Termodinamica - Appunti Completi (Riassunto)
Primo principio della termodinamica
- Il primo principio permette trasferimenti di energia tra sistemi a condizione che sia rispettata la conservazione dell'energia.
- Concetti chiave:
- l’energia interna può essere immagazzinata; il sistema energetico si comporta come una «banca»
- eseguendo lavoro sul sistema, esso immagazzina una certa quantità di energia $U$
- l’energia $U$ può essere ceduta sotto forma di calore o di lavoro: ΔU=q+w
- in genere w≈−pΔV
- Condizioni: questo principio vale solo per sistemi chiusi; sistema isolato = sistema + ambiente; in tale caso ΔU=0.
- Direzione del trasferimento di calore: il primo principio non determina la direzione del calore; si sa dall’esperienza che il calore va dal corpo a temperatura maggiore a quello a temperatura minore, ma questa direzione non è imposta dal primo principio.
- Trasformazioni spontanee e direzione: alcune trasformazioni chimiche/fisiche sembrano avere una direzione naturale; ecco esempi:
- CH₄ brucia in O₂ producendo CO₂ e H₂O; questo processo non riforma CH₄ e O₂.
- Le trasformazioni spontanee si svolgono da sole in condizioni specifiche, senza apporto continuo di energia dall’esterno.
- Energia di attivazione: tutte le trasformazioni chimiche richiedono energia iniziale ($E_a$); una volta avviato un processo spontaneo, non è necessario un ulteriore apporto di energia.
- Nota: ΔH < 0 significa che i prodotti hanno energia minore dei reagenti.
- Esempi di processi endotermici spontanei:
- dissoluzione del sale di ammonio in acqua; es. si rompe un sacchetto contenente sale e acqua, contatto tra sale e acqua è endotermico e l’ambiente si raffredda.
- Espansione di un gas nel vuoto: processo isotermico con ΔH=0.
- Il ghiaccio al di sopra di 0 °C può sciogliersi spontaneamente, formando acqua liquida; questa trasformazione è endotermica.
- Caratteristica comune di tali processi: non sono favoriti energeticamente, non sono reversibili e portano da stato più ordinato a stato meno ordinato (aumento di disordine).
- Entropia e secondo principio: la discussione introduce l’entropia $S$; il secondo principio si fonda sull’entropia.
- In sintesi: tutte le trasformazioni spontanee e irreversibili tendono ad andare verso una direzione di massimo disordine (entropia) e di minore energia (entalpia).
Entropia e secondo principio della termodinamica
- Entropia definita: grandezza termodinamica che misura il grado di disordine o casualità di un sistema.
- Due modi principali per definire l’entropia:
1) Meccanica statistica: S=kBln(W)
- Se un sistema può distribuire la sua energia su un numero $W$ minore, ha entropia minore; su un $W$ maggiore, entropia maggiore.
2) Trasferimento di calore reversibile: S=Tqrev
- L’entropia è una funzione di stato: ΔS=S<em>finale−S</em>iniziale.
- Metodi di calcolo:
- considera gli scambi di calore che avvengono durante trasformazioni; S=Tqrev, dove $T$ è la temperatura al quale avviene lo scambio di calore e $q$ è il calore assorbito.
- un processo REVERSIBILE procede lentamente attraverso infiniti stati di equilibrio.
- Esempi di reversibilità:
- espansione di un gas a temperatura costante (processo reversibile): differisce dall’espansione irreversibile (es. a pressione esterna ridotta rapidamente).
- Relazione con la spontaneità: la differenza di calore scambiato tra una forma reversibile e una forma irregolare serve come misura della tendenza alla spontaneità.
- Un equilibrio universale: considerare sistema + ambiente; la spontaneità riferita all’universo:
- per una trasformazione spontanea, \Delta S{universo} = \Delta S{sistema} + \Delta S_{ambiente} > 0.
- Dipanare l’effetto del trasferimento di calore reversibile sull’entropia del sistema:
- fornire una quantità di qrev ha effetto maggiore a basse temperature; a temperature elevate la redistribuzione interna è già elevata, quindi l’effetto è minore.
Terzo principio della termodinamica
- Non esistono ordini assoluti di entropia; il terzo principio definisce l’entropia assoluta:
- un cristallo perfetto ha entropia nulla alla temperatura dello zero assoluto: Sv0=0(0 K), perché tutte le particelle sono disposte ordinatamente e $W=1$.
- Per ottenere $S$ a una temperatura data:
- si raffredda una campione cristallino fino a ~0 K, si riscalda fornendo calore in incrementi infinitesimali e si sommano gli incrementi di entropia.
- L’entropia è una proprietà estensiva; si usa tipicamente l’entropia molare standard $S^0$.
- Fattori che influenzano l’entropia assoluta $S^0$ (a livello molecolare):
- Variazioni di temperatura: $S^0$ aumenta con l’aumentare della temperatura (più microstati disponibili).
- Stati fisici e transizioni di fase: da solido a liquido e da liquido a gas aumentano l’entropia; la fusione e successiva vaporizzazione hanno effetti notevoli su $S^0$.
- Dissoluzione di solidi o liquidi: l’entropia di soluti dissolti è di solito maggiore rispetto al soluto puro; la natura del processo di dissoluzione influenza la variazione complessiva di entropia.
- Dissoluzione di gas: dissociazione di gas in una fase condensata diminuisce l’entropia; mescolamento di due gas aumenta $S^0$.
- Complessità molecolare e allotropia: per elementi, l’entropia cresce lungo un gruppo o con forme allotropiche che permettono maggiore movimento; esempio: grafite vs diamante; in composti, $S^0$ aumenta con la complessità chimica (numero di atomi) a stato di aggregazione fisso.
- Entropia standard di reazione ($\Delta S^0r$): prevedibile dal numero di moli gas coinvolti; più moli di gas al passaggio reagenti→prodotti, maggiore è $\Delta S^0r$ (positivo); meno moli di gas, $\Delta S^0_r$ può essere negativo.
- Vincolo secondo principio: trasformazioni esotermiche aumentano l’entropia dell’ambiente; la variazione di entropia dell’ambiente è legata al calore trasferito: ΔS<em>ambiente=−Tq</em>sistema; a pressione costante, ΔS<em>ambiente=−TΔH</em>sistema.
Energia libera di Gibbs (ΔG)
- Definizione: la variazione di energia libera misura la spontaneità di una trasformazione e l’energia utile che si può ottenere.
- Secondo principio: una trasformazione è spontanea se \Delta S_{universo} > 0; la temperatura $T$ è sempre positiva (in kelvin).
- Segno di ΔG e spontaneità a temperatura fissa:
- \Delta G < 0: trasformazione spontanea (irreversibile)
- \Delta G > 0: trasformazione non spontane
- ΔG=0: trasformazione in equilibrio (reversibile)
- Importante: se una direzione non è spontanea, l’altra può esserlo.
- Relazioni tra entalpia, entropia e Gibbs:
- se si conoscono i segni di ΔH e ΔS, si può prevedere il segno di ΔG a qualsiasi temperatura.
- trasformazione spontanea a qualunque temperatura: ΔH<0 e \Delta S > 0\Rightarrow \Delta G < 0.
- trasformazione mai spontanea: \Delta H > 0 e ΔS<0⇒ΔG>0.
- spontanea ad alte temperature: \Delta H > 0 e \Delta S > 0\Rightarrow \Delta G < 0 se $T$ è sufficientemente alta.
- spontanea a basse temperature: \Delta H < 0 e \Delta S < 0\Rightarrow \Delta G < 0 se $T$ è sufficientemente bassa.
- Relazione tra ΔG e K (stato di equilibrio):
- per una reazione a una data temperatura, la relazione fondamentale èΔG=RTln(KQ)
- all’equilibrio, Q=K⇒ΔG=0
- nello stato standard: ΔG∘=−RTlnK perché in Q si usa 1 per le specie standard.
- in condizioni non standard: ΔG=ΔG∘+RTlnQ (equivale a ΔG=RTln(KQ)).
- Interpretazione: $K$ è un indice di quanto una data reazione procede verso i prodotti a una data temperatura.
- $K$ piccolo: reazione spostata verso i reagenti;
- $K$ grande: spostata verso i prodotti;
- $K$ intermedio: sia reagenti sia prodotti presenti in quantità non trascurabili.
- Relazioni tra variazioni e stati: se una reazione si può scomporre in passi, la costante di equilibrio globale è il prodotto delle costanti dei passi individuali.
Equilibrio chimico
- Equilibrio chimico vs cinetica:
- equilibrio chimico: costante di concentrazione a lungo tempo; le concentrazioni reagenti e prodotti non variano con il tempo; velocità diretta = inversa.
- cinetica chimica: velocità della reazione, variazione delle concentrazioni nel tempo.
- Le differenze tra sistemi omogenei ed eterogenei:
- in sistemi omogenei (gas/gas o soluzioni), la costante di equilibrio comprende tutte le specie.
- in sistemi eterogenei (solidi e gas): la costante di equilibrio è data principalmente dalle specie gas; i solidi entrano nel calcolo solo attraverso le loro quantità come fattori costanti di scala, perché la loro pressione parziale è costante.
- Legge dell’azione di massa (Guldberg e Waage, 1864): in una data temperatura, un sistema chimico raggiunge uno stato in cui il rapporto tra le concentrazioni dei reagenti e dei prodotti è costante. Per gas, si lavora con le pressioni parziali: K<em>p=∏(P</em>j)ν<em>j∏(P</em>i)ν<em>i e si può collegare a K</em>c tramite la relazione: K<em>p=K</em>c(RT)Δn, dove Δn=moli di gas prodotte−moli di gas reagenti.
- Quoziente di reazione Q:
- Q=reagenticoeffprodotticoeff in qualsiasi momento della reazione.
- All’equilibrio: Q=K.
- Se Q < K: la reazione procede verso destra (verso i prodotti) finché non si raggiunge l’equilibrio.
- Se Q > K: la reazione procede verso sinistra (verso i reagenti) finché non si raggiunge l’equilibrio.
- Se Q=K: si è in equilibrio; nessuna trasformazione netta.
- Esempi didattici tipici:
- una table di esercizio mostra come si usano i dati iniziali, le variazioni e l’equilibrio per calcolare le concentrazioni all’equilibrio e la costante di equilibrio.
Relazione tra costante di equilibrio e parametro di spontaneità
- La relazione chiave tra ΔG e K/ Q: ΔG=ΔG∘+RTlnQ e all’equilibrio ΔG∘=−RTlnK⇒ΔG=RTln(KQ).
- Se si considera una reazione all’equilibrio, $\Delta G = 0$ e $Q = K$.
- Se una reazione non è spontanea in una direzione, è spontanea nel senso opposto (regola della spontaneità).
Dissociazione gassosa ed esempi eterogenei
- Dissociazione gassosa: alcuni gas, riscaldandosi, si scindono in gas diversi; questa trasformazione è descritta dalla costante di equilibrio in termini di pressioni parziali: K<em>p=(Preagenti)coeff(P</em>prodotti)coeff.
- Quando si combinano gas e solidi, l’equilibrio è eterogeneo: la costante è determinata dai gas e i solidi si considerano come quantità costanti; l’equilibrio può essere ristabilito solo se si chiude il sistema (evitare fuga di CO₂, ecc.).
- Le perturbazioni secondo il principio di Le Chatelier:
- variazione di concentrazione di reagente/prodotto
- variazione di pressione o volume
- variazione di temperatura
- la reazione netta si orienta per ridurre l’effetto della perturbazione
Esempi e applicazioni pratiche
- Espansione di gas a temperatura costante: esempio di processo reversibile vs irreversibile (a seconda della lentezza del processo).
- Esempi tipici sono usati per illustrare i concetti di Q, K, ΔG, ΔH, ΔS, e come si relazionano con la spontaneità.
- Dissociazione gassosa e equilibrio fra NO₂ e N₂O₄ (esempi tipici: dinamica tra gas di NO₂ marrone e N₂O₄ in equilibrio): l’equilibrio si sposta in risposta a variazioni di temperatura o pressione.
Note finali sull’uso degli strumenti termodinamici
- Per stimare la spontaneità a una data temperatura, si guardano segnali di ΔH e ΔS:
- ΔH < 0 e ΔS > 0 → spontaneità a qualsiasi T ⇒ ΔG < 0
- ΔH > 0 e ΔS < 0 → non spontanea a qualsiasi T ⇒ ΔG > 0
- ΔH > 0 e ΔS > 0 → spontanea ad alte T (se T è sufficientemente alta)
- ΔH < 0 e ΔS < 0 → spontanea a basse T (se T è sufficientemente bassa)
- Ricapitolando: ΔG e K sono legati in modo fondamentale; K indica la posizione all’equilibrio, ΔG indica la spontaneità in condizioni correnti (T, P, ecc.).
Esercitazioni e riferimenti pratici
- Esempi di calcolo tipici includono:
- conversione tra Kp e Kc quando le specie sono gas e Δn è noto
- calcolo di Q per una data miscela e confronto con K per decidere la direzione della reazione
- uso della relazione ΔG^\circ = -RT \ln K per prevedere la spontaneità in condizioni standard
- considerare la dissoluzione, la fusione, e come i vari stati di aggregazione influiscano su S^0 e su ΔG^\circ.
Nota finale su terminologia
- Equilibrio chimico: stato in cui le concentrazioni non variano nel tempo, e le velocità delle reazioni diretta e inversa si equivalgono.
- Equilibrio omogeneo vs eterogeneo: differenze nell’espressione di $K$ e nel contributo delle specie solide.
- Le leggi fondamentali di termodinamica forniscono strumenti per prevedere la direzione delle trasformazioni, la quantità di lavoro utile, e condizioni di equilibrio in sistemi reali.