo era indebolita da una guerra civile tra i figli del defunto sovrano Capac. Il potere spagnolo si stabilizzò definitivamente solo nel .
La struttura amministrativa degli imperi seguiva il modello spagnolo, divisa nei due viceregni della Nuova Spagna e del Perù (cui si aggiunse la Nuova Granada nel ). La Corona cercò di evitare la nascita di feudi autonomi istituendo l'Audencia per il controllo giudiziario e amministrativo, sebbene il potere fattuale fosse spesso nelle mani degli encomenderos (affidatari di terre e manodopera indigena). La conquista fu dichiarata ufficialmente conclusa nel , quando il governo suggerì di sostituire il termine "conquista" con "scoperta". Le conseguenze per le popolazioni native furono devastanti: traumi biologici dovuti a malattie europee e sfruttamento brutale della forza lavoro.
Altre nazioni si mossero verso il Nord America: Giovanni e Sebastiano Caboto, per l'Inghilterra, scoprirono la baia di Hudson e il Labrador (-), mentre Giovanni da Verrazzano, per la Francia (), esplorò le coste settentrionali. Nel Ferdinando Magellano partì al servizio della Spagna per circumnavigare il globo; l'impresa terminò nel , confermando scientificamente la sfericità della Terra e scoprendo il passaggio a sud tra Patagonia e Terra del Fuoco.
Rinascimento, Stati Moderni e Riforma Religiosa
Il Rinascimento nacque in Italia nel XVI secolo come consapevolezza di poter non solo imitare, ma riprodurre la cultura classica. L'Italia rimase il centro culturale dell'Europa e il paradigma estetico-politico, ma subì un paradosso: alla fioritura culturale non corrispose un'unità politica. Mentre l'Europa assisteva alla nascita dei grandi Stati moderni centralizzati, l'Italia rimaneva frammentata. L'invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Johann Gutenberg a metà del Quattrocento fu lo strumento decisivo per la diffusione del sapere.
Lo Stato moderno si caratterizzò per la legittimità dinastica, la creazione di apparati burocratici (Consigli, Ministeri) e il controllo della forza armata e delle finanze. In Francia, i Valois unificarono il territorio con Luigi XI. In Inghilterra, i Tudor (Enrico VII ed Enrico VIII) rafforzarono il consiglio regio escludendo i nobili non fidati e mantenendo il Parlamento (Camera dei Lord e dei Comuni) in una posizione subordinata. In Spagna, l'unificazione del sotto Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia portò alla creazione di Consigli di Stato e di Guerra. La Russia visse una modernizzazione sotto Ivan III e Ivan IV "il Terribile", che limitò il potere dei boiari. Al contrario, la Polonia rimase una monarchia elettiva dominata dall'aristocrazia.
Il Cinquecento è descritto dagli storici come una "falsa partenza" economica: nonostante l'aumento demografico (fino a di abitanti) e l'afflusso di metalli preziosi americani che scatenò la "rivoluzione dei prezzi", la ricchezza non divenne stabile causa le guerre continue e l'eccessiva disuguaglianza sociale. La chiesa di Roma affrontò una crisi morale (simonia, concubinato, vendita delle indulgenze). Il ottobre , Martin Lutero affisse le tesi a Wittenberg; egli sosteneva il sacerdozio universale, riconosceva solo sacramenti (Battesimo ed Eucarestia) e contestava l'autorità papale. Nonostante la scomunica () e la messa al bando da parte di Carlo V nella Dieta di Worms, la Riforma si diffuse con l'appoggio dei principi tedeschi (Lega di Smalcalda). La Pace di Augusta () stabilì il principio "cuius regio eius religio". La Chiesa rispose con il Concilio di Trento (-), l'Inquisizione e l'Indice dei libri proibiti.
Il Mediterraneo e lo Scontro tra Imperi
Dopo la conquista di Costantinopoli (), l'Impero Ottomano divenne la potenza egemone del Mediterraneo. Sotto Maometto II, la città fu ribattezzata Istanbul e divenne un centro multietnico. L'espansione ottomana spaventò la cristianità, specialmente dopo lo sbarco a Otranto nel . Sotto Selim I (-), gli ottomani sconfissero i Safavidi iraniani nella battaglia di Cialdiran () e conquistarono l'Egitto mamelucco (), assumendo il controllo dei luoghi santi dell'Islam. La Persia dei Safavidi, sotto lo Scià Ismail, si era consolidata imponendo lo sciismo duodecimano, in contrasto con il sunnismo ottomano.
Solimano il Magnifico (-) portò l'Impero al suo apice, conquistando Belgrado (), Rodi () e gran parte dell'Ungheria dopo la battaglia di Mohács (). Nel assediò Vienna. Carlo V, contemporaneamente, doveva gestire l'impero, i luterani e il conflitto con la Francia. Le "Guerre d'Italia" (-) videro la Spagna trionfare sulla Francia (Battaglia di Pavia, ) e assicurarsi il controllo di Milano e Napoli. Nel , le truppe di Carlo V saccheggiarono Roma. La rivalità marittima fu accesa: l'ammiraglio ottomano Barbarossa sconfisse la flotta cristiana a Preveza (). Carlo V riuscì a conquistare Tunisi nel , ma Tripoli cadde nel . Solimano riformò lo Stato ottomano basandolo sul gran visir, il Consiglio imperiale e i giannizzeri (soldati scelti di origine cristiana).
Filippo II di Spagna ereditò i domini paterni nel . Il Mediterraneo vide lo scontro finale: dopo che gli ottomani presero Cipro ai veneziani (), la Lega Santa sconfisse la flotta turca nella battaglia di Lepanto il ottobre . Nonostante la vittoria cristiana, la stabilità ottomana rimase solida. Iniziò un periodo di staticità reciproca noto come "pace mediterranea", durante il quale l'Impero Ottomano rimase una realtà multietnica e multireligiosa organizzata in province autonome.
L'Economia Atlantica e la Crisi del Seicento
Tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, l'Europa entrò in una fase di crisi e raffreddamento climatico. L'agricoltura cerealicola subì un corto circuito causa la pressione demografica e le carestie. Alcune aree svoltarono verso colture specializzate (gelso, riso, vite); Inghilterra, Olanda e Francia investirono nel capitalismo finanziario. Amsterdam divenne il centro del mercato mondiale. La Spagna iniziò il declino nonostante l'oro e l'argento americano (la "carrera de Indias"). Il commercio atlantico era un affare di Stato, ma i costi di difesa divennero insostenibili.
In Inghilterra, Elisabetta I (-) pose le basi di un regno glorioso: promosse le "enclosures" (recinzioni delle terre comuni) trasformando l'agricoltura in senso imprenditoriale. Sconfisse l'Invincibile Armata spagnola nel . I Paesi Bassi (Fiandre) insorsero contro Filippo II per motivi fiscali e religiosi (diffusione del calvinismo); guidati da Guglielmo d'Orange, dichiararono l'indipendenza delle Province Unite nel . L'Olanda divenne il modello repubblicano e mercantile per eccellenza, dominando i traffici con la Compagnia delle Indie Orientali () e Occidentali ().
La colonizzazione del Nord America vide l'insediamento francese in Canada (Champlain fondò Quebec nel ) e quello inglese sulla costa atlantica. In Virginia e nel Maryland nacquero le prime piantagioni di tabacco, mentre nel Massachusetts i Padri Pellegrini fondarono Plymouth () cercando libertà religiosa. Gli olandesi fondarono Nuova Amsterdam (Manhattan) nel , poi ceduta agli inglesi come New York nel . Il Seicento fu segnato dalla Guerra dei Trent'anni (-), iniziata come conflitto religioso in Boemia (Defenestrazione di Praga) e terminata come guerra totale per l'egemonia europea. La Pace di Vestfalia () segnò il declino spagnolo e l'ascesa della Francia come prima potenza continentale.
Il Secolo dei Lumi e le Rivoluzioni Industriali
Il Settecento fu il secolo dell'Illuminismo e della stabilità politica post-Vestfalia. La Rivoluzione Scientifica, avviata da Copernico e consolidata da Galileo Galilei col metodo sperimentale, cambiò la percezione dell'universo. Lo Stato moderno evolse verso la monarchia parlamentare in Inghilterra (Gloriosa Rivoluzione del , Bill of Rights) e verso l'assolutismo in Francia (Luigi XIV, il Re Sole). In Russia, Pietro il Grande modernizzò l'impero fondando San Pietroburgo ().
L'Illuminismo, con centri a Parigi, Londra e nelle accademie europee, promosse la ragione contro il pregiudizio. Montesquieu teorizzò la separazione dei poteri; Rousseau l'uguaglianza sociale e il contratto democratico; Voltaire la tolleranza religiosa. L'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert catalogò il sapere umano. In campo economico, la "rivoluzione demografica" portò l'Europa da a di abitanti entro il . Questo fu possibile grazie alla rivoluzione nelle campagne (enclosures, rotazione quadriennale) e ai progressi medici (vaccino antivaioloso).
La prima Rivoluzione Industriale nacque in Inghilterra nella seconda metà del XVIII secolo. James Watt brevettò la macchina a vapore nel . Adam Smith, ne "La ricchezza delle nazioni", teorizzò la divisione del lavoro e il libero mercato. Nacquero le città industriali e una nuova classe sociale: il proletariato. Parallelamente, il panorama politico mondiale fu scosso dalla Guerra dei Sette Anni (-), combattuta in Europa, America e Asia, che consacrò l'Inghilterra come potenza marittima globale a discapito della Francia.
La Rivoluzione Francese e l'Età Napoleonica
La crisi finanziaria francese, unita all'opposizione dei ceti privilegiati (nobiltà e clero) alle riforme fiscali, portò Luigi XVI a convocare gli Stati Generali nel maggio . Il Terzo Stato si proclamò Assemblea Nazionale e il luglio il popolo parigino assaltò la Bastiglia. L'Assemblea abolì la feudalità e approvò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. La fuga del re a Varennes () e la successiva guerra contro l'Austria portarono al crollo della monarchia e alla nascita della Repubblica ().
Sotto la guida di Robespierre e dei Giacobini, la Francia visse il periodo del "Terrore", caratterizzato da esecuzioni di massa e democrazia totalitaria. Dopo la caduta di Robespierre (), il Direttorio assunse il potere. Emerse allora la figura di Napoleone Bonaparte. Dopo la fortunata campagna d'Italia e quella in Egitto (segnata dalla sconfitta navale di Abukir contro Nelson), Napoleone attuò un colpo di Stato nel , diventando Primo Console e poi Imperatore nel . Egli riformò lo Stato col Codice Civile, fondò la Banca di Francia e centralizzò l'amministrazione tramite i prefetti.
L'egemonia napoleonica sull'Europa fu sancita da vittorie come Austerlitz (), ma contrastata dal blocco navale inglese e dalla resistenza in Spagna. La fallimentare campagna di Russia () segnò l'inizio della fine. Sconfitto a Lipsia () e definitivamente a Waterloo (), Napoleone fu esiliato a Sant'Elena. Il Congresso di Vienna (-), guidato da Metternich, cercò di restaurare l'antico ordine basandosi sui princìpi di legittimità e equilibrio, riportando i Borbone sul trono francese con Luigi XVIII.
Risorgimento, Unificazioni e Imperialismo
L'Ottocento fu il secolo del Romanticismo, che sostituì la ragione illuminista col sentimento e il culto della nazione. La stabilità della Restaurazione fu scossa dai moti del , e soprattutto dal (la "primavera dei popoli"). L'Inghilterra visse l'era vittoriana (-), diventando leader del libero scambio e della colonizzazione interna in India. In Italia, Cavour e Garibaldi furono i motori dell'unificazione: dopo la spedizione dei mille e le guerre contro l'Austria, il Regno d'Italia fu proclamato nel sotto Vittorio Emanuele II.
In Germania, il cancelliere Otto von Bismarck realizzò l'unificazione prussiana attraverso tre guerre, culminate con la vittoria sulla Francia a Sedan (). Nel nacque il Secondo Reich tedesco a Versailles. In America, gli Stati Uniti completarono l'espansione a Ovest, vinsero la guerra contro il Messico () e affrontarono la sanguinosa Guerra Civile (-) tra Nord unionista e Sud confederato, conclusasi con l'abolizione della schiavitù sotto Lincoln. L'America Latina ottenne l'indipendenza dalla Spagna grazie a Bolívar e San Martín, mentre il Brasile divenne un impero indipendente nel .
L'Africa interna iniziò a essere esplorata da missionari come Caillié e i fratelli Lander. La metà del XIX secolo fu segnata dalla "Questione d'Oriente" per il possesso dei territori dell'ormai fragile Impero Ottomano (Guerra di Crimea, -) e dall'apertura del Canale di Suez (), che rivoluzionò i traffici globali. Alla fine del secolo, l'Europa si impose globalmente attraverso un nuovo aggressivo imperialismo, reso possibile dalle innovazioni della Seconda Rivoluzione Industriale (elettricità, chimica, acciaio).